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  #1  
Vecchio 16-09-2007, 13.38.16
Neo
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Predefinito Greenspan sulla politica economica di Bush

Greenspan critica la politica di Bush in libro di memorie
sabato, 15 settembre 2007 10.39

WASHINGTON, 15 settembre (Reuters) - L'ex numero uno della Federal Reserve,
Alan Greenspan, in un libro autobiografico, critica aspramente il governo
del presidente George W. Bush e i leader repubblicani del Congresso per aver
anteposto gli interessi politici a significativi provvedimenti di natura
economica.
Le anticipazioni del volume, dal titolo "The Age of Turbulence: Adventures
in a New World" sono state diffuse ieri dai giornali americani in vista
dell'uscita lunedì nelle librerie.
"Poco valore è stato posto su un dibattito di rigorosa politica economica o
sulla valutazione delle conseguenze a lungo termine", scrive l'ex presidente
della Fed sull'amministrazione Bush.
Greenspan ricorda di aver più volte sollecitato, senza successo, la Casa
Bianca a porre il veto a leggi di bilancio "fuori-controllo", quando i
Repubblicani ancora dominavano il Congresso.
I Repubblicani "meritavano" di perdere il controllo del Congresso nelle
elezioni dello scorso anno a causa della loro disponibilità ad approvare
leggi finanziarie di cui avrebbero beneficiato solo loro, persino a
discapito della prudenza fiscale, scrive Greenspan.
Greenspan, che ora ha 81 anni, è stato presidente della Federal Reserve
dall'agosto 1987 a gennaio 2006. E' stato il secondo presidente più a lungo
in carica alla Fed nei 93 anni di storia della banca centrale.
Guardando al futuro dell'economia Usa, Greenspan avverte nel libro che se la
Fed manterrà il tasso di inflazione tra l'1% e il 2% nei prossimi anni,
potrebbe dover portare i tassi di interesse a due cifre.
Tuttavia, aggiunge Greenspan, la Fed rischia di incontrare una "resistenza
populistica nel Congresso, se non nella Casa Bianca" alla sua politica di
mantenere la stabilità dei prezzi.

© Reuters 2007. Tutti i diritti assegna a Reuters.


--
Prima di non essere d'accordo prova ad ascoltare un po' di più.
Prima di pretendere qualcosa prova a pensare a quello che dai tu.
Non è facile però è tutto qui.

(Irene Grandi - Prima di partire per un lungo viaggio)


Alt 16-09-2007, 13.38.16
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  #2  
Vecchio 16-09-2007, 13.42.18
Neo
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Predefinito Re: ... e non solo quella

Washington | 16 settembre 2007
Greenspan: la guerra in Iraq voluta da Bush per il petrolio

Lo sanno tutti, la guerra in Iraq è stata scatenata per il petrolio. Alan
Greenspan, per quasi 20 anni presidente della Federal Reserve americana,
liquida così la politica mediorientale del presidente George Bush.
Le accuse sono contenute nel libro scritto dall'ex banchiere in vendita a
partire da domani, "The Age of Turbolence: Adventures in a New World".
"Sono rattristato - scrive Greenspan, secondo le anticipazioni dei media
statunitensi - del fatto che sia sconveniente da un punto di vista politico
sapere ciò che sanno tutti: nella guerra in Iraq è in gioco soprattutto il
petrolio".
Greenspan ha guidato la Federal Reserve per 18 anni e mezzo, dal 1989.
Nominato alla guida della banca centrale americana dal presidente Ronald
Reagan, nel libro si definisce un "repubblicano libertario".
"The Age of Turbolence: Adventures in a New World" costituisce un severo
atto di accusa nei confronti dell'attuale inquilino della Casa Bianca, il
repubblicano George Bush. L'ottantunenne Greenspan attacca soprattutto la
politica economica dell'amministrazione, 'colpevole' di aver abbandonato il
principio della disciplina fiscale.

http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=73792

--
Prima di non essere d'accordo prova ad ascoltare un po' di più.
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  #3  
Vecchio 16-09-2007, 13.43.31
* Jack * ~DueHammer~
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Predefinito Re: Greenspan sulla politica economica di Bush

Fed manterrà il tasso di inflazione tra l'1% e il 2% nei prossimi anni,
potrebbe dover portare i tassi di interesse a due cifre.

questa non mi è chiara ......

i grafici dei tassi però concordano per un ritorno sul 14 %

sul breve c'è un manico da fare

http://i8.tinypic.com/2ue2trp.jpg


  #4  
Vecchio 16-09-2007, 13.43.59
Neo
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Predefinito Re: ... e anche sull'Iraq

Washington | 16 settembre 2007
Greenspan: la guerra in Iraq voluta da Bush per il petrolio

Lo sanno tutti, la guerra in Iraq è stata scatenata per il petrolio. Alan
Greenspan, per quasi 20 anni presidente della Federal Reserve americana,
liquida così la politica mediorientale del presidente George Bush.
Le accuse sono contenute nel libro scritto dall'ex banchiere in vendita a
partire da domani, "The Age of Turbolence: Adventures in a New World".
"Sono rattristato - scrive Greenspan, secondo le anticipazioni dei media
statunitensi - del fatto che sia sconveniente da un punto di vista politico
sapere ciò che sanno tutti: nella guerra in Iraq è in gioco soprattutto il
petrolio".
Greenspan ha guidato la Federal Reserve per 18 anni e mezzo, dal 1989.
Nominato alla guida della banca centrale americana dal presidente Ronald
Reagan, nel libro si definisce un "repubblicano libertario".
"The Age of Turbolence: Adventures in a New World" costituisce un severo
atto di accusa nei confronti dell'attuale inquilino della Casa Bianca, il
repubblicano George Bush. L'ottantunenne Greenspan attacca soprattutto la
politica economica dell'amministrazione, 'colpevole' di aver abbandonato il
principio della disciplina fiscale.

http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=73792

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Prima di non essere d'accordo prova ad ascoltare un po' di più.
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  #5  
Vecchio 16-09-2007, 13.50.57
Neo
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Predefinito Re: Greenspan sulla politica economica di Bush

[* Jack * ~DueHammer~] ha scritto:

> Fed manterrà il tasso di inflazione tra l'1% e il 2% nei prossimi
> anni, potrebbe dover portare i tassi di interesse a due cifre.
> questa non mi è chiara ......


