Il leader di An attacca la proposta di riforma elettorale e si scaglia
contro il Cavaliere
"Si tolga dalla testa di fare l'asso pigliatutto. Sta minando l'unità
del centrodestra"
Scontro aperto Fini-FI: "Vassallum truffa
Con Berlusconi siamo alle comiche finali"
La replica di Bonaiuti: "Inattesa mancanza di stile. Offende un terzo
degli italiani"
<B>Scontro aperto Fini-FI: "Vassallum truffa<br>Con Berlusconi siamo
alle comiche finali"</B
Il presidente di An Gianfranco Fini
ROMA - Sberleffi, risentimento, accuse e polemiche. Con la ex Cdl
fratumata e gli ex alleati che usano toni da nemici giurati. Si
comincia con Fini che, davanti all'assemblea del partito riunita
all'Ergife di Roma (che ha approvato la relazione del presidente),
attacca frontalmente il "Vassallum" e Berlusconi. Riservando al
Cavaliere toni durissimi, quasi sprezzanti: "Siamo alle comiche
finali". Parole che provocano una dura reazione di Forza Italia e che
segnano un ulteriore allargamento del solco che divide i due ex alleati
della Cdl.
Le proposte a Veltroni. Fini, dal palco, parte dalla legge elettorale.
Definendo il Vassallum, "una autentica legge truffa" e arrivando a
minacciare l'ostruzionismo. Poi, rivolgendosi a Veltroni, mette sul
piatto le tre condizioni, all'insegna del bipolarismo, perché An sia
della partita: sistema francese comprensivo del doppio turno; al
maggioritario e Mattarellum; modello regionale, proposto da Pinuccio
Tatarella. "Se invece Veltroni - conclude Fini - continua a lavorare
sul Vassallum, allora non dica che An non ha proposte. Dica invece,
assumendosi le responsabilita', che preferisce un accordo con
Berlusconi".
L'attacco contro il cavaliere. Ma il vero affondo è quello che Fini
riserva al Cavaliere, schierato per il Vassallum: "Se pensa di fare
l'asso pigliatutto degli elettori di centro destra è meglio che se lo
tolga dalla testa". Il leader di An non si ferma. Dimenticata la Cdl e
l'alleanza che lo vedeva al fianco di Berlusconi, insiste negli affondi
contro il Cavaliere: "Vuole il Vassallum? Allora non si può più
invocare l'unità del centrodestra. Come si fa se si da vita ad una
legge elettorale che assicura le mani libere ai partiti? In realtà
Berlusconi sta minando l'unità del popolo di centrodestra che è in
favore di un bipolarismo per cui si sta o di qua o di là". Azzera la
cautele, Fini. Si spinge fino all'irrisione: "Si sfida il ridicolo
quando Berlusconi dice 'bisogna essere uniti', 'bussate e vi sarà
aperto'. Qui non siamo al teatrino della politica, ma alle comiche
finali".
La reazione di Forza Italia. La reazione, irata, di Forza Italia arriva
nel giro di poco. Giusto il tempo di leggere le dichiarazioni di Fini e
i forzisti si compattano. Se il Cavaliere tace, parlano i suoi
fedelissimi. "Fini usa un meccanismo psicoanalitico fondato sulla
rimozione e dimentica due anni e mezzo di verifiche e contestazioni e
la successiva apertura delle ostilità dopo la manifestazione del 2
dicembre dello scorso anno - dice Fabrizio Cicchitto -. Quello di Fini
è un intervento distruttivo a 360 gradi". E Sandro Bondi:
"Dichiarazioni che sono il segnale di una evidente, e drammatica,
debolezza politica". Chiude Paolo Bonaiuti, portavoce del premier: "Da
Fini una mancanza di stile. Offendendo Berlusconi offende un terzo
degli italiani"
I dubbi del Pd. Non si spingono a definirlo "una truffa" ma anche
all'interno del Pd, il Vassallum trova resistenze. "E' difficile negare
i due problemi che Fini solleva: quello di maggioranze, governi e
premier sottratti alla scelta dei cittadini e la concreta minaccia al
bipolarismo" dice il deputato del Pd (ulivista convinto) Franco Monaco.
> Il leader di An attacca la proposta di riforma elettorale e si scaglia
> contro il Cavaliere
[CUT]
"Il centrosinistra non può cambiare la legge elettorale senza
il consenso dell'opposizione perché ciò sarebbe contrario alla
cultura istituzionale dell'Italia".
