Siamo tutti più liberalizzati, come dice Prodi.
I notai anche: ma contro questa categoria, le misure sono puro fumo
negli occhi.
La sola cosa che davvero avrebbe intaccato i guadagni miliardari di
questa vera corporazione non è stata fatta.
Sarebbe bastato obbligarli a registrare gli atti di compravendita
d'immobili a cifra fissa, e non come ora in percentuale: perché oggi, i
notai guadagnano 1.400 euro, diciamo, sul cittadino che compra un box da
20 mila euro, 14 mila su un appartamento da 200 mila euro, 140 mila su
una villa
da 2 milioni, anche se la fatica dell'atto notarile è la stessa.
Ma questo no, la sinistra non l'ha fatto.
Colpire i grossi, mai.
I piccoli sempre.
E' la politica tradizionale della sinistra «disciplinare» i privati,
specie quelli troppo piccoli per fare lobby.
Non so se avete notato, è partita - da tutti i giornali della sinistra,
ma a dare il via è stato Il Corriere di Montezemolo - una vera campagna
contro «l'egoismo» dei tassisti, la «lobby» dei fornai.
Ormai, se si parla di «corporazioni», s'intendono loro, mica i
magistrati inadempienti e insindacabili, i segretari parlamentari e i
direttori generali di ministero o di regione.
Quelli, non questi sono additati come nemici del popolo e ostacolo alla
liberalizzazione, colpevoli del declino, «palla al piede» di una società
che, se non fosse per loro, farebbe concorrenza alla Cina e si
riempirebbe di scienziati intenti a brevettare sempre nuove invenzioni.
Voglio solo far notare un piccolo particolare: i tassisti in servizio,
per avere la licenza, l'hanno pagata cara.
Anche 300 mila euro.
Anche 800 mila, dicono.
Questo perché le licenze erano in numero fisso e limitato.
Oggi, il numero diventa illimitato.
Le licenze pagate carissime non valgono più niente.
Conclusione: ciò che è stato fatto ai tassisti è un esproprio senza
indennizzo.
Almeno così si direbbe se vigesse lo Stato di diritto.
Ma per la sinistra, è l'abolizione di un privilegio, e la stampa è tutta
d'accordo.
Questo, scusatemi, ricorda una liberalizzazione storica, effettuata da
un liberista di nome
Josip Stalin negli anni '30.
Allora, ad essere presi di mira furono i coltivatori diretti, detti
«kulaki».
Grandi lavoratori, relativamente benestanti, assumevano braccianti e
davano da mangiare - sulla ricca terra nera russa e ucraina - a tutti i
russi.
Il regime sovietico avendo provocato il disordine sociale e rotto il
funzionamento dell'economia, accadde che nelle città «liberate dal
capitalismo» cominciasse a rincarare il cibo.
Non per la nomenklatura, che disponeva di negozi privilegiati pieni di
storioni e caviale,
ma per gli operai.
La colpa, sancì la Pravda, era dei kulaki: che si opponevano all'ammasso
senza indennizzo
del grano, e lo nascondevano.
Attiva, feroce campagna di stampa.
Il PCUS mandò i suoi attivisti a «smascherare i kulaki» e a requisire il
grano «nascosto».
Dove trovavano grano, procedevano a fucilazioni dei «profittatori».
Nel loro zelo, i nomenklaturisti finirono per requisire (sempre senza
indennizzo) anche il grano conservato come semente.
I kulaki lo fecero presente: l'anno prossimo non ci sarà raccolto.
Risposta: altre fucilazioni a migliaia.
Accadde quel che qualunque contadino sapeva: l'anno seguente, niente
raccolto.
Fame nera, nelle campagne e nelle città.
Una fame che mai la Russia, proverbiale esportatrice di grano, aveva
conosciuto nella storia, nemmeno durante la servitù della gleba.
Il Partito corse ai ripari.
Come?
E' semplice: deportò nei lager diversi milioni di kulaki con le loro
famiglie.
Solgenitsin ha descritto quelle file di povera gente smagrita,
scheletrica, avviata al Gulag con i bambini morti di fame in braccio.
E ha descritto come le popolazioni, al passaggio di queste file di
sciagurati, inveissero contro di loro: «affamatori!», «sfruttatori!».
Onnipotenza della propaganda.
Ora, in Italia, governa la nomenklatura dei privilegiati di Stato.
