«Voto il 13? E' per dare pensioni a tutti»
Calderoli: se si vota quel giorno maturano il diritto al vitalizio anche i
parlamentari alla prima legislatura
MILANO -L'«election day» per evitare inutili esborsi? Tutt'altro.
Accorpare le elezioni politiche con le amministrative e scegliere per
questo di indire i «comizi elettorali» il 13 di aprile non risponde ad una
logica di contenimento dei costi, per evitare una doppia chiamata alle
urne nel giro di poche settimane. Bensì all'esigenza di garantire anche ai
parlamentari alla loro prima legislatura il diritto di accedere al
vitalizio previsto per deputati e senatori. Ne è convinto il
vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli, secondo cui
«quando il governo deve schierarsi dalla parte del cittadino o della
"Casta" a parole dice di essere con il cittadino ma nei fatti sta sempre
con la "Casta"».
«SCELTA NON CASUALE» - «La scelta della data del 13 aprile per il voto in
alternativa a quella del 6 di aprile può apparire casuale ma non lo è
affatto - sottolinea il coordinatore delle segreterie del Carroccio -.
Votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non
rieletti non avrebbero maturato la pensione, votando invece come stabilito
dal Consiglio dei ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo,
acquisiranno la pensione». E questo per effetto di un gioco di
interpretazioni delle norme e della prassi. Sulla carta il diritto a
maturare la pensione scatta quando viene superata almeno la metà della
durata di una legislatura: in questo caso i parlamentari che decadono
possono, se lo vogliono, versare di tasca propria i contributi relativi
alla parte di legislatura non effettuata e avere così diritto ad incassare
il vitalizio a partire dal compimento dei 65 anni. Ma in realtà questa
norma potrebbe essere aggirata.
GIOCO DI INTERPRETAZIONI - Il requisito dei «due-anni-sei-mesi-e-un
giorno» - fa notare Calderoli - «ha un'interpretazione rigida soltanto per
quanto riguarda il Senato, dove pure si adotta una norma interpretativa
per cui quando è stata superata la metà dell'anno questo viene considerato
come un anno intero. Per i senatori la dead-line sarebbe stata dunque il
15 giugno. Alla Camera, mi dicono, a causa dell'interpretazione che viene
data la pensione matura invece dopo due anni e un giorno». Di qui la
disputa sulle date. L'attuale legislatura è iniziata il 28 aprile del 2006
e quindi i due anni e un giorno maturerebbero il 29 aprile. Ma votando il
6 di aprile questo rischio sarebbe scongiurato perché per legge la prima
seduta del nuovo Parlamento deve essere convocata entro venti giorni dal
voto, e quindi entro il 26 aprile. Facendo slittare di una settimana le
elezioni, e ipotizzando l'indizione della prima seduta dal 29 aprile in
avanti, il diritto sarebbe invece raggiunto (■ Ascolta la
spiegazione di Calderoli). Il Consiglio dei ministri, sarà un caso, ha
stabilito che la prima riunione del prossimo Parlamento avrà luogo appunto
il 29 aprile.
che bel esempio,ma ,allora,sono questi i .. (furbetti del quartiere)
50% a zappare,50% ai binari ferraviari.
ciao edy.
"Trilussa" <voxpopuli@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:focu4c$nlc$1@news.newsland.it...
> «due-anni-sei-mesi-e-un giorno».....
> l'articolo completo:
> «Voto il 13? E' per dare pensioni a tutti»
> Calderoli: se si vota quel giorno maturano il diritto al vitalizio anche i
> parlamentari alla prima legislatura
> MILANO -L'«election day» per evitare inutili esborsi? Tutt'altro.
