Patrick Moore, Greenpeace e il "nucleare"
"Il fondatore di Greenpeace dice sì al nucleare", titola con enfasi
Il Giornale riportando le dichiarazioni rilasciata da Patrick Moore al
Washington Post: "Dire no al nucleare negli Anni Settanta fu un errore
del movimento verde". Nell'articolo, si parla di Chernobyl, delle
dispute sulla contabilità dei morti, della sicurezza degli impianti
nucleari.
Per capire come uno dei fondatori di Greenpeace (e non "il fondatore")
abbia cosi' radicalmente cambiato idea, non resta che andarsi a
leggere il suo articolo originale sul sito del Washington Post
(registrazione gratuita).
L'articolo inizia con alcune note autobiografiche sul contributo dato
dall'autore alla nascita di Greenpeace negli anni '70 e sulla
fortissima opposizione dell'organizzazione al "nucleare" che all'epoca
lo stesso Moore condivideva. L'autore spiega di aver cambiato idea
dopo 30 anni. Se prima pensava che il "nucleare" fosse sinonimo di
"olocausto", ora ritiene che il "nucleare" sia la salvezza
dell'umanità dai cambiamenti climatici.
Moore pone l'accento sui pericoli dell'effetto serra e poi elogia la
grande sicurezza degli impianti nucleari, contestando chi sostiene che
la questione sicurezza sia tutt'altro che risolta.
Afferma che il "nucleare" costa poco e che i residui radioattivi
possono essere in parte immediatamente riciclati a fini energetici,
mentre la radioattività dei residui rimanenti decadrebbe a liveli
irrilevanti nell'arco di 40 anni. Avrebbero dunque torto coloro che
ritengono che la pericolosità delle radiazioni perduri per migliaia
di anni. Sul finale dell'articolo, Moore si esibisce in un
affascinante parallelo, dimostrando come negli ultimi 20 anni il
machete abbia fatto piu' vittime delle bombe di Nagasaki ed Hiroshima.
In calce al'articolo, noto che si indicano le attuali attività di
Moore.
Egli è direttore e capo scientifico della società di consulenza
Greenspirit Strategies Ltd, nonché co-direttore della Clean and Safe
Energy Coalition, un'organizzazione "ambientalista" *finanziata* dall'
industria nucleare.
E qui sorge il sospetto che il buon Moore sia tra i tanti che hanno
sostituito i verdi ideali della gioventu' con *le verdi letizie del
dollaro*.
Impressione confermata dalla lettura dell'articolo del sempre pungente
Ecoblog che riporta anche le reazioni di Walter Ganapini, presidente
di Greenpeace Italia: "Il signor Moore tira acqua al suo mulino dato
che da 15 anni lavora nell'industria nucleare (...) Moore fu
*cacciato* dall'associazione nel lontano 1985 perché perorava il
taglio a raso della foresta primaria tra Usa e Canada. Si scoprì poi
che stava lavorando per l'industria del legno".
Naturalmente, Greenpeace mantiene posizioni tutt'altro che
entusiastiche sul "nucleare" come potete ben vedere non solo andando a
visitare le pagine del loro sito, ma anche cliccando sul banner che da
qualche giorno campeggia in alto su tutti i blog del network
Blogosfere.
Una precisazione finale: nel testo, "nucleare" è volutamente sempre
indicato tra virgolette, in quanto in nessuno degli articoli citati si
distingue (come pur sarebbe doveroso) tra fissione nucleare (impianti
attuali) e fusione nucleare (prototipo ITER in costruzione a Cadarache
che dovrebbe essere operativo tra una ventina d'anni).
Entrambi i processi non rispettano uno dei tre fondamentali principi
della sostenibilità, ovvero il principio della capacità di
assorbimento.
Tuttavia, mentre le centrali a fissione non saranno mai in grado di
soddisfare le esigenze dello sviluppo sostenibile, un'ipotetica
centrale a fusione potrebbe, in via teorica, avvicinarvisi.
Per questo motivo, i partiti Verdi in Europa (incluso quello
italiano), mentre generalmente sono totalmente contrari al nucleare a
fissione, si esprimono spesso a favore dei finanziamenti alla ricerca
nel settore della fusione nucleare. Nella fusione (a caldo), infatti,
la radioattività dei residui mantiene livelli pericolosi per poco meno
di un secolo, mentre nella fissione si parla di migliaia di anni.
