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  #1  
Vecchio 14-02-2007, 02.04.13
Osid
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Predefinito Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di =?ISO-8859-1?Q?pi=F9=3F?=

Una domanda banale:
Per un professionista che incassa su c/c i pagamenti dai clienti delle
sue fatture di vendita, qual'è la modalità di pagamento che fornisce più
sicurezza (in termini di puntualità nel pagamento e di certezza dello
stesso)?
Sento alcuni professionisti e imprese individuali che adottano la Ri.Ba.
affermando che in questo modo "il cliente se non paga si mette nei guai
con la sua banca ed io sono sicuro di prendere i soldi".
Io non metto ancora nei guai i clienti e mi limito a chiedere bonifici o
d assegni bancari o contanti (sotto i 1000 Euro).
Mi sfugge qualcosa riguardo a queste magiche Ri.Ba. nei termini del loro
funzionamento e delle implicazioni di diritto?
Alt 14-02-2007, 02.04.13
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  #2  
Vecchio 14-02-2007, 09.45.53
Vinicio Loncagni
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di =?ISO-8859-1?Q?pi=F9=3F?=

Osid ha scritto:

> Sento alcuni professionisti e imprese individuali che adottano la Ri.Ba.
> affermando che in questo modo "il cliente se non paga si mette nei guai
> con la sua banca ed io sono sicuro di prendere i soldi".


Mi sa che 'sti professionisti non sono ben informati...

Sul fronte "pagamento" la differenza tra RiBa e bonifico (e MAV, e RAV, e
bollettini bancari in genere, che non sono altro che bonfici "camuffati")
è presto detta: il bonifico non ha scadenza (il debitore ogni giorno può
dire "Te lo faccio domani"), e può andare a finire che tu aspetti i soldi
all'infinito.

La RiBa, invece, ha termini di scadenza inflessibili: il pagamento DEVE
essere effettuato entro pochi giorni dopo la scadenza (da me sono 2, ma in
altri Istituti sono 3). Se il debitore non effettua il pagamento, la banca
subito ti avvisa "Quello non ha pagato".

> Io non metto ancora nei guai i clienti


Il cliente non viene assolutamente messo nei guai.
Alla banca, se uno paga o non paga le RiBa, non gliene può fregare di meno.
Per fare un paragone: pensi che ad una qualsiasi banca interessi se uno
paga o no le bellette della Telecom o di Teledue?

Piuttosto, quello che potrebbe avere eventuali complicazioni, in alcuni
casi, è il beneficiario delle RiBa.

Oltre alla formula "per l'incasso" (che vuol dire: appena il tuo cliente
paga ti diamo i soldi) è possibile chiedere alla banca una forma di
affidamento che si chiama "accredito SBF": tu presenti le RiBa, e la banca
ti accredita i soldi, con riserva di riprenderseli se qualcuno non pagasse.

Ovviamente, prima di concederti questa forma di affidamento, vanno a
controllare il pregresso: se viene fuori che di norma su 10 RiBa non te ne
pagano 8... sarà dura convincere la banca a fidarsi!

> ... delle implicazioni di diritto?


Non c'è nessuna legge che regolamenti le RiBa.
Sono accordi commerciali presi tra privati, non c'è protesto, non c'è
iscrizione in nessun tipo di bollettino o di centrale, la RiBa pagata o
impagata è solo un pezzo di carta senza alcun valore cartolare.

Ciao ciao.

Vinicio Loncagni


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  #3  
Vecchio 14-02-2007, 09.45.53
Vinicio Loncagni
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di =?ISO-8859-1?Q?pi=F9=3F?=

Osid ha scritto:

> Sento alcuni professionisti e imprese individuali che adottano la Ri.Ba.
> affermando che in questo modo "il cliente se non paga si mette nei guai
> con la sua banca ed io sono sicuro di prendere i soldi".


Mi sa che 'sti professionisti non sono ben informati...

Sul fronte "pagamento" la differenza tra RiBa e bonifico (e MAV, e RAV, e
bollettini bancari in genere, che non sono altro che bonfici "camuffati")
è presto detta: il bonifico non ha scadenza (il debitore ogni giorno può
dire "Te lo faccio domani"), e può andare a finire che tu aspetti i soldi
all'infinito.

La RiBa, invece, ha termini di scadenza inflessibili: il pagamento DEVE
essere effettuato entro pochi giorni dopo la scadenza (da me sono 2, ma in
altri Istituti sono 3). Se il debitore non effettua il pagamento, la banca
subito ti avvisa "Quello non ha pagato".

> Io non metto ancora nei guai i clienti


Il cliente non viene assolutamente messo nei guai.
Alla banca, se uno paga o non paga le RiBa, non gliene può fregare di meno.
Per fare un paragone: pensi che ad una qualsiasi banca interessi se uno
paga o no le bellette della Telecom o di Teledue?

Piuttosto, quello che potrebbe avere eventuali complicazioni, in alcuni
casi, è il beneficiario delle RiBa.

Oltre alla formula "per l'incasso" (che vuol dire: appena il tuo cliente
paga ti diamo i soldi) è possibile chiedere alla banca una forma di
affidamento che si chiama "accredito SBF": tu presenti le RiBa, e la banca
ti accredita i soldi, con riserva di riprenderseli se qualcuno non pagasse.

Ovviamente, prima di concederti questa forma di affidamento, vanno a
controllare il pregresso: se viene fuori che di norma su 10 RiBa non te ne
pagano 8... sarà dura convincere la banca a fidarsi!

> ... delle implicazioni di diritto?


Non c'è nessuna legge che regolamenti le RiBa.
Sono accordi commerciali presi tra privati, non c'è protesto, non c'è
iscrizione in nessun tipo di bollettino o di centrale, la RiBa pagata o
impagata è solo un pezzo di carta senza alcun valore cartolare.

Ciao ciao.

Vinicio Loncagni


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  #4  
Vecchio 14-02-2007, 11.36.55
Asappo
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Predefinito =?iso-8859-1?q?Re:_Ri.Ba._e_bonifici:_quale_tutela_di_pi=F9=3 F?=

On 14 Feb, 09:45, mail_nel_p...@invalid.nospam.it (Vinicio Loncagni)
wrote:
> Oltre alla formula "per l'incasso" (che vuol dire: appena il tuo cliente
> paga ti diamo i soldi) è possibile chiedere alla banca una forma di
> affidamento che si chiama "accredito SBF": tu presenti le RiBa, e la banca
> ti accredita i soldi, con riserva di riprenderseli se qualcuno non pagasse.
>
> Ovviamente, prima di concederti questa forma di affidamento, vanno a
> controllare il pregresso: se viene fuori che di norma su 10 RiBa non te ne
> pagano 8... sarà dura convincere la banca a fidarsi!

Aggiungo solo una nota alla esauriente spiegazione di Vinicio.
Molto spesso le ditte hanno bisogno di finanziare la propria attività
ricorrendo al debito presso la banca e la forma più comune è appunto
l'anticipo di fatture associate alle RiBa, cioè l'accredito SBF.
Se però il cliente deve/vuole pagare attraverso bonifico, il fornitore
non ha la possibilità di farsi anticipare tali soldi e quindi potrebbe
dover ricorrere a finanziamenti diversi più onerosi.
Tra le alternative, spesso le banche offrono un anticipo anche di
fatture che saranno pagate con bonifico ma i tassi in genere sono
leggermente più alti e quindi penalizzanti, proprio per il fatto che
la data di pagamento è più variabile.
  #5  
Vecchio 14-02-2007, 11.36.55
Asappo
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Predefinito =?iso-8859-1?q?Re:_Ri.Ba._e_bonifici:_quale_tutela_di_pi=F9=3 F?=

On 14 Feb, 09:45, mail_nel_p...@invalid.nospam.it (Vinicio Loncagni)
wrote:
> Oltre alla formula "per l'incasso" (che vuol dire: appena il tuo cliente
> paga ti diamo i soldi) è possibile chiedere alla banca una forma di
> affidamento che si chiama "accredito SBF": tu presenti le RiBa, e la banca
> ti accredita i soldi, con riserva di riprenderseli se qualcuno non pagasse.
>
> Ovviamente, prima di concederti questa forma di affidamento, vanno a
> controllare il pregresso: se viene fuori che di norma su 10 RiBa non te ne
> pagano 8... sarà dura convincere la banca a fidarsi!

Aggiungo solo una nota alla esauriente spiegazione di Vinicio.
Molto spesso le ditte hanno bisogno di finanziare la propria attività
ricorrendo al debito presso la banca e la forma più comune è appunto
l'anticipo di fatture associate alle RiBa, cioè l'accredito SBF.
Se però il cliente deve/vuole pagare attraverso bonifico, il fornitore
non ha la possibilità di farsi anticipare tali soldi e quindi potrebbe
dover ricorrere a finanziamenti diversi più onerosi.
Tra le alternative, spesso le banche offrono un anticipo anche di
fatture che saranno pagate con bonifico ma i tassi in genere sono
leggermente più alti e quindi penalizzanti, proprio per il fatto che
la data di pagamento è più variabile.
  #6  
Vecchio 14-02-2007, 12.13.25
Osid
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di =?ISO-8859-1?Q?pi=F9=3F?=

Vinicio Loncagni ha scritto, in data 14/02/2007 9.45:
> La RiBa, invece, ha termini di scadenza inflessibili: il pagamento DEVE
> essere effettuato entro pochi giorni dopo la scadenza (da me sono 2, ma in
> altri Istituti sono 3). Se il debitore non effettua il pagamento, la banca
> subito ti avvisa "Quello non ha pagato".


Ma la banca del debitore non gli addebita automaticamente la somma da
quanto ho capito, quindi viene meno un'eventuale vantaggio del creditore.
Il problema principale di un professionista, per quanto riguarda gli
incassi, è quello di eliminare i ritardati pagamenti o addirittura i
mancati pagamenti.
I professionisti sostenitori della Ri.Ba. me l'avevano sempre spacciata
come il metodo di pagamento dove il debitore viene "forzato" dalla banca
a pagare in scadenza ma sopratutto viene forzato a pagare.
Mi sembra di capire che non è così.

> Alla banca, se uno paga o non paga le RiBa, non gliene può fregare di meno.
> Per fare un paragone: pensi che ad una qualsiasi banca interessi se uno
> paga o no le bellette della Telecom o di Teledue?


