Ma avete sentito che l'8 per 1000 che si decide di devolvere allo Stato, e
non ad alcuna organizzazione religiosa, in realtà finisce cmq in un fondo a
favore delle infrastrutture e delle attività religiose, cui ovviamente più
dell'80% va alla chiesa cattolica?
Bella farsa.
Da quest'anno devolverò l'8 per mille alla chiesa Valdese, che fra l'altro a
delle posizioni molto più libertarie e progressiste rispetto a quella
cattolica.
> Da quest'anno devolverò l'8 per mille alla chiesa Valdese, che fra l'altro
a
> delle posizioni molto più libertarie e progressiste rispetto a quella
> cattolica.
>
> anch'io l'ho pensato !!
"l'allegro chirurgo" ha scritto nel messaggio
> Ma avete sentito che l'8 per 1000 che si decide di devolvere allo
> Stato, e
> non ad alcuna organizzazione religiosa, in realtà finisce cmq in un
> fondo a
> favore delle infrastrutture e delle attività religiose, cui
> ovviamente più
> dell'80% va alla chiesa cattolica?
E' la legge chel o prevede.
>
> Bella farsa.
Purtroppo.
>
> Da quest'anno devolverò l'8 per mille alla chiesa Valdese, che fra
> l'altro a
> delle posizioni molto più libertarie e progressiste rispetto a
> quella
> cattolica.
>
Sono anni che lo faccio.
La Chiesa Valdese non adopera isoldi dell'8 x mille per fini di culto.
"Nel 1993 le chiese valdesi e metodiste hanno deciso di avvalersi
della legge e di accedere alla riscossione dell'8 per mille dell'IRPEF.
Nel prendere questa decisione il sinodo ha fissato però due criteri
guida. Ha stabilito anzitutto che la somma ottenuta non fosse
utilizzata per fini di culto, non servisse cioè al mantenimento dei
pastori e della attività della chiesa, ma unicamente per progetti di
natura assistenziale, sociale o culturale e che una quota fosse
riservata per progetti nel Terzo mondo in collaborazione con organismi
religiosi o laici.
In secondo luogo ha stabilito che venissero accolti unicamente i
contributi frutto di preferenze espresse dai contribuenti e no dalla
ripartizione delle quote non espresse."
l'allegro chirurgo <chiro@despammed.com> scritto nell'articolo
<139Z149Z1Z195Y1116239187X4677@usenet.libero.it>.. .
> Ma avete sentito che l'8 per 1000 che si decide di devolvere allo Stato,
e
> non ad alcuna organizzazione religiosa, in realtà finisce cmq in un fondo
a
> favore delle infrastrutture e delle attività religiose, cui ovviamente
più
> dell'80% va alla chiesa cattolica?
Beh, se pensi che alle varie congregazioni religiose vanno anche i soldi DI
CHI NON ESPRIME NESSUN PARERE !!!
In 1 paese civile Varrebbe la regola del "Chi tace nn dice nulla"
come in effetit e' e non quella del "Chi tace acconsente" !!!
Il 16 Mag 2005, 13:19, "Woodstock®" <...............@..............> ha
scritto:
>
> "l'allegro chirurgo" ha scritto nel messaggio
> > Ma avete sentito che l'8 per 1000 che si decide di devolvere allo
> > Stato, e
> > non ad alcuna organizzazione religiosa, in realtà finisce cmq in un
> > fondo a
> > favore delle infrastrutture e delle attività religiose, cui
> > ovviamente più
> > dell'80% va alla chiesa cattolica?
>
> E' la legge chel o prevede.
Sìsì certo, il punto è che la cosa è poco pubblicizzata, mi sembra.
> > Bella farsa.
>
> Purtroppo.
>
> >
> > Da quest'anno devolverò l'8 per mille alla chiesa Valdese, che fra
> > l'altro a
> > delle posizioni molto più libertarie e progressiste rispetto a
> > quella
> > cattolica.
> >
>
> Sono anni che lo faccio.
