una vergogna le dichiarazioni di Montezemolo e Marchionne
Fiat, De Lucia: una vergogna le dichiarazioni di Montezemolo e Marchionne.
Altro che trionfalismi, il modello Fiat è quello del "salvataggio
permanente"
Il principio è quello della privatizzazione dei profitti e della
socializzazione delle perdite, caro a tutta la grande industria italiana e
al potere partitocratico e corporativo consolidato
4 maggio 2006
Nelle ultime ore il Presidente di Fiat auto Luca Cordero di Montezemolo e l'
amministratore delegato Sergio Marchionne hanno rilasciato, presentando i
risultati conseguiti dal Gruppo nell'ultimo trimestre, diverse e assai
autocelebrative dichiarazioni.
Due vanno sottolineate in modo particolare: quello della Fiat costituirebbe
un "modello di rilancio per l'Italia", e il Gruppo non avrebbe "mai contato
su un appoggio esplicito del centrodestra".
Queste dichiarazioni sono una pura e semplice vergogna:
- a partire dal 2002, la Fiat - esattamente come negli anni Settanta e
Ottanta - ha potuto nuovamente contare sulla concessione della Cassa
integrazione, storicamente utilizzata alla stregua di una voce di bilancio,
per liberarsi di una parte del costo e del rischio d'impresa: fino ai primi
mesi del 2005, i principali stabilimenti della Casa torinese sono rimasti
aperti (o meglio: chiusi) a singhiozzo;
- il centrodestra è intervenuto, eccome, con la legge finanziaria 2003 (art.
28), che ha stabilito la possibilità di prorogare l'intervento di Cassa
integrazione in deroga ai limiti di tempo previsti dalla legge (la norma
rimuove i limiti per gli interventi concessi nel 2002, che sono in gran
parte a favore della Fiat). Un classico esempio di "committenza normativa".
Forse per Montezemolo e Marchionne questo può rappresentare un esempio da
seguire; per noi, per i troppi dipendenti Fiat che in questi trent'anni sono
stati parcheggiati in Cassa integrazione e poi espulsi dal mercato del
lavoro, per le imprese più piccole e competitive che si sono trovate a
pagare la Cassa dei grandi industriali, per i milioni di lavoratori di
questo Paese che possono contare su una ridicola indennità di disoccupazione
(sei mesi al 50% dell'ultima retribuzione), per gli inoccupati che non
possono contare su nessuno strumento di welfare, è invece chiaro il
contrario: il modello da seguire non è quello della Fiat.
Re: una vergogna le dichiarazioni di Montezemolo e Marchionne
[H A N A R K I C H O] ha scritto:
> fino ai primi mesi del 2005, i principali stabilimenti
> della Casa torinese sono rimasti aperti (o meglio: chiusi) a
> singhiozzo;
Se è per quello la concessione di cassa integrazione straordinaria al gruppo
Fiat Auto è continuata fina a pochi giorni prima delle elezioni.
L'ultimo provvedimento è del 5 aprile scorso.
Re: una vergogna le dichiarazioni di Montezemolo e Marchionne
"H A N A R K I C H O" <han@rkic.ho> ha scritto nel messaggio
news:445a33f7$1@newsgate.x-privat.org...
> Fiat, De Lucia: una vergogna le dichiarazioni di Montezemolo e Marchionne.
> Altro che trionfalismi, il modello Fiat è quello del "salvataggio
> permanente"
> Il principio è quello della privatizzazione dei profitti e della
> socializzazione delle perdite, caro a tutta la grande industria italiana e
> al potere partitocratico e corporativo consolidato
Io credo che per capire bene la questione si deve
tenere ben presente tutto il quadro economico che
nel tempo si è dipinto in italia.
Il vero problema a mio avviso è il peso che una sola
azienda ha raggiunto nell'economia nazionale d'una
delle componenti del G7.
La Fiat è la prima azienda privata, e stacca di gran
lunga tutte le altre aziende private; questo non è
concepibile in un'economia nazionale, e le ragioni
sono moltissime.
Perchè la fiat in questo modo ha un potere "contrattuale"
assolutamente enorme, rispetto ai sinsacati, al governo;
dinanzi alle istituzioni pubbliche.
Perchè la fiat è un grosso pezzo di produzione interna
lorda.
Perchè un paese nel quale esiste una sola grande azienda
privata, in un solo singolo settore, è esposto a crisi di
gran lunga superiori a quelli che corrono le altre economie.
La colpa di tutto questo è ovviamente della politica, che
ha permesso nel tempo che un'aziend, una famiglia
acquistasse un potere troppo grande.
Attenzione qui non si discute sulla famiglia agnelli o
pirelli od altri; qui si discute d'una economia d'un paese
tra i più industrilizzati.
Arrivati qui, cosa avrebbe dovuto fare un governo sia
esso di destra oppure di sinistra?
In queste condizioni, un governo, cosi come ogni
istituzione pubblica non ha margini di manovra, e deve
soccombere alle "voglie" private: questo non deve mai
accadere, perchè si lascia un paese ai ricatti d'una
"famiglia".
Perchè dall'altra parte vi sono lavoratori, e sulla pelle
delle persone non si gioca.
Il governo di destra, come quello di sinistra non poteva
fare diversamente.
Come si può lasciare un'azienda, che rappresenta una
grande porzione di Pil, nello spettro del fallimento?!
Noi economisti chiamiamo questo "azzardo morale" ed
è uno dei motivi che porta il mercato al fallimento.
Come uscirne? ..cercare di far crescere l'economia d'un
paese, il tessuto industriale, la ricerca, le nuove tecnologie;
cercare nel diversificare al massimo la produzione interna
in modo che nessun privato abbia un potere contrattuale
come quello attuale della Fiat.
Se ci fate caso è un poco come un portafoglio titoli; la
diversificazione è la sola strategia che diminuisce i rischi
ed aumenta la profittabilità.
Ecco, per capire bene la situazione della fiat nell'industria
italiana, bisogna immaginare un portafoglio titoli nel quale
per il 70% pesa un solo titolo.
Ma per venirne fuori serve una grande capacita di governare
e, per quanto io consideri Tommaso Padoa Schioppa tra
i migliori economisti al mondo, non credo che in italia ne
usciremmo mai; i veti, e gli interessi, legati alla "stupidità
sociale" dei nostri politici è talmente enorme che lo status
quo è ottimale per tutti.
E cosi magari continueremo a promettere la diminuzione
delle tasse, l'abbattimento dell'ici, quello della tarsu senza
capire che non è certo questo il problema.
Tornando al mercato finanziario, sarebbe un poco come
immaginare un'azienda tipo alitalia, che si mette a distribuire
dividendi, nonostante uno stato finanziario prefallimentare.
E cosi continuiamo a giocare, e la Fiat continuerà a fare
e disfare a suo piacimento.
Ed il governo si troverà sempre e comunque costretto ad
assecondare; tutti felici e contenti.
Questo è il quadro Fiat.
ciao ciao
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