Magari ha esagerato un po', ma il concetto è abbastanza chiaro e il
ragionamento non fa una piega.

Solo che non mi pare affatto che la FED abbia intenzioni del genere.
Io prevedo per gli USA inflazione sul 4-5% e più e svalutazione pesante
della moneta.

--
Prima di non essere d'accordo prova ad ascoltare un po' di più.
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  #6  
Vecchio 16-09-2007, 14.02.54
* Jack * ~DueHammer~
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Predefinito Re: Greenspan sulla politica economica di Bush


"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:46ed1889$0$47130$892e7fe2@authen.yellow.readf reenews.net...
> [* Jack * ~DueHammer~] ha scritto:
>> Fed manterrà il tasso di inflazione tra l'1% e il 2% nei prossimi
>> anni, potrebbe dover portare i tassi di interesse a due cifre.
>>> questa non mi è chiara ......

> Magari ha esagerato un po', ma il concetto è abbastanza chiaro e il
> ragionamento non fa una piega.
> Solo che non mi pare affatto che la FED abbia intenzioni del genere.
> Io prevedo per gli USA inflazione sul 4-5% e più e svalutazione pesante
> della moneta.


esatto target euro usd 1,80 1,85


  #7  
Vecchio 16-09-2007, 14.29.04
* Jack * ~DueHammer~
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Predefinito Re: Greenspan sulla politica economica di Bush

I bassi tassi di interesse

I due fattori precedenti non sono nuovi. Anche per questo motivo, senza il
terzo fattore, il lascito del banchiere centrale del secolo, la crisi
probabilmente non ci sarebbe mai stata. La politica monetaria dei bassi
tassi che Alan Greenspan ha imposto come risposta alla recessione successiva
all'11 settembre del 2001 e all'esplosione della bolla della new economy, ha
immesso una quantità enorme di liquidità nel sistema, portando i tassi d'interesse
a breve all'1 per cento, il livello più basso da 50 anni a quella parte. Di
più, Greenspan ha tenuto per almeno due anni i tassi d'interesse
significativamente al di sotto del loro livello di equilibrio. (2) Tassi di
interesse per lungo tempo così bassi, spesso negativi in termini reali,
sugli strumenti tradizionali di investimento e eccesso di liquidità
invogliano i prestatori di fondi a prendere maggiori rischi per strappare
rendimenti decenti. È quello che è puntualmente accaduto: intermediari in
cerca di profitti hanno esteso il credito a famiglie e imprese con limitata
solidità finanziaria. Investitori più o meno esperti hanno riallocato i loro
portafogli verso attività più lucrative ma per questo più rischiose per
cercare di accrescere il loro capitale o anche solo per preservarne il
potere di acquisto. Bassi tassi sul debito, a breve e a lunga scadenza,
hanno richiamato frotte di debitori, famiglie innanzitutto, che vedevano la
possibilità di acquistare quello che in tanti anni nel passato era stato
fuori dalla loro portata. Al contempo hanno spinto i prezzi delle abitazioni
verso l'alto, ulteriormente incoraggiando l'estensione di credito, tanto, si
pensava, vi è dietro il valore dell'immobile a garanzia.



Il canto delle sirene keynesiane

Grazie Alan! Si paga oggi il conto delle sovra-reazione alla recessione del
2001. La Bce è stata saggiamente più guardinga e si è lasciata solo
parzialmente tentare dalle spinte keynesiane a ridurre i tassi (gia
assurdamente bassi) per aggredire la stagnazione europea. Molti vorrebbero
che lo facesse ora. Gli stessi che paventano oggi una nuova crisi del 1929
invocano politiche keynesiane del tipo di quelle seguite negli Stati Uniti,
in Gran Bretagna e in Germania dopo la Grande Depressione. Bene invece non
ripetere l'errore di Greenspan, evitare politiche monetarie troppo
accomodanti per troppo tempo. Oggi le banche centrali fanno bene a immettere
liquidità nel sistema, anche perchè in queste crisi c'è da aver paura della
paura: aspettative irrazionali possono scatenare spinte ribassiste che fanno
avverare le profezie più pessimistiche. Inoltre la crisi dei mercati
colpisce tutti in modo indiscriminato, anche chi non ha concesso mutui alla
leggera. Il comunicato della Fed di venerdì scorso non chiarisce però se è
questo l'intento del calo di mezzo punto del tasso di sconto o se è il
preludio di una nuova sovrareazione alla crisi dei mercati. Sarà dunque
importante dimostrare presto che si è imparata la lezione, evitando di
ripetere l'errore di Greenspan. Non gettiamo oggi, come fatto tante volte in
passato, i semi della crisi futura con una reazione eccessiva alla crisi
corrente.

(1) Ben Bernanke (1983) Nonmonetary effects of the Financial Crisis in the
Propagation of the Great Depression, American Economic Review, 73:257-276
(2) Lombardi, M. E S.Sgherri, (Un)naturally low? Sequential Monte Carlo
tracking





mi sa che il primo gallo che canta ha fatto l'uovo


  #8  
Vecchio 16-09-2007, 16.03.19
Joe Caterpillar
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Predefinito Re: Greenspan sulla politica economica di Bush

"* Jack * ~DueHammer~" ha scritto :

> "Neo" ha scritto nel messaggio
>> [* Jack * ~DueHammer~] ha scritto:
>>>> Fed manterrà il tasso di inflazione tra l'1% e il 2% nei prossimi
>>> anni, potrebbe dover portare i tassi di interesse a due cifre.
>>>>> questa non mi è chiara ......
>>> Magari ha esagerato un po', ma il concetto è abbastanza chiaro e il

>> ragionamento non fa una piega.
>>> Solo che non mi pare affatto che la FED abbia intenzioni del genere.

