Da un servizio in televisione risulta che i paesi più esposti alla crisi
finanziaria in atto siano Grecia, Francia e. Italia.
Eppure più di qualcuno sostiene che il Conto Arancio non offre garanzie
migliori rispetto ad un conto corrente italiano proprio perché il sistema
finanziario Olandese naviga in acque ancora più tempestose delle nostre.
"Magicoplanare" <magicoplanare@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:ePvHk.168183$FR.455146@twister1.libero.it...
> Da un servizio in televisione risulta che i paesi più esposti alla crisi
> finanziaria in atto siano Grecia, Francia e. Italia.
Certo se lo dice "un servizio" in televisione sarà sicuramente vero...
"Magicoplanare" <magicoplanare@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:ePvHk.168183$FR.455146@twister1.libero.it...
> Da un servizio in televisione risulta che i paesi più esposti alla crisi
> finanziaria in atto siano Grecia, Francia e. Italia.
Certo se lo dice "un servizio" in televisione sarà sicuramente vero...
> Eppure più di qualcuno sostiene che il Conto Arancio non offre garanzie
> migliori rispetto ad un conto corrente italiano proprio perché il sistema
> finanziario Olandese naviga in acque ancora più tempestose delle nostre.
Quello che non mi piace nell'attuale meccanismo di concorrenza tra
opertori è che TUTTO sia basato sul prezzo.
Nel senso che la banca/assicurazione che vuole competere sul mercato,
o cerca di offrire costi più bassi oppure di promettere rendimenti più
alti.
La colpa in questo caso è del legislatore, che permette la logica da
mercato rionale applicata a questi prodotti, e del consumatore che
francamente si dice sveglio, evoluto ed informato ma poi ha una sola
variabile in base alla quale decide, con buona pace di tanti discorsi
sulla qualità e la solidità.
Intendiamoci: non c'è nulla di male ad abbassare il costo o alzare il
rendimento, se non ci fosse il problema di capire bene da dove
arrivano i soldi.
Se il conto di deposito mi dà il 5% invece che lo 0,5% e non costa
nulla, i quattrini in più da dove escono?
Se la banca mi vende una polizza che costa 80 al posto dell'usuale
100, chi ci mette la differenza?
Il banchiere o l'assicuratore che per regalare denaro al cliente
erodono il proprio margine di profitto devono ancora nascere. Tra
l'altro non è denaro dell'amministratore delegato, ma degli azionisti
che lo hanno nominato e che mai gli perdonerebbero di aver acquisito
quote di mercato a spese del capitale dei soci. La logica degli
azionisti non è l'aumento della clientela, ma l'aumento della
redditività del loro investimento; se le cose vanno di pari passo,
bene. Altrimenti la seconda prevale sulla prima, ieri, oggi e sempre.
Gli operatori che rinunciano ad una rete di sportelli fisici,
affidandosi alla comunicazione a distanza (Internet e telefono)
affermano che il risparmio dovuto all'eliminazione della filiale
consente un trattamento economico migliore per il cliente.
Ma questo mi ricorda gli albori delle linee aeree low cost, che per
dissipare il dubbio di un prezzo basso ottenuto a spese della
sicurezza andarono affermando che il trucco stava nell'eliminazione
del servizio catering di bordo. Cioè tre Euro di snack. Adesso che la
clientela si è abituata al sistema delle low cost, e comprende
economie di scala legate ad una flotta uniforme, comprende i contratti
atipici con piloti pagati a gettone, ed è diventata esperta di scali
secondari e di accordi legati all'incremento dei passeggeri, la
stupidaggine dello snack non serve più, e infatti non la si sente più.
Il sistema di bancassurance invece utilizza ancora la scusante degli
sportelli mancanti, che non è propriamente una bufala ma è del tutto
insufficiente a giustificare i numeri.
Resta l'alternativa, che appare più realistica. La banca che offre un
interesse maggiore ritiene di poter recuperare la differenza da un
tipo di investimento diverso dall'usuale credito. Ovverosia, mercati
finanziari.
Questo non modifica per niente il livello di sicurezza del singolo
cliente, per il quale un deposito è un deposito: lui personalmente non
ha investito nulla, quindi non rischia nulla di più rispetto ad un
conto tradizionale.
Tuttavia si modifica il livello di rischio complessivo del sistema, al
punto che (secondo il mio modesto parere) garantire su un c/c un
interesse più elevato rispetto a quello di un titolo di Stato di breve
periodo dovrebbe essere vietato.
La storia recentissima dimostra che poi è il contribuente a pagare
quando la scommessa va male, quindi se devo prendere 20 Euro di
interessi in più all'anno per poi ritrovarmeli nel debito pubblico,
grazie e arrivederci.
