Delibera WiMAX impugnata al TAR: i primi commenti
La Redazione - 17 Ottobre 2007 17:24
In uno scenario di imbarazzante silenzio di tutti gli altri media - online
ed offline - cerchiamo di raccogliere le prime reazioni al ricorso contro il
regolamento sul WiMAX
Lo scoop è di ieri, facendo un po' di sano giornalismo d'inchiesta abbiamo
scoperto che una società italiana già detentrice di una licenza WiMAX in
Germania, la MGM Production Group Srl, ha deciso di ricorrere al TAR del
Lazio contro il WiMAX. NON contro il bando di gara annunciato la scorsa
settimana dal Ministro Gentiloni, bensì contro la delibera AGCom precedente
che aveva fissato i paletti della gara stessa. La gara quindi rischia di
essere invalidata nelle basi su cui poggia, nello specifico per non aver
previsto l'esclusione degli operatori mobili dal partecipare all'assegnazione
per le frequenze.
Una considerazione da fare a monte del prosieguo dell'articolo è che tutt'ora
Morse sembra essere l'unico sito ad aver dato visibilità alla notizia: tutto
tace da parte degli altri siti specializzati e non, ma siamo confidenti che
magari anche altri se ne accorgeranno prima della data dell'udienza, magari
a seguito del probabile lancio di qualche agenzia di stampa.
Tornando in argomento, fortunatamente della notizia che abbiamo dato se ne
sono accorti alcuni soggetti che hanno ritenuto di fornirci le loro opinioni
sul tema.
Cominciando dall'associazione Anti Digital Divide che ci dice "Anti Digital
Divide appoggia il ricorso presentato al TAR, ove fosse possibile anche
intervenendo ad adiuvandum, perchè ritiene che sia interesse di tutti gli
utenti, anche delle persone digital divise, che vengano poste garanzie atte
a stabilire una reale concorrenza nel settore e che impediscano di
rallentare lo sviluppo del WiMAX. Se per questo è necessario aspettare
ancora 30/60 giorni, aspetteremo volentieri: dopo l'attesa di 2 anni
vorremmo, infatti, evitare anche la beffa di avere un WiMAX snaturato e
privato dei suoi punti di forza ovvero riduzione del divario digitale e
apertura del mercato della banda larga e della telefonia (ultimo miglio)".
Poco dopo averci fornito la dichiarazione, ADD ci ha anche fatto sapere di
aver rilasciato un comunicato stampa visibile sul proprio sito www.antidigitaldivide.org
Abbiamo voluto sentire anche un'altra importante associazione di
consumatori, Adiconsum, che non ha rilasciato ancora un comunicato ufficiale
e che esprime quindi la propria posizione attraverso le parole di Giorgio
Sebastiano, il quale ci dice:
"L'unica sorpresa è nei tempi, per il resto avevamo già espresso nel nostro
precedente comunicato tutta la nostra contrarietà al Bando di gara, proprio
nel punto che consente a chi possiede licenze Umts di poter competere. Era,
semplicemente, ovvio".
"La nostra opposizione" continua Sebastiano "non è però ideologica:
conosciamo i paletti con cui l'Agcom ha delimitato lo spazio di manovra del
ministero, possiamo comprendere la necessità di rimanere all'interno di
linee condivise a livello europeo, ma a noi non interessa il relativo, il
nostro obiettivo è il bene del consumatore-cittadino. Quindi, se queste
linee vanno anche parzialmente contro gli interessi dei consumatori, siamo
obbligati a richiamare la politica al suo compito, proprio perché dalla
politica ci attendiamo quella capacità di creare positiva discontinuità a
favore del cittadino. Quella capacità che non si può manifestare solo quando
c'è da resistere all'invio di Rete4 sul satellite. Se nel Bando di gara ci
fosse stato un paletto che avesse obbligato i vincitori a usare le frequenze
entro un anno con annullamento della concessione in caso di mancato utilizzo
(per area geografica ovviamente), in modo da consentire ad altri di entrare,
il nostro atteggiamento sarebbe stato sicuramente differente".
Conclude, il responsabile Adiconsum, dicendo:
"C'è però un altro punto importante che va sottolineato: lo Stato non è un'azienda,
non può e non deve ragionare in termini puramente economici. L'utile sociale
è più importante di quello economico. C'era un impegno preciso del Governo
di rendere la banda larga "Servizio Universale", impegno che questo bando
disattende. Ora l'opposizione sollevata da MGM Production group, che
sappiamo intende scalare tutti i gradi di giudizio anche europei, prefigura
il serio rischio di uno stop che potrebbe durare mesi aumentando
ulteriormente il divario digitale strutturale con gli altri Paesi".
