Sto per aprire la partita iva come lavoratore autonomo (professionista): per
depositare i compensi posso usare un normale conto corrente per privati (non
specifico per imprese)?
ufs scrisse:
> Sto per aprire la partita iva come lavoratore autonomo
> (professionista): per depositare i compensi posso usare un normale
> conto corrente per privati (non specifico per imprese)?
Non e' necessario aprirne un altro specifico.
Questa domanda e' stata posta decine di volte.
ufs scrisse:
> Sto per aprire la partita iva come lavoratore autonomo
> (professionista): per depositare i compensi posso usare un normale
> conto corrente per privati (non specifico per imprese)?
Non e' necessario aprirne un altro specifico.
Questa domanda e' stata posta decine di volte.
Sparrow ci ha detto :
> ufs scrisse:
>> Sto per aprire la partita iva come lavoratore autonomo
>> (professionista): per depositare i compensi posso usare un normale
>> conto corrente per privati (non specifico per imprese)?
>
> Non e' necessario aprirne un altro specifico.
> Questa domanda e' stata posta decine di volte.
Giusto, è sufficiente un normale cc bancario che può essere ad uso
promiscuo (per i bisogni privati e per l'attività di impresa), tuttavia
molti consigliano di aprirne uno dedicato esclusivamente all'attività
d'impresa, non obbligatorio dunque ma consigliabile.
Sparrow ci ha detto :
> ufs scrisse:
>> Sto per aprire la partita iva come lavoratore autonomo
>> (professionista): per depositare i compensi posso usare un normale
>> conto corrente per privati (non specifico per imprese)?
>
> Non e' necessario aprirne un altro specifico.
> Questa domanda e' stata posta decine di volte.
Giusto, è sufficiente un normale cc bancario che può essere ad uso
promiscuo (per i bisogni privati e per l'attività di impresa), tuttavia
molti consigliano di aprirne uno dedicato esclusivamente all'attività
d'impresa, non obbligatorio dunque ma consigliabile.
On Sat, 31 Mar 2007 12:22:14 GMT, "Sparrow" <xyz@fake.com> wrote:
>Non e' necessario aprirne un altro specifico.
>Questa domanda e' stata posta decine di volte.
ma lui non chiede di aprirne un altro, chiede se ne puo' usare uno
qualunque... immagino che non abbia un cc.
La risposta e' si, va bene anche aprirne/usarne uno per privati.
On Sat, 31 Mar 2007 12:22:14 GMT, "Sparrow" <xyz@fake.com> wrote:
>Non e' necessario aprirne un altro specifico.
>Questa domanda e' stata posta decine di volte.
ma lui non chiede di aprirne un altro, chiede se ne puo' usare uno
qualunque... immagino che non abbia un cc.
La risposta e' si, va bene anche aprirne/usarne uno per privati.
ufs ha scritto:
> Sto per aprire la partita iva come lavoratore autonomo (professionista): per
> depositare i compensi posso usare un normale conto corrente per privati (non
> specifico per imprese)?
Se sei professionista, non sei imprenditore.
Quindi a rigore non puoi aprire un conto per imprese perché non c'è
nessuna impresa a cui intestarlo.
ufs ha scritto:
> Sto per aprire la partita iva come lavoratore autonomo (professionista): per
> depositare i compensi posso usare un normale conto corrente per privati (non
> specifico per imprese)?
Se sei professionista, non sei imprenditore.
Quindi a rigore non puoi aprire un conto per imprese perché non c'è
nessuna impresa a cui intestarlo.
ufs ha scritto, in data 31/03/2007 13.55:
> Sto per aprire la partita iva come lavoratore autonomo (professionista): per
> depositare i compensi posso usare un normale conto corrente per privati (non
> specifico per imprese)?
Sì.
Attenzione solo alle norme contrattuali. Alcune banche, oggi come oggi,
stanno "vietando" l'uso di alcuni c/c per attività professionali.
Giusto per fare nomi di prodotti e di banche: Intesa San Paolo - Conto
Zerotondo.
ufs ha scritto, in data 31/03/2007 13.55:
> Sto per aprire la partita iva come lavoratore autonomo (professionista): per
> depositare i compensi posso usare un normale conto corrente per privati (non
> specifico per imprese)?
