25 aprile: Resistenza, Liberazione, Costituzione
(17 aprile 2006)
La data del 25 Aprile rappresenta un giorno fondamentale per la storia
dell'ancor giovane Repubblica Italiana.
E' l'anniversario della rivolta armata, partigiana e popolare, contro
le truppe di occupazione naziste tedesche e contro i loro
fiancheggiatori fascisti della Repubblica Sociale Italiana.
Il 25 Aprile 1945 segnò il culmine del risveglio della coscienza
nazionale e civile italiana, impegnata nella riscossa contro gli
invasori e come momento di riscatto morale di una importante parte
della popolazione italiana, dopo il ventennio della dittatura
fascista.
Alla liberazione dell'Italia dalla dittatura si poté arrivare grazie
al sacrificio di tanti giovani, ragazzi e ragazze che, pur
appartenendo ad un ampio schieramento politico (c'erano i cattolici, i
socialisti, gli azionisti, i militari monarchici, i comunisti. Ma si
chiamavano con un solo nome: I Partigiani) combatterono fianco a
fianco, con unità d'intenti e d'azione, con un grande traguardo
comune: il riscatto dell'Italia invasa ed un diverso avvenire, fatto
di giustizia e di eguaglianza.
E' bene ricordarlo, proprio oggi che la ricorrenza del 25 Aprile cade
in giorni difficili per la nostra democrazia. Le elezioni politiche
hanno mostrato un paese diviso in due, dove l'antipolitica ha mostrato
il suo pessimo volto. Auspichiamo che l'esito del voto, espressione
massima della democrazia, serva a spazzar via questo fantasma, aprendo
una nuova stagione, nella quale si esalti questo dato fondamentale:la
Storia dell'Italia Repubblicana fonda interamente le proprie basi
nell'esperienza dell'antifascismo.
La storia dell'Italia Repubblicana sta scritta per intero su quel
monumento che Piero Calamandrei definì "Ora e Sempre Resistenza".
Sandro Pertini parlò della Resistenza come di un "Secondo
Risorgimento, i cui protagonisti, questa volta, furono le masse
popolari".
Pronunciando queste semplici parole non intendiamo certo approfondire
la ricostruzione storiografica di quei fatti, ma semplicemente sfatare
quella teoria revisionista che, negli ultimi anni, va molto di moda
nell'indicare la Resistenza come semplice "Guerra Civile".
Quelle ragazze e quei ragazzi di sessant'anni fa che si erano dati
l'appellativo di Partigiani si accinsero, da subito, dal 26 Aprile a
ricostruire il proprio Paese.
Genova, soltanto per fare un esempio, fu liberata dal popolo:
l'orgoglioso Juncker Prussiano; Meinhold depose la propria spada
davanti all'operaio Remo Scappini e subito la Città riprese a
funzionare in tutte le sue attività.
Quando gli alleati, tra il il 27 ed il 28 Aprile, risalendo la riviera
di Levante arrivarono a Nervi scoprirono, con loro grande stupore, che
funzionava già perfino il servizio tramviario.
Eppure pensate ai bombardamenti, alle deportazioni, alle stragi che
avevano colpito la nostra terra in quegli anni: ma la volontà di
riprendere a vivere era stata troppo forte.
Con la Liberazione dell'intero territorio nazionale dall'invasore
nazista e dai mercenari della RSI quelle ragazze e quei ragazzi si
accinsero a concorrere alla costruzione della nuova Italia, carichi di
tanto impegno, dedizione, speranza.
Oggi, celebrando questo anniversario, ci accorgiamo che sono ancora
qui: che hanno attraversato ormai più di sessant'anni d'intesa
comune,di attività democratica tesa, nei diversi momenti della vicenda
nazionale, alla difesa ed al rafforzamento della democrazia italiana,
delle sue istituzioni nel solco dell'unità, dell'antifascismo e della
Resistenza.