Molto interessante il richiamo di Adiconsum verso la politica perchè faccia
politica, e la faccia nell'interesse dei cittadini. E' un aspetto che
condividiamo profondamente, così come molti nostri cittadini.
Il rischio di prolungamento nei tempi è sentito anche da Guido Tripaldi,
Presidente del consorzio VoIPex, che interpellato specifica di parlare a
titolo personale e ci dice:
"Se il ricorso venisse accolto, i tempi per rifare il regolamento e bando
sposterebbero di un annetto l'utilizzabilità di WIMAX in Italia, e ciò non è
cosa buona. Però può essere lo scotto da pagare per ottenere un nuovo
regolamento che, alla luce della maggiore esperienza maturata a valle della
sua pubblicazione, consenta ad AGCcom ed al Ministero delle comunicazioni di
ripensare la normativa per far si che WiMAX, e le emergenti tecnologie
wireless più in generale, diventino realmente uno strumento per il rinnovo
infrastrutturale ed il progresso del Paese. Il ridotto spettro frequenziale
ad oggi a disposizione (e conseguentemente ridotta banda trasmissiva
veicolabile) invita a non frazionarlo su più licenze e reti duplicate, bensì
ad utilizzarlo, ad esempio, per la realizzazione di una rete unica
compartecipata da tutti gli Operatori, e che ne trasporti i rispettivi
servizi"
Riguardo invece l'aspetto dell'accesso alle frequenze da parte degli
operatori mobili, Tripaldi osserva che "riservare, come richiesto dal
ricorrente, la porzione di spettro sui 3.5GHz ai soli operatori operatori
non già assegnatari di frequenze per reti di accesso wireless appare cosa
ragionevole, ma in virtù della non sostituibilità applicativa delle
frequenze appare molto più adeguato prevedere di assegnare, a chi già non le
possieda, porzioni di spettro confrontabili in termini di potenzialità
applicative, a quelle già a disposizione degli operatori mobili. Va
ricordato infatti che al diminuire della lunghezza d'onda diminuisce
drasticamente la penetrabilità delle pareti, rendendo pressocchè
inutilizzabili le frequenze sui 3.5GHz per applicazioni in-door (a meno di
non moltiplicare il numero delle celle posizionandole nei pressi di ogni
edificio)"
Infine più netto appare Stefano Quintarelli, che ci dice:
"Penso che il tema WiMax, per quanto concerne questa gara su queste
frequenze (3,5GHz) sia stato caricato di significati fin eccessivi. Parrebbe
che ci siano da una parte i "telefonici" mobili, sulle barricate, in difesa
dei propri margini (mol) oltre il 40% che temono possano essere minacciati
("non dovrebbe..., ma non si sa mai"), dall'altra gli utenti digital divisi
che si sentono vittime delle "statistiche del pollo" nelle cifre ufficiali
di copertura e ripongono in questa gara la speranza di correzione della
stortura causata dalla concorrenza promossa nella realizzazione di
infrastrutture, modalita' che ha portato tutti gli operatori ad essere
presenti a Milano e nessuno a Diano d'Alba".
"A fare le spese", prosegue, "di questo oligopolio nel mobile e monopolio
nel fisso all'ingrosso (verticalmente integrato) sono gli utenti. Va bene
chiedere gare che promuovano l'ingresso di nuovi operatori e stimolino la
concorrenza, e' una condizione assolutamente necessaria. Ma non sufficiente.
Occorrono anche tariffe wholesale cost-plus sul traffico dati con il mobile.
Occorrono oggi e serviranno sempre piu' con il passaggio all'LTE (Long Term
Evolution), la banda larghissima mobile. In difetto, tra qualche anno, noi
utenti avremo ampie possibilita' di scelta in uno scenario altamente
competitivo: tra 2 o 3 operatori".
La lettura di Quintarelli si rivela significativa sotto molteplici aspetti,
sia perché ridimensiona - come fa Tripaldi - il problema immediato sui
3,5GHz, soprattutto in quanto oltre al tema della concorrenza sembra voler
indicare il bitstream sul mobile come soluzione per poter mantenere un
accettabile grado di concorrenza per il futuro.