Assolutamente no :-)

> Piuttosto, quello che potrebbe avere eventuali complicazioni, in alcuni
> casi, è il beneficiario delle RiBa.


Che tipo di complicazioni?

> paga ti diamo i soldi) è possibile chiedere alla banca una forma di
> affidamento che si chiama "accredito SBF": tu presenti le RiBa, e la banca
> ti accredita i soldi, con riserva di riprenderseli se qualcuno non pagasse.


Questo è già un bel vantaggio: sarebbe ancora più bello se esistesse uno
strumento d'incasso che accreditasse la somma senza SBF. In poche parole
uno strumento che trasferisse il credito alla banca e le eventuali
magagne derivanti dall'opposizione del debitore al pagamento della somma.
Il vantaggio sarebbe costituito dal fatto che un debitore ci penserebbe
due volte prima di fare il furbo con una banca mentre per fare il furbo
con un professionista non ci sono particolari limiti: solitamente si sa
che se un professionista deve recuperare crediti d'importo basso,
paradossalmente sono più alti i costi di recupero credito (oltre alla
lunghezza di una causa di recupero credito) dell'importo stesso.

> Ovviamente, prima di concederti questa forma di affidamento, vanno a
> controllare il pregresso: se viene fuori che di norma su 10 RiBa non te ne
> pagano 8... sarà dura convincere la banca a fidarsi!


E qualora il soggetto non è mai ricorso a Ri.Ba. come fa la banca a
stabilire il pregresso?
  #7  
Vecchio 14-02-2007, 12.13.25
Osid
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di =?ISO-8859-1?Q?pi=F9=3F?=

Vinicio Loncagni ha scritto, in data 14/02/2007 9.45:
> La RiBa, invece, ha termini di scadenza inflessibili: il pagamento DEVE
> essere effettuato entro pochi giorni dopo la scadenza (da me sono 2, ma in
> altri Istituti sono 3). Se il debitore non effettua il pagamento, la banca
> subito ti avvisa "Quello non ha pagato".


Ma la banca del debitore non gli addebita automaticamente la somma da
quanto ho capito, quindi viene meno un'eventuale vantaggio del creditore.
Il problema principale di un professionista, per quanto riguarda gli
incassi, è quello di eliminare i ritardati pagamenti o addirittura i
mancati pagamenti.
I professionisti sostenitori della Ri.Ba. me l'avevano sempre spacciata
come il metodo di pagamento dove il debitore viene "forzato" dalla banca
a pagare in scadenza ma sopratutto viene forzato a pagare.
Mi sembra di capire che non è così.

> Alla banca, se uno paga o non paga le RiBa, non gliene può fregare di meno.
> Per fare un paragone: pensi che ad una qualsiasi banca interessi se uno
> paga o no le bellette della Telecom o di Teledue?


Assolutamente no :-)

> Piuttosto, quello che potrebbe avere eventuali complicazioni, in alcuni
> casi, è il beneficiario delle RiBa.


Che tipo di complicazioni?

> paga ti diamo i soldi) è possibile chiedere alla banca una forma di
> affidamento che si chiama "accredito SBF": tu presenti le RiBa, e la banca
> ti accredita i soldi, con riserva di riprenderseli se qualcuno non pagasse.


Questo è già un bel vantaggio: sarebbe ancora più bello se esistesse uno
strumento d'incasso che accreditasse la somma senza SBF. In poche parole
uno strumento che trasferisse il credito alla banca e le eventuali
magagne derivanti dall'opposizione del debitore al pagamento della somma.
Il vantaggio sarebbe costituito dal fatto che un debitore ci penserebbe
due volte prima di fare il furbo con una banca mentre per fare il furbo
con un professionista non ci sono particolari limiti: solitamente si sa
che se un professionista deve recuperare crediti d'importo basso,
paradossalmente sono più alti i costi di recupero credito (oltre alla
lunghezza di una causa di recupero credito) dell'importo stesso.

> Ovviamente, prima di concederti questa forma di affidamento, vanno a
> controllare il pregresso: se viene fuori che di norma su 10 RiBa non te ne
> pagano 8... sarà dura convincere la banca a fidarsi!


E qualora il soggetto non è mai ricorso a Ri.Ba. come fa la banca a
stabilire il pregresso?
  #8  
Vecchio 14-02-2007, 14.36.27
Vinicio Loncagni
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di =?ISO-8859-1?Q?pi=F9=3F?=

Osid ha scritto:

> I professionisti sostenitori della Ri.Ba. me l'avevano sempre spacciata
> come il metodo di pagamento dove il debitore viene "forzato" dalla banca
> a pagare in scadenza ma sopratutto viene forzato a pagare.
> Mi sembra di capire che non è così.


Infatti.
La banca "forza" a pagare solo i debiti verso se stessa, mai sicuramente
quelli verso altri.

> Che tipo di complicazioni?


Se chiedi "fatemi un accredito SBF di queste RiBa", la banca ti risponde
"No, le prendiamo per l'incasso, e quando i tuoi presunti debitori le
pagano noi paghiamo te...".
Assolutamente non ha alcuna conseguenza per altri tipi di affidamento.
Cioè, non è che se non ti pagano le RiBa poi la banca non ti concede il
mutuo per la casa ...

> Questo è già un bel vantaggio: sarebbe ancora più bello se esistesse uno
> strumento d'incasso che accreditasse la somma senza SBF.


Con una banca "vera" è un problema.
Ci sono alcune società che svolgono questo "servizio", ma...
Ti pagano i "crediti" al 20% o anche meno, e poi per riscuoterli ... non è
chiedono "Per favore, ci paga il suo debito?".
Spesso non mandano neanche le carte bollate, ma arrivano direttamente gli
omacci grandi grossi e kattivi ... :-((

> E qualora il soggetto non è mai ricorso a Ri.Ba. come fa la banca a
> stabilire il pregresso?


Infatti, prima di far passare le operazioni in SBF si richiede un periodo
più o meno lungo di presentazioni al dopo-incasso, in maniera da poter
valutare il "funzionamento" del portafoglio clienti del richiedente.

Ciao ciao

VL


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  #9  
Vecchio 14-02-2007, 14.36.27
Vinicio Loncagni
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di =?ISO-8859-1?Q?pi=F9=3F?=

Osid ha scritto:

> I professionisti sostenitori della Ri.Ba. me l'avevano sempre spacciata
> come il metodo di pagamento dove il debitore viene "forzato" dalla banca
> a pagare in scadenza ma sopratutto viene forzato a pagare.
> Mi sembra di capire che non è così.


Infatti.
La banca "forza" a pagare solo i debiti verso se stessa, mai sicuramente
quelli verso altri.

> Che tipo di complicazioni?


Se chiedi "fatemi un accredito SBF di queste RiBa", la banca ti risponde
"No, le prendiamo per l'incasso, e quando i tuoi presunti debitori le
pagano noi paghiamo te...".
Assolutamente non ha alcuna conseguenza per altri tipi di affidamento.
Cioè, non è che se non ti pagano le RiBa poi la banca non ti concede il
mutuo per la casa ...

> Questo è già un bel vantaggio: sarebbe ancora più bello se esistesse uno
> strumento d'incasso che accreditasse la somma senza SBF.


Con una banca "vera" è un problema.
Ci sono alcune società che svolgono questo "servizio", ma...
Ti pagano i "crediti" al 20% o anche meno, e poi per riscuoterli ... non è
chiedono "Per favore, ci paga il suo debito?".
Spesso non mandano neanche le carte bollate, ma arrivano direttamente gli
omacci grandi grossi e kattivi ... :-((

> E qualora il soggetto non è mai ricorso a Ri.Ba. come fa la banca a
> stabilire il pregresso?


Infatti, prima di far passare le operazioni in SBF si richiede un periodo
più o meno lungo di presentazioni al dopo-incasso, in maniera da poter
valutare il "funzionamento" del portafoglio clienti del richiedente.

Ciao ciao

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  #10  
Vecchio 14-02-2007, 23.38.44
Hereticus
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

On Wed, 14 Feb 2007 09:45:53 +0100, mail_nel_post@invalid.nospam.it
(Vinicio Loncagni) wrote:


>Alla banca, se uno paga o non paga le RiBa, non gliene può fregare di meno.


Direi proprio che non è esattamente così... Almeno se chi deve pagare
le Ri.ba. è un cliente affidato.

Hereticus
  #11  
Vecchio 14-02-2007, 23.38.44
Hereticus
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On Wed, 14 Feb 2007 09:45:53 +0100, mail_nel_post@invalid.nospam.it
(Vinicio Loncagni) wrote:


>Alla banca, se uno paga o non paga le RiBa, non gliene può fregare di meno.


Direi proprio che non è esattamente così... Almeno se chi deve pagare
le Ri.ba. è un cliente affidato.

Hereticus
  #12  
Vecchio 15-02-2007, 07.23.04
Vinicio Loncagni
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

Tratto dal messaggio mp37t21ft9av7c14lbmd7ehk2iags5l3pk@4ax.com di
Hereticus:

>> Alla banca, se uno paga o non paga le RiBa, non gliene può fregare
>> di meno.

>
> Direi proprio che non è esattamente così...


Sarà, ma confermo la mia versione.
Se un cliente mi dice "Non pago quella RiBa", o, meglio ancora, non mi porta
la disposizione per l'addebito entro i termini, la RiBa se ne va
tranquillamente insoluta, e senza alcuna altra remora.

Da me, caso mai, ogni tanto si fa il lavoro contrario, ma è un'eventualità
abbastanza rara ...

Intanto, entrambi i clienti (quello che deve pagare e il creditore) devono
essere clienti della stessa banca: eventualità sicuramente possibile, ma non
frequentissima.

Poi il *creditore* della RiBa deve esseere un cliente... interessante
(ehm...interessante nel senso negativo: lavora sbf ed è un po' tirato, e
tornano un po' troppi insoluti, o si sospetta che faccia pasticci con le
fatture, o simili).
Allora *si può* (ma non *si deve*, assolutamente) contattare il
presunto debitore e chiedergli:
"Intende pagare la RiBa del sig. X? Se no, perchè? Fattura sbagliata, lavori
fatti male, eccetera?".

