Telecom: difesa dell'italianita' o difesa dei risparmiatori
La vicenda Telecom sta dimostrando ancora una volta tutti i limiti del cosi'
detto "capitalismo di relazione" tipico del nostro Paese.
Un capitalismo, cioe', fatto non di denaro per acquistare la maggioranza
delle
aziende quotate, ma di patti di sindacato e scatole cinesi.
Il capitalismo alla Cuccia (quello delle azioni che non si contano, ma si
pesano) senza pero' il carisma, l'abilita' e l'intelligenza di Cuccia.
La cosa funziona piu' o meno cosi'. Per avere il controllo di un'azienda
quotata
in borsa bisogna "controllare" le azioni necessarie per far votare il
proprio
management (cioe' molto meno del 50% della azioni). Il modo piu' lineare per
avere il controllo delle azioni sarebbe quello di comprarle direttamente, ma
questo metodo ha una forte "controindicazione": servono i soldi...
Ipotizziamo che per avere la quota di comando di un'azienda siano necessari
un
miliardo di euro. Invece di cacciare tutto il miliardo di tasca, si puo'
creare
una societa' (chiamiamola H) che compra, magari in larga parte
finanziandosi, le
azioni della societa' che ci interessa. Basta avere il controllo della
societa'
H per controllare indirettamente la societa' che ci interessa. Talvolta i
soldi
necessari per controllare la societa' H sono ritenuti sempre troppi, quindi
si
crea un'altra societa' che controlla la societa' H che controlla, infine, la
societa' quotata. Si puo' arrivare a controllare una societa' quotata
tirando
fuori meno dell'1% del valore di mercato della societa'.
Per fare questi giochetti servono due cose: 1) i finanziamenti delle banche
e 2)
una serie di buone relazioni con altri "capitalisti di relazione" per
puntellarsi a vicenda. In altre parole, invece dei soldi, questi soggetti
usano
le conoscenze personali.
Qual e' il problema di questo meccanismo?
Il problema e' l'enorme conflitto d'interessi che si innesca fra chi detiene
direttamente le azioni della societa' quotata (i risparmiatori) e chi
"controlla" il pacchetto di controllo della societa'. I primi, sono
interessati
a massimizzare gli utili della societa' quotata salvaguardando gli
investimenti
per il futuro della societa' stessa. I secondi sono interessati a
massimizzare
il rendimento del complesso dell'investimento (che comprende i debiti e
tutto il
meccanismo delle scatole cinesi).
Solitamente per un "capitalista di relazione" e' molto piu' profittevole
spremere un'azienda come un limone, distribuendo dividendi verso l'altro
della
catena di controllo per ripagare i debiti e massimizzare il rendimento del
poco
denaro messo a disposizione per controllare la societa', piuttosto che
investire
nell'azienda stessa per massimizzare gli utili futuri.
Gli azionisti di minoranza vedono cosi' il loro investimento che pian piano
si
deprezza. In un primo momento possono anche essere felici dei buoni
dividenti,
ma nel medio termine avranno un rendimento complessivo largamente deludente.
Invece di preoccuparsi del passaporto dei proprietari delle azioni delle
societa' quotate in Italia, il Governo dovrebbe preoccuparsi di come questo
controllo viene acquisito, in altre parole il Governo dovrebbe creare un
quadro
di regole di mercato che limitino il piu' possibile i conflitti d'interesse
fra
i piccoli risparmiatori ed i "capitalisti di relazione".
Il primo passo da fare in questa direzione sarebbe abolire i patti di
sindacato
per le societa' quotate in borsa.
I patti di sindacato sono accordi fra soggetti che detengono partecipazioni
di
rilievo per blindarne il controllo. Il meccanismo delle scatole cinesi e
quello
dei patti di sindacato sono strumenti che si tengono insieme. Abolire i
primi
indebolirebbe anche l'utilizzo delle scatole cinesi.
Un secondo passo, verso una struttura di controllo delle societa' quotate
piu'
trasparente e con minori conflitti d'interesse, dovrebbe essere quello di
limitare l'uso del capitale di debito per avere il controllo di societa'
quotate
in Italia.
Qualora il rapporto fra patrimonio e debito delle holding che controllano
societa' quotate in borsa scenda sotto una soglia stabilita dal regolatore
del
mercato, le azioni detenute da questa holding dovrebbero essere "congelate"
e
perderebbero i loro diritti di voto fino a che la holding non torni nei
ranghi.
Questi due provvedimenti (presi congiuntamente ed ovviamente con i dovuti
tempi
per permettere la riorganizzazione delle strutture di controllo della
societa')
salvaguarderebbero gli interessi dei risparmiatori invece dell'italianita'
delle
aziende.
Il concetto di italianita' delle aziende rientra nella logica del
"capitalismo
di relazione". Le "relazioni" si stringono piu' facilmente con i soggetti
appartenenti allo stesso "circolo". E' piu' difficile far coinvolgere
investitori stranieri nelle logiche "di relazione" all'italiana, anche
perche'
il grumo di interessi e' diverso.
Questo vale, purtroppo, anche per il Governo. Ogni Governo ha le proprie
"relazioni" privilegiate e cerca di favorire il proprio gruppo. Agli
interessi
del "parco buoi" ci si pensera' se rimane tempo... e purtroppo, il tempo e'
sempre troppo poco...
Re: Telecom: difesa dell'italianita' o difesa dei risparmiatori
Forse chi scrive questi articoli non si rende conto che in tutto il mondo è
così.
Il maggiore azionista della Exxon Mobil ha meno del 4% della società...
Re: Telecom: difesa dell'italianita' o difesa dei risparmiatori
"Nino" <abc@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:2ErTh.5560$uJ5.96473@twister2.libero.it...
cut....
> Invece di preoccuparsi del passaporto dei proprietari delle azioni delle
> societa' quotate in Italia, il Governo dovrebbe preoccuparsi di come
> questo
lascia perdere il governo, se ci mette le mani la telecom fallisce!!!!
Re: Telecom: difesa dell'italianita' o difesa dei risparmiatori
"Lillo" <lillo1980NOSPAM@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:evlhck$g3j$1@tdi.cu.mi.it...
> Forse chi scrive questi articoli non si rende conto che in tutto il mondo
è
> così.
> Il maggiore azionista della Exxon Mobil ha meno del 4% della società...
E allora?
Chi vuole comandare, dovrebbe metterci i soldi...
e se non li ha, vada a lavorare...
Re: Telecom: difesa dell'italianita' o difesa dei risparmiatori
"P" <fsdgsl@sgdjksdfl.it> ha scritto nel messaggio
news:BOrTh.5573$uJ5.96290@twister2.libero.it...
> "Nino" <abc@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:2ErTh.5560$uJ5.96473@twister2.libero.it...
> cut....
> > Invece di preoccuparsi del passaporto dei proprietari delle azioni delle
> > societa' quotate in Italia, il Governo dovrebbe preoccuparsi di come
> > questo
> lascia perdere il governo, se ci mette le mani la telecom fallisce!!!!
> ciao