Scusate, non e' che sono molto preoccupato, ma a forza di leggere tutti
questi messaggi e notizie su cosa succede quando una banca fallisce, mi
e' venuta una curiosita' che non ho letto qui (lurko da parecchio tempo
e spero non mi sia sfuggito...) ne' sui giornali...
Dunque il FITD interviene per i liquidi sul conto corrente fino ad una
certa cifra e con certi tempi (purtroppo non immediati e neanche cosi'
certi, per cui aldila' della solvibilita' del sistema e se il FITD regge
ad uno shock di grandi dimensioni, per un po' di tempo, uno vede parte
dei propri denari solo su un estratto conto...), ma cosa succede ai
titoli?
Aspettate aspettate! Lo so bene che i titoli sono intestati a me e
quindi si salvano perche' la banca li custodisce e basta. Non e' questa
la domanda.
Mi interessa dal punto di vista pratico.
Cioe', OK, i titoli sono miei e il FITD non c'entra niente, io ho ancora
i titoli. Ma con la banca in fallimento, posso venderli il giorno dopo?
Cosa devo fare?
Se per qualunque ragione, personale o di calcolo finanziario volessi
negoziarli il giorno dopo che la banca ha dichiarato fallimento cosa
dovrei/potrei fare (immagino che gli sportelli bancari sarebbero chiusi
e ugualmente il trading online chiuso, quindi se posso fare qualcosa,
non e' presso la banca. O si? )?
Ci sono normative chiare e precise in questo senso o si va a braccio?
> Ci sono normative chiare e precise in questo senso o si va a braccio?
Per l'ordinamento italiano una banca non può fallire.
La disciplina fallimentare esclude espressamente banche e
assicurazioni, per evidenti motivi di natura sociale.
Se una banca non è più solvente verso i propri creditori, essa viene
posta in liquidazione dall'autorità amministrativa e non dal giudice:
la procedura si chiama liquidazione coatta amministrativa, abbreviata
in L.C.A.
L'autorità amministrativa è rappresentata dall'organo di vigilanza,
per esempio Banca d'Italia, secondo competenza. L'organo di vigilanza,
sempre in base alla competenza, può essere anche un Ministero,
ovverosia il Governo.
Per quanto la procedura sia, sulla carta, praticamente identica a
quella del fallimento, le imprese di grandi dimensioni sottoposte ad
L.C.A. possono essere autorizzate all'esercizio provvisorio.
Significa in sostanza che vengono rimossi gli organi di
amministrazione, entra in gioco il commissario e l'attività prosegue.
Anche per anni (è già successo).
E' evidente che nell'esercizio provvisorio non si può pretendere che
la banca tenga pronti agli sportelli mazzette di contanti per
rimborsare i correntisti: i soldi ovviamente non ci sono, o non ci
sarebbe lo stato d'insolvenza.
Ma l'operatività sui depositi titoli, che è indifferente rispetto al
patrimonio della banca, non ha ragione di essere fermata.
Federconsorzi, i consorzi agrari per intenderci, è in L.C.A. da sedici
anni ed alcune compagnie di assicurazione hanno fatto anche di meglio.
L'operatività, entro certi limiti, è rimasta garantita e l'impatto
sociale basso.
Aggiungo inoltre che dal 1978 (dal 2000 per i titoli di Stato) i
titoli sono gestiti in modo centralizzato da Monte Titoli S.p.A.. A
prescindere dalla tua banca, il tuo titolo sta là. Se è cartaceo, ci
sta materialmente; se è dematerializzato, ci sta scritturalmente.
Monte Titoli però non tratta con i comuni mortali, ed è qui che si
mette in mezzo la tua banca. Ma poichè l'intermediario è indifferente,
il modo migliore che il commissario avrà per non fermare l'attività
sarà quello di delegare ad altra banca. L'esercizio provvisorio
infatti deve essere snello e i dossier titoli sono un fardello
inutile: il commissario venderà ad altro Istituto l'intero pacchetto
clienti dei dossier, il che consente tra l'altro di incassare un po'
di soldi per i creditori meno fortunati.
