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  #1  
Vecchio 31-05-2005, 13.40.00
Peter
Guest
 
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Predefinito Schiapparelli...accende i motori

c.s.


Alt 31-05-2005, 13.40.00
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  #2  
Vecchio 31-05-2005, 15.34.21
Bart67
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Predefinito Re: Schiapparelli...accende i motori

per fine maggio inizi giugno era attesa la soluzione del falliment finpart
attraverso l'accordo con le banche... forse è successo qualcosa


"Peter" <vps2003@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:k2Yme.1469081$35.54837307@news4.tin.it...
> c.s.
>
>



  #3  
Vecchio 31-05-2005, 15.55.23
Bart67
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Schiapparelli...accende i motori


"Bart67" <bartto@prigioniero.it> ha scritto nel messaggio
news:429c677f$0$15916$5fc30a8@news.tiscali.it...
> per fine maggio inizi giugno era attesa la soluzione del falliment finpart
> attraverso l'accordo con le banche... forse è successo qualcosa


si, si avvicina sempre più il salvataggio di fin part e schiappa potrebbe
essere accorpata con finpart per consentire a quest'ultima al quotazione in
borsa

ancora una settimana e si saprà l'esito della vicenda, certo è che se tutto
andrà bene quello di schiappa potrebbe essere il rialzo del secolo

Fin.part rimborserà per contanti
il 30% dei prestiti obbligazionari
(circa 238 milioni) in sei anni. Il
35% verrà invece convertito in
azioni della stessa Fin.part e agli
obbligazionisti verrà anche conferito
un warrant esercitabile in dieci
anni. Sono le linee guida del
piano di salvataggio della società
che il presidente Gianni Mazzola
dovrà sottoporre ai creditori per
evitare, il 9 giugno, la dichiarazione
di insolvenza del Tribunale fallimentare
di Milano. Mazzola dovrà
strappare l’ok a obbligazionisti
e istituti di credito. Per questi
ultimi l’imprenditore aveva annunciato
sorprese. Che in effetti
sono arrivate: «Il piano - si legge
in una nota della società - prevede
il pagamento dei debiti senza
ricorso a nuovo indebitamento
bancario». L’ipotesi iniziale del
riassetto prevedeva uno sforzo finanziario
delle banche attorno
agli 80 milioni.Acarico degli istituti
di credito c’è invece lo stralcio
del45%dei crediti vantati verso
Fin.part (contro il 35% previsto
per gli obbligazionisti): in totale,
15,2 sui 48,7 milioni rimasti
dopo la cessione di debiti avvenuta
contestualmente alla dismissione
delle controllate Cerruti,
Frette e Pepper (un’altra cinquantina
di milioni). L’istituto
che dovrà cancellare il maggior
importo è la Popolare di Intra
(5,6 milioni), seguita dal gruppo
Capitalia (3,3) e da Unicredito
(2,5). Il resto dei debiti verso le
banche sarà ripagato in dieci anni
con rate di pari importo a partire
dal 2006, senza il riconoscimento
degli interessi (a differenza
degli obbligazionisti cui verrebbe
riconosciuto il 2,5%). Le principali
risorse a sostegno del progetto
arriveranno dai flussi di
cassa derivanti dai contratti di
cessione delle controllate.
Fin.part prevede un cumulo di
158 milioni al servizio del debito
da oggi al 2016. Inoltre, «l’attuale
azionista di riferimento - si legge
nella bozza di piano - garantirà
15 milioni di euro» per evitare
«squilibri temporali» nel rientro.
Tra i presupposti, Fin.part pone
«il mantenimento della negoziabilità
sui mercati degli strumenti finanziari
emessi da Fin.part».
Nonché «l’assenso da parte di
Consob alla emissione di un nuovo
strumento in sostituzione dei
due bond in circolazione». L.T





 

Tags
motori, schiapparelliaccende


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