Andate a questo indirizzo e date una occhiata al grafico del consumo di
energia reale e previsto per la giornata di oggi.
Alle 3:20, l'ora del black out il consumo di energia è vicinissimo ai minimi
di giornata, a meno di 21'000 Mw. Questi minimi sono molto inferiori a
quelli di un giorno feriale dove alla stessa ora si tocca il minimo di
giornata che è di oltre 24'000 Mw in questa stagione.
La produzione italiana a fine luglio (con il Po' in secca e molte centrali
che marciavano a ritmo ridotto e altre ferme del tutto) era attorno ai
45'000 Mw.
Se a luglio ciò ci rendeva dipendenti dall'estero, al momento tale
produzione sarebbe del tutto sufficiente anche nei momenti di picco dei
consumi dei giorni feriali.
Quindi i capoccioni ci possono raccontare quello che gli pare, ma non
possono venirci a dire che c'è stato il blackout perchè in Italia mancano le
centrali o perchè la Francia ha interrotto l'erogazione dell'energia (la
Francia in questo periodo mette a disposizione 2400 Mw e altri 2500 li mette
a disposizione la svizzera) e pretendere che noi ci si creda.
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:_FFdb.184377$R32.5957224@news2.tin.it...
> http://www.grtn.it/ita/sistemaelettr...dure/bilan.asp
>
> Andate a questo indirizzo e date una occhiata al grafico del consumo di
> energia reale e previsto per la giornata di oggi.
>
> Alle 3:20, l'ora del black out il consumo di energia è vicinissimo ai
minimi
> di giornata, a meno di 21'000 Mw. Questi minimi sono molto inferiori a
> quelli di un giorno feriale dove alla stessa ora si tocca il minimo di
> giornata che è di oltre 24'000 Mw in questa stagione.
>
> La produzione italiana a fine luglio (con il Po' in secca e molte centrali
> che marciavano a ritmo ridotto e altre ferme del tutto) era attorno ai
> 45'000 Mw.
> Se a luglio ciò ci rendeva dipendenti dall'estero, al momento tale
> produzione sarebbe del tutto sufficiente anche nei momenti di picco dei
> consumi dei giorni feriali.
>
> Quindi i capoccioni ci possono raccontare quello che gli pare, ma non
> possono venirci a dire che c'è stato il blackout perchè in Italia mancano
le
> centrali o perchè la Francia ha interrotto l'erogazione dell'energia (la
> Francia in questo periodo mette a disposizione 2400 Mw e altri 2500 li
mette
> a disposizione la svizzera) e pretendere che noi ci si creda.
noneeeeeeee è caduto l'albero (della cuccagna coi salami, i prosciutti,
le caciotte) sui cavi!
non senti i notiziari ?
sono stati gli alberi o l'albero. come ......nel.... macbeth la foresta che
cammina.
questa rompe i cavi oltre che i ca.............vi !
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:_FFdb.184377$R32.5957224@news2.tin.it...
> http://www.grtn.it/ita/sistemaelettr...dure/bilan.asp
>
> Andate a questo indirizzo e date una occhiata al grafico del consumo di
> energia reale e previsto per la giornata di oggi.
>
> Alle 3:20, l'ora del black out il consumo di energia è vicinissimo ai
minimi
> di giornata, a meno di 21'000 Mw. Questi minimi sono molto inferiori a
> quelli di un giorno feriale dove alla stessa ora si tocca il minimo di
> giornata che è di oltre 24'000 Mw in questa stagione.
>
> La produzione italiana a fine luglio (con il Po' in secca e molte centrali
> che marciavano a ritmo ridotto e altre ferme del tutto) era attorno ai
> 45'000 Mw.
> Se a luglio ciò ci rendeva dipendenti dall'estero, al momento tale
> produzione sarebbe del tutto sufficiente anche nei momenti di picco dei
> consumi dei giorni feriali.
>
> Quindi i capoccioni ci possono raccontare quello che gli pare, ma non
> possono venirci a dire che c'è stato il blackout perchè in Italia mancano
le
> centrali o perchè la Francia ha interrotto l'erogazione dell'energia (la
> Francia in questo periodo mette a disposizione 2400 Mw e altri 2500 li
mette
> a disposizione la svizzera) e pretendere che noi ci si creda.
noneeeeeeee è caduto l'albero (della cuccagna coi salami, i prosciutti,
le caciotte) sui cavi!
non senti i notiziari ?
sono stati gli alberi o l'albero. come ......nel.... macbeth la foresta che
cammina.
questa rompe i cavi oltre che i ca.............vi !
> Quindi i capoccioni ci possono raccontare quello che gli pare, ma non
> possono venirci a dire che c'è stato il blackout perchè in Italia
> mancano le centrali o perchè la Francia ha interrotto l'erogazione
> dell'energia (la Francia in questo periodo mette a disposizione 2400
> Mw e altri 2500 li mette a disposizione la svizzera) e pretendere che
> noi ci si creda.
> Quindi i capoccioni ci possono raccontare quello che gli pare, ma non
> possono venirci a dire che c'è stato il blackout perchè in Italia
> mancano le centrali o perchè la Francia ha interrotto l'erogazione
> dell'energia (la Francia in questo periodo mette a disposizione 2400
> Mw e altri 2500 li mette a disposizione la svizzera) e pretendere che
> noi ci si creda.
Forse la notte le centrali termoelettriche nostrane vengono regolate in modo
da produrre meno energia. E' piu' conveniente tenere costante il flusso
energetico francese, costa di meno ed il risparmio ottenuto si traduce in
denaro sonante. Ovviamente se viene a mancare di colpo l'apporto energetico
il sistema non puo' recuperare e crolla.
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:_FFdb.184377$R32.5957224@news2.tin.it...
> http://www.grtn.it/ita/sistemaelettr...dure/bilan.asp
>
> Andate a questo indirizzo e date una occhiata al grafico del consumo di
> energia reale e previsto per la giornata di oggi.
>
> Alle 3:20, l'ora del black out il consumo di energia è vicinissimo ai
minimi
> di giornata, a meno di 21'000 Mw. Questi minimi sono molto inferiori a
> quelli di un giorno feriale dove alla stessa ora si tocca il minimo di
> giornata che è di oltre 24'000 Mw in questa stagione.
>
> La produzione italiana a fine luglio (con il Po' in secca e molte centrali
> che marciavano a ritmo ridotto e altre ferme del tutto) era attorno ai
> 45'000 Mw.
> Se a luglio ciò ci rendeva dipendenti dall'estero, al momento tale
> produzione sarebbe del tutto sufficiente anche nei momenti di picco dei
> consumi dei giorni feriali.
>
> Quindi i capoccioni ci possono raccontare quello che gli pare, ma non
> possono venirci a dire che c'è stato il blackout perchè in Italia mancano
le
> centrali o perchè la Francia ha interrotto l'erogazione dell'energia (la
> Francia in questo periodo mette a disposizione 2400 Mw e altri 2500 li
mette
> a disposizione la svizzera) e pretendere che noi ci si creda.
>
>
>
Forse la notte le centrali termoelettriche nostrane vengono regolate in modo
da produrre meno energia. E' piu' conveniente tenere costante il flusso
energetico francese, costa di meno ed il risparmio ottenuto si traduce in
denaro sonante. Ovviamente se viene a mancare di colpo l'apporto energetico
il sistema non puo' recuperare e crolla.
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:_FFdb.184377$R32.5957224@news2.tin.it...
> http://www.grtn.it/ita/sistemaelettr...dure/bilan.asp
>
> Andate a questo indirizzo e date una occhiata al grafico del consumo di
> energia reale e previsto per la giornata di oggi.
>
> Alle 3:20, l'ora del black out il consumo di energia è vicinissimo ai
minimi
> di giornata, a meno di 21'000 Mw. Questi minimi sono molto inferiori a
> quelli di un giorno feriale dove alla stessa ora si tocca il minimo di
> giornata che è di oltre 24'000 Mw in questa stagione.
>
> La produzione italiana a fine luglio (con il Po' in secca e molte centrali
> che marciavano a ritmo ridotto e altre ferme del tutto) era attorno ai
> 45'000 Mw.
> Se a luglio ciò ci rendeva dipendenti dall'estero, al momento tale
> produzione sarebbe del tutto sufficiente anche nei momenti di picco dei
> consumi dei giorni feriali.
>
> Quindi i capoccioni ci possono raccontare quello che gli pare, ma non
> possono venirci a dire che c'è stato il blackout perchè in Italia mancano
le
> centrali o perchè la Francia ha interrotto l'erogazione dell'energia (la
> Francia in questo periodo mette a disposizione 2400 Mw e altri 2500 li
mette
> a disposizione la svizzera) e pretendere che noi ci si creda.
>
>
>
Nel giorno Sun, 28 Sep 2003 18:22:50 GMT, un tale di nome "Neo"
<Neo@The.Matrix> ha scritto:
>http://www.grtn.it/ita/sistemaelettr...dure/bilan.asp
>
>Andate a questo indirizzo e date una occhiata al grafico del consumo di
>energia reale e previsto per la giornata di oggi.
>
>Alle 3:20, l'ora del black out il consumo di energia è vicinissimo ai minimi
>di giornata, a meno di 21'000 Mw. Questi minimi sono molto inferiori a
>quelli di un giorno feriale dove alla stessa ora si tocca il minimo di
>giornata che è di oltre 24'000 Mw in questa stagione.
>
>La produzione italiana a fine luglio (con il Po' in secca e molte centrali
>che marciavano a ritmo ridotto e altre ferme del tutto) era attorno ai
>45'000 Mw.