Il guaio di questa fase è che prima il commissario vorrà vederci
chiaro nelle scartoffie dell'istituto di credito sottoposto ad L.C.A.
e quindi passerà del tempo. Quanto? Per una SIM con grossi guai ci
sono voluti tre anni. Ma nel caso della L.C.A. di un colosso mi
aspetto forti pressioni, anche politiche, per una corsia veloce.
> Ci sono normative chiare e precise in questo senso o si va a braccio?
Per l'ordinamento italiano una banca non può fallire.
La disciplina fallimentare esclude espressamente banche e
assicurazioni, per evidenti motivi di natura sociale.
Se una banca non è più solvente verso i propri creditori, essa viene
posta in liquidazione dall'autorità amministrativa e non dal giudice:
la procedura si chiama liquidazione coatta amministrativa, abbreviata
in L.C.A.
L'autorità amministrativa è rappresentata dall'organo di vigilanza,
per esempio Banca d'Italia, secondo competenza. L'organo di vigilanza,
sempre in base alla competenza, può essere anche un Ministero,
ovverosia il Governo.
Per quanto la procedura sia, sulla carta, praticamente identica a
quella del fallimento, le imprese di grandi dimensioni sottoposte ad
L.C.A. possono essere autorizzate all'esercizio provvisorio.
Significa in sostanza che vengono rimossi gli organi di
amministrazione, entra in gioco il commissario e l'attività prosegue.
Anche per anni (è già successo).
E' evidente che nell'esercizio provvisorio non si può pretendere che
la banca tenga pronti agli sportelli mazzette di contanti per
rimborsare i correntisti: i soldi ovviamente non ci sono, o non ci
sarebbe lo stato d'insolvenza.
Ma l'operatività sui depositi titoli, che è indifferente rispetto al
patrimonio della banca, non ha ragione di essere fermata.
Federconsorzi, i consorzi agrari per intenderci, è in L.C.A. da sedici
anni ed alcune compagnie di assicurazione hanno fatto anche di meglio.
L'operatività, entro certi limiti, è rimasta garantita e l'impatto
sociale basso.
Aggiungo inoltre che dal 1978 (dal 2000 per i titoli di Stato) i
titoli sono gestiti in modo centralizzato da Monte Titoli S.p.A.. A
prescindere dalla tua banca, il tuo titolo sta là. Se è cartaceo, ci
sta materialmente; se è dematerializzato, ci sta scritturalmente.
Monte Titoli però non tratta con i comuni mortali, ed è qui che si
mette in mezzo la tua banca. Ma poichè l'intermediario è indifferente,
il modo migliore che il commissario avrà per non fermare l'attività
sarà quello di delegare ad altra banca. L'esercizio provvisorio
infatti deve essere snello e i dossier titoli sono un fardello
inutile: il commissario venderà ad altro Istituto l'intero pacchetto
clienti dei dossier, il che consente tra l'altro di incassare un po'
di soldi per i creditori meno fortunati.
Il guaio di questa fase è che prima il commissario vorrà vederci
chiaro nelle scartoffie dell'istituto di credito sottoposto ad L.C.A.
e quindi passerà del tempo. Quanto? Per una SIM con grossi guai ci
sono voluti tre anni. Ma nel caso della L.C.A. di un colosso mi
aspetto forti pressioni, anche politiche, per una corsia veloce.
On Thu, 02 Oct 2008 14:03:17 -0700, Alex Lustig wrote:
> E' evidente che nell'esercizio provvisorio non si può pretendere che la
> banca tenga pronti agli sportelli mazzette di contanti per rimborsare i
> correntisti: i soldi ovviamente non ci sono, o non ci sarebbe lo stato
> d'insolvenza.
> Ma l'operativitÃ* sui depositi titoli, che è indifferente rispetto al
> patrimonio della banca, non ha ragione di essere fermata.
questo passaggio non mi e' chiaro...stai dicendo che in pratica non posso
prelevare allo sportello di quella banca o da bancomat del suo circuito?
e pero' posso fare, per esempio, bonifici online o allo sportello?
On Thu, 02 Oct 2008 14:03:17 -0700, Alex Lustig wrote:
> E' evidente che nell'esercizio provvisorio non si può pretendere che la
> banca tenga pronti agli sportelli mazzette di contanti per rimborsare i
> correntisti: i soldi ovviamente non ci sono, o non ci sarebbe lo stato
> d'insolvenza.
