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  #1  
Vecchio 02-03-2006, 12.03.31
tino
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Predefinito [OT]Romano Prodi preferisce tacere: «Commentare Diliberto? Meglio di no»,

e quando governeranno?


Alt 02-03-2006, 12.03.31
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  #2  
Vecchio 02-03-2006, 12.27.26
magomerlino
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: [OT]Romano Prodi preferisce tacere: «Commentare Diliberto? Meglio di no»,

del resto non pensando a sinistra come può parlare e commentare con logica
su chi argomenta comunista?
Dottor Bolkenstein, mister Prodi




di Marcello de Angelis




.................................................. .........




"L'ex presidente dell'Iri Romano Prodi, ora candidatosi a leader di un
futuro "centrosinistra", è il tipico rappresentante del gruppo
"neo-veneziano" della finanza internazionale. Egli rappresenta il disegno
tecnocratico della cosiddetta "globalizzazione", cioè la dittatura dei
mercati finanziari internazionali, controllati dalle famiglie oligarchiche
di Ginevra e Londra, che mira a rimpiazzare le istituzioni degli stati
nazionali sovrani". Così apriva una relazione - intitolata "l'oligarchia
fascista (sic!) dal volto democratico" - fatta circolare la bellezza di un
decennio fa da ambienti dell'opposizione Usa, per mettere in guardia la
sinistra italiana dalle mire di controllo delle tecnocrazie anglosassoni. Se
qualcuno avesse fatto tesoro di quegli "avvertimenti", i comunisti e
post-comunisti non si troverebbero, oggi, nell'imbarazzante situazione di
dover giustificare ai propri elettori il sostegno a colui sotto la cui
presidenza la commissione europea ha varato la direttiva Bolkenstein, l'ultimo
colpo mortale allo "statuto dei lavoratori", la cui dismissione iniziò
proprio col primo governo comunista in Italia, guidato da Massimo D'Alema.
Prodi non è un politico - come ricorda la succitata nota - bensì un
"tecnocrate formatosi alla London School of Economics, al Massachusetts
Institute of Technology e all'Università di Palo Alto in California; legato
allo speculatore internazionale George Soros e, fino al 1993, da rapporti di
lavoro con la finanziaria Goldman Sachs". Prodi è stato "senior adviser" di
questa finanziaria di Wall Street fino a quando Ciampi, nel '93 appunto, lo
chiamò all'Iri. Sicuramente ricopriva la carica di alto consigliere
allorquando la Goldman Sachs ebbe un ruolo di primo piano nell'attacco
speculativo del settembre 1992, che portò ad una svalutazione della lira del
30% ed al prosciugamento delle riserve della Banca d'Italia, che fu
costretta a bruciare 48 miliardi di dollari nel vano tentativo di arginare
l'attacco speculativo. La crisi portò anche allo scioglimento del Sistema
Monetario Europeo. Ottime credenziali per uno che il centrosinistra presenta
come l'uomo che dovrebbe portare l'Italia fuori dalla crisi economica...
Daltronde, Frits Bolkenstein, nel gennaio del 1998 era quello che sosteneva
che non si dovesse far entrare l'Italia nell'euro e sosteneva un consiglio a
11 membri (noi esclusi). Furono gli "amici" olandesi del governo Prodi a
sancire quale fosse la ricetta punitiva da imporci perché fossimo accettati
nell'euro. E gli olandesi sapevano comunque che le misure adottate da Prodi
sarebbero state pagate dai governi successivi, tanto che sia il Primo
ministro Kok, che il ministro delle finanze Zalm - compagno di partito di
Bolkenstein - dichiararono alla stampa di non credere che "gli sforzi di
stabilità del governo italiano siano duratori". Ma chi è Frederick
Bolkenstein? Leader del partito liberale olandese, partner dei
socialdemocratici nel governo di centro-sinistra di Wim Kok, poi commissario