>> Io prevedo per gli USA inflazione sul 4-5% e più e svalutazione pesante
>> della moneta.

> esatto target euro usd 1,80 1,85


e tassi al 15 %...

longshort pure qui

minghia quante ne spara il maCo in questi giorni

buon euribor manipolato a tutti

:-DDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD


  #9  
Vecchio 16-09-2007, 16.17.32
Neo
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Predefinito Re: Greenspan sulla politica economica di Bush

[* Jack * ~DueHammer~] ha scritto:

> La politica monetaria dei
> bassi tassi che Alan Greenspan ha imposto come risposta alla recessione
> successiva all'11 settembre del 2001 e all'esplosione della bolla
> della new economy, ha immesso una quantità enorme di liquidità nel
> sistema, portando i tassi d'interesse a breve all'1 per cento, il
> livello più basso da 50 anni a quella parte. Di più, Greenspan ha tenuto
> per almeno due anni i tassi d'interesse
> significativamente al di sotto del loro livello di equilibrio.


> mi sa che il primo gallo che canta ha fatto l'uovo


Certo, anche Greeenspan ha delle colpe (anche se le decisoni le prende a
maggioranza il board della Fed, non Greenspan da solo).

C'è da dire però che la FED in fondo controlla solo i tassi.
Tutte le altre leve le hanno in mano altri.

Gli effetti collaterali negativi delle politiche monetarie espansive della
FED sono stati ingigantiti dalle politiche fiscali e di bilancio decise a
Washington che hanno largamente contribuito ad incrementare l'immissione di
liquidità causata dalla diminuizione dei tassi.

Calando le tasse ed espandendo la spesa il governo federale ha emulato, se
possibile in peggio, il comportamento di tutte quelle famiglie americane che
hanno speso più di quello che potevano spendere.

Ogni comportamento che incrementasse i consumi è stato politicamente,
supportato, elogiato e incentivato. E tutto ciò è stato fatto contro il
consiglio della FED, che in quegli hanni ha ripetutamente richiamato il
governo federale sulle politiche di bilancio (senza mai essere ascoltata).

La FED ha calato i tassi per evitare il collasso della finanza e dare
all'economia il tempo di assestarsi su nuove basi e nuove prospettive, e il
governo federale ha sprecato quel tempo perseguendo obbbiettivi che nulla
avevano a che vedere con la salvaguardia del futuro dell'economia USA.


--
Prima di non essere d'accordo prova ad ascoltare un po' di più.
Prima di pretendere qualcosa prova a pensare a quello che dai tu.
Non è facile però è tutto qui.

(Irene Grandi - Prima di partire per un lungo viaggio)


  #10  
Vecchio 16-09-2007, 16.59.53
Stardust®
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Predefinito Re: ... e anche sull'Iraq

Neo wrote:

> Washington | 16 settembre 2007
> Greenspan: la guerra in Iraq voluta da Bush per il petrolio


Maledetto sfasciavetrine comunista filoterrorista amico di BinLaden !




--
Stardust®
"Este es un gobierno de mierda, pero es mi gobierno. Viva el gobierno".
Cartellone apparso durante una manifestazione popolare in Cile nel 1972


  #11  
Vecchio 16-09-2007, 17.09.39
armageddon
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Predefinito Re: Greenspan sulla politica economica di Bush

ueee anvedi Joe!


>longshort pure qui


:-o


  #12  
Vecchio 16-09-2007, 18.13.58
l'orsotoro®
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Predefinito Re: Greenspan sulla politica economica di Bush

> Guardando al futuro dell'economia Usa, Greenspan avverte nel libro che se
> la Fed manterrà il tasso di inflazione tra l'1% e il 2% nei prossimi anni,
> potrebbe dover portare i tassi di interesse a due cifre.




Ciao, Neo.....sai che di macroeconomia sono un po' latitante.....potresti
spiegarmi in parole semplici cosa significa?


Per mantenere l'inflazione bassa dovrà alzare i tassi fino al 10...11%?

Altrimenti, mantenendo la politica dei bassi tassi, l'inflazione sarà
costretta a salire fino al 10....11%?


E questo che vuole dire?


Grazie.


  #13  
Vecchio 16-09-2007, 18.19.37
* Jack * ~DueHammer~
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Predefinito Re: Greenspan sulla politica economica di Bush


"l'orsotoro®" <lami@com.it> ha scritto nel messaggio
news:46ed5651$0$36441$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...
>> Guardando al futuro dell'economia Usa, Greenspan avverte nel libro che se
>> la Fed manterrà il tasso di inflazione tra l'1% e il 2% nei prossimi
>> anni, potrebbe dover portare i tassi di interesse a due cifre.

> Ciao, Neo.....sai che di macroeconomia sono un po' latitante.....potresti
> spiegarmi in parole semplici cosa significa?
> Per mantenere l'inflazione bassa dovrà alzare i tassi fino al 10...11%?
> Altrimenti, mantenendo la politica dei bassi tassi, l'inflazione sarà
> costretta a salire fino al 10....11%?
> E questo che vuole dire?
> Grazie.



