Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:48a8481e$0$1092$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..
> Parafrasando una scritta sui pacchetti di sigarette:
> "La banca danneggia gravemente te e chi ti sta intorno".
Con la differenza che delle sigarette si può fare tranquillamente a meno,
delle banche, piaccia o non piaccia, no.
Scusami ma "la banca", per me, sono i colleghi; le persone che vi lavorano.
Se per mettere in mostra un articolo, sotto molti aspetti sintetico e
mediocre si deve insultare, non mi pare corretto.
Viva l'informazione nel suo concetto più puro ma evitiamo, per cortesia, i
sanfedismi.
Il mondo si evolve ugualmente ;-)
Cordiali saluti
LucaS
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:48a8481e$0$1092$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..
> Parafrasando una scritta sui pacchetti di sigarette:
> "La banca danneggia gravemente te e chi ti sta intorno".
Con la differenza che delle sigarette si può fare tranquillamente a meno,
delle banche, piaccia o non piaccia, no.
Scusami ma "la banca", per me, sono i colleghi; le persone che vi lavorano.
Se per mettere in mostra un articolo, sotto molti aspetti sintetico e
mediocre si deve insultare, non mi pare corretto.
Viva l'informazione nel suo concetto più puro ma evitiamo, per cortesia, i
sanfedismi.
Il mondo si evolve ugualmente ;-)
Cordiali saluti
LucaS
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
"LucaS" <lucaS958@gmail.com> ha scritto nel messaggio
> Scusami ma "la banca", per me, sono i colleghi; le persone che vi
> lavorano.
Per me la "banca" è... la banca. I lavoratori del settore credito sono
i *dipendenti* della (o dalla) banca. Distinguerei le due cose, non
siamo ancora a livello Giappone, mi pare.
> Se per mettere in mostra un articolo, sotto molti aspetti sintetico
> e mediocre si deve insultare, non mi pare corretto.
Mi spiace che tu dia questa interpretazione che, nelle mie intenzioni,
è tutt'altra.
Non credo che chi ha comprato la Fiat "Duna", o altre monnezze di
auto, abbia poi incolpato gli operai delle catene di montaggio per
questi capolavori.
Ecco, da troppi anni ormai, "la banca", cioè il sistema bancario
italiano, cioè i banchieri italiani, propina alla clientela solo
"Duna" (con anche incomprensibili libretti di istruzioni) a prezzi
fuori mercato (europeo e mondiale).
Quella "firma" (ne uso diverse, un po' come capita) vuole sintetizzare
questo e solo questo.
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
"LucaS" <lucaS958@gmail.com> ha scritto nel messaggio
> Scusami ma "la banca", per me, sono i colleghi; le persone che vi
> lavorano.
Per me la "banca" è... la banca. I lavoratori del settore credito sono
i *dipendenti* della (o dalla) banca. Distinguerei le due cose, non
siamo ancora a livello Giappone, mi pare.
> Se per mettere in mostra un articolo, sotto molti aspetti sintetico
> e mediocre si deve insultare, non mi pare corretto.
Mi spiace che tu dia questa interpretazione che, nelle mie intenzioni,
è tutt'altra.
Non credo che chi ha comprato la Fiat "Duna", o altre monnezze di
auto, abbia poi incolpato gli operai delle catene di montaggio per
questi capolavori.
Ecco, da troppi anni ormai, "la banca", cioè il sistema bancario
italiano, cioè i banchieri italiani, propina alla clientela solo
"Duna" (con anche incomprensibili libretti di istruzioni) a prezzi
fuori mercato (europeo e mondiale).
Quella "firma" (ne uso diverse, un po' come capita) vuole sintetizzare
questo e solo questo.
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
LucaS ha scritto:
> Se per mettere in mostra un articolo, sotto molti aspetti sintetico e
> mediocre si deve insultare, non mi pare corretto.
La fonte di quell'articolo da parecchi anni spiega alla gente comune
come "difendersi" e come utilizzare al meglio prodotti finanziari
assicurativi o bancari.
