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  #1  
Vecchio 21-10-2006, 10.19.22
Neo
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Predefinito Re: siamo tutti meridionali

[francesca] ha scritto:

> ma dove le stesse sarebbero competitive (Nord), queste,
> saranno affossate dalle politiche di salvaguardia della finanza
> pubblica ......


Saprebbe il candidato indicare quali misure di salvaguardia della finanza
pubblica presenti in finanziaria dovrebbero affossare le imprese competitive
del nord ?

--
La misura di un uomo non è la sua intelligenza.
La misura di un uomo è questa:
con quanta rapidità sa reagire ai bisogni di un'altra persona ?
E quanto di sé stesso sa dare ?

P.K. Dick


Alt 21-10-2006, 10.19.22
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  #2  
Vecchio 21-10-2006, 10.19.59
francesca
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Predefinito siamo tutti meridionali

la situazione paese, ha messo l'Italia in una strana situazione:
lo sviluppo del sud è minacciato dalla poca competitività delle ditte, ma
dove le stesse sarebbero competitive (Nord), queste, saranno affossate dalle
politiche di salvaguardia della finanza pubblica ......

non si salverà nessuno, siamo tutti meridionali!

ciao, francesca


  #3  
Vecchio 21-10-2006, 14.04.51
pingus
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Predefinito Re: siamo tutti meridionali

Neo wrote:

> [francesca] ha scritto:
>> ma dove le stesse sarebbero competitive (Nord), queste,
>> saranno affossate dalle politiche di salvaguardia della finanza
>> pubblica ......

> Saprebbe il candidato indicare quali misure di salvaguardia della finanza
> pubblica presenti in finanziaria dovrebbero affossare le imprese
> competitive del nord ?

beh dai:
- mi pare che non si parli per niente delle opere da fare in
veneto/lombardia verso il veneto.....
mi pare che solo questo sia un disastro per quell'area...
non so se conosci il raccordo anulare di roma... quel fantastico traffico
che ti aiuta a ben cominciare la giornata... Ho lavorato un po' di giorni
verso padova... ti assicuro che ho rimpianto il raccordo...
li' il tessuto industriale e'di piccole e medie imprese... senza trasporti
muoiono.

Ciao
  #4  
Vecchio 21-10-2006, 14.52.45
Neo
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Predefinito Re: siamo tutti meridionali

[pingus] ha scritto:

> Neo wrote:
>> [francesca] ha scritto:
>>>> ma dove le stesse sarebbero competitive (Nord), queste,
>>> saranno affossate dalle politiche di salvaguardia della finanza
>>> pubblica ......
>>> Saprebbe il candidato indicare quali misure di salvaguardia della

>> finanza pubblica presenti in finanziaria dovrebbero affossare le
>> imprese competitive del nord ?
>> beh dai:

> - mi pare che non si parli per niente delle opere da fare in
> veneto/lombardia verso il veneto.....
> mi pare che solo questo sia un disastro per quell'area...
> non so se conosci il raccordo anulare di roma... quel fantastico
> traffico che ti aiuta a ben cominciare la giornata... Ho lavorato un
> po' di giorni verso padova... ti assicuro che ho rimpianto il
> raccordo...
> li' il tessuto industriale e'di piccole e medie imprese... senza
> trasporti muoiono.


Non diciamo fesserie.
Innanzi tutto la pianura padana contiene la maggiore concentrazione
autostradale del mondo (e non a caso anche la concentrazione di PM10 è la
più alta al mondo).
Inoltre uno dei primissimi atti formali di questo governo è stato quello di
reperire risorse per tenere aperti almeno i più importanti fra i cantieri
che il precedente aveva aperto senza garantire uno straccio di copertura
finanziaria.

Ripeto quindi la domanda ?
Saprebbe il candidato indicare quali misure di salvaguardia della
finanza pubblica presenti in finanziaria dovrebbero affossare le
imprese competitive del nord ?

--
La misura di un uomo non è la sua intelligenza.
La misura di un uomo è questa:
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P.K. Dick


  #5  
Vecchio 21-10-2006, 16.24.04
Jorge Luis
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Predefinito Re: siamo tutti meridionali

On 2006-10-21, Neo <Neo@The.Matrix> wrote:
> [francesca] ha scritto:
>> ma dove le stesse sarebbero competitive (Nord), queste,
>> saranno affossate dalle politiche di salvaguardia della finanza
>> pubblica ......

> Saprebbe il candidato indicare quali misure di salvaguardia della finanza
> pubblica presenti in finanziaria dovrebbero affossare le imprese competitive
> del nord ?


