Rcs: Ricucci in uscita, arriva Zalewski (L'Unita')
Radiocor - Roma, 03 ott - L'immobiliarista Stefano Ricucci starebbe per
vendere la sua quota in Rcs Mediagroup. Lo scrive l'Unita' indicando che
l'operazione dovrebbe essere ufficializzata mercoledi' ad un prezzo di 7,70
euro per azione che consentirebbe a Ricucci di realizzare una sostanziosa
plusvalenza. Il compratore secondo il quotidiano e' il finanziere italo
polacco Romain Zalewski forte della liquidita' che gli arriva dalla cessione
della sua quota Edison.
Ricucci interdetto per altri 2 mesi
Antonveneta, lo ha deciso il Gip Forleo
Tempi duri per Stefano Ricucci. L'immobiliarista romano, coinvolto
nell'inchiesta per la scalata di Antonveneta e accusato, con altri, a Milano
di aggiottaggio, insider trading e ostacolo agli organismi di vigilanza, si
è visto prorogare per altri due mesi l'interdizione dalle cariche
societarie. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Clementina
Forleo.
E' andata meglio invece all'ex a.d. di Bpi Gianpiero Fiorani, all'ex
direttore finanziario di Lodi Giangranco Boni e al finanziere bresciano
Emilio Gnutti: il pm Forleo, non avendo ricevuto indicazioni in senso
contrario dalla Procura, non ha ritenuto opportuno rinnovare il
provvedimento di interdizione per nessuno dei tre.
Questo anche alla luce degli sviluppi del caso. In particolare, Fiorani,
dopo l'interdizione decisa nei primi giorni di agosto, si e' dimesso dalle
cariche che aveva all'interno della Banca Popolare Italiana. Per Gnutti,
probabilmente, e' servita l'adozione, nelle societa' piu' importanti del suo
gruppo, di quei "modelli organizzativi" imposti dalla legge 231 del 2001 per
prevenire la commissione di reati ("confermo che questi modelli sono stati
adottati", si e' limitato a dire uno dei suoi legali, Giuseppe Frigo).
Piu' complicata rimane la situazione di Ricucci, interdetto per altri due
mesi su richiesta dei pm Eugenio Fusco e Giulia Perrotti. Il provvedimento
di 12 pagine del gip Clementina Forleo analizza, a quel che si sa, le
contraddizioni tra quanto l'immobiliarista ha raccontato davanti ai pm
milanesi il 19 settembre e quanto invece emerso dalle indagini dei militari
della Guardia di Finanza e da interrogatori di altre persone, testimoni e
indagati.
Una delle contraddizioni nell'interrogatorio (in cui Ricucci, tra l'altro,
avrebbe sottolineato l'autonomia nella scelta di investire in Rcs) riguarda
la vicenda della bozza del discorso che il patron di Magiste tenne il 30
aprile all'assemblea di Antonveneta e che fu sequestrata nell'ufficio
dell'ex ad di Bpi, Gianpiero Fiorani. L'immobiliarista racconto' ai pm di
averla dettata al capo della segreteria di Fiorani, mentre attendeva di
incontrare l'ex ad. Il capo della segreteria di Fiorani, Rosario Mondani,
avrebbe raccontato, invece, un'altra storia: sarebbe stato lo stesso Fiorani
a dettare l'appunto, alcuni giorni prima del discorso.
Altri aspetti su cui i pm intendono fare chiarezza sono l'assetto societario
e le mosse della Garlsson Real Estate che fa capo a Ricucci. In particolare,
nel provvedimento del gip, si fa riferimento a un finanziamento di 100
milioni di euro ricevuti da Bpl Suisse, garantito da Bpi, e servito per
finanziare parte degli acquisti di azioni Antonveneta.
Nell'ordinanza si richiamerebbe anche la necessita' di esplorare i rapporti
tra Ricucci, altre persone, e il presidente di Confcommercio Sergio Bille'.
