SILVIO PLAYBOY
Gian Antonio Stella per il Corriere della Sera
Non lo sapessimo concentratissimo sul Bene del Paese, avremmo il dubbio che
il Cavalier Caliente abbia la testa altrove. Da due giorni va a parare
sempre lì. Prima ha fatto l'occhiolino su Anna Falchi: «Macché povero
Ricucci, ha una cosa che tutti gli invidiamo!». Poi, per fare amicizia col
petroliere rosso Chávez, ha composto il numero di Aida Yespica, la mora
venezuelana de «L'isola dei famosi», e ha allungato il cellulare: «Hugo,
un'ammiratrice ti vuol parlare». Quindi ha riso con un gruppo di donne sulle
tre «t» di Cremona: «torrazzo, tette, torrone». Per finire ha spiegato che
votando contro le «quote rosa» elettorali i maschi hanno agito «per
legittima difesa: alcuni deputati han fatto i calcoli: già rischiamo molto
passando al proporzionale, se poi ogni tre di noi mettono una signora...».
Scherzava, si capisce. Sa che le sue belle glielo permettono. A un altro
caverebbero la pelle. A lui perdonano tutto. D'aver fatto eleggere 13 donne
su 168 deputati (7,7%), 5 su 75 senatori (6,6%) e 1 su 16 parlamentari a
Strasburgo, percentuale umiliante rispetto alla media europea del 29,9%. Di
averne portate al governo 8 su 98, pari a un 8,1%, ridicolo rispetto ai
Paesi nordici o alla Spagna. Di non avere esercitato su questo tema quell'
autorità che in certi casi, rogatorie o legge Cirami, ha fatto della destra
italiana una falange compatta. Tutto perdonato.
Gabriella Carlucci, dopo la catastrofe sulle quote rosa, ha palpitato:
«Ringrazio il presidente Berlusconi per l'appoggio morale con il quale ha
sostenuto finora questa causa. Noi donne azzurre rimaniamo sue alleate
fedeli». E la stessa Stefania Prestigiacomo, che pure era fuori dalla grazia
di Dio per l'imboscata maschilista, ha sorvolato ieri sulla «legittima
difesa» («legittima», sic) per dire: «Credo che le donne italiane abbiano il
diritto di vedere riparata l'offesa subita alla Camera. Per questo ho
chiesto che un istante dopo l'approvazione della legge elettorale venga
avviato l'iter di un disegno di legge che introduca le quote. Berlusconi è d
'accordo». Ha detto infatti: «A noi le signore, soprattutto belle, in
Parlamento ci piacciono molto». Mal che vada, le manderà un immenso mazzo di
rose. Una parure. O un anello d'oro con un gran diamante da posarci le
labbra al prossimo baciamano. «Scusa, cara...».
Nessuno in Italia amoreggia e gioca con le donne come lui. Ogni occasione,
le parole giuste. Ha davanti le casalinghe? «Anch'io sono stato un po'
donnina di casa, quando studiavo ed ero un ragazzo di famiglia, buttavo giù
la polvere e ogni tanto facevo la spesa. So quanta fatica ci vuole per
lavorare a casa, per creare un clima di serenità quando il marito torna...».
Inaugura la Messina-Palermo? «Ah, la Sicilia! Avete la storia, il sole, un'
ambiente straordinario, testimonianze di un passato glorioso... E poi,
ragazze così belle!». Si lagna per la lentezza del Parlamento? I senatori
tirano in lungo l'iter delle leggi perché devono dimostrare ai figli e alla
moglie che non vanno a Roma solo perché hanno l'amante. Però sopra i 400
chilometri l'amante non conta. Come si dice a Napoli, «'A commare nun è
peccato». Taglia il nastro al «Costa Smeralda»? «Ah, l'areoporto di Olbia!
Splendido! Rasenta il lusso. E poi, bellissime ragazze che fanno la felicità
dei passeggeri maschi in arrivo e in partenza!».
E via così. Visita Alassio? «Penso ancora al "muretto" quando io, a quei
tempi un vecchio playboy, vedevo tutte quelle belle ragazze... Parlando col
sindaco gli ho chiesto se fossero ancora così belle, mi ha detto che oggi
sono purtroppo tutte rifatte. Mah... Anch'io mi sono rifatto i capelli». Va
al congresso di An? «Ma che belle gambe, che vedo nelle prime file!». Vuole
spiegare perché il Polo si è incaponito sulla legge sul legittimo sospetto?
«È un diritto dei cittadini rivolgersi alla Cassazione se l'atmosfera non fa
presagire che ci sia un giudizio imparziale. Magari qualcuno ha fregato la
fidanzata al presidente del tribunale. A noi succede: siamo tombeur de
femmes . Mai di un amico. Però, di un magistrato, è decente...». Tira la
volata alla Colli? «Votate l'Ombretta: è brava, l'è una bela tusa e canta
bene». Prende la parola alla Fao sulla fame? «Un saluto a tutti voi, in
particolare alle belle delegate!».
Quella volta, a dire il vero, alcune straniere si scandalizzarono: non era
il caso, visto il tema. Lui ha tirato diritto. Offrendo il meglio nei
rapporti internazionali. Va a Wall Street per incontrare i businessmen e
ammicca: «Un altro motivo per investire in Italia è che oltre al bel tempo e
alla bellezza del Paese, abbiamo anche bellissime segretarie». Va in
Romania, spiega che ha avuto una fidanzata romena e sorride: «A me i capelli
sono caduti per le troppe fidanzate». Parla delle relazioni con Parigi? «Non
sono popolare tra i giornalisti e coloro che ne subiscono il fascino, ma tra
i francesi sono popolarissimo: basta contare le fidanzate che ho avuto lì».
Riceve Sali Berisha? «Sì, questa volta in Albania ci vengo. I socialisti di
prima non mi avevano presentato mai una bella ragazza!». Riceve gli
imprenditori turchi? «Sono con voi: da giovane ho avuto una meravigliosa
fidanzata turca».
Ogni tanto, c'è chi sbarra gli occhi. Come fece con Tarja Halonen, quando
lui se ne uscì: «Per portare l'authority alimentare a Parma ho rispolverato
le mie doti di playboy col presidente finlandese». Helsinky s'indignò,
convocò l'ambasciatore, piantò un casino. Lui sospirò: «C'è una generale
mancanza di umorismo». Lo stesso mancante al cronista del Kommersant che
descrisse la visita allo stabilimento Merloni di Lipetsk: «Il premier
italiano era particolarmente attivo. Era chiaro che aveva un obiettivo. Ha
detto a Putin: "Voglio baciare la lavoratrice più brava e più bella". Aveva
già individuato la sua vittima. Si è avvicinato a una donna grande come la
Sardegna e con tutto il corpo ha fatto il gesto tipico dei teppisti negli
androni bui dei cortili, quando importunano una ragazza che rincasa. Lei s'è
scansata ma Berlusconi in passato deve aver fatto esperienza con donne più
rapide di questa: con due salti ha raggiunto la ragazza e ha iniziato
spudoratamente a baciarla in faccia». Dura la vita, a tirar su il prestigio
mondiale dell'Italia..