Stesse nomenklature, stessi metodi.
Ogni nomenklatura si affretta a disciplinare non se stessa, ma i
privati.
Anche la propaganda è simile.
Stessa stampa servile, zelante nel denunciare i piccoli produttori di
beni e servizi come «sfruttatori». Dati i tempi cambiati, è possibile
che i tassisti non verranno internati.
Diverranno solo più poveri.
Se andate a New York, vedete chi fa il mestiere di tassista: africani
appena sbarcati che non parlano l'inglese, immigrati da terzi mondi
miserabili che non conoscono le strade.
In USA, il tassista è un mestiere sotto i 3 dollari l'ora, quello dei
disperati.
A New York è appunto un mestiere liberalizzato.
Come ci istruisce Il Corriere, la Pravda di Montezemolo, mentre a Milano
ci sono 2,1 taxi
ogni 100 abitanti, a New York ce ne sono 8; a Londra, ce ne sono 8,3.
Una bella concorrenza, da noi sconosciuta.
Ma non è che i prezzi siano più bassi.
A Milano, sono 7,6 euro per una corsa di cinque chilometri.
A Londra, 11,05 euro; a New York, ci dice Il Corriere, 6,76.
A parte che nella Londra liberalizzata i taxi costano parecchio più che
a Milano (dov'è il vantaggio per il consumatore?), quella di New York è
una cifra falsa: sì, la corsa costerà anche 7 euro, ma provate a non
dare al tassista la mancia del 20-30%; rischiate che vi insulti o vi
picchi, perché la mancia è «obbligatoria» in USA, dato che è la sola
vera paga di questi miserabili.
L'America liberalizzata è un mondo di «working poors», cioè di gente
che, pur sgobbando, resta in miseria.
L'America è piena di camerieri, di donne delle pulizie, di vecchietti
che lavorano nei supermarket aperti alle 4 del mattino perché non hanno
la pensione; e persino di lustrascarpe, figura che in Europa è scomparsa
dal 1947.
Magari non credevate che questo fosse l'ideale di Bersani e del governo
delle sinistre.
Il fatto è che sotto quell'etichetta «sinistra», sono andate al potere
le corporazioni che non solo si sottraggono alla competizione del libero
mercato, ma si ritagliano emolumenti sempre più scandalosi dal denaro
dei contribuenti.
Prodi, Visco, Bersani, Padoa Schioppa sono membri di quelle corporazioni
e nomenklature, che vivono nel lusso prendendo i soldi ai cittadini, e
il solo loro pensiero è estorcergliene
sempre di più.
Per lo «stile di vita» di questi servitori del settore pubblico, basta
pensare a Emilio Colombo, scoperto a 82 anni a farsi comprare la coca
dalla sua scorta (incidentalmente, agenti della GdF: avrebbero dovuto
arrestarlo, altro che servirlo); né il caro Ciampi gli ha suggerito di
dimettersi dalla carica di senatore a vita di cui è indegno, né lui ci
ha pensato neppure un momento.
Questa gente vive al disopra della legge, impunemente sfruttatrice.
E per di più bolla come parassitarie categoria di piccoli artigiani che
guadagnano cento volte meno di loro, con tutti i rischi della vita
non-protetta.
Ora vogliono aumentare la «competitività» dei fornai e dei farmacisti.
Ma è competitivo Mario Draghi?
Merita il milione di euro annuo?
(La cifra è incerta, è un segreto di Stato: nei Paesi normali, gli
stipendi pubblici devono essere pubblicati, in Italia no).
Il governatore della Federal Reserve guadagna un quinto di lui, ed ha
qualche responsabilità e competenza in più.
E' competitivo Ciampi?
Eppure ad occhio e croce cumula almeno tre pensioni stratosferiche ed
emolumenti, quella di governatore di Bankitalia (un laureato in lettere,
non economista, da noi può dirigere la Banca Centrale!), quella di ex
capo di Stato, quella di senatore a vita.
Ma la stampa ci invita a deplorare i taxisti e i fornai.
Bersani ha applicato, standosene sicuro sotto l'ombrello della
non-competitività pubblica, il programma liberista di Milton Friedman.
Non proprio di sinistra.
Ma almeno Friedman e il liberismo rispondono in USA alla volontà
popolare, e in USA non ci sono miliardari di Stato, dipendenti pubblici
arricchitisi con le paghe pubbliche.
