Il direttore generale dell'Abi Giuseppe Zadra, presentando il rapporto
dell'Osservatorio Banda Larga Banche di Abi Lab ha trionfalmente
commentato "Le telecomunicazioni sono un fattore fondamentale
dell'innovazione e un cosi' ampio investimento delle banche in questo
ambito e' una ulteriore conferma dell'impegno che il settore dedica
allo sviluppo dei prodotti e alla creazione di un mercato dei servizi
finanziari sempre piu' integrato e concorrenziale".
Peccato che dal Rapporto (peraltro "di parte") emerga chiaramente che
"l'85% delle banche ha gia' adottato la banda larga, cioe' la
connessione ad internet piu' rapida e sicura."
Ciò sta a significare che ad oggi il *15%* del settore bancario non ha
ancora adottato la banda larga, cioè la ormai volgarissima ADSL che,
da tempo, ha invaso le case di tanti italiani.
Stento a credere che il 15% delle banche abbiano sedi esclusivamente
in una qualche zona dell'Italia ancora non servita dall'ADSL. Come
lavorano queste banche? Con i modem a 56 Kbps?
Bah!
D'altra parte se, ancora oggi, frequenti disservizi si riscontrano
perfino nelle banche online "pure" (in particolare chi fa trading con
una certa frequenza sa di cosa parlo), figuriamoci che tipo di
"attenzione" può essere esercitata da una banca "tradizionale" nei
confronti della clientela più "evoluta".
Sono convinto che, proprio in questo settore dei servizi bancari, a
torto ancora considerato "di nicchia", ci sia tantissimo da fare e da
migliorare.
E poi, Dott. Zadra, non è questione di investire "tanto", bensì *come*
si investe ed in *cosa* si investe.
Non ci dimentichiamo che fino a pochi anni fa le banche italiane
(tutte) investivano tantissimo su Internet, ma per fare cosa? Delle
inutili "vetrine" che si limitavano a replicare la "carta", senza uno
straccio di interattività o di operatività.
Ci sono voluti anni per capire che stavano buttando via tempo e
denaro.
La verità è che, IMO, gran parte del management bancario non ha idee
(costruttive e profittevoli); molti considerano ancora Internet una
sorta di "gadget" per la clientela, un di più che sono costretti ad
offrire perché "di moda".
"Fred (R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel
messaggio news:nTQUh.29422$K8.28898@news.edisontel.com...
>
> Stento a credere che il 15% delle banche abbiano sedi esclusivamente in
> una qualche zona dell'Italia ancora non servita dall'ADSL. Come lavorano
> queste banche? Con i modem a 56 Kbps?
Non dimentichiamo la massa delle Banche di Credito Cooperativo, ex Casse
Rurali, e le Banche popolari locali; sovente queste sono banche da sportello
unico, la sede, o con max un paio di sportelli dislocati nei paesini più
disagievoli.
Il territorio italiano, oggi, è ancora servito poco e male dalle
comunicazioni, sia televisivo, molte zone non ricevono ancora tutti i canali
rai, sia telefonico sul doppino, sia satellitare. Comunque basti pensare che
ci sono ancora delle sacche non ancora servite dall'energia elettrica, molte
di queste sono isole, dicono, che significa che non sono Italia dico io?
Certo che se con questo riescono a fare a meno del grande fratello, tutto
sommato sono fortunati.
>
> Non ci dimentichiamo che fino a pochi anni fa le banche italiane (tutte)
> investivano tantissimo su Internet, ma per fare cosa? Delle inutili
> "vetrine" che si limitavano a replicare la "carta", senza uno straccio di
> interattività o di operatività.
Siamo sicuri che oggi sia diverso? A parte qualche eccezione, ovviamente.
> Ci sono voluti anni per capire che stavano buttando via tempo e denaro.
Io non sono convinto che abbiano capito.
>
> La verità è che, IMO, gran parte del management bancario non ha idee
> (costruttive e profittevoli); molti considerano ancora Internet una sorta
> di "gadget" per la clientela, un di più che sono costretti ad offrire
> perché "di moda".