> Ma l'operativitÃ* sui depositi titoli, che è indifferente rispetto al
> patrimonio della banca, non ha ragione di essere fermata.
questo passaggio non mi e' chiaro...stai dicendo che in pratica non posso
prelevare allo sportello di quella banca o da bancomat del suo circuito?
e pero' posso fare, per esempio, bonifici online o allo sportello?
> questo passaggio non mi e' chiaro...stai dicendo che in pratica non posso
> prelevare allo sportello di quella banca o da bancomat del suo circuito?
> e pero' posso fare, per esempio, bonifici online o allo sportello?
Il commissario di una banca in liquidazione coatta amministrativa può
decidere, una volta ricevuta l'autorizzazione a proseguire
provvisoriamente l'esercizio, come portare avanti l'operatività
dell'azienda.
E' impossibile che tale operatività preveda la libertà di prelevare
denaro da parte dei correntisti, indipendentemente dal canale
(sportello, bancomat, Internet), per il semplice fatto che il denaro
non c'è più.
Il presupposto della L.C.A. è proprio l'insolvenza della banca, che
non può far fronte ai propri debiti.
Il commissario dovrà ricontrollare attentamente la situazione
patrimoniale e le cause che hanno portato al dissesto, dopodichè
comincerà a liquidare ordinatamente le attività ed i beni della banca
in modo da portare a casa il più possibile. Naturalmente il passivo
sarà superiore all'attivo, per cui alla fine rimarrà un bel buco.
Ma quali creditori sono destinati a ritrovarsi fregati?
La legge ha voluto prevedere un meccanismo di garanzia per i piccoli
correntisti, tutelandoli attraverso un fondo. Questo aiuta pure il
commissario, che perlomeno non dovrà pensare anche a come ripianare
quel debito (che peraltro, per volume, avrebbe affossato le speranze
di ogni altro creditore).
Il correntista dovrà dunque richiedere il proprio denaro al fondo, e
non alla banca in liquidazione.
> questo passaggio non mi e' chiaro...stai dicendo che in pratica non posso
> prelevare allo sportello di quella banca o da bancomat del suo circuito?
> e pero' posso fare, per esempio, bonifici online o allo sportello?
Il commissario di una banca in liquidazione coatta amministrativa può
decidere, una volta ricevuta l'autorizzazione a proseguire
provvisoriamente l'esercizio, come portare avanti l'operatività
dell'azienda.
E' impossibile che tale operatività preveda la libertà di prelevare
denaro da parte dei correntisti, indipendentemente dal canale
(sportello, bancomat, Internet), per il semplice fatto che il denaro
non c'è più.
Il presupposto della L.C.A. è proprio l'insolvenza della banca, che
non può far fronte ai propri debiti.
Il commissario dovrà ricontrollare attentamente la situazione
patrimoniale e le cause che hanno portato al dissesto, dopodichè
comincerà a liquidare ordinatamente le attività ed i beni della banca
in modo da portare a casa il più possibile. Naturalmente il passivo
sarà superiore all'attivo, per cui alla fine rimarrà un bel buco.
Ma quali creditori sono destinati a ritrovarsi fregati?
La legge ha voluto prevedere un meccanismo di garanzia per i piccoli
correntisti, tutelandoli attraverso un fondo. Questo aiuta pure il
commissario, che perlomeno non dovrà pensare anche a come ripianare
quel debito (che peraltro, per volume, avrebbe affossato le speranze
di ogni altro creditore).
Il correntista dovrà dunque richiedere il proprio denaro al fondo, e
non alla banca in liquidazione.
>Aspettate aspettate! Lo so bene che i titoli sono intestati a me e
>quindi si salvano perche' la banca li custodisce e basta. Non e' questa
>la domanda.
Faccio una precisazione doverosa sul cosiddetto "deposito titoli"
presso la banca.
Dentro il deposito titoli NON CI SONO TITOLI. E questo vale in senso
sia materiale che informatico; il titolo, anche se dematerializzato e
ridotto a mera scrittura contabile, non è lì.