>Se a luglio ciò ci rendeva dipendenti dall'estero, al momento tale
>produzione sarebbe del tutto sufficiente anche nei momenti di picco dei
>consumi dei giorni feriali.
>
>Quindi i capoccioni ci possono raccontare quello che gli pare, ma non
>possono venirci a dire che c'è stato il blackout perchè in Italia mancano le
>centrali o perchè la Francia ha interrotto l'erogazione dell'energia (la
>Francia in questo periodo mette a disposizione 2400 Mw e altri 2500 li mette
>a disposizione la svizzera) e pretendere che noi ci si creda.
>
Beh... questo conferma la mia teoria (che avevo lanciato per deduzione).
Parlare di costruire centrali non ha senso, se si importa energia anche
quando le centrali italiane basterebbero (e avanzerebbero). Viceversa, credo
che, probabilmente, una breve interruzione dall'estero ci sia stata
(mandando in tilt la rete). E' giusto quindi che di notte le centrali
vengono "spente" o mandate a "meta'" continuando a importare energia
dall'estero ? Si, da un punto di vista economico. Ma allora... che cazzo
parlano di costruire centrali ? Solo per un sovraccarico di 15 giorni
all'anno ?
Nel giorno Sun, 28 Sep 2003 18:22:50 GMT, un tale di nome "Neo"
<Neo@The.Matrix> ha scritto:
>http://www.grtn.it/ita/sistemaelettr...dure/bilan.asp
>
>Andate a questo indirizzo e date una occhiata al grafico del consumo di
>energia reale e previsto per la giornata di oggi.
>
>Alle 3:20, l'ora del black out il consumo di energia è vicinissimo ai minimi
>di giornata, a meno di 21'000 Mw. Questi minimi sono molto inferiori a
>quelli di un giorno feriale dove alla stessa ora si tocca il minimo di
>giornata che è di oltre 24'000 Mw in questa stagione.
>
>La produzione italiana a fine luglio (con il Po' in secca e molte centrali
>che marciavano a ritmo ridotto e altre ferme del tutto) era attorno ai
>45'000 Mw.
>Se a luglio ciò ci rendeva dipendenti dall'estero, al momento tale
>produzione sarebbe del tutto sufficiente anche nei momenti di picco dei
>consumi dei giorni feriali.
>
>Quindi i capoccioni ci possono raccontare quello che gli pare, ma non
>possono venirci a dire che c'è stato il blackout perchè in Italia mancano le
>centrali o perchè la Francia ha interrotto l'erogazione dell'energia (la
>Francia in questo periodo mette a disposizione 2400 Mw e altri 2500 li mette
>a disposizione la svizzera) e pretendere che noi ci si creda.
>
Beh... questo conferma la mia teoria (che avevo lanciato per deduzione).
Parlare di costruire centrali non ha senso, se si importa energia anche
quando le centrali italiane basterebbero (e avanzerebbero). Viceversa, credo
che, probabilmente, una breve interruzione dall'estero ci sia stata
(mandando in tilt la rete). E' giusto quindi che di notte le centrali
vengono "spente" o mandate a "meta'" continuando a importare energia
dall'estero ? Si, da un punto di vista economico. Ma allora... che cazzo
parlano di costruire centrali ? Solo per un sovraccarico di 15 giorni
all'anno ?
In it.economia.borsa l'illustrissimo "Gioave" <sline40@hotmail.com> ha
scritto:
>Forse la notte le centrali termoelettriche nostrane vengono regolate in modo
>da produrre meno energia. E' piu' conveniente tenere costante il flusso
>energetico francese, costa di meno ed il risparmio ottenuto si traduce in
>denaro sonante. Ovviamente se viene a mancare di colpo l'apporto energetico
>il sistema non puo' recuperare e crolla.
Oh... mi sa che qualcuno allora ha centrato il problema.
Credo che l'importazione di energia dalla francia\spagna sia costante tutto
l'anno night&day, e questo per un fatto di economicità.
quindi mi è parso di capire che molte centrali italiane di notte siano quasi
in standby, dato che i MW importati risultano + che sufficenti.
Essendo venuti a mancare questi MW necessari, seppur pochi, la rete ha avuto
il suo collasso.
Il discorso di centrali nuove, ha senso per poter evitare questa gestione
della produzione di MW in funzione della erogazione costante di energia.
Anche io penso che il referendum del nucleare sia stato un errore guidato
demagogicamente dal solito oscurantismo italiano, ma a questo punto (dopo 15
anni di caccia alle streghe nucleari) l'italia è rimasta indietro
tecnologicamente sul nucleare.
Sarebbe quindi forse una saggia decisione investire finanziamenti su un campo
innovativo, quale quello delle enegie alternative, in modo da poter creare un
valore aggiunto nel know-how tecnologico italiano.
In it.economia.borsa l'illustrissimo "Gioave" <sline40@hotmail.com> ha
scritto:
>Forse la notte le centrali termoelettriche nostrane vengono regolate in modo
>da produrre meno energia. E' piu' conveniente tenere costante il flusso
>energetico francese, costa di meno ed il risparmio ottenuto si traduce in
>denaro sonante. Ovviamente se viene a mancare di colpo l'apporto energetico
>il sistema non puo' recuperare e crolla.
Oh... mi sa che qualcuno allora ha centrato il problema.
Credo che l'importazione di energia dalla francia\spagna sia costante tutto
l'anno night&day, e questo per un fatto di economicità.
quindi mi è parso di capire che molte centrali italiane di notte siano quasi
in standby, dato che i MW importati risultano + che sufficenti.
Essendo venuti a mancare questi MW necessari, seppur pochi, la rete ha avuto
il suo collasso.
Il discorso di centrali nuove, ha senso per poter evitare questa gestione
della produzione di MW in funzione della erogazione costante di energia.
Anche io penso che il referendum del nucleare sia stato un errore guidato
demagogicamente dal solito oscurantismo italiano, ma a questo punto (dopo 15
anni di caccia alle streghe nucleari) l'italia è rimasta indietro
tecnologicamente sul nucleare.
Sarebbe quindi forse una saggia decisione investire finanziamenti su un campo
innovativo, quale quello delle enegie alternative, in modo da poter creare un
valore aggiunto nel know-how tecnologico italiano.
>
> Forse la notte le centrali termoelettriche nostrane vengono regolate
> in modo da produrre meno energia.
>
E' certamente così.
>
> E' piu' conveniente tenere costante
> il flusso energetico francese, costa di meno ed il risparmio ottenuto
> si traduce in denaro sonante.
>
Ovvio e raginevole
>
> Ovviamente se viene a mancare di colpo
> l'apporto energetico il sistema non puo' recuperare e crolla.
>
Questo invece mi pare già molto meno ovvio.
Nessun sistema così complesso ed importante come la rete elettrica di un
paese come l'Italia viene gestito senza tenere conto di possibili guasti.
Ci possono essere circostanze particolarmente sfortunate (guasti multipli
contemporanei) in cui la ridondanza normalmente prevista risulta
insufficiente e provoca eventi eccezionali come i blackout a catena, ma se
il guasto su una singola linea può provocare un macello del genere è perchè
qualcuno ha sbagliato qualcosa, secondo me.
E, sempre secondo me, sarebbe importante innanzi tutto sapere cosa
esattamente è successo e quale è stato eventualmente lo sbaglio.
Ma il punto del raginamento è un'altro.
Questo guasto è avvenuto in circostanze in cui la capacità produttiva
Italiana è già largamente sovrabbondante e sfido chunque a dimostrare che la
costruzione di nuove centrali possa evitare questo tipo di problemi in
futuro.
Il sillogismo che ci stanno da più parti propinando "se avessimo avuto più
centrali non ci sarebbe stato il blackout" è un insulto alla nostra
intelligenza ed al nostro buon senso.
Aveva un certo senso parlare di nuove centrali in relazione a quanto
avvenuto a luglio (a causa di eventi eccezionali la capacità produttiva in
quel periodo è risultata insufficiente), ma farlo in relazione a quanto
successo oggi è una totale idiozia.
>
> Forse la notte le centrali termoelettriche nostrane vengono regolate
> in modo da produrre meno energia.
>
E' certamente così.
>
> E' piu' conveniente tenere costante
> il flusso energetico francese, costa di meno ed il risparmio ottenuto
> si traduce in denaro sonante.
>
Ovvio e raginevole
>
> Ovviamente se viene a mancare di colpo
> l'apporto energetico il sistema non puo' recuperare e crolla.
>
Questo invece mi pare già molto meno ovvio.
Nessun sistema così complesso ed importante come la rete elettrica di un
paese come l'Italia viene gestito senza tenere conto di possibili guasti.
Ci possono essere circostanze particolarmente sfortunate (guasti multipli
contemporanei) in cui la ridondanza normalmente prevista risulta
insufficiente e provoca eventi eccezionali come i blackout a catena, ma se
il guasto su una singola linea può provocare un macello del genere è perchè
qualcuno ha sbagliato qualcosa, secondo me.
E, sempre secondo me, sarebbe importante innanzi tutto sapere cosa
esattamente è successo e quale è stato eventualmente lo sbaglio.
Ma il punto del raginamento è un'altro.
Questo guasto è avvenuto in circostanze in cui la capacità produttiva
Italiana è già largamente sovrabbondante e sfido chunque a dimostrare che la
costruzione di nuove centrali possa evitare questo tipo di problemi in
futuro.
Il sillogismo che ci stanno da più parti propinando "se avessimo avuto più
centrali non ci sarebbe stato il blackout" è un insulto alla nostra
intelligenza ed al nostro buon senso.