[P.F. Casini - 5 ottobre 2000]
"Cambiare la legge elettorale è un diritto della maggioranza".
[P.F. Casini - 7 ottobre 2005]
"Anonymous" ha scritto nel messaggio
> Come si fa se si da vita ad una
> legge elettorale che assicura le mani libere ai partiti? In realtà
> Berlusconi sta minando l'unità del popolo di centrodestra che è in
> favore di un bipolarismo per cui si sta o di qua o di là".
..
> I dubbi del Pd. Non si spingono a definirlo "una truffa" ma anche
> all'interno del Pd, il Vassallum trova resistenze. "E' difficile negare
> i due problemi che Fini solleva: quello di maggioranze, governi e
> premier sottratti alla scelta dei cittadini e la concreta minaccia al
> bipolarismo" dice il deputato del Pd (ulivista convinto) Franco Monaco.
Cazzate.
Il referendum del Mariotto Segni, che abbatteva il proporzionale e
pretendeva di risolvere tutti i problemi di governabilità... e i gonzi
tutti convinti a votarlo...in una percentuale bulgara.
Infatti, i partitini che dovevano sparire si sono moltiplicati.
Il proporzionale, più o meno impuro, con sbarramento e premi ai più
grossi è, secondo me, il sistema migliore. Ne ero convinto ai tempi
del centro-sinistra, e ne sono ancora più convinto adesso.
Bisogna tornarci.
Fra l'altro, il proporzionale uccide solo il bipolarismo sbagliato
alla Prodi, che è un bipolarismo di coalizioni eterogenee, che conduce
all'ingovernabilità.
Quello che serve è un bipolarismo flessibile, le coalizioni (2-3-4 non
importa), devono essere minime e fra partiti contigui, perchè solo tra
vicini coesi si possono minimizzare le distanze ideologico-programmatiche.
Chi difende l'attuale, dice che però così gli italiani perderebbero il
diritto irrinunciabile di sapere "prima del voto" quale coalizione
immodificabile li governerà.
Stupidaggini, è un auto-inganno, questo "sapere prima" serve solo a far
durare di più governi di incompetenti e di zombi, che nulla fanno perchè
devono dare il contentino a tutti, è la loro eterogeneità che gli
impedisce seri accordi.
Ogni coalizione prima del voto deve presentare il suo programma.
Chi vince, si apparenta se necessario per avere la maggioranza con la
coalizione che ci sta, ma il programma rimane quello presentato prima.
> Il referendum del Mariotto Segni, che abbatteva il proporzionale e
> pretendeva di risolvere tutti i problemi di governabilità... e i gonzi
> tutti convinti a votarlo...in una percentuale bulgara.
> Infatti, i partitini che dovevano sparire si sono moltiplicati.
L'unico dei referendum proposti da Segni che superò il vaglio della corte
costituzionale, e quindi l'unico che fu votato, era quello che aboliva le
preferenze multiple (all'epoca largamente utilizzate per "marcare" il voto
di scambio).
--
Prima di non essere d'accordo prova ad ascoltare un po' di più.
Prima di pretendere qualcosa prova a pensare a quello che dai tu.
Non è facile però è tutto qui.
(Irene Grandi - Prima di partire per un lungo viaggio)
"Francesco L.C." ha scritto nel messaggio
> "Nino" ha scritto nel messaggio
>> Ogni coalizione prima del voto deve presentare il suo programma.
>> Chi vince, si apparenta se necessario per avere la maggioranza con la
>> coalizione che ci sta, ma il programma rimane quello presentato prima.
> Cosi, per avere la maggioranza, si amalgamano "programmi" (e coalizioni)
> diametralmente opposti. Ma per piacere!!
Per piacere, bisogna saper capire...anche se sembra difficile...
I programmi tentano di amalgamarsi, senza ovviamente riuscirci, con la
situazione attuale delle grosse coalizioni. E tutto si blocca.
Con quella proporzionale da me proposta, il programma unico che sarà
attuato è quello presentato prima dalla coalizione piccola (2-3 partiti)
che riceverà più voti. Chi si apparenta al governo, è solo perchè il suo
programma è abbastanza affine, e sarà solo per una questione di numeri
(per avere la maggioranza) e per impedire che chi ha vinto scelga
un'altra coalizione.
> Stupidaggini, è un auto-inganno, questo "sapere prima" serve solo a far
> durare di più governi di incompetenti e di zombi, che nulla fanno perchè
> devono dare il contentino a tutti, è la loro eterogeneità che gli
> impedisce seri accordi.