Sono stati anni d'impegno per la coesistenza pacifica, per il dialogo
internazionale, per la ricerca dell'unità europea oltre che di
attività solidale verso i movimenti di liberazione nazionale in
Africa, Asia, America, Europa.
Sono stati difesi e diffusi gli ideali antifascisti e democratici.
Sono stati anni di forte impegno contro ogni tentativo di
sopraffazione mascherata da tentativi golpisti, da azioni terroriste e
stragiste, da iniziative finalizzate a colpire e restringere ruolo e
funzioni delle istituzioni nate dalla Resistenza e dalla Carta
Costituzionale.
Sono stati anni impegnati nella difesa delle culture nazionali nel
segno della solidarietà internazionale, contro ogni forma di
discriminazione e per l'affermazione dei diritti dell'uomo e di uno
sviluppo economico , sociale e culturale , nel rispetto della
Giustizia.
Quelle ragazze e quei ragazzi non seppero soltanto respingere
l'invasore e cacciare il tiranno.
Una sapienza politica illuminò la Resistenza: quella stessa sapienza
politica che fu posta in opera nello scrivere la Costituzione
Repubblicana.
L'insegnamento di fondo, che ci deriva dal ricordare quel momento
storico deve guidarci anche oggi per mettere in primo piano, fra
tutti, il perseguimento della Pace, intesa come totale avversità alla
guerra ed al terrorismo.
Serve l'unità degli intenti che fecero la Resistenza per poter
vincere, anche sul piano ideale e morale, le forze che, qui in Italia,
da posizioni di potere, vogliono far permanere il nostro Paese in
avventurose imprese militari.
Non sta nello spirito della Costituzione nata dalla Resistenza il
tentativo di riforma in atto, che pare servire più ad una parte
politica che ai problemi del Paese.
Noi dobbiamo dire : basta!, al tentativo in atto, di un vasto piano di
graduale smantellamento dell'edificio democratico.
Siamo di fronte ad una vera e propria controriforma, ad un salto
all'indietro nel buio, alla negazione dei nostri valori etici e
politici.
Questa funesta operazione politica, di mutamento delle basi fondative
della Costituzione Repubblicana, è accompagnata da una campagna
revisionista della storia, con la quale si vuole ridurre la Resistenza
ad un fatto marginale della guerra di Liberazione del Paese
dall'occupazione tedesca e contro le formazioni di Mussolini,
schierate in appoggio agli occupanti stranieri.
Siamo in presenza di un massiccio tentativo di parificazione dei
valori, tra chi ha combattuto per la libertà e l'indipendenza
nazionale e coloro che si sono posti al servizio del nazisti, per
negare quella libertà.
Si nega o si sottovaluta il sacrificio di 200.000 donne e uomini
combattenti del Corpo Volontari della Libertà e nel nuovo Esercito
Italiano schierato con gli alleati.
Si nega o si sottovalutano le stragi dei civili, compiute con ferocia
dai nazisti e dai fascisti (quanti esempi abbiamo, qui intorno a noi:
la Benedicta, il Turchino,Cravasco, Pannesi, tanti altri ( ma potremmo
passare ore per elencarne soltanto una parte), con il solo intento di
sottolineare fatti di sangue successivi al 25 Aprile e creare così un
clima di responsabilità comune, nel quale le differenze si sciolgono e
si stemperano e diventa, perciò, impossibile distinguere la figura
della vittima da quella del carnefice.
Si vuole cancellare il sacrificio dei nostri compagni assassinati
perché lottavano per la libertà di tutti.
Si vuole cancellare la memoria dei giovani massacrati e di quelli
deportati nei campi di sterminio e nei lager tedeschi, come accadde a
centinaia di migliaia di soldati italiani, sparsi per il mondo e
traditi dalla Monarchia e dai Generali: soldati italiani capaci di
farsi uccidere, come accadde alla Divisione Acqui a Cefalonia, per
riscattare la propria moralità civile, messa in pericolo del folle
comportamento degli Alti Comandi, all'8 Settembre.
