Il credito al consumo rallenta: l'Abi studia strategie di rilancio
Gli acquisti a rate sono cresciuti del 25,64% in due anni
Ma tra le famiglie meno abbienti si colgono segni di frenata
Zadra: "La sfida è migliorare la gestione e l'offerta dei prodotti"
di ROSARIA AMATO
ROMA - Credito al consumo, dopo il boom le cose stanno cambiando. La
crescita c'è stata, e anche cospicua, ma l'Italia non si è trasformato nel
Paese dell'acquisto a rate, per via soprattutto delle rigidità del sistema
che di fatto ostacolano l'accesso al credito al consumo alle famiglie meno
abbienti e ai lavoratori precari. Una situazione che le banche intendono
affrontare: istituti di credito ed enti specializzati si sono dati
appuntamento oggi e domani a Roma per 'Consumer Credit 2005'.
Dopo mesi passati ad analizzare statistiche sulla crescita degli acquisti a
rate, infatti, adesso le banche stanno prendendo atto di un certo
rallentamento o, se si preferisce, degli ampi margini di crescita che ancora
rimangono inesplorati. La consistenza del credito al consumo, ha detto il
direttore generale dell'Abi Giuseppe Zadra , "è passata dai 46.134 milioni
di euro di fine 2002 ai 57.964 milioni di fine settembre 2004, con una
crescita pari al 25,64 per cento". Rispetto al contesto europeo, i prestiti
concessi alle famiglie consumatrici (al netto dei mutui ipotecari) in Italia
sono cresciuti ad un ritmo superiore rispetto all'area dell'Euro. In
particolare, il tasso di crescita del credito al consumo bancario da
settembre 2003 a settembre 2004 è stato nel nostro paese pari al 14,3%,
superiore rispetto a quello registrato in Germania (0,6%); in Francia
(4,7%); in Spagna (12,2%) e pari a più del doppio della media dell'area
dell'Euro (6,2%).
Ma le possibilità di crescita, rileva ancora Zadra, rimangono ancora enormi
rispetto alle percentuali degli altri Paesi europei: in Italia siamo appena
al 3,9%, contro il 7,5% della Spagna, l'8,2% della Francia, il 10,8% della
Germania ed il 15,5% del Regno Unito (dati 2004).
E invece, come risulta da una recentissima indagine Censis, la richiesta di
credito al consumo tende ultimamente a contrarsi, piuttosto che espandersi.
"Da un'indagine effettuata nel mese di febbraio 2005 - spiega il segretario
generale Censis Giuseppe De Rita - risulta che il 31,9% degli intervistati
in Italia utilizza attualmente il credito al consumo, a fronte di una
percentuale più elevata (il 39%) rilevata nel 2004".
Il Censis ha inoltre rilevato un'ulteriore quota del 6,8% di persone che non
ricorrono attualmente al credito al consumo ma sono interessate a tale forma
di pagamento, una quota del 3,2% di persone interessate ma che non possono
accedervi, e una quota del 9,1% di persone che vi ricorrerebbero se questo
fosse meno oneroso.
Da dati Assofin (Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare)
risulta che in effetti la contrazione delle domande di finanziamento
riguarda le famiglie con un reddito mensile inferiore a 1.500 euro, mentre è
aumentata la richiesta di credito per i nuclei familiari contraddistinti da
redditi superiori a 1.500 euro. Se si considera la professione, aumenta il
ricorso da parte di impiegati e lavoratori in proprio e diminuisce quella
degli operai.
-"Tra la fine degli anni novanta e i primi di questo decennio - ha
confermato De Rita - l'uso del credito al consumo ha registrato una crescita
continua e consistente segnalando, almeno fino al 2002, un rapporto
rilassato con il denaro da parte di molti italiani. Oggi la situazione sta
in parte mutando". Anche perché, fa notare ancora De Rita, spesso "appare
abbastanza evidente che l'accesso al credito al consumo risulti
particolarmente difficoltoso proprio per coloro che invece ne avrebbero
maggiore necessità, cioè coloro che dispongono di limitate risorse
economiche".
Le banche riconoscono queste difficoltà, alle quali però ne oppongono una
loro: il rischio, superiore a quello di altri impieghi bancari. D'altra
parte, favorire il credito al consumo in questo momento significa favorire
l'economia, sottolinea Umberto Filotto, segretario generale Assofin: "Se non
ci fosse il credito al consumo quanta disoccupazione ci sarebbe in più,
quanti commercianti dovrebbero abbassare le saracinesche? Questo significa
che il credito al consumo può e deve diventare una leva di sviluppo da usare
nel quadro della politica economica".
Per le banche dunque si pone un problema di rimodulazione della propria
offerta: "L'obiettivo e la sfida che poniamo - dice Zadra - è quella di
migliorare la gestione e l'offerta dei prodotti di credito al consumo, al
fine di soddisfare al meglio le esigenze di una domanda in continua
evoluzione".
Ma anche per il legislatore italiano ed europeo agevolare l'accesso al
credito al consumo delle famiglie deve diventare una priorità, fa notare
ancora l'Abi, ricordando comunque i cambiamenti in atto: sta per entrare a
regime il Fondo per il credito al consumo istituito dal ministero delle
Attività Produttive con decreto del 22 dicembre 2003. Garantirà fino al 50%
e fino a un massimo di 1500 euro i prestiti al consumo per l'acquisto di
beni durevoli, rimborsabili in 12-48 rate erogati in favore di nuclei
familiari con un reddito annuo non superiore a 15.000 euro.
Altre formule di garanzia sono la recente Direttiva Ue Europea sul credito
al consumo, il Codice del Consumo che dovrebbe essere emanato a breve in
Italia, e l'estensione della cessione del quinto dello stipendio ai
dipendenti privati, introdotta con la Legge Finanziaria 2005.
Re: Il credito al consumo rallenta: l'Abi studia strategie di rilancio
. <l@lol.com> wrote:
>> P.S. soffri d'insonnia? ... o di ansia? ... (6:47!!!) ...
>>
>
> di asia !!! ;-))
.... stai messo sempre peggio, allora ... ;-)) .... (io l'ho fatto
per un po' in passato, poi stavo cominciando a dare letteralmente i
numeri ... vedevo dati e indici anche guardando l'orologio!!!!) ...
>
> no scaricano le perdite sulle società collegate che scontano i
> crediti ;-)))
.... se se ...
.... febbraio 2005 è appena passato (ricordi le prime pubblicità di
natale 2003?) ...
E l'ABI "deplora"...
Fred®: (Anche per rispondere ai commenti di Asappo e Max max nel thread
"Banchieri da strapazzo")
Tra i vari scandali finanziari quello di Fiorani/BPL è tra i più
recenti. Ricordo solo la "gravità"...
Banche
26
03-10-2006 22.16.13
Credito al consumo - Regali e Trappole
Fred [R]: Ovvero: regali a banche e finanziarie e tante trappole cui fare molta
attenzione, per la clientela.
Se seguite i vari "media", vi sarete accorti che negli ultimi mesi si
è scatenata l'orgia di...
Banche
5
10-02-2005 23.32.31
Per chi lavora, studia , viaggia
PAULETTO-2004: per tutti quelli che non possono restare al PC per l'intera
giornata, grafico del FIB30 aggiornato alle 10:20.
Piu' che ottimi i volumi (3500) specialmente se paragonati
con i 9976 di ieri.
Fatto...