Orso Greenspan non è più un ragaaaazzoooooo

:-)) forse sarà saltato dalla pagina 3 del discorso alla 5 come
uno che "governava" qui in europa....( REQUIESCAT IN PACE )


  #14  
Vecchio 16-09-2007, 18.26.46
l'orsotoro®
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Predefinito Re: Greenspan sulla politica economica di Bush


"l'orsotoro®" <lami@com.it> ha scritto nel messaggio
news:46ed5651$0$36441$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...
>> Guardando al futuro dell'economia Usa, Greenspan avverte nel libro che se
>> la Fed manterrà il tasso di inflazione tra l'1% e il 2% nei prossimi
>> anni, potrebbe dover portare i tassi di interesse a due cifre.




Aggiungo che secondo il ciclo di kondratieff la crescita inflazionisitica
equivale al miglior periodo per le borse (l'ultimo è quello dal 1954 al 1973
che portò il DJIA da 280,90 a 850,86_+200%_).....


Mi resta solo un dubbio.....la depressione sarebbe durata solo 3 anni_dal
2000 al 2002_contro i 7 anni del primo ciclo, i 15 del secondo e i 26 del
terzo.....a meno che non si debba considerare tutta la fase attuale_dal 2000
ad oggi_come una fase di depressione viziata dallo sviluppo dei BRIC.....





  #15  
Vecchio 16-09-2007, 19.50.17
Joe Caterpillar
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"armageddon" ha scritto :

>>longshort pure qui

> :-o


inchinati di fronte al maCo Pistola


  #16  
Vecchio 16-09-2007, 20.40.46
Neo
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[l'orsotoro®] ha scritto:

> Per mantenere l'inflazione bassa dovrà alzare i tassi fino al
> 10...11%?


Il tasso ipotizzato a naso mi pare un po' eccessivo (anche se storicamente
negli USA non sarebbe certo un record), ma alzare il tasso di sconto (e
quindi ridurre la massa monetaria) è il modo classico con il quale le banche
centrali tengono a bada (o tentano di tenere a bada) l'inflazione.

> Altrimenti, mantenendo la politica dei bassi tassi, l'inflazione sarà
> costretta a salire fino al 10....11%?


Altrimenti l'inflazione salirà, magari non a livelli così "argentini", ma
salirà.

> E questo che vuole dire?


Che se il denaro costa caro, ha un valore, se non costa nulla ne ha molto
meno.
Come tutto il resto (almeno in economia).

--
Prima di non essere d'accordo prova ad ascoltare un po' di più.
Prima di pretendere qualcosa prova a pensare a quello che dai tu.
Non è facile però è tutto qui.

(Irene Grandi - Prima di partire per un lungo viaggio)


  #17  
Vecchio 17-09-2007, 07.07.19
bony
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"l'orsotoro®" <lami@com.it> ha scritto nel messaggio
news:46ed5951$0$36447$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...

> Mi resta solo un dubbio.....la depressione sarebbe durata solo 3 anni_dal
> 2000 al 2002_contro i 7 anni del primo ciclo, i 15 del secondo e i 26 del
> terzo.....a meno che non si debba considerare tutta la fase attuale_dal
> 2000 ad oggi_come una fase di depressione viziata dallo sviluppo dei
> BRIC.....


Negli anni di Regan avvenne la deregulation e la forte diminuzione delle
tasse
che diede un forte impulso all'economia ed i cicli si allungarono.
Per farla breve, diciamo lo sviluppo dell'informatica permise che alcuni
fattori,
oltre a quelli citati,
contribuirono all'ungamento dei periodi di crescita:
1) Il controllo immediato dei dati macroeconomici e quindi la possibilità di
intervenire sulle distorsioni;
2) L'aumento della produttività attraverso un miglior controllo del processo
produttivo
con il contemporaneo mino impiego di mano d'opera;
3) Efficace gestione del prodotto finito ai fini della commercializzazione.

Quanto sopra ha permesso all'inflazione di restare in limiti sopportabili e
di rientrare laddove c'erano degli eccessi a livello globale.
Questa è una spiegazione sommaria perchè andrebbero aggiunti molti motivi
minori che hanno contribuito a quanto hai elencato.
Infine, nel 2000 e successivi gli Usa hanno semplicemente rallentato
l'espansione economica.
Infatti la disoccupazione al massimo a raggiunto a fatica il 6%, solo 1% in
più del limite fisiologico.
Picco raggiunto due anni fa se ricordo bene, con l'economia in piena
espansione.
Cioè l'ammodernamento dei processi produttivi creava disoccupati pur con
l'economia al 4% di aumento.
Ciao



  #18  
Vecchio 17-09-2007, 09.02.55
bony
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"bony" <cafaboni@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:46ee0b9f$0$4787$4fafbaef@reader4.news.tin.it. ..

> contribuirono all'ungamento dei periodi di crescita:


:-( All'ungamento con l'apostrofo, che asino

> Infatti la disoccupazione al massimo a raggiunto a fatica il 6%, solo 1%
> in


:-( a raggiunto senza'acca, doppio asino: bocciato:-((
:-( Mimo= Minimo

Che peccato non rileggere prima d'inviarlo!


  #19  
Vecchio 17-09-2007, 09.07.31
*Afef la bella tunisina*®
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"bony"

> Che peccato non rileggere prima d'inviarlo!


se è inviarlo.....
rileggerlo....non rileggere


  #20  
Vecchio 17-09-2007, 09.21.43
bony
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"*Afef la bella tunisina*®" <afef@ariccia.com> ha scritto nel messaggio
newsIpHi.3735$vu2.378@tornado.fastwebnet.it...