Sono con te!-)
Ci vuole maggiore mobilità tra le forze politiche.
Fuori i sindacalisti!-)
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:fjim4d$m4o$2@aioe.org...
> [Nino] ha scritto:
>> Il referendum del Mariotto Segni, che abbatteva il proporzionale e
>> pretendeva di risolvere tutti i problemi di governabilità... e i gonzi
>> tutti convinti a votarlo...in una percentuale bulgara.
>> Infatti, i partitini che dovevano sparire si sono moltiplicati.
> L'unico dei referendum proposti da Segni che superò il vaglio della corte
> costituzionale, e quindi l'unico che fu votato, era quello che aboliva le
> preferenze multiple (all'epoca largamente utilizzate per "marcare" il voto
> di scambio).
> --
Sì, certo, la fesseria della preferenza unica (1991)
Ma nel 1993, ci fu anche il referendum elettorale sul Senato, approvato
con oltre l'80% dei voti.
Di QUELLO che c'era PRIMA di 20 anni di "talabanesimo"
politico.
Un debito pubblico spaventoso.
Una spesa pubblica spaventosa.
Una corruzione spaventosa.
Un'inflazione spaventosa.
"Francesco L.C." <yyyfranklococo@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:lT77j.190508$%k.325942@twister2.libero.it...
>> Con quella proporzionale da me proposta,
> Quella proposta da te è solo una "restaurazione".
> Di QUELLO che c'era PRIMA di 20 anni di "talabanesimo"
> politico.
> Un debito pubblico spaventoso.
> Una spesa pubblica spaventosa.
> Una corruzione spaventosa.
> Un'inflazione spaventosa.
Bravo!
Tieniti questa repubblica delle banane
Che è capace solo di svendere quello che, anche con debiti,
corruzione e regali, però è stato acquisito come "ricchezza"
dello Stato.
Che una volta impoverito (e aver ingrassato imprese private
con autostrade, elettricità, telefoni, acqua, edilizia, ecc..)
si ritroverà senza più nulla, salvo il debito pubblico, quello
continuerà ad esserci...
> Che è capace solo di svendere quello che, anche con debiti,
> corruzione e regali, però è stato acquisito come "ricchezza"
> dello Stato.
> Che una volta impoverito (e aver ingrassato imprese private
> con autostrade, elettricità, telefoni, acqua, edilizia, ecc..)
> si ritroverà senza più nulla,
salvo il debito pubblico, quello
> continuerà ad esserci...
E' il risultato finale di quello che c'era prima di 20 anni telebanesimo.
> Ma nel 1993, ci fu anche il referendum elettorale sul Senato,
> approvato con oltre l'80% dei voti.
Ok, ma il comitato promotore di quel referendum era molto più ampio.
C'era anche Segni, ma c'erano i DS, i radicali e altri.
Venendo alla sostanza credo sia comunque sbagliato pensare che basti una
buona legge elettorale per avere automaticamente una classe politica
migliore.
La legge elettorale può essere di aiuto o di intralcio, ma la differenza
vera la possono fare solo gli elettori.
Personalmente considero buona una legge elettorale che consente agli
elettori di scegliere; scegliere le persone da cui farsi rappresentare e
scegliere le persone da cui farsi governare. E' su questo che ne misuro la
bontà.
Nel nostro ordinamento non esiste un vincolo di mandato e quindi la scelta
delle persone è l'unica vera scelta possibile.
Per questo mi piaceva il maggioritario. E mi sarebbe piaciuto di più senza
quota proporzionale, con i candidati a scegliersi un solo collegio e farsi
giudicare dagli elettori di quel collegio.
Purtroppo, a meno che non decida di emigrare in UK (cosa improbabile, perchè
nonostante tutto questo paese mi piace, ma non del tutto impossibile) un
sistema elettorale così mi sa che potrò solo sognarlo. Mi sa che rimpiangerò
il mattarellum (lontano anni luce dall'essere un vero sistema maggioritario)
per il resto dei miei giorni.
--
Prima di non essere d'accordo prova ad ascoltare un po' di più.
Prima di pretendere qualcosa prova a pensare a quello che dai tu.
Non è facile però è tutto qui.
(Irene Grandi - Prima di partire per un lungo viaggio)
"Neo" ha scritto nel messaggio
> [Nino] ha scritto:
>> Ma nel 1993, ci fu anche il referendum elettorale sul Senato,
>> approvato con oltre l'80% dei voti.
