Il p/e e' un indicatore che viene tirato in ballo per dare una valutazione
veloce e semplice di un azienda.
Mette in relazione la capitalizzazione della societa', quanto questa viene
valutata dal mercato, con gli utili registrati nell'ultimo esercizio.
Non sarebbe piu logico un indicatore che metta in relazione la totalita'
delle fonti impiegate [totalita del passivo patrimoniale(debiti+mezzi
propri)] con l'utile registrato per meglio comprendere se l'azienda e' in
grado di coprire l'erosione delle risorse.
Spero di essere stato chiaro nn sono un professionista.
grazie
"Andy" <andy_530_am@NSyahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:blmndg$gog$1@lacerta.tiscalinet.it...
> Il p/e e' un indicatore che viene tirato in ballo per >dare una
valutazione...(CUT)
> Non sarebbe piu logico un indicatore che metta in >relazione la
totalita'....(CUT)
Oggi sono teoricamente disponibili tutti gli indicatori che servono ed anche
molti estremamente sofisticati e studiati "ad hoc" per determinati settori.
Il problema, nel nostro paese e sottolineo solo nel nostro paese, è avere a
disposizione i dati di bilancio aggiornati: da noi i dati arrivano con 4-6
mesi di ritardo ! E non è neppure facile trovarli.
Addirittura non tutte le società quotate hanno un sito internet con i dati
di bilancio, alla faccia di quello che prescriverebbe la Consob.
Su qualunque sito americano di finanza basta digitare il ticker di un titolo
per avere a disposizione tutti i dati aggiornati nonchè le ultime news di
una determinata azienda.
Gli italiani sono sempre stati trattati come degli ignoranti da un punto di
vista economico-finanziario e continuano tuttora ad esserlo a vantaggio di
quei pochi istituzionali che i dati invece li hanno a disposizione.
Comunque, x ritornare a bomba, ti consiglio il libro "Analisi fondamentale"
di Marchesoni-Novellini-Tramontana, edizioni "il sole24Ore" che trovi nelle
librerie specializzate oppure online all'indirizzo http://www.shopping24.ilsole24ore.co...TID=SH24295724
Veramente molto valido e chiarissimo nell'esposizione anche per i profani.
Ciao
"Andy" <andy_530_am@NSyahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:blmndg$gog$1@lacerta.tiscalinet.it...
> Il p/e e' un indicatore che viene tirato in ballo per >dare una
valutazione...(CUT)
> Non sarebbe piu logico un indicatore che metta in >relazione la
totalita'....(CUT)
Oggi sono teoricamente disponibili tutti gli indicatori che servono ed anche
molti estremamente sofisticati e studiati "ad hoc" per determinati settori.
Il problema, nel nostro paese e sottolineo solo nel nostro paese, è avere a
disposizione i dati di bilancio aggiornati: da noi i dati arrivano con 4-6
mesi di ritardo ! E non è neppure facile trovarli.
Addirittura non tutte le società quotate hanno un sito internet con i dati
di bilancio, alla faccia di quello che prescriverebbe la Consob.
Su qualunque sito americano di finanza basta digitare il ticker di un titolo
per avere a disposizione tutti i dati aggiornati nonchè le ultime news di
una determinata azienda.
Gli italiani sono sempre stati trattati come degli ignoranti da un punto di
vista economico-finanziario e continuano tuttora ad esserlo a vantaggio di
quei pochi istituzionali che i dati invece li hanno a disposizione.
Comunque, x ritornare a bomba, ti consiglio il libro "Analisi fondamentale"
di Marchesoni-Novellini-Tramontana, edizioni "il sole24Ore" che trovi nelle
librerie specializzate oppure online all'indirizzo http://www.shopping24.ilsole24ore.co...TID=SH24295724
Veramente molto valido e chiarissimo nell'esposizione anche per i profani.
Ciao
> Oggi sono teoricamente disponibili tutti gli indicatori che servono ed
anche
> molti estremamente sofisticati e studiati "ad hoc" per determinati
settori.
> Il problema, nel nostro paese e sottolineo solo nel nostro paese, è avere
a
> disposizione i dati di bilancio aggiornati: da noi i dati arrivano con 4-6
> mesi di ritardo ! E non è neppure facile trovarli.
Si e' vero....occorre attendere due/tre mesi per avere il pdf del bilancio
di una societa'.
A parte qualche societa', in verita poche, delle quali non sono riuscito a
reperire documentazione contabile la cosa che piu mi da piu fastidio e'
l'incapacita' di presentare documenti leggibili...eppure i criteri di
presentazione dovrebbero essere standardizzati.