Sì.
Attenzione solo alle norme contrattuali. Alcune banche, oggi come oggi,
stanno "vietando" l'uso di alcuni c/c per attività professionali.
Giusto per fare nomi di prodotti e di banche: Intesa San Paolo - Conto
Zerotondo.
> Sì.
> Attenzione solo alle norme contrattuali. Alcune banche, oggi come oggi,
> stanno "vietando" l'uso di alcuni c/c per attività professionali.
> Giusto per fare nomi di prodotti e di banche: Intesa San Paolo - Conto
> Zerotondo.
Era uno dei due conti che mi interessano: l'altro è Websella. Per
quest'ultimo mi hanno risposto, per e-mail, che "potrà richiedere l'apertura
del conto WebSella come persona fisica e privata, non come libero
professionista con partita Iva". Considerando che non ho voglia di scrivere
100 e-mail per chiarire, l'ho scartato.
Per quanto riguarda zerotondo, ho letto nel foglio informativo che "Conto
Zerotondo è riservato a: clientela privata; sul conto, pertanto, non dovrà
essere effettuata alcuna movimentazione attinente ad attività
imprenditoriali o professionali;". Prima di tutto mi sembra una clausola
assurda, visto che spingerebbe verso conti decisamente costosi (Conto Intesa
Business costa 40? al mese) e per me totalmente sproporzionati (sto
iniziando l'attività: di POS e altri superservizi ne posso fare a meno).
Poi, leggendo con attenzione la clasuola sembrerebbe che professionisti e
privati siano considerati due cose diverse con diverse modalità di
versamenti: ma i bonifici e gli assegni versati come professionista ("nome
cognome" non "studio professionale ecc.") non sono uguali a quelli di un
dipendente? Mah.
> Sì.
> Attenzione solo alle norme contrattuali. Alcune banche, oggi come oggi,
> stanno "vietando" l'uso di alcuni c/c per attività professionali.
> Giusto per fare nomi di prodotti e di banche: Intesa San Paolo - Conto
> Zerotondo.
Era uno dei due conti che mi interessano: l'altro è Websella. Per
quest'ultimo mi hanno risposto, per e-mail, che "potrà richiedere l'apertura
del conto WebSella come persona fisica e privata, non come libero
professionista con partita Iva". Considerando che non ho voglia di scrivere
100 e-mail per chiarire, l'ho scartato.
Per quanto riguarda zerotondo, ho letto nel foglio informativo che "Conto
Zerotondo è riservato a: clientela privata; sul conto, pertanto, non dovrà
essere effettuata alcuna movimentazione attinente ad attività
imprenditoriali o professionali;". Prima di tutto mi sembra una clausola
assurda, visto che spingerebbe verso conti decisamente costosi (Conto Intesa
Business costa 40? al mese) e per me totalmente sproporzionati (sto
iniziando l'attività: di POS e altri superservizi ne posso fare a meno).
Poi, leggendo con attenzione la clasuola sembrerebbe che professionisti e
privati siano considerati due cose diverse con diverse modalità di
versamenti: ma i bonifici e gli assegni versati come professionista ("nome
cognome" non "studio professionale ecc.") non sono uguali a quelli di un
dipendente? Mah.
> Sto per aprire la partita iva come lavoratore autonomo (professionista): per
> depositare i compensi posso usare un normale conto corrente per privati (non
> specifico per imprese)?
Dipende dalla banca e dal metodo di classificazione dei clienti che
adopera.
Per esempio dove lavoro si divide la clientela in due grandi gruppi.
Da una parte i privati (mondo privati) e dall'altra tutto il resto
(mondo affari). Ogni settore ha dei c/c con determinate condizioni e,
soprattutto, convenzioni.
Per esempio tu dici di essere un professionista.
Molte banche hanno dei conti convenzionati con le varie categorie dei
professionisti e/o relative associazioni, ma dubito che siano c/c
dedicati a privati.
In ogni caso non penso riuscirai ad aprire un c/c dedicato a privati ed
essere registrato come professionista. L'anagrafe rifiuterà la P.Iva, in
quanto elemento non inseribile nei privati e condizione necessaria per
te nella registrazione.