Ma tutto questo solo a livello informativo: se quello risponde "Non gliela
pago perchè non mi va...", noi ne prendiamo nota e non possiamo, e
non dobbiamo, far altro che salutare cortesemente e chiudere il contatto...

*Da me*, funziona così.

Ciao ciao.

VL

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  #13  
Vecchio 15-02-2007, 07.23.04
Vinicio Loncagni
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

Tratto dal messaggio mp37t21ft9av7c14lbmd7ehk2iags5l3pk@4ax.com di
Hereticus:

>> Alla banca, se uno paga o non paga le RiBa, non gliene può fregare
>> di meno.

>
> Direi proprio che non è esattamente così...


Sarà, ma confermo la mia versione.
Se un cliente mi dice "Non pago quella RiBa", o, meglio ancora, non mi porta
la disposizione per l'addebito entro i termini, la RiBa se ne va
tranquillamente insoluta, e senza alcuna altra remora.

Da me, caso mai, ogni tanto si fa il lavoro contrario, ma è un'eventualità
abbastanza rara ...

Intanto, entrambi i clienti (quello che deve pagare e il creditore) devono
essere clienti della stessa banca: eventualità sicuramente possibile, ma non
frequentissima.

Poi il *creditore* della RiBa deve esseere un cliente... interessante
(ehm...interessante nel senso negativo: lavora sbf ed è un po' tirato, e
tornano un po' troppi insoluti, o si sospetta che faccia pasticci con le
fatture, o simili).
Allora *si può* (ma non *si deve*, assolutamente) contattare il
presunto debitore e chiedergli:
"Intende pagare la RiBa del sig. X? Se no, perchè? Fattura sbagliata, lavori
fatti male, eccetera?".

Ma tutto questo solo a livello informativo: se quello risponde "Non gliela
pago perchè non mi va...", noi ne prendiamo nota e non possiamo, e
non dobbiamo, far altro che salutare cortesemente e chiudere il contatto...

*Da me*, funziona così.

Ciao ciao.

VL

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  #14  
Vecchio 15-02-2007, 19.05.59
Hereticus
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

On Thu, 15 Feb 2007 07:23:04 +0100, "Vinicio Loncagni"
<mail_nel_post@nospam.invalid> wrote:

>Tratto dal messaggio mp37t21ft9av7c14lbmd7ehk2iags5l3pk@4ax.com di
>Hereticus:
>
>>> Alla banca, se uno paga o non paga le RiBa, non gliene può fregare
>>> di meno.

>>
>> Direi proprio che non è esattamente così...

>


>
>*Da me*, funziona così.


Da te funziona male...

Qualora il cliente in questione risulti affidato, il monitoraggio
della sua attività ha un senso ANCHE avuto riguardo a modalità e
precisione con cui fa fronte ai PROPRI impegni nei confronti dei
terzi. Un soggetto che occasionalmente non paga qualche Ri.ba. è un
conto, ma chi non paga le Ri.ba. regolarmente è da tenere parecchio
sott'occhio (situazione come minimo da valutare analiticamente).

E' un brutto segno di mancanza di volontà (o di possibilità) di far
fronte alle proprie obbligazioni (ed a volte anche un pessimo
costume).

Chi non paga le Ri.ba oggi, può non pagare gli assegni domani e non
rimborsare la banca dopodomani...

Questo almeno dovrebbe essere uno dei (mille) compiti di un VERO
gestore.

Un tempo, fra l'altro, era uso che la banca (dall'altra parte della
situazione) che provedeva allo smobilizzo delle Ri.ba. effettuasse una
verifica non solo formale delle stesse, assumendo informazioni sui
nominativi dei debitori presentati non già favorevolmente
sperimentati, e nel caso come sopra, qualora le informazioni
"riservate" banca_banca non fossero rassicuranti, le Ri.ba in
questione venivano gentilmente restituite al presentatore senza
neanche presentarle...

Ma adesso c'è la banca "moderna", ed i vendit*, pardon i gestori
attuali spesso manco sanno su chi vengono presentate le Riba, e magari
neanche quale sia la concentrazione del grado di rischio del
portafoglio in essere...

Hereticus
  #15  
Vecchio 15-02-2007, 19.05.59
Hereticus
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

On Thu, 15 Feb 2007 07:23:04 +0100, "Vinicio Loncagni"
<mail_nel_post@nospam.invalid> wrote:

>Tratto dal messaggio mp37t21ft9av7c14lbmd7ehk2iags5l3pk@4ax.com di
>Hereticus:
>
>>> Alla banca, se uno paga o non paga le RiBa, non gliene può fregare
>>> di meno.

>>
>> Direi proprio che non è esattamente così...

>


>
>*Da me*, funziona così.


Da te funziona male...

Qualora il cliente in questione risulti affidato, il monitoraggio
della sua attività ha un senso ANCHE avuto riguardo a modalità e
precisione con cui fa fronte ai PROPRI impegni nei confronti dei
terzi. Un soggetto che occasionalmente non paga qualche Ri.ba. è un
conto, ma chi non paga le Ri.ba. regolarmente è da tenere parecchio
sott'occhio (situazione come minimo da valutare analiticamente).

E' un brutto segno di mancanza di volontà (o di possibilità) di far
fronte alle proprie obbligazioni (ed a volte anche un pessimo
costume).

Chi non paga le Ri.ba oggi, può non pagare gli assegni domani e non
rimborsare la banca dopodomani...

Questo almeno dovrebbe essere uno dei (mille) compiti di un VERO
gestore.

Un tempo, fra l'altro, era uso che la banca (dall'altra parte della
situazione) che provedeva allo smobilizzo delle Ri.ba. effettuasse una
verifica non solo formale delle stesse, assumendo informazioni sui
nominativi dei debitori presentati non già favorevolmente
sperimentati, e nel caso come sopra, qualora le informazioni
"riservate" banca_banca non fossero rassicuranti, le Ri.ba in
questione venivano gentilmente restituite al presentatore senza
neanche presentarle...

Ma adesso c'è la banca "moderna", ed i vendit*, pardon i gestori
attuali spesso manco sanno su chi vengono presentate le Riba, e magari
neanche quale sia la concentrazione del grado di rischio del
portafoglio in essere...

Hereticus
  #16  
Vecchio 15-02-2007, 20.07.39
Vinicio Loncagni
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

Tratto dal messaggio 6f79t2letunggbijue8061jbmfim6ouhfj@4ax.com di
Hereticus:

> Qualora il cliente in questione risulti affidato, il monitoraggio
> della sua attività ha un senso ANCHE avuto riguardo a modalità e
> precisione con cui fa fronte ai PROPRI impegni nei confronti dei
> terzi.


Mi sembra che abbiamo travalicato la richiesta di Osid,
che era in questi semplici termini:

> ... me l'avevano sempre spacciata
> come il metodo di pagamento dove il debitore viene "forzato" dalla banca
> a pagare in scadenza ma sopratutto viene forzato a pagare.


Confermo che alla banca, moderna o antica, al gestore o vendit* che
dir si voglia, non interessa assolutamente niente che un suo cliente
paghi *la tua* RiBa.

Tutto il resto del discorso è indubbiamente corretto e veritiero, ma ritengo
che "non c'azzecchi" con la richiesta ad origine del thread.

Ciao ciao

VL

--
Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
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  #17  
Vecchio 15-02-2007, 20.07.39
Vinicio Loncagni
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

Tratto dal messaggio 6f79t2letunggbijue8061jbmfim6ouhfj@4ax.com di
Hereticus:

> Qualora il cliente in questione risulti affidato, il monitoraggio
> della sua attività ha un senso ANCHE avuto riguardo a modalità e
> precisione con cui fa fronte ai PROPRI impegni nei confronti dei
> terzi.


Mi sembra che abbiamo travalicato la richiesta di Osid,
che era in questi semplici termini:

> ... me l'avevano sempre spacciata
> come il metodo di pagamento dove il debitore viene "forzato" dalla banca
> a pagare in scadenza ma sopratutto viene forzato a pagare.


Confermo che alla banca, moderna o antica, al gestore o vendit* che
dir si voglia, non interessa assolutamente niente che un suo cliente
paghi *la tua* RiBa.

Tutto il resto del discorso è indubbiamente corretto e veritiero, ma ritengo
che "non c'azzecchi" con la richiesta ad origine del thread.

Ciao ciao

VL

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  #18  
Vecchio 17-02-2007, 12.55.04
Hereticus
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

On Thu, 15 Feb 2007 20:07:39 +0100, "Vinicio Loncagni"
<mail_nel_post@nospam.invalid> wrote:


>Tutto il resto del discorso è indubbiamente corretto e veritiero, ma ritengo
>che "non c'azzecchi" con la richiesta ad origine del thread.
>


Ma infatti io non avevo risposto al quesito iniziale, ma mi ero
"infilato" nel discorso dopo una tua affermazione "generale":

>(Vinicio Loncagni) wrote:
>Alla banca, se uno paga o non paga le RiBa, non gliene può fregare di meno.


E confermo che non è così. Rileggendo i vari post, le tue affermazioni
sembrano rispecchiare l'operatività pratica "di sportello" (nel senso
di filiale e/o agenzia retail). Ma c'è qualcuno in banca (spesso si
tratta dei cd "gestori imprese", soprattutto Corporate) che dovrebbe
invece sapere cosa avviene da quel punto di vista, ma non lo saprà mai
se la filiale non avverte...

Questo può essere a volte uno degli aspetti negativi presenti in
strutture divisionalizzate, ma il discorso si farebbe complesso, e
comunque eccessivamente ot...

Hereticus
  #19  
Vecchio 17-02-2007, 12.55.04
Hereticus
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

On Thu, 15 Feb 2007 20:07:39 +0100, "Vinicio Loncagni"
<mail_nel_post@nospam.invalid> wrote:


>Tutto il resto del discorso è indubbiamente corretto e veritiero, ma ritengo
>che "non c'azzecchi" con la richiesta ad origine del thread.
>


Ma infatti io non avevo risposto al quesito iniziale, ma mi ero
"infilato" nel discorso dopo una tua affermazione "generale":

>(Vinicio Loncagni) wrote:
>Alla banca, se uno paga o non paga le RiBa, non gliene può fregare di meno.


