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  #1  
Vecchio 26-05-2005, 20.38.22
Neo
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Predefinito WIND: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE

Chissà cosa ne penserebbe se i 5 miliardi fossero i suoi.
----------------------------------------------------------------------
WIND: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE

(ASCA) - Roma, 26 mag - La diversificazione nelle tlc e' costata ad Enel
circa 5 miliardi, dovuti alla differenza tra i 17 miliardi di euro spesi dal
2000 ad oggi e i 12,2 miliardi incassati con la cessione di Wind. Lo ha
detto, durante l'assemblea degli azionisti, l'amministratore delegato Paolo
Scaroni secondo il quale, pero', l'avventura nelle tlc ''non e' stata una
catastrofe, nel senso che i grandi esborsi nella telefonia sono stati fatti
nel 2002, nel periodo delle follie per quel settore e chi ha investito ha
perso il 68%. Quindi per noi non e' andata cosi' male, pur in presenza di un
mercato drogato''. ''E poi - ha aggiunto - non e' ancora detto visto che
abbiamo ancora il 26% (della 'scatola' che contiene Wind e Orascom ndr) che
potra' rivalutarsi''.


Alt 26-05-2005, 20.38.22
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  #2  
Vecchio 26-05-2005, 21.07.49
Nino
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Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE


"Neo" ha scritto nel messaggio
> Chissà cosa ne penserebbe se i 5 miliardi fossero i suoi.
> ----------------------------------------------------------------------
> WIND: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE
>
> (ASCA) - Roma, 26 mag - La diversificazione nelle tlc e' costata ad Enel
> circa 5 miliardi, dovuti alla differenza tra i 17 miliardi di euro spesi
> dal 2000 ad oggi e i 12,2 miliardi incassati con la cessione di Wind.


Veramente, non ha deciso lui di entrare nelle tlc, ma quei belinoni
di Tatò e Testa.


  #3  
Vecchio 26-05-2005, 21.53.49
Woodstock®
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Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE


"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
> Chissà cosa ne penserebbe se i 5 miliardi fossero i suoi.


Io , a parte il popolo bue (noi che abbiamo benificiato solo di
striscio della riduzione dell'irpef e che abbiamo già restituito o
stiamo restituendo sotto altra forma) non conosco nessuno che rischia
i propri soldi.
L'ultimo che lo fece fù interdetto.

> ----------------------------------------------------------------------
> WIND: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA
> CATASTROFE
>
> (ASCA) - Roma, 26 mag - La diversificazione nelle tlc e' costata ad
> Enel circa 5 miliardi, dovuti alla differenza tra i 17 miliardi di
> euro spesi dal 2000 ad oggi e i 12,2 miliardi incassati con la
> cessione di Wind. Lo ha detto, durante l'assemblea degli azionisti,
> l'amministratore delegato Paolo Scaroni secondo il quale, pero',
> l'avventura nelle tlc ''non e' stata una catastrofe, nel senso che i
> grandi esborsi nella telefonia sono stati fatti nel 2002, nel
> periodo delle follie per quel settore e chi ha investito ha perso il
> 68%. Quindi per noi non e' andata cosi' male, pur in presenza di un
> mercato drogato''. ''E poi - ha aggiunto - non e' ancora detto visto
> che abbiamo ancora il 26% (della 'scatola' che contiene Wind e
> Orascom ndr) che potra' rivalutarsi''.
>



  #4  
Vecchio 26-05-2005, 22.09.16
Neo
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE

[Nino] ha scritto:

> "Neo" ha scritto nel messaggio
>> Chissà cosa ne penserebbe se i 5 miliardi fossero i suoi.
>> ----------------------------------------------------------------------
>> WIND: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA
>> CATASTROFE (ASCA) - Roma, 26 mag - La diversificazione nelle tlc e'
>> costata ad
>> Enel circa 5 miliardi, dovuti alla differenza tra i 17 miliardi di
>> euro spesi dal 2000 ad oggi e i 12,2 miliardi incassati con la
>> cessione di Wind.

>
> Veramente, non ha deciso lui di entrare nelle tlc, ma quei belinoni
> di Tatò e Testa.


Lui non ha deciso di entrarci, in compenso è stato lui a gestirla dal 2001 a
oggi (e a spendere molti di quei 17 miliardi) e a decidere di non
svilupparne adeguatamente le potenzialità (e senza mai cercare di fare una
seria concorrenza a Telecom).