Il "nucleare", cui si riferisce Moore e del quale comunemente si parla
senza ulteriori specificazioni, è invece il piu' classico (e
disastroso) nucleare a fissione.
Per ulteriori approfondimenti, vi rimando a questo articolo del
dicembre 2005 in cui si cerca di fare il punto sui "pro" e i "contro"
dei differenti processi nucleari.
Re: [OT] Patrick Moore, Greenpeace e il "nucleare"
"Woodstock®" <...............@..............> ha scritto nel messaggio
news:eII5g.105634$A83.2484997@twister1.libero.it.. .
> Patrick Moore, Greenpeace e il "nucleare"
> i fuoriusciti di greenpeace e ne sono parecchi sono
tutti al servizio delle multinazionali a sostegno della politica
revisionista in atto sul nucleare
occhio
Re: [OT] Patrick Moore, Greenpeace e il "nucleare"
bandierarossa wrote:
> "Woodstock®" <...............@..............> ha scritto nel
> messaggio news:eII5g.105634$A83.2484997@twister1.libero.it.. .
>> Patrick Moore, Greenpeace e il "nucleare"
>> i fuoriusciti di greenpeace e ne sono parecchi sono
> tutti al servizio delle multinazionali a sostegno della politica
> revisionista in atto sul nucleare
> occhio
Leggendo tutto l'articolo si capisce molto bene che Patrick Moore è
stato convertito sulla via del Dollaro facile.
Re: [OT] Patrick Moore, Greenpeace e il "nucleare"
E' indubbio la folgorazione opportunistica del Sig. Moore.
Indubbiamente però i Verdi gli ambientalisti dovrebbero rivedere le loro
posizione sul nucleare, in quanto non si può avere botte piena e moglie
ubriaca.
Il nucleare in 12.000 anni di attività (la somma degli anni di operatività
delle 450 centrali nucleari sparse per il mondo) ha generato 3 soli
incidenti di cui uno con effetti gravi: Cernobyl.
Le centrali di 3° generazioni sono così affidabili che manco a volerlo
potrebbero giungere alla fusione del nocciolo, ovvero ad un'accellerarsi
della reazione a catena, in quanto la "moderazione" della reazione avviene
mediante deuterio (acqua) che non ha problemi di "latenza meccanica" come
l'inserimento delle barre di grafite degli impianti tipo Cernobyl.
Inoltre quanto ai rifiuti e alle scorie, il tempo di decadimento è
abbastanza lungo, ma la loro soluzione consiste in uno stoccaggio efficente
e controllato in posi deserti: ne è pieno il mondo.
Il no al nucleare ha portato a devastazioni ben superiori agli effetti di
Cernobyl: massiccio utilizzo di carburanti fossili, con conseguente
inquinamento quale polveri sottili, effetto serra, inquinamento delle falde
da processi produttivi.
Il nucleare è molto più pulito e a meno impatto ambientale. Sono state in
Finlandia l'anno scorso e lì si danno un gran da fare per costruire centrali
a fissione: eppure il verde e la natura fa parte dei valori della Nazione.
Solo che li anzichè discutere agiscono.
Quanto alla fusione, purtroppo il gioco non vale la cadela: gli impianti
attuali richiedono più energia di quanto ne producono. L'impianto citato
sarà uno dei primi ad essere conveniente solo che appunto richiederà molti
anni prima di andare in funzione.
La fusione è più pulita perchè imita il processo del sole, e in effetti per
arrivare a produrre elementi pesanti radioattivi richiede maggiore tempo e
cmq si tratta di materiali dal breve tempo di decadimento.
La soluzione alternativa per chi ci crede è la fusione fredda e altri
processi che lavorano sugli atomi di cui ho letto in rete, ma violano un pò
di leggi fisiche e a molti non stà bene.... ma questa è un altra storia!
"Woodstock®" <...............@..............> ha scritto nel messaggio
news:eII5g.105634$A83.2484997@twister1.libero.it.. .