> La Chiesa Valdese non adopera isoldi dell'8 x mille per fini di culto.
>
> "Nel 1993 le chiese valdesi e metodiste hanno deciso di avvalersi
> della legge e di accedere alla riscossione dell'8 per mille dell'IRPEF.
> Nel prendere questa decisione il sinodo ha fissato però due criteri
> guida. Ha stabilito anzitutto che la somma ottenuta non fosse
> utilizzata per fini di culto, non servisse cioè al mantenimento dei
> pastori e della attività della chiesa, ma unicamente per progetti di
> natura assistenziale, sociale o culturale e che una quota fosse
> riservata per progetti nel Terzo mondo in collaborazione con organismi
> religiosi o laici.
> In secondo luogo ha stabilito che venissero accolti unicamente i
> contributi frutto di preferenze espresse dai contribuenti e no dalla
> ripartizione delle quote non espresse."
>
> http://www.chiesavaldese.org/pages/f...otto_mille.php
Ottimo, grazie.
Come mai poi non è prevista la possibilità di darlo alle comunità
mussulmane? Credo sia la 2a o 3a minoranza religiosa nel Paese...
Il 16 Mag 2005, 13:59, "..Ghigo.." <vdelmonte@micro$oft.com> ha scritto:
> Beh, se pensi che alle varie congregazioni religiose vanno anche i soldi
DI
>
> CHI NON ESPRIME NESSUN PARERE !!!
Già, dimenticavo, grazie della precisazione.
> In 1 paese civile Varrebbe la regola del "Chi tace nn dice nulla"
> come in effetit e' e non quella del "Chi tace acconsente" !!!
>
> Non vedo di cosa meravigliarsi.
Non mi meraviglio, però un po' di disgusto ce l'ho...
Assolutamente no.
La legge prevede che la parte dell'8 per mille che spetta allo Stato
Italiano sia destinata "a scopi di interesse sociale o di carattere
umanitario a diretta gestione statale".
> Beh, se pensi che alle varie congregazioni religiose vanno anche i
> soldi DI
>
> CHI NON ESPRIME NESSUN PARERE !!!
>
> In 1 paese civile Varrebbe la regola del "Chi tace nn dice nulla"
> come in effetit e' e non quella del "Chi tace acconsente" !!!
>
> Non vedo di cosa meravigliarsi.
Non è esatto.
La legge dice che le risorse raccolte vengono ripartite in base alle
preferenze espresse.
Chi non esprime preferenze si affida alla scelta degli altri.
In democrazia funziona sempre così.
Pensa alle elezioni, non è che se la gente non va a votare vengono eletti
meno parlamentari.
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:t60ie.1391609$35.51975862@news4.tin.it...
> [Woodstock®] ha scritto:
>
>> E' la legge che lo prevede.
>
> Assolutamente no.
Hai ragione.
Intendevo che i soggetti aventi diritto si ripartiscono,
percentualmente alle adesioni ricevute, anche quella parte di soldi
che i cittadini non hanno inteso assegnare a nessuno.
Di questa quota, ovviamente, beneficia sopratutto, la chiesa Cattolica
..
La Chiesa Valdese ha rinunciato a questa ulteriore quota, incassando
solo quella parte di soldi che i cittadini concorrono ad assegnarle
tramite la propria firma.
Il 16 Mag 2005, 15:44, "Woodstock®" <...............@..............> ha
scritto:
> La Chiesa Valdese ha rinunciato a questa ulteriore quota, incassando
> solo quella parte di soldi che i cittadini concorrono ad assegnarle
> tramite la propria firma.
E a chi va, dunque?
Ho il sospetto che se la magni Ratzy pure quella...
> Intendevo che i soggetti aventi diritto si ripartiscono,
> percentualmente alle adesioni ricevute,
Questo è quanto prescrive la legge.
> che i cittadini non hanno inteso assegnare a nessuno.
La legge dice che chi non firma lascia decidere agli altri come ripartire
l'8 per mille.