Altrimenti apri un c/c come privato, ma penso ti serva ben poco se devi
rispettare le direttive Bersani.
--
"NON MUOIO NEMMENO SE M'AMMAZZANO"
da Don Camillo di G.Guareschi
> Sto per aprire la partita iva come lavoratore autonomo (professionista): per
> depositare i compensi posso usare un normale conto corrente per privati (non
> specifico per imprese)?
Dipende dalla banca e dal metodo di classificazione dei clienti che
adopera.
Per esempio dove lavoro si divide la clientela in due grandi gruppi.
Da una parte i privati (mondo privati) e dall'altra tutto il resto
(mondo affari). Ogni settore ha dei c/c con determinate condizioni e,
soprattutto, convenzioni.
Per esempio tu dici di essere un professionista.
Molte banche hanno dei conti convenzionati con le varie categorie dei
professionisti e/o relative associazioni, ma dubito che siano c/c
dedicati a privati.
In ogni caso non penso riuscirai ad aprire un c/c dedicato a privati ed
essere registrato come professionista. L'anagrafe rifiuterà la P.Iva, in
quanto elemento non inseribile nei privati e condizione necessaria per
te nella registrazione.
Altrimenti apri un c/c come privato, ma penso ti serva ben poco se devi
rispettare le direttive Bersani.
--
"NON MUOIO NEMMENO SE M'AMMAZZANO"
da Don Camillo di G.Guareschi
> In ogni caso non penso riuscirai ad aprire un c/c dedicato a privati ed
> essere registrato come professionista. L'anagrafe rifiuterà la P.Iva, in
> quanto elemento non inseribile nei privati e condizione necessaria per
> te nella registrazione.
Perché condizione necessaria? Nei versamenti e prelievi non serve la p.iva:
questa riguarda solo le fatture, che non sono affare della banca.
> Altrimenti apri un c/c come privato, ma penso ti serva ben poco se devi
> rispettare le direttive Bersani.
Le direttive Bersani impongono un conto corrente purché sia e basta. Ti
incollo un parere dell'aduc trovato sulla rete:
Roma, 28 Novembre 2006. Non sono obbligatori i conti correnti bancari o
postali specificamente dedicati alle attivita' di artigiani e
professionisti, vale a dire che queste categorie di persone non sono tenute
ad aprire un conto corrente dedicato nel quale far affluire o prelevare
somme di denaro inerenti la propria attivita'. La legge, prescrive che "I
soggetti... sono obbligati a tenere uno o piu' conti correnti bancari o
postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse
nell'esercizio dell'attivita' e dai quali sono effettuati i prelevamenti per
il pagamento delle spese." (L. 248/2006, art.35, comma 12). Alcune banche
hanno inteso il dispositivo legislativo come un obbligo per professionisti
ed artigiani di aprire un altro conto, appositamente dedicato, in aggiunta a
quello personale. Ovvio che cio' comporterebbe nuovi oneri che
confluirebbero nelle grasse casse bancarie. Non e' cosi'. Anche una recente
circolare (n.28/E/2006) dell'Agenzia delle entrate ribadisce che il conto
corrente non deve necessariamente essere dedicato ma che puo' essere usato
anche quello personale. Insomma l'importante e' che si lasci traccia di
entrate e uscite. Quanto alle banche vale sempre il vecchio detto: il lupo
perde il pelo ma non il vizio. Primo Mastrantoni, segretario Aduc
> In ogni caso non penso riuscirai ad aprire un c/c dedicato a privati ed
> essere registrato come professionista. L'anagrafe rifiuterà la P.Iva, in
> quanto elemento non inseribile nei privati e condizione necessaria per
> te nella registrazione.
Perché condizione necessaria? Nei versamenti e prelievi non serve la p.iva:
questa riguarda solo le fatture, che non sono affare della banca.
> Altrimenti apri un c/c come privato, ma penso ti serva ben poco se devi
> rispettare le direttive Bersani.