Secondariamente prima di dare del belinone a Tatò io ci penserei due volte
(o magari anche tre o quattro).


  #5  
Vecchio 26-05-2005, 22.35.47
Nino
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE


"Neo" ha scritto nel messaggio
>> Veramente, non ha deciso lui di entrare nelle tlc, ma quei belinoni
>> di Tatò e Testa.

>
> Lui non ha deciso di entrarci, in compenso è stato lui a gestirla dal 2001
> a oggi (e a spendere molti di quei 17 miliardi) e a decidere di non
> svilupparne adeguatamente le potenzialità (e senza mai cercare di fare una
> seria concorrenza a Telecom).
>
> Secondariamente prima di dare del belinone a Tatò io ci penserei due volte
> (o magari anche tre o quattro).
>


Mi spiace, ma i debiti maggiori e i bilanci peggiori dell'Enel risalgono
agli anni 1997 - 2000 della gestione Tatò (pessima per l'Enel, io allora
ci lavoravo, sono stati gli anni delle mega-riunioni e degli obiettivi da
raggiungere (bla-bla, regolarmente mancati)). Gli unici provvedimenti che
lo ricordano sono stati gli incentivi per i pensionamenti anticipati...
Questo non centra se poi in altri contesti possa essere stato utile.


  #6  
Vecchio 27-05-2005, 08.39.44
Neo
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE

[Nino] ha scritto:

> Mi spiace, ma i debiti maggiori e i bilanci peggiori dell'Enel
> risalgono agli anni 1997 - 2000 della gestione Tatò (pessima per
> l'Enel, io allora ci lavoravo, sono stati gli anni delle
> mega-riunioni e degli obiettivi da raggiungere (bla-bla, regolarmente
> mancati)). Gli unici provvedimenti che lo ricordano sono stati gli
> incentivi per i pensionamenti anticipati... Questo non centra se poi
> in altri contesti possa essere stato utile.


Negli esercizi dal '97 al 2000 Enel fece dei signori utili, fatti tutti con
l'attività ordinaria, senza vendersi fette di patrimonio e
contemporaneamente snellendo enormemente la sua struttura di carrozzone
statale.
I dipendenti del gruppo passarono in quegli anni passarono da 95400 a 72600
e i debiti si mantennero costanti nel periodo attorno ai 13 miliardi. Il
tutto in un contesto che specie per ciò che riguarda il costo del denaro era
molto meno favorevole di quello attuale.

A fine 2004 dopo 4 anni di gestione Scaroni in cui si è venduto di tutto e
di più (non per scelta manageriale, ma perchè imposto per legge) e si sono
spremuti all'inverosimile gli utenti italiani dell'energia, ENEL aveva oltre
24 miliardi di debiti.
Un vero capolavolavoro gestionale (al contrario).

E in questi anni ENEL ha anche potuto beneficiare di quello che è il
migliore prodotto dell gestione Tatò, i nuovi contatori a telelettura,
pensati e voluti ai tempi di Tatò, ma entrati in uso durante la gestione
Scaroni. Le imponenti dismissioni sul fronte della generazione e della
distribuzione e l'introduzione del contatore elettronico avrebbero dovuto
consentire almeno una forte riduzione del personale e dei relativi costi.
E invece anche su questo fronte i risultati sono stati scarsi. A fine 2004
Enel aveva ancora 62'000 dipendenti.

Per come la vedo io Scaroni dal confronto con Tatò esce assolutamente
perdente.


  #7  
Vecchio 27-05-2005, 09.57.51
DMaster
Guest
 
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Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE

Il 26 Mag 2005, 21:53, "Woodstock®" <...............@..............> ha
scritto:

> Io , a parte il popolo bue non conosco nessuno che rischia
> i propri soldi.


Qualcuno (pochi) ce n'e' ancora...
Mi viene in mente DelVecchio con Luxottica, Doris con Mediolanum, Scaglia
con Fastweb...

Ciao DMaster

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
  #8  
Vecchio 27-05-2005, 10.22.09
Lizuz
Guest
 
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Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE

> E in questi anni ENEL ha anche potuto beneficiare di quello che è il
> migliore prodotto dell gestione Tatò, i nuovi contatori a
> telelettura, pensati e voluti ai tempi di Tatò, ma entrati in uso
> durante la gestione Scaroni. Le imponenti dismissioni sul fronte
> della generazione e della distribuzione e l'introduzione del
> contatore elettronico avrebbero dovuto consentire almeno una forte
> riduzione del personale e dei relativi costi.
> E invece anche su questo fronte i risultati sono stati scarsi. A
> fine 2004 Enel aveva ancora 62'000 dipendenti.