Non solo internet, non hanno capito, ma molte altre cose; ma, sarebbero
manager bancari diversamente?
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
"Fred (R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel
messaggio news:nTQUh.29422$K8.28898@news.edisontel.com...
>
> Stento a credere che il 15% delle banche abbiano sedi esclusivamente in
> una qualche zona dell'Italia ancora non servita dall'ADSL. Come lavorano
> queste banche? Con i modem a 56 Kbps?
Non dimentichiamo la massa delle Banche di Credito Cooperativo, ex Casse
Rurali, e le Banche popolari locali; sovente queste sono banche da sportello
unico, la sede, o con max un paio di sportelli dislocati nei paesini più
disagievoli.
Il territorio italiano, oggi, è ancora servito poco e male dalle
comunicazioni, sia televisivo, molte zone non ricevono ancora tutti i canali
rai, sia telefonico sul doppino, sia satellitare. Comunque basti pensare che
ci sono ancora delle sacche non ancora servite dall'energia elettrica, molte
di queste sono isole, dicono, che significa che non sono Italia dico io?
Certo che se con questo riescono a fare a meno del grande fratello, tutto
sommato sono fortunati.
>
> Non ci dimentichiamo che fino a pochi anni fa le banche italiane (tutte)
> investivano tantissimo su Internet, ma per fare cosa? Delle inutili
> "vetrine" che si limitavano a replicare la "carta", senza uno straccio di
> interattività o di operatività.
Siamo sicuri che oggi sia diverso? A parte qualche eccezione, ovviamente.
> Ci sono voluti anni per capire che stavano buttando via tempo e denaro.
Io non sono convinto che abbiano capito.
>
> La verità è che, IMO, gran parte del management bancario non ha idee
> (costruttive e profittevoli); molti considerano ancora Internet una sorta
> di "gadget" per la clientela, un di più che sono costretti ad offrire
> perché "di moda".
Non solo internet, non hanno capito, ma molte altre cose; ma, sarebbero
manager bancari diversamente?
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
Fred (R) <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto:
> Stento a credere che il 15% delle banche abbiano sedi esclusivamente
> in una qualche zona dell'Italia ancora non servita dall'ADSL. Come
> lavorano queste banche? Con i modem a 56 Kbps?
> Bah!
Ma no, le banche usano le loro medesime reti private, mai il network
pubblico.
Una filiale bancaria di un certo istituto ha comunque bisogno di una
connessione alla WAN privata di tale istituto, che poi si interconnette
alla rete bancaria globale. Se così non fosse, non potrebbe avere uno
sportello bancomat, ad esempio!
In generale, se parliamo di reti bancarie non ancora aggiornate alla
banda larga, si tratta di reti abbastanza vecchie (risalenti a metà anni
70) ma piuttosto robuste. I due stack protocollari più vecchi della
storia delle telecomunicazioni, X.25 e Frame Relay, sono nati appunto
per le reti bancarie. Certo il bitrate non è assolutamente elevato, ma è
più importante avere sicurezza e protezione dell'integrità dei dati che
viaggiano su quella rete che altro. Le benche mica ci devono trasmettere
i video in streaming sulle loro WAN!
Ciò non toglie che in questi ultimi anni si è assistito ad una
differenziazione dei servizi, soprattutto online, quindi è sempre bene
che le banche investano sul potenziamento delle loro strutture IT.
Fred (R) <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto:
> Stento a credere che il 15% delle banche abbiano sedi esclusivamente
> in una qualche zona dell'Italia ancora non servita dall'ADSL. Come
> lavorano queste banche? Con i modem a 56 Kbps?
> Bah!
Ma no, le banche usano le loro medesime reti private, mai il network
pubblico.
Una filiale bancaria di un certo istituto ha comunque bisogno di una
connessione alla WAN privata di tale istituto, che poi si interconnette
alla rete bancaria globale. Se così non fosse, non potrebbe avere uno
sportello bancomat, ad esempio!