Aveva un certo senso parlare di nuove centrali in relazione a quanto
avvenuto a luglio (a causa di eventi eccezionali la capacità produttiva in
quel periodo è risultata insufficiente), ma farlo in relazione a quanto
successo oggi è una totale idiozia.
> E, sempre secondo me, sarebbe importante innanzi tutto sapere cosa
> esattamente è successo e quale è stato eventualmente lo sbaglio.
Lo sbaglio e' quello di non avere una capacita' produttiva
sufficiente...
> Ma il punto del raginamento è un'altro.
>
> Questo guasto è avvenuto in circostanze in cui la capacità produttiva
> Italiana è già largamente sovrabbondante e sfido chunque a dimostrare che la
> costruzione di nuove centrali possa evitare questo tipo di problemi in
> futuro.
Se la corrente che utilizziamo di notte arriva su pochi elettrodotti
attraverso le alpi, produrla in italia risolverebbe "quel" problema,
magari poi creandone degli altri...
> Il sillogismo che ci stanno da più parti propinando "se avessimo avuto più
> centrali non ci sarebbe stato il blackout" è un insulto alla nostra
> intelligenza ed al nostro buon senso.
Se una centrale elettrica e' ferma, e' ferma. La tua intelligenza e il
tuo buon senso non ti dicono quante ore ci vogliono a riavviare una
centrale elettrica spenta?
Vicino a casa mia ci sono due centrali idroelettriche, in questo momento
sono ferme, per manutenzione, credo. Ci vuole un'ora solo per aprire le
chiuse che alimentano le condotte delle turbine!
> Aveva un certo senso parlare di nuove centrali in relazione a quanto
> avvenuto a luglio (a causa di eventi eccezionali la capacità produttiva in
> quel periodo è risultata insufficiente), ma farlo in relazione a quanto
> successo oggi è una totale idiozia.
Se la catena di eventi e' quella prospettata (fornitura dall'estero
costante su pochi elettrodotti e centrali elettriche italiane quasi
tutte spente) non e' affatto una idiozia.
Piuttosto e' da chiedersi come mai la produzione di corrente elettrica
in italia sia cosi' costosa, quasi il doppio della media europea!
> E, sempre secondo me, sarebbe importante innanzi tutto sapere cosa
> esattamente è successo e quale è stato eventualmente lo sbaglio.
Lo sbaglio e' quello di non avere una capacita' produttiva
sufficiente...
> Ma il punto del raginamento è un'altro.
>
> Questo guasto è avvenuto in circostanze in cui la capacità produttiva
> Italiana è già largamente sovrabbondante e sfido chunque a dimostrare che la
> costruzione di nuove centrali possa evitare questo tipo di problemi in
> futuro.
Se la corrente che utilizziamo di notte arriva su pochi elettrodotti
attraverso le alpi, produrla in italia risolverebbe "quel" problema,
magari poi creandone degli altri...
> Il sillogismo che ci stanno da più parti propinando "se avessimo avuto più
> centrali non ci sarebbe stato il blackout" è un insulto alla nostra
> intelligenza ed al nostro buon senso.
Se una centrale elettrica e' ferma, e' ferma. La tua intelligenza e il
tuo buon senso non ti dicono quante ore ci vogliono a riavviare una
centrale elettrica spenta?
Vicino a casa mia ci sono due centrali idroelettriche, in questo momento
sono ferme, per manutenzione, credo. Ci vuole un'ora solo per aprire le
chiuse che alimentano le condotte delle turbine!
> Aveva un certo senso parlare di nuove centrali in relazione a quanto
> avvenuto a luglio (a causa di eventi eccezionali la capacità produttiva in
> quel periodo è risultata insufficiente), ma farlo in relazione a quanto
> successo oggi è una totale idiozia.
Se la catena di eventi e' quella prospettata (fornitura dall'estero
costante su pochi elettrodotti e centrali elettriche italiane quasi
tutte spente) non e' affatto una idiozia.
Piuttosto e' da chiedersi come mai la produzione di corrente elettrica
in italia sia cosi' costosa, quasi il doppio della media europea!
> Neo <Neo@The.Matrix> wrote:
>
>> E, sempre secondo me, sarebbe importante innanzi tutto sapere cosa
>> esattamente è successo e quale è stato eventualmente lo sbaglio.
>
> Lo sbaglio e' quello di non avere una capacita' produttiva
> sufficiente...
>
Avevo appena scritto, dati alla mano, che la capacità produttiva italiana è
più del doppio del consumo al momento del black out e tu continui a scrivere
che non è sufficiente. Lo hai letto almeno il post ?
>> Ma il punto del raginamento è un'altro.
>>
>> Questo guasto è avvenuto in circostanze in cui la capacità produttiva
>> Italiana è già largamente sovrabbondante e sfido chunque a
>> dimostrare che la costruzione di nuove centrali possa evitare questo
>> tipo di problemi in futuro.
>
> Se la corrente che utilizziamo di notte arriva su pochi elettrodotti
> attraverso le alpi, produrla in Italia risolverebbe "quel" problema,
> magari poi creandone degli altri...
>
Il punto è che quell'energia può benissimo essere prodotta in Italia e che
anche qualora lo fosse non cambierebbe proprio nulla. Se in un certo momento
la potenza disponibile (ovunque sia prodotta) è inferiore a quella
richiesta per via di un gusto, un black-out, più o meno esteso è comunque
inevitabile.
Una buona gestione della rete serve proprio a limitare la durata e
l'estensione dei black-out in caso si verifichino dei guasti.
>> Il sillogismo che ci stanno da più parti propinando "se avessimo
>> avuto più centrali non ci sarebbe stato il blackout" è un insulto
>> alla nostra intelligenza ed al nostro buon senso.
>
> Se una centrale elettrica e' ferma, e' ferma. La tua intelligenza e il
> tuo buon senso non ti dicono quante ore ci vogliono a riavviare una
> centrale elettrica spenta?
>
Temo tu non sappia granché riguardo a ciò di cui parli.
Una centrale termoelettrica non viene mai "spenta" se non per fare fronte a
guasti o a manutenzione programmata. Per riavviarla non bastano poche ore,
spesso ci vogliono decine di ore o giorni interi (più è grossa più tempo ci
vuole).
Se guardi il grafico giornaliero dei consumi vedi che, ad esempio oggi, il
minimo dei consumi alle 5 è 20'000 Mw mentre alle 8 (3 ore dopo) si è già a
35'000 Mw.
Pensi che in 3 ore, ogni giorno, vengano riaccese la metà delle
centrali italiane ?
Ti garantisco che non è così.
>
> Vicino a casa mia ci sono due centrali idroelettriche, in questo
> momento sono ferme, per manutenzione, credo. Ci vuole un'ora solo per
> aprire le chiuse che alimentano le condotte delle turbine!
>
Ecco. Le centrali idroelettriche sono in assoluto le più rapide da riavviare
(basta aprire "il rubinetto" e aspettare che turbine e alternatori
raggiungano il giusto regime di rotazione) e che di fatto la gran parte di
esse viene accesa e spenta ogni giorno. Molte producono energia solo durante
i picchi di consumo mentre di notte, può sembrare strano ma è assolutamente
vero, assorbono energia per ripompare l'acqua nei bacini a monte.
In questa stagione all'ora del blackout gli impianti di pompaggio Italiani
assorbono 5000 Mw, pari a tutta l'energia che possiamo importare
dall'estero.
In pratica a quell'ora, sarebbe bastato spegnere le pompe (operazione
abbastanza rapida) per ripristinare l'equilibrio fra consumo e potenza
disponibile, senza nemmeno tirare in ballo le centrali di produzione.
>> Aveva un certo senso parlare di nuove centrali in relazione a quanto
>> avvenuto a luglio (a causa di eventi eccezionali la capacità
>> produttiva in quel periodo è risultata insufficiente), ma farlo in
>> relazione a quanto successo oggi è una totale idiozia.
>
> Se la catena di eventi e' quella prospettata (fornitura dall'estero
> costante su pochi elettrodotti e centrali elettriche italiane quasi
> tutte spente) non e' affatto una idiozia.
>
Supponi (solo per ipotesi assurda) che sia come dici tu.
Supponi che si decida di costruire in Italia un paio di centrali nucleari
per produrre in casa l'energia che ora importiamo dalla Svizzera e dalla
Francia.
Supponi che il resto della rete venga gestito allo stesso modo, cioè che in
certi momenti la potenza disponibile provenga per il 25% da queste due
centrali e che molti degli altri impianti siano spenti o comunque non in
grado di fare fronte ad un guasto su una delle due nuove centrali.
Ebbene in caso di guasto alle linee di trasporto dell'energia di una delle
due
nuove centrali succederebbe "esattamente" ciò che è successo ieri.
Se un singolo guasto su una linea mette in ginocchio tutta la rete, il
problema è il modo in cui viene gestita la rete (la ridondanza disponibile
e le altre misure di intervento dovrebbero essere sempre tali che un guasto
singolo non porti al collasso dell'intero sistema), non l'ubicazione delle
centrali.
>
> Piuttosto e' da chiedersi come mai la produzione di corrente elettrica
> in italia sia cosi' costosa, quasi il doppio della media europea!
>
La risposta è che in Italia l'80% dell'energia elettrica è prodotta
bruciando idrocarburi (metano e petrolio) mentre in Francia meno del 3%
dell'energia elettrica viene da idrocarburi (in maggioranza si usa nucleare
e carbone).