Si vuole cancellare il ricordo delle donne della Resistenza che,
offese, torturate e violentate seppero tacere dinanzi al carnefice.
Si vuole cancellare l'immagine degli operai che bloccarono la macchina
bellica nazista, facendo alle volte olocausto della propria vita:
pensiamo allo sciopero del 1 Marzo 1944, ai lavoratori dell'Ansaldo e
dell'Ilva che lo organizzarono, finiti in massa a Mauthausen, a Gusen
ad Ebersee.
Questa fu e rimane la Resistenza italiana con i suoi valori, che
nessuna alchimia politica di parte potrà mai cancellare.
Al proposito vorremmo ricordare, ancora, una affermazione di Piero
Calamandrei, fatta all'indomani della Liberazione.
In quell'occasione egli disse "Abbiamo ritrovato la Patria".
Era vero, con la Liberazione ed ancor prima nella Resistenza si
ritrovò la Patria, quella vera fatta di valori e di popolo, non di
vuote formule retoriche, di inutili galloni, di facce impresentabili
con dietro il vuoto di memoria, di cultura, di dignità.
L'Italia si ritrovò, dopo il disastro nazifascista, con gli impiccati
di Bassano del Grappa, con le vittime innocenti di Boves, Marzabotto,
Sant'Anna di Stazzema, con la capacità delle umili genti dell'Ossola,
di Montefiorino, della Valtrebbia di sapersi governare da sole, dentro
quel frangente epocale.
L'Italia fu ritrovata da Salvo D'Acquisto, dai Martiri delle Fosse
Ardeatine, dai Sette Fratelli Cervi.
C'è stato perfino chi ha proposto di abolire questa Data, del 25
Aprile, come Festa Nazionale: la nostra risposta è qui.
Sta nella presenza di tutti noi: è la risposta più forte, più ferma.
La stessa risposta data all'invasore in quella primavera del 1945.
Rispondiamo così agli ispiratori di questa linea di cancellazione
della memoria storica, di dilapidazione del patrimonio prezioso della
Resistenza.
Rispondiamo così a chi pensa, in nome di parole vuote di senso come
premierato e devolution, di violare i principi fondamentali della
nostra Costituzione.
Concludiamo, tornando sul tema della memoria e dell'insegnamento ai
giovani.
Citiamo il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.
"I giovani - ha detto Ciampi, in un a delle tappe del suo percorso nei
luoghi della memoria e delle lotte resistenziali - sono consapevoli.
Ma sta a noi renderli ancor più consapevoli, che senza la Resistenza,
questo Paese oggi sarebbe ben peggiore".
La forza dei nostri valori, la purezza ed il prestigio delle donne e
degli uomini che ancora oggi incarnano la verità di quei giorni
drammatici e gloriosi, hanno saputo cementare nel tempo, attorno a
noi, tra noi, il vero spirito dell'unità nazionale: quello dell'unità
antifascista.
Coloro che condividono questi valori debbono rappresentare la
coscienza critica di questa nazione: sapendo che nei decenni trascorsi
è stato lasciato un segno indelebile nella coscienza popolare, nei
giovani , nelle istituzioni.
E' proprio pensando al seme dalla Libertà, della Giustizia, della
Fratellanza, gettati in quei terribili inverni tra il 1943 ed il 1945
che siamo, così, in grado di guardare con fiducia al nostro futuro.
"Woodstock®" <...............@..............> ha scritto nel messaggio
news:sRc2g.92393$A83.2161088@twister1.libero.it...
> 25 aprile: Resistenza, Liberazione, Costituzione
> (17 aprile 2006)
Sei peggio di Robin Hood !!!!!
Dimentichi che la cosidetta liverazione, giunse con il sacrificio di 110.000
giovani facenti parte del piu' poderoso esercito composto da reparti di 36
nazioni, compresa una Brigata Ebraica.