Contatori elettronici: uno dei servizi assolutamente piu' inutili per
il cittadino, pagati con le bollette piu' care dell'universo.
La funzione piu' utile è la lettura dei consumi a distanza, ma già
molti cittadini avevano imparato a comunicare la lettura tramite un
semplice numero di telefono del tutto gratuito.
Inoltre, come ben dici, l'uso di questo sistema non ha permesso
nemmeno la riduzione di personale tanto auspicata, chiediti perchè.
Io posso solo immaginarlo: la gestione di un sistema così mastodontico
richiede ingenti risorse umane.

  #9  
Vecchio 27-05-2005, 10.39.43
Nino
Guest
 
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Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE


Mai parlare in teoria, o per sentito dire.


"Neo" ha scritto nel messaggio
> [Nino] ha scritto:
>
>> Mi spiace, ma i debiti maggiori e i bilanci peggiori dell'Enel
>> risalgono agli anni 1997 - 2000 della gestione Tatò (pessima per
>> l'Enel, io allora ci lavoravo, sono stati gli anni delle
>> mega-riunioni e degli obiettivi da raggiungere (bla-bla, regolarmente
>> mancati)). Gli unici provvedimenti che lo ricordano sono stati gli
>> incentivi per i pensionamenti anticipati... Questo non centra se poi
>> in altri contesti possa essere stato utile.

>
> Negli esercizi dal '97 al 2000 Enel fece dei signori utili, fatti tutti
> con l'attività ordinaria, senza vendersi fette di patrimonio



Non è assolutamente vero. Furono gli anni della separazione produzione-
trasmissione-distribuzione e energie alternative, della dismissione del
nucleare, della vendita di alcune centrali termoelettriche, (tutte cose
chiaramente a che fare con l'elettricità) e _ridicolo_ dell'entrata nel
buco nero dei debiti Wind.


> e contemporaneamente snellendo enormemente la sua struttura di carrozzone
> statale.
> I dipendenti del gruppo passarono in quegli anni passarono da 95400 a
> 72600


Appunto. Favorire i pensionamenti anticipati significò perdere competenze,
esperienza e qualificazione (eclatante è stato il ricambio nel nucleare con
ragazzotti senz'arte, nè parte, per fortuna le centrali sono ferme,
altrimenti ti dico io le probabilità di incidenti... perchè le assunzioni
non è che cessarono... solo aumentò a dismisura il deficit del fondo
speciale
pensioni dipendenti ENEL, prima in attivo, e poi inglobato nell'INPS per
poter sopravvivere ai debiti.)

Poi si è fatto quel capolavoro della privatizzazione (a prescindere dalle
mie opinioni, che i settori strategici dell'economia dovrebbero restare
statali, io ho assistito alla scelta felice della nazionalizzazione e al
progresso che ha prodotto nell'interesse generale, e non nei guadagni
dell'EdisonVolta). E a questo proposito, ascolta come erano contenti gli
80.000 dipendenti Enel (ma anche tutti gli altri), che sono stati spinti
a sottoscrivere milioni di azioni a 4,3 euro (corretto per 2 a 8,6) e sono
scese di più del 30%, e ancora prima dell'arrivo di Scaroni erano
ancora a 5,5 euro (nell'era Scaroni subito performance notevoli, fino a
7,5 euro e lauti dividendi).


>... si sono spremuti all'inverosimile gli utenti italiani dell'energia,


I prezzi sono effettivamente troppo alti rispetto all'estero, ma dipende
in parte dalla mancanza di materie prime, dalle scelte e dal tipo di
combustibile, non si può essere competitivi con le centrali a gas, e con
il rifiuto del carbone (che tra i combustibili tradizionali è il più
conveniente, e giustamente Scaroni ha cercato di promuoverlo). Inoltre,
le tariffe da una decina d'anni non sono aumentate. Con Tatò sono invece
lievitate le spese del personale (in particolare dei quadri, anche come
numero rispetto agli impiegati)

>
> E in questi anni ENEL ha anche potuto beneficiare di quello che è il
> migliore prodotto dell gestione Tatò, i nuovi contatori a telelettura,
> pensati e voluti ai tempi di Tatò, ma entrati in uso durante la gestione
> Scaroni.