Che sinistra è?
Bersani ha da pensare alle COOP rosse, che non pagano uno straccio di
tasse, di cui manterrà
i privilegi.
Ha da pensare allo stipendio di Mario Draghi.
Alle pensioni di Ciampi.
A non far mancare la neve a Colombo.
Bersani ha da pensare alle lobby, quelle vere, ai poteri forti reali: i
grandi gruppi che privatizzano gli utili e pubblicizzano le perdite,
grandi sindacati contigui, grandi banche amiche, grandi cooperative la
cui dirigenza ha in tasca la tessera giusta, e tutti i nani e ballerine
della RAI, i figli e i nipoti dei nomenklaturisti (a meno si voglia
credere che madame Berlinguer sia una brava giornalista).
E' giusto, sono i parassiti che hanno conquistato il potere.
Il presidente dei notai ha detto che Bersani ha messo a punto le sue
«liberalizzazioni» contro i poveri negli uffici di Montezemolo.
Il Corriere ha chiesto al proto-notaro di scusarsi per «l'insinuazione».
Ma è un'insinuazione o la verità?
Piacerebbe saperlo.
Tassisti, i nuovi «kulaki»
Maurizio Blondet
03/07/2006
Mo ti filtro come tutti i maleducati rompicogl.......
"Andreas Ripamonti" <aripa@svirgolettiamo.com> ha scritto nel messaggio
news:45bf7266$0$24449$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...
> Siamo tutti più liberalizzati, come dice Prodi.
> I notai anche: ma contro questa categoria, le misure sono puro fumo
> negli occhi.
> La sola cosa che davvero avrebbe intaccato i guadagni miliardari di
> questa vera corporazione non è stata fatta.
> Sarebbe bastato obbligarli a registrare gli atti di compravendita
> d'immobili a cifra fissa, e non come ora in percentuale: perché oggi, i
> notai guadagnano 1.400 euro, diciamo, sul cittadino che compra un box da
> 20 mila euro, 14 mila su un appartamento da 200 mila euro, 140 mila su
> una villa
> da 2 milioni, anche se la fatica dell'atto notarile è la stessa.
> Ma questo no, la sinistra non l'ha fatto.
> Colpire i grossi, mai.
> I piccoli sempre.
> E' la politica tradizionale della sinistra «disciplinare» i privati,
> specie quelli troppo piccoli per fare lobby.
> Non so se avete notato, è partita - da tutti i giornali della sinistra,
> ma a dare il via è stato Il Corriere di Montezemolo - una vera campagna
> contro «l'egoismo» dei tassisti, la «lobby» dei fornai.
> Ormai, se si parla di «corporazioni», s'intendono loro, mica i
> magistrati inadempienti e insindacabili, i segretari parlamentari e i
> direttori generali di ministero o di regione.
> Quelli, non questi sono additati come nemici del popolo e ostacolo alla
> liberalizzazione, colpevoli del declino, «palla al piede» di una società
> che, se non fosse per loro, farebbe concorrenza alla Cina e si
> riempirebbe di scienziati intenti a brevettare sempre nuove invenzioni.
> Voglio solo far notare un piccolo particolare: i tassisti in servizio,
> per avere la licenza, l'hanno pagata cara.
> Anche 300 mila euro.
> Anche 800 mila, dicono.
> Questo perché le licenze erano in numero fisso e limitato.
> Oggi, il numero diventa illimitato.
> Le licenze pagate carissime non valgono più niente.
> Conclusione: ciò che è stato fatto ai tassisti è un esproprio senza
> indennizzo.
> Almeno così si direbbe se vigesse lo Stato di diritto.
> Ma per la sinistra, è l'abolizione di un privilegio, e la stampa è tutta
> d'accordo.
> Questo, scusatemi, ricorda una liberalizzazione storica, effettuata da
> un liberista di nome
> Josip Stalin negli anni '30.
> Allora, ad essere presi di mira furono i coltivatori diretti, detti
> «kulaki».
> Grandi lavoratori, relativamente benestanti, assumevano braccianti e
> davano da mangiare - sulla ricca terra nera russa e ucraina - a tutti i
> russi.
> Il regime sovietico avendo provocato il disordine sociale e rotto il
> funzionamento dell'economia, accadde che nelle città «liberate dal
> capitalismo» cominciasse a rincarare il cibo.