Ad ogni modo, giunti ad un ricorso, sembra proprio che tutti vogliano poter
rimettere mano alle pessime logiche su cui si è dovuto basare il bando di
gara, anche a costo di rinunciare al WiMAX per altri mesi.
Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
l'ultimo fiume avvelenato,
l'ultimo pesce pescato,
l'ultimo animale libero ucciso...
Vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
(Predizione Cree).
Re: Delibera WiMAX impugnata al TAR: i primi commenti
mettiamoci il cuori in pace...
anch'io nel 1999 speravo nell'adsl, poi è arrivata nel 2005....
ora mi metto il cuore in pace per il wimax e fino al 2012 faccio finta non
esista....
"LoZioBartSignal®" <ZioBart@ZioBart.it> ha scritto nel messaggio
news:7trRi.143026$%k.286772@twister2.libero.it...
> Delibera WiMAX impugnata al TAR: i primi commenti
> La Redazione - 17 Ottobre 2007 17:24
> In uno scenario di imbarazzante silenzio di tutti gli altri media - online
> ed offline - cerchiamo di raccogliere le prime reazioni al ricorso contro
> il regolamento sul WiMAX
> Lo scoop è di ieri, facendo un po' di sano giornalismo d'inchiesta abbiamo
> scoperto che una società italiana già detentrice di una licenza WiMAX in
> Germania, la MGM Production Group Srl, ha deciso di ricorrere al TAR del
> Lazio contro il WiMAX. NON contro il bando di gara annunciato la scorsa
> settimana dal Ministro Gentiloni, bensì contro la delibera AGCom
> precedente che aveva fissato i paletti della gara stessa. La gara quindi
> rischia di essere invalidata nelle basi su cui poggia, nello specifico per
> non aver previsto l'esclusione degli operatori mobili dal partecipare
> all'assegnazione per le frequenze.
> Una considerazione da fare a monte del prosieguo dell'articolo è che
> tutt'ora Morse sembra essere l'unico sito ad aver dato visibilità alla
> notizia: tutto tace da parte degli altri siti specializzati e non, ma
> siamo confidenti che magari anche altri se ne accorgeranno prima della
> data dell'udienza, magari a seguito del probabile lancio di qualche
> agenzia di stampa.
> Tornando in argomento, fortunatamente della notizia che abbiamo dato se ne
> sono accorti alcuni soggetti che hanno ritenuto di fornirci le loro
> opinioni sul tema.
> Cominciando dall'associazione Anti Digital Divide che ci dice "Anti
> Digital Divide appoggia il ricorso presentato al TAR, ove fosse possibile
> anche intervenendo ad adiuvandum, perchè ritiene che sia interesse di
> tutti gli utenti, anche delle persone digital divise, che vengano poste
> garanzie atte a stabilire una reale concorrenza nel settore e che
> impediscano di rallentare lo sviluppo del WiMAX. Se per questo è
> necessario aspettare ancora 30/60 giorni, aspetteremo volentieri: dopo
> l'attesa di 2 anni vorremmo, infatti, evitare anche la beffa di avere un
> WiMAX snaturato e privato dei suoi punti di forza ovvero riduzione del
> divario digitale e apertura del mercato della banda larga e della
> telefonia (ultimo miglio)".
> Poco dopo averci fornito la dichiarazione, ADD ci ha anche fatto sapere di
> aver rilasciato un comunicato stampa visibile sul proprio sito
> www.antidigitaldivide.org
> Abbiamo voluto sentire anche un'altra importante associazione di
> consumatori, Adiconsum, che non ha rilasciato ancora un comunicato
> ufficiale e che esprime quindi la propria posizione attraverso le parole
> di Giorgio Sebastiano, il quale ci dice:
> "L'unica sorpresa è nei tempi, per il resto avevamo già espresso nel
> nostro precedente comunicato tutta la nostra contrarietà al Bando di gara,
> proprio nel punto che consente a chi possiede licenze Umts di poter
> competere. Era, semplicemente, ovvio".