Purtroppo sull'argomento c'è una ignoranza mostruosa.
Ho sentito gente dire chi non firma non paga l'8 per mille e quindi
risparmia, gente che è convinta che non firmare equivale a destinare i soldi
allo stato. Anche persone relativamente bene informate sono convinte che la
scelta riguardi il proprio 8 per mille (invece l'indirizzo da dare all'8 per
mille non è pesato sull'importo IRPEF; le scelte semplicemente si contano).
> La Chiesa Valdese ha rinunciato a questa ulteriore quota, incassando
> solo quella parte di soldi che i cittadini concorrono ad assegnarle
> tramite la propria firma.
Secondo me è una posizione rispettabile, ma sbagliata.
Il meccanismo di ripartizione dell'8 per mille è molto chiaro ed
estremamente democratico.
E' lo stesso criterio con cui si ripartivano i seggi in parlamento quando
c'era il proporzionale.
Non ho mai sentito nessuno obbiettare che, siccome c'è chi non vota o vota
scheda bianca, allora non si devono eleggere tutti i parlamentari.
Se i valdesi credono nella loro capacità di investire quei denari in opere
utili dovrebbero incassare quanto gli spetta e usarlo nel migliore modo
possibile. Sarebbe un vantaggio per tutti.
Il 16 Mag 2005, 16:13, "Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto:
> Il meccanismo di ripartizione dell'8 per mille è molto chiaro ed
> estremamente democratico.
> E' lo stesso criterio con cui si ripartivano i seggi in parlamento quando
> c'era il proporzionale.
> Non ho mai sentito nessuno obbiettare che, siccome c'è chi non vota o vota
> scheda bianca, allora non si devono eleggere tutti i parlamentari.
Ma infatti nessuno dice che se non si vuole donare alle associazioni
religiose l'8 x mille allora non va dato.
Semplicemente in questo caso esiste una categoria residuale diversa dalle
altre, lo Stato, cosa che non avviene per i parlamentari.
E non ci vedo nulla di illogico nel pensare che chi non manifesta una
preferenza per una setta piuttosto che per l'altra, questa preferenza non ce
l'ha e quindi preferisce vadano allo Stato (e confluiscano con tutti gli
altri introiti, non in un fondo per le sette).
Lo so che l'ignoranza è un male, ma in ben pochi sanno che non dando
disposizioni si dona cmq alle congregazioni religiose e probabilmente ci
sono state pressioni da parte della CC, sia per far sì che il sistema
ripartitivo è quello che è, sia perché la cosa non sia tanto pubblicizzata.
"Neo" ha scritto nel messaggio
> [Woodstock®] ha scritto:
>
>> Intendevo che i soggetti aventi diritto si ripartiscono,
>> percentualmente alle adesioni ricevute,
>
> Questo è quanto prescrive la legge.
>
>> che i cittadini non hanno inteso assegnare a nessuno.
>
> La legge dice che chi non firma lascia decidere agli altri come
> ripartire l'8 per mille.
>
> Purtroppo sull'argomento c'è una ignoranza mostruosa.
> Ho sentito gente dire chi non firma non paga l'8 per mille e quindi
> risparmia, gente che è convinta che non firmare equivale a destinare
> i soldi allo stato. Anche persone relativamente bene informate sono
> convinte che la scelta riguardi il proprio 8 per mille (invece
> l'indirizzo da dare all'8 per mille non è pesato sull'importo IRPEF;
> le scelte semplicemente si contano).
Per evitare equivoci sarebbe stato molto meglio fare una legge simile
a quella del finanziamento ai partiti : "tot lire ogni firma" stop.
Ma Craxi voleva il voto dei cattolici e tutti gli altri pure.
La possibilità di dare il cotributo allo Stato è stato il contentino
dato alle sinistre di allora.
>
>> La Chiesa Valdese ha rinunciato a questa ulteriore quota,
>> incassando
>> solo quella parte di soldi che i cittadini concorrono ad assegnarle
>> tramite la propria firma.