> Eppure più di qualcuno sostiene che il Conto Arancio non offre garanzie
> migliori rispetto ad un conto corrente italiano proprio perché il sistema
> finanziario Olandese naviga in acque ancora più tempestose delle nostre.
Quello che non mi piace nell'attuale meccanismo di concorrenza tra
opertori è che TUTTO sia basato sul prezzo.
Nel senso che la banca/assicurazione che vuole competere sul mercato,
o cerca di offrire costi più bassi oppure di promettere rendimenti più
alti.
La colpa in questo caso è del legislatore, che permette la logica da
mercato rionale applicata a questi prodotti, e del consumatore che
francamente si dice sveglio, evoluto ed informato ma poi ha una sola
variabile in base alla quale decide, con buona pace di tanti discorsi
sulla qualità e la solidità.
Intendiamoci: non c'è nulla di male ad abbassare il costo o alzare il
rendimento, se non ci fosse il problema di capire bene da dove
arrivano i soldi.
Se il conto di deposito mi dà il 5% invece che lo 0,5% e non costa
nulla, i quattrini in più da dove escono?
Se la banca mi vende una polizza che costa 80 al posto dell'usuale
100, chi ci mette la differenza?
Il banchiere o l'assicuratore che per regalare denaro al cliente
erodono il proprio margine di profitto devono ancora nascere. Tra
l'altro non è denaro dell'amministratore delegato, ma degli azionisti
che lo hanno nominato e che mai gli perdonerebbero di aver acquisito
quote di mercato a spese del capitale dei soci. La logica degli
azionisti non è l'aumento della clientela, ma l'aumento della
redditività del loro investimento; se le cose vanno di pari passo,
bene. Altrimenti la seconda prevale sulla prima, ieri, oggi e sempre.
Gli operatori che rinunciano ad una rete di sportelli fisici,
affidandosi alla comunicazione a distanza (Internet e telefono)
affermano che il risparmio dovuto all'eliminazione della filiale
consente un trattamento economico migliore per il cliente.
Ma questo mi ricorda gli albori delle linee aeree low cost, che per
dissipare il dubbio di un prezzo basso ottenuto a spese della
sicurezza andarono affermando che il trucco stava nell'eliminazione
del servizio catering di bordo. Cioè tre Euro di snack. Adesso che la
clientela si è abituata al sistema delle low cost, e comprende
economie di scala legate ad una flotta uniforme, comprende i contratti
atipici con piloti pagati a gettone, ed è diventata esperta di scali
secondari e di accordi legati all'incremento dei passeggeri, la
stupidaggine dello snack non serve più, e infatti non la si sente più.
Il sistema di bancassurance invece utilizza ancora la scusante degli
sportelli mancanti, che non è propriamente una bufala ma è del tutto
insufficiente a giustificare i numeri.
Resta l'alternativa, che appare più realistica. La banca che offre un
interesse maggiore ritiene di poter recuperare la differenza da un
tipo di investimento diverso dall'usuale credito. Ovverosia, mercati
finanziari.
Questo non modifica per niente il livello di sicurezza del singolo
cliente, per il quale un deposito è un deposito: lui personalmente non
ha investito nulla, quindi non rischia nulla di più rispetto ad un
conto tradizionale.
Tuttavia si modifica il livello di rischio complessivo del sistema, al
punto che (secondo il mio modesto parere) garantire su un c/c un
interesse più elevato rispetto a quello di un titolo di Stato di breve
periodo dovrebbe essere vietato.
La storia recentissima dimostra che poi è il contribuente a pagare
quando la scommessa va male, quindi se devo prendere 20 Euro di
interessi in più all'anno per poi ritrovarmeli nel debito pubblico,
grazie e arrivederci.
Banche Olandesi, greche, francesi e... italiane.
Magicoplanare: Da un servizio in televisione risulta che i paesi più esposti alla crisi
finanziaria in atto siano Grecia, Francia e. Italia.
Eppure più di qualcuno sostiene che il Conto Arancio non offre...
Investire
7
13-10-2008 09.19.45
Condizioni di Conto Banche Francesi
Vitangelo: Ciao a tutti. Pensavo d'aprire un CC in Francia per comperare ETF.
Avete informazioni sui costi che applicano la' per la tenuta conto e
la compravendita titoli? Non credo che movimenterei quel...
Banche
2
18-07-2008 12.31.08
Classifica banche italiane...
Hereticus: Qualcuno saprebbe cortesemente indicarmi un link ad una classifica
delle banche italiane per dimensioni, redditività ratios ecc... ?
Grazie
Hereticus