> "La nostra opposizione" continua Sebastiano "non è però ideologica:
> conosciamo i paletti con cui l'Agcom ha delimitato lo spazio di manovra
> del ministero, possiamo comprendere la necessità di rimanere all'interno
> di linee condivise a livello europeo, ma a noi non interessa il relativo,
> il nostro obiettivo è il bene del consumatore-cittadino. Quindi, se queste
> linee vanno anche parzialmente contro gli interessi dei consumatori, siamo
> obbligati a richiamare la politica al suo compito, proprio perché dalla
> politica ci attendiamo quella capacità di creare positiva discontinuità a
> favore del cittadino. Quella capacità che non si può manifestare solo
> quando c'è da resistere all'invio di Rete4 sul satellite. Se nel Bando di
> gara ci fosse stato un paletto che avesse obbligato i vincitori a usare le
> frequenze entro un anno con annullamento della concessione in caso di
> mancato utilizzo (per area geografica ovviamente), in modo da consentire
> ad altri di entrare, il nostro atteggiamento sarebbe stato sicuramente
> differente".
> Conclude, il responsabile Adiconsum, dicendo:
> "C'è però un altro punto importante che va sottolineato: lo Stato non è
> un'azienda, non può e non deve ragionare in termini puramente economici.
> L'utile sociale è più importante di quello economico. C'era un impegno
> preciso del Governo di rendere la banda larga "Servizio Universale",
> impegno che questo bando disattende. Ora l'opposizione sollevata da MGM
> Production group, che sappiamo intende scalare tutti i gradi di giudizio
> anche europei, prefigura il serio rischio di uno stop che potrebbe durare
> mesi aumentando ulteriormente il divario digitale strutturale con gli
> altri Paesi".
> Molto interessante il richiamo di Adiconsum verso la politica perchè
> faccia politica, e la faccia nell'interesse dei cittadini. E' un aspetto
> che condividiamo profondamente, così come molti nostri cittadini.
> Il rischio di prolungamento nei tempi è sentito anche da Guido Tripaldi,
> Presidente del consorzio VoIPex, che interpellato specifica di parlare a
> titolo personale e ci dice:
> "Se il ricorso venisse accolto, i tempi per rifare il regolamento e bando
> sposterebbero di un annetto l'utilizzabilità di WIMAX in Italia, e ciò non
> è cosa buona. Però può essere lo scotto da pagare per ottenere un nuovo
> regolamento che, alla luce della maggiore esperienza maturata a valle
> della sua pubblicazione, consenta ad AGCcom ed al Ministero delle
> comunicazioni di ripensare la normativa per far si che WiMAX, e le
> emergenti tecnologie wireless più in generale, diventino realmente uno
> strumento per il rinnovo infrastrutturale ed il progresso del Paese. Il
> ridotto spettro frequenziale ad oggi a disposizione (e conseguentemente
> ridotta banda trasmissiva veicolabile) invita a non frazionarlo su più
> licenze e reti duplicate, bensì ad utilizzarlo, ad esempio, per la
> realizzazione di una rete unica compartecipata da tutti gli Operatori, e
> che ne trasporti i rispettivi servizi"
> Riguardo invece l'aspetto dell'accesso alle frequenze da parte degli
> operatori mobili, Tripaldi osserva che "riservare, come richiesto dal
> ricorrente, la porzione di spettro sui 3.5GHz ai soli operatori operatori
> non già assegnatari di frequenze per reti di accesso wireless appare cosa
> ragionevole, ma in virtù della non sostituibilità applicativa delle
> frequenze appare molto più adeguato prevedere di assegnare, a chi già non
> le possieda, porzioni di spettro confrontabili in termini di potenzialità
> applicative, a quelle già a disposizione degli operatori mobili. Va
> ricordato infatti che al diminuire della lunghezza d'onda diminuisce
> drasticamente la penetrabilità delle pareti, rendendo pressocchè
> inutilizzabili le frequenze sui 3.5GHz per applicazioni in-door (a meno di
> non moltiplicare il numero delle celle posizionandole nei pressi di ogni
> edificio)"
> Infine più netto appare Stefano Quintarelli, che ci dice:
> "Penso che il tema WiMax, per quanto concerne questa gara su queste
> frequenze (3,5GHz) sia stato caricato di significati fin eccessivi.
> Parrebbe che ci siano da una parte i "telefonici" mobili, sulle barricate,
> in difesa dei propri margini (mol) oltre il 40% che temono possano essere
> minacciati ("non dovrebbe..., ma non si sa mai"), dall'altra gli utenti
> digital divisi che si sentono vittime delle "statistiche del pollo" nelle
> cifre ufficiali di copertura e ripongono in questa gara la speranza di
> correzione della stortura causata dalla concorrenza promossa nella
> realizzazione di infrastrutture, modalita' che ha portato tutti gli
> operatori ad essere presenti a Milano e nessuno a Diano d'Alba".