>
> Secondo me è una posizione rispettabile, ma sbagliata.
>
> Il meccanismo di ripartizione dell'8 per mille è molto chiaro ed
> estremamente democratico.
Dipende dai punti divista.
> E' lo stesso criterio con cui si ripartivano i seggi in parlamento
> quando c'era il proporzionale.
> Non ho mai sentito nessuno obbiettare che, siccome c'è chi non vota
> o vota scheda bianca, allora non si devono eleggere tutti i
> parlamentari.
Anche se i Parlamentari sono delle "macchinette mangiasoldi" il
paragone non mi sembra appropriato.
Mentre un parlamento deve essere composto da un certo numero di
parlamentari una cassaforte può essere piena o vuota senza cambiare
nome.
Le chiese andrebbero sostenute dai fedeli e non da una "torta" da
dividersi comunque.
>
> Se i valdesi credono nella loro capacità di investire quei denari in
> opere utili dovrebbero incassare quanto gli spetta e usarlo nel
> migliore modo possibile. Sarebbe un vantaggio per tutti.
Evidentemente anche i Valdesi pensano che le Chiese vanno sostenute
dai fedeli.
> Semplicemente in questo caso esiste una categoria residuale diversa
> dalle altre, lo Stato, cosa che non avviene per i parlamentari.
Per la legge "lo stato" non è affatto una categoria residuale, ma una delle
possibili scelte (c'è l'apposita casellina, uguale alle altre, sul modulo
della diciarazione dei redditi).
> E non ci vedo nulla di illogico nel pensare che chi non manifesta una
> preferenza per una setta piuttosto che per l'altra, questa preferenza
> non ce l'ha e quindi preferisce vadano allo Stato (e confluiscano con
> tutti gli altri introiti, non in un fondo per le sette).
Se i soldi li voleva dare allo stato, perchè non ha messo la firma sulla
casellina apposita, presente su tutti i moduli ?
> Lo so che l'ignoranza è un male, ma in ben pochi sanno che non dando
> disposizioni si dona cmq alle congregazioni religiose e probabilmente
> ci sono state pressioni da parte della CC, sia per far sì che il
> sistema ripartitivo è quello che è, sia perché la cosa non sia tanto
> pubblicizzata.
In pochi sanno, perchè pochi hanno quel minimo barlume di senso civico che
li dovrebbe spingere ad informarsi su come viene amministarta la cosa
pubblica.
Purtroppo quasi a nessuno frega nulla nemmeno di cosa viene fatto con il
99,2% dell'Irpef; figurati in quanti si sbattono per sapere cosa viene fatto
con l'8 per mille.
> La possibilità di dare il cotributo allo Stato è stato il contentino
> dato alle sinistre di allora.
Contentino che comunque consente a chiunque lo voglia di fare in modo che si
riduca la parte della torta che va alle varie confessioni religiose.
>> Il meccanismo di ripartizione dell'8 per mille è molto chiaro ed
>> estremamente democratico.
>
> Dipende dai punti divista.
Dipenderà anche dai punti di vista, come tutto.
Però mi riesce difficile immaginare qualcosa di più democratico di un voto
firmato.
>> E' lo stesso criterio con cui si ripartivano i seggi in parlamento
>> quando c'era il proporzionale.
>> Non ho mai sentito nessuno obbiettare che, siccome c'è chi non vota
>> o vota scheda bianca, allora non si devono eleggere tutti i
>> parlamentari.
>
> Anche se i Parlamentari sono delle "macchinette mangiasoldi" il
> paragone non mi sembra appropriato.
> Mentre un parlamento deve essere composto da un certo numero di
> parlamentari una cassaforte può essere piena o vuota senza cambiare
> nome.
A me il paragone pare appropiato.
L'8 per mille è quello che è (come il numero dei parlamentari) e viene
distribuito secondo le preferenze valide espresse (come i seggi
parlamentari).
