"man out of the corner" <liev_vince.r@chespammvirgilio.it> ha scritto nel
messaggio news:h0Cwe.15958$h5.810746@news3.tin.it...
> letto su un sottotitolo a scorrimento su CFN-CNBC, che cita MF come fonte
>
> Vai MITICOOOO!
> (al fresco ?)
>
il mese scorso avevano beccato dei suoi collaboratori al confine di Chiasso
con
documenti (e credo anche denaro) riguardanti società off shore
"man out of the corner" <liev_vince.r@chespammvirgilio.it> ha scritto nel
messaggio news:h0Cwe.15958$h5.810746@news3.tin.it...
> letto su un sottotitolo a scorrimento su CFN-CNBC, che cita MF come fonte
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> Vai MITICOOOO!
> (al fresco ?)
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ma è vecchia come il cucco riguarda antonveneta...
Attualità SCALATA AL CORRIERE / LA SPONDA SVIZZERA
Che Chiasso fa Ricucci
Due assistenti dell'immobiliarista bloccati alla frontiera con strane
carte... E a Messina spunta una storia di riciclaggio
di Peter Gomez e Vittorio Malagutti
Niente foto a tutta pagina sui giornali. Niente interviste con il piglio del
finanziere di lungo corso. Fino a poche settimane fa, Stefano Ricucci, lo
scalatore del 'Corriere della Sera', era noto al grande pubblico come il
ricco fidanzato della bionda attrice Anna Falchi. Dei suoi affari, dei suoi
fortunati colpi borsistici, da Capitalia alla Bnl, si occupavano, senza
grande clamore, soltanto le cronache finanziarie. Così, forse per questi
motivi, il 21 febbraio scorso passarono quasi inosservati i documenti
trovati a bordo di una lussuosa Mercedes in transito al valico di Chiasso.
Sotto gli occhi degli agenti della Guardia di Finanza, impegnati in un
controllo di routine, sfilò una lunga serie di carte tutte da interpretare.
C'erano gli atti costitutivi di alcune società off shore, contabili
bancarie, complicati schemi che, a prima vista, sembravano fare riferimento
a trasferimenti internazionali di denaro e garanzie.
Nomi, circostanze, dati, cifre: come dare un senso a quei fogli casualmente
finiti nelle mani degli investigatori? Tempo qualche settimana e questo
interrogativo ha trovato una prima parziale risposta. I documenti adesso
sono all'esame della procura di Milano che indaga su Ricucci e gli altri
scalatori della Banca Antonveneta. C'è un filo rosso che lega insieme il
materiale scoperto nella Mercedes fermata a Chiasso. E la pista porta
proprio a Ricucci, immobiliarista romano nonché raider di Borsa pronto a
scommettere più di 600 milioni di euro sul 'Corriere della Sera'. Tanto da
costringere i membri del patto di sindacato che controlla il giornale ad
arroccarsi in difesa con un codicillo aggiuntivo al loro accordo. Le
cronache di questi giorni, infatti, hanno portato per la prima volta alla
ribalta i nomi dei due più stretti collaboratori del promesso sposo di Anna
Falchi. Si chiamano Guglielmo Fransoni e Luigi Gargiulo. Erano loro i
passeggeri della Mercedes, con tanto di autista, che il 21 febbraio venne
intercettata a Chiasso dalla Guardia di finanza mentre rientrava dalla
Svizzera.