> Patrick Moore, Greenpeace e il "nucleare"
> "Il fondatore di Greenpeace dice sì al nucleare", titola con enfasi
> Il Giornale riportando le dichiarazioni rilasciata da Patrick Moore al
> Washington Post: "Dire no al nucleare negli Anni Settanta fu un errore
> del movimento verde". Nell'articolo, si parla di Chernobyl, delle
> dispute sulla contabilità dei morti, della sicurezza degli impianti
> nucleari.
> Per capire come uno dei fondatori di Greenpeace (e non "il fondatore")
> abbia cosi' radicalmente cambiato idea, non resta che andarsi a
> leggere il suo articolo originale sul sito del Washington Post
> (registrazione gratuita).
> L'articolo inizia con alcune note autobiografiche sul contributo dato
> dall'autore alla nascita di Greenpeace negli anni '70 e sulla
> fortissima opposizione dell'organizzazione al "nucleare" che all'epoca
> lo stesso Moore condivideva. L'autore spiega di aver cambiato idea
> dopo 30 anni. Se prima pensava che il "nucleare" fosse sinonimo di
> "olocausto", ora ritiene che il "nucleare" sia la salvezza
> dell'umanità dai cambiamenti climatici.
> Moore pone l'accento sui pericoli dell'effetto serra e poi elogia la
> grande sicurezza degli impianti nucleari, contestando chi sostiene che
> la questione sicurezza sia tutt'altro che risolta.
> Afferma che il "nucleare" costa poco e che i residui radioattivi
> possono essere in parte immediatamente riciclati a fini energetici,
> mentre la radioattività dei residui rimanenti decadrebbe a liveli
> irrilevanti nell'arco di 40 anni. Avrebbero dunque torto coloro che
> ritengono che la pericolosità delle radiazioni perduri per migliaia
> di anni. Sul finale dell'articolo, Moore si esibisce in un
> affascinante parallelo, dimostrando come negli ultimi 20 anni il
> machete abbia fatto piu' vittime delle bombe di Nagasaki ed Hiroshima.
> In calce al'articolo, noto che si indicano le attuali attività di
> Moore.
> Egli è direttore e capo scientifico della società di consulenza
> Greenspirit Strategies Ltd, nonché co-direttore della Clean and Safe
> Energy Coalition, un'organizzazione "ambientalista" *finanziata* dall'
> industria nucleare.
> E qui sorge il sospetto che il buon Moore sia tra i tanti che hanno
> sostituito i verdi ideali della gioventu' con *le verdi letizie del
> dollaro*.
> Impressione confermata dalla lettura dell'articolo del sempre pungente
> Ecoblog che riporta anche le reazioni di Walter Ganapini, presidente
> di Greenpeace Italia: "Il signor Moore tira acqua al suo mulino dato
> che da 15 anni lavora nell'industria nucleare (...) Moore fu
> *cacciato* dall'associazione nel lontano 1985 perché perorava il
> taglio a raso della foresta primaria tra Usa e Canada. Si scoprì poi
> che stava lavorando per l'industria del legno".
> Naturalmente, Greenpeace mantiene posizioni tutt'altro che
> entusiastiche sul "nucleare" come potete ben vedere non solo andando a
> visitare le pagine del loro sito, ma anche cliccando sul banner che da
> qualche giorno campeggia in alto su tutti i blog del network
> Blogosfere.
> Una precisazione finale: nel testo, "nucleare" è volutamente sempre
> indicato tra virgolette, in quanto in nessuno degli articoli citati si
> distingue (come pur sarebbe doveroso) tra fissione nucleare (impianti
> attuali) e fusione nucleare (prototipo ITER in costruzione a Cadarache
> che dovrebbe essere operativo tra una ventina d'anni).
> Entrambi i processi non rispettano uno dei tre fondamentali principi
> della sostenibilità, ovvero il principio della capacità di
> assorbimento.
> Tuttavia, mentre le centrali a fissione non saranno mai in grado di
> soddisfare le esigenze dello sviluppo sostenibile, un'ipotetica
> centrale a fusione potrebbe, in via teorica, avvicinarvisi.
