Azionisti di Cell Therapeutics : ADUNATA!
di Antonio Lucenti
Ovvero: Un bacio per la bella addormentata.
Cari lettori, di solito non mi occupo di titoli in particolare , ma mi pare
che questa volta valga la pena di proporre qualcosa di diverso, nell'interesse
degli...interessati.
A.D. 2000 , luglio : Biosearch , una azienda di biotecnologie italiana, in
Borsa al prezzo di 42,50 euri .
ottobre: Novuspharma, una azienda di biotecnologie italiana, in Borsa al
prezzo di 80 euri .
Anni ruggenti, finalmente il biotech italiano a disposizione degli
investitori.
Ne approfitta anche BBBiotech (*), una presenza svizzera molto qualificata
nel settore, per sbarcare nel nostro listino.
Dei magnifici tre :
BBBiotech è ancora quella che era: una redditizia società di partecipazione,
ben guidata da esperti del settore e ben amministrata da una società di
gestione capace e rispettosa dei soci.
Biosearch è stata comperata dalla Vicuron, azienda Usa, che l'ha tolta dalle
quotazioni: storia chiusa
Novuspharma : di lei voglio raccontare sinteticamente la storia , ed ai suoi
soci voglio fare una proposta.
Nel 2003 Cell Therapeutics, California, comincia ad interessarsi alle
ricerche ed ai risultati della nostra, tanto da pensare di "creare un nuovo
gruppo con un'operazione finanziari da circa 710 mlni di dollari..gli
azionisti Novuspharma rappresenteranno 1/3 del capitale (**) della nuova
azienda..".
Il 23 ottobre viene annunciato il matrimonio. La nuova società avrà sede a
Seattle, avrà come vice presidente Silvano Spinelli, direttamente da
Novuspharma, a Milano sarà la sede europea.
I farmaci antitumorali, contro la sclerosi multipla e un preciso tipo di
linfoma, e contro una leucemia, sono distribuiti in sperimentazione di fase
II, III , alcuni, addirittura pronti ad essere distribuiti sul mercato
europeo . Un prodotto già commercializzato. Un portafoglio di prodotti ben
modulato e promettente.
Nel febbraio 2004 , un progetto in comune con Policlinico e Università di
Milano riceve la benedizione dai ministri Sirchia e Tremonti, sotto forma di
20 mlni di euri, finanziati in tre anni.
Buone notizie sugli sviluppi degli studi e delle sperimentazioni giungono
dagli Usa, e anche la notizia di un aumento di capitale per soggetti
istituzionali...ma Reconta Ernst & Yung sottopone ad una nuova revisione
contabile i bilanci 2001-02-03. Siamo a luglio 2004.
A settembre Reconta rimette l'incarico. A novembre un'inchiesta sulle
comunicazioni promozionali dell'azienda.
A fine anno aumento di capitale da 18,4 mlni di dollari, sempre da
istituzionali: i conti vanno maluccio, la fiducia del mercato barcolla.
Ma i farmaci danno buoni risultati nella sperimentazione.
Il 22 febbraio 2005 il titolo tocca gli 8,13 euri..pare che Xyotax stia
dando risultati eccellenti.
Marzo 2005: il titolo perde il 40%. Xyotax, diventa un ex-asso nella manica.
I risultati della sperimentazione "non sono inferiori" , ma nemmeno migliori
rispetto alla chemioterapia standard per la cura del cancro al polmone,
anche se pare che gli effetti collaterali siano veramente ridotti.
La prova di questa effettiva minor tossicità e quella di un reale
prolungamento della vita dei pazienti trattati, con particolare effetto
sulle donne, porta una boccata di aria fresca, sia in Borsa, sia nella vita
di chi attende trepidamente la nuova cura per i propri polmoni. Siamo a
maggio 2005 e le buone notizie tecniche si susseguono.
Non così per le notizie commerciali e finanziarie: CTI vende Trisenox, la
propria unica fonte di reddito, a Cephalon
Già in precedenza si era " mangiato l'ovo 'n culo alla gallina", come dicono
in Toscana, facendosi anticipare royalty in cambio di servizi, una specie di
"sconto" di cambiali, ora si mangia addirittura la gallina.
Ma: la fam, l'è una bruta bestia, dutur.diceva un amico del Carlo.
Settembre 2005, un salto da 1,70 a 2,6..."fu vera gloria?." , non, non lo fu
e non lo è, e gli investitori italiani, guardando i prezzi e gli scambi,
pere che abbiano perso fiducia (ma siamo proprio sicuri? Vedremo più avanti
**) e rimangono sul titolo, almeno così sembra, i day traders.
Il titolo vivacchia rotolando tristemente come il barattolo di Meccia, che
qualche mio coscritto ricorderà..
Siamo a novembre 2005, ulteriore emissione di obbligazioni per 82 mlni di
dollari, sempre sottoscritte da istituzionali.
Chissà chi è che continua a metterci soldi, ma soprattutto, avrà le sue
buone ragioni? Oremus.
Sarà una Parmalat o una Fiat?......"ai posteri l'ardua sentenza..."
Ad aprile 2006 CTI brevetta una nuova classe di prodotti, scadenza 2020 il
titolo sale del 10%, un salto da formica, da grillo zoppo.