> Non per la nomenklatura, che disponeva di negozi privilegiati pieni di
> storioni e caviale,
> ma per gli operai.
> La colpa, sancì la Pravda, era dei kulaki: che si opponevano all'ammasso
> senza indennizzo
> del grano, e lo nascondevano.
> Attiva, feroce campagna di stampa.
> Il PCUS mandò i suoi attivisti a «smascherare i kulaki» e a requisire il
> grano «nascosto».
> Dove trovavano grano, procedevano a fucilazioni dei «profittatori».
> Nel loro zelo, i nomenklaturisti finirono per requisire (sempre senza
> indennizzo) anche il grano conservato come semente.
> I kulaki lo fecero presente: l'anno prossimo non ci sarà raccolto.
> Risposta: altre fucilazioni a migliaia.
> Accadde quel che qualunque contadino sapeva: l'anno seguente, niente
> raccolto.
> Fame nera, nelle campagne e nelle città.
> Una fame che mai la Russia, proverbiale esportatrice di grano, aveva
> conosciuto nella storia, nemmeno durante la servitù della gleba.
> Il Partito corse ai ripari.
> Come?
> E' semplice: deportò nei lager diversi milioni di kulaki con le loro
> famiglie.
> Solgenitsin ha descritto quelle file di povera gente smagrita,
> scheletrica, avviata al Gulag con i bambini morti di fame in braccio.
> E ha descritto come le popolazioni, al passaggio di queste file di
> sciagurati, inveissero contro di loro: «affamatori!», «sfruttatori!».
> Onnipotenza della propaganda.
> Ora, in Italia, governa la nomenklatura dei privilegiati di Stato.
> Stesse nomenklature, stessi metodi.
> Ogni nomenklatura si affretta a disciplinare non se stessa, ma i
> privati.
> Anche la propaganda è simile.
> Stessa stampa servile, zelante nel denunciare i piccoli produttori di
> beni e servizi come «sfruttatori». Dati i tempi cambiati, è possibile
> che i tassisti non verranno internati.
> Diverranno solo più poveri.
> Se andate a New York, vedete chi fa il mestiere di tassista: africani
> appena sbarcati che non parlano l'inglese, immigrati da terzi mondi
> miserabili che non conoscono le strade.
> In USA, il tassista è un mestiere sotto i 3 dollari l'ora, quello dei
> disperati.
> A New York è appunto un mestiere liberalizzato.
> Come ci istruisce Il Corriere, la Pravda di Montezemolo, mentre a Milano
> ci sono 2,1 taxi
> ogni 100 abitanti, a New York ce ne sono 8; a Londra, ce ne sono 8,3.
> Una bella concorrenza, da noi sconosciuta.
> Ma non è che i prezzi siano più bassi.
> A Milano, sono 7,6 euro per una corsa di cinque chilometri.
> A Londra, 11,05 euro; a New York, ci dice Il Corriere, 6,76.
> A parte che nella Londra liberalizzata i taxi costano parecchio più che
> a Milano (dov'è il vantaggio per il consumatore?), quella di New York è
> una cifra falsa: sì, la corsa costerà anche 7 euro, ma provate a non
> dare al tassista la mancia del 20-30%; rischiate che vi insulti o vi
> picchi, perché la mancia è «obbligatoria» in USA, dato che è la sola
> vera paga di questi miserabili.
> L'America liberalizzata è un mondo di «working poors», cioè di gente
> che, pur sgobbando, resta in miseria.
> L'America è piena di camerieri, di donne delle pulizie, di vecchietti
> che lavorano nei supermarket aperti alle 4 del mattino perché non hanno
> la pensione; e persino di lustrascarpe, figura che in Europa è scomparsa
> dal 1947.
> Magari non credevate che questo fosse l'ideale di Bersani e del governo
> delle sinistre.
> Il fatto è che sotto quell'etichetta «sinistra», sono andate al potere
> le corporazioni che non solo si sottraggono alla competizione del libero
> mercato, ma si ritagliano emolumenti sempre più scandalosi dal denaro
> dei contribuenti.
> Prodi, Visco, Bersani, Padoa Schioppa sono membri di quelle corporazioni
> e nomenklature, che vivono nel lusso prendendo i soldi ai cittadini, e
> il solo loro pensiero è estorcergliene
> sempre di più.