> Per questo motivo, i partiti Verdi in Europa (incluso quello
> italiano), mentre generalmente sono totalmente contrari al nucleare a
> fissione, si esprimono spesso a favore dei finanziamenti alla ricerca
> nel settore della fusione nucleare. Nella fusione (a caldo), infatti,
> la radioattività dei residui mantiene livelli pericolosi per poco meno
> di un secolo, mentre nella fissione si parla di migliaia di anni.
> Il "nucleare", cui si riferisce Moore e del quale comunemente si parla
> senza ulteriori specificazioni, è invece il piu' classico (e
> disastroso) nucleare a fissione.
> Per ulteriori approfondimenti, vi rimando a questo articolo del
> dicembre 2005 in cui si cerca di fare il punto sui "pro" e i "contro"
> dei differenti processi nucleari.
> 21/04/06 in Attualità, Energia | Permalink
> http://sostenibile.blogosfere.it/200...k_moore_g.html
> --
> Woodstock®
> http://tinyurl.com/padoa
Re: [OT] Patrick Moore, Greenpeace e il "nucleare"
[Woodstock®] ha scritto:
> Moore pone l'accento sui pericoli dell'effetto serra e poi elogia la
> grande sicurezza degli impianti nucleari, contestando chi sostiene che
> la questione sicurezza sia tutt'altro che risolta.
Nelle 439 centarli nucleari attive nel mondo si verificano circa un
centinaio di incidenti all'anno (o almeno questo è il numero che viene
riportato ufficialmente).
Per fortuna gli incidenti non sono tutti così catastrofici come quello di
Chernobil, ma il numero in sè non mi pare per nulla tranquillizzante, anzi.
In Giappone l'anno scorso se ne sono verificati addirttura tre diversi nello
stesso giorno.
Sempre in Giappone l'anno scorso è stata ordinata la chiusura di una
centrale perchè una verifica dei progetti di costruzione ha evidenziato come
essa fosse indeguata in caso di eventi sismici dell'intensità storicamente
osservata nella zona in cui era costruito.
--
Sai che ci compri oggi con 4 dollari ?
Nemmeno tre dollari !
(Il padre di Tony Manero in "La febbre del sabato sera")
Re: [OT] Patrick Moore, Greenpeace e il "nucleare"
[Ulysses] ha scritto:
> Il nucleare in 12.000 anni di attività (la somma degli anni di
> operatività delle 450 centrali nucleari sparse per il mondo) ha
> generato 3 soli incidenti di cui uno con effetti gravi: Cernobyl.
Come quello di Cernobyl solo uno (per fortuna), ma di incidente ne vengono
ufficialmente registrati circa un centinaio l'anno.
> Le centrali di 3° generazioni sono così affidabili che manco a volerlo
> potrebbero giungere alla fusione del nocciolo, ovvero ad
> un'accellerarsi della reazione a catena, in quanto la "moderazione"
> della reazione avviene mediante deuterio (acqua) che non ha problemi
> di "latenza meccanica" come l'inserimento delle barre di grafite
> degli impianti tipo Cernobyl.
L'acqua (pesante o non pesante), come la grafite, non modera la reazione, ma
la velocità dei neutroni, che, perchè la fissione avvenga con probabilità
decenti devono essere appunto "lenti".
La maggiore sicurezza delle centrali che usano come moderatore l'acqua è
dovuta al fatto che in caso di surriscaldamento l'acqua se ne va da sola
(per gravità o con altri meccanismi fisici a prova di guasto) mentre le
barre di grafite in caso di guasto possono essere difficili da rimuovere e
continuare svolgere la loro funzione di moderazione anche quando essa non è
più desiderata.
> Inoltre quanto ai rifiuti e alle scorie, il tempo di decadimento è
> abbastanza lungo, ma la loro soluzione consiste in uno stoccaggio
> efficente e controllato in posi deserti: ne è pieno il mondo.
Di deserti è pieno il mondo. Luoghi adatti allo stoccaggio di scorie ce ne
sono pochi e sono molto cari, e lo stoccaggio delle scorie è una operazione
che se adeguatamente contabilizzata è costosa.
> Il nucleare è molto più pulito e a meno impatto ambientale. Sono
> state in Finlandia l'anno scorso e lì si danno un gran da fare per
> costruire centrali a fissione: eppure il verde e la natura fa parte
> dei valori della Nazione. Solo che li anzichè discutere agiscono.