I nomi come "deposito" o "custodia" sono rimasti in uso da epoche
precedenti, ma dal 2000 in poi tutta la gestione è accentrata presso
la Monte Titoli S.p.A. di Milano e la banca non custodisce nulla.
La Monte Titoli comunica con gli intermediari finanziari e le banche
attraverso un circuito informatizzato (più di uno per la verità) ed è
Monte Titoli ad avere la cartellina fisica con i titoli dentro o
quella virtuale, sempre con i titoli dentro.
La banca compravende i titoli sul mercato o ti permette di partecipare
alle aste dello Stato, dopodichè trasmette un flusso di dati alla
Monte Titoli per dire che gli strumenti finanziari numero X, Y e Z
hanno cambiato proprietario.
Quello che tu vedi nel tuo cosiddetto "deposito" altro non è che la
parte di quel flusso che ti riguarda.
>Aspettate aspettate! Lo so bene che i titoli sono intestati a me e
>quindi si salvano perche' la banca li custodisce e basta. Non e' questa
>la domanda.
Faccio una precisazione doverosa sul cosiddetto "deposito titoli"
presso la banca.
Dentro il deposito titoli NON CI SONO TITOLI. E questo vale in senso
sia materiale che informatico; il titolo, anche se dematerializzato e
ridotto a mera scrittura contabile, non è lì.
I nomi come "deposito" o "custodia" sono rimasti in uso da epoche
precedenti, ma dal 2000 in poi tutta la gestione è accentrata presso
la Monte Titoli S.p.A. di Milano e la banca non custodisce nulla.
La Monte Titoli comunica con gli intermediari finanziari e le banche
attraverso un circuito informatizzato (più di uno per la verità) ed è
Monte Titoli ad avere la cartellina fisica con i titoli dentro o
quella virtuale, sempre con i titoli dentro.
La banca compravende i titoli sul mercato o ti permette di partecipare
alle aste dello Stato, dopodichè trasmette un flusso di dati alla
Monte Titoli per dire che gli strumenti finanziari numero X, Y e Z
hanno cambiato proprietario.
Quello che tu vedi nel tuo cosiddetto "deposito" altro non è che la
parte di quel flusso che ti riguarda.
In article <ead7b50d-05de-4b5d-a339-9769a6fd27ec@
25g2000hsk.googlegroups.com>, alexlustig@katamail.com says...
> Dentro il deposito titoli NON CI SONO TITOLI. E questo vale in senso
> sia materiale che informatico; il titolo, anche se dematerializzato e
> ridotto a mera scrittura contabile, non è lì.
> Quello che tu vedi nel tuo cosiddetto "deposito" altro non è che la
> parte di quel flusso che ti riguarda.
>
Caro Alex,
intanto ti ringrazio per le tue interessanti risposte al mio
quesito, che purtroppo non e' che mi tranquillizzerebbero troppo, dato
che anche per i titoli, se ho capito bene, se pure ne e' garantita prima
o poi la disponibilita' completa, anche in questo non e' affatto detto
che sarebbe immediata.
E se il mercato richiedesse un intervento rapido per non vedere in
fumo dei titoli nel periodo in cui non sono accessibili, sarebbero
dolori grossi...
E se una banca grossa fallisse, forse la probabilita' che interventi
rapidi sarebbero necessari credo sarebbe piuttosto alta...
Per il discorso "custodia", anche io avevo utilizzato il gergo, ben
sapendo che ormai sono tutte transazioni infomratiche e di fisico e'
rimasto poco, e quell'eventuale poco non e' certo presso la banca.
Grazie di nuovo (e se e' opportuno qualche altro commento su quanto
scritto all'inizio, grazie di nuovo!)
In article <ead7b50d-05de-4b5d-a339-9769a6fd27ec@
25g2000hsk.googlegroups.com>, alexlustig@katamail.com says...
> Dentro il deposito titoli NON CI SONO TITOLI. E questo vale in senso
> sia materiale che informatico; il titolo, anche se dematerializzato e
> ridotto a mera scrittura contabile, non è lì.
> Quello che tu vedi nel tuo cosiddetto "deposito" altro non è che la
> parte di quel flusso che ti riguarda.