E confermo che non è così. Rileggendo i vari post, le tue affermazioni
sembrano rispecchiare l'operatività pratica "di sportello" (nel senso
di filiale e/o agenzia retail). Ma c'è qualcuno in banca (spesso si
tratta dei cd "gestori imprese", soprattutto Corporate) che dovrebbe
invece sapere cosa avviene da quel punto di vista, ma non lo saprà mai
se la filiale non avverte...

Questo può essere a volte uno degli aspetti negativi presenti in
strutture divisionalizzate, ma il discorso si farebbe complesso, e
comunque eccessivamente ot...

Hereticus
  #20  
Vecchio 17-02-2007, 18.49.00
sandro32
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Predefinito =?ISO-8859-15?Q?Re:_Ri.Ba._e_bonifici:_quale_tutela_di_pi=F9= 3F?=

Osid ha scritto:
>
> Una domanda banale:
> Per un professionista che incassa su c/c i pagamenti
> dai clienti delle
> sue fatture di vendita, qual'è la modalità di
> pagamento che fornisce più
> sicurezza (in termini di puntualità nel pagamento e
> di certezza dello
> stesso)?

premesso che non esistono strumenti "certi" di riscossione,
forse fra i piu' affidabili esiste l'incasso r.i.d., con il
quale la banca del professionista (nel caso specifico) inoltra
ordini di pagamento sui conti dei debitori alle scadenze
prefissate dal proprio cliente. Il servizio presuppone
ovviamente un'accettazione da parte del debitore a "priori",
cioe' all'accensione del r.i.d. stesso. Le banche dei debitori,
operando con una certa elesticità, addebitano spesso gli importi
dei r.i.d. anche in assenza di fondi se il cliente risulta
ugualmente solvibile o affidabile.
> Sento alcuni professionisti e imprese individuali che
> adottano la Ri.Ba.
> affermando che in questo modo "il cliente se non paga
> si mette nei guai
> con la sua banca ed io sono sicuro di prendere i
> soldi".
> Io non metto ancora nei guai i clienti e mi limito a
> chiedere bonifici o
> d assegni bancari o contanti (sotto i 1000 Euro).
> Mi sfugge qualcosa riguardo a queste magiche Ri.Ba.
> nei termini del loro
> funzionamento e delle implicazioni di diritto?

--
Postato da Virgilio Newsgroup: scopri i nuovi gruppi
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  #21  
Vecchio 17-02-2007, 18.49.00
sandro32
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Osid ha scritto:
>
> Una domanda banale:
> Per un professionista che incassa su c/c i pagamenti
> dai clienti delle
> sue fatture di vendita, qual'è la modalità di
> pagamento che fornisce più
> sicurezza (in termini di puntualità nel pagamento e
> di certezza dello
> stesso)?

premesso che non esistono strumenti "certi" di riscossione,
forse fra i piu' affidabili esiste l'incasso r.i.d., con il
quale la banca del professionista (nel caso specifico) inoltra
ordini di pagamento sui conti dei debitori alle scadenze
prefissate dal proprio cliente. Il servizio presuppone
ovviamente un'accettazione da parte del debitore a "priori",
cioe' all'accensione del r.i.d. stesso. Le banche dei debitori,
operando con una certa elesticità, addebitano spesso gli importi
dei r.i.d. anche in assenza di fondi se il cliente risulta
ugualmente solvibile o affidabile.
> Sento alcuni professionisti e imprese individuali che
> adottano la Ri.Ba.
> affermando che in questo modo "il cliente se non paga
> si mette nei guai
> con la sua banca ed io sono sicuro di prendere i
> soldi".
> Io non metto ancora nei guai i clienti e mi limito a
> chiedere bonifici o
> d assegni bancari o contanti (sotto i 1000 Euro).
> Mi sfugge qualcosa riguardo a queste magiche Ri.Ba.
> nei termini del loro
> funzionamento e delle implicazioni di diritto?

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  #22  
Vecchio 18-02-2007, 09.51.43
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

"sandro32" ha scritto nel messaggio
news:13070598.1171734591031.JavaMail.newsgroup@sc-ng-1...

> ...


Sicuramente si sarà trattato di un errore involontario (e infatti il post
è stato fatto passare), ma ricordo che le regole per un corretto
quoting dei messaggi prevedono di riportare solo le parti del messaggio
precedente che siano utili alla comprensione del testo, eliminando
quelle che non servano a tale scopo.
http://wiki.news.nic.it/QuotarBene
Saluti.


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  #23  
Vecchio 18-02-2007, 09.51.43
[ADMIN] IEBa
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

"sandro32" ha scritto nel messaggio
news:13070598.1171734591031.JavaMail.newsgroup@sc-ng-1...

> ...


Sicuramente si sarà trattato di un errore involontario (e infatti il post
è stato fatto passare), ma ricordo che le regole per un corretto
quoting dei messaggi prevedono di riportare solo le parti del messaggio
precedente che siano utili alla comprensione del testo, eliminando
quelle che non servano a tale scopo.
http://wiki.news.nic.it/QuotarBene
Saluti.


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  #24  
Vecchio 18-02-2007, 10.12.36
Vinicio Loncagni
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Tratto dal messaggio 3mqdt21egc601uuke8msuc2t9q362le65c@4ax.com di
Hereticus:

> Rileggendo i vari post, le tue affermazioni sembrano rispecchiare
> l'operatività pratica "di sportello" (nel senso
> di filiale e/o agenzia retail).


Non ho mai negato di essere un bancario d'assalto, l' equivalente della
"carne da macello" delle prime linee durante la Grande Guerra ...

> Ma c'è qualcuno in banca (spesso si
> tratta dei cd "gestori imprese", soprattutto Corporate) che dovrebbe
> invece sapere cosa avviene da quel punto di vista, ma non lo saprà mai
> se la filiale non avverte...


E anche su questo avrei qualche dubbio.
In un messaggio precedente avevi scritto:

> Chi non paga le Ri.ba oggi, può non pagare gli assegni domani e non
> rimborsare la banca dopodomani...


Nella mia esperienza, sicuramente circoscritta, non ho mai visto un cliente
che *autonomamente* fosse in grado di decidere di non pagare RiBa.
Cioè, si ipotizza un cliente che sappia pensare: il mio fido è 100, pagando
queste RiBa andrei a 103, quindi *non* porto gli avvisi di pagamento in
banca perchè se no sconfinerei, e i creditori ... si arrangiano.

Da me, il cliente ci prova in ogni caso, portando gli avvisi e poi trovando
qualche scappatoia del tipo "Vengo a versare in settimana", "Porto SBF entro
giovedì", "Mi devono fare un bonifico, è già partito ma stranamente non è
ancora arrivato", e via così.

*Da me* il cliente preferisce "tirare" dalla parte della banca piuttosto che
rischiare di fare "figure" con il fornitore rendendo insoluta la RiBa.

Quindi, quando non vengono pagate le RiBa, il gestore imprese ne è *sempre*
a conoscenza, perchè è quello che scrive "NO" sulla richiesta di
sconfinamento.

Poi, ovviamente, ogni piazza e ogni banca ha i suoi usi ...

Ciao ciao

VL

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  #25  
Vecchio 18-02-2007, 10.12.36
Vinicio Loncagni
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

Tratto dal messaggio 3mqdt21egc601uuke8msuc2t9q362le65c@4ax.com di
Hereticus:

> Rileggendo i vari post, le tue affermazioni sembrano rispecchiare
> l'operatività pratica "di sportello" (nel senso
> di filiale e/o agenzia retail).


Non ho mai negato di essere un bancario d'assalto, l' equivalente della
"carne da macello" delle prime linee durante la Grande Guerra ...

> Ma c'è qualcuno in banca (spesso si
> tratta dei cd "gestori imprese", soprattutto Corporate) che dovrebbe
> invece sapere cosa avviene da quel punto di vista, ma non lo saprà mai
> se la filiale non avverte...


E anche su questo avrei qualche dubbio.
In un messaggio precedente avevi scritto:

> Chi non paga le Ri.ba oggi, può non pagare gli assegni domani e non
> rimborsare la banca dopodomani...


Nella mia esperienza, sicuramente circoscritta, non ho mai visto un cliente
che *autonomamente* fosse in grado di decidere di non pagare RiBa.
Cioè, si ipotizza un cliente che sappia pensare: il mio fido è 100, pagando
queste RiBa andrei a 103, quindi *non* porto gli avvisi di pagamento in
banca perchè se no sconfinerei, e i creditori ... si arrangiano.

Da me, il cliente ci prova in ogni caso, portando gli avvisi e poi trovando
qualche scappatoia del tipo "Vengo a versare in settimana", "Porto SBF entro
giovedì", "Mi devono fare un bonifico, è già partito ma stranamente non è
ancora arrivato", e via così.

*Da me* il cliente preferisce "tirare" dalla parte della banca piuttosto che
rischiare di fare "figure" con il fornitore rendendo insoluta la RiBa.

Quindi, quando non vengono pagate le RiBa, il gestore imprese ne è *sempre*
a conoscenza, perchè è quello che scrive "NO" sulla richiesta di
sconfinamento.

Poi, ovviamente, ogni piazza e ogni banca ha i suoi usi ...

Ciao ciao

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  #26  
Vecchio 18-02-2007, 16.07.08
Hereticus
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

On Sun, 18 Feb 2007 10:12:36 +0100, "Vinicio Loncagni"
<mail_nel_post@nospam.invalid> wrote:

>Da me, il cliente ci prova in ogni caso, portando gli avvisi e poi trovando
>qualche scappatoia del tipo "Vengo a versare in settimana", "Porto SBF entro
>giovedì", "Mi devono fare un bonifico, è già partito ma stranamente non è
>ancora arrivato", e via così.


Anche questa è un'affermazione che rispecchia solo una visione "non
gestita" dei rapporti con le aziende, o gestita approssimativamente,
come avviene, per forza di cose (e di numeri), a volte nel retail o
nello small-business. Le aziende "gestite" sanno benissimo se come e
quando possono sconfinare, perché chi decide a tale proposito è il
gestore (che è pagato anche per questo). Semmai prima di portare
avvisi di pagamento in filiale senza avere i soldi chiedono al
gestore. "Provarci" è un atteggiamento ancora meno serio che non
pagarle direttamente...