Nel frattempo la class action che si era costituita negli anni precedenti,
imperniata sull'ipotesi di "false comunicazioni al mercato" viene archiviata
dai giudici americani. Un sospirone per mister Bianco.
L'8 giugno 2006, invito ai soci italiani per l'assemblea del 23.
Un paio di giorni prima della stessa, il 21 giugno, CTI annuncia di aver
sottoscritto un accordo con SocGen , che si impegna a sottoscrivere azioni
CTI fino a 45 mlni di euri, in un periodo di 24 mesi dal momento in cui si
verificheranno alcune condizioni, sulla base di una formula predeterminata,
con l'opzione per incrementare fino a 60 mlni di euri.
"Ai sensi del suddetto accordo la banca francese , che non risulta essere
intenzionata a rimanere azionista a lungo termine della società, venderà le
azioni sul mercato italiano"
Una notizia da far drizzare le antenne, e forse anche qualche capello .
Sopratutto perché presentata così scheletricamente senza la mappa delle
condizioni necessarie perché l'evento accada.
L'assemblea viene disertata; così veniamo a sapere che i soci italiani
rappresentano il 60% (**) della proprietà, e quindi: " no italiani, no
party.." (***) mi correggo " no italiani, no shareholder's meeting"..scusate
..
In risposta ad una mia domanda diretta, il dottor Mauro Premi, direttore
finanziario EU, conferma che questa evoluzione dell'assetto sociale si è
verificata solo quest'anno.
Vale a dire che non proviene dalla storia, quindi trattasi , mi sembra il
caso di usare il temine, di una sintomatologia "acuta", non di una
situazione "cronica". O almeno, non ancora, ma...anche le fasi acute
richiedono interventi adatti.
Alla mia richiesta ( santa ingenuità.) di conoscere i termini nascosti
dietro alle parole "...dal momento in cui si verificheranno alcune
condizioni, sulla base di una formula predeterminata.." il dottor Premi
risponde:
- Le condizioni tecniche dell'accordo con So.Gen. per volontà contrattuale
di ambedue le parti non sono oggetto di pubblicizzazione -
Eh già. Mica le possiamo raccontare a tutti la raffinata strategia e la
tempestiva tattica aziendali......
Fin qui la storia, per sommi capi. I particolari li potete trovare sul sito
istituzionale www.cticseattle.com ben ordinate, in italiano.
Se avete avuto la pazienza di leggere fin qui, siete quasi arrivati al
punto.
Ancora qualche domanda, se è vero che il 60% delle azioni è in Italia:
sono in mano al retail?
sono nei portafogli dei fondi?
sono nei forzieri delle banche?
sono partecipazioni di aziende del settore?
Mi sembra che non siano disponibili risposte tranquillizzanti :
-in mano al retail : difficile capire come sia potuto succedere, ma a questo
punto la mia proposta sarebbe l'unica possibile àncora di salvezza per
portare avanti l'attività e non i libri in tribunale.
-nei portafogli dei fondi: è possibile che a questi non interessi granchè di
chiudere in perdita, mica son soldi loro, morto un re se ne fa un altro,
peccato. Però mi sembra strano.
-nei forzieri delle banche: dùbito molto che lascerebbero deserta l'assemblea
senza avere una strategia precisa in mente.
-partecipazione di aziende del settore : che cosa avranno intenzione di
farne?
Ritengo che si potrebbe provvedere a costituire un comitato di
rappresentanza per raccogliere questo 60% di partecipazione in CTI
costituita dagli azionisti italiani per seguirne con più attenzione e
partecipazione le vicende nel futuro, oltre che per permettere all'assemblea
di votare le questioni all'ordine del giorno, nell'immediato.
E a tale scopo esorto tutti i soci italiani di Cell Therapeutics a prendere
contatto mandando una mail a maurointrozzi@soldionline.it per promuovere
questa iniziativa.
Vogliamo provare a custodire e tutelare i nosti diritti?
Antonio Lucenti
(*) BBBiotech: società di partecipazione , investe in aziende del biotech,
sia quotate che non ( in parte minore); Swissfirst asset managements è la
Sgr che si occupa della parte finanziaria, mentre la scelta delle aziende è
responsabilità di un team di esperti scienziati. E' quotata a Milano,
Zurigo, Francoforte.
(**)Questi 2 asterischi legano 3 punti che riguardano la presenza di soci
italiani:
-un richiamo al primo periodo dell'idillio italiano, quando si preordinava
una presenza italiana del 30%
-un momento di mercato piatto ed asfittico, sviluppatosi dopo l'ultima
assemblea regolarmente costituita, e dal quale potrebbe essere nata ( ma
come?) l'imponente partecipazione italiana
-l'evidenza di detta imponente partecipazione societaria.
(***) I party, dicono le malelingue, pare li abbia frequentati con
esuberanza degna di miglior causa il CFO mister Bianco. Non sappiamo se
abbia invitato italiani.
Azionisti di Cell Therapeutics : ADUNATA!
Ovvero: Un bacio per la bella addormentata.
di Antonio Lucenti
Cari lettori, di solito non mi occupo di titoli in particolare , ma mi pare
che questa volta valga la pena di proporre qualcosa di diverso,
nell'interesse
degli...interessati.
A.D. 2000 , luglio : Biosearch , una azienda di biotecnologie italiana, in
Borsa al prezzo di 42,50 euri .
ottobre: Novuspharma, una azienda di biotecnologie italiana, in Borsa al
prezzo di 80 euri .