In Finlandia è in costruzione l'unica nuova centrale nucleare attualmente in
costruzione in occidente, lunica. A parte quella è olre un decennio che in
occidente non si inizia la costruizione di una centrale nucleare (mentre
ogni anno qualcuna viene chiusa).
--
Sai che ci compri oggi con 4 dollari ?
Nemmeno tre dollari !
(Il padre di Tony Manero in "La febbre del sabato sera")
Re: [OT] Patrick Moore, Greenpeace e il "nucleare"
> > Il nucleare in 12.000 anni di attività (la somma degli anni di
> > operatività delle 450 centrali nucleari sparse per il mondo) ha
> > generato 3 soli incidenti di cui uno con effetti gravi: Cernobyl.
> Come quello di Cernobyl solo uno (per fortuna), ma di incidente ne vengono
> ufficialmente registrati circa un centinaio l'anno.
Qui non sono molto documentato. Se per incidente minore intendi, che sò il
guasto ad un sistema informativo, del tipo Windows che va in tilt :-)) lo
possiamo anche contabilizzare come tale! Ma naturalemnte parlo di incidente
che vengono classificati secondo una scala di rischio, di cui adesso non
ricordo le gradualità.
> L'acqua (pesante o non pesante), come la grafite, non modera la reazione,
ma
> la velocità dei neutroni, che, perchè la fissione avvenga con probabilità
> decenti devono essere appunto "lenti".
Una centrale nucleare per funzionare necessita di un moderatore, ovvero di
una sostanza (grafite o deuterio) che assorbe i neutroni in eccesso prodotti
dalla fissione in modo che la reazione non perda il controllo... e si
trasformi in una bomba nucleare!!! Insomma più che rallentare la velocità
dei neutroni rallenta la reazione a catena, è un pò diversa la cosa.
La fissione avviene a prescindere dalla velocità dei neutroni, fattore
questo che non può essere controllato a meno che vogliamo usare
"accelleratore" di particelli... ma non è più una centrale nucleare.
La differenza concettuale tra una centrale nucleare e una bomba atomica e
che in quest'ultima manca un elemento di "moderazione"!!
> La maggiore sicurezza delle centrali che usano come moderatore l'acqua è
> dovuta al fatto che in caso di surriscaldamento l'acqua se ne va da sola
> (per gravità o con altri meccanismi fisici a prova di guasto) mentre le
> barre di grafite in caso di guasto possono essere difficili da rimuovere e
> continuare svolgere la loro funzione di moderazione anche quando essa non
è
> più desiderata.
Qui hai spiegato meglio il mio concetto di sicurezza delle centrali moderni
che fanno uso di acqua anzichè di grafite.
> Di deserti è pieno il mondo. Luoghi adatti allo stoccaggio di scorie ce ne
> sono pochi e sono molto cari, e lo stoccaggio delle scorie è una
operazione
> che se adeguatamente contabilizzata è costosa.
Beh il costo dello stoccaggio fa parte dei costi dell'energia nucleare... se
poi non lo contabilizzano nelle statistiche, è un altro problema! Sicuro che
siano molto cari???
Parli del costo ad ettaro del terreno oppure dei costi di costruzione di
siti di stoccaggio sufficentemente sicuri??
Dalle mie parti la terra che può essere coltivata si vende a "tanto" (ovvero
poco) ad ettaro... figurati zone desertiche o prive di insedimanti umani e
animali.
> In Finlandia è in costruzione l'unica nuova centrale nucleare attualmente
in
> costruzione in occidente, lunica. A parte quella è olre un decennio che in
> occidente non si inizia la costruizione di una centrale nucleare (mentre
> ogni anno qualcuna viene chiusa).
Questo è vero, anche se nell'est Eruropa sono under construction 9 centrali
nucleari, di cui 4 in Russia.
Qui trovi una mappa delle nuclear power plant in Europa, Russia compresa:
son 204, di cui 59 solo la Francia, che è il nostro confinante più
"atomic-friendly", non a caso vantano una grande tecnologia nucleare con la
Framatome, azienda a partecipazione statale.