In ordine anche a un contratto preliminare per l'acquisto di un'immobile
destinato a diventare la nuova sede dell'associazione dei commercianti (il
contratto non sarebbe stato perfezionato). Bille' e' gia' stato sentito nei
giorni scorsi in procura a Milano come teste. Sullo sfondo c'e anche la
vicenda di un telefono cellulare: il patron di Magiste avrebbe detto di non
aver mai dato telefoni di questo tipo a Fiorani, ma sarebbe stato lo stesso
Fiorani, qualche giorno prima, a raccontare agli inquirenti che l'
immobiliarista gli aveva dato un telefono, intestato a una societa'
svizzera, allo scopo di poter parlare al riparo da orecchie indiscrete.
Uno dei legali di Ricucci, Corso Bovio, si e' detto "allibito in quanto sono
stati violati principi di equita' e logica, dal momento che Ricucci e'
l'unico indagato a subire ancora l'interdizione".
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> Tempi duri per Stefano Ricucci. L'immobiliarista romano, coinvolto
> nell'inchiesta per la scalata di Antonveneta e accusato, con altri, a
> Milano
> di aggiottaggio, insider trading e ostacolo agli organismi di vigilanza,
> si
> è visto prorogare per altri due mesi l'interdizione dalle cariche
> societarie. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Clementina
> Forleo.
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Ieri c'era la Falchi da Pippo Baudo a DomenicaIN e Baudo leccava il culo a
Ricucci in magnera indegna.
Ha anche detto ad un certo punto. * lei quindi se ne intendera' di finanza*
e la falchi ha risposto * un po', ma poco* e Baudo ha detto * Con una
persona cosi' competente in casa, difficile pensare che non se ne
intenda,...*
"mascheroni ®" <mascheronimassimo@NOSPAMtin.it> ha scritto nel messaggio
news:4340f523$0$23957$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
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> 03 ott 2005
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> Rcs: Ricucci in uscita, arriva Zalewski (L'Unita')
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a 7,70 si compra tutto il flottante e
parecchie quote degli attuali "sindacati"
ALL'ARMI SIAM FAZISTI - FALSO, IN GRAN PARTE FALSO IL BACIO IN FRONTE DI
FIORANI A FAZIO - FALSO, IN PARTE FALSO, IL DOCUMENTO SEGRETO DEGLI
ISPETTORI - FALSO, TOTALMENTE FALSO, IL PRESSING DEL GOVERNATORE PER SALVARE
LA BANCA DELLA LEGA NORD.
Franco Bechis per Il Tempo
Falso, in gran parte falso il bacio in fronte del banchiere Giampiero
Fiorani ad Antonio Fazio. Falso, in parte falso, il documento segreto degli
ispettori della Banca d'Italia di cui Fazio avrebbe fatto carta straccia per
favorire il banchiere amico. Falso, totalmente falso, il pressing del
Governatore per salvare la Banca della Lega Nord, oggi pronta a ripagarlo
riconoscente. Falso, del tutto falso, l'incontro fra l'avvocato difensore di
Fazio, Coppi e il procuratore capo di Roma, Ferrara, per segretare fin dai
primi di agosto l'iscrizione del Governatore nel registro degli indagati.
Per due mesi è stata in funzione permanente una sostanziale fabbrica di
falsità. Perché anche le mezze verità hanno fornito una realtà ben diversa
da quella sostanziale. È accaduto perché di sostanziale c'erano solo forti
interessi privati. Quelli che hanno portato Antonveneta in bocca agli
olandesi di Abn Amro, e quelli che hanno difeso la Rcs Media group da una
scalata considerata ostile da tutto l'estabilishment (o quasi tutto,
altrimenti non si sarebbe mai messa in moto).
Due mesi di falsità. Alcune usate per cercare di spodestare un Governatore
della Banca d'Italia, Antonio Fazio, molto attento alla propria coscienza,
un po' meno agli interessi dei poteri forti. Altre invece per celare. Perché
in mirabile sintonia proprio chi attaccava Fazio e aveva la regia dell'
operazione, è riuscito a fare passare quasi in sordina altre vicende che
avrebbero meritato per lo meno un faro attento da parte della magistratura.
Perché false, davvero false, erano le smentite con cui contemporaneamente i
vertici del gruppo Fiat e gli azionisti di controllo negavano ogni
responsabilità sui movimenti dei loro titoli sul mercato. Proprio mentre
mettevano in piedi una complessa operazione finanziaria che avrebbe fatto
mantenere alla famiglia Agnelli quel controllo del gruppo che sembrava
irrimediabilmente sfuggito.