Anni ruggenti, finalmente il biotech italiano a disposizione degli
investitori.
Ne approfitta anche BBBiotech (*), una presenza svizzera molto qualificata
nel settore, per sbarcare nel nostro listino.
Dei magnifici tre :
BBBiotech è ancora quella che era: una redditizia società di partecipazione,
ben guidata da esperti del settore e ben amministrata da una società di
gestione capace e rispettosa dei soci.
Biosearch è stata comperata dalla Vicuron, azienda Usa, che l'ha tolta dalle
quotazioni: storia chiusa
Novuspharma : di lei voglio raccontare sinteticamente la storia , ed ai suoi
soci voglio fare una proposta.
Nel 2003 Cell Therapeutics, California, comincia ad interessarsi alle
ricerche ed ai risultati della nostra, tanto da pensare di "creare un nuovo
gruppo con un'operazione finanziari da circa 710 mlni di dollari..gli
azionisti Novuspharma rappresenteranno 1/3 del capitale (**) della nuova
azienda..".
Il 23 ottobre viene annunciato il matrimonio. La nuova società avrà sede a
Seattle, avrà come vice presidente Silvano Spinelli, direttamente da
Novuspharma, a Milano sarà la sede europea.
I farmaci antitumorali, contro la sclerosi multipla e un preciso tipo di
linfoma, e contro una leucemia, sono distribuiti in sperimentazione di fase
II, III , alcuni, addirittura pronti ad essere distribuiti sul mercato
europeo . Un prodotto già commercializzato. Un portafoglio di prodotti ben
modulato e promettente.
Nel febbraio 2004 , un progetto in comune con Policlinico e Università di
Milano riceve la benedizione dai ministri Sirchia e Tremonti, sotto forma di
20 mlni di euri, finanziati in tre anni.
Buone notizie sugli sviluppi degli studi e delle sperimentazioni giungono
dagli Usa, e anche la notizia di un aumento di capitale per soggetti
istituzionali...ma Reconta Ernst & Yung sottopone ad una nuova revisione
contabile i bilanci 2001-02-03. Siamo a luglio 2004.
A settembre Reconta rimette l'incarico. A novembre un'inchiesta sulle
comunicazioni promozionali dell'azienda.
A fine anno aumento di capitale da 18,4 mlni di dollari, sempre da
istituzionali: i conti vanno maluccio, la fiducia del mercato barcolla.
Ma i farmaci danno buoni risultati nella sperimentazione.
Il 22 febbraio 2005 il titolo tocca gli 8,13 euri..pare che Xyotax stia
dando risultati eccellenti.
Marzo 2005: il titolo perde il 40%. Xyotax, diventa un ex-asso nella manica.
I risultati della sperimentazione "non sono inferiori" , ma nemmeno migliori
rispetto alla chemioterapia standard per la cura del cancro al polmone,
anche se pare che gli effetti collaterali siano veramente ridotti.
La prova di questa effettiva minor tossicità e quella di un reale
prolungamento della vita dei pazienti trattati, con particolare effetto
sulle donne, porta una boccata di aria fresca, sia in Borsa, sia nella vita
di chi attende trepidamente la nuova cura per i propri polmoni. Siamo a
maggio 2005 e le buone notizie tecniche si susseguono.
Non così per le notizie commerciali e finanziarie: CTI vende Trisenox, la
propria unica fonte di reddito, a Cephalon
Già in precedenza si era " mangiato l'ovo 'n culo alla gallina", come dicono
in Toscana, facendosi anticipare royalty in cambio di servizi, una specie di
"sconto" di cambiali, ora si mangia addirittura la gallina.
Ma: la fam, l'è una bruta bestia, dutur.diceva un amico del Carlo.
Settembre 2005, un salto da 1,70 a 2,6..."fu vera gloria?." , non, non lo fu
e non lo è, e gli investitori italiani, guardando i prezzi e gli scambi,
pere che abbiano perso fiducia (ma siamo proprio sicuri? Vedremo più avanti
**) e rimangono sul titolo, almeno così sembra, i day traders.
Il titolo vivacchia rotolando tristemente come il barattolo di Meccia, che
qualche mio coscritto ricorderà..
Siamo a novembre 2005, ulteriore emissione di obbligazioni per 82 mlni di
dollari, sempre sottoscritte da istituzionali.
Chissà chi è che continua a metterci soldi, ma soprattutto, avrà le sue
buone ragioni? Oremus.
Sarà una Parmalat o una Fiat?......"ai posteri l'ardua sentenza..."
Ad aprile 2006 CTI brevetta una nuova classe di prodotti, scadenza 2020 il
titolo sale del 10%, un salto da formica, da grillo zoppo.
Nel frattempo la class action che si era costituita negli anni precedenti,
imperniata sull'ipotesi di "false comunicazioni al mercato" viene archiviata
dai giudici americani. Un sospirone per mister Bianco.
L'8 giugno 2006, invito ai soci italiani per l'assemblea del 23.
Un paio di giorni prima della stessa, il 21 giugno, CTI annuncia di aver
sottoscritto un accordo con SocGen , che si impegna a sottoscrivere azioni
CTI fino a 45 mlni di euri, in un periodo di 24 mesi dal momento in cui si
verificheranno alcune condizioni, sulla base di una formula predeterminata,
con l'opzione per incrementare fino a 60 mlni di euri.