>> Comunque, x ritornare a bomba, ti consiglio il libro "Analisi
fondamentale"
> di Marchesoni-Novellini-Tramontana, edizioni "il sole24Ore" che trovi
nelle
> librerie specializzate oppure online all'indirizzo
> Veramente molto valido e chiarissimo nell'esposizione anche per i profani.
> Oggi sono teoricamente disponibili tutti gli indicatori che servono ed
anche
> molti estremamente sofisticati e studiati "ad hoc" per determinati
settori.
> Il problema, nel nostro paese e sottolineo solo nel nostro paese, è avere
a
> disposizione i dati di bilancio aggiornati: da noi i dati arrivano con 4-6
> mesi di ritardo ! E non è neppure facile trovarli.
Si e' vero....occorre attendere due/tre mesi per avere il pdf del bilancio
di una societa'.
A parte qualche societa', in verita poche, delle quali non sono riuscito a
reperire documentazione contabile la cosa che piu mi da piu fastidio e'
l'incapacita' di presentare documenti leggibili...eppure i criteri di
presentazione dovrebbero essere standardizzati.
>> Comunque, x ritornare a bomba, ti consiglio il libro "Analisi
fondamentale"
> di Marchesoni-Novellini-Tramontana, edizioni "il sole24Ore" che trovi
nelle
> librerie specializzate oppure online all'indirizzo
> Veramente molto valido e chiarissimo nell'esposizione anche per i profani.
"Andy" <andy_530_am@NSyahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:blmndg$gog$1@lacerta.tiscalinet.it...
> Non sarebbe piu logico un indicatore che metta in relazione la totalita'
> delle fonti impiegate [totalita del passivo patrimoniale(debiti+mezzi
> propri)] con l'utile registrato per meglio comprendere se l'azienda e' in
> grado di coprire l'erosione delle risorse.
Ciao, l'indicatore che descrivi qui sopra esiste ed è ben noto: si chiama
ROI (return on investment).
Nota bene: il ROI, prendendo in considerazione solo voci di bilancio, è un
quoziente di bilancio, un indicatore di redditività dell'impresa che però
non ci dà nessuna informazione (preso da solo) sulla "correttezza" del
prezzo di quotazione.
Il P/e invece è un multiplo, mette in relazone voci di bilancio con voci di
mercato, e specificatamente esprime il tempo di ritorno dell'investimento,
in anni, in ipotesi di utili costanti.
Sia chiaro che multipli e quozienti vanno analizzati nel loro insieme, a
livello intertemporale e settoriale, prendendo in considerazione i loro
trend di lungo periodo ma soprattutto tenendo a mente che se si usano dati
passati stiamo appunto analizzando qualcosa che era e non è detto che sia
ancora, mentre se utilizziamo dati prospettici abbiamo di fronte delle stime
che inevitabilmente possono essere errate.
"Andy" <andy_530_am@NSyahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:blmndg$gog$1@lacerta.tiscalinet.it...
> Non sarebbe piu logico un indicatore che metta in relazione la totalita'
> delle fonti impiegate [totalita del passivo patrimoniale(debiti+mezzi
> propri)] con l'utile registrato per meglio comprendere se l'azienda e' in
> grado di coprire l'erosione delle risorse.
Ciao, l'indicatore che descrivi qui sopra esiste ed è ben noto: si chiama
ROI (return on investment).
Nota bene: il ROI, prendendo in considerazione solo voci di bilancio, è un
quoziente di bilancio, un indicatore di redditività dell'impresa che però
non ci dà nessuna informazione (preso da solo) sulla "correttezza" del
prezzo di quotazione.
Il P/e invece è un multiplo, mette in relazone voci di bilancio con voci di
mercato, e specificatamente esprime il tempo di ritorno dell'investimento,
in anni, in ipotesi di utili costanti.
Sia chiaro che multipli e quozienti vanno analizzati nel loro insieme, a
livello intertemporale e settoriale, prendendo in considerazione i loro
trend di lungo periodo ma soprattutto tenendo a mente che se si usano dati
passati stiamo appunto analizzando qualcosa che era e non è detto che sia
ancora, mentre se utilizziamo dati prospettici abbiamo di fronte delle stime
che inevitabilmente possono essere errate.