L'Italia non ha tanto carbone e ha scelto di non usare il nucleare. Quando
la scelta fu fatta il petrolio costava meno della metà di quanto costa ora
ed il nucleare, anche da un punto di vista economico, era perdente rispetto
al metano ed al petrolio.
E' chiaro che certe scelte e certe decisioni vanno forse riconsiderate alla
luce delle mutate condizioni, ma con ciò il black-out non c'entra nulla.
Il black-out che abbiamo avuto è frutto essenzialmente di una cattiva
gestione della rete e della situazione di guasto verificatasi.
Con analoghe politiche di (cattiva) gestione si sarebbe potuto verificare
ovunque, anche in Francia o in Svizzera.
Non è un caso che in Svizzera, dove sembra ci sia stato il primo guasto, il
problema abbia riguardato una piccola parte della popolazione e sia durato
poche decine di minuti mentre da noi, ha messo in ginocchio tutta Italia per
molte ore.
> Neo <Neo@The.Matrix> wrote:
>
>> E, sempre secondo me, sarebbe importante innanzi tutto sapere cosa
>> esattamente è successo e quale è stato eventualmente lo sbaglio.
>
> Lo sbaglio e' quello di non avere una capacita' produttiva
> sufficiente...
>
Avevo appena scritto, dati alla mano, che la capacità produttiva italiana è
più del doppio del consumo al momento del black out e tu continui a scrivere
che non è sufficiente. Lo hai letto almeno il post ?
>> Ma il punto del raginamento è un'altro.
>>
>> Questo guasto è avvenuto in circostanze in cui la capacità produttiva
>> Italiana è già largamente sovrabbondante e sfido chunque a
>> dimostrare che la costruzione di nuove centrali possa evitare questo
>> tipo di problemi in futuro.
>
> Se la corrente che utilizziamo di notte arriva su pochi elettrodotti
> attraverso le alpi, produrla in Italia risolverebbe "quel" problema,
> magari poi creandone degli altri...
>
Il punto è che quell'energia può benissimo essere prodotta in Italia e che
anche qualora lo fosse non cambierebbe proprio nulla. Se in un certo momento
la potenza disponibile (ovunque sia prodotta) è inferiore a quella
richiesta per via di un gusto, un black-out, più o meno esteso è comunque
inevitabile.
Una buona gestione della rete serve proprio a limitare la durata e
l'estensione dei black-out in caso si verifichino dei guasti.
>> Il sillogismo che ci stanno da più parti propinando "se avessimo
>> avuto più centrali non ci sarebbe stato il blackout" è un insulto
>> alla nostra intelligenza ed al nostro buon senso.
>
> Se una centrale elettrica e' ferma, e' ferma. La tua intelligenza e il
> tuo buon senso non ti dicono quante ore ci vogliono a riavviare una
> centrale elettrica spenta?
>
Temo tu non sappia granché riguardo a ciò di cui parli.
Una centrale termoelettrica non viene mai "spenta" se non per fare fronte a
guasti o a manutenzione programmata. Per riavviarla non bastano poche ore,
spesso ci vogliono decine di ore o giorni interi (più è grossa più tempo ci
vuole).
Se guardi il grafico giornaliero dei consumi vedi che, ad esempio oggi, il
minimo dei consumi alle 5 è 20'000 Mw mentre alle 8 (3 ore dopo) si è già a
35'000 Mw.
Pensi che in 3 ore, ogni giorno, vengano riaccese la metà delle
centrali italiane ?
Ti garantisco che non è così.
>
> Vicino a casa mia ci sono due centrali idroelettriche, in questo
> momento sono ferme, per manutenzione, credo. Ci vuole un'ora solo per
> aprire le chiuse che alimentano le condotte delle turbine!
>
Ecco. Le centrali idroelettriche sono in assoluto le più rapide da riavviare
(basta aprire "il rubinetto" e aspettare che turbine e alternatori
raggiungano il giusto regime di rotazione) e che di fatto la gran parte di
esse viene accesa e spenta ogni giorno. Molte producono energia solo durante
i picchi di consumo mentre di notte, può sembrare strano ma è assolutamente
vero, assorbono energia per ripompare l'acqua nei bacini a monte.
In questa stagione all'ora del blackout gli impianti di pompaggio Italiani
assorbono 5000 Mw, pari a tutta l'energia che possiamo importare
dall'estero.
In pratica a quell'ora, sarebbe bastato spegnere le pompe (operazione
abbastanza rapida) per ripristinare l'equilibrio fra consumo e potenza
disponibile, senza nemmeno tirare in ballo le centrali di produzione.
>> Aveva un certo senso parlare di nuove centrali in relazione a quanto
>> avvenuto a luglio (a causa di eventi eccezionali la capacità
>> produttiva in quel periodo è risultata insufficiente), ma farlo in
>> relazione a quanto successo oggi è una totale idiozia.
>
> Se la catena di eventi e' quella prospettata (fornitura dall'estero
> costante su pochi elettrodotti e centrali elettriche italiane quasi
> tutte spente) non e' affatto una idiozia.
>
Supponi (solo per ipotesi assurda) che sia come dici tu.
Supponi che si decida di costruire in Italia un paio di centrali nucleari
per produrre in casa l'energia che ora importiamo dalla Svizzera e dalla
Francia.
Supponi che il resto della rete venga gestito allo stesso modo, cioè che in
certi momenti la potenza disponibile provenga per il 25% da queste due
centrali e che molti degli altri impianti siano spenti o comunque non in
grado di fare fronte ad un guasto su una delle due nuove centrali.
Ebbene in caso di guasto alle linee di trasporto dell'energia di una delle
due
nuove centrali succederebbe "esattamente" ciò che è successo ieri.
Se un singolo guasto su una linea mette in ginocchio tutta la rete, il
problema è il modo in cui viene gestita la rete (la ridondanza disponibile
e le altre misure di intervento dovrebbero essere sempre tali che un guasto
singolo non porti al collasso dell'intero sistema), non l'ubicazione delle
centrali.
>
> Piuttosto e' da chiedersi come mai la produzione di corrente elettrica
> in italia sia cosi' costosa, quasi il doppio della media europea!
>
La risposta è che in Italia l'80% dell'energia elettrica è prodotta
bruciando idrocarburi (metano e petrolio) mentre in Francia meno del 3%
dell'energia elettrica viene da idrocarburi (in maggioranza si usa nucleare
e carbone).
L'Italia non ha tanto carbone e ha scelto di non usare il nucleare. Quando
la scelta fu fatta il petrolio costava meno della metà di quanto costa ora
ed il nucleare, anche da un punto di vista economico, era perdente rispetto
al metano ed al petrolio.
E' chiaro che certe scelte e certe decisioni vanno forse riconsiderate alla
luce delle mutate condizioni, ma con ciò il black-out non c'entra nulla.
Il black-out che abbiamo avuto è frutto essenzialmente di una cattiva
gestione della rete e della situazione di guasto verificatasi.
Con analoghe politiche di (cattiva) gestione si sarebbe potuto verificare
ovunque, anche in Francia o in Svizzera.
Non è un caso che in Svizzera, dove sembra ci sia stato il primo guasto, il
problema abbia riguardato una piccola parte della popolazione e sia durato
poche decine di minuti mentre da noi, ha messo in ginocchio tutta Italia per
molte ore.
> Neo <Neo@The.Matrix> wrote:
>
>> E, sempre secondo me, sarebbe importante innanzi tutto sapere cosa
>> esattamente è successo e quale è stato eventualmente lo sbaglio.
>
> Lo sbaglio e' quello di non avere una capacita' produttiva
> sufficiente...
>
Avevo appena scritto, dati alla mano, che la capacità produttiva italiana è
più del doppio del consumo al momento del black out e tu continui a scrivere
che non è sufficiente. Lo hai letto almeno il post ?
>> Ma il punto del raginamento è un'altro.
>>
>> Questo guasto è avvenuto in circostanze in cui la capacità produttiva
>> Italiana è già largamente sovrabbondante e sfido chunque a
>> dimostrare che la costruzione di nuove centrali possa evitare questo
>> tipo di problemi in futuro.
>
> Se la corrente che utilizziamo di notte arriva su pochi elettrodotti
> attraverso le alpi, produrla in Italia risolverebbe "quel" problema,
> magari poi creandone degli altri...
>
Il punto è che quell'energia può benissimo essere prodotta in Italia e che
anche qualora lo fosse non cambierebbe proprio nulla. Se in un certo momento
la potenza disponibile (ovunque sia prodotta) è inferiore a quella
richiesta per via di un gusto, un black-out, più o meno esteso è comunque
inevitabile.
Una buona gestione della rete serve proprio a limitare la durata e
l'estensione dei black-out in caso si verifichino dei guasti.
>> Il sillogismo che ci stanno da più parti propinando "se avessimo
>> avuto più centrali non ci sarebbe stato il blackout" è un insulto
>> alla nostra intelligenza ed al nostro buon senso.
>
> Se una centrale elettrica e' ferma, e' ferma. La tua intelligenza e il
> tuo buon senso non ti dicono quante ore ci vogliono a riavviare una
> centrale elettrica spenta?
>
Temo tu non sappia granché riguardo a ciò di cui parli.
Una centrale termoelettrica non viene mai "spenta" se non per fare fronte a
guasti o a manutenzione programmata. Per riavviarla non bastano poche ore,
spesso ci vogliono decine di ore o giorni interi (più è grossa più tempo ci
vuole).
Se guardi il grafico giornaliero dei consumi vedi che, ad esempio oggi, il
minimo dei consumi alle 5 è 20'000 Mw mentre alle 8 (3 ore dopo) si è già a
35'000 Mw.
