ho letto un articolo del
Prof. Sandro Brusco..ed ho estrapolato questo passaggio........
Proviamo a rispondere alla seguente domanda:
come dovrebbe giudicare una persona di sinistra
una politica che favorisce l'aumento della disuguaglianza?
Molti danno per scontato che tale politica non può essere di sinistra; per
esempio
Asoni e Mele su Epistemes hanno usato esattamente questo argomento
per sostenere che il liberismo non può essere di sinistra in quanto
genera un aumento della disuguaglianza sociale. Ma non è affatto ovvio
che le cose stiano così. Il test fondamentale non è se una politica
aumenta la disuguaglianza, ma se una politica aumenta il benessere
degli ultimi. L'appropriato correlato empirico da guardare per
stabilire se una politica è di sinistra è quindi il valore assoluto
del reddito, che so, dell'ultimo percentile. Il coefficiente di Gini
può andar su quanto gli pare; se a quelli che sono alla coda sinistra
della distribuzione arrivano più soldi, allora la politica è di
sinistra.
Un semplice esempio dovrebbe chiarire il concetto. Supponiamo che in
una società vi siano 100 contadini. La distribuzione iniziale della
proprietà è perfettamente egalitaria: ognuno ha un pezzo di terra
identico e ne ricava 10 euro l'anno; il PIL di questa mini-economia è
quindi 1000 euro. Sarebbe possibile raddoppiare la produttività dei
terreni mediante bonifiche e costruzione di canali per l'irrigazione,
ma finché la proprietà resta dispersa tali opere non vengono attuate
(per i fanatici del teorema di Coase: supponete che non esista un
adeguato sistema legale e che i costi di transazione di raggiungere un
accordo siano molto alti). A questo punto un contadino particolarmente
intraprendente trova finanziamenti da una banca d'investimento e
propone agli altri contadini di vendere a lui la terra e farsi
assumere come braccianti per 11 euro l'anno. Essendo agenti razionali
gli altri contadini accettano. Dopo le opere di irrigazione e bonifica
il PIL è salito a 2000 euro. Ci sono 99 braccianti che guadagnano 11
euro ciascuno, per un totale di 1089 euro. Il rimanente contadino,
quello intraprendente, è diventato un ricco signorotto e si becca
invece 2000-1089=911 euro. Se sei persona di sinistra, come devi
giudicare tale cambiamento? La società è molto più diseguale, ma per
un rawlsiano questo non è un problema. Gli ultimi hanno migliorato la
loro posizione, guadagnano 11 euro invece di 10, e questo è tutto ciò
che conta.
Come esempio più pratico, si pensi a una proposta di liberalizzazione
del mercato del lavoro. Dovrebbe essere una tale misura favorita da
una persona di sinistra? La risposta è 'no' se la liberalizzazione non
crea nuova occupazione e riduce il salario dei peggio pagati, ma è
invece 'si' se la liberalizzazione favorisce una espansione
dell'occupazione, permettendo ai disoccupati di trovare lavoro e
quindi facendone aumentare il benessere. In particolare, anche se la
liberalizzazione induce una maggiore dispersione dei livelli salariali
e quindi un aumento della disuguaglianza, essa dovrebbe comunque
essere sostenuta da una persona di sinistra se permette un aumento del
reddito di chi è attualmente disoccupato.
"*Afef la bella tunisina lunatica*®" <sognocca@ericcia.comha scritto nel messaggio
news:TwMSi.3957$aa6.3056@tornado.fastwebnet.it...
> ho letto un articolo del
> come dovrebbe giudicare una persona di sinistra
> una politica che favorisce l'aumento della disuguaglianza?
> guadagnano 11 euro invece di 10, e questo è tutto ciò
> che conta.
Per noi Maiali è la realizzazione in terra del nostro paradiso.
Dico o non dico da sempre: PIU' GHIANDE PER TUTTI??
FATTOOOO!!
Questo è tutto ciò che conta.....: <Più Ghiande per Tutti>!
"*Afef la bella tunisina lunatica*®" ha scritto nel messaggio
> ho letto un articolo del
> Prof. Sandro Brusco..ed ho estrapolato questo passaggio........
> Proviamo a rispondere alla seguente domanda:
> come dovrebbe giudicare una persona di sinistra
> una politica che favorisce l'aumento della disuguaglianza?
Per me è un'emerita stronzata.
In qualsiasi settore i confronti vanno considerati con una
visione relativa, non assoluta.
Se in Sicilia si dovessero laureare (supponiamo per assurdo )
tutti con 110 e uno solo ottiene 105, costui non deve sentirsi
gratificato e superiore ad es. ad un lombardo che si laurea
con 100 (anzi...).
Sandro Brusco forse è meglio che rimanga in America.
una sana lettura
antipollo: http://www.ecplanet.com/canale/varie-5/manipolazioni-147/1/0/25490/it/ecplanet.rxdf
--
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