> Per lo «stile di vita» di questi servitori del settore pubblico, basta
> pensare a Emilio Colombo, scoperto a 82 anni a farsi comprare la coca
> dalla sua scorta (incidentalmente, agenti della GdF: avrebbero dovuto
> arrestarlo, altro che servirlo); né il caro Ciampi gli ha suggerito di
> dimettersi dalla carica di senatore a vita di cui è indegno, né lui ci
> ha pensato neppure un momento.
> Questa gente vive al disopra della legge, impunemente sfruttatrice.
> E per di più bolla come parassitarie categoria di piccoli artigiani che
> guadagnano cento volte meno di loro, con tutti i rischi della vita
> non-protetta.
> Ora vogliono aumentare la «competitività» dei fornai e dei farmacisti.
> Ma è competitivo Mario Draghi?
> Merita il milione di euro annuo?
> (La cifra è incerta, è un segreto di Stato: nei Paesi normali, gli
> stipendi pubblici devono essere pubblicati, in Italia no).
> Il governatore della Federal Reserve guadagna un quinto di lui, ed ha
> qualche responsabilità e competenza in più.
> E' competitivo Ciampi?
> Eppure ad occhio e croce cumula almeno tre pensioni stratosferiche ed
> emolumenti, quella di governatore di Bankitalia (un laureato in lettere,
> non economista, da noi può dirigere la Banca Centrale!), quella di ex
> capo di Stato, quella di senatore a vita.
> Ma la stampa ci invita a deplorare i taxisti e i fornai.
> Bersani ha applicato, standosene sicuro sotto l'ombrello della
> non-competitività pubblica, il programma liberista di Milton Friedman.
> Non proprio di sinistra.
> Ma almeno Friedman e il liberismo rispondono in USA alla volontà
> popolare, e in USA non ci sono miliardari di Stato, dipendenti pubblici
> arricchitisi con le paghe pubbliche.
> Che sinistra è?
> Bersani ha da pensare alle COOP rosse, che non pagano uno straccio di
> tasse, di cui manterrà
> i privilegi.
> Ha da pensare allo stipendio di Mario Draghi.
> Alle pensioni di Ciampi.
> A non far mancare la neve a Colombo.
> Bersani ha da pensare alle lobby, quelle vere, ai poteri forti reali: i
> grandi gruppi che privatizzano gli utili e pubblicizzano le perdite,
> grandi sindacati contigui, grandi banche amiche, grandi cooperative la
> cui dirigenza ha in tasca la tessera giusta, e tutti i nani e ballerine
> della RAI, i figli e i nipoti dei nomenklaturisti (a meno si voglia
> credere che madame Berlinguer sia una brava giornalista).
> E' giusto, sono i parassiti che hanno conquistato il potere.
> Il presidente dei notai ha detto che Bersani ha messo a punto le sue
> «liberalizzazioni» contro i poveri negli uffici di Montezemolo.
> Il Corriere ha chiesto al proto-notaro di scusarsi per «l'insinuazione».
> Ma è un'insinuazione o la verità?
> Piacerebbe saperlo.
> Tassisti, i nuovi «kulaki»
> Maurizio Blondet
> 03/07/2006
> blog
> http://eroafavoredelmuro.spaces.live.com/
"shhfh" <dfdfh@dfg.vaf> ha scritto nel messaggio
news:45bf72b6$0$24442$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...
> Mo ti filtro come tutti i maleducati rompicogl.......
"Andreas Ripamonti" ha scritto nel messaggio
> Siamo tutti più liberalizzati, come dice Prodi.
> I notai anche: ma contro questa categoria, le misure sono puro fumo
> negli occhi.
Non preoccuparti di quelli che dicono di filtrarti...
Per loro è difficile pensare.
Hanno bisogno di padroni che ragionino per loro, lasciali
pure nella loro mediocrità...
Blondet, per me, è uno dei pochi che sa pensare e scrivere
"Andreas Ripamonti" <aripa@svirgolettiamo.com> ha scritto nel messaggio
news:45bf7266$0$24449$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...
> d'immobili a cifra fissa, e non come ora in percentuale: perché oggi, i
> notai guadagnano 1.400 euro, diciamo, sul cittadino che compra un box da
> 20 mila euro, 14 mila su un appartamento da 200 mila euro, 140 mila su
> una villa da 2 milioni, anche se la fatica dell'atto notarile è la stessa.
so che è tanto ma mi sembra un po' esagerato
perchè sei sicuro che le cifre siano queste ?