Pensi che in 3 ore, ogni giorno, vengano riaccese la metà delle
centrali italiane ?
Ti garantisco che non è così.
>
> Vicino a casa mia ci sono due centrali idroelettriche, in questo
> momento sono ferme, per manutenzione, credo. Ci vuole un'ora solo per
> aprire le chiuse che alimentano le condotte delle turbine!
>
Ecco. Le centrali idroelettriche sono in assoluto le più rapide da riavviare
(basta aprire "il rubinetto" e aspettare che turbine e alternatori
raggiungano il giusto regime di rotazione) e che di fatto la gran parte di
esse viene accesa e spenta ogni giorno. Molte producono energia solo durante
i picchi di consumo mentre di notte, può sembrare strano ma è assolutamente
vero, assorbono energia per ripompare l'acqua nei bacini a monte.
In questa stagione all'ora del blackout gli impianti di pompaggio Italiani
assorbono 5000 Mw, pari a tutta l'energia che possiamo importare
dall'estero.
In pratica a quell'ora, sarebbe bastato spegnere le pompe (operazione
abbastanza rapida) per ripristinare l'equilibrio fra consumo e potenza
disponibile, senza nemmeno tirare in ballo le centrali di produzione.
>> Aveva un certo senso parlare di nuove centrali in relazione a quanto
>> avvenuto a luglio (a causa di eventi eccezionali la capacità
>> produttiva in quel periodo è risultata insufficiente), ma farlo in
>> relazione a quanto successo oggi è una totale idiozia.
>
> Se la catena di eventi e' quella prospettata (fornitura dall'estero
> costante su pochi elettrodotti e centrali elettriche italiane quasi
> tutte spente) non e' affatto una idiozia.
>
Supponi (solo per ipotesi assurda) che sia come dici tu.
Supponi che si decida di costruire in Italia un paio di centrali nucleari
per produrre in casa l'energia che ora importiamo dalla Svizzera e dalla
Francia.
Supponi che il resto della rete venga gestito allo stesso modo, cioè che in
certi momenti la potenza disponibile provenga per il 25% da queste due
centrali e che molti degli altri impianti siano spenti o comunque non in
grado di fare fronte ad un guasto su una delle due nuove centrali.
Ebbene in caso di guasto alle linee di trasporto dell'energia di una delle
due
nuove centrali succederebbe "esattamente" ciò che è successo ieri.
Se un singolo guasto su una linea mette in ginocchio tutta la rete, il
problema è il modo in cui viene gestita la rete (la ridondanza disponibile
e le altre misure di intervento dovrebbero essere sempre tali che un guasto
singolo non porti al collasso dell'intero sistema), non l'ubicazione delle
centrali.
>
> Piuttosto e' da chiedersi come mai la produzione di corrente elettrica
> in italia sia cosi' costosa, quasi il doppio della media europea!
>
La risposta è che in Italia l'80% dell'energia elettrica è prodotta
bruciando idrocarburi (metano e petrolio) mentre in Francia meno del 3%
dell'energia elettrica viene da idrocarburi (in maggioranza si usa nucleare
e carbone).
L'Italia non ha tanto carbone e ha scelto di non usare il nucleare. Quando
la scelta fu fatta il petrolio costava meno della metà di quanto costa ora
ed il nucleare, anche da un punto di vista economico, era perdente rispetto
al metano ed al petrolio.
E' chiaro che certe scelte e certe decisioni vanno forse riconsiderate alla
luce delle mutate condizioni, ma con ciò il black-out non c'entra nulla.
Il black-out che abbiamo avuto è frutto essenzialmente di una cattiva
gestione della rete e della situazione di guasto verificatasi.
Con analoghe politiche di (cattiva) gestione si sarebbe potuto verificare
ovunque, anche in Francia o in Svizzera.
Non è un caso che in Svizzera, dove sembra ci sia stato il primo guasto, il
problema abbia riguardato una piccola parte della popolazione e sia durato
poche decine di minuti mentre da noi, ha messo in ginocchio tutta Italia per
molte ore.
Rientro solo adesso e provo a rispondere ad alcuni punti che mi sembrano
interessanti:
> Una buona gestione della rete serve proprio a limitare la durata e
> l'estensione dei black-out in caso si verifichino dei guasti.
Una buona gestione della rete e' difficile se le regioni
centro/meridionali risultano quasi sempre debitrici di energia rispetto
a quelle settentrionali (attraverso le quali transitano anche gli
elettrodotti provenienti dall'estero): in caso di black-out al nord
questo si propaghera' inesorabilmente anche al sud
> Pensi che in 3 ore, ogni giorno, vengano riaccese la metà delle
> centrali italiane ?
> Ti garantisco che non è così.
Rimane il fatto che ottenere un forte incremento della produzione dagli
impianti non e' istantaneo, e nel frattempo si gia' avuto il black-out.
Dopo il black-out, le cose si complicano vista l'asimmetria della rete
italiana: in piemonte, lombardia e parte del veneto la corrente e' stata
riattivata gia prima delle 7 di mattina, le altre regioni sono state
riattivate solo successivamente, perche? Evidentemente la produzione in
queste zone, con l'aggiunta degli elettrodotti dall'estero, e'
sufficiente a soddisfare qualunque picco. Se si fossero riattivate
prima, chesso', il lazio o la campania si sarebbe probabilmente visto un
altro black-out...
> Supponi (solo per ipotesi assurda) che sia come dici tu.
> Supponi che si decida di costruire in Italia un paio di centrali nucleari
> per produrre in casa l'energia che ora importiamo dalla Svizzera e dalla
> Francia.
> Supponi che il resto della rete venga gestito allo stesso modo, cioè che in
> certi momenti la potenza disponibile provenga per il 25% da queste due
> centrali e che molti degli altri impianti siano spenti o comunque non in
> grado di fare fronte ad un guasto su una delle due nuove centrali.
> Ebbene in caso di guasto alle linee di trasporto dell'energia di una delle
> due
> nuove centrali succederebbe "esattamente" ciò che è successo ieri.
> Se un singolo guasto su una linea mette in ginocchio tutta la rete, il
> problema è il modo in cui viene gestita la rete (la ridondanza disponibile
> e le altre misure di intervento dovrebbero essere sempre tali che un guasto
> singolo non porti al collasso dell'intero sistema), non l'ubicazione delle
> centrali.
Non ho parlato di nucleare...
Imho, l'importante sarebbe che le centrali che possono renderci
autosufficienti siano ben integrate nella rete distributiva italiana,
con una rindondanza di collegamenti in grado di rimediare ad eventuali
incidenti. La cosa e' invece impossibile se grandi quantita' di corrente
arrivano con pochi elettrodotti attraverso le alpi.
Sono della provincia di torino, pochi anni fa' da queste parti c'erano
bande di bei tipi che si dedicavano all'abbattimento dei tralicci col
tritolo, quei cari ragazzi di "ecoterroristi"!
Tuttora qui e' fortissima l'opposizione di montanari e non, piu' o meno
orientati politicamente, alla costruzione di elettrodotti nelle zone
montane: evidentemente e' dura in queste condizioni ottenere rindondanze
nei collegamenti...
> Non è un caso che in Svizzera, dove sembra ci sia stato il primo guasto, il
> problema abbia riguardato una piccola parte della popolazione e sia durato
> poche decine di minuti mentre da noi, ha messo in ginocchio tutta Italia per
> molte ore.
La Svizzera non importa corrente dall'italia... ^____^
Rientro solo adesso e provo a rispondere ad alcuni punti che mi sembrano
interessanti:
> Una buona gestione della rete serve proprio a limitare la durata e
> l'estensione dei black-out in caso si verifichino dei guasti.
Una buona gestione della rete e' difficile se le regioni
centro/meridionali risultano quasi sempre debitrici di energia rispetto
a quelle settentrionali (attraverso le quali transitano anche gli
elettrodotti provenienti dall'estero): in caso di black-out al nord
questo si propaghera' inesorabilmente anche al sud
> Pensi che in 3 ore, ogni giorno, vengano riaccese la metà delle
> centrali italiane ?
> Ti garantisco che non è così.
Rimane il fatto che ottenere un forte incremento della produzione dagli
impianti non e' istantaneo, e nel frattempo si gia' avuto il black-out.
Dopo il black-out, le cose si complicano vista l'asimmetria della rete
italiana: in piemonte, lombardia e parte del veneto la corrente e' stata
riattivata gia prima delle 7 di mattina, le altre regioni sono state
riattivate solo successivamente, perche? Evidentemente la produzione in
queste zone, con l'aggiunta degli elettrodotti dall'estero, e'
sufficiente a soddisfare qualunque picco. Se si fossero riattivate
prima, chesso', il lazio o la campania si sarebbe probabilmente visto un
altro black-out...
> Supponi (solo per ipotesi assurda) che sia come dici tu.
> Supponi che si decida di costruire in Italia un paio di centrali nucleari
> per produrre in casa l'energia che ora importiamo dalla Svizzera e dalla
> Francia.
> Supponi che il resto della rete venga gestito allo stesso modo, cioè che in
> certi momenti la potenza disponibile provenga per il 25% da queste due
> centrali e che molti degli altri impianti siano spenti o comunque non in
> grado di fare fronte ad un guasto su una delle due nuove centrali.
> Ebbene in caso di guasto alle linee di trasporto dell'energia di una delle
> due
> nuove centrali succederebbe "esattamente" ciò che è successo ieri.