Districarsi nella finanza non è cosa da tutti soprattutto in un mercato
con una pesante ed ingiusta asimmetria informativa a vantaggio degli
operatori finaziari e che finisce per spennare i "poveri polli"
utenti/consumatori.
> Viva l'informazione nel suo concetto più puro ma evitiamo, per cortesia, i
> sanfedismi.
appunto, più libera informazione soprattutto per la parte meno informata
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
LucaS ha scritto:
> Se per mettere in mostra un articolo, sotto molti aspetti sintetico e
> mediocre si deve insultare, non mi pare corretto.
La fonte di quell'articolo da parecchi anni spiega alla gente comune
come "difendersi" e come utilizzare al meglio prodotti finanziari
assicurativi o bancari.
Districarsi nella finanza non è cosa da tutti soprattutto in un mercato
con una pesante ed ingiusta asimmetria informativa a vantaggio degli
operatori finaziari e che finisce per spennare i "poveri polli"
utenti/consumatori.
> Viva l'informazione nel suo concetto più puro ma evitiamo, per cortesia, i
> sanfedismi.
appunto, più libera informazione soprattutto per la parte meno informata
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
On Sun, 17 Aug 2008 21:58:17 +0200, LucaS wrote:
> Scusami ma "la banca",
> per me, sono i colleghi; le persone che vi lavorano.
curiosa come interpretazione.
i miei hanno lavorato in banca per circa 70 anni in due e non hanno mai
partecipato agli utili della banca...da voi quindi e' diverso?
per continuare il paragone di Fred...ragionando cosi' per il crac
parmalat si dovrebbero incolpare gli operai.
a me la favoletta che "una azienda sono i suoi dipendenti" sa tanto di
pubblicita' televisiva...anche perche' non capisco a quel punto come mai
ci sia una percentuale cosi' elevata di dipendenti insoddisfatti.
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
On Sun, 17 Aug 2008 21:58:17 +0200, LucaS wrote:
> Scusami ma "la banca",
> per me, sono i colleghi; le persone che vi lavorano.
curiosa come interpretazione.
i miei hanno lavorato in banca per circa 70 anni in due e non hanno mai
partecipato agli utili della banca...da voi quindi e' diverso?
per continuare il paragone di Fred...ragionando cosi' per il crac
parmalat si dovrebbero incolpare gli operai.
a me la favoletta che "una azienda sono i suoi dipendenti" sa tanto di
pubblicita' televisiva...anche perche' non capisco a quel punto come mai
ci sia una percentuale cosi' elevata di dipendenti insoddisfatti.
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
"butterfly" <butterfly@greyrabbit.org> ha scritto nel messaggio
news:48a91e99$0$4245$6e1ede2f@read.cnntp.org...
> a me la favoletta che "una azienda sono i suoi dipendenti" sa tanto di
> pubblicita' televisiva...anche perche' non capisco a quel punto come mai
> ci sia una percentuale cosi' elevata di dipendenti insoddisfatti.
Forse dovrebbero guardarsi allo specchio, ogni tanto?
Sarebbe utile che tutti si faccia mente locale sul nostro comportamento
quando ci si trova dall'altra parte del bancone a chiedere servizi.
Detto ciò, tu domani mattina potresti andare da Gabetti, uno a caso, e
comprare un'immobile in via tal dei tali; chiedere quindi tutte le
autorizzazioni e poi attaccare un bella insegna con su scritta "BANCA".
Ma quell'edificio diventa una banca quando al mattino cominciano ad entrare
i dipendenti: dal presidente all'ultimo dei commessi, se esistono ancora;
ecco, a quel punto uno che entra si può dire che è entrato in banca. Poi è
chiaro che chi sta sotto deve eseguire le istruzioni di chi sta sopra; però
c'è chi esegue pedissequamente e chi si domanda cosa mai stia facendo quando
schiaccia il tastino.
Come c'è, in ogni azienda del mondo, piccola o grande che sia, chi porta il
cervello all'ammasso, chi al consorzio agrario e chi la tiene attaccata al
proprio corpo con tutti i collegamenti elettrici funzionanti.
Scusate la divagazione.