"Ai sensi del suddetto accordo la banca francese , che non risulta essere
intenzionata a rimanere azionista a lungo termine della società, venderà le
azioni sul mercato italiano"
Una notizia da far drizzare le antenne, e forse anche qualche capello .
Sopratutto perché presentata così scheletricamente senza la mappa delle
condizioni necessarie perché l'evento accada.
L'assemblea viene disertata; così veniamo a sapere che i soci italiani
rappresentano il 60% (**) della proprietà, e quindi: " no italiani, no
party.." (***) mi correggo " no italiani, no shareholder's meeting"..scusate
..
In risposta ad una mia domanda diretta, il dottor Mauro Premi, direttore
finanziario EU, conferma che questa evoluzione dell'assetto sociale si è
verificata solo quest'anno.
Vale a dire che non proviene dalla storia, quindi trattasi , mi sembra il
caso di usare il temine, di una sintomatologia "acuta", non di una
situazione "cronica". O almeno, non ancora, ma...anche le fasi acute
richiedono interventi adatti.
Alla mia richiesta ( santa ingenuità.) di conoscere i termini nascosti
dietro alle parole "...dal momento in cui si verificheranno alcune
condizioni, sulla base di una formula predeterminata.." il dottor Premi
risponde:
- Le condizioni tecniche dell'accordo con So.Gen. per volontà contrattuale
di ambedue le parti non sono oggetto di pubblicizzazione -
Eh già. Mica le possiamo raccontare a tutti la raffinata strategia e la
tempestiva tattica aziendali......
Fin qui la storia, per sommi capi. I particolari li potete trovare sul sito
istituzionale www.cticseattle.com ben ordinate, in italiano.
Se avete avuto la pazienza di leggere fin qui, siete quasi arrivati al
punto.
Ancora qualche domanda, se è vero che il 60% delle azioni è in Italia:
sono in mano al retail?
sono nei portafogli dei fondi?
sono nei forzieri delle banche?
sono partecipazioni di aziende del settore?
Mi sembra che non siano disponibili risposte tranquillizzanti :
-in mano al retail : difficile capire come sia potuto succedere, ma a questo
punto la mia proposta sarebbe l'unica possibile àncora di salvezza per
portare avanti l'attività e non i libri in tribunale.
-nei portafogli dei fondi: è possibile che a questi non interessi granchè di
chiudere in perdita, mica son soldi loro, morto un re se ne fa un altro,
peccato. Però mi sembra strano.
-nei forzieri delle banche: dùbito molto che lascerebbero deserta
l'assemblea
senza avere una strategia precisa in mente.
-partecipazione di aziende del settore : che cosa avranno intenzione di
farne?
Ritengo che si potrebbe provvedere a costituire un comitato di
rappresentanza per raccogliere questo 60% di partecipazione in CTI
costituita dagli azionisti italiani per seguirne con più attenzione e
partecipazione le vicende nel futuro, oltre che per permettere all'assemblea
di votare le questioni all'ordine del giorno, nell'immediato.
E a tale scopo esorto tutti i soci italiani di Cell Therapeutics a prendere
contatto mandando una mail a maurointrozzi@soldionline.it per promuovere
questa iniziativa.
Vogliamo provare a custodire e tutelare i nosti diritti?
Antonio Lucenti
(*) BBBiotech: società di partecipazione , investe in aziende del biotech,
sia quotate che non ( in parte minore); Swissfirst asset managements è la
Sgr che si occupa della parte finanziaria, mentre la scelta delle aziende è
responsabilità di un team di esperti scienziati. E' quotata a Milano,
Zurigo, Francoforte.
(**)Questi 2 asterischi legano 3 punti che riguardano la presenza di soci
italiani:
-un richiamo al primo periodo dell'idillio italiano, quando si preordinava
una presenza italiana del 30%
-un momento di mercato piatto ed asfittico, sviluppatosi dopo l'ultima
assemblea regolarmente costituita, e dal quale potrebbe essere nata ( ma
come?) l'imponente partecipazione italiana
-l'evidenza di detta imponente partecipazione societaria.
(***) I party, dicono le malelingue, pare li abbia frequentati con
esuberanza degna di miglior causa il CFO mister Bianco. Non sappiamo se
abbia invitato italiani.
Azionisti di Cell Therapeutics : ADUNATA!
Ovvero: Un bacio per la bella addormentata
di Antonio Lucenti
Cari lettori, di solito non mi occupo di titoli in particolare , ma mi pare
che questa volta valga la pena di proporre qualcosa di diverso,
nell'interesse
degli...interessati.
A.D. 2000 , luglio : Biosearch , una azienda di biotecnologie italiana, in
Borsa al prezzo di 42,50 euri .
ottobre: Novuspharma, una azienda di biotecnologie italiana, in Borsa al
prezzo di 80 euri .
Anni ruggenti, finalmente il biotech italiano a disposizione degli
investitori.
Ne approfitta anche BBBiotech (*), una presenza svizzera molto qualificata
nel settore, per sbarcare nel nostro listino.
Dei magnifici tre :
BBBiotech è ancora quella che era: una redditizia società di partecipazione,
ben guidata da esperti del settore e ben amministrata da una società di
gestione capace e rispettosa dei soci.
