La scommessa di Berlusconi sulla Finanziaria
UGO MAGRI
A mano a mano che l'ora della verità si avvicina, e le sue profezie
sulla
fine imminente di Prodi assumono sempre più le sembianze di un «bluff»,
e
gli stessi suoi alleati della Cdl si preparano a presentargli il conto
dell'ennesima
sconfitta, c'è un interrogativo cui perfino i conoscitori del Cavaliere
non
sanno dare risposta:
«Chi glielo ha fatto fare?».
Per quale strana e incomprensibile ragione Silvio Berlusconi ha deciso
di
giocarsi un pezzo consistente di reputazione politica su una scommessa
così
ad alto rischio, come annunciare la caduta del governo in base a
un'incerta
campagna acquisti?
L'unica risposta paradossale ma convincente che si raccoglie ai piani
alti
della Cdl ha poco a che vedere con la politica, molto invece con la
psiche
del leader.
Berlusconi, è l'affascinante teoria, non ne ha più voglia.
Settantuno anni, due volte capo del governo, destinato comunque a
restare
nei manuali scolastici, tanti denari da non sapere che farne: come
stupirsi
se al teatrino della politica lui preferisce il cabaret, quello vero?
Non è un caso se il giorno in cui si spegneva Giovanna Reggiani
all'ospedale
Sant'Andrea, ferita a morte da un immigrato romeno, lui era al
Bagaglino,
dove si rappresentava il nuovo spettacolo comico di Pippo Franco e
Oreste
Lionello dal titolo «Vieni avanti cretino», e contribuiva al buonumore
collettivo raccontando dal palco un paio di sapide barzellette delle
sue.
Ridiamoci su.
Per cui Silvio ha puntato tutto il suo patrimonio politico sulla crisi
il 14
o il 15 novembre. Basta così, o la va o la spacca. Se gli va bene,
torna a
Palazzo Chigi.
E poco importa se qualche consigliere come don Baget Bozzo gli ha detto
che
sedersi oggi su quella poltrona è pura follia, «in queste condizioni
caro
Silvio l'Italia è ingovernabile, ti lincerebbero peggio di Prodi, per
desiderare una cosa del genere devi essere un grande pazzo oppure un
grande
santo...».
Niente da fare, Berlusconi non ascolta.
Giorgio La Malfa gli ha mandato da una settimana 40 cartelle di analisi
della crisi italiana per scongiurarlo di non perdere l'occasione delle
riforme istituzionali prima di andare alle urne.
Zero risposte.
Il Cavaliere galoppa lanciatissimo verso il suo ultimo rodeo.
Se lo vince «conquista la terza insalatiera», ironizza Bruno Tabacci.
Torna al tavolo dei Grandi, si prende una rivincita planetaria.
E se va male?
Nulla fa credere che Berlusconi abbia voglia di tirare la carretta del
centrodestra per un altro anno o magari due, o tre, o per il tempo che
può
durare un'onesta battaglia d'opposizione.
Chi lo frequenta è pure portato a escludere che l'uomo si ritiri in
azienda
e torni a fare Caroselli, come ai tempi in cui era Sua Emittenza.
Ma avverte che l'ennesimo blitz fallito avrebbe ripercussioni pesanti
sul
suo animo.
Prima ancora che siano gli alleati (Fini, Casini, Bossi) a
rinfacciargli il
fiasco, sarebbe lui stesso a interrogarsi se vale la pena spendere altre
energie per un Paese «che non mi merita» (sfogo all'indomani della
sconfitta
elettorale).
E' un fatto che, rispetto al Berlusconi lungimirante, all'imprenditore
geniale fattosi statista a modo suo rivoluzionario, l'orizzonte
temporale
del personaggio odierno sembra drammaticamente accorciato.
Più che investire sul futuro, spreme quanto può dal presente.
Perfino il Milan ne sta facendo le spese.
E' la squadra più vecchia del mondo, ma Berlusconi non ha voluto
cacciare di
tasca un soldo, en attendant Ronaldinho.
Quando Galliani gli ha fatto il nome di un campione come Buffon, lui ha
storto la bocca.
Idem nella politica: in questo caso il Ronaldinho che Berlusconi
aspetta si
chiama Dini, tutto il resto lo annoia.
Partito unico per la destra di domani?
Sì, no, boh, vedremo.
Fini sarà il successore?
Certo, anzi no, anzi forse.
Prima Michela Vittoria Brambilla e i suoi Circoli vengono finanziati
con
200 milioni di euro, poi Berlusconi congela tutto, MVB morde il freno.
Una lista senza fine. La destra in Europa è laboratorio di idee,
Sarkozy fa
scuola. Invece la berlusconiana Officina, che dovrebbe redigere il nuovo
programma, ancora non parte.