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
"butterfly" <butterfly@greyrabbit.org> ha scritto nel messaggio
news:48a91e99$0$4245$6e1ede2f@read.cnntp.org...
> a me la favoletta che "una azienda sono i suoi dipendenti" sa tanto di
> pubblicita' televisiva...anche perche' non capisco a quel punto come mai
> ci sia una percentuale cosi' elevata di dipendenti insoddisfatti.
Forse dovrebbero guardarsi allo specchio, ogni tanto?
Sarebbe utile che tutti si faccia mente locale sul nostro comportamento
quando ci si trova dall'altra parte del bancone a chiedere servizi.
Detto ciò, tu domani mattina potresti andare da Gabetti, uno a caso, e
comprare un'immobile in via tal dei tali; chiedere quindi tutte le
autorizzazioni e poi attaccare un bella insegna con su scritta "BANCA".
Ma quell'edificio diventa una banca quando al mattino cominciano ad entrare
i dipendenti: dal presidente all'ultimo dei commessi, se esistono ancora;
ecco, a quel punto uno che entra si può dire che è entrato in banca. Poi è
chiaro che chi sta sotto deve eseguire le istruzioni di chi sta sopra; però
c'è chi esegue pedissequamente e chi si domanda cosa mai stia facendo quando
schiaccia il tastino.
Come c'è, in ogni azienda del mondo, piccola o grande che sia, chi porta il
cervello all'ammasso, chi al consorzio agrario e chi la tiene attaccata al
proprio corpo con tutti i collegamenti elettrici funzionanti.
Scusate la divagazione.
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
"Gi_pll" <cippa@lippa.it> ha scritto nel messaggio
news:6gtlq6Fhju06U1@mid.individual.net...
> Forse dovrebbero guardarsi allo specchio, ogni tanto?
Infatti. Durante il servizio militare ho imparato che, a volte, sono
più "carogne" i sergenti che non alcuni ufficiali "dal volto umano".
Voglio dire (e ripetere) che, spesso per motivi di sintesi, su un Ng
si tende a generalizzare.
Se vogliamo approndire meglio la questione, la mia opinione è che la
"generalità" del personale bancario, nell'ovvio ambito delle direttive
ricevute, ha un atteggiamento non ostile nei confronti della
clientela, soprattutto quando ciò è ricambiato. Poi ci sono le
"eccezioni" (tante o poche non saprei dire).
Sintetizzando alcune mie esperienze (da cliente) allo sportello e ad
alcuni uffici interni:
1) mi sono capitati bancari che mi hanno aiutato sul serio, dandomi
consigli personalizzati su varie questioni. Mi hanno dedicato il loro
tempo senza "fretta". Mi è perfino capitato di sentirmi dire "guardi,
il mio Direttore ora le proporrà così e così, lei però gli risponda
che...". Insomma, grado di soddisfazione massimo.
2) diverso, molto diverso, è (quasi sempre) stato l'approccio con i
bancari-venditori e/o con vari responsabili di agenzia (parlo della
fine anni '90, inizio 2000). Si vedeva lontano un miglio che volevano
rifilarmi prodotti che prescindevano dalle MIE reali
necessità/richieste.
E, devo dire, in alcuni di questi colloqui mi è sembrato di notare una
"fidelizzazione" aziendale che andava ben aldilà della normale
efficacia/efficienza richiesta a qualsiasi lavoratore dipendente.
Con ciò non voglio assolutamente dire che un dipendente, soprattutto
se dotato di sana ambizione, non debba dare il massimo sul lavoro,
anzi...
Il problema (vero) è che, sempre IMO, quando si tratta di vendere c'è
una netta prevalenza di "Duna" rispetto a comode e sicure berline ad
un equo prezzo di mercato.
Ora, il bancario-venditore di turno ne è consapevole fino in fondo o
no?
Che tipo di formazione ha ricevuto sui prodotti che "la banca", di
volta in volta gli "ordina" di spingere?
Cioè, sta agendo comunque in buona fede perché in quel prodotto ci
crede, lo ritiene buono anche per il cliente, eccetera.?
Oppure è stato "formato" ad hoc per rifilare la Duna al cliente
spacciandola per una Ferrari?