Biosearch è stata comperata dalla Vicuron, azienda Usa, che l'ha tolta dalle
quotazioni: storia chiusa
Novuspharma : di lei voglio raccontare sinteticamente la storia , ed ai suoi
soci voglio fare una proposta.
Nel 2003 Cell Therapeutics, California, comincia ad interessarsi alle
ricerche ed ai risultati della nostra, tanto da pensare di "creare un nuovo
gruppo con un'operazione finanziari da circa 710 mlni di dollari..gli
azionisti Novuspharma rappresenteranno 1/3 del capitale (**) della nuova
azienda..".
Il 23 ottobre viene annunciato il matrimonio. La nuova società avrà sede a
Seattle, avrà come vice presidente Silvano Spinelli, direttamente da
Novuspharma, a Milano sarà la sede europea.
I farmaci antitumorali, contro la sclerosi multipla e un preciso tipo di
linfoma, e contro una leucemia, sono distribuiti in sperimentazione di fase
II, III , alcuni, addirittura pronti ad essere distribuiti sul mercato
europeo . Un prodotto già commercializzato. Un portafoglio di prodotti ben
modulato e promettente.
Nel febbraio 2004 , un progetto in comune con Policlinico e Università di
Milano riceve la benedizione dai ministri Sirchia e Tremonti, sotto forma di
20 mlni di euri, finanziati in tre anni.
Buone notizie sugli sviluppi degli studi e delle sperimentazioni giungono
dagli Usa, e anche la notizia di un aumento di capitale per soggetti
istituzionali...ma Reconta Ernst & Yung sottopone ad una nuova revisione
contabile i bilanci 2001-02-03. Siamo a luglio 2004.
A settembre Reconta rimette l'incarico. A novembre un'inchiesta sulle
comunicazioni promozionali dell'azienda.
A fine anno aumento di capitale da 18,4 mlni di dollari, sempre da
istituzionali: i conti vanno maluccio, la fiducia del mercato barcolla.
Ma i farmaci danno buoni risultati nella sperimentazione.
Il 22 febbraio 2005 il titolo tocca gli 8,13 euri..pare che Xyotax stia
dando risultati eccellenti.
Marzo 2005: il titolo perde il 40%. Xyotax, diventa un ex-asso nella manica.
I risultati della sperimentazione "non sono inferiori" , ma nemmeno migliori
rispetto alla chemioterapia standard per la cura del cancro al polmone,
anche se pare che gli effetti collaterali siano veramente ridotti.
La prova di questa effettiva minor tossicità e quella di un reale
prolungamento della vita dei pazienti trattati, con particolare effetto
sulle donne, porta una boccata di aria fresca, sia in Borsa, sia nella vita
di chi attende trepidamente la nuova cura per i propri polmoni. Siamo a
maggio 2005 e le buone notizie tecniche si susseguono.
Non così per le notizie commerciali e finanziarie: CTI vende Trisenox, la
propria unica fonte di reddito, a Cephalon
Già in precedenza si era " mangiato l'ovo 'n culo alla gallina", come dicono
in Toscana, facendosi anticipare royalty in cambio di servizi, una specie di
"sconto" di cambiali, ora si mangia addirittura la gallina.
Ma: la fam, l'è una bruta bestia, dutur.diceva un amico del Carlo.
Settembre 2005, un salto da 1,70 a 2,6..."fu vera gloria?." , non, non lo fu
e non lo è, e gli investitori italiani, guardando i prezzi e gli scambi,
pere che abbiano perso fiducia (ma siamo proprio sicuri? Vedremo più avanti
**) e rimangono sul titolo, almeno così sembra, i day traders.
Il titolo vivacchia rotolando tristemente come il barattolo di Meccia, che
qualche mio coscritto ricorderà..
Siamo a novembre 2005, ulteriore emissione di obbligazioni per 82 mlni di
dollari, sempre sottoscritte da istituzionali.
Chissà chi è che continua a metterci soldi, ma soprattutto, avrà le sue
buone ragioni? Oremus.
Sarà una Parmalat o una Fiat?......"ai posteri l'ardua sentenza..."
Ad aprile 2006 CTI brevetta una nuova classe di prodotti, scadenza 2020 il
titolo sale del 10%, un salto da formica, da grillo zoppo.
Nel frattempo la class action che si era costituita negli anni precedenti,
imperniata sull'ipotesi di "false comunicazioni al mercato" viene archiviata
dai giudici americani. Un sospirone per mister Bianco.
L'8 giugno 2006, invito ai soci italiani per l'assemblea del 23.
Un paio di giorni prima della stessa, il 21 giugno, CTI annuncia di aver
sottoscritto un accordo con SocGen , che si impegna a sottoscrivere azioni
CTI fino a 45 mlni di euri, in un periodo di 24 mesi dal momento in cui si
verificheranno alcune condizioni, sulla base di una formula predeterminata,
con l'opzione per incrementare fino a 60 mlni di euri.
"Ai sensi del suddetto accordo la banca francese , che non risulta essere
intenzionata a rimanere azionista a lungo termine della società, venderà le
azioni sul mercato italiano"
Una notizia da far drizzare le antenne, e forse anche qualche capello .
Sopratutto perché presentata così scheletricamente senza la mappa delle
condizioni necessarie perché l'evento accada.