Io ritengo, lo sviluppo richiede energia, e che senza energia, che sia la
più sostenibile possibile non si vada avanti. Le alternative realistiche
agli disponibili agli idrocarburi, sono poche: nucleare, vento e solare.
Idroelettrico e geotermico hanno il loro scarso impatto.
Vento e sole, con tutta la buona volontà non riescono a fare gran chè, e nel
caso del sole i rendimenti sono bassi. Ma ciò si risolverà, a parte con una
maggiore sensibilità del legislatore, anche con la ricerca che migliorerà i
rendimenti. Come la stessa ricerca migliorerà anche la sicurezza e il
trattamento delle scorie nucleari.
Però si fa ricerca solo se c'è un interesse e la voglia di risolvere un
problema! In Italia noi il problema l'abbiamo rimosso con il referendum nel
1987 e quindi c'è poca da fare ricerca.
Meno male che l'Enel ha acquistato una compagnia nucleare in Cecoslovacchia
e forse potremo beneficiare dle loro know-how, che abbiamo sapientemente
smantellato con la chiusura delle 4 centrali nucleari italiane che non sono
mai andate in servizio e sono più pericolose ferme che in funzione!!!
Il dibattito cmq sarebbe infinito....
> --
> Sai che ci compri oggi con 4 dollari ?
> Nemmeno tre dollari !
> (Il padre di Tony Manero in "La febbre del sabato sera")
Re: [OT] Patrick Moore, Greenpeace e il "nucleare"
[Ulysses] ha scritto:
>>> Il nucleare in 12.000 anni di attività (la somma degli anni di
>>> operatività delle 450 centrali nucleari sparse per il mondo) ha
>>> generato 3 soli incidenti di cui uno con effetti gravi: Cernobyl.
>>> Come quello di Cernobyl solo uno (per fortuna), ma di incidente ne
>> vengono ufficialmente registrati circa un centinaio l'anno.
> Qui non sono molto documentato. Se per incidente minore intendi, che
> sò il guasto ad un sistema informativo, del tipo Windows che va in
> tilt :-)) lo possiamo anche contabilizzare come tale! Ma naturalemnte
> parlo di incidente che vengono classificati secondo una scala di
> rischio, di cui adesso non ricordo le gradualità.
Parlo di incidenti seri, che mettono a rischio la sicurezza dell'impianto e
di chi ci lavora. La scala INES ha 7 livelli.
Cernobyl era, ovviamente, un livello 7.
Per finire sul giornale un incidente deve essere almeno di livello 5 (Tipo
Three Miles Island).
In Giappone l'anno scorso è morta della gente (mi pare tre operai) che
lavorava in una centrale a causa di un guasto. Tutto il pericolo però è
rimasto all'interno della centrale. Difficilmente ne avrai sentito parlare
sui giornali.
Purtroppo i dati raccolti dalla IAEA non sono pubblici.
> La fissione avviene a prescindere dalla velocità dei neutroni, fattore
> questo che non può essere controllato a meno che vogliamo usare
> "acceleratore" di particelle...
Complimenti. Poche idee ma ben confuse.
Ti consiglio di informarti meglio. Puoi iniziare da qui.
> Vento e sole, con tutta la buona volontà non riescono a fare gran
> chè, e nel caso del sole i rendimenti sono bassi.
L'energia solare, è già ora una strada più che percorribile.
Col petrolio a questi prezzi l'energa nucleare inizia ad essere conveniente,
quella solare invece lo è di già.
Rispondo a questa parte perchè insomma è stato come un pugno nello stomaco.
Ti ringrazio per la delucidazione, l'avevo studiato da "piccolo" le centrali
nucleari, e basandomi sulla mia memoria ho confuso "moderazione" dei
neutroni con i sistemi di refrigerazione.
Il documento è stato molto illuminante, che mi ha permesso di conoscere i
reattori di IV generazione con raffredamento con metalli pesanti, che
permettono un alto sfruttamento del materiale fissile iniziale, che genera
poche scorie, relativamente.
Quanto al solare... va beh questa è un altra storia!!
nucleare coreano
Mandelli: si sono gia cacati adosso
tra poco sara la volta degli iraniani...diciamo tra pochissimo !!
azzz....vogliono fare gli occidentali sti maledetti gnorantoni e non sanno
da dove si comincia.
...