Caro Neo, la volonta` di difendere il governo sta obnubilando la tua
capacità di analisi. Stai diventando quasi imbarazzante.

Qualche giorno fa abbiamo discusso del cuneo. Poi sulla prima pagina di
Repubblica trovo la mia tesi (il taglio per i dipendenti non esiste).
Tutti i gioni ci sono dieci esponenti del governo che criticano la
finanziaria: solo i ministri hanno scritto centinaia di emendamenti.
Stà attento a non fare la fine dell'ultimo giapponese a combattere
sull'atollo sperduto una guerra già persa :-)

Eccoti un bell'articolo su come la finanziaria affossa le imprese.

Ciao

Jorge Luis


--------------------------------------------------------------------

Come ti spremo le imprese

Non sono poche le novità per le piccole e medie e imprese italiane,
contenute nel disegno di legge Finanziaria e nel cosiddetto decreto
legge "collegato". Per questo Tempi propone qui un quadro ragionato dei
più importanti cambiamenti, alcuni già in vigore o con effetto
retroattivo, che penalizzano in particolare le piccole aziende e i
professionisti, ossia quei soggetti che costituiscono il 95 per cento
del tessuto imprenditoriale italiano. Recentemente il governo si è
detto pronto a operare alcuni ritocchi rispetto al disegno di legge
presentato, ma ciò non modifica sostanzialmente l'impianto che sta
dietro alla Finanziaria 2007, ossia un'impostazione volta
principalmente al soddisfacimento di immediate esigenze di cassa senza
nessuna natura strutturale. In sintesi una finanziaria "cipolla": più
la si sfoglia, più si piange. E si piange sempre di più tutti,
indistintamente, a dispetto di certi slogan di parte già saliti agli
onori delle cronache.

Studi di settore
Diventa triennale (prima era quadriennale) la revisione degli studi di
settore. È previsto un inasprimento delle sanzioni in caso di
indicazione di dati non veritieri. L'applicazione degli studi di
settore viene estesa anche a periodi inferiori ai 12 mesi. Il tetto di
applicazione viene innalzato a 7,5 milioni di euro a partire dal 1°
gennaio 2007. Introduzione di specifici indicatori di coerenza,
concorrenti non solo all'accertamento, ma anche alla stima e quindi
all'innalzamento dei ricavi. Il numero degli studi di settore che verrà
aggiornato sarà di circa 70 all'anno.
Come al solito, le misure che incidono sulla vita delle piccole e medie
imprese, sono quelle meno pubblicizzate e meno spiegate. Lo strumento
degli studi di settore, anche se acclamato quale funzionante, presenta
già, fisiologicamente potremmo dire, delle discrasie. Rimane infatti
presuntivo e foriero di indicazioni distorte nel mercato di congiuntura
decrescente e recessione. La norma, così formulata, appare incompleta e
soprattutto volta soltanto alla ricerca di maggiori (e infondate) basi
imponibili.

Trattamento di fine rapporto
Con effetto dal 1° gennaio 2007, i datori di lavoro privati
(imprese/professionisti) senza distinzione di numero di lavoratori o di
dimensione, sono obbligati a versare il 50 per cento
dell'accantonamento annuale a titolo di trattamento di fine rapporto
(quota definita dall'art. 2120 C.C.) cadauno, "inoptato" da parte dei
lavoratori, cioè non destinato alle forme pensionistiche complementari.
Secondo il disegno di legge, i maggiori oneri finanziari sostenuti dai
datori di lavoro saranno compensati, a partire dal 1° gennaio 2008, con
l'esonero dal pagamento dei contributi sociali verosimilmente applicato
prioritariamente ad assegni familiari, maternità e disoccupazione.
Pur disegnando la norma (art. 84 comma 10) un tenue recupero in tema di
contributi sociali, l'impatto da un punto di vista finanziario per
l'effetto della perdita da autofinanziamento del Tfr è tragico sulle
medie imprese che, ora, dovranno indebitarsi anche per accantonare il
trattamento. Ulteriori grosse difficoltà si registreranno nel rilascio
dei maggiori affidamenti bancari e, ad effetto avvitamento, i maggiori
oneri finanziari non sono ovviamente deducibili ai fini Irap;
risulteranno così un maggior indebitamento e una maggiore tassazione
totale.