L'assemblea viene disertata; così veniamo a sapere che i soci italiani
rappresentano il 60% (**) della proprietà, e quindi: " no italiani, no
party.." (***) mi correggo " no italiani, no shareholder's meeting"..scusate
..
In risposta ad una mia domanda diretta, il dottor Mauro Premi, direttore
finanziario EU, conferma che questa evoluzione dell'assetto sociale si è
verificata solo quest'anno.
Vale a dire che non proviene dalla storia, quindi trattasi , mi sembra il
caso di usare il temine, di una sintomatologia "acuta", non di una
situazione "cronica". O almeno, non ancora, ma...anche le fasi acute
richiedono interventi adatti.
Alla mia richiesta ( santa ingenuità.) di conoscere i termini nascosti
dietro alle parole "...dal momento in cui si verificheranno alcune
condizioni, sulla base di una formula predeterminata.." il dottor Premi
risponde:
- Le condizioni tecniche dell'accordo con So.Gen. per volontà contrattuale
di ambedue le parti non sono oggetto di pubblicizzazione -
Eh già. Mica le possiamo raccontare a tutti la raffinata strategia e la
tempestiva tattica aziendali......
Fin qui la storia, per sommi capi. I particolari li potete trovare sul sito
istituzionale www.cticseattle.com ben ordinate, in italiano.
Se avete avuto la pazienza di leggere fin qui, siete quasi arrivati al
punto.
Ancora qualche domanda, se è vero che il 60% delle azioni è in Italia:
sono in mano al retail?
sono nei portafogli dei fondi?
sono nei forzieri delle banche?
sono partecipazioni di aziende del settore?
Mi sembra che non siano disponibili risposte tranquillizzanti :
-in mano al retail : difficile capire come sia potuto succedere, ma a questo
punto la mia proposta sarebbe l'unica possibile àncora di salvezza per
portare avanti l'attività e non i libri in tribunale.
-nei portafogli dei fondi: è possibile che a questi non interessi granchè di
chiudere in perdita, mica son soldi loro, morto un re se ne fa un altro,
peccato. Però mi sembra strano.
-nei forzieri delle banche: dùbito molto che lascerebbero deserta
l'assemblea
senza avere una strategia precisa in mente.
-partecipazione di aziende del settore : che cosa avranno intenzione di
farne?
Ritengo che si potrebbe provvedere a costituire un comitato di
rappresentanza per raccogliere questo 60% di partecipazione in CTI
costituita dagli azionisti italiani per seguirne con più attenzione e
partecipazione le vicende nel futuro, oltre che per permettere all'assemblea
di votare le questioni all'ordine del giorno, nell'immediato.
E a tale scopo esorto tutti i soci italiani di Cell Therapeutics a prendere
contatto mandando una mail a maurointrozzi@soldionline.it per promuovere
questa iniziativa.
Vogliamo provare a custodire e tutelare i nosti diritti?
Antonio Lucenti
(*) BBBiotech: società di partecipazione , investe in aziende del biotech,
sia quotate che non ( in parte minore); Swissfirst asset managements è la
Sgr che si occupa della parte finanziaria, mentre la scelta delle aziende è
responsabilità di un team di esperti scienziati. E' quotata a Milano,
Zurigo, Francoforte.
(**)Questi 2 asterischi legano 3 punti che riguardano la presenza di soci
italiani:
-un richiamo al primo periodo dell'idillio italiano, quando si preordinava
una presenza italiana del 30%
-un momento di mercato piatto ed asfittico, sviluppatosi dopo l'ultima
assemblea regolarmente costituita, e dal quale potrebbe essere nata ( ma
come?) l'imponente partecipazione italiana
-l'evidenza di detta imponente partecipazione societaria.
(***) I party, dicono le malelingue, pare li abbia frequentati con
esuberanza degna di miglior causa il CFO mister Bianco. Non sappiamo se
abbia invitato italiani.
è davvero strano che sia passato di mano tutto sto capitale, e intanto il
55% resta in mano agli italiani.. che non si presentano all'assemblea
(quindi non sono banche e fondi ma probabilmente retail).
"LoZioBart®" <ZioBart@Bart.it> ha scritto nel messaggio
news:R32Mg.98925$zy5.1574669@twister1.libero.it...
> Azionisti di Cell Therapeutics : ADUNATA!
> Ovvero: Un bacio per la bella addormentata
> di Antonio Lucenti
> Cari lettori, di solito non mi occupo di titoli in particolare , ma mi
> pare
> che questa volta valga la pena di proporre qualcosa di diverso,
> nell'interesse
> degli...interessati.
> A.D. 2000 , luglio : Biosearch , una azienda di biotecnologie italiana, in
> Borsa al prezzo di 42,50 euri .
> ottobre: Novuspharma, una azienda di biotecnologie italiana, in Borsa al
> prezzo di 80 euri .
> Anni ruggenti, finalmente il biotech italiano a disposizione degli
> investitori.
> Ne approfitta anche BBBiotech (*), una presenza svizzera molto qualificata
> nel settore, per sbarcare nel nostro listino.
> Dei magnifici tre :
> BBBiotech è ancora quella che era: una redditizia società di
> partecipazione,
> ben guidata da esperti del settore e ben amministrata da una società di
> gestione capace e rispettosa dei soci.
> Biosearch è stata comperata dalla Vicuron, azienda Usa, che l'ha tolta
> dalle
> quotazioni: storia chiusa
> Novuspharma : di lei voglio raccontare sinteticamente la storia , ed ai
> suoi
> soci voglio fare una proposta.
