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Vecchio 23-01-2006, 19.13.32
Pirrone lo scettico
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Predefinito X MAS, assassini!

Ecco chi era Borghese, un coglione!

Cmq FDC ha ragione: Tito era una grande e i suoi uomini hanno un'unica
colpa, quella di non avermi sterminati tutti come meritavate!

------------------

La verità sul golpe Borghese... 35 anni dopo
Inchiesta di Raitre "La storia siamo noi": le carte della Cia e le nuove
testimonianze sulla notte di "Tora-Tora"; Giulio Andreotti, il ruolo della
P2 e l'occupazione del Viminale

di Saverio Ferrari/ Liberazione 7/12/2005

A seguito della decisioni, nel 1999 e nel 2000, dell'allora presidente
degli Stati Uniti, Bill Clinton, di desecretare documenti, fino a quel
momento inaccessibili, custoditi dalla Central Intelligence Agency, meglio
nota come Cia, e dal suo predecessore, l'Oss (Office of strategic
services), alcune pagine della storia italiana, in questo dopoguerra,
dovranno necessariamente essere riscritte.
Fra queste, anche il tentato colpo di Stato, nella notte fra il 7 e l'8
dicembre del 1970, organizzato dal "principe nero" Junio Valerio Borghese,
al centro anche di una approfondita inchiesta nella trasmissione di
RaiTre, "La storia siamo noi" condotta da Giovanni Minoli, in onda lunedì
scorso in tarda serata. In questa puntata, di particolare interesse, le
confessioni di uno dei partecipanti al golpe, l'ormai settantenne Adriano
Monti, ex medico di Rieti, in predicato di essere nominato, dai
congiurati, nientemeno che ministro degli Esteri.
Dal suo racconto, 35 anni dopo, squarci di luce su un avvenimento, che in
Italia si cercò di far passare come il delirio inoffensivo di qualche
ufficiale in pensione. Un "colpo da operetta", si disse. Spunto, non a
caso, qualche anno dopo, anche di un divertente film, "Vogliamo i
colonnelli", interpretato da Ugo Tognazzi.


Il consenso americano


Ricostruendo i lunghi preparativi della notte di "Tora-Tora", così
chiamata in codice dai golpisti, Adriano Monti, non solo ha testimoniato
del consenso dato dagli americani al progetto, ma anche la condizione, da
loro posta per aderirvi, e cioè la nomina a capo della giunta militare di
Giulio Andreotti.
Una rivelazione clamorosa, ma non così infondata. Fu, infatti, proprio
Giulio Andreotti nel 1974, in veste di ministro della Difesa, ad
impegnarsi nella cancellazione dai dossier informativi, approntati dai Sid
per la magistratura, i nomi degli alti ufficiali piduisti coinvolti nei
piani eversivi di quella notte, tra gli altri, di Giovanni Torrisi,
successivamente nominato capo di Stato maggiore della Difesa, ma anche
dello stesso Licio Gelli, il cui incarico, si scoprì, consisteva nel
rapimento, alla guida di un gruppo di armati, del presidente della
Repubblica Giuseppe Saragat.


Julio Valero Borghese


Nelle parole di Adriano Monti anche la storia degli incontri in Spagna con
Otto Skorzeny, passato alla storia come il "liberatore" al Gran Sasso di
Benito Mussolini, il 12 settembre del 1943, ma soprattutto uno degli
organizzatori di "Odessa", la rete di salvataggio approntata nel
dopoguerra dai criminali nazisti. Venne reclutato, ci dice Monti, dalla
Cia come molti altri.
Non fu dunque un caso che al centro del tentato colpo di Stato, nella
notte tra il 7 e l'8 dicembre, si trovasse una figura del calibro di Junio
Valerio Borghese.
Come ormai risulta dagli stessi documenti americani, l'ex- comandante
della "Decima Mas", fu reclutato dagli Stati Uniti, ancor prima della fine
della guerra, e successivamente utilizzato, insieme ad ex-appartenenti
alle formazioni militari della RSI e agenti dell'Ovra, per operazioni
"coperte". La prima fu a Portella della Ginestra , il 1° maggio del 1947,
dove squadre di ex-fascisti, unitamente a gruppi di mafiosi e ai banditi
di Salvatore Giuliano, spararono, su una folla di contadini, uccidendo 11
persone e ferendone altre 57.
Dopo una lunga militanza nel Msi, dove ricoprì, negli anni '50, anche
l'incarico di presidente del partito, la sua ultima creatura fu nel 1968
il Fronte Nazionale, in realtà un coordinamento delle principali
organizzazioni della destra extraparlamentare, da Ordine Nuovo a
Avanguardia Nazionale, in funzione del colpo di Stato.
Finanziato da alcuni non trascurabili settori imprenditoriali, soprattutto
liguri, il Fronte Nazionale puntò, nel meridione, ad alimentare la rivolta
di Reggio Calabria, dando vita, in particolare attraverso Avanguardia
Nazionale, ad una campagna di attentati. Intensi anche i rapporti con la
mafia siciliana e la 'ndrangheta calabrese, di cui si tentò anche un
coinvolgimento nei piani golpisti. In anni recenti pentiti di queste
organizzazioni criminali hanno anche svelato retroscena importanti, come
la partecipazione il 22 luglio 1970 al deragliamento della "Freccia del
Sud" (6 morti e 54 feriti), poco dopo l'inizio della rivolta di Reggio
Calabria.