> Se un singolo guasto su una linea mette in ginocchio tutta la rete, il
> problema è il modo in cui viene gestita la rete (la ridondanza disponibile
> e le altre misure di intervento dovrebbero essere sempre tali che un guasto
> singolo non porti al collasso dell'intero sistema), non l'ubicazione delle
> centrali.
Non ho parlato di nucleare...
Imho, l'importante sarebbe che le centrali che possono renderci
autosufficienti siano ben integrate nella rete distributiva italiana,
con una rindondanza di collegamenti in grado di rimediare ad eventuali
incidenti. La cosa e' invece impossibile se grandi quantita' di corrente
arrivano con pochi elettrodotti attraverso le alpi.
Sono della provincia di torino, pochi anni fa' da queste parti c'erano
bande di bei tipi che si dedicavano all'abbattimento dei tralicci col
tritolo, quei cari ragazzi di "ecoterroristi"!
Tuttora qui e' fortissima l'opposizione di montanari e non, piu' o meno
orientati politicamente, alla costruzione di elettrodotti nelle zone
montane: evidentemente e' dura in queste condizioni ottenere rindondanze
nei collegamenti...
> Non è un caso che in Svizzera, dove sembra ci sia stato il primo guasto, il
> problema abbia riguardato una piccola parte della popolazione e sia durato
> poche decine di minuti mentre da noi, ha messo in ginocchio tutta Italia per
> molte ore.
La Svizzera non importa corrente dall'italia... ^____^
Rientro solo adesso e provo a rispondere ad alcuni punti che mi sembrano
interessanti:
> Una buona gestione della rete serve proprio a limitare la durata e
> l'estensione dei black-out in caso si verifichino dei guasti.
Una buona gestione della rete e' difficile se le regioni
centro/meridionali risultano quasi sempre debitrici di energia rispetto
a quelle settentrionali (attraverso le quali transitano anche gli
elettrodotti provenienti dall'estero): in caso di black-out al nord
questo si propaghera' inesorabilmente anche al sud
> Pensi che in 3 ore, ogni giorno, vengano riaccese la metà delle
> centrali italiane ?
> Ti garantisco che non è così.
Rimane il fatto che ottenere un forte incremento della produzione dagli
impianti non e' istantaneo, e nel frattempo si gia' avuto il black-out.
Dopo il black-out, le cose si complicano vista l'asimmetria della rete
italiana: in piemonte, lombardia e parte del veneto la corrente e' stata
riattivata gia prima delle 7 di mattina, le altre regioni sono state
riattivate solo successivamente, perche? Evidentemente la produzione in
queste zone, con l'aggiunta degli elettrodotti dall'estero, e'
sufficiente a soddisfare qualunque picco. Se si fossero riattivate
prima, chesso', il lazio o la campania si sarebbe probabilmente visto un
altro black-out...
> Supponi (solo per ipotesi assurda) che sia come dici tu.
> Supponi che si decida di costruire in Italia un paio di centrali nucleari
> per produrre in casa l'energia che ora importiamo dalla Svizzera e dalla
> Francia.
> Supponi che il resto della rete venga gestito allo stesso modo, cioè che in
> certi momenti la potenza disponibile provenga per il 25% da queste due
> centrali e che molti degli altri impianti siano spenti o comunque non in
> grado di fare fronte ad un guasto su una delle due nuove centrali.
> Ebbene in caso di guasto alle linee di trasporto dell'energia di una delle
> due
> nuove centrali succederebbe "esattamente" ciò che è successo ieri.
> Se un singolo guasto su una linea mette in ginocchio tutta la rete, il
> problema è il modo in cui viene gestita la rete (la ridondanza disponibile
> e le altre misure di intervento dovrebbero essere sempre tali che un guasto
> singolo non porti al collasso dell'intero sistema), non l'ubicazione delle
> centrali.
Non ho parlato di nucleare...
Imho, l'importante sarebbe che le centrali che possono renderci
autosufficienti siano ben integrate nella rete distributiva italiana,
con una rindondanza di collegamenti in grado di rimediare ad eventuali
incidenti. La cosa e' invece impossibile se grandi quantita' di corrente
arrivano con pochi elettrodotti attraverso le alpi.
Sono della provincia di torino, pochi anni fa' da queste parti c'erano
bande di bei tipi che si dedicavano all'abbattimento dei tralicci col
tritolo, quei cari ragazzi di "ecoterroristi"!
Tuttora qui e' fortissima l'opposizione di montanari e non, piu' o meno
orientati politicamente, alla costruzione di elettrodotti nelle zone
montane: evidentemente e' dura in queste condizioni ottenere rindondanze
nei collegamenti...
> Non è un caso che in Svizzera, dove sembra ci sia stato il primo guasto, il
> problema abbia riguardato una piccola parte della popolazione e sia durato
> poche decine di minuti mentre da noi, ha messo in ginocchio tutta Italia per
> molte ore.
La Svizzera non importa corrente dall'italia... ^____^
Il 28 Set 2003, 20:22, "Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto:
> http://www.grtn.it/ita/sistemaelettr...dure/bilan.asp
>
> Andate a questo indirizzo e date una occhiata al grafico del consumo di
> energia reale e previsto per la giornata di oggi.
>
> Alle 3:20, l'ora del black out il consumo di energia è vicinissimo ai
minimi
> di giornata, a meno di 21'000 Mw. Questi minimi sono molto inferiori a
> quelli di un giorno feriale dove alla stessa ora si tocca il minimo di
> giornata che è di oltre 24'000 Mw in questa stagione.
>
> La produzione italiana a fine luglio (con il Po' in secca e molte centrali
> che marciavano a ritmo ridotto e altre ferme del tutto) era attorno ai
> 45'000 Mw.
> Se a luglio ciò ci rendeva dipendenti dall'estero, al momento tale
> produzione sarebbe del tutto sufficiente anche nei momenti di picco dei
> consumi dei giorni feriali.
>
> Quindi i capoccioni ci possono raccontare quello che gli pare, ma non
> possono venirci a dire che c'è stato il blackout perchè in Italia mancano
le
> centrali o perchè la Francia ha interrotto l'erogazione dell'energia (la
> Francia in questo periodo mette a disposizione 2400 Mw e altri 2500 li
mette
> a disposizione la svizzera) e pretendere che noi ci si creda.
Infatti credo che l'unico motivo valido è che sia accaduto per
sensibilizzare l'opinione pubblica sulla materia "energia" per poter mettere
mano a nuove leggi sulla materia che sblocchino una situazione ferma da anni
e perchè no per iniziare a riprendere in considerazione il nucleare.
Il 28 Set 2003, 20:22, "Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto:
> http://www.grtn.it/ita/sistemaelettr...dure/bilan.asp
>
> Andate a questo indirizzo e date una occhiata al grafico del consumo di
> energia reale e previsto per la giornata di oggi.
>
> Alle 3:20, l'ora del black out il consumo di energia è vicinissimo ai
minimi
> di giornata, a meno di 21'000 Mw. Questi minimi sono molto inferiori a
> quelli di un giorno feriale dove alla stessa ora si tocca il minimo di
> giornata che è di oltre 24'000 Mw in questa stagione.
>
> La produzione italiana a fine luglio (con il Po' in secca e molte centrali
> che marciavano a ritmo ridotto e altre ferme del tutto) era attorno ai
> 45'000 Mw.
> Se a luglio ciò ci rendeva dipendenti dall'estero, al momento tale
> produzione sarebbe del tutto sufficiente anche nei momenti di picco dei
> consumi dei giorni feriali.
>
> Quindi i capoccioni ci possono raccontare quello che gli pare, ma non
> possono venirci a dire che c'è stato il blackout perchè in Italia mancano
le
> centrali o perchè la Francia ha interrotto l'erogazione dell'energia (la
> Francia in questo periodo mette a disposizione 2400 Mw e altri 2500 li
mette
> a disposizione la svizzera) e pretendere che noi ci si creda.
Infatti credo che l'unico motivo valido è che sia accaduto per
sensibilizzare l'opinione pubblica sulla materia "energia" per poter mettere
mano a nuove leggi sulla materia che sblocchino una situazione ferma da anni
e perchè no per iniziare a riprendere in considerazione il nucleare.
Il 28 Set 2003, 20:22, "Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto:
> http://www.grtn.it/ita/sistemaelettr...dure/bilan.asp
>
> Andate a questo indirizzo e date una occhiata al grafico del consumo di
> energia reale e previsto per la giornata di oggi.
>
> Alle 3:20, l'ora del black out il consumo di energia è vicinissimo ai
minimi
> di giornata, a meno di 21'000 Mw. Questi minimi sono molto inferiori a
> quelli di un giorno feriale dove alla stessa ora si tocca il minimo di
> giornata che è di oltre 24'000 Mw in questa stagione.
>
> La produzione italiana a fine luglio (con il Po' in secca e molte centrali
> che marciavano a ritmo ridotto e altre ferme del tutto) era attorno ai
> 45'000 Mw.
> Se a luglio ciò ci rendeva dipendenti dall'estero, al momento tale
> produzione sarebbe del tutto sufficiente anche nei momenti di picco dei
> consumi dei giorni feriali.
>
> Quindi i capoccioni ci possono raccontare quello che gli pare, ma non
> possono venirci a dire che c'è stato il blackout perchè in Italia mancano
le
> centrali o perchè la Francia ha interrotto l'erogazione dell'energia (la
> Francia in questo periodo mette a disposizione 2400 Mw e altri 2500 li
mette
> a disposizione la svizzera) e pretendere che noi ci si creda.
Infatti credo che l'unico motivo valido è che sia accaduto per
sensibilizzare l'opinione pubblica sulla materia "energia" per poter mettere
mano a nuove leggi sulla materia che sblocchino una situazione ferma da anni
e perchè no per iniziare a riprendere in considerazione il nucleare.