Poi è ovvio che un comportamento del genere può essere accettabile da
alcuni clienti (in base allo standing ed alla fiducia che si ha nella
relazione), ma è assolutamente inaccettabile in via generale, Tempo
qualche anno ed una filiale gestita così "passivamente" inizia ad
avere crediti anomali ben oltre il normale, il direttore impegnato a
rincorrere al telefono la gente, invece che fare altro, e la Direzione
che ti mette il fiato sul collo...

Fra l'altro quando un'azienda, come dici tu, "ci prova", e non ha i
fondi, forse nella tua banca non sei costretto a chiamare il gestore
della stessa per ottenere una specifica autorizzazione???

Se c'è una cosa che fa inc***re un gestore imprese è proprio quando un
cliente stacca un assegno, o richiede dei pagamenti non avendo fondi e
senza avere avuto il preventivo benestare...

Forse questa è una "parte" del mondo bancario in cui non hai ancora
lavorato, perché è tutto tranne che inusuale...

>Poi, ovviamente, ogni piazza e ogni banca ha i suoi usi ...


Indubbiamente. E ci sono banche che possono avere un atteggiamento più
rigoroso verso il merito creditizio ed altre meno... Ma in generale i
principi di una corretta gestione del rapporto fra imprese_clienti e
gestore_banca non cambiano assolutamente! Inoltre ricordati che
Basilea2 (la vendetta) penalizza pesantemente questo tipo di
operatività (sconfini), ed ancora di più lo farà in futuro... Un
motivo ci sarà...


In ogni caso... chiudiamola qui, il mondo è bello perché è vario

Ciao, ciao.

Hereticus
  #27  
Vecchio 18-02-2007, 16.07.08
Hereticus
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On Sun, 18 Feb 2007 10:12:36 +0100, "Vinicio Loncagni"
<mail_nel_post@nospam.invalid> wrote:

>Da me, il cliente ci prova in ogni caso, portando gli avvisi e poi trovando
>qualche scappatoia del tipo "Vengo a versare in settimana", "Porto SBF entro
>giovedì", "Mi devono fare un bonifico, è già partito ma stranamente non è
>ancora arrivato", e via così.


Anche questa è un'affermazione che rispecchia solo una visione "non
gestita" dei rapporti con le aziende, o gestita approssimativamente,
come avviene, per forza di cose (e di numeri), a volte nel retail o
nello small-business. Le aziende "gestite" sanno benissimo se come e
quando possono sconfinare, perché chi decide a tale proposito è il
gestore (che è pagato anche per questo). Semmai prima di portare
avvisi di pagamento in filiale senza avere i soldi chiedono al
gestore. "Provarci" è un atteggiamento ancora meno serio che non
pagarle direttamente...

Poi è ovvio che un comportamento del genere può essere accettabile da
alcuni clienti (in base allo standing ed alla fiducia che si ha nella
relazione), ma è assolutamente inaccettabile in via generale, Tempo
qualche anno ed una filiale gestita così "passivamente" inizia ad
avere crediti anomali ben oltre il normale, il direttore impegnato a
rincorrere al telefono la gente, invece che fare altro, e la Direzione
che ti mette il fiato sul collo...

Fra l'altro quando un'azienda, come dici tu, "ci prova", e non ha i
fondi, forse nella tua banca non sei costretto a chiamare il gestore
della stessa per ottenere una specifica autorizzazione???

Se c'è una cosa che fa inc***re un gestore imprese è proprio quando un
cliente stacca un assegno, o richiede dei pagamenti non avendo fondi e
senza avere avuto il preventivo benestare...

Forse questa è una "parte" del mondo bancario in cui non hai ancora
lavorato, perché è tutto tranne che inusuale...

>Poi, ovviamente, ogni piazza e ogni banca ha i suoi usi ...


Indubbiamente. E ci sono banche che possono avere un atteggiamento più
rigoroso verso il merito creditizio ed altre meno... Ma in generale i
principi di una corretta gestione del rapporto fra imprese_clienti e
gestore_banca non cambiano assolutamente! Inoltre ricordati che
Basilea2 (la vendetta) penalizza pesantemente questo tipo di
operatività (sconfini), ed ancora di più lo farà in futuro... Un
motivo ci sarà...


In ogni caso... chiudiamola qui, il mondo è bello perché è vario

Ciao, ciao.

Hereticus
  #28  
Vecchio 19-02-2007, 09.28.42
Asappo
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Predefinito =?iso-8859-1?q?Re:_Ri.Ba._e_bonifici:_quale_tutela_di_pi=F9=3 F?=

On 18 Feb, 10:12, "Vinicio Loncagni" <mail_nel_p...@nospam.invalid>
wrote:
> Nella mia esperienza, sicuramente circoscritta, non ho mai visto un cliente
> che *autonomamente* fosse in grado di decidere di non pagare RiBa.
> Cioè, si ipotizza un cliente che sappia pensare: il mio fido è 100, pagando
> queste RiBa andrei a 103, quindi *non* porto gli avvisi di pagamento in
> banca perchè se no sconfinerei, e i creditori ... si arrangiano.

Intervengo per portare l'esperienza delle imprese, giusto per sentire
anche l'altra campana.
Mi è capitato qualche volta (a dire il vero molto poche) di decidere
di non pagare una RiBa *autonomamente*, per il semplice fatto che la
la merce a cui si riferiva il pagamento non era stata completamente
consegnata o non corrispondeva alle caratteristiche pattuite.
Negli altri casi, mi sono sempre regolato come segue: se il mio fido è
100 e pagando questa Riba andrei a 103, chiedo di anticiparmi altre
mie fatture in modo da rientrare nei 100; in alternativa ritardo i
pagamenti con bonifico o, in casi limite, ritardo gli stipendi dei
dipendenti. Se questo mese le ho già anticipate tutte e non ho nulla
da posticipare, onoro ugualmente i miei debiti pagando la Riba e
decido di sconfinare. In questo caso però, mi pare di capire parlando
col direttore, la banca non è particolarmente preoccupata, anzi è ben
contenta di applicarmi condizioni (tasso a debito e massimo scoperto)
fuori convenzione e quindi particolarmente elevate.

> Da me, il cliente ci prova in ogni caso, portando gli avvisi e poi trovando
> qualche scappatoia del tipo "Vengo a versare in settimana", "Porto SBF entro
> giovedì", "Mi devono fare un bonifico, è già partito ma stranamente non è
> ancora arrivato", e via così.
> *Da me* il cliente preferisce "tirare" dalla parte della banca piuttosto che
> rischiare di fare "figure" con il fornitore rendendo insoluta la RiBa.

E' chiaro che ognuno vede il problema dal proprio punto di vista ....
Viste le difficoltà delle piccole aziende a far quadrare i flussi
finanziari, non necessariamente chi preferisce "tirare" è in realtà un
disonesto.
  #29  
Vecchio 19-02-2007, 09.28.42
Asappo
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On 18 Feb, 10:12, "Vinicio Loncagni" <mail_nel_p...@nospam.invalid>
wrote:
> Nella mia esperienza, sicuramente circoscritta, non ho mai visto un cliente
> che *autonomamente* fosse in grado di decidere di non pagare RiBa.
> Cioè, si ipotizza un cliente che sappia pensare: il mio fido è 100, pagando
> queste RiBa andrei a 103, quindi *non* porto gli avvisi di pagamento in
> banca perchè se no sconfinerei, e i creditori ... si arrangiano.

Intervengo per portare l'esperienza delle imprese, giusto per sentire
anche l'altra campana.
Mi è capitato qualche volta (a dire il vero molto poche) di decidere
di non pagare una RiBa *autonomamente*, per il semplice fatto che la
la merce a cui si riferiva il pagamento non era stata completamente
consegnata o non corrispondeva alle caratteristiche pattuite.
Negli altri casi, mi sono sempre regolato come segue: se il mio fido è
100 e pagando questa Riba andrei a 103, chiedo di anticiparmi altre
mie fatture in modo da rientrare nei 100; in alternativa ritardo i
pagamenti con bonifico o, in casi limite, ritardo gli stipendi dei
dipendenti. Se questo mese le ho già anticipate tutte e non ho nulla
da posticipare, onoro ugualmente i miei debiti pagando la Riba e
decido di sconfinare. In questo caso però, mi pare di capire parlando
col direttore, la banca non è particolarmente preoccupata, anzi è ben
contenta di applicarmi condizioni (tasso a debito e massimo scoperto)
fuori convenzione e quindi particolarmente elevate.

> Da me, il cliente ci prova in ogni caso, portando gli avvisi e poi trovando
> qualche scappatoia del tipo "Vengo a versare in settimana", "Porto SBF entro
> giovedì", "Mi devono fare un bonifico, è già partito ma stranamente non è
> ancora arrivato", e via così.
> *Da me* il cliente preferisce "tirare" dalla parte della banca piuttosto che
> rischiare di fare "figure" con il fornitore rendendo insoluta la RiBa.

E' chiaro che ognuno vede il problema dal proprio punto di vista ....
Viste le difficoltà delle piccole aziende a far quadrare i flussi
finanziari, non necessariamente chi preferisce "tirare" è in realtà un
disonesto.
  #30  
Vecchio 19-02-2007, 13.40.26
Vinicio Loncagni
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

Tratto dal messaggio 1171873722.374945.158820@t69g2000cwt.googlegroups. com
di Asappo:

> ... non necessariamente chi preferisce "tirare" è in realtà un
> disonesto.


Non ho *mai* voluto intendere niente del genere.
Nella mia esperienza il cliente in momentanea mancanza di liquidità
preferisce *sempre* trovare qualche accordo con la banca, più o meno
trasparente, piuttosto che doversi scusare con i fornitori per un mancato
pagamento.
E anche l'eventuale penale per lo sconfinamento, in fin dei conti, viene a
costare meno dei bonifici, delle spese di insoluto da rifondere a i
fornitori e, genericamente, della "figura" che invitabilmente si viene a
fare.
Ciao ciao
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  #31  
Vecchio 19-02-2007, 13.40.26
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Tratto dal messaggio 1171873722.374945.158820@t69g2000cwt.googlegroups. com
di Asappo:

> ... non necessariamente chi preferisce "tirare" è in realtà un
> disonesto.