Secondo la Medaglia d'oro Giorgio Bocca, i partigiani nell'inverno \944/45
erano non piu' di 10.000. Nei giorni successivi alla cosidetta liberazione
erano centinaia di migliaia.
Quel che successe dopo la cosidetta leberazione vai a leggertelo nei tre
best-sellers del famoso scruttire di sinistra Giampaolo Pansa:
I figli dell'Aquila
Il sangue dei Vinti
SCONOSCIUTO-1945
Io il 25 aprile saro' al mattino a uno dei tanti Allied Cemetery sparsi in
tutta Italia, uno dei piu' grandi e conosciuti e' quello di GìFaenza, sulla
strada per Ravenna in localita MIRAFIORI
Nel pomeriggio saro' invece a GRAGLIA vicino a Biella per onorare le vittime
di un sanguionario eccidio compiuto dai valorosissimi partigiani comunisti
!!
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Leggi e medita:
Tutto comincio' il mattino del 27 Aprile quando i partigiani attaccarono a
Cigliano un nucleo dei RAU Reparto Arditi Ufficiali, arrivati nella zona
da pochi giorni per proteggere il traffico sull'autostrada Torino-Milano.
Dopo aver resistito, i fascisti furono costretti ad arrendersi.
E vennero avviati a piedi verso il Santuario di Graglia. Erano una trentina.
Due o tre ausiliarie, due giovani donne: le mogli di due ufficiali, giunte
a Cigliano poco prima dell'attacco per trovare i mariti.
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Una, Carla PAOLUCCI, sposata con il Tenente Giuseppe DELLA NAVE. Era
incinta di cinque mesi.
La sera del 1 Maggio tutti i prigionieri furono rinchiusi nell'Albergo
BELVEDERE di Graglia. L'indomani mattina s'iniziarono le esecuzioni, in tre
riprese sulla strada che da Graglia conduce a Netro, dietro il Cimitero e
poco lontano dal Santuario. Poi tocco' alle donne. Le mogli degli ufficiali
furono uccise dietro il camposanto di Graglia. Le due ausiliarie vennero
giustiziate un paio di giorni dopo in un paese vicino, Muzzano. Carla DELLA
NAVE disse ai partigiani di essere incinta . ma questo non basto' a
salvarla.
Non riesco a spiegarmi tanto sadismo, mormoro' Livia.
"Woodstock®" <...............@..............> ha scritto nel messaggio
news:sRc2g.92393$A83.2161088@twister1.libero.it...
> 25 aprile: Resistenza, Liberazione, Costituzione
> (17 aprile 2006)
Questi sono gli eroi di quel sanguinario orrendo eccidio consumatosi per
mano dei valorosi partigiani comunisti a guerra ormai terminata con la
liberazione avvenuta sopratutto grazie V Aemata Americana e VIII Armata
Inglese composte anche di reparti di altre 24 nazioni.
VERGOGNA, vergognatevi. Cialtrone infame, vai a portare un fiore in uno
dei tantissimi Cimiteri Alleati disseminati nella penisola.
OMAGGI agli EROI, omaggio ai VINTO, il Sangue dei Vinti.
100.000 trucidati dopo l'avvenuta liberazione !!!
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Carla DELLA NAVE
Il 22 Apr 2006, 00:48, "PAULETTO" <bdxdss@tin.it> ha scritto:
> "Woodstock®" <...............@..............> ha scritto nel messaggio
> news:sRc2g.92393$A83.2161088@twister1.libero.it...
> > 25 aprile: Resistenza, Liberazione, Costituzione
> > (17 aprile 2006)
> > Questi sono gli eroi di quel sanguinario orrendo eccidio consumatosi per
> mano dei valorosi partigiani comunisti a guerra ormai terminata con la
> liberazione avvenuta sopratutto grazie V Aemata Americana e VIII Armata
> Inglese composte anche di reparti di altre 24 nazioni.
> VERGOGNA, vergognatevi. Cialtrone infame, vai a portare un fiore in uno
> dei tantissimi Cimiteri Alleati disseminati nella penisola.