Le direttive Bersani impongono un conto corrente purché sia e basta. Ti
incollo un parere dell'aduc trovato sulla rete:
Roma, 28 Novembre 2006. Non sono obbligatori i conti correnti bancari o
postali specificamente dedicati alle attivita' di artigiani e
professionisti, vale a dire che queste categorie di persone non sono tenute
ad aprire un conto corrente dedicato nel quale far affluire o prelevare
somme di denaro inerenti la propria attivita'. La legge, prescrive che "I
soggetti... sono obbligati a tenere uno o piu' conti correnti bancari o
postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse
nell'esercizio dell'attivita' e dai quali sono effettuati i prelevamenti per
il pagamento delle spese." (L. 248/2006, art.35, comma 12). Alcune banche
hanno inteso il dispositivo legislativo come un obbligo per professionisti
ed artigiani di aprire un altro conto, appositamente dedicato, in aggiunta a
quello personale. Ovvio che cio' comporterebbe nuovi oneri che
confluirebbero nelle grasse casse bancarie. Non e' cosi'. Anche una recente
circolare (n.28/E/2006) dell'Agenzia delle entrate ribadisce che il conto
corrente non deve necessariamente essere dedicato ma che puo' essere usato
anche quello personale. Insomma l'importante e' che si lasci traccia di
entrate e uscite. Quanto alle banche vale sempre il vecchio detto: il lupo
perde il pelo ma non il vizio. Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Scriveva [fadeout] domenica, 01/04/2007:
> capo ha pensato forte :
>> Se sei professionista, non sei imprenditore.
>
> Perdona la mia ignoranza ma che differenza c'è a livello giuridico e fiscale
> tra professionista e impresa individuale?
>
La mia non vuole essere una risposta "tecnica", comunque per
l'imprenditore, quindi per l'impresa individuale, l'attività esercitata
viene riconosciuta come attività d'impresa, ovvero tutte quelle
attività a carattere commerciale e/o per le quali l'importanza del
capitale investito è preponderante rispetto al lavoro svolto da chi
imprende.
Al contrario per il professionista preponderante è il lavoro da questi
svolto.
I professionisti non si iscrivono in camera di commercio, le ditte
individuali si.
imho
E' una spiegazione non esaustiva, ma spero di aver chiarito il
concetto, se qualcuno altro vuole aggiungere qualcosa o correggermi è
il benvenuto.
Scriveva [fadeout] domenica, 01/04/2007:
> capo ha pensato forte :
>> Se sei professionista, non sei imprenditore.
>
> Perdona la mia ignoranza ma che differenza c'è a livello giuridico e fiscale
> tra professionista e impresa individuale?
>
La mia non vuole essere una risposta "tecnica", comunque per
l'imprenditore, quindi per l'impresa individuale, l'attività esercitata
viene riconosciuta come attività d'impresa, ovvero tutte quelle
attività a carattere commerciale e/o per le quali l'importanza del
capitale investito è preponderante rispetto al lavoro svolto da chi
imprende.
Al contrario per il professionista preponderante è il lavoro da questi
svolto.
I professionisti non si iscrivono in camera di commercio, le ditte
individuali si.
imho
E' una spiegazione non esaustiva, ma spero di aver chiarito il
concetto, se qualcuno altro vuole aggiungere qualcosa o correggermi è
il benvenuto.
>> Altrimenti apri un c/c come privato, ma penso ti serva ben poco se devi
>> rispettare le direttive Bersani.
>
> Le direttive Bersani impongono un conto corrente purché sia e basta. Ti
> incollo un parere dell'aduc trovato sulla rete:
>
[cut]
Ineccepibile. Tuttavia molti _consigliano_ l'apertura di un cc
dedicato, non che sia obbligatorio. L'ottica è che dovremo render conto
di ogni singolo centesimo transitante dai nostri conti correnti, e va
da sè che averne uno dedicato all'attività lavorativa, con transazioni
esclusivamente di lavoro, renderà la cosa più semplice.
>> Altrimenti apri un c/c come privato, ma penso ti serva ben poco se devi
>> rispettare le direttive Bersani.
>
> Le direttive Bersani impongono un conto corrente purché sia e basta. Ti
> incollo un parere dell'aduc trovato sulla rete:
>
[cut]
Ineccepibile. Tuttavia molti _consigliano_ l'apertura di un cc
dedicato, non che sia obbligatorio. L'ottica è che dovremo render conto
di ogni singolo centesimo transitante dai nostri conti correnti, e va
da sè che averne uno dedicato all'attività lavorativa, con transazioni
esclusivamente di lavoro, renderà la cosa più semplice.