>
Caro Alex,
intanto ti ringrazio per le tue interessanti risposte al mio
quesito, che purtroppo non e' che mi tranquillizzerebbero troppo, dato
che anche per i titoli, se ho capito bene, se pure ne e' garantita prima
o poi la disponibilita' completa, anche in questo non e' affatto detto
che sarebbe immediata.
E se il mercato richiedesse un intervento rapido per non vedere in
fumo dei titoli nel periodo in cui non sono accessibili, sarebbero
dolori grossi...
E se una banca grossa fallisse, forse la probabilita' che interventi
rapidi sarebbero necessari credo sarebbe piuttosto alta...
Per il discorso "custodia", anche io avevo utilizzato il gergo, ben
sapendo che ormai sono tutte transazioni infomratiche e di fisico e'
rimasto poco, e quell'eventuale poco non e' certo presso la banca.
Grazie di nuovo (e se e' opportuno qualche altro commento su quanto
scritto all'inizio, grazie di nuovo!)
"Alex Lustig" <alexlustig@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:cef26767-7d52-43b1-ab2b-3829135d28b7@m36g2000hse.googlegroups.com...
>> Ci sono normative chiare e precise in questo senso o si va a braccio?
>
> Per l'ordinamento italiano una banca non può fallire.
> La disciplina fallimentare esclude espressamente banche e
> assicurazioni, per evidenti motivi di natura sociale.
> Se una banca non è più solvente verso i propri creditori, essa viene
> posta in liquidazione dall'autorità amministrativa e non dal giudice:
> la procedura si chiama liquidazione coatta amministrativa, abbreviata
> in L.C.A.
Ne approfitto io allora per chiedere:
Supponiamo che io abbia un conto corrente nella banca X, di ... diciamo 50
mila euro (quindi garantiti visto che il massimale è 103 mila euro) ma che
abbia anche dei BOT di 200 mila euro.
Supponiamo che:
il 15 gennaio la banca venga messa in L.C.A. , non ci siano piu' soldi, e,
nei tempi tecnici necessari, i correntisti verranno rimborsati fino a 103
mila euro. I titolari di titoli (tra cui i miei ipotetici BOT) non sono
soggetti a rischio ma:
>Monte Titoli però non tratta con i comuni mortali, ed è qui che si
>mette in mezzo la tua banca. Ma poichè l'intermediario è indifferente,
>il modo migliore che il commissario avrà per non fermare l'attività
>sarà quello di delegare ad altra banca.
supponiamo adesso che la delega del commissario ad altra banca non sia così
immediata (i tempi sono lunghi) e dal 15 gennaio di inizio dell'L.C.A.
questa delega avvenga il 30 marzo successivo.
Se nel frattempo in un periodo intermedio (ad esempio il 15 febbraio) i miei
bot dovessero SCADERE, cosa succederebbe?
Normalmente verrebbero riaccredditati in automatico sul mio conto corrente,
ma se questo dovesse succedere, la banca di quei 200 mila euro di bot
rientrati sul c/c potrebbe immediatamente "risucchiarne" 147 mila senza piu'
ridarmeli. Questo accadrebbe perché il 16 febbraio il capitale "virtuale"
sul mio c/c della banca X in LCA diventerebbe 250 mila euro, quindi
supererebbe di 147 mila euro il limite di garanzia dei 103 mila euro.
Questa situazione potrebbe verificarsi realmente? Oppure in caso di LCA
della banca è possibile evitare che i titoli in scadenza "rientrino" sul
conto corrente?
Ringrazio chiunque risponda... si parla tanto dei titoli che sono
"svincolati" dalle banche pero' non si dice mai cosa succede quando il
titolo scade e dovrebbe rientrare sul c/c se la banca è in LCA e il valore
supera i 103 mila euro
"Alex Lustig" <alexlustig@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:cef26767-7d52-43b1-ab2b-3829135d28b7@m36g2000hse.googlegroups.com...
>> Ci sono normative chiare e precise in questo senso o si va a braccio?
>
> Per l'ordinamento italiano una banca non può fallire.
> La disciplina fallimentare esclude espressamente banche e
> assicurazioni, per evidenti motivi di natura sociale.