Gli è stato cioè spiegato solo come rispondere ad eventuali obiezioni
del cliente, senza entrare nel *merito* del prodotto, dei suoi costi
(palesi e occulti), del livello di rischio, ecc.?
Perché se vado in banca (e non su Internet) c'è un motivo: desidero
dialogare con un esperto, prima di affidargli i miei risparmi. Ho il
diritto/dovere di essere informato *adeguatamente*. Non mi si possono
dire delle cose ed omettrne altre. Non mi si può dire cosa diversa da
ciò che poi leggerò (se mai lo leggerò) sul prospetto informativo o
sul contratto di c/c o di mutuo o di altri prodotti della banca.
E' la MALAFEDE che è intollerabile.
C'è? Non c'è? Difficile dirlo a priori.
Purtroppo numeri e statistiche, sentiment e percezione della
clientela, al momento dimostrano che, spesso, la malafede c'è stata ed
ha avuto conseguenze pesanti sui risparmi di molti italiani.
Perché, parliamoci chiaro, un conto è il *rischio* che ciascuno di noi
deve essere disposto ad affrontare nel momento in cui si spossessa del
proprio denaro e lo affida a terzi. Su questo non ci piove e i clienti
"furbetti" che sperano nel "risarcimento facile" vanno castigati.
Diverso è se mi ritrovo tra le mani un prodotto che oltre all'alto
costo, è stato strutturato in modo da generare profitti sicuri per chi
lo ha costruito e, solo in casi eccezionali, è in grado di garantire
un modesto guadagno a chi l'ha comprato. Insomma una sproporzione
enorme tra il rischio che mi vado a prendere (e che non mi viene
chiarito esplicitamente) e le scarse probabilità di un futuro guadagno
che riesca a coprire anche l'alto costo di gestione del prodotto
acquistato.
In conclusione:
- sulla malafede dei banchieri e delle varie lobby fiancheggiatrici
non ho dubbi, almeno fino a quando non si sarà formata una nuova
classe dirigente in grado di competere in un mercato non protetto come
l'attuale;
- sulla buona fede dei lavoratori del credito non ho dubbi, viste
anche le tante difficoltà che incontrano nel loro lavoro, intrappolati
come sono tra le lamentele di buona parte della clientela e le
"circolari" interne che impongono loro una serie di diktat quotidiani
cui non possono sottrarsi;
- sul fatto che alcuni bancari cerchino di accelerare la loro carriera
con metodi scorretti, sia nei confronti di colleghi che della
clientela, beh anche questo fa parte del gioco, non si può ignorare
che il fenomeno esista;
- sul ruolo (sempre più minimale) del sindacato, che molto potrebbe
fare ma non sa o non vuole fare, ne abbiamo discusso più volte:
- sulla categoria dei Promotori Finanziari, non essendo formalmente
"dipendenti" della banca, non mi pronuncio. Mi limito a non
"frequentarli".
--
Saluti. Fred(R)
Come (non) modificare il proprio indirizzo per postare sul Newsgroup.
Leggi qui: http://wiki.news.nic.it/AntiSpam
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
"Gi_pll" <cippa@lippa.it> ha scritto nel messaggio
news:6gtlq6Fhju06U1@mid.individual.net...
> Forse dovrebbero guardarsi allo specchio, ogni tanto?
Infatti. Durante il servizio militare ho imparato che, a volte, sono
più "carogne" i sergenti che non alcuni ufficiali "dal volto umano".
Voglio dire (e ripetere) che, spesso per motivi di sintesi, su un Ng
si tende a generalizzare.
Se vogliamo approndire meglio la questione, la mia opinione è che la
"generalità" del personale bancario, nell'ovvio ambito delle direttive
ricevute, ha un atteggiamento non ostile nei confronti della
clientela, soprattutto quando ciò è ricambiato. Poi ci sono le
"eccezioni" (tante o poche non saprei dire).