> Ineccepibile. Tuttavia molti _consigliano_ l'apertura di un cc
> dedicato, non che sia obbligatorio. L'ottica è che dovremo render conto di
> ogni singolo centesimo transitante dai nostri conti correnti, e va da sè
> che averne uno dedicato all'attività lavorativa, con transazioni
> esclusivamente di lavoro, renderà la cosa più semplice.
Potrei essere d'accordo, se non fosse che questo costituirebbe un'ulteriore
spesa, soprattutto se scegliessi conti "pensati" per professionisti.
> Ineccepibile. Tuttavia molti _consigliano_ l'apertura di un cc
> dedicato, non che sia obbligatorio. L'ottica è che dovremo render conto di
> ogni singolo centesimo transitante dai nostri conti correnti, e va da sè
> che averne uno dedicato all'attività lavorativa, con transazioni
> esclusivamente di lavoro, renderà la cosa più semplice.
Potrei essere d'accordo, se non fosse che questo costituirebbe un'ulteriore
spesa, soprattutto se scegliessi conti "pensati" per professionisti.
"[fadeout]" <fade_out@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:mn.0b917d7402796f18.59004@despammed.com...
> Perdona la mia ignoranza ma che differenza c'è a livello giuridico e
> fiscale tra professionista e impresa individuale?
Disciplina completamente diversa, sia dal punto di vista privatistico che
fiscale.
Per il conto corrente non cambia nulla, salvo particolari clausole
contrattuali previste dalla banca.
"[fadeout]" <fade_out@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:mn.0b917d7402796f18.59004@despammed.com...
> Perdona la mia ignoranza ma che differenza c'è a livello giuridico e
> fiscale tra professionista e impresa individuale?
Disciplina completamente diversa, sia dal punto di vista privatistico che
fiscale.
Per il conto corrente non cambia nulla, salvo particolari clausole
contrattuali previste dalla banca.
"Barabba" <barabba@invalid.it> ha scritto nel messaggio
news:mn.12877d745b715e6b.72293@invalid.it...
> renderà la cosa più semplice.
Nel senso che l'accertamento verrà fatto su entrambi i conti e con l'altro
saranno guai.
Un conto unico e contabilità ordinaria e sarai al riparo dalle folle
presunzioni fiscali.
"Barabba" <barabba@invalid.it> ha scritto nel messaggio
news:mn.12877d745b715e6b.72293@invalid.it...
> renderà la cosa più semplice.
Nel senso che l'accertamento verrà fatto su entrambi i conti e con l'altro
saranno guai.
Un conto unico e contabilità ordinaria e sarai al riparo dalle folle
presunzioni fiscali.
ufs ha scritto, in data 02/04/2007 18.00:
> Intesa zero tondo, Unicredit Genius One e Websella (i conti più economici)
> mi rifiutano di usare il conto per scopi professionali.... che fare?
ufs ha scritto, in data 02/04/2007 18.00:
> Intesa zero tondo, Unicredit Genius One e Websella (i conti più economici)
> mi rifiutano di usare il conto per scopi professionali.... che fare?
> E perchè mai condizione necessaria ? Che ti importa di comunicare la tua
> partita iva alla banca ?
Per essere censito come professionista.
Altrimenti vieni registrato come privato.
Molte banche operano in questo senso.
Per esempio, se ti registro come professionista, quindi con P.Iva, ecc.
non posso darti un c/c privato. Il sistema fa il controllo ed
all'apertura si blocca. Non è un caso che il ns. amico abbia già trovato
difficoltà.
> Nessun problema.
Dipende.
Voi ne fate un problema di costi e basta, ma non è affatto così.
Tu apri un conto come privato e poi ci operi come un professionista.
Ad un controllo fiscale potrebbero contestarlo in quanto rapporto
difficilmente riconducibile all'attività. Se non lo si chiede
all'intestatario del conto - che dovrà rendere conto - non lo si potrà
sapere, mentre la finanza vorrebbe avere riferimenti precisi nei
controlli.