Contributi previdenziali autonomi
La norma in esame prevede l'aumento dei contributi previdenziali dei
lavoratori autonomi per il 2007. In particolare, per gli artigiani si
passerà dal 17,40 al 19,5 per cento. Dal 17,79 al 19,5 per cento per i
commercianti; dal 18,20 al 23,5 per cento per gli autonomi "scoperti"
(ovvero non assoggettati ad altro trattamento contributivo
obbligatorio) e dal 10 al 16 per cento per gli autonomi "coperti". A
partire dal 2008, inoltre, è previsto un incremento ulteriore per gli
artigiani e per i commercianti: entrambe le categorie passeranno dal
19,5 al 20 per cento.
Il combinato della manovra volto alla revisione triennale degli studi
di settore per le piccole e medie imprese, nonché l'evidente ricerca
dell'effetto di ampliamento della base fiscale imponibile, si
rifletterà anche sul maggior esborso dovuto all'incremento dei
contributi sociali. Il mix dell'esborso in tema finanziario è
insostenibile.

Mancato scontrino
La norma dispone la sospensione dell'attività in caso di mancata
emissione di un singolo scontrino o ricevuta fiscale, in assenza di
qualsiasi attenuante/esimente. Prevista la chiusura da 15 giorni fino a
2 mesi.
Considerato come è stata scritta la norma e pur nella condivisione
della lotta all'evasione, la formulazione risulta solo inconcepibile.

Auto aziendali
La norma, con efficacia al 1° gennaio 2006, modifica sostanzialmente il
regime di deducibilità dei costi di acquisto e di esercizione di
autovetture, ciclomotori e motocicli. In sintesi e per quanto attiene
al reddito di impresa non è più consentito dedurre nessuna spesa
relativa all'acquisto, anche mediante leasing, noleggio nè qualsiasi
costo di esercizio (carburante, assicurazioni manutenzione, tasse
proprietà) di automezzi aziendali, ove per gli stessi si intende sia
quelli in uso al titolare, amministratori, manager della società che
quelli in uso ai dipendenti. Per questi vi è da precisare che la quota
deducibile è quella pari all'importo che ha costituito il reddito di
lavoro dipendente in tema di fringe-benefit. Ai professionisti riduce
dal 50 al 25 per cento la percentuale di deducibilità dei costi. Per
gli agenti è confermato il precedente trattamento. Unica nota
imprevedibilmente graziata è l'esclusione della modifica nei calcoli ai
fini dei versamenti in acconto per l'anno 2006 in scadenza a novembre.
La disposizione, che in questo caso è già valida e, come spesso accade,
in spregio dello Statuto del contribuente in tema di certezza del
diritto, assume efficacia retroattiva. Ci sembra che non regga in ogni
caso anche la teoria interpretativa della norma e, pertanto,
l'efficacia avrebbe dovuto perlomeno essere fissata al 1° gennaio 2007.
La disposizione, anche nello sforzo interpretativo massimo, è
inaccettabile. La negazione della deduzione, al fine delle imposte
dirette, anche parziale, di uno strumento di lavoro, non ha fondamento
aziendalistico. Il tutto risuona quale puro ritorno al mittente degli
effetti della sentenza della Corte di giustizia Ue relativa al rimborso
dell'Iva automezzi non dedotta. Si consiglia con fermezza la copiosa
presentazione delle istanze di rimborso entro il 15 aprile.

Immobili strumentali in leasing
Il regime fiscale di indeducibilità previsto per le quote di
ammortamento dei terreni su cui insistono i fabbricati (introdotto dal
D.L. 223/2006) viene esteso anche alle operazioni di leasing (locazione
finanziaria). La norma è già applicabile dal 2006 e incide già sugli
acconti in corso. Pertanto una parte dei predetti canoni di leasing
risulterà essere indetraibile secondo i criteri previsti dal D.L.
223/06.
L'introduzione in corsa della norma in questione sana un ovvio refuso
del D.L. 233/06 (poi convertito nella L.248/06). La motivazione di
allineamento agli Ias (International accounting standard, princìpi
contabili internazionali) era già instabile nel D.L. istitutivo. Ancora
una volta si assiste ad una applicazione retroattiva e, nello
specifico, mancano i criteri applicativi.