E pazienza: tanto, basta ripetere il mantra delle grandi opere, del
Ponte
sullo Stretto, delle tasse da tagliare e al resto ci pensa il governo
Prodi.
Due settimane fa l'emergente britannico Cameron ha stretto un patto col
governatore della California Schwarzenegger sulla politica ambientale,
embrione di un'«ecodestra» mondiale.
L'unico che in Forza Italia se ne occupa con proposte concrete è
Tremonti.
Il Cavaliere mai ha pronunciato la parola «ambiente», tranne che su
Rete4
tanti anni fa, quando la Carlucci lo intervistò sulle rose del suo
giardino.
Ma in fondo, insistono a difenderlo i fedelissimi, tutto si gioca tra
pochi
giorni.
«Se mi va bene», è la promessa del Cavaliere, «ne vedremo di belle».
Altrimenti, venga pure il diluvio.
Evidentemente l'età comincia a fare brutti scherzi anche
all'inossidabile
Cavaliere, malgrado i lifting e gli elisir di lunga vita a cui
periodicamente Silvio Berlusconi ama sottoporsi. oppure c'è
dell'altro.......
"Non so se sia una barzelletta o un'amnesia.
So per certo, e in Italia io c'ero, che dopo quanto ha detto
Berlusconi in
Bulgaria, Enzo Biagi e con lui Santoro e Luttazzi si sono visti
sospendere i
loro programmi televisivi e sono scomparsi dalla Rai".
Così il Ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni.
In Italia c'eravamo anche noi, e rammentiamo bene. http://www.canisciolti.info/articoli...o.php?id=10439
"Anonymous" <nobody@mixmin.net> ha scritto nel messaggio
news:1f417a3958a123dfb0ed1ad3de81a2d4@msgid.frell. theremailer.net...
> So per certo, e in Italia io c'ero, che dopo quanto ha detto
so per certo, e in Italia io c'ero, che una marchetta elettorale travestita
da programma giornalistico, come quella andata in onda in prime time nel
2001 sulla rete televisiva pubblica, in Italia non s'era mai vista e si
spera non s'abbia piu' da vedere
Nicola Bortolotti ha scritto:
> "Anonymous" <nobody@mixmin.net> ha scritto nel messaggio
> news:1f417a3958a123dfb0ed1ad3de81a2d4@msgid.frell. theremailer.net...
>> So per certo, e in Italia io c'ero, che dopo quanto ha detto
> so per certo, e in Italia io c'ero, che una marchetta elettorale travestita
> da programma giornalistico, come quella andata in onda in prime time nel
> 2001 sulla rete televisiva pubblica, in Italia non s'era mai vista e si
> spera non s'abbia piu' da vedere
Ne da una parte, ne dall'altra, caro Bortolotti...
Perchè dopo l'editto bulgaro apparvero in tivvù solo marchettari
leccaculo berluscoidi.
Li vidi solo io?
Non ci prendiamo allegramente per il culo, grazie!
"apuo" <apuone@tim.it> ha scritto nel messaggio
newsESYi.167608$U01.1180366@twister1.libero.it.. .
> Li vidi solo io?
fammi un esempio concreto di un giornalista che abbia fatto in prime time
sulla Rai in piena campagna elettorale uno spot (condito da finta intervista
concordata) pro Berlusca
Nicola Bortolotti ha scritto:
> "apuo" <apuone@tim.it> ha scritto nel messaggio
> newsESYi.167608$U01.1180366@twister1.libero.it.. .
>> Li vidi solo io?
> fammi un esempio concreto di un giornalista che abbia fatto in prime time
> sulla Rai in piena campagna elettorale uno spot (condito da finta intervista
> concordata) pro Berlusca
Guarda... qul coglioncello ricciolino nero con accento toscano
quello che prese il posto di Biagi
quel giornalista nella trasmissione stile annozero, dove c'era pure la
Palombelli.
Sono tre leccaculo, non uno.
il Bluff Fiat tra Tombolini e Benetazzo
cugino.it: IL BLUFF FIAT
La borsa è una partita a Poker, e il Bluff è la sua Linfa.
Penso che il caso Fiat sia una delle massime espressioni di Bluff
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Quando quotava sui 5,5€ con...
Borsa
1
05-07-2007 18.20.32
Ennesimo bluff di Berlusconi
bony0: «Il Ppe mi chiede quando caccio Prodi»
"Le parole del Cavaliere, rimbalzate sui media,
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Il Bluff : ritirare i deputati !!!
Jack \(OTTOBRE ROSSO\) ® .: http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/economia/conti-pubblici-12/fiducia-manovra/fiducia-manovra.html