Spiega il beneficio a chi continuavano a scattare per sovrapotenza del
10%...
La modernità è quisquilia, non rivoluzione.

E' innegabile che Tatò per l'Enel è stato pernicioso.


  #10  
Vecchio 27-05-2005, 11.10.26
Neo
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Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE

[Lizuz] ha scritto:

> Contatori elettronici: uno dei servizi assolutamente piu' inutili per
> il cittadino, pagati con le bollette piu' care dell'universo.
> La funzione piu' utile è la lettura dei consumi a distanza, ma già
> molti cittadini avevano imparato a comunicare la lettura tramite un
> semplice numero di telefono del tutto gratuito.


I contatori elettronici, oltre ad eliminare la necessità del personale
addetto alla lettura consentono l'adozione di tariffe differenziate per
fasce orarie.
In altri paesi dove da tempo esistono tariffe del genere ci sono sistemi di
contatori molto costosi e macchinosi e poco flessibili (e che vanno comunque
letti da un operatore).
Il contatore a telettura secondo me è davvero una gran cosa che tutti ci
invidiano e ci copieranno (ENEL ha il brevetto del sistema e credo che
guadagni anche su questo).

> Inoltre, come ben dici, l'uso di questo sistema non ha permesso
> nemmeno la riduzione di personale tanto auspicata, chiediti perchè.


Io mi sono anche già risposto, ma potrei pure sbagliarmi.

> Io posso solo immaginarlo: la gestione di un sistema così mastodontico
> richiede ingenti risorse umane.


Il sistema di telelettura di per sè consente risparmi di personale
importanti.
Al momento però non è ancora completato, credo, e temo inoltre che motivi
politico/elettorali abbiano finora intralciato i tagli al personale (si
procede solo non rimpiazzando quanti raggiungono l'età pensionabile).


  #11  
Vecchio 27-05-2005, 12.19.25
Neo
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Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE

[Nino] ha scritto:

> Non è assolutamente vero. Furono gli anni della separazione
> produzione- trasmissione-distribuzione e energie alternative, della
> dismissione del nucleare, della vendita di alcune centrali
> termoelettriche, (tutte cose chiaramente a che fare con
> l'elettricità) e _ridicolo_ dell'entrata nel buco nero dei debiti
> Wind.


Dismissione del Nucleare.
Lo sai vero che le centrali nucleari italiane in pratica non hanno mai
prodotto energia ? Se hai lavorato all'ENEL lo sai.
Lo sai quando è stato deciso che andavano chiuse ? Per questo non c'è
nemmeno bisogno di avere lavorato all'ENEL.

Quanto alla vendita di centrali termoelettriche come ho scritto non è stata
una scelta del management, ma un obbligo di legge. In ogni caso quasi tutte
le dismissioni importanti sono state fatte dopo l'esercizio 2000.

Wind nel 2000 di debiti ne aveva ben pochi (se paragonati a quelli attuali)
e ben pochi erano stati fino a tutto l'esercizio 2000 gli investimenti
fatti. Del resto persino Scaroni nel pezzo che ho citato dice che le spese
più importanti furono fatte nel 2002.

> Appunto. Favorire i pensionamenti anticipati significò perdere
> competenze, esperienza e qualificazione (eclatante è stato il
> ricambio nel nucleare con ragazzotti senz'arte, nè parte, per fortuna
> le centrali sono ferme, altrimenti ti dico io le probabilità di
> incidenti... perchè le assunzioni non è che cessarono... solo aumentò
> a dismisura il deficit del fondo speciale
> pensioni dipendenti ENEL, prima in attivo, e poi inglobato nell'INPS
> per poter sopravvivere ai debiti.)


Qui dici anche cose non vere (gli incentivi ai licenziamenti furono sotenuti
dai bilanci ENEL non dall'INPS). Il discorso sarebbe lungo, ma mi limito a
citare alcune cifre, sempre tratte dai bilanci, che spiegano tutto meglio di
tante chiacchiere.
Il costo del lavoro per ENEL fu di oltre 4.5 miliardi nel '96, di 3.5
miliardi nel 2000, 3,3 miliardi nel 2004. L'imponente riduzione dei costi
attuata da Tatò si è praticamente arrestata con Scaroni.