> se è inviarlo.....
> rileggerlo....non rileggere


Da quando in qua fai il professore d'itagliano?
o faresti?
o facessi?
o stai facendo?
Mah
Vado, ho da fare.
Ciao


  #21  
Vecchio 17-09-2007, 10.00.40
Passo di Giada (Senior member ATA)
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bony ha scritto:
> "*Afef la bella tunisina*®" <afef@ariccia.com> ha scritto nel messaggio
> newsIpHi.3735$vu2.378@tornado.fastwebnet.it...
>> se è inviarlo.....
>> rileggerlo....non rileggere

> Da quando in qua fai il professore d'itagliano?
> o faresti?
> o facessi?
> o stai facendo?
> Mah
> Vado, ho da fare.
> Ciao

ecco datte da fa che devi rasare sala da pranzo e tinello

e le vojo fatte bene no come tuo solito na sgrossata e via

;-)
  #22  
Vecchio 17-09-2007, 14.58.36
ZigZag
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"l'orsotoro®" <lami@com.it> ha scritto nel messaggio
news:46ed5951$0$36447$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...

> Aggiungo che secondo il ciclo di kondratieff la crescita inflazionisitica
> equivale al miglior periodo per le borse (l'ultimo è quello dal 1954 al

1973
> che portò il DJIA da 280,90 a 850,86_+200%_).....


???????????????????????????????????????

CRESCITA INFLAZIONISTICA 1954-1973????

Guarda che l'inflazione grossa inizia DOPO il 1973 (anche se i prodromi si
vedono già dal 1967-68 per finanziare la Great Society E la guerra in
Vietnam, poi esplode nel '73 con il primo shock petrolifero, e ancora nel
'79-'80 con il secondo shock petrolifero, il che costringe il presidente Fed
Volcker ad alzare i tassi di interesse stroncando l'inflazione grazie alla
peggior recessione da 50 anni, finita nel 1982-83).

E proprio il periodo inflazionistico è PESSIMO per le borse:

http://en.wikipedia.org/wiki/Stock_m...rash_of_1973-4
http://snipurl.com/1qtbt


  #23  
Vecchio 17-09-2007, 16.21.52
l'orsotoro®
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"ZigZag" <zigzag2000@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:46ee7a12$0$4794$4fafbaef@reader4.news.tin.it. ..
> "l'orsotoro®" <lami@com.it> ha scritto nel messaggio
> news:46ed5951$0$36447$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...
>> Aggiungo che secondo il ciclo di kondratieff la crescita inflazionisitica
>> equivale al miglior periodo per le borse (l'ultimo è quello dal 1954 al

> 1973
>> che portò il DJIA da 280,90 a 850,86_+200%_).....

> ???????????????????????????????????????
> CRESCITA INFLAZIONISTICA 1954-1973????



Le borse anticipano.......e non urlare!


  #24  
Vecchio 17-09-2007, 16.27.48
l'orsotoro®
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"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:46ed7898$0$47120$892e7fe2@authen.yellow.readf reenews.net...
> [l'orsotoro®] ha scritto:
>> Per mantenere l'inflazione bassa dovrà alzare i tassi fino al
>> 10...11%?

> Il tasso ipotizzato a naso mi pare un po' eccessivo (anche se storicamente
> negli USA non sarebbe certo un record), ma alzare il tasso di sconto (e
> quindi ridurre la massa monetaria) è il modo classico con il quale le
> banche centrali tengono a bada (o tentano di tenere a bada) l'inflazione.
>> Altrimenti, mantenendo la politica dei bassi tassi, l'inflazione sarà
>> costretta a salire fino al 10....11%?

> Altrimenti l'inflazione salirà, magari non a livelli così "argentini", ma
> salirà.
>> E questo che vuole dire?

> Che se il denaro costa caro, ha un valore, se non costa nulla ne ha molto
> meno.
> Come tutto il resto (almeno in economia).




Chiaro.....come sempre....


Grazie.


  #25  
Vecchio 17-09-2007, 20.16.54
ZigZag
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Predefinito Re: Greenspan sulla politica economica di Bush


"l'orsotoro®" <lami@com.it> ha scritto nel messaggio
news:46ee8d8b$0$36438$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...

> >> Aggiungo che secondo il ciclo di kondratieff la crescita

inflazionisitica
> >> equivale al miglior periodo per le borse (l'ultimo è quello dal 1954 al

> > 1973
> >> che portò il DJIA da 280,90 a 850,86_+200%_).....
> > > ???????????????????????????????????????
> > > CRESCITA INFLAZIONISTICA 1954-1973????

> Le borse anticipano.......e non urlare!


Ripeto: come fai a definire INFLAZIONISTICA la crescita del trentennio
glorioso?


  #26  
Vecchio 17-09-2007, 21.15.49
Francesco L.C.
Guest
 
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Predefinito Re: Greenspan sulla politica economica di Bush


"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:46ed1592$0$47151$892e7fe2@authen.yellow.readf reenews.net...
> Greenspan critica la politica di Bush in libro di memorie
> sabato, 15 settembre 2007 10.39
> WASHINGTON, 15 settembre (Reuters) - L'ex numero uno della Federal
> Reserve, Alan Greenspan, in un libro autobiografico, critica aspramente il
> governo del presidente George W. Bush e i leader repubblicani del
> Congresso per aver anteposto gli interessi politici a significativi
> provvedimenti di natura economica.



Sto leggendo solo ora.... e guarda...guarda... il coglionazzo "verde" con
quale
faccia da caxxo si presenta alla nazione (la sua o quella del mondo
intero??).

E proprio vero che il "tempo" è anticipatore del futuro....





Io, Greenspan



di Bill Bonner

(Bill Bonner è il fondatore e l'editore del The Daily Reckoning. E' anche
autore, con Addison Wiggin, del best seller Financial Reckoning Day:
Surviving the Soft Depression of the 21st Century (John Wiley & Sons) e di
Empire of Debt: The Rise of an Epic Financial Crisis).