In generale, se parliamo di reti bancarie non ancora aggiornate alla
banda larga, si tratta di reti abbastanza vecchie (risalenti a metà anni
70) ma piuttosto robuste. I due stack protocollari più vecchi della
storia delle telecomunicazioni, X.25 e Frame Relay, sono nati appunto
per le reti bancarie. Certo il bitrate non è assolutamente elevato, ma è
più importante avere sicurezza e protezione dell'integrità dei dati che
viaggiano su quella rete che altro. Le benche mica ci devono trasmettere
i video in streaming sulle loro WAN!
Ciò non toglie che in questi ultimi anni si è assistito ad una
differenziazione dei servizi, soprattutto online, quindi è sempre bene
che le banche investano sul potenziamento delle loro strutture IT.
> Come lavorano queste banche? Con i modem a 56 Kbps? Bah!
X.21 a 9,6 kbit o X.25 a 64 kbit.
> Non ci dimentichiamo che fino a pochi anni fa le banche italiane
> (tutte) investivano tantissimo su Internet, ma per fare cosa? Delle
> inutili "vetrine" che si limitavano a replicare la "carta", senza uno
> straccio di interattività o di operatività.
Ma da qualche partre bisogna pur partire. Ed è sempre da lì che si parte:
dal replicare la carta, un mezzo assolutamente ben conosciuto.
> molti considerano ancora Internet una sorta di "gadget" per la
> clientela, un di più che sono costretti ad offrire perché "di moda".
Cosa che, tecnicamente, è. Internet non è altro che un gadget che è di
moda. Non c'è ancora reale massa critica. Anzi, ringraziamo il fatto che
qualcuno pensi che internet sia di moda, altrimenti manco questo avremmo.
> Come lavorano queste banche? Con i modem a 56 Kbps? Bah!
X.21 a 9,6 kbit o X.25 a 64 kbit.
> Non ci dimentichiamo che fino a pochi anni fa le banche italiane
> (tutte) investivano tantissimo su Internet, ma per fare cosa? Delle
> inutili "vetrine" che si limitavano a replicare la "carta", senza uno
> straccio di interattività o di operatività.
Ma da qualche partre bisogna pur partire. Ed è sempre da lì che si parte:
dal replicare la carta, un mezzo assolutamente ben conosciuto.
> molti considerano ancora Internet una sorta di "gadget" per la
> clientela, un di più che sono costretti ad offrire perché "di moda".
Cosa che, tecnicamente, è. Internet non è altro che un gadget che è di
moda. Non c'è ancora reale massa critica. Anzi, ringraziamo il fatto che
qualcuno pensi che internet sia di moda, altrimenti manco questo avremmo.
>Stento a credere che il 15% delle banche abbiano sedi esclusivamente
>in una qualche zona dell'Italia ancora non servita dall'ADSL. Come
>lavorano queste banche? Con i modem a 56 Kbps?
chiedi a telecom .... se l'ADSL arriva in tutti i paesini delle alpi o
dell'appennino .... e in tanti paesi di campagna ...
sai mica che la "portata" dell'ADSL è di 5km dalla centrale ?
>Stento a credere che il 15% delle banche abbiano sedi esclusivamente
>in una qualche zona dell'Italia ancora non servita dall'ADSL. Come
>lavorano queste banche? Con i modem a 56 Kbps?
chiedi a telecom .... se l'ADSL arriva in tutti i paesini delle alpi o
dell'appennino .... e in tanti paesi di campagna ...
sai mica che la "portata" dell'ADSL è di 5km dalla centrale ?
"Ivan Pintori" <ivan@pintori.it> ha scritto nel messaggio
> Cosa che, tecnicamente, è. Internet non è altro che un gadget che è
> di moda. Non c'è ancora reale massa critica. Anzi, ringraziamo il
> fatto che qualcuno pensi che internet sia di moda, altrimenti manco
> questo avremmo.
Eh già, la famosa "massa critica"...