False, incredibilmente false, sono state le comunicazioni fornite al mercato
sempre in contemporanea con la vicenda Fazio dall'ingegnere Carlo De
Benedetti, proprietario di Repubblica e dell'Espresso. A fine luglio aveva
annunciato il matrimonio di affari con il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, e con quello della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo,
per varare insieme un fondo destinato a salvare le imprese in crisi. La
società interessata, la Cdb Web Tech, essendo quotata, ha aumentato il
valore delle sue azioni in un solo giorno di oltre il 30 per cento. Ma la
notizia che aveva originato questa crescita, e cioè l'unione con Berlusconi
e Montezemolo, era falsa.
Di quella notizia falsa ha approfittato l'ingegnere De Benedetti comprando e
vendendo titoli in borsa: qualcosina si è messo in tasca, comunque ha
abbassato il valore di carico della sua partecipazione sfruttando il momento
d'oro. Alla fine ai poveracci che credendo al falso hanno investito i loro
risparmi lì, ha pure rifilato un bilancio semestrale di oltre 30 milioni di
perdite, grazie a un contratto di assicurazione sui rischi cambi fra dollaro
ed euro. Signori, questa è l'Italia che comanda: quella della fabbrica dei
falsi. Almeno non credetele più.
2 - TRE BUCHI NERI
Fosca Bincher, alias Franco bechis, per il Tempo
Tre clamorose omissioni. Tre falsi sostanziali grazie a cui si è messo in
scena da due mesi e forse più un processo virtuale a una delle più
importanti istituzioni del Paese, la Banca d'Italia, e al suo massimo
rappresentante, il Governatore Antonio Fazio. Perché grazie ad omissis e
vere e proprie omissioni la verità è stata ribaltata. Anzi, è stata
costruita a piacimento per interessi di parte, per ottenere due soli
risultati: la consegna della Banca Antonveneta agli olandesi di Abn Amro e
lo stop alla scalata Rcs da parte dell'immobiliarista Stefano Ricucci.
Perché i tre principali atti di accusa «mediatici» al Governatore della
Banca d'Italia, e cioè la telefonata notturna con Giampiero Fiorani, la
relazione contraria all'operazione Bpi-Antonveneta di due ispettori
Bankitalia, e il legame fra Governatore e Lega Nord per il salvataggio della
banca padana Credieuronord, sono solo in parte veri. Sono monchi di verità.
E quindi sostanzialmente falsi.
Il bacio in fronte. Tutti ricorderanno l'intercettazione chiave con cui
Fazio è stato messo sotto assedio. Erano le ore 00.12 del 12 luglio 2005. Il
Governatore della Banca d'Italia aveva chiamato Fiorani per comunicargli la
firma sul documento che autorizzava l'Opa della Banca popolare italiana (ex
Lodi) su Antonveneta. Nell'ordinanza del gip Clementina Forleo con cui si
sospendevano Fiorani e altri dalle loro funzioni, viene riportato il testo
di quella telefonata: «Il Governatore comunica a Fiorani "Va beh, va beh...
allora, ho appena messo la firma, eh", ricevendo dallo stesso ripetuti
ringraziamenti "Ah... Tonino, io sono commosso, con la pelle d'oca, io ti
rin... ... Io ti ringrazio, io ti ringrazio... Tonino, io guarda, ti darei
un bacio in questo momento, sulla fronte ma non posso farlo... So quanto hai
sofferto, credimi, ho sofferto anche io insieme alla struttura, ho sofferto
con i miei legali e ti sono... io prenderei l'aereo e verrei da te in questo
momento, se potessi, guarda..."».
Ebbene, la sequenza delle frasi della telefonata riportate nell'ordinanza
non è avvenuta in tempo reale così come sopra letto. La telefonata è durata
circa 13 minuti. La frase attribuita a Fazio è stata pronunciata durante il
secondo minuto. La frase attribuita a Fiorani è stata quella conclusiva
della conversazione. In mezzo ci sono dunque circa dieci minuti. E non è un
particolare da poco. Perché in quel tempo il Governatore passa la cornetta
del telefono a un alto dirigente della Banca d'Italia, che ha cofirmato quel
provvedimento, Angelo De Mattia. Questi legge le condizioni e i rilievi
tecnici della Banca d'Italia per quella autorizzazione all'Opa. Fiorani
interrompe più volte contestandone alcuni punti, e fornendo per sommi capi
la propria versione auto-assolutoria.