Io, Alan Aurifericus Nefarious Greenspan, presidente della Federal Reserve,
detentore della Medaglia della Libertà, Cavaliere dell'Impero Britannico,
membro d'Onore della Legione Francese, conosciuto nell'ambiente finanziario
come "il più grande banchiere centrali di tutti i tempi" sto per raccontarvi
la strana storia dei miei ultimi anni. (Non vi annoierò con tutti i miei
titoli onorari. Non menzionerò, ad esempio, che il 1 Novembre del 2001,
qualche giorno dopo che Enron cominciò a crollare sotto le accuse di
corruzione, vinsi il prestigioso Premio Enron per avere eccelso nei servizi
pubblici.)

Lascerò perdere la mia adolescenza, e anche la mia gioventù e quelle noiose
sessioni con quella noiosissima donna, Ayn Rand, che non sarebbe riuscita a
scrivere una frase convincente neanche se da essa fosse dipesa la sua vita.
Rispamierò anche i miei noiosi anni passati al Council of Economic Advisors,
e arriverò subito agli anni trascorsi come l'uomo più potente del pianeta.
Ecco quali sono i miei veri titoli: Imperatore della moneta più potente del
mondo, Despota della più grande e dinamica economia mondiale, Architetto del
sistema finanziario più innovativo che questo pianeta sofferente abbia mai
conosciuto.

Si, io, Alan Greenspan, ho dominato e regolato il mondo finanziario. Ma chi
regolava Alan Greenspan? Ah... arriverò anche a questo e vi dirò come,
presidiando il più grande boom economico di tutta la storia, rimasi
impelagato in quella che definirei "la situazione", dalla quale non riuscii
più a districarmi.

Ciò che state leggendo non è l'unica cosa che io abbia scritto, io ho
scritto moltissimo nel corso dei miei anni. Ma tutto è stato scritto per una
ragione che solo pochi sono stati in grado di comprendere. Ingenuamente la
maggior parte dei lettori ha pensato di avere a che fare con la mente
disordinata di un economista o la goffa, balbettante penna di un burocrate.
Molti, ascoltando i miei disarticolati discorsi o le mie frasi involute,
avranno addirittura pensato che l'Inglese non fosse la mia lingua madre.
Avranno creduto di riconoscere un vago accento come quello che aveva Henry
Kissinger o che ha Michael Caine. Mi hanno persino canzonato come
"incomprensibile" o "indecifrabile". Hanno assistito a quello che credevano
essere un dimenarsi servile e burocratico. Non avevano la più pallida idea
di cosa stessi architettando, cosa che solo adesso sono in grado di
rivelare.

Però allo stesso tempo mi hanno ammirato. Lo sapevo. Perchè vedevano in me
una sorta di genio... un Bernoulli della banca, un Newton dei numeri, un
Leibnitz dei profitti, un Copernico della moneta. La mia mente funzionava a
frequenze talmente elevate che i miei pensieri non potevano essere uditi
dalla maggior parte degli esseri umani. Contavano su di me per spingere in
avanti l'economia del grande impero. Poco (anzi niente) sapevano dei miei
veri pensieri e progetti.

Ma adesso tutto è cambiato. Adesso posso scrivere chiaramente e dire la
verità. Sto lasciando la mia posizione. Non c'è più alcun bisogno di
continuare a offuscare le cose; non devo più inchinarmi ossequiosamente di
fronte alle commissioni del Congresso; non c'è più bisogno di nascondere la
realtà dei fatti ai miei datori di lavori e agli americani. Lo giuro davanti
a tutti gli dei, ciò che sto scrivendo adesso è frutto della mia propria
mano e non di quella di un sovrapagato, abile chiacchierone.

Alcuni nascono durante una crisi, altri creano le crisi, e altri si
ritrovano le crisi addosso.

Fatemi partire dall'inizio. Raramente mi sono lasciato intimorire da una
crisi che mi cadeva addosso. E' vero,ho reagito alle crisi in maniera
convenzionale. Non ci sono manuali per i banchieri centrali, ma esiste un
codice di comportamento. Messo di fronte a una crisi finanziaria di
qualunque tipo, un banchiere centrale ha come primo dovere quello di correre
ad aprire i rubinetti monetari. E' quello che feci nel 1987. Ero stato
appena nominato e probabilmente non li aprii a sufficienza. Per diversi anni
l'economia americana rimase indietro rispetto a quelle dei paesi rivali
europei. Il mio vecchio capo, George Bush il Vecchio, perse la rielezione
nel 1992 e mi ritenne responsabile. Decisi di non fare più quell'errore. Da
allora, ogni qualvolta mi sono trovato di fronte a uno shock, una sfida, una
crisi, delle incertezze, delle elezioni, mi assicurai che ogni tipo
rubinetto, valvola, interruttore, leva, dispositivo fosse del tutto aperto.

Fu il 5 dicembre del 1996 che ebbi la mia prima epifania. Era l'anno in cui
feci la mia dichiarazione sui prezzi azionari. Mi domandai ad alta voce se
non riflettessero una specie di "esuberanza irrazionale". In realtà, che
fosse vero o meno, non lo sapevo. Ma ciò che compresi fu che: 1) la gente, e
soprattutto i miei datori di lavoro, volevano prezzi che fossero
irrazionalmente esuberanti. E 2) che se vogliamo i prezzi possono diventare
ancora più irrazionalmente esuberanti.

Avevo settanta anni al tempo. Mi ero fatto strada fino al vertice (perchè
non essere onesti al riguardo) grazie a giuste conoscenze e rendendomi
generalmente ubbidiente e disponibile, evitando di dire cose che avrebbero
potuto trovare qualcuno in disaccordo. Quella fu la vera ragione di ciò che
la stampa ha definito "l'eloquenza di Greenspan". I miei pensieri privati
rimanevano tali. Tutto ciò che il pubblico e i politici avrebbero sentito
sarebbe stato un linguaggio pomposo e incomprensibile addetto agli
specialisti, e questo per una buona ragione.