Non ho *mai* voluto intendere niente del genere.
Nella mia esperienza il cliente in momentanea mancanza di liquidità
preferisce *sempre* trovare qualche accordo con la banca, più o meno
trasparente, piuttosto che doversi scusare con i fornitori per un mancato
pagamento.
E anche l'eventuale penale per lo sconfinamento, in fin dei conti, viene a
costare meno dei bonifici, delle spese di insoluto da rifondere a i
fornitori e, genericamente, della "figura" che invitabilmente si viene a
fare.
Ciao ciao
VL

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  #32  
Vecchio 19-02-2007, 16.20.24
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"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@invalid.nospam.it> ha scritto nel
messaggio news:eqv38r$2fn$1@news.newsland.it...
> Osid ha scritto:
>> Questo è già un bel vantaggio: sarebbe ancora più bello se esistesse uno
>> strumento d'incasso che accreditasse la somma senza SBF.

>
> Con una banca "vera" è un problema.
> Ci sono alcune società che svolgono questo "servizio", ma...
> Ti pagano i "crediti" al 20% o anche meno, e poi per riscuoterli ... non è
> chiedono "Per favore, ci paga il suo debito?".
> Spesso non mandano neanche le carte bollate, ma arrivano direttamente gli
> omacci grandi grossi e kattivi ... :-((


Non ci sarebbe la cessione di credito pro-soluto?
O forme di factoring, magari?

Valmont.
  #33  
Vecchio 19-02-2007, 16.20.24
Valmont
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"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@invalid.nospam.it> ha scritto nel
messaggio news:eqv38r$2fn$1@news.newsland.it...
> Osid ha scritto:
>> Questo è già un bel vantaggio: sarebbe ancora più bello se esistesse uno
>> strumento d'incasso che accreditasse la somma senza SBF.

>
> Con una banca "vera" è un problema.
> Ci sono alcune società che svolgono questo "servizio", ma...
> Ti pagano i "crediti" al 20% o anche meno, e poi per riscuoterli ... non è
> chiedono "Per favore, ci paga il suo debito?".
> Spesso non mandano neanche le carte bollate, ma arrivano direttamente gli
> omacci grandi grossi e kattivi ... :-((


Non ci sarebbe la cessione di credito pro-soluto?
O forme di factoring, magari?

Valmont.
  #34  
Vecchio 19-02-2007, 19.06.23
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Tratto dal messaggio _ejCh.12966$aF5.11544@tornado.fastwebnet.it di Valmont:

> Non ci sarebbe la cessione di credito pro-soluto?


Boh.
Non ne ho mai sentito parlare nei rapporti banca-cliente.
L'unica forma di cessione pro-soluto di cui ho notizia è stata la
cartolarizzazione dei mutui che la Gringotts, a corto di liquidità, ha
affrontato l'anno scorso.
Insomma, ha "venduto" un po' di mutui in essere, che erano regolarmente in
corso di pagamento, a un'altra banca più grossa, o a un pool di altre
banche, o non so a chi...
Comunque, nella cessione c'era una clausola che diceva che il pro-soluto
valeva solo per quelli che pagavano: se qualche mutuo fosse "finito male"
sarebbe stato immediatamente restituito alla banca cedente ... :-((

> O forme di factoring, magari?


Spiacente, ma il factoring non ho idea di cosa sia ...

Ciao ciao

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  #35  
Vecchio 19-02-2007, 19.06.23
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Tratto dal messaggio _ejCh.12966$aF5.11544@tornado.fastwebnet.it di Valmont:

> Non ci sarebbe la cessione di credito pro-soluto?


Boh.
Non ne ho mai sentito parlare nei rapporti banca-cliente.
L'unica forma di cessione pro-soluto di cui ho notizia è stata la
cartolarizzazione dei mutui che la Gringotts, a corto di liquidità, ha
affrontato l'anno scorso.
Insomma, ha "venduto" un po' di mutui in essere, che erano regolarmente in
corso di pagamento, a un'altra banca più grossa, o a un pool di altre
banche, o non so a chi...
Comunque, nella cessione c'era una clausola che diceva che il pro-soluto
valeva solo per quelli che pagavano: se qualche mutuo fosse "finito male"
sarebbe stato immediatamente restituito alla banca cedente ... :-((

> O forme di factoring, magari?


Spiacente, ma il factoring non ho idea di cosa sia ...

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  #36  
Vecchio 19-02-2007, 20.04.46
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On Mon, 19 Feb 2007 16:20:24 +0100, "Valmont" <val@tic.it> wrote:


>Non ci sarebbe la cessione di credito pro-soluto?
>O forme di factoring, magari?
>Valmont.


Sia per le operazioni bancarie, sia per quelle parabancarie (come il
factoring) il ricorso al pro-soluto è piuttosto raro, oltre che
costoso. Ovviamente viene preso in considerazione solo quando i
crediti ceduti riguardano una controparte di elevato e conosciuto
standing. Le Ri.Ba. di norma sono frazionate su una pluralità di
soggetti, e spesso di importo piuttosto limitato. inoltre la maggiore
rischiosità (a parità di situazione) dell'operazione pro-soluto
comporta l'utilizzo di forme di cessione più formalizzate (es.
anticipo fattura con cessione del credito, notifica ed accettazione
della stessa).

Nei rarissimi casi in cui una banca accetta il pro-soluto, il debitore
è uno solo, ed è un'azienda di grandi dimensioni, spesso quotata
(anche perché in questi casi l'istruttoria creditizia si fa sul
debitore ceduto, e non sul cedente, e le esigenze di conoscere la
situazione del ceduto, che non è nè diventa un cliente della banca,
quindi non è tenuto ad alcuna "collaborazione", rendono necessaria
l'esistenza di dati "certi" ), e magari anche già cliente affidata.

Il pro-soluto si usa anche per forme di cessione dei crediti "non
performing" a società specializzate (spesso di emanazione bancaria),
ma a condizioni moooolto penalizzanti per il cedente...

Hereticus
  #37  
Vecchio 19-02-2007, 20.04.46
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On Mon, 19 Feb 2007 16:20:24 +0100, "Valmont" <val@tic.it> wrote:


>Non ci sarebbe la cessione di credito pro-soluto?
>O forme di factoring, magari?
>Valmont.


Sia per le operazioni bancarie, sia per quelle parabancarie (come il
factoring) il ricorso al pro-soluto è piuttosto raro, oltre che
costoso. Ovviamente viene preso in considerazione solo quando i
crediti ceduti riguardano una controparte di elevato e conosciuto
standing. Le Ri.Ba. di norma sono frazionate su una pluralità di
soggetti, e spesso di importo piuttosto limitato. inoltre la maggiore
rischiosità (a parità di situazione) dell'operazione pro-soluto
comporta l'utilizzo di forme di cessione più formalizzate (es.
anticipo fattura con cessione del credito, notifica ed accettazione
della stessa).

Nei rarissimi casi in cui una banca accetta il pro-soluto, il debitore
è uno solo, ed è un'azienda di grandi dimensioni, spesso quotata
(anche perché in questi casi l'istruttoria creditizia si fa sul
debitore ceduto, e non sul cedente, e le esigenze di conoscere la
situazione del ceduto, che non è nè diventa un cliente della banca,
quindi non è tenuto ad alcuna "collaborazione", rendono necessaria
l'esistenza di dati "certi" ), e magari anche già cliente affidata.

Il pro-soluto si usa anche per forme di cessione dei crediti "non
performing" a società specializzate (spesso di emanazione bancaria),
ma a condizioni moooolto penalizzanti per il cedente...

Hereticus
  #38  
Vecchio 19-02-2007, 23.23.35
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"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:53u7bgF1ucdf0U1@mid.individual.net...
> Comunque, nella cessione c'era una clausola che diceva che il pro-soluto
> valeva solo per quelli che pagavano: se qualche mutuo fosse "finito male"
> sarebbe stato immediatamente restituito alla banca cedente ... :-((
>

No, Vinì, quello é un pro-solvendo. Col pro-soluto il creditore si toglie
tutti i rischi dalle scatole. Costa un po' di più ma non ci pensa più,
incassa i suoi soldi e ai non-paganti co pensa qualcun'altro (e si ripulisce
anche un po' il bilancio...)

  #39  
Vecchio 19-02-2007, 23.23.35
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"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:53u7bgF1ucdf0U1@mid.individual.net...
> Comunque, nella cessione c'era una clausola che diceva che il pro-soluto
> valeva solo per quelli che pagavano: se qualche mutuo fosse "finito male"
> sarebbe stato immediatamente restituito alla banca cedente ... :-((
>

No, Vinì, quello é un pro-solvendo. Col pro-soluto il creditore si toglie
tutti i rischi dalle scatole. Costa un po' di più ma non ci pensa più,
incassa i suoi soldi e ai non-paganti co pensa qualcun'altro (e si ripulisce
anche un po' il bilancio...)

  #40  
Vecchio 19-02-2007, 23.34.35
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"Hereticus" <here@fast.com> ha scritto nel messaggio
news:9isjt2tmov8t65sgn1cg9cm2sjom8801l3@4ax.com...
>
> Nei rarissimi casi in cui una banca accetta il pro-soluto, il debitore
> è uno solo


Here, la mia società di factoring non accetta mai un pro-soluto con unico
debotore ceduto. Mi chiede sempre un portafoglio crediti diversificato (tra
l'altro, in un caso in cui ho avuto un po' da rdire, il ceduto era un
grandissimo gruppo quotato con rating S&P AA-. Ancora oggi non capisco.

> ed è un'azienda di grandi dimensioni, spesso quotata


.... e da questo vedo che non lavoriamo per la stessa banca ! :-))

> (anche perché in questi casi l'istruttoria creditizia si fa sul
> debitore ceduto, e non sul cedente, e le esigenze di conoscere la
> situazione del ceduto


La nostra società di factoring fa l'istruttoria sempre sul cedente e sul
ceduto. Se il rischio viene ceduto pro-soluto, per forza la pricipale
istruttoria viene fatta sul ceduto, anche se é un "non notificato".

> quindi non è tenuto ad alcuna "collaborazione", rendono necessaria
> l'esistenza di dati "certi" ), e magari anche già cliente affidata.