> Se una banca non è più solvente verso i propri creditori, essa viene
> posta in liquidazione dall'autorità amministrativa e non dal giudice:
> la procedura si chiama liquidazione coatta amministrativa, abbreviata
> in L.C.A.
Ne approfitto io allora per chiedere:
Supponiamo che io abbia un conto corrente nella banca X, di ... diciamo 50
mila euro (quindi garantiti visto che il massimale è 103 mila euro) ma che
abbia anche dei BOT di 200 mila euro.
Supponiamo che:
il 15 gennaio la banca venga messa in L.C.A. , non ci siano piu' soldi, e,
nei tempi tecnici necessari, i correntisti verranno rimborsati fino a 103
mila euro. I titolari di titoli (tra cui i miei ipotetici BOT) non sono
soggetti a rischio ma:
>Monte Titoli però non tratta con i comuni mortali, ed è qui che si
>mette in mezzo la tua banca. Ma poichè l'intermediario è indifferente,
>il modo migliore che il commissario avrà per non fermare l'attività
>sarà quello di delegare ad altra banca.
supponiamo adesso che la delega del commissario ad altra banca non sia così
immediata (i tempi sono lunghi) e dal 15 gennaio di inizio dell'L.C.A.
questa delega avvenga il 30 marzo successivo.
Se nel frattempo in un periodo intermedio (ad esempio il 15 febbraio) i miei
bot dovessero SCADERE, cosa succederebbe?
Normalmente verrebbero riaccredditati in automatico sul mio conto corrente,
ma se questo dovesse succedere, la banca di quei 200 mila euro di bot
rientrati sul c/c potrebbe immediatamente "risucchiarne" 147 mila senza piu'
ridarmeli. Questo accadrebbe perché il 16 febbraio il capitale "virtuale"
sul mio c/c della banca X in LCA diventerebbe 250 mila euro, quindi
supererebbe di 147 mila euro il limite di garanzia dei 103 mila euro.
Questa situazione potrebbe verificarsi realmente? Oppure in caso di LCA
della banca è possibile evitare che i titoli in scadenza "rientrino" sul
conto corrente?
Ringrazio chiunque risponda... si parla tanto dei titoli che sono
"svincolati" dalle banche pero' non si dice mai cosa succede quando il
titolo scade e dovrebbe rientrare sul c/c se la banca è in LCA e il valore
supera i 103 mila euro
>E se il mercato richiedesse un intervento rapido per non vedere in
>fumo dei titoli nel periodo in cui non sono accessibili, sarebbero
>dolori grossi...
>E se una banca grossa fallisse, forse la probabilita' che interventi
>rapidi sarebbero necessari credo sarebbe piuttosto alta...
In linea di principio i titoli obbligazionari non dovrebbero
richiedere un intervento di rapida vendita sul mercato, perchè per
farli fruttare basterebbe aspettare la scadenza naturale. Questo
impedisce di sfruttare congiunture favorevoli di mercato, ma non mette
a repentaglio i propri risparmi.
Tale linea di principio è stata messa a dura prova negli ultimi anni,
con il verificarsi di casi di default su obbligazioni: in questo caso
il sottoscrittore di prodotti similari viene preso dall'ansia e
vorrebbe, quantomeno, la possibilità di salvare il salvabile vendendo
il titolo prima della catastrofe.
Devo dire tuttavia che i segnali premonitori dei default maggiori,
come Lehman ma anche Cirio, Parmalat e Argentina, non ci sono stati
affatto. La mannaia è calata all'improvviso, e quelli che sapevano non
sono i tipi che telefonano ai risparmiatori per avvertirli in tempo.
Per cui, avrebbe fatto poca differenza.
Se poi nel dossier ci sono solo titoli di Stato, lì si sta tranquilli
perchè l'accesso rapido al mercato non serve. La negoziazione continua
di questi titoli serve per convertirli in liquidità in caso di
necessità improvvisa, ma se lo scopo è quello di conservare i propri
risparmi, basta aspettare le scadenze.
Diverso il caso dei titoli azionari, che solitamente sono l'unica cosa
che il comune risparmiatore può detenere nel dossier oltre alle
obbligazioni di cui sopra.