> Poi si è fatto quel capolavoro della privatizzazione (a prescindere
> dalle mie opinioni, che i settori strategici dell'economia dovrebbero
> restare statali, io ho assistito alla scelta felice della
> nazionalizzazione e al progresso che ha prodotto nell'interesse
> generale, e non nei guadagni dell'EdisonVolta). E a questo proposito,
> ascolta come erano contenti gli 80.000 dipendenti Enel (ma anche tutti gli
> altri), che sono stati
> spinti a sottoscrivere milioni di azioni a 4,3 euro (corretto per 2 a 8,6)
> e
> sono scese di più del 30%, e ancora prima dell'arrivo di Scaroni erano
> ancora a 5,5 euro (nell'era Scaroni subito performance notevoli, fino
> a 7,5 euro e lauti dividendi).


In quegli anni non sono stati trombati solo i sottoscrittori del
collocamento ENEL (che anzi sono andati meglio di tanti altri). Ma anche
qui, dov'è il danno per l'ENEL ?

> Con Tatò sono
> invece lievitate le spese del personale (in particolare dei quadri,
> anche come numero rispetto agli impiegati)


Invece di inventarti le cose perchè non ti leggi i bilanci ?

>> E in questi anni ENEL ha anche potuto beneficiare di quello che è il
>> migliore prodotto dell gestione Tatò, i nuovi contatori a
>> telelettura, pensati e voluti ai tempi di Tatò, ma entrati in uso
>> durante la gestione Scaroni.

>
> Spiega il beneficio a chi continuavano a scattare per sovrapotenza del
> 10%...
> La modernità è quisquilia, non rivoluzione.


Non ho mai detto che il beneficio sia per l'utente.
Il beneficio è per ENEL.
Il problema è che Scaroni non ha saputo approfittarne.

> E' innegabile che Tatò per l'Enel è stato pernicioso.


Di innegabile c'è solo il fatto che, pure spacciandoti per un insider, non
sai di cosa parli. I bilanci di ENEL sono pubblici. Chiunque può leggere le
cifre, farsi una idea e capire chi ha fatto bene e chi no.


  #12  
Vecchio 27-05-2005, 15.01.51
Nino
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Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE

Con questo, da parte mia, chiudo la discussione.

"Neo" ha scritto nel messaggio
> Dismissione del Nucleare.
> Lo sai vero che le centrali nucleari italiane in pratica non hanno mai
> prodotto energia ?


Divertente!!!!!
La Centrale nucleare di Trino (presso cui ho lavorato fin dal 1965, prima
come responsabile di chimica e radiochimica e poi di protezione radiometrica
ambientale) negli anni '60 aveva battuto i record "mondiali" di tempo di
produzione continua di energia nucleare (secondo, terzo e quarto ciclo di
combustibile). La sua produzione superava 2 miliardi di kilowattora
all'anno.
Negli anni '70 ha avuto problemi sulle strutture interne del core, ma poi
ha proseguito a produrre a tavoletta fino all'anno del referendum ('87),
dopo il quale si è deciso di fermarla definitivamente.
Efficiente è stata anche la centrale del Garigliano, molto meno quella
a gas grafite di Latina (sarà mica la vicinanza con Roma?), quasi nulla
Caorso,
ma perchè è stata completata poco prima delle decisioni contro il nucleare,
assolutamente un disastro economico quella iniziata a Montalto di Castro e
poi sciaguratamente convertita.


> Se hai lavorato all'ENEL lo sai.


Io sì, tu non so.

> .. In ogni caso quasi tutte le dismissioni importanti sono state fatte
> dopo l'esercizio 2000.
>


Le decisioni sono state prese nel 1998.

> Wind nel 2000 di debiti ne aveva ben pochi ...


Erano già altissimi all'inizio, ma si pensava che nell'era della bolla
la crescita sarebbe stata inarrestabile. L'errore di Tatò è stato proprio
questo, e di pensare che la telefonia costituisse "servizio pubblico"
come elettricità, gas e acqua (campi specifici dell'Enel)

>
>> Appunto. Favorire i pensionamenti anticipati significò perdere
>> competenze, esperienza e qualificazione (eclatante è stato il
>> ricambio nel nucleare con ragazzotti senz'arte, nè parte, per fortuna
>> le centrali sono ferme, altrimenti ti dico io le probabilità di
>> incidenti... perchè le assunzioni non è che cessarono... solo aumentò
>> a dismisura il deficit del fondo speciale
>> pensioni dipendenti ENEL, prima in attivo, e poi inglobato nell'INPS
>> per poter sopravvivere ai debiti.)