Seguendo il tuo criterio ci sarebbe comunque da decidere cosa fare con il
denaro "non assegnato", e la decisione non potrebbe essere di farlo gestire
allo stato perchè ciò andrebbe contro la scelta espressa dai cittadini (se
li volevano dare allo stato dovevano firmare nella casella apposita).
> Le chiese andrebbero sostenute dai fedeli e non da una "torta" da
> dividersi comunque.
Su questo posso anche essere d'accordo.
Uno stato veramente laico non dovrebbe fare raccolta fondi per conto delle
varie chiese.
Resta il fatto che, col sistema attuale, se così decidessero i cittadini, le
varie chiese non beccherebbero una lira, ad ulteriore riprova che il metodo
è estremamente democratico e rispettoso delle scelte espresse dai
cittadini/contribuenti.
>> Se i valdesi credono nella loro capacità di investire quei denari in
>> opere utili dovrebbero incassare quanto gli spetta e usarlo nel
>> migliore modo possibile. Sarebbe un vantaggio per tutti.
>
> Evidentemente anche i Valdesi pensano che le Chiese vanno sostenute
> dai fedeli.
Se fosse così non avrebbero nemmeno chiesto di accedere all'8 per mille e
non accetterebbero nemmeno il denaro che accettano (che è una porzione
dell'8 per mille versato da tutti e non la somma degli 8 per mille
sottoscritti dai contribuenti di religione valdese).
Il 16 Mag 2005, 16:50, "Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto:
> [l'allegro chirurgo] ha scritto:
>
> > Semplicemente in questo caso esiste una categoria residuale diversa
> > dalle altre, lo Stato, cosa che non avviene per i parlamentari.
>
> Per la legge "lo stato" non è affatto una categoria residuale, ma una
delle
> possibili scelte (c'è l'apposita casellina, uguale alle altre, sul modulo
> della diciarazione dei redditi).
Sì, residuale nel senso che è diversa dalle altre.
Cosa che non vale per i partiti.
>
> > E non ci vedo nulla di illogico nel pensare che chi non manifesta una
> > preferenza per una setta piuttosto che per l'altra, questa preferenza
> > non ce l'ha e quindi preferisce vadano allo Stato (e confluiscano con
> > tutti gli altri introiti, non in un fondo per le sette).
>
> Se i soldi li voleva dare allo stato, perchè non ha messo la firma sulla
> casellina apposita, presente su tutti i moduli ?
Perché non si è posto il problema.
Sta pagando le tasse allo stato, quindi, se ignora quanto stiamo discutendo,
mi sembra ragionevole che pensi che non facendo una scelta quei soldi vadano
allo stato.
Tu ritieni più corretto/logico che i soldi di chi non ha espresso preferenza
debbano andare alle istituzioni religiose e non allo Stato?
> Perché non si è posto il problema.
> Sta pagando le tasse allo stato, quindi, se ignora quanto stiamo
> discutendo, mi sembra ragionevole che pensi che non facendo una
> scelta quei soldi vadano allo stato.
>
> Tu ritieni più corretto/logico che i soldi di chi non ha espresso
> preferenza debbano andare alle istituzioni religiose e non allo Stato?
La preferenza (espressa o no) non riguarda i propri soldi, l'8 per mille
della propria IRPEF.
Non è che Berlusconi decide sul suo 8 per mille e io decido sul mio.
La preferenza di Berlusconi e la mia contano uguale, contano per "una
preferenza".
La preferenza è una indicazione data allo stato su come ripartire l'8 per
mille. Lo stato divide la torta secondo il numero di preferenze espresse.
L'esprimere la preferenza è un dovere/diritto civico.
Chi non esprime preferenze semplicemente lascia decidere gli altri.
Una volta che si accetta il principio per cui lo stato raccoglie fondi da
devolvere al finanziamento di un certo tipo di iniziative, non vedo un modo
migliore di questo per fare scegliere ai cittadini a quali iniziative vadano
destinati i soldi.