> "A fare le spese", prosegue, "di questo oligopolio nel mobile e monopolio
> nel fisso all'ingrosso (verticalmente integrato) sono gli utenti. Va bene
> chiedere gare che promuovano l'ingresso di nuovi operatori e stimolino la
> concorrenza, e' una condizione assolutamente necessaria. Ma non
> sufficiente. Occorrono anche tariffe wholesale cost-plus sul traffico dati
> con il mobile. Occorrono oggi e serviranno sempre piu' con il passaggio
> all'LTE (Long Term Evolution), la banda larghissima mobile. In difetto,
> tra qualche anno, noi utenti avremo ampie possibilita' di scelta in uno
> scenario altamente competitivo: tra 2 o 3 operatori".
> La lettura di Quintarelli si rivela significativa sotto molteplici
> aspetti, sia perché ridimensiona - come fa Tripaldi - il problema
> immediato sui 3,5GHz, soprattutto in quanto oltre al tema della
> concorrenza sembra voler indicare il bitstream sul mobile come soluzione
> per poter mantenere un accettabile grado di concorrenza per il futuro.
> Ad ogni modo, giunti ad un ricorso, sembra proprio che tutti vogliano
> poter rimettere mano alle pessime logiche su cui si è dovuto basare il
> bando di gara, anche a costo di rinunciare al WiMAX per altri mesi.
> http://www.morse.it/contenuti/5826.php
> --
> Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto,
> l'ultimo fiume avvelenato,
> l'ultimo pesce pescato,
> l'ultimo animale libero ucciso...
> Vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
> (Predizione Cree).
Re: Delibera WiMAX impugnata al TAR: i primi commenti
"Volpino" <volpinovolpinoaaaaa@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:47171cc7$0$37200$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> mettiamoci il cuori in pace...
> anch'io nel 1999 speravo nell'adsl, poi è arrivata nel 2005....
> ora mi metto il cuore in pace per il wimax e fino al 2012 faccio finta non
ormai i tempi sono maturi, c'è interesse nel settore perché la tecnologia
sarà resa disponibile al retail entro breve (forse già primi contratti entro
l'anno prossimo);
i ricorsi giudiziari indicano che c'è interesse da parte di molti operatori
news di una settimana fa:
csifinanza | Ore 19:23 - 12 Ottobre 2007 | Retelit
Con molto ritardo finalmente il ministro Gentiloni illustra il bando per il
wi-max che permetterà di avere Internet senza fili ovunque, anche nelle zone
non raggiunte dall’adsl, umts, hsdpa e simili… Tale tecnologia necessita
comunque di una dorsale e di fibra ottica e qui torniamo a Retelit che già
lo scorso anno insieme a Class CNBC sperimentò con successo la prima
trasmissione via wi-max. Ricordiamo anche l’importante accordo
internazionale fatto poco tempo per collegare le varie infrastrutture in
fibra ottica. Alla vigilia dell’annuncio c’erano stati alti volumi ed un
buon rialzo. Ieri il titolo aveva ripiegato, con bassi volumi. Probabilmente
ci si chiede dove Retelit possa reperire il denaro capitalizzando in borsa
solo 3 volte circa quello che viene richiesto per le licenze… Forse farà
qualche accordo…. Nella speranza riesca ad entrare nel buisness qualcuno
oggi è tornato a comprare ed il titolo è tornato a salire con alti volumi
ben oltre la media
WiMax WiMax delle mie brame.. ma dove sei finito?
LoZioBartSignal®: WiMax WiMax delle mie brame.. ma dove sei finito?
di Filippo Vendrame - Lunedì 8 Ottobre 2007 alle 12:35
Spero che quanto sto per scrivere, venga smentito nei prossimi giorni, ma ho
come un...
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14
10-10-2007 22.48.03
Fusione Intesa/San Paolo - Primi commenti
Fred®: http://www.panorama.it/economia/capire_economia/articolo/ix1-A020001037647
Stralcio da "Panorama":
"Intesa-Sanpaolo: cosa cambia allo sportello"
La maxifusione è la prima risposta all'invito...
Banche
3
27-08-2006 13.08.23
stmicroelectronics: i primi commenti da parte degli analisti
Borsainside: stmicroelectronics: i primi commenti da parte degli analisti
Questi i primi commenti da parte degli analisti riguardo i risultati di
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