>
> Qui dici anche cose non vere (gli incentivi ai licenziamenti furono
> sotenuti dai bilanci ENEL non dall'INPS).


Un momento. Non ho mai detto che i soldi regalati per le dimissioni
volontarie anticipate fossero dell'INPS. Anzi, per mandare via prima
del tempo 20.000 dipendenti l'Enel buttò via quattromila miliardi di lire
(di questi, almeno 2000 dipendenti tornarono come professionisti,
consulenti, ecc., pagati profumatamente, aumentando gli sprechi).
Sostenevo invece che il massiccio e contemporaneo ricorso al pensionamento
ha prodotto un'insostenibile aumento della spesa per le pensioni di
questi dipendenti, che fino al 1996 erano esclusivamente sostenute dal
fondo integrativo speciale degli elettrici in servizio, prima in attivo
per l'equilibrio assunzioni-dimissioni.


> Il costo del lavoro per ENEL fu di oltre 4.5 miliardi nel '96, di 3.5
> miliardi nel 2000, 3,3 miliardi nel 2004. L'imponente riduzione dei costi
> attuata da Tatò si è praticamente arrestata con Scaroni.
>


I numeri bisogna saperli leggere. La riduzione dei costi per il personale
è stata proporzionale al numero dei dipendenti attivi; con l'aggravante che
prima c'era personale capace, competente e con esperienze ventennali,
giustamente con categorie e retribuzioni più alte,
dopo c'erano molti sbarbatelli assunti con contratti di formazione lavoro,
per i primi 2 anni con stipendi evidentemente bassi e per buona parte
a carico dello Stato.


>
> In quegli anni non sono stati trombati solo i sottoscrittori del
> collocamento ENEL (che anzi sono andati meglio di tanti altri). Ma anche
> qui, dov'è il danno per l'ENEL ?
>


Eh, no. L'Enel, diventando privata, DEVE rispondere ai suoi nuovi padroni,
che sono gli azionisti, remunerandoli adeguatamente.

>> Con Tatò sono
>> invece lievitate le spese del personale (in particolare dei quadri,
>> anche come numero rispetto agli impiegati)

>
> Invece di inventarti le cose perchè non ti leggi i bilanci ?
>


Di nuovo, occorre saper leggere. Io, a differenza di te, ho le tabelle
con tutti i numeri esatti (riportati, fra l'altro, anche sul periodico
"Illustrazioni Enel". E so come sono stati modificati i concorsi interni:
in quegli anni si è sviluppato uno strano gruppo di dipendenti il cui
lavoro era esclusivamente partecipare ai più svariati concorsi interni,
anche indipendenti dalla loro formazione.


>> E' innegabile che Tatò per l'Enel è stato pernicioso.

>
> Di innegabile c'è solo il fatto che, pure spacciandoti per un insider,


Mai spacciato per niente di ciò. Semplicemente uno che in questo campo
ha avuto l'opportunità di esserci e pensa con la sua testa.



  #13  
Vecchio 27-05-2005, 16.06.05
Neo
Guest
 
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Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE

[Nino] ha scritto:

> Con questo, da parte mia, chiudo la discussione.
>
> "Neo" ha scritto nel messaggio
>> Dismissione del Nucleare.
>> Lo sai vero che le centrali nucleari italiane in pratica non hanno
>> mai prodotto energia ?

>
> Divertente!!!!!


Sarà pure divertente, ma mi pare che tu confermi quanto ho scritto io.
Su 5 cetrali dici che un paio sono state in produzione con una soddisfacente
continuità (non ho verificato, ma mi fido visto che tu c'eri) e tre non
hanno funzionato quasi mai.

>> .. In ogni caso quasi tutte le dismissioni importanti sono state
>> fatte dopo l'esercizio 2000.
>>

>
> Le decisioni sono state prese nel 1998.


Dal parlamento italiano, non da Tatò.

>> Wind nel 2000 di debiti ne aveva ben pochi ...

>
> Erano già altissimi all'inizio


Mapperpiacere.
A fine esercizio 2000 Wind aveva un indebitamento finanzirio netto di 2.8
miliardi. A fine 2004 erano 7.

