L'inflazione è la tassa più iniqua, perchè colpisce più duramente gli strati
più poveri della popolazione.
Un aumento dei prezzi al consumo non è mai neutro: chi perde nel suo potere
d'acquisto è senza ombra di dubbio il consumatore finale (se non può
scaricare su altri gli effetti dell'inflazione e deve aspettare gli scarsi
recuperi in occasione del rinnovo dei contratti collettivi di lavoro),
mentre gli altri anelli della catena, dal produttore al commerciante
venditore, in larga misura se ne impippano, anzi, per loro può costituire un
vantaggio ed un ulteriore guadagno.
Dire che l'inflazione è del 2%, o del 3% o magari del 10%, come tale è più
propriamente percepita, è, secondo me, un po' come dare i numeri del lotto.
Perchè dipende dal paniere dei beni il cui prezzo viene considerato, e
dall'incidenza che si assume abbiano nei consumi famigliari. Tipologia dei
prodotti e loro proporzione nel budget familiare che sono solo
apparentemente razionali, come può esserlo una media disomogenea e di valori
molto dissimili, che conduce quindi a conclusioni in realtà cervellotiche e
prive di senso.
Perchè, ad ogni cittadino corrisponde una "sua" perdita di potere d'acquisto
reale (è mistificatorio parlare di inflazione percepita, come fosse una
fisima), che può essere del tutto difforme da quella ufficiale.
Essendo le condizioni economiche, il tenore di vita, l'aderenza all'incanto
delle sirene consumiste, alla pubblicità e alla moda, caratteristiche
(imposte talvolta dalla costrizione) praticamente individuali, occorrerebbe
predisporre una molteplicità di panieri di beni, tarati sui consumi di ogni
cittadino.
Questo non è ovviamente possibile.
Saggio potrebbe però costruire ed affidarsi a tre panieri diversi,
adattabili alle spese che sono ipotizzabili in funzione del reddito delle
classi sociali, ad es. uno per chi ha entrate inferiori a 1000 euro mensili,
e che quindi può permettersi, e non sempre, solo di comprare beni
indispensabili di prima necessità, uno per chi ha un reddito compreso fra
1000 e 3000 euro al mese, e l'ultimo per chi può godere di guadagni
superiori, le cui uscite comprendono in larga misura tempo libero, superfluo
e lusso.
TME.......sembrano crederci
Luca: ha retto bene l'impatto di apertura
è di nuovo a 0,28.....
che dici Afé....c'è da crederci?
Luca
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Borsa
3
17-07-2007 10.17.19
OT: non voglio crederci
Paolo Zanatta: http://www.kataweb.it/news/item/236869/senato-sala-giuliani-prc-ringrazia-napolitano
Borsa
9
08-11-2006 15.36.55
da non crederci....
Peppuzzo: capitalia (che negli ultimi 18 mesi ha avuto un incremento del 150%)
perde 0.50%
Fideuram ed unicredito (che approssimativamente stan la ho han perso)
perdono rispettivamente il 2 e l'1%
...
Borsa
1
04-08-2004 15.41.19
[Parmalat] Ci sarà da crederci?
Geppetto: +++ PARMALAT: BONDI AVANTI,SU BONLAT INFORMARE MAGISTRATI+++
(ANSA) - MILANO, 19 DIC - Enrico Bondi va avanti e il
consiglio lo incarica di informare "l'autorità giudiziaria"
in relazione alla...
Borsa
8
19-12-2003 22.34.41
indice inflazione del tabacco
Marco AL: Qualcuno sa quanto incide la voce tabacco nel calcolo dell'indice Istat
dell'inflazione italiana?
Grazie anticipatamente.