> OMAGGI agli EROI, omaggio ai VINTO, il Sangue dei Vinti.
> 100.000 trucidati dopo l'avvenuta liberazione !!!
> -+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+
> Carla DELLA NAVE
> Carla PAOLUCCI -
> Moglie del Ten. DELLA NAVE
> Antonietta MILESI
> Ausiliaria CHENTRE Rina
> Ausiliaria ROCCHETTI Lucia
> + 2 Ausiliarie scononosciute
> Maggiore INVREA Marcello
> Capitano VISCONTI di MODRONE Emanuele\
> Ten.te DELLA NAVE Giuseppe
> S.Ten. CORTI Dante
> S.Ten. PICCINELLI Luigi
> S.Ten. Giacconi Bonaguro Giuseppe
> Milite PIETRUZZI Antonio
mi inchino hai ragione ma dovrei fose farti vedere altre liste con altri
eroi , con camicie diverse.no il mio 25 aprile non ha colori à solo un modo
x ricordarmi che basta poco x diventre eroi ,ma io vorrei che non ci fossero
più eroi come li intendi tu ma solo uomini e donne con idee diverse ma
capaci di collaborare.a te pauletto chiedo cosa tu vuoi .
Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio del torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA.
Il 22 Apr 2006, 23:14, "Woodstock®" <...............@..............> ha
scritto:
> Lo avrai
> camerata Kesselring
> il monumento che pretendi da noi italiani
> ma con che pietra si costruirà
> a deciderlo tocca a noi.
> Non coi sassi affumicati
> dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
> non colla terra dei cimiteri
> dove i nostri compagni giovinetti
> riposano in serenità
> non colla neve inviolata delle montagne
> che per due inverni ti sfidarono
> non colla primavera di queste valli
> che ti videro fuggire.
> Ma soltanto col silenzio del torturati
> Più duro d'ogni macigno
> soltanto con la roccia di questo patto
> giurato fra uomini liberi
> che volontari si adunarono
> per dignità e non per odio
> decisi a riscattare
> la vergogna e il terrore del mondo.
> Su queste strade se vorrai tornare
> ai nostri posti ci ritroverai
> morti e vivi collo stesso impegno
> popolo serrato intorno al monumento
> che si chiama
> ora e sempre
> RESISTENZA.
> anche a te chiedo cosa tu vuoi,dei nuovi eroi che sono tali solo xchè la
loro vita è stroncata x ideali giusti o falsi che siano,o vivere insieme ad
altre persone diverse da me con altre culture ma solo persone.pensaci anche
tu x favore.
> --
> Woodstock®
> http://www.invideoveritas.tk/
per costituzione srl
Meneghini Max: Per costituire una srl, i versamenti da versare nel conto transitorio, ( le
cui ricevute si portano dal notaio) possono essere con assegno bancario o
solo circolare?
Grazie e saluti, Meneghini...
Banche
2
25-10-2006 10.32.50
Domani: Festa della Liberazione dal Nazifascismo.
Woodstock®: Per non dimenticare.
Contro ogni revisionismo storico
http://www.romacivica.net/anpiroma/biografieitalia/biografieitc.htm
http://www.anpi.it/costituzione/cn_250305.htm
...
Borsa
3
24-04-2005 23.26.51
Tutti felici per la liberazione della giornalista......
Pierino: ....... intanto ci ha rimesso la pelle un mediatore del Sismi.......non era
meglio che allora ammazzavano la Sgrena....... non ho capito cosa c'e' da
festeggiare......
Borsa
35
06-03-2005 02.24.35
Il filmato della liberazione!!
~Robin~Hood~: Il filmato della liberazione dei tre ostaggi italiani e
dell'imprenditore polacco Jerzy Kos è un'altra grande bufala,
secondo il solito.
Lo mostra l'inviato del Tg1 a Bagdad,
Monica Maggioni...