Beh, io vedo sempre che con l'accettazione di essere ceduto, vengono sempre
consegnati i bilanci. Spesso dipende dai rapporti commerciali di fiducia tra
fornitore e cliente... e la forza del fornitore.
>
> Il pro-soluto si usa anche per forme di cessione dei crediti "non
> performing" a società specializzate (spesso di emanazione bancaria),
> ma a condizioni moooolto penalizzanti per il cedente...
>

Penalizzanti fino a un certo punto. Seguo parecchie farmaceutiche che cedono
i crediti verso le ASL e le strutture pubbliche sanitarie. Sì, pagano delle
commissioni, ma hanno la certezza del pagamento a una scadenza
predeterminata, migliorano il loro DSO e il loro cash flow. Ci sono delle
strutture che pagano anche dopo 10 anni, non é meglio pagare una
commissione?
Ciao :-)

  #41  
Vecchio 19-02-2007, 23.34.35
Bianca
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"Hereticus" <here@fast.com> ha scritto nel messaggio
news:9isjt2tmov8t65sgn1cg9cm2sjom8801l3@4ax.com...
>
> Nei rarissimi casi in cui una banca accetta il pro-soluto, il debitore
> è uno solo


Here, la mia società di factoring non accetta mai un pro-soluto con unico
debotore ceduto. Mi chiede sempre un portafoglio crediti diversificato (tra
l'altro, in un caso in cui ho avuto un po' da rdire, il ceduto era un
grandissimo gruppo quotato con rating S&P AA-. Ancora oggi non capisco.

> ed è un'azienda di grandi dimensioni, spesso quotata


.... e da questo vedo che non lavoriamo per la stessa banca ! :-))

> (anche perché in questi casi l'istruttoria creditizia si fa sul
> debitore ceduto, e non sul cedente, e le esigenze di conoscere la
> situazione del ceduto


La nostra società di factoring fa l'istruttoria sempre sul cedente e sul
ceduto. Se il rischio viene ceduto pro-soluto, per forza la pricipale
istruttoria viene fatta sul ceduto, anche se é un "non notificato".

> quindi non è tenuto ad alcuna "collaborazione", rendono necessaria
> l'esistenza di dati "certi" ), e magari anche già cliente affidata.


Beh, io vedo sempre che con l'accettazione di essere ceduto, vengono sempre
consegnati i bilanci. Spesso dipende dai rapporti commerciali di fiducia tra
fornitore e cliente... e la forza del fornitore.
>
> Il pro-soluto si usa anche per forme di cessione dei crediti "non
> performing" a società specializzate (spesso di emanazione bancaria),
> ma a condizioni moooolto penalizzanti per il cedente...
>

Penalizzanti fino a un certo punto. Seguo parecchie farmaceutiche che cedono
i crediti verso le ASL e le strutture pubbliche sanitarie. Sì, pagano delle
commissioni, ma hanno la certezza del pagamento a una scadenza
predeterminata, migliorano il loro DSO e il loro cash flow. Ci sono delle
strutture che pagano anche dopo 10 anni, non é meglio pagare una
commissione?
Ciao :-)

  #42  
Vecchio 20-02-2007, 18.04.06
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On Mon, 19 Feb 2007 23:34:35 +0100, "Bianca" <Bianca.ns@ns.it> wrote:

>
>"Hereticus" <here@fast.com> ha scritto nel messaggio
>news:9isjt2tmov8t65sgn1cg9cm2sjom8801l3@4ax.com.. .
>>
>> Nei rarissimi casi in cui una banca accetta il pro-soluto, il debitore
>> è uno solo

>
>Here, la mia società di factoring non accetta mai un pro-soluto con unico
>debotore ceduto. Mi chiede sempre un portafoglio crediti diversificato (tra
>l'altro, in un caso in cui ho avuto un po' da rdire, il ceduto era un
>grandissimo gruppo quotato con rating S&P AA-. Ancora oggi non capisco.


Strano. Di solito il "portafoglio crediti" viene chiesto nel
pro-solvendo (anzi spesso le società di Factoring chiedono la cessione
in esclusiva...). Forse la vostra società di Factoring non ha
dimensioni tali dan voler fare operazioni di importo elevato con
singole controparti ?
Fra l'altro operare su molti ceduti (nel pro-soluto) equivale a fare n
istruttorie, una bella rottura!!!

>La nostra società di factoring fa l'istruttoria sempre sul cedente e sul
>ceduto. Se il rischio viene ceduto pro-soluto, per forza la pricipale
>istruttoria viene fatta sul ceduto, anche se é un "non notificato".


Sì, ma quello che conta è l'istruttoria sul ceduto. Sul cedente non so
perché lo facciano. La LDC viene evidenziata sul ceduto (non essendoci
ovviamente regresso). Il fatto che sia notificato o non notificato non
rileva sulla materia soluto/solvendo

>Beh, io vedo sempre che con l'accettazione di essere ceduto, vengono sempre
>consegnati i bilanci. Spesso dipende dai rapporti commerciali di fiducia tra
>fornitore e cliente... e la forza del fornitore.


Può capitare, ma il ceduto non ha alcun obbligo in tal senso. Così
come non ha alcun obbligo di accettare la cessione (anzi nella maggior
parte dei casi ha convenienza a non accettarla). Così come nella
pratica bancaria dell'anticipo fatture (il factoring non è altro che
una "specializzazione" di tale pratica) "normalmente" il ceduto non
deve fare nulla. Comunque, ripeto, il fatto che avvenga o meno la
notifica e avvenga o meno l'eventuale accettazione, non sono collegate
al discorso del pro-soluto.


>> Il pro-soluto si usa anche per forme di cessione dei crediti "non
>> performing" a società specializzate (spesso di emanazione bancaria),
>> ma a condizioni moooolto penalizzanti per il cedente...


>Penalizzanti fino a un certo punto. Seguo parecchie farmaceutiche che cedono
>i crediti verso le ASL e le strutture pubbliche sanitarie. Sì, pagano delle
>commissioni, ma hanno la certezza del pagamento a una scadenza
>predeterminata, migliorano il loro DSO e il loro cash flow. Ci sono delle
>strutture che pagano anche dopo 10 anni, non é meglio pagare una
>commissione?


Sei sicura che stai parlando di crediti "non performing" ???


Hereticus
  #43  
Vecchio 20-02-2007, 18.04.06
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On Mon, 19 Feb 2007 23:34:35 +0100, "Bianca" <Bianca.ns@ns.it> wrote:

>
>"Hereticus" <here@fast.com> ha scritto nel messaggio
>news:9isjt2tmov8t65sgn1cg9cm2sjom8801l3@4ax.com.. .
>>
>> Nei rarissimi casi in cui una banca accetta il pro-soluto, il debitore
>> è uno solo

>
>Here, la mia società di factoring non accetta mai un pro-soluto con unico
>debotore ceduto. Mi chiede sempre un portafoglio crediti diversificato (tra
>l'altro, in un caso in cui ho avuto un po' da rdire, il ceduto era un
>grandissimo gruppo quotato con rating S&P AA-. Ancora oggi non capisco.


Strano. Di solito il "portafoglio crediti" viene chiesto nel
pro-solvendo (anzi spesso le società di Factoring chiedono la cessione
in esclusiva...). Forse la vostra società di Factoring non ha
dimensioni tali dan voler fare operazioni di importo elevato con
singole controparti ?
Fra l'altro operare su molti ceduti (nel pro-soluto) equivale a fare n
istruttorie, una bella rottura!!!

>La nostra società di factoring fa l'istruttoria sempre sul cedente e sul
>ceduto. Se il rischio viene ceduto pro-soluto, per forza la pricipale
>istruttoria viene fatta sul ceduto, anche se é un "non notificato".


Sì, ma quello che conta è l'istruttoria sul ceduto. Sul cedente non so
perché lo facciano. La LDC viene evidenziata sul ceduto (non essendoci
ovviamente regresso). Il fatto che sia notificato o non notificato non
rileva sulla materia soluto/solvendo

>Beh, io vedo sempre che con l'accettazione di essere ceduto, vengono sempre
>consegnati i bilanci. Spesso dipende dai rapporti commerciali di fiducia tra
>fornitore e cliente... e la forza del fornitore.


Può capitare, ma il ceduto non ha alcun obbligo in tal senso. Così
come non ha alcun obbligo di accettare la cessione (anzi nella maggior
parte dei casi ha convenienza a non accettarla). Così come nella
pratica bancaria dell'anticipo fatture (il factoring non è altro che
una "specializzazione" di tale pratica) "normalmente" il ceduto non
deve fare nulla. Comunque, ripeto, il fatto che avvenga o meno la
notifica e avvenga o meno l'eventuale accettazione, non sono collegate
al discorso del pro-soluto.


>> Il pro-soluto si usa anche per forme di cessione dei crediti "non
>> performing" a società specializzate (spesso di emanazione bancaria),
>> ma a condizioni moooolto penalizzanti per il cedente...


>Penalizzanti fino a un certo punto. Seguo parecchie farmaceutiche che cedono
>i crediti verso le ASL e le strutture pubbliche sanitarie. Sì, pagano delle
>commissioni, ma hanno la certezza del pagamento a una scadenza
>predeterminata, migliorano il loro DSO e il loro cash flow. Ci sono delle
>strutture che pagano anche dopo 10 anni, non é meglio pagare una
>commissione?


Sei sicura che stai parlando di crediti "non performing" ???


Hereticus
  #44  
Vecchio 20-02-2007, 18.38.43
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Il 14 Feb 2007, 12:13, Osid <osidovich@gmail.com> ha scritto:
>
>
>
> I professionisti sostenitori della Ri.Ba. me l'avevano sempre spacciata
> come il metodo di pagamento dove il debitore viene "forzato" dalla banca
> a pagare in scadenza ma sopratutto viene forzato a pagare.


Più che "forzato", con la RiBa (e le ricevute bancarie in genere) può essere
"invogliato" a pagare il debito perché la banca gli spedisce un avviso di
scadenza. Ma qua si finisce su questioni psicologiche piuttosto che
tecniche.

ML

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  #45  
Vecchio 20-02-2007, 18.38.43
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Il 14 Feb 2007, 12:13, Osid <osidovich@gmail.com> ha scritto:
>
>
>
> I professionisti sostenitori della Ri.Ba. me l'avevano sempre spacciata
> come il metodo di pagamento dove il debitore viene "forzato" dalla banca
> a pagare in scadenza ma sopratutto viene forzato a pagare.


Più che "forzato", con la RiBa (e le ricevute bancarie in genere) può essere
"invogliato" a pagare il debito perché la banca gli spedisce un avviso di
scadenza. Ma qua si finisce su questioni psicologiche piuttosto che
tecniche.