Il colloquio con De Mattia anticipa di alcune ore la lettura di un documento
che sarebbe stato messo integralmente a disposizione della Bpi e
sinteticamente a tutto il mercato alle nove della mattina successiva, prima
dell'apertura delle contrattazioni. Il colloquio Fiorani-De Mattia termina
con i ringraziamenti del banchiere lodigiano, subito respinti dal dirigente
della Banca d'Italia che ci tiene a precisare come l'autorità di vigilanza
non abbia compiuto che un atto dovuto, di cui non si può ringraziare
nessuno.
A quel punto la cornetta passa da De Mattia a Fazio e Fiorani, persona
particolarmente ossequiosa, procede nei ringraziamenti concludendo con il
famoso bacio in fronte. È la stessa cosa? No, per niente. Perché il testo
della telefonata così come riportato sinteticamente nell'ordinanza e
ampiamente messo in risalto dalla stampa di tutto il mondo offre l'
impressione di un colloquio fra due compari. La sbobinatura reale è quella
di un'informativa tecnica anticipata per cortesia che riceve ringraziamenti
un po' ampollosi da parte del banchiere vigilato.
I due ispettori. Attenzione, perché quella telefonata nella sua versione
integrale chiarisce anche un secondo aspetto della vicenda. L'autorizzazione
della Banca d'Italia alla Bpi era densa di osservazioni e condizioni poste,
sulla base degli elementi fino a quel momento a conoscenza della struttura
di vigilanza. E quali erano quegli elementi inseriti nel documento
autorizzativo? Quelli evidenziati dai celebri due ispettori della vigilanza,
Claudio Clemente e Giovanni Castaldi, in un appunto da loro firmato il
giorno 8 luglio. Quel documento che secondo la vulgata avrebbe bocciato l'
Opa non è mai esistito sotto questa forma. Si trattava di appunti critici
sulla sana e prudente gestione della Banca popolare italiana. E le critiche
erano basate sul mancato rispetto di precedenti condizioni poste dalla Banca
d'Italia alla Bpi nelle autorizzazioni date per fare aumentare la sua
partecipazione in Antonveneta.
Ma il documento approvava nello stesso momento il piano industriale per la
fusione Bpi-Antonveneta, definendolo «compatibile con la sana e prudente
gestione» e giudicando gli impegni assunti per l'Opa «ove realizzati, idonei
a garantire l'osservanza dei ratios patrimoniali minimi obbligatori a
conclusione dell'Opas/Opa». Dei rilievi critici in ogni caso c'è stata ampia
riflessione nel parere autorizzativo condizionato finale della Banca d'
Italia.
La banca della Lega. L'ultimo accenno al castello di montature messo in
piedi riguarda il Credieuronord, la Banca della Lega che secondo quanto
scritto sarebbe stata salvata dalla Lodi su spinta di Fazio. Per quanto
risulta a Il Tempo per ben due volte il Governatore della Banca d'Italia ha
respinto questo piano di acquisizione presentato da Fiorani. Solo alla terza
occasione è stato autorizzato, sulla base di un parere favorevole della
vigilanza. Scritto da Clemente e Castaldi, i due ispettori di cui sopra...
"mascheroni ®" <mascheronimassimo@NOSPAMtin.it> ha scritto nel messaggio
news:4340fb16$0$23964$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
>
> potevano almeno sparare un prezzo + plausibile
sono corto con una op. di lungo periodo-sulla quale non pago interessi- da
5,30 e avevo preventivato uno stop massimo in area 6,70.........quell'euro
in più mi darebbe parecchio fastidio........
della serie..
.: LA LEGGE UGUALE SOLO PER GLI STRONZI.
un plauso ai magistrati italiani che con questa sentenza
hanno riaffermato con vigore la secolare legge del menga.
facendo fare alla giurisprudenza italiana...