> Ok, ma il comitato promotore di quel referendum era molto più ampio.
> C'era anche Segni, ma c'erano i DS, i radicali e altri.
> Venendo alla sostanza credo sia comunque sbagliato pensare che basti una
> buona legge elettorale per avere automaticamente una classe politica
> migliore.
Io ne sono più che convinto! Che il sistema elettorale serva a ben poco.
Per questo, in tanti altri messaggi, e fin dalle scorse votazioni avevo
detto che non mi fidavo di queste coalizioni e dei politici candidati e
quindi poi eletti.
E consigliavo di disperdere il voto ai partitini per mandare un chiaro
messaggio che non si era d'accordo sul metodo e sulle persone.
E nelle prossime elezioni sarei felicissimo venisse premiata la
nascente coalizione della rete di liste civiche, che sarà formata da
persone giovani, nuove alla politica e lontane dalla partitocrazia.
> Personalmente considero buona una legge elettorale che consente agli
> elettori di scegliere; scegliere le persone da cui farsi rappresentare e
> scegliere le persone da cui farsi governare. E' su questo che ne misuro la
> bontà.
Sarebbe già sufficiente poter scegliere veramente su una rosa di nomi che
partono tutti alla pari, tutti del territorio, con la possibilità di
presentarsi in un solo collegio elettorale e ripristinando le preferenze.
> Per questo mi piaceva il maggioritario. E mi sarebbe piaciuto di più senza
> quota proporzionale, con i candidati a scegliersi un solo collegio e farsi
> giudicare dagli elettori di quel collegio.
Non dico che non possa funzionare, ma preferisco il proporzionale, mi dà un
senso di maggiore scelta democratica.
> Purtroppo, a meno che non decida di emigrare in UK (cosa improbabile,
> perchè nonostante tutto questo paese mi piace, ma non del tutto
> impossibile) un sistema elettorale così mi sa che potrò solo sognarlo. Mi
> sa che rimpiangerò il mattarellum (lontano anni luce dall'essere un vero
> sistema maggioritario) per il resto dei miei giorni.
Auguri.
Tutto sommato, io ringrazio Dio di essere nato e vissuto in Italia.
Il Mon, 10 Dec 2007 22:08:21 +0100, Neo ha scritto:
> Personalmente considero buona una legge elettorale che consente agli
> elettori di scegliere; scegliere le persone da cui farsi rappresentare e
> scegliere le persone da cui farsi governare. E' su questo che ne misuro
> la bont.
> Nel nostro ordinamento non esiste un vincolo di mandato e quindi la
> scelta delle persone l'unica vera scelta possibile.
> Per questo mi piaceva il maggioritario. E mi sarebbe piaciuto di pi
> senza quota proporzionale, con i candidati a scegliersi un solo collegio
> e farsi giudicare dagli elettori di quel collegio.
Quoto e straquoto. L'unica legge elettorale valida per per questo paese
e' quella che mette in relazione biunivoca gli eletti con gli elettori.
Uninominale (un turno, due turni, 27 turni, non importa) con la
possibilita' di presentarsi in un solo collegio, e senza la possibilita'
di cambiare collegio alle elezioni successive, si cambia collegio solo se
si salta (volontariamente o perche' segati) almeno una legislatura,
altrimenti si torna al giudizio di quegli elettori che ti hanno eletto e
seguito passo-passo per 5 anni.
poi legiferano come meglio credono, ma gli elettori sono altrettanto
liberi di decidere se hanno legiferato in modo tale da meritarsi la
rielezione.
L'altra cosa che non mi va giu' e' che il governo debba essere
controllato dal parlamento. Per quale ragione il potere legislativo, che
dovrebbe essere responsabile di azioni di lungo periodo, deve controllare
e ricattare a questo modo il potere esecutivo ? Potrebbe anche essere il
contrario (lo e' stato con il berlosco), e non andrebbe comunque bene.
Sarebbe piu' razionale se il parlamento legiferasse su temi di lunga
scadenza e il governo operasse solo per decreti (confermabili o meno dal
parlamento a fine mandato del governo) su azioni di medio/breve, senza
che ne il parlamento ne il governo siano ricattabili da minacce di crisi
o scioglimento camere.
Ovviamente occorrerebbero 2 elezioni distinte, e magari si potrebbero
avere 2 maggioranze distinte, ma chissene importa ? il governo governa,
solo provvedimenti a breve/medio e il parlamento legifera su temi di piu'
lunga scadenza fuori dalla responsabilita' del governo.