Sintetizzando alcune mie esperienze (da cliente) allo sportello e ad
alcuni uffici interni:
1) mi sono capitati bancari che mi hanno aiutato sul serio, dandomi
consigli personalizzati su varie questioni. Mi hanno dedicato il loro
tempo senza "fretta". Mi è perfino capitato di sentirmi dire "guardi,
il mio Direttore ora le proporrà così e così, lei però gli risponda
che...". Insomma, grado di soddisfazione massimo.
2) diverso, molto diverso, è (quasi sempre) stato l'approccio con i
bancari-venditori e/o con vari responsabili di agenzia (parlo della
fine anni '90, inizio 2000). Si vedeva lontano un miglio che volevano
rifilarmi prodotti che prescindevano dalle MIE reali
necessità/richieste.
E, devo dire, in alcuni di questi colloqui mi è sembrato di notare una
"fidelizzazione" aziendale che andava ben aldilà della normale
efficacia/efficienza richiesta a qualsiasi lavoratore dipendente.
Con ciò non voglio assolutamente dire che un dipendente, soprattutto
se dotato di sana ambizione, non debba dare il massimo sul lavoro,
anzi...
Il problema (vero) è che, sempre IMO, quando si tratta di vendere c'è
una netta prevalenza di "Duna" rispetto a comode e sicure berline ad
un equo prezzo di mercato.
Ora, il bancario-venditore di turno ne è consapevole fino in fondo o
no?
Che tipo di formazione ha ricevuto sui prodotti che "la banca", di
volta in volta gli "ordina" di spingere?
Cioè, sta agendo comunque in buona fede perché in quel prodotto ci
crede, lo ritiene buono anche per il cliente, eccetera.?
Oppure è stato "formato" ad hoc per rifilare la Duna al cliente
spacciandola per una Ferrari?
Gli è stato cioè spiegato solo come rispondere ad eventuali obiezioni
del cliente, senza entrare nel *merito* del prodotto, dei suoi costi
(palesi e occulti), del livello di rischio, ecc.?
Perché se vado in banca (e non su Internet) c'è un motivo: desidero
dialogare con un esperto, prima di affidargli i miei risparmi. Ho il
diritto/dovere di essere informato *adeguatamente*. Non mi si possono
dire delle cose ed omettrne altre. Non mi si può dire cosa diversa da
ciò che poi leggerò (se mai lo leggerò) sul prospetto informativo o
sul contratto di c/c o di mutuo o di altri prodotti della banca.
E' la MALAFEDE che è intollerabile.
C'è? Non c'è? Difficile dirlo a priori.
Purtroppo numeri e statistiche, sentiment e percezione della
clientela, al momento dimostrano che, spesso, la malafede c'è stata ed
ha avuto conseguenze pesanti sui risparmi di molti italiani.
Perché, parliamoci chiaro, un conto è il *rischio* che ciascuno di noi
deve essere disposto ad affrontare nel momento in cui si spossessa del
proprio denaro e lo affida a terzi. Su questo non ci piove e i clienti
"furbetti" che sperano nel "risarcimento facile" vanno castigati.
Diverso è se mi ritrovo tra le mani un prodotto che oltre all'alto
costo, è stato strutturato in modo da generare profitti sicuri per chi
lo ha costruito e, solo in casi eccezionali, è in grado di garantire
un modesto guadagno a chi l'ha comprato. Insomma una sproporzione
enorme tra il rischio che mi vado a prendere (e che non mi viene
chiarito esplicitamente) e le scarse probabilità di un futuro guadagno
che riesca a coprire anche l'alto costo di gestione del prodotto
acquistato.
In conclusione:
- sulla malafede dei banchieri e delle varie lobby fiancheggiatrici
non ho dubbi, almeno fino a quando non si sarà formata una nuova
classe dirigente in grado di competere in un mercato non protetto come
l'attuale;
- sulla buona fede dei lavoratori del credito non ho dubbi, viste
anche le tante difficoltà che incontrano nel loro lavoro, intrappolati
come sono tra le lamentele di buona parte della clientela e le
"circolari" interne che impongono loro una serie di diktat quotidiani
cui non possono sottrarsi;
- sul fatto che alcuni bancari cerchino di accelerare la loro carriera
con metodi scorretti, sia nei confronti di colleghi che della
clientela, beh anche questo fa parte del gioco, non si può ignorare
che il fenomeno esista;
- sul ruolo (sempre più minimale) del sindacato, che molto potrebbe
fare ma non sa o non vuole fare, ne abbiamo discusso più volte:
- sulla categoria dei Promotori Finanziari, non essendo formalmente
"dipendenti" della banca, non mi pronuncio. Mi limito a non
"frequentarli".