> Nel 2003 Cell Therapeutics, California, comincia ad interessarsi alle
> ricerche ed ai risultati della nostra, tanto da pensare di "creare un
> nuovo
> gruppo con un'operazione finanziari da circa 710 mlni di dollari..gli
> azionisti Novuspharma rappresenteranno 1/3 del capitale (**) della nuova
> azienda..".
> Il 23 ottobre viene annunciato il matrimonio. La nuova società avrà sede a
> Seattle, avrà come vice presidente Silvano Spinelli, direttamente da
> Novuspharma, a Milano sarà la sede europea.
> I farmaci antitumorali, contro la sclerosi multipla e un preciso tipo di
> linfoma, e contro una leucemia, sono distribuiti in sperimentazione di
> fase
> II, III , alcuni, addirittura pronti ad essere distribuiti sul mercato
> europeo . Un prodotto già commercializzato. Un portafoglio di prodotti ben
> modulato e promettente.
> Nel febbraio 2004 , un progetto in comune con Policlinico e Università di
> Milano riceve la benedizione dai ministri Sirchia e Tremonti, sotto forma
> di
> 20 mlni di euri, finanziati in tre anni.
> Buone notizie sugli sviluppi degli studi e delle sperimentazioni giungono
> dagli Usa, e anche la notizia di un aumento di capitale per soggetti
> istituzionali...ma Reconta Ernst & Yung sottopone ad una nuova revisione
> contabile i bilanci 2001-02-03. Siamo a luglio 2004.
> A settembre Reconta rimette l'incarico. A novembre un'inchiesta sulle
> comunicazioni promozionali dell'azienda.
> A fine anno aumento di capitale da 18,4 mlni di dollari, sempre da
> istituzionali: i conti vanno maluccio, la fiducia del mercato barcolla.
> Ma i farmaci danno buoni risultati nella sperimentazione.
> Il 22 febbraio 2005 il titolo tocca gli 8,13 euri..pare che Xyotax stia
> dando risultati eccellenti.
> Marzo 2005: il titolo perde il 40%. Xyotax, diventa un ex-asso nella
> manica.
> I risultati della sperimentazione "non sono inferiori" , ma nemmeno
> migliori
> rispetto alla chemioterapia standard per la cura del cancro al polmone,
> anche se pare che gli effetti collaterali siano veramente ridotti.
> La prova di questa effettiva minor tossicità e quella di un reale
> prolungamento della vita dei pazienti trattati, con particolare effetto
> sulle donne, porta una boccata di aria fresca, sia in Borsa, sia nella
> vita
> di chi attende trepidamente la nuova cura per i propri polmoni. Siamo a
> maggio 2005 e le buone notizie tecniche si susseguono.
> Non così per le notizie commerciali e finanziarie: CTI vende Trisenox, la
> propria unica fonte di reddito, a Cephalon
> Già in precedenza si era " mangiato l'ovo 'n culo alla gallina", come
> dicono
> in Toscana, facendosi anticipare royalty in cambio di servizi, una specie
> di
> "sconto" di cambiali, ora si mangia addirittura la gallina.
> Ma: la fam, l'è una bruta bestia, dutur.diceva un amico del Carlo.
> Settembre 2005, un salto da 1,70 a 2,6..."fu vera gloria?." , non, non lo
> fu
> e non lo è, e gli investitori italiani, guardando i prezzi e gli scambi,
> pere che abbiano perso fiducia (ma siamo proprio sicuri? Vedremo più
> avanti
> **) e rimangono sul titolo, almeno così sembra, i day traders.
> Il titolo vivacchia rotolando tristemente come il barattolo di Meccia, che
> qualche mio coscritto ricorderà..
> Siamo a novembre 2005, ulteriore emissione di obbligazioni per 82 mlni di
> dollari, sempre sottoscritte da istituzionali.
> Chissà chi è che continua a metterci soldi, ma soprattutto, avrà le sue
> buone ragioni? Oremus.
> Sarà una Parmalat o una Fiat?......"ai posteri l'ardua sentenza..."
> Ad aprile 2006 CTI brevetta una nuova classe di prodotti, scadenza 2020 il
> titolo sale del 10%, un salto da formica, da grillo zoppo.
> Nel frattempo la class action che si era costituita negli anni precedenti,
> imperniata sull'ipotesi di "false comunicazioni al mercato" viene
> archiviata
> dai giudici americani. Un sospirone per mister Bianco.
> L'8 giugno 2006, invito ai soci italiani per l'assemblea del 23.
> Un paio di giorni prima della stessa, il 21 giugno, CTI annuncia di aver
> sottoscritto un accordo con SocGen , che si impegna a sottoscrivere azioni
> CTI fino a 45 mlni di euri, in un periodo di 24 mesi dal momento in cui si
> verificheranno alcune condizioni, sulla base di una formula
> predeterminata,
> con l'opzione per incrementare fino a 60 mlni di euri.
> "Ai sensi del suddetto accordo la banca francese , che non risulta essere
> intenzionata a rimanere azionista a lungo termine della società, venderà
> le
> azioni sul mercato italiano"
> Una notizia da far drizzare le antenne, e forse anche qualche capello .