La palestra di Via Eleniana


Tornando al golpe, secondo il rapporto della Questura di Roma, nella notte
tra il 7 e l'8 dicembre 1970: «Alcune centinaia di individui erano stati
concentrati nella palestra di Via Eleniana, nelle sedi del Fronte
Nazionale, di Avanguardia Nazionale, di Ordine Nuovo, del movimento
politico Europa Civiltà, in prossimità dell'abitazione di Reitano Antonio,
esponente dell'associazione universitaria di destra Fronte Delta, nello
studio commerciale di Rosa Mario (dove si trovava il "comando politico",
ndr), nell'ufficio di Orlandini Remo, a Montesacro (dove si trovava il
"centro operativo", ndr)».
L'operazione rientrò all'ultimo momento, quando già il Viminale era stato
occupato dagli uomini di Alleanza Nazionale ed erano in marcia le colonne
dei cospiratori, non solo a Roma, ma anche nel Lazio, oltre che in
Liguria, Umbria e Veneto. Diverse migliaia di persone, tra civili e
militari.
Uno scenario ben diverso dal quel «conciliabolo di 4-5 sessantenni» che si
cercò di accreditare anni dopo.


Le condanne miti


La Corte d'Assise di Roma ricostruì la vicenda in modo assai riduttivo,
grazie soprattutto al ruolo svolto dal pm Claudio Vitalone. Si escluse che
il piano avesse carattere nazionale. Il golpe venne definito come un atto
«iscritto in un disegno lucido» ma «velleitario», nonostante esponenti di
Avanguardia Nazionale fossero penetrati, con il consenso dei Carabinieri,
fin dentro il ministero degli Interni, impossessandosi di ben 200 mitra.
Si evitò di collegare fra loro i diversi progetti eversivi, si pensi alla
"Rosa dei Venti", e, soprattutto, si lasciò nel buio più completo il ruolo
giocato dai servizi segreti ed i rapporti con le Forze Armate.
Inutile dire che, dopo aver fatto cadere il delitto di insurrezione armata
contro lo Stato, le assoluzioni riguardarono la maggior parte degli
imputati e le poche condanne comminate (per cospirazione politica e
associazione a delinquere) furono assai miti. La Corte d'Assise d'Appello
nel novembre 1984 assolse comunque definitivamente tutti da ogni accusa.
Il 24 marzo 1986 la Cassazione confermò definitivamente l'assoluzione
generale. Per la giustizia, il golpe Borghese non era mai avvenuto.
Il "principe nero" non venne mai processato, fuggito in Spagna nel marzo
del 1971, quando in seguito all'inchiesta giudiziaria esplose la notizia
del tentato golpe, morì nel 1974 in circostanze mai chiarite. Si parlò
anche di un suo possibile avvelenamento.

Alt 23-01-2006, 19.13.32
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  #2  
Vecchio 23-01-2006, 23.36.55
Stefano
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: X MAS, assassini!

Non meriti risposta ....sei un idiota che riporta senza
conoscere.....mi piacerebbe sapere dove eri allora, forse in qualche
fogan a tremare......

 

Tags
assassini
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Discussione Forum Risposte Ultimo messaggio
AMERICANI ASSASSINI!
???: VIGLIACCHI, SFOGARSI SU DONNE E BAMBINI! VIGLIACCHI COME I FASCISTI ITALIANI CHE VI SOSTENGONO! SUBITO A MORTE I PORCI MERCENARI ITALIANI!
Borsa 10 04-05-2004 16.59.35



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