E' proprio questa eterna attesa che ha prodotto l'ormai nota "foresta
pietrificata" del sistema bancario e che ci vede ancora oggi fanalino
di coda in Europa e nel mondo (basta dare un'occhiata alle
classifiche).
E' veramente singolare che banche, finanza, authority e legislatori
si affannino quotidianamente per "illustrare" al popolo dei
risparmiatori il concetto di "rischio", un po' in tutte le salse.
E che poi questo stesso concetto resti completamente avulso proprio in
banca (italiana) che, pare, consideri 'sta parola peggio di una
bestemmia.
Salvo, ovviamente, quando si tratta di finanziare aziende decotte,
purché "di nome", appartenenti al "salotto buono" e, meglio, se
quotate in borsa, così il rischio è facilmente scaricabile proprio sui
risparmiatori (obbligazioni) che, ormai per legge (a maxima protezione
del sistema), il concetto di rischio *devono* conoscerlo, con tanto di
doppie/triple firme da apporre su montagne di moduli stampati in corpo
6.
In questa ottica (strabica) indubbiamente le banche italiane fanno
bene a considerare la Rete un gadget, anche se credo che "quelli" di
Google e tanti altri come loro non sono molto d'accordo e continuano a
moltiplicare i loro profitti, guadagnati in modo del tutto legittimo e
senza "trucchi".
Profitti derivanti dalla loro creatività e, soprattutto, da chi ci ha
creduto e li ha finanziati senza aspettare che si creasse la "massa
critica".
;-)
"Ivan Pintori" <ivan@pintori.it> ha scritto nel messaggio
> Cosa che, tecnicamente, è. Internet non è altro che un gadget che è
> di moda. Non c'è ancora reale massa critica. Anzi, ringraziamo il
> fatto che qualcuno pensi che internet sia di moda, altrimenti manco
> questo avremmo.
Eh già, la famosa "massa critica"...
E' proprio questa eterna attesa che ha prodotto l'ormai nota "foresta
pietrificata" del sistema bancario e che ci vede ancora oggi fanalino
di coda in Europa e nel mondo (basta dare un'occhiata alle
classifiche).
E' veramente singolare che banche, finanza, authority e legislatori
si affannino quotidianamente per "illustrare" al popolo dei
risparmiatori il concetto di "rischio", un po' in tutte le salse.
E che poi questo stesso concetto resti completamente avulso proprio in
banca (italiana) che, pare, consideri 'sta parola peggio di una
bestemmia.
Salvo, ovviamente, quando si tratta di finanziare aziende decotte,
purché "di nome", appartenenti al "salotto buono" e, meglio, se
quotate in borsa, così il rischio è facilmente scaricabile proprio sui
risparmiatori (obbligazioni) che, ormai per legge (a maxima protezione
del sistema), il concetto di rischio *devono* conoscerlo, con tanto di
doppie/triple firme da apporre su montagne di moduli stampati in corpo
6.
In questa ottica (strabica) indubbiamente le banche italiane fanno
bene a considerare la Rete un gadget, anche se credo che "quelli" di
Google e tanti altri come loro non sono molto d'accordo e continuano a
moltiplicare i loro profitti, guadagnati in modo del tutto legittimo e
senza "trucchi".
Profitti derivanti dalla loro creatività e, soprattutto, da chi ci ha
creduto e li ha finanziati senza aspettare che si creasse la "massa
critica".
;-)
On Mon, 16 Apr 2007 22:21:11 +0200, Fred (R) wrote:
> Peccato che dal Rapporto (peraltro "di parte") emerga chiaramente che
> "l'85% delle banche ha gia' adottato la banda larga, cioe' la
> connessione ad internet piu' rapida e sicura."
la banda larga di per sè non aggiunge sicurezza ma appunto, velocitÃ*.
l'obiettivo è andare più veloci, non essere più sicuri :-)
> Ciò sta a significare che ad oggi il *15%* del settore bancario non ha
> ancora adottato la banda larga, cioè la ormai volgarissima ADSL che, da
> tempo, ha invaso le case di tanti italiani.
l'ADSL serve a casa degli utenti, non alle banche.
o meglio potrebbe servire alle filiali in casi particolari, ma
sicuramente non serve dove le banche tengono i CED.