Il 17 maggio Ricucci, al pari dei suoi sodali Emilio Gnutti e Gianpiero
Fiorani, è finito sul registro degli indagati della Procura di Milano per la
scalata occulta alla Banca Antonveneta. E adesso quei documenti sequestrati
a febbraio potrebbero aprire nuovi scenari per l'inchiesta affidata al pm
Eugenio Fusco. Tra le carte, per esempio, spuntano i nomi di una pattuglia
di società off shore. C'è la Garlsson delle British Virgin Island, che, come
documentato da 'L'espresso', ha comprato azioni Antonveneta per oltre 100
milioni di euro grazie ai prestiti della Popolare di Lodi. Ma nei fogli
affidati a Fransoni e Gargiulo non mancano i riferimenti ad altre
finanziarie costituite in paradisi fiscali, dai Caraibi al Lussemburgo. Del
resto, proprio nel Granducato ha sede la Magiste international, la holding
cassaforte di Ricucci che a sua volta risulta controllata da un trust con
base nelle isole del Canale, a Guernsey.
"Motivi fiscali", ha sempre ribattuto il finanziere romano a chi chiedeva i
motivi di questa complicata architettura societaria. Respingendo sospetti e
illazioni sulle origini delle sue straripanti fortune. Sta di fatto che i
documenti finiti nella mani della Guardia di finanza testimoniano di
un'intensa attività off shore, con tanto di conti bancari oltre confine. E a
fare da sponda ai movimenti di denaro sono intervenuti istituti di credito
che da tempo appoggiano le incursioni borsistiche di Ricucci. La prima della
lista è la Bipielle Suisse di Lugano, filiale elvetica del gruppo bancario
guidato da Fiorani. Gli acquisti di azioni targati Garlsson sono transitati
proprio da questa piccola banca del canton Ticino. E alla Bipielle Suisse ha
aperto un conto titoli la stessa Magiste international. Un conto dove è
stato depositato, tra l'altro, un importante pacchetto azionario della
stessa Popolare di Lodi. Non solo. A Lugano sarebbe stato parcheggiato anche
qualche milione di azioni Rcs rastrellato nelle settimane scorse.
Strada facendo, il rampante Ricucci, 42 anni, ha trovato udienza e sostegno
anche presso alcuni blasonati indirizzi della finanza internazionale. Per
esempio la Deutsche Bank, che, come rivelato da 'L'espresso', ha garantito
al gruppo Magiste una linea di credito da un miliardo di euro. Tra i
supporter dello scalatore del 'Corriere' ha fatto la sua parte anche la
banca francese Société Générale, con un fido di 850 milioni di euro. Non per
niente tra le carte intercettate a Lugano compaiono anche alcuni documenti
intestati alla Société Générale bank & trust. Ovvero la filiale
lussemburghese del grande istituto transalpino, specializzata nella gestione
di patrimoni e nelle operazioni fiduciarie.
Forte di questi appoggi, l'immobiliarista romano ha potuto andare
all'attacco di Bnl e Antonveneta, per poi lanciarsi a testa bassa contro il
bersaglio grosso, 'Il Corriere della Sera'. E al suo fianco, a gestire tutti
gli affari più importanti, troviamo sempre Fransoni e Gargiulo, ovvero la
coppia in Mercedes fermata a Chiasso quattro mesi fa. Entrambi fanno parte
del consiglio di amministrazione di Magiste international. Gargiulo, 45
anni, ragioniere, è l'uomo dei numeri. Dirige molte delle società
immobiliari del gruppo. E non solo. Nella A Movie, la società di produzione
cinematografica fondata da Ricucci con la fidanzata Anna Falchi, la poltrona
di presidente è stata assegnata proprio a Gargiulo.
Il giovane tributarista Fransoni (40 anni) si è invece ritagliato il ruolo
di ambasciatore presso banche e istituzioni. Toccò a lui, il 2 maggio
scorso, accompagnare Ricucci nell'audizione in Consob per riferire sulla
scalata a Antonveneta. E del resto, solo due giorni prima, lo stesso
Fransoni aveva partecipato all'assemblea della banca padovana per presentare
la lista di amministratori designati da Magiste. Nato a Vibo Valentia,
classe 1964, Fransoni insegna diritto tributario all'università di Foggia.