>
> Una buona gestione della rete e' difficile se le regioni
> centro/meridionali risultano quasi sempre debitrici di energia
> rispetto a quelle settentrionali (attraverso le quali transitano
> anche gli elettrodotti provenienti dall'estero): in caso di black-out
> al nord questo si propaghera' inesorabilmente anche al sud
>
Una cosa del genere in Italia non era mai successa, nemmeno questa estate
quando qualche volta siamo stati veramente con l'acqua alla gola.
E non prendertela con il sud, che per quanto ne so io produce energia a
sufficienza anche nelle ore di punta, ma che alle 3 di domenica mattina è
sicuramente e largamente autosufficiente.
Questa volta le centrali del sud sono andate in tilt (sono state spente) a
causa dei sovraccarichi causati dal deficit di energia che si è venuto a
creare al nord.
>
> Rimane il fatto che ottenere un forte incremento della produzione
> dagli impianti non e' istantaneo, e nel frattempo si gia' avuto il
> black-out. Dopo il black-out, le cose si complicano vista
> l'asimmetria della rete italiana: in piemonte, lombardia e parte del
> veneto la corrente e' stata riattivata gia prima delle 7 di mattina,
> le altre regioni sono state riattivate solo successivamente, perche?
> Evidentemente la produzione in queste zone, con l'aggiunta degli
> elettrodotti dall'estero, e' sufficiente a soddisfare qualunque
> picco. Se si fossero riattivate prima, chesso', il lazio o la
> campania si sarebbe probabilmente visto un altro black-out...
>
E' evidente che non si può aumentare istantaneamente la produzione di
energia, ma i tempi di risposta, in assenza di guasti sono dell'ordine dei
10-20 minuti.
Normalmente quando c'è un gusto su una linea la rete dovrebbe reagire
isolando la zona immediatamente servita dalla linea in modo tale da non
sovraccaricare anche le altre zone.
In questo caso, da quello che si sa, avrebbe dovuto essere isolato il
Piemonte, o al limite il nord ovest dell'Italia. Una volta ripristinata la
linea (ci è voluta meno di un'ora) o una volta isolata la linea guasta e
aumentata la produzione di energia quella zona sarebbe potuta di nuovo
essere connessa al resto della rete. Il tutto si sarebbe potuto risolvere in
pochi minuti senza fare danni a nessuno. Cose del genere sono abbastanza
frequenti e se ben gestite di solito non fanno grossi danni.
Invece non si è fatto assolutamente nulla causando il sovraccarico
dell'intera rete, fino alla Sicilia.
La lenta ripartenza delle centrali del sud è dovuta al fatto che al sud non
ci sono centrali idroelettriche in grado di fornire l'energia necessaria a
riavviare le grandi centrali termoelettriche.
Una volta spente le centrali del sud possono essere riavviate solo quando la
rete elettrica è in grado di fornire loro l'energia necessaria a riavviarle.
>
> Non ho parlato di nucleare...
> Imho, l'importante sarebbe che le centrali che possono renderci
> autosufficienti siano ben integrate nella rete distributiva italiana,
> con una rindondanza di collegamenti in grado di rimediare ad eventuali
> incidenti. La cosa e' invece impossibile se grandi quantita' di
> corrente arrivano con pochi elettrodotti attraverso le alpi.
> Sono della provincia di torino, pochi anni fa' da queste parti c'erano
> bande di bei tipi che si dedicavano all'abbattimento dei tralicci col
> tritolo, quei cari ragazzi di "ecoterroristi"!
> Tuttora qui e' fortissima l'opposizione di montanari e non, piu' o
> meno orientati politicamente, alla costruzione di elettrodotti nelle
> zone montane: evidentemente e' dura in queste condizioni ottenere
> rindondanze nei collegamenti...
>
Ricordi altri blackout come quello di ieri causati dai fenomeni che
giocherellavano col tritolo ? La risposta è no. E lo sai perchè ? Perchè
normalmente la rete è in grado di reagire ai guasti, sia che siano causati
da fantomatici alberi svizzeri che da pseudo-ecologisti idioti.
>
> La Svizzera non importa corrente dall'italia... ^____^
>
Se ti va di fare battute fai pure.
Credo comunque di essermi spiegato.
Comunque.
La settimana scorsa il sud della Svezia ed il nord della Danimarca sono
state colpite da un black-out causato da un guasto ad una centrale Svedese.
La Svezia è uno dei principali esportatori netti di energia in Europa (è
anche il paese con il più basso costo dell'energia) eppure due milioni di
svedesi e altrettanti danesi sono rimasti al buio per alcune ore.
Però il guasto non si è propagato nè a tutta la Svezia, nè a tutta la
Danimarca, che, per inciso, è molto più dipendente dall'energia svedese di
quanto non lo sia l'Italia da quella svizzera o francese.
Inoltre la il guasto si è verificato nel primo pomeriggio, in un momento di
pocco dei consumi di energia.
Solo che si vede che là chi di dovere ha preso le contromisure necessarie,
mentre da noi qualcuno ha fatto qualche gigantesca cazzata o, peggio,
dormiva e non ha fatto proprio nulla.
>
> Una buona gestione della rete e' difficile se le regioni
> centro/meridionali risultano quasi sempre debitrici di energia
> rispetto a quelle settentrionali (attraverso le quali transitano
> anche gli elettrodotti provenienti dall'estero): in caso di black-out
> al nord questo si propaghera' inesorabilmente anche al sud
>
Una cosa del genere in Italia non era mai successa, nemmeno questa estate
quando qualche volta siamo stati veramente con l'acqua alla gola.
E non prendertela con il sud, che per quanto ne so io produce energia a
sufficienza anche nelle ore di punta, ma che alle 3 di domenica mattina è
sicuramente e largamente autosufficiente.
Questa volta le centrali del sud sono andate in tilt (sono state spente) a
causa dei sovraccarichi causati dal deficit di energia che si è venuto a
creare al nord.
>
> Rimane il fatto che ottenere un forte incremento della produzione
> dagli impianti non e' istantaneo, e nel frattempo si gia' avuto il
> black-out. Dopo il black-out, le cose si complicano vista
> l'asimmetria della rete italiana: in piemonte, lombardia e parte del
> veneto la corrente e' stata riattivata gia prima delle 7 di mattina,
> le altre regioni sono state riattivate solo successivamente, perche?
> Evidentemente la produzione in queste zone, con l'aggiunta degli
> elettrodotti dall'estero, e' sufficiente a soddisfare qualunque
> picco. Se si fossero riattivate prima, chesso', il lazio o la
> campania si sarebbe probabilmente visto un altro black-out...
>
E' evidente che non si può aumentare istantaneamente la produzione di
energia, ma i tempi di risposta, in assenza di guasti sono dell'ordine dei
10-20 minuti.
Normalmente quando c'è un gusto su una linea la rete dovrebbe reagire
isolando la zona immediatamente servita dalla linea in modo tale da non
sovraccaricare anche le altre zone.
In questo caso, da quello che si sa, avrebbe dovuto essere isolato il
Piemonte, o al limite il nord ovest dell'Italia. Una volta ripristinata la
linea (ci è voluta meno di un'ora) o una volta isolata la linea guasta e
aumentata la produzione di energia quella zona sarebbe potuta di nuovo
essere connessa al resto della rete. Il tutto si sarebbe potuto risolvere in
pochi minuti senza fare danni a nessuno. Cose del genere sono abbastanza
frequenti e se ben gestite di solito non fanno grossi danni.
Invece non si è fatto assolutamente nulla causando il sovraccarico
dell'intera rete, fino alla Sicilia.
La lenta ripartenza delle centrali del sud è dovuta al fatto che al sud non
ci sono centrali idroelettriche in grado di fornire l'energia necessaria a
riavviare le grandi centrali termoelettriche.
Una volta spente le centrali del sud possono essere riavviate solo quando la
rete elettrica è in grado di fornire loro l'energia necessaria a riavviarle.
>
> Non ho parlato di nucleare...
> Imho, l'importante sarebbe che le centrali che possono renderci
> autosufficienti siano ben integrate nella rete distributiva italiana,
> con una rindondanza di collegamenti in grado di rimediare ad eventuali
> incidenti. La cosa e' invece impossibile se grandi quantita' di
> corrente arrivano con pochi elettrodotti attraverso le alpi.
> Sono della provincia di torino, pochi anni fa' da queste parti c'erano
> bande di bei tipi che si dedicavano all'abbattimento dei tralicci col
> tritolo, quei cari ragazzi di "ecoterroristi"!
> Tuttora qui e' fortissima l'opposizione di montanari e non, piu' o
> meno orientati politicamente, alla costruzione di elettrodotti nelle
> zone montane: evidentemente e' dura in queste condizioni ottenere
> rindondanze nei collegamenti...
>
Ricordi altri blackout come quello di ieri causati dai fenomeni che
giocherellavano col tritolo ? La risposta è no. E lo sai perchè ? Perchè
normalmente la rete è in grado di reagire ai guasti, sia che siano causati
da fantomatici alberi svizzeri che da pseudo-ecologisti idioti.
>
> La Svizzera non importa corrente dall'italia... ^____^
>
Se ti va di fare battute fai pure.
Credo comunque di essermi spiegato.
Comunque.
La settimana scorsa il sud della Svezia ed il nord della Danimarca sono
state colpite da un black-out causato da un guasto ad una centrale Svedese.