Tutto questo mi è stato detto sia da un finanziere sia da più
commercialisti. Il problema è che la normativa lascia interpretare ed in
alcuni punti è pure generica.
Ed infatti i commercialisti, le associazioni sono divisi sul fatto che
si debba aprire o no un altro conto dedicato all'attività.
Per non parlare poi del concetto di professionista che è stato pure
allargato, ma questo è un altro paio di maniche.
Comunque per pochi euro all'anno (che magari si mettono pure in
contabilità, alla faccia del privato) sarebbe da veri stupidi prendere
una multa in questo modo.
--
"NON MUOIO NEMMENO SE M'AMMAZZANO"
da Don Camillo di G.Guareschi
> E perchè mai condizione necessaria ? Che ti importa di comunicare la tua
> partita iva alla banca ?
Per essere censito come professionista.
Altrimenti vieni registrato come privato.
Molte banche operano in questo senso.
Per esempio, se ti registro come professionista, quindi con P.Iva, ecc.
non posso darti un c/c privato. Il sistema fa il controllo ed
all'apertura si blocca. Non è un caso che il ns. amico abbia già trovato
difficoltà.
> Nessun problema.
Dipende.
Voi ne fate un problema di costi e basta, ma non è affatto così.
Tu apri un conto come privato e poi ci operi come un professionista.
Ad un controllo fiscale potrebbero contestarlo in quanto rapporto
difficilmente riconducibile all'attività. Se non lo si chiede
all'intestatario del conto - che dovrà rendere conto - non lo si potrà
sapere, mentre la finanza vorrebbe avere riferimenti precisi nei
controlli.
Tutto questo mi è stato detto sia da un finanziere sia da più
commercialisti. Il problema è che la normativa lascia interpretare ed in
alcuni punti è pure generica.
Ed infatti i commercialisti, le associazioni sono divisi sul fatto che
si debba aprire o no un altro conto dedicato all'attività.
Per non parlare poi del concetto di professionista che è stato pure
allargato, ma questo è un altro paio di maniche.
Comunque per pochi euro all'anno (che magari si mettono pure in
contabilità, alla faccia del privato) sarebbe da veri stupidi prendere
una multa in questo modo.
--
"NON MUOIO NEMMENO SE M'AMMAZZANO"
da Don Camillo di G.Guareschi
> Un conto unico e contabilità ordinaria e sarai al riparo dalle folle
> presunzioni fiscali.
Eh, come no.
Tutti in contabilità ordinaria, così, come bere acqua minerale.
E poi te la farei curare a te una bella ditta individuale di un lituano
che fa il muratore.
Senza offesa per nessuno, ti vorrei vedere a spiegargliela....
--
"NON MUOIO NEMMENO SE M'AMMAZZANO"
da Don Camillo di G.Guareschi
> Un conto unico e contabilità ordinaria e sarai al riparo dalle folle
> presunzioni fiscali.
Eh, come no.
Tutti in contabilità ordinaria, così, come bere acqua minerale.
E poi te la farei curare a te una bella ditta individuale di un lituano
che fa il muratore.
Senza offesa per nessuno, ti vorrei vedere a spiegargliela....
--
"NON MUOIO NEMMENO SE M'AMMAZZANO"
da Don Camillo di G.Guareschi
roberto ha scritto, in data 02/04/2007 22.08:
> Vai al san paolo e apri zerotondo.
> E' il mio unico c/c ed io sono un agente di commercio con p.iva nessun
> problema tutto ok.
Sicuro? Io ho fatto la trasformazione del mio vecchio c/c in Zerotondo e
c'è scritto chiaramente "il cliente prende atto che il conto è riservato
a clienti rientranti nella categoria dei -consumatori-, cioè a persone
fisiche che agiscono per scopi estranei all'attività imprenditoriale o
professionale eventualmente svolta; sul predetto conto, pertanto, non
dovrà essere effettuata alcuna movimentazione attinente ad attività
imprenditoriali o professionali".
roberto ha scritto, in data 02/04/2007 22.08:
> Vai al san paolo e apri zerotondo.
> E' il mio unico c/c ed io sono un agente di commercio con p.iva nessun
> problema tutto ok.