> Voglio solo far notare un piccolo particolare: i tassisti in servizio,
> per avere la licenza, l'hanno pagata cara.
> Anche 300 mila euro.
> Anche 800 mila, dicono.
> Questo perché le licenze erano in numero fisso e limitato.
> Oggi, il numero diventa illimitato.
> Le licenze pagate carissime non valgono più niente.
lo fecero pochi anni fa anche con i negozianti
gente che avevea pagato 100 milioni per la licenza di vendere pezze dopo sei
mesi incuklata alla grande...
"aggio taggio" <aggio@taggio.com> ha scritto nel messaggio
news:45bf8c4a_2@x-privat.org...
> "Andreas Ripamonti" <aripa@svirgolettiamo.com> ha scritto nel messaggio
> news:45bf7266$0$24449$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...
>>> d'immobili a cifra fissa, e non come ora in percentuale: perché oggi, i
>> notai guadagnano 1.400 euro, diciamo, sul cittadino che compra un box da
>> 20 mila euro, 14 mila su un appartamento da 200 mila euro, 140 mila su
>> una villa da 2 milioni, anche se la fatica dell'atto notarile è la
>> stessa.
> so che è tanto ma mi sembra un po' esagerato
> perchè sei sicuro che le cifre siano queste ?
infatti è una cazzata sparata a caso come tutte le altre sputate oggi in
tipico stile berluscojones: su 200mila ? ad esempio la parcella è poco sopra
i 3mila.
> Siamo tutti più liberalizzati, come dice Prodi.
> I notai anche: ma contro questa categoria, le misure sono puro fumo
> negli occhi.
> La sola cosa che davvero avrebbe intaccato i guadagni miliardari di
> questa vera corporazione non è stata fatta.
> Sarebbe bastato obbligarli a registrare gli atti di compravendita
> d'immobili a cifra fissa, e non come ora in percentuale: perché oggi,
> i notai guadagnano 1.400 euro, diciamo, sul cittadino che compra un
> box da 20 mila euro, 14 mila su un appartamento da 200 mila euro, 140
> mila su una villa
> da 2 milioni, anche se la fatica dell'atto notarile è la stessa.
> Ma questo no, la sinistra non l'ha fatto.
> Colpire i grossi, mai.
> I piccoli sempre.
Al di là delle cifre messe lì completamente a casaccio, è l'idea in sè che
fa proprio schifo.
Prendiamo per vere le cifre (non lo sono, ma non è importante).
Che si fà ?
Unifichiamo tutto e facciamo pagare a tutti 14'000 euro sia che si rogiti un
box, un appartamento o un villone ?
E questo sarebbe colpire i grossi ?
Non oso pensare cosa inventerebbe il genio se decidesse di colpire i
piccoli.
--
"Mi interessa il futuro, perchè è lì che vivrò il resto della mia vita."
(Woody Allen)
"Andreas Ripamonti" <aripa@svirgolettiamo.com> ha scritto nel messaggio
news:45bf7266$0$24449$4fafbaef@reader5.news.tin.it ...
> 14 mila su un appartamento da 200 mila euro
"Nino" <nino@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:JTKvh.11539$qN4.297368@twister1.libero.it...
> "Andreas Ripamonti" ha scritto nel messaggio
>> Siamo tutti più liberalizzati, come dice Prodi.
>> I notai anche: ma contro questa categoria, le misure sono puro fumo
>> negli occhi.
>> Non preoccuparti di quelli che dicono di filtrarti...
> Per loro è difficile pensare.
> Hanno bisogno di padroni che ragionino per loro, lasciali
> pure nella loro mediocrità...
> Blondet, per me, è uno dei pochi che sa pensare e scrivere
A me invece Blondet non piace per niente: stavolta pero' è nel giusto.
"Andreas Ripamonti" ha scritto nel messaggio
> "Nino" ha scritto nel messaggio >>> "Andreas Ripamonti" ha scritto nel messaggio
>>> Siamo tutti più liberalizzati, come dice Prodi.
>>> I notai anche: ma contro questa categoria, le misure sono puro fumo
>>> negli occhi.
>>>>> Non preoccuparti di quelli che dicono di filtrarti...
>> Per loro è difficile pensare.