Il Mon, 10 Dec 2007 22:22:45 +0000, Nino ha scritto:
> Non dico che non possa funzionare, ma preferisco il proporzionale, mi d
> un senso di maggiore scelta democratica.
scusa, ma dov'e' la democraticita' nel non avere alcun controllo su quali
individui vanno in parlamento ?
tanto varrebbe tornare al feudalesimo ereditario... se piaci al re, ti da
un feudo (ti mette in alto nella lista), se cadi in disgrazia presso il
re... e il popolo dov'e' che influisce ?
"doppio.massimo" ha scritto nel messaggio
> Il Mon, 10 Dec 2007 22:22:45 +0000, Nino ha scritto:
>> Non dico che non possa funzionare, ma preferisco il proporzionale, mi d
>> un senso di maggiore scelta democratica.
> scusa, ma dov'e' la democraticita' nel non avere alcun controllo su quali
> individui vanno in parlamento ?
Nel scegliere le persone con la preferenza.
E nell'eleggere quelle che hanno avuto più voti (secondo proporzionalità,
un voto deve valere quanto un altro).
> L'altra cosa che non mi va giu' e' che il governo debba essere
> controllato dal parlamento.
Il governo, nell'esercizio del potere esecutivo, è, una volta ottenuta la
fiducia, perfettamente autonomo dal parlamento.
Le leggi però, tutte le leggi, le fa il parlamento.
E va bene così, funziona ovunque, non vedo perchè da noi dovrebbe essere
diverso.
Un governo che potesse farsi anche le leggi (e distinguere fra leggi di
breve e di lungo periodo è cosa che ha ben poco senso) sarebbe al di fuori
di ogni controllo democratico.
--
Prima di non essere d'accordo prova ad ascoltare un po' di più.
Prima di pretendere qualcosa prova a pensare a quello che dai tu.
Non è facile però è tutto qui.
(Irene Grandi - Prima di partire per un lungo viaggio)
Il Tue, 11 Dec 2007 19:01:53 +0100, Neo ha scritto:
> [doppio.massimo] ha scritto:
>> L'altra cosa che non mi va giu' e' che il governo debba essere
>> controllato dal parlamento.
> Il governo, nell'esercizio del potere esecutivo, , una volta ottenuta la
> fiducia, perfettamente autonomo dal parlamento.
> Le leggi per, tutte le leggi, le fa il parlamento.
> E va bene cos, funziona ovunque, non vedo perche' da noi dovrebbe essere
> diverso.
> Un governo che potesse farsi anche le leggi (e distinguere fra leggi di
> breve e di lungo periodo cosa che ha ben poco senso) sarebbe al di
> fuori di ogni controllo democratico.
no. affatto. Non mi sono spiegato bene, anche perche' non e' un approccio
gia' affrontato da altri.
1- non vedo perche' il governo, come in effetti accade, debba mettersi a
preparare disegni di legge, leggi delega e via dicendo (che dovrebbero
essere compito del parlamento) sulle quali deve porre spesso la questione
di fiducia.
2- non vedo perche' il parlamento debba mettere becco in tutto cio' che
fa il governo,spesso tenendolo sotto scacco. A volte sembra quasi che il
paese sia governato dal parlamento, senonche' le iniziative di cui al
punto 1 rendono il tutto ancora piu' confuso.
3- non vedo perche' sia poco democratico se i cittadini scelgono il
governo, oltre che il parlamento. Oggi eleggiamo (?) il parlamento, che
decide il governo, il presidente della repubblica, i giudici della
consulta... insomma diamo un voto (?) da cui deriva una mega delega su
tutto il resto. Perche' questo sarebbe piu' democratico ?
Quello che intendo io e' che il governo, sotto il solo giudizio degli
elettori, governa il breve/medio termine (orizzonte i 5 anni di
legislatura, magari ridotti a 4) tramite decreti. Se quello che fa non
piace, non verra' rieletto. E comunque governa dentro il quadro generale
stabilito dal parlamento.
Il parlamento invece da l'indirizzo generale, decide che tipo di regime
fiscale dobbiamo avere (ma le specifiche aliquote le decide di volta in
volta il governo in base alle necessita') che tipo di sanita' pubblica
dobbiamo avere (ma gli specifici provvedimenti di breve li stabilisce il
governo) che tipo di reati e pene devono essere nel codice penale, cosa
e' accettabile dal punto di vista etico (tipo PACS, fecondazione
artificiale, divorzio, missioni di guerra etc)
Non capisco perche' si debba rischiare una crisi di governo per
provvedimenti che hanno impatti di lungo termine sul paese e che con il
governo nulla hanno a che fare.