Non volevano sentire cosa pensassi veramente. Quindi non glielo dicevo.
Sapevo molto bene cosa succede quando politici e banchieri riescono ad avere
denaro facile e un banchiere centrale ubbidiente. Non sono nato ieri. Fanno
uso del loro controllo sul denaro per imbrogliare la gente. E' semplice.
(Spiegai questo concetto all'inizio della mia carriera; fortunatamente
nessuno si è mai preso la briga di leggere quel saggio. Altrimenti non avrei
mai ricevuto l'incarico.) Se il mestiere di banchiere centrale fosse una
cosa onesta, non avrebbe alcuna ragione di esistere. Le banche private
potrebbero fare lo stesso lavoro in maniera migliore.

Ma la gente è pronta a credere a tutto. In qualche maniera, pensano che
ricchi uomini di affari e politici assetati di potere si accordino tra di
loro per creare e gestire una banca centrale a beneficio della gente comune.
Beh, ho una notizia per voi: non funziona così. Il denaro mantiene il suo
valore quando rappresenta un risorsa scarsa. E' come il valore delle azioni
di una società. L'azionista è contento di possedere qualche azione. Ma
immaginate come si sentirebbe se la società emettesse qualche altro milione
di azioni. Il valore della sua proprietà sarebbe diluita. Si sentirebbe
imbrogliato.

Alla stessa maniera, un banchiere centrale onesto non diluirebbe il denaro
dei suoi depositanti. Non creerebbe moneta dal nulla, come se stesse
emettendo nuovi certificati azionari. Ma questo è esattamente ciò che fanno
i banchieri centrali. Emettono un certo ammontare di moneta. In seguito ne
emettono sempre di più. In questa maniera la gente che ha lavorato e
risparmiato perde ogni anno parte di quel valore monetario. In effetti, il
valore viene perso dai risparmiatori e catturato da coloro che controllano
il denaro. E' un trucchetto davvero molto semplice. Chi se non un presidente
della Fed ottuogenuario, sulla porta, avrebbe il coraggio di dire una cosa
del genere?

La gente oggi si comporta come se avesse inventato il denaro l'altro ieri.
Ma il denaro, la banca centrale, la svalutazione della moneta non sono cose
recenti. Nel 64 dopo Cristo, Nerone decretò che il numero di monete d'oro
coniate da un pound di oro, salisse da 41 a 45 (ogni moneta avrebbe perso il
10% del proprio valore). Il denarius d'argento, alla stessa maniera, perse
il 99,98% in cinque secoli. La carta perde valore ancora più rapidamente. Il
dollaro ha perso il 95% del suo potere di acquisto da quando nel 1913 la Fed
fu istituita per proteggerlo.

Un banchiere centrale di successo, nell'età della carta moneta, è qualcuno
in grado di controllare il tasso di distruzione della moneta in maniera tale
che i fessi non se ne accorgano. Questi credono che un po' di inflazione non
faccia male, che sia in realtà benefica. Non è questo che dicono gli
economisti? Stampare un po' di nuova moneta ogni anno aiuta la gente a
sentirsi un po' più ricca... così che si spende di più, si assume personale,
si costruiscono più case. Tutti sono contenti. Ognuno si sente più ricco.
Che frode elegante. E' quasi un crimine perfetto, perchè nessuno obietta
nulla fintanto che viene fatto nella giusta maniera. (Colui che prenderà il
mio posto alla Fed, Ben Bernanke, è specializato nel controllare il tasso al
quale la banca centrale riesce a rubare il potere d'acquisto della moneta
senza farsi beccare. Dice che se necessario, lancerà i dollari dagli
elicotteri. Secondo me un giorno la gente chiederà di buttare lui da un
elicottero, per le ragioni che spiegherò poco più avanti.)

Ritorno al mio racconto. Dopo avere fatto il mio discorso sull'esuberanza
irrazionale, fui chiamato al Congresso. I politici che affrontai erano i
soliti babbei che non sanno niente di economia. Mi fecero capire bene che se
volevo tenermi il lavoro avrei dovuto smettere di preoccuparmi di prezzi
azionari troppo alti, invece avrei dovuto fare tutto il possibile per farli
salire ancora. Fu proprio quel giorno, me ne ricordo bene, che ciò che prima
avevo visto nella teoria nebbiosa con riguardo al mestiere di banchiere
centrale, mi fu chiaro come alla luce del sole, limpido, cristallino.

Nessuno vuole una moneta onesta. Nessuno. I politici, i banchieri, gli
investitori, gli elettori, e le famiglie - tutti coloro che hanno voce in
capitolo vogliono denaro facile. E' semplicemente troppo delizioso per
resistergli. (mi chiedo che razza di banchiere centrale si opporrebbe a
tutti costoro; avrebbe bisogno di una spina dorsale al titanio come Paul
Volcker, e una testa dura come una cassaforte.) I debitori vogliono un po'
di inflazione per alleggerire il loro fardello e mettersi le ali sulla
schiena. I creditori vogliono inflazione per gonfiare i loro assets. I
politici vogliono essere rieletti. Gli imprendori vogliono i clienti con le
tasche piene che possano spendere a volontà. C'è qualcuno che non
apprezzerebbe un po' di inflazione?

E infatti, avevo sempre saputo la risposta. Il denaro facile funziona solo
imbrogliando la gente e inducendola a pensare che ciò che essi vogliano
veramente sia più denaro. Via così. Lo hanno e lo spendono. Ancora prima di
rendersene conto si ritrovano nel bel mezzo di un boom economico. Ma la
gente presto aggiusta le loro aspettative. I prezzi salgono per tenere il
passo della nuova quantità di moneta. I livelli di indebitamento aumentano,
e con loro i costi legati al servizio del debito. La magia si dissolve. Che
cosa dovrebbe fare allora un banchiere centrale. Dovrebbe fare la cosa
giusta. Dovrebbe ritirare "i calici di champagne" dalla festa, come usavano
dire i miei predecessori. Ma qua arriva il peggio. Togli via i bicchieri e
la gente ti salta addosso. Mi ricordo che bruciarono l'immagine di Paul
Volcker quando si spinse a tanto. Lo avrebbero bruciato vivo se avessero
potuto mettergli le mani addosso.