>> Hanno bisogno di padroni che ragionino per loro, lasciali
>> pure nella loro mediocrità...
>>> Blondet, per me, è uno dei pochi che sa pensare e scrivere
> A me invece Blondet non piace per niente: stavolta pero' è nel giusto.
> Andreas
Cosa vuol dire : è nel giusto?
Ha semplicemente espresso come la pensa, in coerenza a quello che è
abituato a dire sempre e che sono le sue idee.
Uno può essere d'accordo o no.
Io lo sono quasi sempre e mi piace come scrive, tu non lo so e dici che
non ti piace per niente.
Dire che stavolta è nel giusto non significa nulla; già meglio dire
che quello che sostiene stavolta corrisponde a come la pensi.
"Neo" ha scritto nel messaggio
> Al di là delle cifre messe lì completamente a casaccio,
Concordo, le cifre sono sballate, comprendono *tutto* quello
che si dà al notaio, non solo il suo onorario
> Unifichiamo tutto e facciamo pagare a tutti 14'000 euro sia che si rogiti
> un box, un appartamento o un villone ?
Ma questo che c'entra. Mica l'ha detto...
Non so cosa indendesse, magari di pagare per il notaio sempre una cifra
ben inferiore, chessò 1000 euro (che, per il lavoro che fanno, mi sembra
già tanto)
> Ma questo che c'entra. Mica l'ha detto...
> Non so cosa indendesse, magari di pagare per il notaio sempre una cifra
> ben inferiore, chessò 1000 euro (che, per il lavoro che fanno, mi sembra
> già tanto)
Mi disse un Notaio:
"Non posso farle un prezzo più basso di questo;
vede, per esempio, solo per pagare questo F24,
devo dare 100 euro alla ragazza"... Iiihìhìhììì!
E' vero nèh! A me personalmete, giuro!
> Non so cosa indendesse, magari di pagare per il notaio sempre una
> cifra ben inferiore, chessò 1000 euro (che, per il lavoro che fanno,
> mi sembra già tanto)
Anche così il risparmio sarebbe per i grossi molto più che per i piccoli e
ci sarebbero dei piccolissimi che comunque ne subirebbero un danno.
--
"Mi interessa il futuro, perchè è lì che vivrò il resto della mia vita."
(Woody Allen)
L'animale, apparentemente innocuo anche in virtù della sua stupidità, è
tuttavia vettore di fastidiose malattie. Si sconsiglia quindi vivamente di
accoglierlo come animale domestico. Essendo estraneo all'habitat civile,
in assenza di esseri umani che gli procurino betulle da sgranocchiare,
morirà di inedia o tornerà nelle fogne da cui proviene.
E' dunque chiaro che per annullare i danni potenziali prodotti dallo
zibellino, è sufficiente saperlo riconoscere: diffondiamo quindi i seguenti
link, contenenti avvistamenti di zibellino.
Si noti che normalmente i magistrati, temendo di contrarre malattie dallo
zibellino, indossano l'ermellino: siamo pertanto portati a pensare, senza
incertezze, che i due avvistamenti si riferiscano allo stesso esemplare.
"<')))><(" <"=? ?B? <'\)\)\)\( @ .?="> ha scritto nel messaggio
news:epom5k$pt9$1@aioe.org...
> >> Ma questo che c'entra. Mica l'ha detto...
>> Non so cosa indendesse, magari di pagare per il notaio sempre una cifra
>> ben inferiore, chessò 1000 euro (che, per il lavoro che fanno, mi sembra
>> già tanto)
>> Mi disse un Notaio:
> "Non posso farle un prezzo più basso di questo;
> vede, per esempio, solo per pagare questo F24,
> devo dare 100 euro alla ragazza"... Iiihìhìhììì!
> E' vero nèh! A me personalmete, giuro!
Chissà come sarebbe generoso se decidesse di farsela...
Siccome siamo tutti...
Stardust®: .... coglioni.
E' vero o falso che finche' non vendi non perdi?
Non vi do la risposta per non influenzarvi.
--
Borsa
6
17-10-2006 11.08.33
Ma siamo tutti....
=?iso-8859-1?Q?l'orsotoro=AE?=: ....short su IEB?
Fib30 a 27600 eppure non ci sono post tipici di queste fasi....
SI VOOOOOOLAAA!!!
COME POMPA IL FIB!!!
....tanto per citarne qualcuno....