Sicuro? Io ho fatto la trasformazione del mio vecchio c/c in Zerotondo e
c'è scritto chiaramente "il cliente prende atto che il conto è riservato
a clienti rientranti nella categoria dei -consumatori-, cioè a persone
fisiche che agiscono per scopi estranei all'attività imprenditoriale o
professionale eventualmente svolta; sul predetto conto, pertanto, non
dovrà essere effettuata alcuna movimentazione attinente ad attività
imprenditoriali o professionali".
Aleran ha scritto, in data 03/04/2007 1.11:
> Tu apri un conto come privato e poi ci operi come un professionista.
> Ad un controllo fiscale potrebbero contestarlo in quanto rapporto
> difficilmente riconducibile all'attività. Se non lo si chiede
Ma si da il caso che non esiste NESSUNA legge che vieta l'apertura di un
conto come privato per effettuarvi movimentazioni attinenti all'attività
professionale. Gli eventuali limiti possono essere imposti dalle norme
contrattuali così come gli enti preposti ad accertare hanno sempre da
dimostrare che le movimentazioni non sono attinenti all'attività svolta.
> Comunque per pochi euro all'anno (che magari si mettono pure in
> contabilità, alla faccia del privato) sarebbe da veri stupidi prendere
> una multa in questo modo.
Beh, non sono così "pochi" quegli Euro in più, non contando il fatto che
spesso i conti per professionisti non prevedono un tasso creditore e
che, altrettanto spesso, sono soggetti a commissioni più alte per i
movimenti e per gli strumenti di pagamento.
Aleran ha scritto, in data 03/04/2007 1.11:
> Tu apri un conto come privato e poi ci operi come un professionista.
> Ad un controllo fiscale potrebbero contestarlo in quanto rapporto
> difficilmente riconducibile all'attività. Se non lo si chiede
Ma si da il caso che non esiste NESSUNA legge che vieta l'apertura di un
conto come privato per effettuarvi movimentazioni attinenti all'attività
professionale. Gli eventuali limiti possono essere imposti dalle norme
contrattuali così come gli enti preposti ad accertare hanno sempre da
dimostrare che le movimentazioni non sono attinenti all'attività svolta.
> Comunque per pochi euro all'anno (che magari si mettono pure in
> contabilità, alla faccia del privato) sarebbe da veri stupidi prendere
> una multa in questo modo.
Beh, non sono così "pochi" quegli Euro in più, non contando il fatto che
spesso i conti per professionisti non prevedono un tasso creditore e
che, altrettanto spesso, sono soggetti a commissioni più alte per i
movimenti e per gli strumenti di pagamento.
>
> Beh, non sono così "pochi" quegli Euro in più, non contando il fatto che
> spesso i conti per professionisti non prevedono un tasso creditore e che,
> altrettanto spesso, sono soggetti a commissioni più alte per i movimenti e
> per gli strumenti di pagamento.
Può essere, ma il panorama è molto variegato, io ho visto molte ottime
offerte per conti per professionisti, molte delle quali avevano
condizioni migliori che per i conti dei privati...
Provate a fare una media di quanto costa un bonifico per un privato e
quanto costa per un professionista...
Provate a chiedere alle banche più piccole e non solo a quelle
grandi...
CC per studenti-lavoratori...
Salvatore C.: Salve.
Sono uno studente-lavoratore, e vorrei aprire un CC sul quale versare
quei pochi soldi che guadagno per accumulare un piccolo capitale di
risparmio, dal momento che alle spese quotidiane...
Banche
8
22-10-2006 10.19.01
Mutui ai lavoratori a tempo determinato
Angelo: Banca di Roma ha stanziato 500.000.000 di Euro per finanziare i giovani (ma
35 anni)
che hanno un contratto a tempo determinato.
I particolari sul sito:...
Banche
5
24-11-2004 22.51.06
OT : ai lavoratori in cassa int. se fossi Berlusconi
Peppuzzo: non consiglierei il lavoro nero.
Delinquere per delinquere o arrangiarsi per arrangiarsi,
non è meglio fare il contrabbandire con quel che costano le sigarette ??
Molto piu' redditizio :-))
...