>> Il costo del lavoro per ENEL fu di oltre 4.5 miliardi nel '96, di 3.5
>> miliardi nel 2000, 3,3 miliardi nel 2004. L'imponente riduzione dei
>> costi attuata da Tatò si è praticamente arrestata con Scaroni.
>>

>
> I numeri bisogna saperli leggere. La riduzione dei costi per il
> personale è stata proporzionale al numero dei dipendenti attivi;


Premesso che il fatto che il costo del personale sia grossomodo
proporzionale al numero dei dipendenti è abbastanza normale vediamo allora
di leggerli questi dati.

4500/95,4=47,1
3500/72,6=48,2

Nel periodo 97-2000 il costo per addetto è rimasto quasi costante (è calato
nettamente in termini reali se si tiene conto dell'infazione).

3300/62=53,2

Durante gli anni di Scaroni è salito molto di più in termini nominali anche
se l'inflazione è stata più bassa rispetto agli anni di Tatò.

>> In quegli anni non sono stati trombati solo i sottoscrittori del
>> collocamento ENEL (che anzi sono andati meglio di tanti altri). Ma
>> anche qui, dov'è il danno per l'ENEL ?
>>

>
> Eh, no. L'Enel, diventando privata, DEVE rispondere ai suoi nuovi
> padroni, che sono gli azionisti, remunerandoli adeguatamente.


Redditività dell'attività e corsi azionari non sono strettamente collegati.
Se una cosa la paghi troppo cara non hai alcun diritto di pretendere che ti
renda molto solo perchè tu l'hai pagata cara.

In ogni caso la redditività ordinaria di ENEL è peggiorata nettamente
durante la gestine Scaroni, mentre era migliorata costantemente durante gli
anni di Tatò.

> Di nuovo, occorre saper leggere. Io, a differenza di te, ho le tabelle
> con tutti i numeri esatti (riportati, fra l'altro, anche sul periodico
> "Illustrazioni Enel".


Certo io invece i bilanci di ENEL li ho sognati la notte.

> E so come sono stati modificati i concorsi
> interni: in quegli anni si è sviluppato uno strano gruppo di
> dipendenti il cui lavoro era esclusivamente partecipare ai più
> svariati concorsi interni, anche indipendenti dalla loro formazione.


In quegli anni di dipendenti ne sono stati messi a riposo 23'000.
Quanto affermi dimostra solo che il lavoro non era ancora finito quando Tatò
è stato fatto fuori.

> Mai spacciato per niente di ciò.


All'ENEL ci hai lavorato o no ?

> Semplicemente uno che in questo campo
> ha avuto l'opportunità di esserci e pensa con la sua testa.


Non è detto che guardando le stesse cose si debba per forza farsi la stessa
opinione, però le cifre sono quelle che sono e il confronto fra l'operato di
Tatò e quello di Scaroni è oggettivamente impietoso.


  #14  
Vecchio 27-05-2005, 19.17.59
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Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE


"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:Qgzle.1449919$35.54062778@news4.tin.it...
> [Nino] ha scritto:


> I dipendenti del gruppo passarono in quegli anni passarono da 95400 a
> 72600 e i debiti si mantennero costanti nel periodo attorno ai 13
> miliardi. Il tutto in un contesto che specie per ciò che riguarda il costo
> del denaro era molto meno favorevole di quello attuale.


quante migliaia di licenziamenti ha fatto Tatò? troppo facile far funzionare
le imprese tagliando i lavoratori, stessa cosa che fece prodi con l'IRI, il
vero imprenditore è quello che riesce a invertire la rotta valorizzando
appieno le capacità produttive dell'azienda, è una strada più lunga e più
difficile è vero... ma c'è chi ci riesce :-)


  #15  
Vecchio 27-05-2005, 19.42.05
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Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE


"gigiM" <velesp@quandoilventoeinpoppavelespiegate.com> ha scritto nel
messaggio news:OGIle.1453647$35.54170547@news4.tin.it...

> Ne conosci molti di sti tempi??


mmm il primo che mi viene in mente è Corrado Passera, il suo lavoro alle
poste è stato da manuale


  #16  
Vecchio 27-05-2005, 22.09.05
Neo
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[nuovo] ha scritto:

>> Ne conosci molti di sti tempi??

>
> mmm il primo che mi viene in mente è Corrado Passera, il suo lavoro
> alle poste è stato da manuale


Non è solo una questione di abilità manageriale, ma anche di concreta
opportunità.