Il 06 Ott 2003, 14:06, "chiro^" <chiro@despammed.com> ha scritto:
> Sia chiaro che multipli e quozienti vanno analizzati nel loro insieme, a
> livello intertemporale e settoriale, prendendo in considerazione i loro
> trend di lungo periodo ma soprattutto tenendo a mente che se si usano dati
> passati stiamo appunto analizzando qualcosa che era e non è detto che sia
> ancora, mentre se utilizziamo dati prospettici abbiamo di fronte delle
stime
> che inevitabilmente possono essere errate.
>
> ciao
>
> d
Infatti. E per questo che allora risulta ancora più utile ossevare l'AT, in
quanto chi di dovere vicino alla società, sa in anteprima se il titolo è da
comprare o da vendere al quel prezzo, in quel momento, e se anche i più ne
verranno informati dopo mesi e quindi il piccolo non può sfruttare il dato
"fondamentale" perchè ne è tagliato fuori, un attento osservatore dei
movimenti del prezzo deve riuscire a tradurre in buy o sell i segnali che
manda, per colmare il gap informativo rispetto a chi sa in "anteprima".
Il 06 Ott 2003, 14:06, "chiro^" <chiro@despammed.com> ha scritto:
> Sia chiaro che multipli e quozienti vanno analizzati nel loro insieme, a
> livello intertemporale e settoriale, prendendo in considerazione i loro
> trend di lungo periodo ma soprattutto tenendo a mente che se si usano dati
> passati stiamo appunto analizzando qualcosa che era e non è detto che sia
> ancora, mentre se utilizziamo dati prospettici abbiamo di fronte delle
stime
> che inevitabilmente possono essere errate.
>
> ciao
>
> d
Infatti. E per questo che allora risulta ancora più utile ossevare l'AT, in
quanto chi di dovere vicino alla società, sa in anteprima se il titolo è da
comprare o da vendere al quel prezzo, in quel momento, e se anche i più ne
verranno informati dopo mesi e quindi il piccolo non può sfruttare il dato
"fondamentale" perchè ne è tagliato fuori, un attento osservatore dei
movimenti del prezzo deve riuscire a tradurre in buy o sell i segnali che
manda, per colmare il gap informativo rispetto a chi sa in "anteprima".
Il 06 Ott 2003, 14:06, "chiro^" <chiro@despammed.com> ha scritto:
> tenendo a mente che se si usano dati
> passati stiamo appunto analizzando qualcosa che era e non è
> detto che sia ancora, mentre se utilizziamo dati prospettici
> abbiamo di fronte delle stime
> che inevitabilmente possono essere errate.
Il 06 Ott 2003, 14:06, "chiro^" <chiro@despammed.com> ha scritto:
> tenendo a mente che se si usano dati
> passati stiamo appunto analizzando qualcosa che era e non è
> detto che sia ancora, mentre se utilizziamo dati prospettici
> abbiamo di fronte delle stime
> che inevitabilmente possono essere errate.
> Nota bene: il ROI, prendendo in considerazione solo voci di bilancio, è un
> quoziente di bilancio, un indicatore di redditività dell'impresa che però
> non ci dà nessuna informazione (preso da solo) sulla "correttezza" del
> prezzo di quotazione.
Ma io nn cerco il prezzo corretto ma quello conveniente e il roi mi puo
aiutare in questo senso.
Insomma se io dovessi scegliere di acquistare un immobile deciderei di
comperare quello che mi offre un rapporto costo rendita maggiore...cosi
faccio per i titoli.
Sempre at alla mano ovviamente.
> Il P/e invece è un multiplo, mette in relazone voci di bilancio con voci
di
> mercato, e specificatamente esprime il tempo di ritorno dell'investimento,
> in anni, in ipotesi di utili costanti.
Imho,la capitalizzazione di un titolo e' in balia dei trend di mercato e la
ripetibilita' degli utili e' solo sulla carta.
Poi la parte degli utili nn distribuiti prende la via delle tasche dei
manager piu' che quella del reinvestimento.
Poi naturalmente io la faccio semplice...parlo un po di finanza
all'amatriciana.
Ciao
> Nota bene: il ROI, prendendo in considerazione solo voci di bilancio, è un
> quoziente di bilancio, un indicatore di redditività dell'impresa che però
> non ci dà nessuna informazione (preso da solo) sulla "correttezza" del
> prezzo di quotazione.
Ma io nn cerco il prezzo corretto ma quello conveniente e il roi mi puo
aiutare in questo senso.
Insomma se io dovessi scegliere di acquistare un immobile deciderei di
comperare quello che mi offre un rapporto costo rendita maggiore...cosi
faccio per i titoli.
