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  #1  
Vecchio 05-01-2008, 12.57.29
rebecca
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito democrazia

Io sono d'accordo, com'è ovvio, sui tre punti fondanti il V-Day, cioè il
fatto che non ci siano inquisiti in Parlamento, che non ci siano gli stessi
parlamentari per più di due legislature e che noi si possa tornare a votare
e a scegliere i nostri candidati. Ritengo che questo sia un modo per rendere
presentabile qualcosa che presentabile non è, che è indecente, che è una
truffa. Questo qualcosa si chiama democrazia rappresentativa.
Io ho definito e definisco la democrazia rappresentativa, in modo un po'
brutale se volete, un modo per metterlo nel c..o alla gente col suo consenso
e soprattutto alla povera gente. Innanzitutto non si è mai capito bene cosa
sia la democrazia rappresentativa: Norberto Bobbio, che ha dedicato tutta la
sua lunga e laboriosa vita a questo tema, non ne viene a capo. Indica come
essenziali della democrazia rappresentativa una volta nove elementi, una
volta sei, una volta tre. Comunque prendiamo due elementi che vengono
considerati dalla vulgata come essenziali della democrazia, cioè il voto è
uguale - one man, one vote - come dicono gli anglosassoni , il voto è
libero. Ebbene, il voto non è uguale: il consenso è taroccato. Il voto non è
uguale per la ragione definitiva che è stata illustrata da quella che viene
chiamata la scuola élitista italiana dei primi del Novecento, Gaetano Mosca,
Vilfredo Pareto e Roberto Michels. Dice Mosca: "Cento che agiscano sempre di
concerto e d'accordo prevarranno sempre su mille che agiscano liberamente".
Il consenso non è libero perché ampiamente condizionato dai mass media che
sono in mano ai soliti noti e che, non a caso, si chiamano strumenti del
consenso.
In realtà la democrazia rappresentativa è un sistema di oligarchie, di
minoranze organizzate, di aristocrazie mascherate che schiacciano il
cittadino singolo, l'uomo libero che non vuole umiliarsi a infeudarsi in
queste oligarchie, i partiti e le altre lobby economiche o criminali spesso
legate insieme. La democrazia rappresentativa sarebbe ciò di cui il pensiero
liberale voleva valorizzare - meriti, capacità, potenzialità - e il
cittadino ideale di una democrazia ne diventa vittima designata.
Senza fare troppa teoria, lo vediamo tutti che non contiamo niente, che la
nostra voce non è ascoltata. Qualche anno fa, a Piazza San Giovanni, sono
state radunate un milione di persone su un tema come le leggi ad personam,
un tema difficilissimo infatti è più facile radunare le persone su temi
economici. Ebbene: non c'è stata nessuna risposta né da destra né da
sinistra. Anzi a sinistra si è detto spesso: "non mi confonderai con un
girotondino" come se andare in piazza non fosse il primo diritto politico
del cittadino che viene prima del voto.
Il problema è della democrazia mondiale, occidentale ma il sistema italiano,
e Grillo l'ha mostrato molto bene, ha delle degenerazioni intollerabili.
Diceva Hans Kelsen, che non è un marxista e non è un estremista talebano,
che la democrazia rappresentativa è un sistema di finzioni e sosteneva che
sembra che la funzione della ideologia democratica sia quella di dare ai
cittadini l'illusione della libertà, e si chiede fino a quando questa
straordinaria scissione tra realtà ed ideologia possa continuare. E' la
domanda che mi faccio anche io da parecchio tempo. Ora, naturalmente, le
democrazie nate su bagni di sangue hanno messo un tappo concettuale, una
specie di norma di chiusura sostenendo che la democrazia sia il fine e la
fine della Storia, per cui noi saremo condannati a morire democratici. Io
credo invece che, come ogni sistema che non rispetta nessuno dei suoi
presupposti, prima o poi cadrà. Non sarà un unico evento come questo
organizzato meravigliosamente da Beppe, non sarà certamente la generazione
di Grillo o della mia. Ma prima o poi una truffa di questo genere deve
essere eliminata. Grazie." Massimo Fini


Alt 05-01-2008, 12.57.29
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 05-01-2008, 15.59.48
Neo
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: democrazia

[rebecca] ha scritto:

> Comunque prendiamo due elementi che vengono considerati dalla
> vulgata come essenziali della democrazia, cioè il voto è uguale - one
> man, one vote - come dicono gli anglosassoni , il voto è libero.
> Ebbene, il voto non è uguale: il consenso è taroccato. Il voto non è
> uguale per la ragione definitiva che è stata illustrata da quella che
> viene chiamata la scuola élitista italiana dei primi del Novecento,
> Gaetano Mosca, Vilfredo Pareto e Roberto Michels. Dice Mosca: "Cento
> che agiscano sempre di concerto e d'accordo prevarranno sempre su
> mille che agiscano liberamente". Il consenso non è libero perché
> ampiamente condizionato dai mass media che sono in mano ai soliti
> noti e che, non a caso, si chiamano strumenti del consenso.