"Neo"ha scritto nel messaggio
>
>
>
> Seguendo il tuo criterio ci sarebbe comunque da decidere cosa fare
> con il denaro "non assegnato", e la decisione non potrebbe essere di
> farlo gestire allo stato perchè ciò andrebbe contro la scelta
> espressa dai cittadini (se li volevano dare allo stato dovevano
> firmare nella casella apposita).
>
Secondo il mio criterio non vi sarebbe denaro non assegnato.
Basterebbe che lo Stato, cambiando la legge, decidesse di assegnare
alle confessioni religiose tot Euro per ogni firma applicata.
Più firme più soldi, meno firme meno soldi, niente firme niente soldi
e , comunque, niente resti da dividere.
P.S. Un parlamento senza parlamentari è un nonsenso.
Una chiesa con le casse vuote è una chiesa povera ma resta pur
sempre una chiesa.
> Secondo il mio criterio non vi sarebbe denaro non assegnato.
> Basterebbe che lo Stato, cambiando la legge, decidesse di assegnare
> alle confessioni religiose tot Euro per ogni firma applicata.
> Più firme più soldi, meno firme meno soldi, niente firme niente soldi
> e , comunque, niente resti da dividere.
E invece sarebbe più o meno la stessa cosa.
Lo stato dovrebbe stanziare una certa cifra proporzionale al numero dei
contribuenti e poi assegnare le quote secondo il tuo criterio.
Resterebbe comunque una parte non assegnata corrispondente alle firme non
apposte sulla dichiarazione, e lo stato dovrebbe decidere cosa farne.
Chiariamoci, non è che non si possa fare anche così, ma è solo un modo
diverso di fare la stessa operazione attribuendo un significato diverso
rispetto a quello attuale alla "non firma".
Si dovrebbe anche togliere la casellina "allo Stato Italiano" visto che
firmare lì equivarrebbe a non firmare.
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:cF4ie.905482$b5.39796213@news3.tin.it...
> [Woodstock®] ha scritto:
>
>> Secondo il mio criterio non vi sarebbe denaro non assegnato.
>> Basterebbe che lo Stato, cambiando la legge, decidesse di assegnare
>> alle confessioni religiose tot Euro per ogni firma applicata.
>> Più firme più soldi, meno firme meno soldi, niente firme niente
>> soldi
>> e , comunque, niente resti da dividere.
>
> E invece sarebbe più o meno la stessa cosa.
No.
> Lo stato dovrebbe stanziare una certa cifra proporzionale al numero
> dei contribuenti e poi assegnare le quote secondo il tuo criterio.
No, nessuna cifra da stanziare.
Basta stabilire quanto si elargisce per ogni firma apposta.
Per esempio, considerando ipoteticamente 100 euro per ogni firma :
Religione A 10.000 firme 10.000 X 100 = 1.000.000
Religione B 500 firme 500 X 100 = 5.000
Religione C 700 firme 700 X 100 = 7.000
Religione D 200 firme 200 X 100 = 2.000
L'importo, anche quello totale, cambierebbe ogno anno
> Resterebbe comunque una parte non assegnata corrispondente alle
> firme non apposte sulla dichiarazione, e lo stato dovrebbe decidere
> cosa farne.
NO
>
> Chiariamoci, non è che non si possa fare anche così, ma è solo un
> modo diverso di fare la stessa operazione attribuendo un significato
> diverso rispetto a quello attuale alla "non firma".
> Si dovrebbe anche togliere la casellina "allo Stato Italiano" visto
> che firmare lì equivarrebbe a non firmare.
Avendo io parlato di cambiare la legge le conseguenze mi sembrano
ovvie.
>
>
> No, nessuna cifra da stanziare.
> Basta stabilire quanto si elargisce per ogni firma apposta.
> Per esempio, considerando ipoteticamente 100 euro per ogni firma :
>
> Religione A 10.000 firme 10.000 X 100 = 1.000.000
> Religione B 500 firme 500 X 100 = 5.000
> Religione C 700 firme 700 X 100 = 7.000
> Religione D 200 firme 200 X 100 = 2.000
> L'importo, anche quello totale, cambierebbe ogno anno
Scusa ma forse non ho capito.