Per quanto ci siano i cassettisti (quelli che trattengono l'azione per
un tempo indefinito mirando ad incassare i dividendi) in genere il
piccolo risparmiatore compra il titolo per rivenderlo e guadagnare
sulla differenza di prezzo. E per far questo ha bisogno dell'accesso
ai mercati.
Ciò premesso, al problema dell'accesso al dossier titoli se ne
aggiunge un altro spesso sottovalutato.
Mettiamo di avere per le mani titoli (azioni o obbligazioni) di un
emittente in crisi, dei quali ci vogliamo sbarazzare anche a fronte di
una perdita. Perchè siano vendibili su un mercato regolamentato
debbono essere quotati, ma i meccanismi di protezione ne sospendono la
quotazione quando il prezzo scende troppo repentinamente. Oppure ne
sospendono proprio la negoziabilità. Lehman per esempio non è
vendibile sui regolamentati, anche se una quotazione teorica ce l'ha.
Per uscire dal pasticcio bisogna avere qualche nozione e piazzare la
patata bollente fuori dai mercati regolamentati, o come si dice in
gergo "OTC" (over the counter), il che è complesso.
Un bel mondo, eh?
>E se il mercato richiedesse un intervento rapido per non vedere in
>fumo dei titoli nel periodo in cui non sono accessibili, sarebbero
>dolori grossi...
>E se una banca grossa fallisse, forse la probabilita' che interventi
>rapidi sarebbero necessari credo sarebbe piuttosto alta...
In linea di principio i titoli obbligazionari non dovrebbero
richiedere un intervento di rapida vendita sul mercato, perchè per
farli fruttare basterebbe aspettare la scadenza naturale. Questo
impedisce di sfruttare congiunture favorevoli di mercato, ma non mette
a repentaglio i propri risparmi.
Tale linea di principio è stata messa a dura prova negli ultimi anni,
con il verificarsi di casi di default su obbligazioni: in questo caso
il sottoscrittore di prodotti similari viene preso dall'ansia e
vorrebbe, quantomeno, la possibilità di salvare il salvabile vendendo
il titolo prima della catastrofe.
Devo dire tuttavia che i segnali premonitori dei default maggiori,
come Lehman ma anche Cirio, Parmalat e Argentina, non ci sono stati
affatto. La mannaia è calata all'improvviso, e quelli che sapevano non
sono i tipi che telefonano ai risparmiatori per avvertirli in tempo.
Per cui, avrebbe fatto poca differenza.
Se poi nel dossier ci sono solo titoli di Stato, lì si sta tranquilli
perchè l'accesso rapido al mercato non serve. La negoziazione continua
di questi titoli serve per convertirli in liquidità in caso di
necessità improvvisa, ma se lo scopo è quello di conservare i propri
risparmi, basta aspettare le scadenze.
Diverso il caso dei titoli azionari, che solitamente sono l'unica cosa
che il comune risparmiatore può detenere nel dossier oltre alle
obbligazioni di cui sopra.
Per quanto ci siano i cassettisti (quelli che trattengono l'azione per
un tempo indefinito mirando ad incassare i dividendi) in genere il
piccolo risparmiatore compra il titolo per rivenderlo e guadagnare
sulla differenza di prezzo. E per far questo ha bisogno dell'accesso
ai mercati.
Ciò premesso, al problema dell'accesso al dossier titoli se ne
aggiunge un altro spesso sottovalutato.
Mettiamo di avere per le mani titoli (azioni o obbligazioni) di un
emittente in crisi, dei quali ci vogliamo sbarazzare anche a fronte di
una perdita. Perchè siano vendibili su un mercato regolamentato
debbono essere quotati, ma i meccanismi di protezione ne sospendono la
quotazione quando il prezzo scende troppo repentinamente. Oppure ne
sospendono proprio la negoziabilità. Lehman per esempio non è
vendibile sui regolamentati, anche se una quotazione teorica ce l'ha.
Per uscire dal pasticcio bisogna avere qualche nozione e piazzare la
patata bollente fuori dai mercati regolamentati, o come si dice in
gergo "OTC" (over the counter), il che è complesso.
Un bel mondo, eh?