Tassazione successioni e donazioni
I trasferimenti inter vivos a titolo gratuito (ad esempio donazioni) e
quelli mortis causa (ad esempio le successioni) tornano ad essere
tassati mediante introduzione dell'imposta di registro. In sintesi e
fatte salve tutte le attuali difficoltà interpretative, si può così
riassumere: nel trasferimento di immobili e diritti reali si applicano
l'imposta di registro e l'imposta ipotecaria e catastale. Nel caso di
altri beni si applica l'imposta di registro. Le disposizioni si
applicano agli atti pubblici, atti a titolo gratuito, scritture private
autenticate e no, successioni (data di morte) dal 3 ottobre 2006.
Diventano pertanto ed in effetti più costosi i trasferimenti
immobiliari anche se "prima casa" (sia donazione che successione) e
viene reintrodotta la tassazione su tutta una serie di altri beni che
in precedenza non erano più tassati, sia nella successione che nella
donazione (ad esempio altri immobili, azioni, partecipazioni, azienda).
Mediamente e sugli immobili succeduti o donati al coniuge o ai parenti
in linea, viene inserita una franchigia per le imposte ipotecarie e
catastali, peraltro oggettivamente basse e per gli altri beni si varia
da un nuovo 4 per cento sino all'8 per cento.
Con una manovra a dir poco surrettizia e dopo un battage all'insegna
della negazione di introduzione dell'imposta di successione e
donazione, se non sui grandi patrimoni, mediante un blitz congeniato
con imposta di registro nonché ipotecaria e catastale, ritornano
tassati i cosiddetti trasferimenti per causa di successione e/o
donazione. Per poter esemplificare l'effetto pratico e l'impatto anche
in una casistica non certo di grandi patrimoni, sottolineiamo che una
successione da marito a moglie di una serie ipotetica di beni come una
quota della prima casa (valore 350.000 euro), azioni e titoli posseduti
(valore 300.000 euro) e seconda casa (valore 200.000 euro) oggi costerà
totali 18.000 euro circa, contro i precedenti 6.000. Con un aumento
pari al 200 per cento. Preoccupa poi il fatto che in effetti questo
possa lasciar spazio ancora a previsioni di introduzione della reale
imposta di successione sui patrimoni.
Andrea Galli
* commercialista revisore contabile


--
--
Truth is sacred; and if you tell the truth too often nobody will believe it.
  #6  
Vecchio 21-10-2006, 22.11.56
Neo
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Predefinito Re: siamo tutti meridionali

[Jorge Luis] ha scritto:

> Eccoti un bell'articolo su come la finanziaria affossa le imprese.


Io sarò pure l'ultimo giapponese, sarò pure imbarazzante (imbarazzante per
chi ?), ma aspetto ancora qualcuno che mi dica perchè questa finanziaria
affosserebbe le imprese.

> Studi di settore


Gli studi di settore sono uno strumento per stanare gli evasori.
A chi paga le tasse correttamente degli studi di settore non può fregare di
meno (e qui parlo per esperienza diretta).

> Trattamento di fine rapporto


Dopo l'ultimo accordo per il 99,5% delle imprese italiane non cambierà
nulla.

> Contributi previdenziali autonomi


Questo non riguarda le imprese, ma i lavoratori autonomi, e serve a
correggere un fattore (la decontribuzione del lavoro autonomo) che
rappresenta una distorsione del nostro sistema economico e finisce per
incentivare il nero e frenare la crescita delle imprese sane.

> Mancato scontrino


Al limite qui si affossano le imprese che non fanno lo scontrino.

> Auto aziendali


Anche qui si corregge una anomalia tutta italiana.
Se l'auto non è utilizzata come strumento di lavoro (e infatti gli agenti
di commercio, che con l'auto ci lavorano davvero, sono esclusi) non vedo
perchè debba essere fiscalmente trattata come tale.

> Immobili strumentali in leasing


Anche qui c'è la correzione di una anomalia tutta italiana nel trattamento
fiscale.

> Tassazione successioni e donazioni
> I trasferimenti inter vivos a titolo gratuito (ad esempio donazioni) e
> quelli mortis causa (ad esempio le successioni) tornano ad essere
> tassati mediante introduzione dell'imposta di registro.


Questa è proprio una cazzata perchè l'imposta di registro su successioni e
donazioni c'è sempre stata. Neppure il Berlusca si è mai sognato di
abolirla.
In ogni caso è una cosa che non rigurda le imprese e che è stata
ulteriormente rivista rispetto a quanto commentato in questo testo.

Questo bell'elenco di misure che "affosserebbero le imprese" è costituito in
buona sostanza da misure anti-evasione e anti-elusione, il cui effetto sulle
imprese corrette verso il fisco è identicamente pari a zero.

Queste misure, se funzioneranno, affosseranno solo elusori ed evasori.
Per loro io non piangerò.

--
La misura di un uomo non è la sua intelligenza.
La misura di un uomo è questa:
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P.K. Dick


 

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