europeo al mercato interno con Prodi, è un economista liberale, che, negli
anni '80, è stato ministro del Commercio estero e della Difesa. Ma le sue
credenziali di manager della globalizzazione sono ben più ampie e profonde.
Ha infatti partecipato al 52° incontro del gruppo Bildenberg, che ha avuto
luogo a Stresa nel giugno 2004. E non era una new entry, visto che aveva
partecipato anche a quello di Toronto nel 1996. è stato anche revisore della
seconda più grande industria farmaceutica del mondo, la Merck, Sharp &
Dohme. Al suo curriculum si aggiungono le stellette di presidente dell'Internazionale
liberale, presidente della Atlantic Commission (Olanda), membro della
Mont-Pelerin Society. Frits Bolkenstein è stato anche per 16 anni alla Royal
Shell Dutsch prima di diventare General director della Chemical Shell.
Insomma, un Prodi olandese, però più bravo. E anche più potente. L'impressione
che si ha sui rapporti intercorsi tra i due è che quello che dava le
direttive fosse proprio Frits. In conclusione, però, la domanda resta
legittima: con che faccia il centrosinistra stia adottando come motore di
mobilitazione le proteste contro la direttiva Bolkenstein - stanno partendo
iniziative che coinvolgono tutti, dalla Margherita alla Cgil, passando per
gli anarchici e i ds - quando la direttiva stessa è nata dalla volontà
politica oltreché dalla filosofia economica del loro candidato alla
presidenza del consiglio? Il Prodi pensiero, infatti, si articola su un paio
di tesi che l'economista bolognese ripete incessantemente. La prima è che l'Europa
deve creare un'enorme area di "libero scambio" assieme ai Paesi ex
comunisti - il vecchio progetto di Kissinger, del miliardario "comunista"
Usa Hammer e della Trilateral commission - per rilanciare l'Europa dell'Est.
Secondo Prodi e Soros "dobbiamo consentire che essa si integri col nostro
mercato comune. Allora occorre fare spazio ai loro agricoltori, ai
siderurgici, ai tessili, a quelli della meccanica semplice, in una parola a
quei settori in cui l'Est è capace di produrre. In altre parole, l'Unione
europea devrebbe aprire i suoi mercati a prodotti concorrenziali in virtù
dei più bassi costi di produzione". Tutte queste chicche, Romano Prodi le
consegnava al quotidiano la Repubblica già nel 1994. Tutto perfettamente in
linea con le evoluzioni della politica liberal europea e - ahimè - così
desiderata da Bolkenstein, che con la liberalizzazione dei servizi vuole
abbassare gli standard di protezione sociale ai livelli "competitivi" dei
Paesi di nuovo ingresso, ex comunisti, dove le conquiste sociali,
ovviamente, stanno in netto ritardo... Ma se Prodi è un ideologo
antesignano, Bolkenstein è un operativo e ha le idee chiare su come far sì
che i sogni europei di Romano si realizzino. E infatti è anche fiero
assertore della cancellazione dei contributi europei all'agricoltura e dei
fondi di solidarietà. Lo schema è logico e semplice e chiarisce il
significato che il nuovo centrosinistra dà al termine "progressista": la
parte più benestante del mondo deve "progressivamente" cedere quote di
mercato ai Paesi meno evoluti, rinunciando alle produzioni elementari per
"finanziarizzarsi" sempre di più. Le multinazionali si occuperanno di
gestire le produzioni del Terzo mondo commercializzandole nel nostro
mercato. "Progressivamente" gli standard di lavoro si verranno incontro... I
nostri degenerando ed i loro evolvendo, fino ad un punto di equilibrio che
crei un maggiore profitto al vertice. Come diceva Guareschi, "si può essere
un comunista in buona fede e si può essere un comunista intelligente; le
cose insieme, mai".


 

Tags
diliberto, otromano, preferisce, prodi, tacere, «commentare
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