La Svezia è uno dei principali esportatori netti di energia in Europa (è
anche il paese con il più basso costo dell'energia) eppure due milioni di
svedesi e altrettanti danesi sono rimasti al buio per alcune ore.
Però il guasto non si è propagato nè a tutta la Svezia, nè a tutta la
Danimarca, che, per inciso, è molto più dipendente dall'energia svedese di
quanto non lo sia l'Italia da quella svizzera o francese.
Inoltre la il guasto si è verificato nel primo pomeriggio, in un momento di
pocco dei consumi di energia.
Solo che si vede che là chi di dovere ha preso le contromisure necessarie,
mentre da noi qualcuno ha fatto qualche gigantesca cazzata o, peggio,
dormiva e non ha fatto proprio nulla.
>
> Una buona gestione della rete e' difficile se le regioni
> centro/meridionali risultano quasi sempre debitrici di energia
> rispetto a quelle settentrionali (attraverso le quali transitano
> anche gli elettrodotti provenienti dall'estero): in caso di black-out
> al nord questo si propaghera' inesorabilmente anche al sud
>
Una cosa del genere in Italia non era mai successa, nemmeno questa estate
quando qualche volta siamo stati veramente con l'acqua alla gola.
E non prendertela con il sud, che per quanto ne so io produce energia a
sufficienza anche nelle ore di punta, ma che alle 3 di domenica mattina è
sicuramente e largamente autosufficiente.
Questa volta le centrali del sud sono andate in tilt (sono state spente) a
causa dei sovraccarichi causati dal deficit di energia che si è venuto a
creare al nord.
>
> Rimane il fatto che ottenere un forte incremento della produzione
> dagli impianti non e' istantaneo, e nel frattempo si gia' avuto il
> black-out. Dopo il black-out, le cose si complicano vista
> l'asimmetria della rete italiana: in piemonte, lombardia e parte del
> veneto la corrente e' stata riattivata gia prima delle 7 di mattina,
> le altre regioni sono state riattivate solo successivamente, perche?
> Evidentemente la produzione in queste zone, con l'aggiunta degli
> elettrodotti dall'estero, e' sufficiente a soddisfare qualunque
> picco. Se si fossero riattivate prima, chesso', il lazio o la
> campania si sarebbe probabilmente visto un altro black-out...
>
E' evidente che non si può aumentare istantaneamente la produzione di
energia, ma i tempi di risposta, in assenza di guasti sono dell'ordine dei
10-20 minuti.
Normalmente quando c'è un gusto su una linea la rete dovrebbe reagire
isolando la zona immediatamente servita dalla linea in modo tale da non
sovraccaricare anche le altre zone.
In questo caso, da quello che si sa, avrebbe dovuto essere isolato il
Piemonte, o al limite il nord ovest dell'Italia. Una volta ripristinata la
linea (ci è voluta meno di un'ora) o una volta isolata la linea guasta e
aumentata la produzione di energia quella zona sarebbe potuta di nuovo
essere connessa al resto della rete. Il tutto si sarebbe potuto risolvere in
pochi minuti senza fare danni a nessuno. Cose del genere sono abbastanza
frequenti e se ben gestite di solito non fanno grossi danni.
Invece non si è fatto assolutamente nulla causando il sovraccarico
dell'intera rete, fino alla Sicilia.
La lenta ripartenza delle centrali del sud è dovuta al fatto che al sud non
ci sono centrali idroelettriche in grado di fornire l'energia necessaria a
riavviare le grandi centrali termoelettriche.
Una volta spente le centrali del sud possono essere riavviate solo quando la
rete elettrica è in grado di fornire loro l'energia necessaria a riavviarle.
>
> Non ho parlato di nucleare...
> Imho, l'importante sarebbe che le centrali che possono renderci
> autosufficienti siano ben integrate nella rete distributiva italiana,
> con una rindondanza di collegamenti in grado di rimediare ad eventuali
> incidenti. La cosa e' invece impossibile se grandi quantita' di
> corrente arrivano con pochi elettrodotti attraverso le alpi.
> Sono della provincia di torino, pochi anni fa' da queste parti c'erano
> bande di bei tipi che si dedicavano all'abbattimento dei tralicci col
> tritolo, quei cari ragazzi di "ecoterroristi"!
> Tuttora qui e' fortissima l'opposizione di montanari e non, piu' o
> meno orientati politicamente, alla costruzione di elettrodotti nelle
> zone montane: evidentemente e' dura in queste condizioni ottenere
> rindondanze nei collegamenti...
>
Ricordi altri blackout come quello di ieri causati dai fenomeni che
giocherellavano col tritolo ? La risposta è no. E lo sai perchè ? Perchè
normalmente la rete è in grado di reagire ai guasti, sia che siano causati
da fantomatici alberi svizzeri che da pseudo-ecologisti idioti.
>
> La Svizzera non importa corrente dall'italia... ^____^
>
Se ti va di fare battute fai pure.
Credo comunque di essermi spiegato.
Comunque.
La settimana scorsa il sud della Svezia ed il nord della Danimarca sono
state colpite da un black-out causato da un guasto ad una centrale Svedese.
La Svezia è uno dei principali esportatori netti di energia in Europa (è
anche il paese con il più basso costo dell'energia) eppure due milioni di
svedesi e altrettanti danesi sono rimasti al buio per alcune ore.
Però il guasto non si è propagato nè a tutta la Svezia, nè a tutta la
Danimarca, che, per inciso, è molto più dipendente dall'energia svedese di
quanto non lo sia l'Italia da quella svizzera o francese.
Inoltre la il guasto si è verificato nel primo pomeriggio, in un momento di
pocco dei consumi di energia.
Solo che si vede che là chi di dovere ha preso le contromisure necessarie,
mentre da noi qualcuno ha fatto qualche gigantesca cazzata o, peggio,
dormiva e non ha fatto proprio nulla.
>
> Infatti credo che l'unico motivo valido è che sia accaduto per
> sensibilizzare l'opinione pubblica sulla materia "energia" per poter
> mettere mano a nuove leggi sulla materia che sblocchino una
> situazione ferma da anni e perchè no per iniziare a riprendere in
> considerazione il nucleare.
>
Mi auguro di no (non voglio neanche pensare che nella stanza dei bottoni al
GRTN ci siano dei pazzi criminali del genere) ma se fosse davvero così,
prima di iniziare a discutere delle nuove centrali e del nucleare, direi di
individuare i responsabili di questo stupendo black-out dimostrativo, e
condannarli a 40 anni per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e
interruzione di pubblico servizio.
>
> Infatti credo che l'unico motivo valido è che sia accaduto per
> sensibilizzare l'opinione pubblica sulla materia "energia" per poter
> mettere mano a nuove leggi sulla materia che sblocchino una
> situazione ferma da anni e perchè no per iniziare a riprendere in
> considerazione il nucleare.
>
Mi auguro di no (non voglio neanche pensare che nella stanza dei bottoni al
GRTN ci siano dei pazzi criminali del genere) ma se fosse davvero così,
prima di iniziare a discutere delle nuove centrali e del nucleare, direi di
individuare i responsabili di questo stupendo black-out dimostrativo, e
condannarli a 40 anni per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e
interruzione di pubblico servizio.
>
> Infatti credo che l'unico motivo valido è che sia accaduto per
> sensibilizzare l'opinione pubblica sulla materia "energia" per poter
> mettere mano a nuove leggi sulla materia che sblocchino una
> situazione ferma da anni e perchè no per iniziare a riprendere in
> considerazione il nucleare.
>
Mi auguro di no (non voglio neanche pensare che nella stanza dei bottoni al
GRTN ci siano dei pazzi criminali del genere) ma se fosse davvero così,
prima di iniziare a discutere delle nuove centrali e del nucleare, direi di
individuare i responsabili di questo stupendo black-out dimostrativo, e
condannarli a 40 anni per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e
interruzione di pubblico servizio.
> Infatti credo che l'unico motivo valido è che sia accaduto per
> sensibilizzare l'opinione pubblica sulla materia "energia" per poter
> mettere mano a nuove leggi sulla materia che sblocchino una
> situazione ferma da anni e perchè no per iniziare a riprendere in
> considerazione il nucleare.
Meno male che non hanno voluto sensibilizzare l'opinione
pubblica sulla materia " sanita' ", senno' era una strage...
> Infatti credo che l'unico motivo valido è che sia accaduto per
> sensibilizzare l'opinione pubblica sulla materia "energia" per poter
> mettere mano a nuove leggi sulla materia che sblocchino una
> situazione ferma da anni e perchè no per iniziare a riprendere in
> considerazione il nucleare.
Meno male che non hanno voluto sensibilizzare l'opinione
pubblica sulla materia " sanita' ", senno' era una strage...
> Infatti credo che l'unico motivo valido è che sia accaduto per
> sensibilizzare l'opinione pubblica sulla materia "energia" per poter
> mettere mano a nuove leggi sulla materia che sblocchino una
> situazione ferma da anni e perchè no per iniziare a riprendere in
> considerazione il nucleare.
Meno male che non hanno voluto sensibilizzare l'opinione
pubblica sulla materia " sanita' ", senno' era una strage...
dritte su alcuni titoli
private: sono alla ricerga di un gruppo di trader per scambiarsi alcune dritte
su titoli azionari
C'è qualcuno interessato?
bitforbit@yahoo.it
Borsa
1
05-09-2003 21.11.59
giudizi su alcuni titoli
Mariolino: Le raccomandazioni del 2 settembre 2003
SOCIETA' BROKER GIUDIZIO TARGET PRICE
Fiat Euromobiliare Neutral 6,60 euro
Monte dei Paschi ABN Amro ...