A quel punto: parlamento eletto con proporzionale puro, governo eletto
con uninominale secco (senza recuperi, sbarramenti e rabbocchi vari)
In america funziona piu' o meno cosi', brogli a parte (e leggi
proporzionali a parte).
Il Tue, 11 Dec 2007 08:48:59 +0000, Nino ha scritto:
>> scusa, ma dov'e' la democraticita' nel non avere alcun controllo su
>> quali individui vanno in parlamento ?
>>> Nel scegliere le persone con la preferenza. E nell'eleggere quelle che
> hanno avuto pi voti (secondo proporzionalit, un voto deve valere quanto
> un altro).
allora non siamo troppo lontani. La preferenza (unica) mi andrebbe
benissimo. Oggi non abbiamo nemmeno piu' quella.
> 1- non vedo perche' il governo, come in effetti accade, debba
> mettersi a preparare disegni di legge, leggi delega e via dicendo
> (che dovrebbero essere compito del parlamento) sulle quali deve porre
> spesso la questione di fiducia.
Il governo fa delle proposte, che devono passare al vaglio del parlamento,
su quelle leggi che pensa debbano essere introdotte o modificate.
E' prassi in tutte le democrazie.
Se l'Italia ha una peculiarità in questo è la mostruosa complessità del
corpo legislativo.
C'è chi sostiene (secondo me a ragione) che un buon governo da noi dovrebbe
cercare di cancellare parte delle leggi che già ci sono anzichè scriverne
delle nuove.
> 2- non vedo perche' il parlamento debba mettere becco in tutto cio'
> che fa il governo,spesso tenendolo sotto scacco. A volte sembra quasi
> che il paese sia governato dal parlamento, senonche' le iniziative di
> cui al punto 1 rendono il tutto ancora piu' confuso.
Il parlamento ha anche compiti di vigilanza sull'operato del governo, ma
credo tu ti riferisca soprattutto alla attività parlamentare relativa
all'esame delle proposte di legge formulate dal governo.
> 3- non vedo perche' sia poco democratico se i cittadini scelgono il
> governo, oltre che il parlamento.
Non lo è, infatti. Semplicemente non è previsto dalla nostra costituzione.
> Quello che intendo io e' che il governo, sotto il solo giudizio degli
> elettori, governa il breve/medio termine (orizzonte i 5 anni di
> legislatura, magari ridotti a 4) tramite decreti. Se quello che fa non
> piace, non verra' rieletto. E comunque governa dentro il quadro
> generale stabilito dal parlamento.
> Il parlamento invece da l'indirizzo generale, decide che tipo di
> regime fiscale dobbiamo avere (ma le specifiche aliquote le decide di
> volta in volta il governo in base alle necessita') che tipo di
> sanita' pubblica dobbiamo avere (ma gli specifici provvedimenti di
> breve li stabilisce il governo) che tipo di reati e pene devono
> essere nel codice penale, cosa e' accettabile dal punto di vista
> etico (tipo PACS, fecondazione artificiale, divorzio, missioni di
> guerra etc)
L'idea che esponi presuppone una sorta di delega in bianco al governo per
"decreti" (cioè leggi) che permettano di "governare" il breve/medio termine.
La distinzione questi "decreti" e il resto delle leggi (quelle che dovrebbe
fare il parlamento) sarebbe del tutto arbitraria.
> A quel punto: parlamento eletto con proporzionale puro, governo eletto
> con uninominale secco (senza recuperi, sbarramenti e rabbocchi vari)
> In america funziona piu' o meno cosi', brogli a parte (e leggi
> proporzionali a parte).
In america non funziona affatto così.
Anche lì le leggi (tutte) le fa il parlamento.
Il presidente è eletto dal popolo e quindi il governo ha più potere (e
soprattutto non può essere sfiduciato dal parlamento), ma non può fare leggi
senza che queste debbano essere approvate dal parlamento.
--
Prima di non essere d'accordo prova ad ascoltare un po' di più.
Prima di pretendere qualcosa prova a pensare a quello che dai tu.
Non è facile però è tutto qui.
(Irene Grandi - Prima di partire per un lungo viaggio)
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