--
Saluti. Fred(R)
Come (non) modificare il proprio indirizzo per postare sul Newsgroup.
Leggi qui: http://wiki.news.nic.it/AntiSpam
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
Fred(R) ha scritto:
> - sulla categoria dei Promotori Finanziari, non essendo formalmente
> "dipendenti" della banca, non mi pronuncio. Mi limito a non "frequentarli".
>
non sono dipendenti ma delle loro operazioni la banca ne risponde al
100%. secondo me anche loro fanno parte della banca a tutti gli effetti,
l'unica differenza è la variabilità dei loro introiti che è unicamente
legata alla raccolta effettuata.
ciao
stefano
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
Fred(R) ha scritto:
> - sulla categoria dei Promotori Finanziari, non essendo formalmente
> "dipendenti" della banca, non mi pronuncio. Mi limito a non "frequentarli".
>
non sono dipendenti ma delle loro operazioni la banca ne risponde al
100%. secondo me anche loro fanno parte della banca a tutti gli effetti,
l'unica differenza è la variabilità dei loro introiti che è unicamente
legata alla raccolta effettuata.
ciao
stefano
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
"Stefano" <sgarofano@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:48ad3f3a$0$26141$5fc30a8@news.tiscali.it...
> non sono dipendenti ma delle loro operazioni la banca ne risponde al
> 100%.
Formalmente sì ma nella pratica...
Siccome in genere parliamo in questi casi di comportamenti illegali da
parte di un PF, se andiamo a vedere, in molti procedimenti di
radiazione Consob viene fuori che, guarda caso, la banca si è
"accorta" del fattaccio ed ha interrotto il rapporto un attimo prima
di quando risulta realizzata la truffa o l'appropriazione indebita o
altri reati da parte del PF. So di cause estenuanti in cui il cliente
danneggiato i quattrini dalla banca ancora li deve vedere, se mai li
vedrà.
ps: in ogni modo credo che il rapporto PF/banca sia regolato da un
contratto "di agenzia", del tutto diverso da un rapporto di lavoro
dipendente.
Re: Mutui a tasso variabile: rinegoziazione, surroga, sostituzione
"Stefano" <sgarofano@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:48ad3f3a$0$26141$5fc30a8@news.tiscali.it...
> non sono dipendenti ma delle loro operazioni la banca ne risponde al
> 100%.
Formalmente sì ma nella pratica...
Siccome in genere parliamo in questi casi di comportamenti illegali da
parte di un PF, se andiamo a vedere, in molti procedimenti di
radiazione Consob viene fuori che, guarda caso, la banca si è
"accorta" del fattaccio ed ha interrotto il rapporto un attimo prima
di quando risulta realizzata la truffa o l'appropriazione indebita o
altri reati da parte del PF. So di cause estenuanti in cui il cliente
danneggiato i quattrini dalla banca ancora li deve vedere, se mai li
vedrà.
ps: in ogni modo credo che il rapporto PF/banca sia regolato da un
contratto "di agenzia", del tutto diverso da un rapporto di lavoro
dipendente.
ancora mutuo: surroga o rinegoziazione
Sabry: Ciao a tutti!
Scusate ma sto impazzendo con questa storia del mutuo e ho bisogno di fare
il punto della situazione.
Ho contratto un mutuo a tasso variabile, con spread a 0,85%, un anno fa...
Banche
42
31-08-2007 22.05.26
Dubbi su mutui a tasso fisso e variabile
Francesky: Scusate se rispedisco il messaggio, ma il precedente e' arrivato
incompleto. Allora, cosa significa, quando vado a fare la simulazione di
un mutuo a tasso variabile, la dicitura : "Ammontare di...