Mi pare un discorso che non ha nè capo nè coda.

Che il voto sia libero e uguale (quando lo è) è un dato oggettivo, c'è poco
da filosofeggiare.

Che il consenso organizzato finisca per contare di più dei singoli individui
disorganizzati è un fatto, i partiti nascono ed esistono proprio per questo.
E per questo in democrazia deve essere garantita (e in Italia lo è) anche la
libertà di associazione.

Così come è ovvio che il cittadino, pur oggettivamente libero, sia
influenzabile dai media. Non è che se uno è libero, allora non risente
dell'influenza dell'ambiente in cui vive, e se invece ne risente allora non
è libero (perchè allora è inutile discutere in quanto si nega a priori
l'esistenza stessa della libertà).

E per questo in democrazia deve anche essere garantita la libertà di
espressione e di informazione (e qui già andiamo meno bene, perchè a
dispetto di libertà formalmente costituzionalmente garantite, esiste una
oggettiva mancanza di garanzia di pluralismo nella proprietà dei principali
media)

> Senza fare troppa teoria, lo vediamo tutti che non contiamo niente,
> che la nostra voce non è ascoltata.


Non è ascoltato chi non si fa sentire, o chi si fa sentire un giorno e passa
in silenzio il resto della sua vita. Per riuscire a farsi sentire bisogna
impegnarsi, e impegnarsi parecchio, tutti i giorni.

> Diceva Hans Kelsen, che non è un marxista e non è un
> estremista talebano, che la democrazia rappresentativa è un sistema
> di finzioni e sosteneva che sembra che la funzione della ideologia
> democratica sia quella di dare ai cittadini l'illusione della
> libertà, e si chiede fino a quando questa straordinaria scissione tra
> realtà ed ideologia possa continuare.


Una citazione a capocchia e senza contesto che lascia il tempo che trova.
Per quel poco che ne so Kelsen (in ottima compagnia) diceva tutt'altro.

> Ora, naturalmente, le democrazie nate su
> bagni di sangue hanno messo un tappo concettuale, una specie di norma
> di chiusura sostenendo che la democrazia sia il fine e la fine della
> Storia, per cui noi saremo condannati a morire democratici. Io credo
> invece che, come ogni sistema che non rispetta nessuno dei suoi
> presupposti, prima o poi cadrà. Non sarà un unico evento come questo
> organizzato meravigliosamente da Beppe, non sarà certamente la
> generazione di Grillo o della mia. Ma prima o poi una truffa di
> questo genere deve essere eliminata. Grazie." Massimo Fini


Adolf e Benito sarebbero certamente d'accordo.

--
Era un popolo strano e sfortunato:
il benessere li aveva privati di tutto.
(Stefano Benni - La compagnia dei Celestini)


  #3  
Vecchio 05-01-2008, 17.00.30
Nino
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: democrazia


"rebecca" <fe@n.it> ha scritto nel messaggio
> Io sono d'accordo, com'è ovvio, sui tre punti fondanti il V-Day, cioè il
> fatto che non ci siano inquisiti in Parlamento, che non ci siano gli

stessi
> parlamentari per più di due legislature e che noi si possa tornare a

votare
> e a scegliere i nostri candidati. Ritengo che questo sia un modo per

rendere
..
> Grazie." Massimo Fini


A me sembrano molto più importanti il primo e l'ultimo punto.
Il secondo punto lo toglierei...

Non sempre sono d'accordo con il pensiero anarcoide e spesso
paradossale di Massimo Fini. Gli riconosco però un'intelligenza
ed una profondità di ragionamento fuori del comune e soprattutto
un comportamento coerente e disinteressato.
E' uno spirito libero fuori da ogni schema e diffida dalle mode
vincenti ed osannate; quello che dice non è mai banale e deve
essere analizzato con attenta riflessione.


  #4  
Vecchio 06-01-2008, 02.45.48
Gobo
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: democrazia

La democratia è un vestito che deve adattarsi al sistema
economico finanziario del paese e/o dei paesi che hanno preso questo
modulo di espansione a modello, quindi tanto più questo vestito
permette di muoversi in scioltezza tanto più è conveniente al sistema
adottarlo. L'essere singolo, tu, io e chicchessia è parte della
tessitura del vestito e la sua funzione è quella di adattarsi ai
movimenti di chi lo indossa.

 

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democrazia
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