Dove ciò è possibile è certamente preferibile sfruttare appieno le
competenze interne per espandere il business (aumentando fatturato e
produttività) piuttosto che tagliare le maestranze in eusubero (e quindi
aumentare solo la produttività e non il fatturato).

Per le poste ciò è stato fatto potenziando enormemente la fornitura di
servizi bancari (in parte già esistenti anche prima della rivoluzione degli
ultimi anni) una cosa possibile e che ha funzionato bene.

Per ENEL, oggettivamente, di sbocchi del genere mi riesce difficile
immaginarne (ma magari è la mia immaginazione che è limitata).

L'avventura nelle TLC andava in parte in questa direzione (anche se non so
quanti vecchi impiegati ENEL abbiano potuto essere proficuamente riciclati
nelle TLC e le sinergie erano più a livello infrastrutturale che di risorse
umane).


  #17  
Vecchio 27-05-2005, 22.27.15
Neo
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Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE

[Neo] ha scritto:

> Per le poste ciò è stato fatto potenziando enormemente la fornitura di
> servizi bancari (in parte già esistenti anche prima della rivoluzione
> degli ultimi anni) una cosa possibile e che ha funzionato bene.


Aggiungo solo una cosa.
I dipendenti delle poste sono ora 156'000.
Nel 1998, quando è iniziata la rivoluzione guidata da Passera, erano più di
200 mila.


  #18  
Vecchio 28-05-2005, 17.36.22
©onny®
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Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE

Mai che parlate di cosa pigliano sti' dirigenti.... solo tagli al
personale..... e l'economia non parte.
Oh parlate di azionisti... SCARONI quanti soldi si e' pigliato con l'aumento
di capitale per le stock option?
La situazione dell'italia e' evidente.... poveri italiani.


"Neo" <Neo@The.Matrix> wrote in message
news:6uBle.948876$b5.41391874@news3.tin.it...
> [Lizuz] ha scritto:
>
> > Contatori elettronici: uno dei servizi assolutamente piu' inutili per
> > il cittadino, pagati con le bollette piu' care dell'universo.
> > La funzione piu' utile è la lettura dei consumi a distanza, ma già
> > molti cittadini avevano imparato a comunicare la lettura tramite un
> > semplice numero di telefono del tutto gratuito.

>
> I contatori elettronici, oltre ad eliminare la necessità del personale
> addetto alla lettura consentono l'adozione di tariffe differenziate per
> fasce orarie.
> In altri paesi dove da tempo esistono tariffe del genere ci sono sistemi

di
> contatori molto costosi e macchinosi e poco flessibili (e che vanno

comunque
> letti da un operatore).
> Il contatore a telettura secondo me è davvero una gran cosa che tutti ci
> invidiano e ci copieranno (ENEL ha il brevetto del sistema e credo che
> guadagni anche su questo).
>
> > Inoltre, come ben dici, l'uso di questo sistema non ha permesso
> > nemmeno la riduzione di personale tanto auspicata, chiediti perchè.

>
> Io mi sono anche già risposto, ma potrei pure sbagliarmi.
>
> > Io posso solo immaginarlo: la gestione di un sistema così mastodontico
> > richiede ingenti risorse umane.

>
> Il sistema di telelettura di per sè consente risparmi di personale
> importanti.
> Al momento però non è ancora completato, credo, e temo inoltre che motivi
> politico/elettorali abbiano finora intralciato i tagli al personale (si
> procede solo non rimpiazzando quanti raggiungono l'età pensionabile).
>
>



  #19  
Vecchio 28-05-2005, 21.16.00
Neo
Guest
 
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Predefinito Re: SCARONI, CI ABBIAMO RIMESSO 5 MILIARDI, MA NON E' UNA CATASTROFE

[©onny®] ha scritto:

> Mai che parlate di cosa pigliano sti' dirigenti.... solo tagli al
> personale..... e l'economia non parte.
> Oh parlate di azionisti... SCARONI quanti soldi si e' pigliato con
> l'aumento di capitale per le stock option?
> La situazione dell'italia e' evidente.... poveri italiani.


Di evidente c'è solo che, anche se Scaroni avesse lavorato gratis, per ENEL
e per l'Italia non sarebbe cambiato gran chè.
In aziende delle dimensioni di ENEL gli amministratori sono importanti per
le scelte che fanno non per lo stipendio che percepiscono.


 

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abbiamo, catastrofe, miliardi, rimesso, scaroni, wind
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Borsa 4 09-06-2004 17.44.09



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