Come dire che conosce bene i segreti dei paradisi fiscali e, a quanto pare,
all'occorrenza non rinuncia a frequentarli. Sempre per conto terzi,
ovviamente. E così il suo nome figura come amministratore della già citata
Garlsson, la società off shore di Ricucci con base ai Caraibi.
Una carriera brillante, quella di Fransoni. Con un solo inciampo: una
denuncia per riciclaggio registrata a Messina nel 1997. Del resto il braccio
destro dello scalatore del 'Corriere' per anni ha fatto la spola con la
città siciliana. Come si spiegano questi viaggi visto che Fransoni insegna
in Puglia e gestisce i suoi affari da uno studio legale associato nel cuore
del quartiere Parioli intestato all'avvocato Francesco Guidi? La risposta a
questo interrogativo probabilmente va ricercata proprio tra le società
domiciliate nel suo studio. Tra queste figura anche la Telecom Sicilia spa,
che ha alle spalle una storia a dir poco complicata. La piccola azienda
specializzata in impianti di telecomunicazioni viene fondata a Siracusa nel
1987 con il nome di Teli Sicilia. Nel 1990 risulta trasferita a Messina per
approdare infine nella capitale, dove è stata dichiarata fallita nell'aprile
dell'anno scorso. Secondo quanto emerge dai documenti ufficiali, Fransoni
entra in scena nel 1994, quando diventa amministratore unico di Telecom
Sicilia. Una carica mantenuta fino al 1998, alla vigilia dello scioglimento
della società, anticamera del fallimento dichiarato solo sei anni dopo. La
breve vita di Telecom Sicilia si incrocia con quella di altre aziendine dal
nome simile tutte attive nel settore della telecomunicazioni e tutte nate in
Sicilia e approdate infine a Roma. Buona parte di queste ruota attorno alla
figura di Giuseppe Cuminale, un avvocato messinese pluriprotestato e
coinvolto in alcuni fallimenti. Nel gennaio del 2003 la Procura antimafia
chiese l'arresto di Cuminale, finito sotto inchiesta per riciclaggio.
Invano, perché quattro mesi dopo la Cassazione annullò il provvedimento,
confermando però la gravità degli indizi raccolti.
Proprio Cuminale nel 1987 costituì la Teli Sicilia a Siracusa, diventandone
consigliere delegato. Sulla poltrona di presidente si insediò il suo socio
Francesco Fleri. Nel 1990 l'uomo d'affari messinese esce di scena, salvo
ricomparire come azionista di un'altra quasi omonima società sempre con sede
sullo Stretto, la Teli Sud. Fleri invece restò al suo posto fino al 1994,
quando passò il testimone a Fransoni, all'epoca trentenne.
Nel frattempo la rete di società di Cuminale viene travolta dai fallimenti.
È stata la procura di Messina a ricostruire nelle sue indagini le modalità
di questi dissesti. Secondo l'accusa, le aziende andavano in bancarotta dopo
aver ottenuto appalti miliardari da Telecom Italia, tra l'altro per la posa
di cavi in fibre ottiche nell'ambito del progetto Socrate. Il denaro
inghiottito dai crack veniva poi riciclato con investimenti in opere d'arte
anche all'estero e tramite una serie di complici in odor di mafia di Messina
e Barcellona Pozzo di Gotto.
A Fransoni rimase in carico la Telecom Sicilia, ex Teli, nel frattempo
trasferita a Roma e domiciliata presso il suo studio dei Parioli. E a quello
stesso indirizzo ha trovato ospitalità anche Cuminale, l'avvocato arrestato
per riciclaggio, con l'aggravante mafiosa.
"mascheroni ®" <antispam@matrix.net> ha scritto nel messaggio
news:g5Cwe.15973$h5.811064@news3.tin.it...
> venerdì 10 giugno 2005
>
> Attualità SCALATA AL CORRIERE / LA SPONDA SVIZZERA
>
> Che Chiasso fa Ricucci
tutta robba vecchia...
adesso tireranno fuori cosa faceva all'asilo!