Bush stima deciso aumento deficit federale nel 2006
La Casa Bianca statunitense, per mezzo del proprio prosedente Geroge W.
Bush, ha
stimato nel proprio documento di budget relativamente al 2006 un deficit
federale
in crescita a 423 miliardi di dollari, il 3,2% del prodotto interno lordo
del
paese. Il dato è abbondantemente superiore ai 318 miliardi di euro dello
scorso
anno (2,6% del PIL). Per quanto riguarda il budget 2007 Bush ha chiesto al
congresso di autorizzare una spesa di 2.770 miliardi di dollari con maggiori
fondi per alcuni settori ritenuti strategici, quali quello della difesa
interna.
Che Bush sia una persona assolutamente inresponsabile ne
avevamo avuto coscienza più volte.
Io credo che questo annunciato da Bush sia un gioco molto
pericoloso.
I deficit gemelli; spingere ulteriormente sulla spesa in deficit
benchè si parli genericamente di settori strategici, credo sia
molto pericoloso perchè si rischia di drogare un economia
che non ha di molto bisogno di "aiuti" per crescere, vista
l'elevata dinamicità che da sempre la contraddistingue.
Il risultato è quello d'andare a spingere ancor di più sugli
squilibri per altro già di molto preoccupanti.
A questo punto, se questo è l'intendimento di Bush per gli
anni futuri, non vi è altra soluzione che lasciar svalutare il
dollaro, cosa che per altro sarebbe naturale; unico modo
per tentare di arginare il deficit delle partite correnti; ma
vi saranno ancora investitori disposti a finanziare il deficit
federale? Probabilmente si, almeno fin quando la bolla
immobiliare si immagina essere sotto controllo.
Ma attenzione, se qualche anno fà gli states era l'unica
economia capace di attrarre ingenti capitali vista la certezza
in una buona remunerazione, oggi vi sono altre realtà
economiche, come Cina, India, ed il Giappone che torna
a ruggire. E allora siamo ancora sicuri che il circolo virtuoso
statunitense abbia ancora lunga vita!?
Io consiglierei di cominciare a valutare un atterraggio morbido
per l'economia statunitense, ed ho impressione che la sola
politica monetaria non può bastare, visto che gli squilibri
dell'economia statunitense non sono solamente di carattere
monetario. La politica fiscale deve fare la sua parte, e non
credo che gli intenti di Bush vadano in favore di un atterraggio
morbido.
Comunque, a prescindere queste mie considerazioni, a breve,
la svalutazione del dollaro comporterebbe tre problemi immediati:
- i partner europei che da sempre basano la loro economia
sull'export, saranno disposti a sostenere una svalutazione del
dollaro, con impatto sul proprio export?!
Il problema stà nel fatto che una politica fiscale come
quella annunciata da Bush, a fronte d'un resto del mondo
non certo in gran salute (come sempre) può portare a delle
conseguenze molto destabilizzanti in molte economie mondiali.
Ma supponiamo anche questa considerazione neutralizzata:
- la presenza della cina, principale partner commerciale statunitense,
ed il suo cambio "molto amministrato", non permetterebbe alla
svalutazione del dollaro d'attivare quel riequilibrio assolutamente
necessario sia per gli states, sia per la cina, che a sua volta stà
portando la sua economia in palese squilibrio dovuto al fatto che
la sua produzione è orientata nella maggior parte verso l'export.
Ma supponendo anche questa considerazione non veritiera:
- una svalutazione del dollaro sarebbe sufficiente a riequilibrare
(almeno in parte) il deficit delle partite correnti degli states.
E di quanto dovrebbe svalutare il dollaro per invertire il trend
delle partite correnti.
Quando si analizza la bilancia commerciale d'un paese, sopratutto
grande e dinamico come quello statunitense, non si può prescindere
dalla composizione stessa dell'export e dell'import.
L'impressione che si và accreditando sui mercati finanziari internazionali
è nell'intrinseca elasticità dell'export statunitense, a fronte d'una
particolare inelasticità dell'import, per la maggior parte basato su
prodotti oil e per questo inelastico per definizione.
Questo porta ad una conclusione ovvia, della quale si è avuta dimostrazione
nell'ultimo "tentativo" di svalutazione del dollaro; la maggior spesa si
scarica immediatamente sulla bilancia commerciale, ovviamente in senso
peggiorativo; il tasso di cambio del dollaro non ha un eguale efficacia
sulla bilancia commerciale, e questo è dovuto all'intrinseca inelasticità
dell'import al tasso di cambio.
Aggiungiamo che, a questi livelli degli indici di borsa,
gli utili aziendali sono in diminuzione, le famiglie statunitensi sono
enormemente indebitate, un aumento della spesa federale, si
scaricherebbe ancor di più sui valori degli immobili, e data la
grande propensione degli statunitensi a consumare, sui consumi
in beni durevoli.
Probabilmente il tutto nel breve periodo, porterebbe ad una
prosecuzione dell'illusione di benessere, ma non vi è dubbio alcuno
che gli squilibri si aggraverebbero maggiormente, da una situazione
già di molto compromessa.
I mercati imparano troppo velocemente nel convivere in situazione
di squilibri pericolosi: le crisi avvengono in modo inaspettato repentino,
ingiustificato; solo dopo, a posteriori si capisce che la situazione era
insostenibile. I mercati hanno memoria corta, altrimenti non si
spiegherebbe un titolo come Google a questi prezzi!
Giochi pericolosi!
"Bigmeme" <Bigmeme@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:43e9e88c$0$5985$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> Io credo che questo annunciato da Bush sia un gioco molto pericoloso.
lui è come il nostro (fatte le debite proporzioni, ovvio). L'importante è
che non gli scoppi nulla in mano fin che siede sul cadreghino, del dopo non
gli frega niente..
Progetti in corso Pericolosi e Devastanti.
~ Robiñ Hood ~: L’Italia, sia pure attraverso elezioni legittime, è caduta preda
del peggior governo nella storia della Repubblica.
Questo governo, forte di uno spaventoso conflitto di interessi,
del totale...
Borsa
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26-09-2004 18.45.17
ETF pericolosi ??
edomar: Cosa ne pensate ?? Basati su DJ oppure Eurostock ??
Ho fatto due prove leggermente positive ma non conosco tali strumenti.
Un consiglio sarebbe MOLTO gradito. Ringrazio