Perchè avrei dovuto io, Greenspan, fare la stessa fine? No, non era per me.
Questa è stata "la situazione" che ho dovuto affrontare. Sì, sapevo che per
il bene della nazione i calici andavano ritirati, ma sapevo che se lo avessi
fatto, insieme a quei bicchieri, sarei stato rimosso anche io dalla mia
posizione. E sapevo anche che sarebbe stata solo una questione di tempo
perchè la pressione per avere denaro facile diventasse più forte della
resistenza opponibile da un banchiere centrale. Nessun sistema puramente
cartaceo è mai durato a lungo. La gente non sa resistere alla tentazione di
avere denaro a costo sempre più basso, fino al punto che quel denaro diventa
talmente instabile e traballante che precipita su se stesso. Ed è meglio che
precipiti il prima possibile. E' meglio che la lezione venga imparata
subito, anziché tra 10 anni. Per me, era meglio posticipare il periodo delle
vacche magre sotto la presidenza del prossimo banchiere che fare in modo che
arrivasse sotto la mia. Questo lo devo alla cara vecchia Ayn; mi insegnò che
a controllare Greenspan è Greenspan stesso. Ayn mi insegnò la regola numero
uno: stai attento al Numero Uno.

Lo ricordo così chiaramente. Ero seduto nella stanza della commissione della
Camera. Mi tormentavano con numerose domande. Continuavo a dare quel tipo di
risposte per le quali sono diventato famoso, risposte che non dicono un bel
nulla. E ho pensato: se questi imbecilli vogliono denaro facile, gli darò
denaro facile. Gli darò il denaro più facile che il pianeta abbia mai visto.
Glielo darò tutto e ancora di più.

E così ho fatto.

Da quando sono a capo della Fed, i debiti per i mutui sono saliti da 1.8
trilioni di dollari a 8.2. Il debito al consumo è passato da 2.7 trilioni a
11 trilioni. Il debito delle famiglie è quadruplicato.

Ed è esploso anche il debito del governo. Il debito pubblico era inferiore a
2 trilioni sotto la seconda amministrazione Reagan, un numero che era
rimasto costante per quasi quaranta anni. Ma sotto la mia direzione,
l'inchiostro rosso che si è consumato è stato come quello di un fiume in
piena, arrivando a segnare oltre 7 trilioni di debiti.

Durante i due mandati di George W Bush, il governo ha preso a prestito da
governi stranieri e dalle banche più di tutte le amministrazioni precedenti
messe insieme dal 1776 al 2000. E alla fine degli otto anni di Bush si sarà
creato più debito che nei precedenti 200 anni. Il deficit commerciale, è
triplicato da quando sono alla Fed. Da 150.7 a 756.8 miliardi, e raggiungerà
nel 2006 gli 830 miliardi. Quando salii al potere gli Stati Uniti erano una
nazione creditrice. Adesso siamo debitori con più di 11 trilioni di asset
americani in mani straniere, un aumento di oltre il 500% dal 1987.

Chi è in grado di discutere su certi numeri da record. Chi può tenerci
testa? Chi vorrebbe mai farlo?

Questo è il morbido, perverso piacere che si concede un vecchio uomo cinico
a coronamento dei suoi successi. Ho praticamente rovinato una nazione. E lo
so benissimo. Se scaricaste sugli elettori i costi dei programmi
governativi, le sue promesse i suoi impegni, aggiungendoli ai debiti privati
della nazione, la classica famiglia americana, e la nazione stessa farebbero
bancarotta. Tuttavia, ovunque io vada, sono riverito come il Maestro,
salutato come se fossi un eroe di guerra. E' come se avessi vinto la seconda
guerra mondiale da solo. I soliti cretini che volevano denaro facile 10 anni
fa, adesso mi elogiano per avere dato luogo a ciò che chiamano la "Grande
Moderazione" come se ci fosse qualche cosa di moderato sulla corsa
all'indebitamento dell'America.

Altri dicono che la mia reale eredità è di avere fatto funzionare la banca
centrale. Si l'ho fatta funzionare, d'accordo con la sua natura: dare alla
gente corda sufficiente per impiccarsi da soli. Questo è ciò che hanno
fatto. Adesso pendono dalle lunghe corde dei mutui, dei deficit e delle
carte di credito

E io sono estasiato. Presto la gente sarà in grado di capire come funziona
veramente una banca centrale. E il povero Ben Bernanke si prenderà tutte le
colpe. Lui e i suoi stupidi elicotteri... quasi se lo merita









No, coglionazzo.

Nè presto, nè mai, la gente sarà in grado di capire come funziona veramente
una banca centrale.

Altrimenti avrebbero capito che la famosa liquidità immessa nel "sistema" in
queste settimane (e sbandierata ai quattro venti per tenere in equilibrio il
"sistema") si traduce in un continuo ladrocinio sotto forma di
inflazione.......ai danni del..... Popolino....

Non è per questo che sono indispettito con te, caro coglionazzo Verde.

Ma del fatto che tu hai FATTO fin troppo bene il tuo mestiere:

QUELLO DI ESSERE UN FEDELE SERVITORE DEL TUO PADRONE.

Che figlio di puttana che non sei altro!!!!








  #27  
Vecchio 18-09-2007, 08.39.08
l'orsotoro®
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Greenspan sulla politica economica di Bush

> Ripeto: come fai a definire INFLAZIONISTICA la crescita del trentennio
> glorioso?



Ripeto: Vennero gettate le basi della futura inflazione.


 

Tags
bush, economica, greenspan, politica
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