Sempre at alla mano ovviamente.
> Il P/e invece è un multiplo, mette in relazone voci di bilancio con voci
di
> mercato, e specificatamente esprime il tempo di ritorno dell'investimento,
> in anni, in ipotesi di utili costanti.
Imho,la capitalizzazione di un titolo e' in balia dei trend di mercato e la
ripetibilita' degli utili e' solo sulla carta.
Poi la parte degli utili nn distribuiti prende la via delle tasche dei
manager piu' che quella del reinvestimento.
Poi naturalmente io la faccio semplice...parlo un po di finanza
all'amatriciana.
Ciao
"Andy" <andy_530_am@NSyahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:bls1hf$vhd$1@lacerta.tiscalinet.it...
> Ma io nn cerco il prezzo corretto ma quello conveniente e il roi mi puo
> aiutare in questo senso.
> Insomma se io dovessi scegliere di acquistare un immobile deciderei di
> comperare quello che mi offre un rapporto costo rendita maggiore...cosi
> faccio per i titoli.
Intendevo dire che fra due titoli quello che ha il roi più alto non è
necessariamente quello più a buon mercato.
Anche se è più redditizia non significa che non possa essere più
sopravvalutata.
> Sempre at alla mano ovviamente.
Contenti voi...
>
> > Il P/e invece è un multiplo, mette in relazone voci di bilancio con voci
> di
> > mercato, e specificatamente esprime il tempo di ritorno
dell'investimento,
> > in anni, in ipotesi di utili costanti.
>
> Imho,la capitalizzazione di un titolo e' in balia dei trend di mercato
> e la ripetibilita' degli utili e' solo sulla carta.
> Poi la parte degli utili nn distribuiti prende la via delle tasche dei
> manager piu' che quella del reinvestimento.
> Poi naturalmente io la faccio semplice...parlo un po di finanza
> all'amatriciana.
"Andy" <andy_530_am@NSyahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:bls1hf$vhd$1@lacerta.tiscalinet.it...
> Ma io nn cerco il prezzo corretto ma quello conveniente e il roi mi puo
> aiutare in questo senso.
> Insomma se io dovessi scegliere di acquistare un immobile deciderei di
> comperare quello che mi offre un rapporto costo rendita maggiore...cosi
> faccio per i titoli.
Intendevo dire che fra due titoli quello che ha il roi più alto non è
necessariamente quello più a buon mercato.
Anche se è più redditizia non significa che non possa essere più
sopravvalutata.
> Sempre at alla mano ovviamente.
Contenti voi...
>
> > Il P/e invece è un multiplo, mette in relazone voci di bilancio con voci
> di
> > mercato, e specificatamente esprime il tempo di ritorno
dell'investimento,
> > in anni, in ipotesi di utili costanti.
>
> Imho,la capitalizzazione di un titolo e' in balia dei trend di mercato
> e la ripetibilita' degli utili e' solo sulla carta.
> Poi la parte degli utili nn distribuiti prende la via delle tasche dei
> manager piu' che quella del reinvestimento.
> Poi naturalmente io la faccio semplice...parlo un po di finanza
> all'amatriciana.
"Tr@derOne" <xxk@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:80Z180Z166Z211Y1065444293X13009@usenet.libero .it...
> Infatti. E per questo che allora risulta ancora più utile ossevare l'AT,
in
> quanto chi di dovere vicino alla società, sa in anteprima se il titolo è
da
> comprare o da vendere al quel prezzo, in quel momento, e se anche i più ne
> verranno informati dopo mesi e quindi il piccolo non può sfruttare il dato
> "fondamentale" perchè ne è tagliato fuori, un attento osservatore dei
> movimenti del prezzo deve riuscire a tradurre in buy o sell i segnali che
> manda, per colmare il gap informativo rispetto a chi sa in "anteprima".
"Tr@derOne" <xxk@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:80Z180Z166Z211Y1065444293X13009@usenet.libero .it...
> Infatti. E per questo che allora risulta ancora più utile ossevare l'AT,
in
> quanto chi di dovere vicino alla società, sa in anteprima se il titolo è
da
> comprare o da vendere al quel prezzo, in quel momento, e se anche i più ne
> verranno informati dopo mesi e quindi il piccolo non può sfruttare il dato
> "fondamentale" perchè ne è tagliato fuori, un attento osservatore dei
> movimenti del prezzo deve riuscire a tradurre in buy o sell i segnali che
> manda, per colmare il gap informativo rispetto a chi sa in "anteprima".