> Accorpare le elezioni politiche con le amministrative e scegliere per
> questo di indire i «comizi elettorali» il 13 di aprile non risponde ad una
> logica di contenimento dei costi, per evitare una doppia chiamata alle
> urne nel giro di poche settimane. Bensì all'esigenza di garantire anche ai
> parlamentari alla loro prima legislatura il diritto di accedere al
> vitalizio previsto per deputati e senatori. Ne è convinto il
> vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli, secondo cui
> «quando il governo deve schierarsi dalla parte del cittadino o della
> "Casta" a parole dice di essere con il cittadino ma nei fatti sta sempre
> con la "Casta"».
> «SCELTA NON CASUALE» - «La scelta della data del 13 aprile per il voto in
> alternativa a quella del 6 di aprile può apparire casuale ma non lo è
> affatto - sottolinea il coordinatore delle segreterie del Carroccio -.
> Votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non
> rieletti non avrebbero maturato la pensione, votando invece come stabilito
> dal Consiglio dei ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo,
> acquisiranno la pensione». E questo per effetto di un gioco di
> interpretazioni delle norme e della prassi. Sulla carta il diritto a
> maturare la pensione scatta quando viene superata almeno la metà della
> durata di una legislatura: in questo caso i parlamentari che decadono
> possono, se lo vogliono, versare di tasca propria i contributi relativi
> alla parte di legislatura non effettuata e avere così diritto ad incassare
> il vitalizio a partire dal compimento dei 65 anni. Ma in realtà questa
> norma potrebbe essere aggirata.
> GIOCO DI INTERPRETAZIONI - Il requisito dei «due-anni-sei-mesi-e-un
> giorno» - fa notare Calderoli - «ha un'interpretazione rigida soltanto per
> quanto riguarda il Senato, dove pure si adotta una norma interpretativa
> per cui quando è stata superata la metà dell'anno questo viene considerato
> come un anno intero. Per i senatori la dead-line sarebbe stata dunque il
> 15 giugno. Alla Camera, mi dicono, a causa dell'interpretazione che viene
> data la pensione matura invece dopo due anni e un giorno». Di qui la
> disputa sulle date. L'attuale legislatura è iniziata il 28 aprile del 2006
> e quindi i due anni e un giorno maturerebbero il 29 aprile. Ma votando il
> 6 di aprile questo rischio sarebbe scongiurato perché per legge la prima
> seduta del nuovo Parlamento deve essere convocata entro venti giorni dal
> voto, e quindi entro il 26 aprile. Facendo slittare di una settimana le
> elezioni, e ipotizzando l'indizione della prima seduta dal 29 aprile in
> avanti, il diritto sarebbe invece raggiunto (■ Ascolta la
> spiegazione di Calderoli). Il Consiglio dei ministri, sarà un caso, ha
> stabilito che la prima riunione del prossimo Parlamento avrà luogo appunto
> il 29 aprile.
> --
> questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
> http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
"Trilussa" <voxpopuli@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:focu4c$nlc$1@news.newsland.it...
> «due-anni-sei-mesi-e-un giorno».....
> l'articolo completo:
> «Voto il 13? E' per dare pensioni a tutti»
> Calderoli: se si vota quel giorno maturano il diritto al vitalizio anche i
> parlamentari alla prima legislatura
Se nn facevano cosi' il governo nn cadeva....... i parlamentari alla prima
legislatura nn lo avrebbero permesso....
Invece gli hanno ***garantito***la pensione e allora tutt' a post.... !!
Ma il peggio sono i rimborsi elettorali.
Grazie ad 1 norma inserita Belusconi Imperante i partiti (leggi i loro
Caporioni) avranno diritto a percepire l'indennita' elettorale FINO AL 2011
come se la Legislatura nn si fosse interrotta.... e ai vecchi rimborsi
POTRANNO AGGIUNGERE QUELLI DELLA NUOVA TORNATA ELETTORALE... di Aprille 2008
RADDOPPIANDO in pratica le entrate dei partiti...
Altri Milioni di euro Buttati nel Cesso/illegalmente Percepiti.....
La Nave Affonda e i Camerieri si rubano persino l'argenteria.......