I grandi soci di Capitalia sono anche i suoi grandi debitori.
"Si segnala, nei confronti degli azionisti aderenti al Patto di
sindacato di Capitalia, un'esposizione per cassa e firma al
31 dicembre 2003 di circa 2,2miliardi", precisa il progetto
di bilancio firmato da Cesare Geronzi e Matteo Arpe.
Chi siano i soci del patto di via minghetti che lavorano con
i soldi prestati dal "loro" istituto non č difficile intuirlo se si
scorre l'elenco dei 13 proprietari del 29,53% di Capitalia.
Se viene impossibile che l'esposizione sia verso abn (ha
quasi il 9% del capitale) o fondazione monadori (3,17%),
non č azzardato includere tra i debitori buona parte degli
altri.
A cominciare dalla Pirelli (1,897%), che č al vertice
dell'indebitata filiera Olimpia-Telecom. Ci sono poi la
Tosinvest (1,99%) degli Angelucci, Roberto Colaninno
(1%), Alfio Marchini (0,749%), Massimo Moratti (0,18%),
Lamaro-Toti (1,756%).
Altri nomi di peso: Fondiaria-Sai, Toro, Regione Sicilia.
Vi č da dire che fino a due anni fā, nella lista vi era anche la
Parmalat; Calisto Tanzi era nel consiglio d'amministrazione
di Banca di Roma.
Il bilancio avverte che "l'incidenza dei crediti per cassa sul
totale dei crediti a clienti del gruppo č pari al 2,6%, cioč
1,98 miliardi di euro.
Precisa poi che i 2,2 miliardi di crediti verso soci hanno un
"inserimento sui dati di sistema (centrale rischi) del 13,8%".
In altre parole, il credito concesso da Geronzi č il 13,8%
del credito bancario complessivo di cui godono questi
creditori.
Il trucco di Cesare Geronzi č semplice; visto che non ha i
soldi per comprarsi una banca, ma vuole disporre della stessa
a suo esclusivo piacimento, senza rendere conto ai propri
azionisti, lui concede crediti ai propri azionisti, anche ben
oltre il consentito, visto che comunque alla centrale rischi
gli occhi che vedono sono quelli dell'amico Antonio Fazio.
Testimonianza di questo č quanto da anni vā dicendo la
fondazione Cassa Risparmio di Roma; unica fondazione
bancaria che ha praticamente dismesso la sua quota nella
banca di riferimento, appunto Banca di Roma (adesso
Capitalia).
La stessa fondazione ha tolto il mandato di gestione del
patrimonio proprio, che negli anni passati era a favore della
Romagest, la sgr del gruppo Capitalia. A vedere dalle
performance dei fondi Romagest, non vi č da rimanere
sorpresi.
ciao ciao