I 100 euro da dove vengono, dal monte Irpef o direttamente dalle tasche di
quello che firma (che paga quindi 100 euro in più di chi non firma) ?
Nel primo caso vale quanto ho detto prima.
A priori non si sa quanti firmano per cui si deve stanziare
100*numero_contribuenti e ci saranno poi delle rimanenze (da dirottare su
altre voci di spesa) se qualcuno non firma.
Nel secondo caso è come dici tu (con probabile crollo verticale della somma
da elargire alle varie chiese).
"Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto nel messaggio
news:lz6ie.906083$b5.39819504@news3.tin.it...
> [Woodstock®] ha scritto:
>
>> No, nessuna cifra da stanziare.
>> Basta stabilire quanto si elargisce per ogni firma apposta.
>> Per esempio, considerando ipoteticamente 100 euro per ogni firma :
>>
>> Religione A 10.000 firme 10.000 X 100 = 1.000.000
>> Religione B 500 firme 500 X 100 = 5.000
>> Religione C 700 firme 700 X 100 = 7.000
>> Religione D 200 firme 200 X 100 = 2.000
>> L'importo, anche quello totale, cambierebbe ogno anno
>
> Scusa ma forse non ho capito.
> I 100 euro da dove vengono, dal monte Irpef
Si, dal monte Irpef.
Hai presente il finanziamento dei partiti ?
Tot voti tot euro, tot firme tot euro
> o direttamente dalle tasche di quello che firma (che paga quindi 100
> euro in più di chi non firma) ?
No, dal monte Irpef..
> Nel primo caso vale quanto ho detto prima.
> A priori non si sa quanti firmano per cui si deve stanziare
> 100*numero_contribuenti e ci saranno poi delle rimanenze (da
> dirottare su altre voci di spesa) se qualcuno non firma.
Ci possono essere degli avanzi/disavanzi di bilancio dei quali
potranno essere fatti gli opportuni storni oppure riportati nel
bilancio dell'anno successivo come con qualsiasi altro capitolo di
spesa.
Il 16 Mag 2005, 17:48, "Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto:
> Chi non esprime preferenze semplicemente lascia decidere gli altri.
>
> Una volta che si accetta il principio per cui lo stato raccoglie fondi da
> devolvere al finanziamento di un certo tipo di iniziative, non vedo un
modo
> migliore di questo per fare scegliere ai cittadini a quali iniziative
vadano
> destinati i soldi.
Beh, secondo me un modo migliore sarebbe il devolvere allo Stato quanto non
espressamente dedicato alle istituzioni religiose.
Sono due metodi ugualmente logici ed accettabili, mi sembra.
E' una questione di scelte: uno avvantaggia le istituzioni religiose e la CC
in particolare, l'altro lo Stato.
> Beh, secondo me un modo migliore sarebbe il devolvere allo Stato
> quanto non espressamente dedicato alle istituzioni religiose.
> Sono due metodi ugualmente logici ed accettabili, mi sembra.
Si potrebbe fare in tanti modi, però, secondo me, se si decidesse di
considerare l'affidamento alla gestione statale come opzione residuale
sarebbe logico escluderlo dalle possibili scelte.
> E' una questione di scelte: uno avvantaggia le istituzioni religiose
> e la CC in particolare, l'altro lo Stato.
Mettiamola così.
Se i cittadini scegliessero tutti in maniera consapevole ed informata i due
criteri sarebbero equivalenti.
Il criterio indicato dalla legge è vantaggioso per le varie organizzazioni
religiose nell'ipotesi che i cittadini non sappiano bene come funziona il
meccanismo e che quelli che non firmano omettano la firma inconsapevoli (o
incuranti) delle conseguenze di tale omissione.