> Sopratutto perché presentata così scheletricamente senza la mappa delle
> condizioni necessarie perché l'evento accada.
> L'assemblea viene disertata; così veniamo a sapere che i soci italiani
> rappresentano il 60% (**) della proprietà, e quindi: " no italiani, no
> party.." (***) mi correggo " no italiani, no shareholder's
> meeting"..scusate
> .
> In risposta ad una mia domanda diretta, il dottor Mauro Premi, direttore
> finanziario EU, conferma che questa evoluzione dell'assetto sociale si è
> verificata solo quest'anno.
> Vale a dire che non proviene dalla storia, quindi trattasi , mi sembra il
> caso di usare il temine, di una sintomatologia "acuta", non di una
> situazione "cronica". O almeno, non ancora, ma...anche le fasi acute
> richiedono interventi adatti.
> Alla mia richiesta ( santa ingenuità.) di conoscere i termini nascosti
> dietro alle parole "...dal momento in cui si verificheranno alcune
> condizioni, sulla base di una formula predeterminata.." il dottor Premi
> risponde:
> - Le condizioni tecniche dell'accordo con So.Gen. per volontà contrattuale
> di ambedue le parti non sono oggetto di pubblicizzazione -
> Eh già. Mica le possiamo raccontare a tutti la raffinata strategia e la
> tempestiva tattica aziendali......
> Fin qui la storia, per sommi capi. I particolari li potete trovare sul
> sito
> istituzionale www.cticseattle.com ben ordinate, in italiano.
> Se avete avuto la pazienza di leggere fin qui, siete quasi arrivati al
> punto.
> Ancora qualche domanda, se è vero che il 60% delle azioni è in Italia:
> sono in mano al retail?
> sono nei portafogli dei fondi?
> sono nei forzieri delle banche?
> sono partecipazioni di aziende del settore?
> Mi sembra che non siano disponibili risposte tranquillizzanti :
> -in mano al retail : difficile capire come sia potuto succedere, ma a
> questo
> punto la mia proposta sarebbe l'unica possibile àncora di salvezza per
> portare avanti l'attività e non i libri in tribunale.
> -nei portafogli dei fondi: è possibile che a questi non interessi granchè
> di
> chiudere in perdita, mica son soldi loro, morto un re se ne fa un altro,
> peccato. Però mi sembra strano.
> -nei forzieri delle banche: dùbito molto che lascerebbero deserta
> l'assemblea
> senza avere una strategia precisa in mente.
> -partecipazione di aziende del settore : che cosa avranno intenzione di
> farne?
> Ritengo che si potrebbe provvedere a costituire un comitato di
> rappresentanza per raccogliere questo 60% di partecipazione in CTI
> costituita dagli azionisti italiani per seguirne con più attenzione e
> partecipazione le vicende nel futuro, oltre che per permettere
> all'assemblea
> di votare le questioni all'ordine del giorno, nell'immediato.
> E a tale scopo esorto tutti i soci italiani di Cell Therapeutics a
> prendere
> contatto mandando una mail a maurointrozzi@soldionline.it per promuovere
> questa iniziativa.
> Vogliamo provare a custodire e tutelare i nosti diritti?
> Antonio Lucenti
> (*) BBBiotech: società di partecipazione , investe in aziende del biotech,
> sia quotate che non ( in parte minore); Swissfirst asset managements è la
> Sgr che si occupa della parte finanziaria, mentre la scelta delle aziende
> è
> responsabilità di un team di esperti scienziati. E' quotata a Milano,
> Zurigo, Francoforte.
> (**)Questi 2 asterischi legano 3 punti che riguardano la presenza di soci
> italiani:
> -un richiamo al primo periodo dell'idillio italiano, quando si preordinava
> una presenza italiana del 30%
> -un momento di mercato piatto ed asfittico, sviluppatosi dopo l'ultima
> assemblea regolarmente costituita, e dal quale potrebbe essere nata ( ma
> come?) l'imponente partecipazione italiana
> -l'evidenza di detta imponente partecipazione societaria.
> (***) I party, dicono le malelingue, pare li abbia frequentati con
> esuberanza degna di miglior causa il CFO mister Bianco. Non sappiamo se
> abbia invitato italiani.
> Per commenti, critiche, suggerimenti scrivete a:
> maurointrozzi@soldionline.it
I 5 infami del Comitato Centrale P.C.I.
PAULETTO: Per soddisfare le richieste di tanti frequentatori del IEB non tutti
soltanto di destra
sento il sacro-santo dovere di additare al pubblico ludibrio gli
infami...... ormai tutti al potere....
Borsa
5
23-06-2006 07.21.38
11 Aprile 1975 il Comitato centrale del P.C.I. ....
PAULETTO: Per inquadrare bene la personalita' del nuovo presidente del 50% degli
italiani, vale la pena di ricordare che l'11 aprile 1975 il comitato
centrale del P.C.I., di cui facevano parte D'Alema -...
Borsa
1
22-06-2006 11.40.57
Comitato "Un futuro con il Tav" Si' TAV
Clas: Non c'e' soltanto chi protesta ed urla NO TAV, ci sono molte persone che
non
la pensano così e vogliono un futuro per le proprie valli e per la
propria
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Comitato Creditori: "E' tutto vero"
Geronimo&Scalpers: Comitato Creditori: "E' tutto vero"
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Parmalat nonché estensore della bozza di atto che verrà...