> Stento a credere che il 15% delle banche abbiano sedi esclusivamente in
> una qualche zona dell'Italia ancora non servita dall'ADSL. Come lavorano
> queste banche? Con i modem a 56 Kbps? Bah!
dipende da quali esigenze applicative hai, per scaricare un film da un
portale multimediale 56K sono pochi ma per altre applicazioni potrebbero
essere sufficienti. ad un impiegato di una piccola filiale che deve fare
pochi bonifici in un giorno potrebbero essere sufficienti.
se per fare un bonifico generi traffico di molto superiore significa che
l'applicazione è scritta male.
chiaro che se la filiale è grossa le cose cambiano.
in ogni caso si parla di filiali, non della banca in sè che sicuramente
ha al suo interno ben altri protocolli che non l'ADSL.
> D'altra parte se, ancora oggi, frequenti disservizi si riscontrano
> perfino nelle banche online "pure" (in particolare chi fa trading con
> una certa frequenza sa di cosa parlo), figuriamoci che tipo di
> "attenzione" può essere esercitata da una banca "tradizionale" nei
> confronti della clientela più "evoluta".
i bug sono presenti in ogni applicazione complessa, sono inevitabili.
si può però cercare di ridurli ma capirai bene che fare applicazioni
robuste costa molto più che fare applicazioni e basta :-)
On Mon, 16 Apr 2007 22:21:11 +0200, Fred (R) wrote:
> Peccato che dal Rapporto (peraltro "di parte") emerga chiaramente che
> "l'85% delle banche ha gia' adottato la banda larga, cioe' la
> connessione ad internet piu' rapida e sicura."
la banda larga di per sè non aggiunge sicurezza ma appunto, velocitÃ*.
l'obiettivo è andare più veloci, non essere più sicuri :-)
> Ciò sta a significare che ad oggi il *15%* del settore bancario non ha
> ancora adottato la banda larga, cioè la ormai volgarissima ADSL che, da
> tempo, ha invaso le case di tanti italiani.
l'ADSL serve a casa degli utenti, non alle banche.
o meglio potrebbe servire alle filiali in casi particolari, ma
sicuramente non serve dove le banche tengono i CED.
> Stento a credere che il 15% delle banche abbiano sedi esclusivamente in
> una qualche zona dell'Italia ancora non servita dall'ADSL. Come lavorano
> queste banche? Con i modem a 56 Kbps? Bah!
dipende da quali esigenze applicative hai, per scaricare un film da un
portale multimediale 56K sono pochi ma per altre applicazioni potrebbero
essere sufficienti. ad un impiegato di una piccola filiale che deve fare
pochi bonifici in un giorno potrebbero essere sufficienti.
se per fare un bonifico generi traffico di molto superiore significa che
l'applicazione è scritta male.
chiaro che se la filiale è grossa le cose cambiano.
in ogni caso si parla di filiali, non della banca in sè che sicuramente
ha al suo interno ben altri protocolli che non l'ADSL.
> D'altra parte se, ancora oggi, frequenti disservizi si riscontrano
> perfino nelle banche online "pure" (in particolare chi fa trading con
> una certa frequenza sa di cosa parlo), figuriamoci che tipo di
> "attenzione" può essere esercitata da una banca "tradizionale" nei
> confronti della clientela più "evoluta".
i bug sono presenti in ogni applicazione complessa, sono inevitabili.
si può però cercare di ridurli ma capirai bene che fare applicazioni
robuste costa molto più che fare applicazioni e basta :-)
Dove posso....
Giovanni: Scaricare i dati storici dei titoli italiani possibilmente free? Grazie
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25-09-2005 13.01.27
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3. Premete il bottone "Mi sento fortunato"
e leggete con molta attenzione le righe del messaggio...