Il 17 Mag 2005, 10:10, "Neo" <Neo@The.Matrix> ha scritto:
> [l'allegro chirurgo] ha scritto:
>
> > Beh, secondo me un modo migliore sarebbe il devolvere allo Stato
> > quanto non espressamente dedicato alle istituzioni religiose.
> > Sono due metodi ugualmente logici ed accettabili, mi sembra.
>
> Si potrebbe fare in tanti modi, però, secondo me, se si decidesse di
> considerare l'affidamento alla gestione statale come opzione residuale
> sarebbe logico escluderlo dalle possibili scelte.
Condivido, evidentemente usiamo una logica simile.
Però altri potrebbero pensare "se ci sono le caselle da barrare, devo
barrarne una per forza".
>
> > E' una questione di scelte: uno avvantaggia le istituzioni religiose
> > e la CC in particolare, l'altro lo Stato.
>
> Mettiamola così.
> Se i cittadini scegliessero tutti in maniera consapevole ed informata i
due
> criteri sarebbero equivalenti.
Sicuro.
Ma sai bene che non è così.
Io per primo ammetto che fino a ieri non sapevo bene come funzionava il
sistema di ripartizione, e credo che nella mia ex situazione (o peggio) vi
sia la maggior parte degli italiani e ne va preso atto.
> Il criterio indicato dalla legge è vantaggioso per le varie organizzazioni
> religiose nell'ipotesi che i cittadini non sappiano bene come funziona il
> meccanismo e che quelli che non firmano omettano la firma inconsapevoli (o
> incuranti) delle conseguenze di tale omissione.
Ipotesi assolutamente reale.
Qualcuno trae vantaggio da questa ignoranza e, opinione personale, si
prodiga perché rimanga tale.
Ad esempio si potrebbe fare delle pubblicità informative come per quando si
vota alle elezioni/referendum, e/o metterlo per iscritto sui moduli o sulle
istruzioni per la compilazione in maniera BELLA CHIARA.
Chiaro che se tutti fossero attenti come te il problema non si porrebbe, ma
così non è e dubito potrà mai essere.
"l'allegro chirurgo" <chiro@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:139Z149Z1Z211Y1116318263X26993@usenet.libero. it...
> Sicuro.
> Ma sai bene che non è così.
> Io per primo ammetto che fino a ieri non sapevo bene come funzionava il
> sistema di ripartizione, e credo che nella mia ex situazione (o peggio) vi
> sia la maggior parte degli italiani e ne va preso atto.
Confermo.
Io ho sempre firmato per "l'8% allo Stato", pensando che i soldi fossero
usati per scopi umanitari, non religiosi.
Mi hanno ciulato :-)
> Confermo.
> Io ho sempre firmato per "l'8% allo Stato", pensando che i soldi
> fossero usati per scopi umanitari, non religiosi.
> Mi hanno ciulato :-)
Se firmi in favore dello stato indichi che l'8 per mille sia destinato "a
scopi di interesse sociale o di carattere umanitario a diretta gestione
statale". Così dice la legge.
Dubito che il Governo possa avere davvero fatto un utilizzo apertamente
contro legge di quei fondi, così come detto a Report (anche se da questa
banda di gaglioffi c'è da aspettarsi di tutto). La corte dei conti li
avrebbe massacrati.
In realtà lo Stato Italiano, attraverso un apposito fondo gestito dal
Ministero dell'Interno (Fondo edifici di culto) è direttamente proprietario
di molti immobili utilizzati per il culto (chiese, monasteri, ecc.).
Ad esempio la basilica di Santa Croce, a Firenze, è di proprietà dello
Stato.
Tali immobili sono di proprietà statale e quindi è lecito che lo Stato
spenda i soldi dell'8 per mille per la loro consevazione e manutenzione.
report cell
simone: CTI Reports 2004 Quarterly and Year End Results
XYOTAX(TM) STELLAR 3 Pivotal Trial Results Expected in the First Half
of March Provide Potential for 2005 to Be Transforming Year for CTI
SEATTLE,...