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  #46  
Vecchio 20-02-2007, 23.35.24
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"Hereticus" <here@fast.com> ha scritto nel messaggio
news:rq9mt25u7phv1i4505q9qusgllrpn9038i@4ax.com...
> Strano. Di solito il "portafoglio crediti" viene chiesto nel
> pro-solvendo (anzi spesso le società di Factoring chiedono la cessione
> in esclusiva...).


in esclusiva certo. Senza "spesso", é obbligatorio, o rischi di ti
ritrovarti un altro caso Parmalat!
:-)
Circa il 50% del giro della società é in pro-soluto. I grandi gruppi
richiedono quello principalmente, non lo fanno a titolo di gestione ma
proprio come window-dressing.

> Forse la vostra società di Factoring non ha
> dimensioni tali dan voler fare operazioni di importo elevato con
> singole controparti ?


:-) gira circa E40 miliardi. E' grandicella. Non accetta mai unico ceduto
per questioni di statistiche e "policy aziandale", così dicono (bah...). Il
settore era automotive quindi forse erano anche sovraesposti.

> Fra l'altro operare su molti ceduti (nel pro-soluto) equivale a fare n
> istruttorie, una bella rottura!!!


Beh... é il loro lavoro...:-)

> Sì, ma quello che conta è l'istruttoria sul ceduto. Sul cedente non so
> perché lo facciano. La LDC viene evidenziata sul ceduto (non essendoci
> ovviamente regresso). Il fatto che sia notificato o non notificato non
> rileva sulla materia soluto/solvendo


Sul cedente si fa sempre e comunque perché potrebbero venir fuori problemi
contrattuali tra le parti, in caso di insolvenza non vogliono problemi. (su
importi grossi). Il non-notificato cambia tutto, diventa un rischio
ponderato al 100% di prima categoria ai fini delle rilevazioni in
Bankitalia. Ecco l'analisi approfondita anche sul cedente (spesso mi
chiedono garanzia della casa madre).
>
> Può capitare, ma il ceduto non ha alcun obbligo in tal senso. Così
> come non ha alcun obbligo di accettare la cessione (anzi nella maggior
> parte dei casi ha convenienza a non accettarla).


Come ho detto, dipende dal potere contrattuale del cedente. E spesso, anzi
dai miei clienti, molto spesso, ottengono sconti, migliori dilazioni di
pagamento e affidamenti agevolati ( se sono medie o piccole imprese, magari
hanno tassi da quasi-strozzinaggio dalle loro banche, mentre tramite una
convenzione di questo genere spuntano condizioni migliori; di solito vedo
che accettano quasi tutti).

> Sei sicura che stai parlando di crediti "non performing" ???
>

Un debitore che paga dopo 10 anni sei sicuro che da molti fornitori non sia
considerato "non performing"???
:-))

  #47  
Vecchio 20-02-2007, 23.35.24
Bianca
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"Hereticus" <here@fast.com> ha scritto nel messaggio
news:rq9mt25u7phv1i4505q9qusgllrpn9038i@4ax.com...
> Strano. Di solito il "portafoglio crediti" viene chiesto nel
> pro-solvendo (anzi spesso le società di Factoring chiedono la cessione
> in esclusiva...).


in esclusiva certo. Senza "spesso", é obbligatorio, o rischi di ti
ritrovarti un altro caso Parmalat!
:-)
Circa il 50% del giro della società é in pro-soluto. I grandi gruppi
richiedono quello principalmente, non lo fanno a titolo di gestione ma
proprio come window-dressing.

> Forse la vostra società di Factoring non ha
> dimensioni tali dan voler fare operazioni di importo elevato con
> singole controparti ?


:-) gira circa E40 miliardi. E' grandicella. Non accetta mai unico ceduto
per questioni di statistiche e "policy aziandale", così dicono (bah...). Il
settore era automotive quindi forse erano anche sovraesposti.

> Fra l'altro operare su molti ceduti (nel pro-soluto) equivale a fare n
> istruttorie, una bella rottura!!!


Beh... é il loro lavoro...:-)

> Sì, ma quello che conta è l'istruttoria sul ceduto. Sul cedente non so
> perché lo facciano. La LDC viene evidenziata sul ceduto (non essendoci
> ovviamente regresso). Il fatto che sia notificato o non notificato non
> rileva sulla materia soluto/solvendo


Sul cedente si fa sempre e comunque perché potrebbero venir fuori problemi
contrattuali tra le parti, in caso di insolvenza non vogliono problemi. (su
importi grossi). Il non-notificato cambia tutto, diventa un rischio
ponderato al 100% di prima categoria ai fini delle rilevazioni in
Bankitalia. Ecco l'analisi approfondita anche sul cedente (spesso mi
chiedono garanzia della casa madre).
>
> Può capitare, ma il ceduto non ha alcun obbligo in tal senso. Così
> come non ha alcun obbligo di accettare la cessione (anzi nella maggior
> parte dei casi ha convenienza a non accettarla).


Come ho detto, dipende dal potere contrattuale del cedente. E spesso, anzi
dai miei clienti, molto spesso, ottengono sconti, migliori dilazioni di
pagamento e affidamenti agevolati ( se sono medie o piccole imprese, magari
hanno tassi da quasi-strozzinaggio dalle loro banche, mentre tramite una
convenzione di questo genere spuntano condizioni migliori; di solito vedo
che accettano quasi tutti).

> Sei sicura che stai parlando di crediti "non performing" ???
>

Un debitore che paga dopo 10 anni sei sicuro che da molti fornitori non sia
considerato "non performing"???
:-))

  #48  
Vecchio 21-02-2007, 21.37.31
Hereticus
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

On Tue, 20 Feb 2007 23:35:24 +0100, "Bianca" <Bianca.ns@ns.it> wrote:

>in esclusiva certo. Senza "spesso", é obbligatorio, o rischi di ti
>ritrovarti un altro caso Parmalat!


Forse non ci siamo capiti. L'esclusiva comporta la cessione di tutti i
crediti vantati verso una determinata azienda ad una società di
factoring, ma non esiste un "obbligo" in tal senso per "legge", ma
solo contrattuale. In altri casi, ma sempre e solo per volontà
"contrattuale", può essere ceduto (e gestito) l'intero portafoglio
crediti. Ma una società di factoring è libera (se lo ritiene) di
anticipare anche solo UNA fattura. (E' chiaro che una singola fattura
può essere ceduta SOLO ad un soggetto...


>Circa il 50% del giro della società é in pro-soluto. I grandi gruppi
>richiedono quello principalmente, non lo fanno a titolo di gestione ma
>proprio come window-dressing.


Non mi risultano assolutamente simili percentuali per il pro-soluto
almeno a livello di Sistema mi risulta che sia MOLTO meno diffuso.
Dovremmo andare a verificare le matrici Bankitalia, ma sinceramente
non ne ho voglia!!! Se però mi dici qual'è la vs società di factoring
vedo in bilancio (se non l'hai già fatto). Peraltro tenuto conto
quanto sotto, qualora esistano condizioni per la perdita della
garanzia "pro-soluto", non dovrebbe essere possibile utilizzare tale
operazione per operazioni di "window dressing", cosa dicono gli IAS in
proposito?

>:-) gira circa E40 miliardi. E' grandicella.


Direi che è tutto tranne che piccola!!!


>per questioni di statistiche e "policy aziandale", così dicono (bah...). Il
>settore era automotive quindi forse erano anche sovraesposti.


Dentro FiAT fino al collo ?!? Magari visti gli sviluppi, adesso
hanno cambiato idea!


>Sul cedente si fa sempre e comunque perché potrebbero venir fuori problemi
>contrattuali tra le parti, in caso di insolvenza non vogliono problemi.


E' vero. Scordavo che in alcune (poche) ipotesi, anche la cessione
pro-soluto "perde" la sua caratteristica e torna ad essere
pro-solvendo (es. in caso di cessione di crediti non "reali" o "non
esigibili", o in altri casi specificati in contratto). Queste ipotesi
però devono essere previste esplicitamente in contratto.

>importi grossi). Il non-notificato cambia tutto, diventa un rischio
>ponderato al 100% di prima categoria ai fini delle rilevazioni in
>Bankitalia. Ecco l'analisi approfondita anche sul cedente (spesso mi
>chiedono garanzia della casa madre).


Non confondiamo aspetti completamente diversi. Ripeto. La notifica in
sè non rileva sul discorso cessione pro-solvendo o pro-soluto (il
debitore ceduto nulla sa a tale riguardo - non gli compete).

Ovvio che LA NOTIFICA va a cambiare il livello di rischio
dell'operazione (mentre non lo fa IL PRO SOLUTO, pur essendoci una
notifica). Credo che stai confondendo i due discorsi.

Le "rilevazioni in Bankitalia" di cui parli riguardano il cd
"patrimonio di vigilanza" ma sono un altro aspetto ancora!

(comunque da Basilea2 non c'è più la ponderazione % secca, se non per
gli Istituti che hanno adottato il sistema "standard" - senza Rating
interni).

Ovvio che in quanto a categorie di rischio, la cessione non notificata
è di prima categoria. Peraltro anche la cessione notificata può
rimanere di prima categoria, qualora non intervenga accettazione
(questo dipende dal singolo regolamento fidi della Banca), A fini
giuridici la cessione di crediti ha infatti sempre tre aspetti
differenti a seconda che sia:

- semplice;
- con notifica;
- con accettazione.

Poi ogni banca decide come meglio raggruppare tali tipologie
all'interno delle griglie di rischio che si è data. Nei regolamenti
più articolati le operazioni di anticipo fatture sono suddivise in tre
categorie di rischio differenti (nell'ordine esposto) proprio come
sopra. In altre, anche per esigenze di semplicità, vengono spesso
raggruppate le ultime due.


>Un debitore che paga dopo 10 anni sei sicuro che da molti fornitori non sia
>considerato "non performing"???


Se i termini previsti di pagamento sono quelli comunque non è un "non
performing", i crediti non performing sono i crediti in contenzioso,
per i quali si è già messo in mora il debitore, e si devono solo
avviare le azioni legali di recupero (e si spera bene che per
un'azienda non siano molti...)

Mi sa che comunque abbiamo preso "la complanare" andando "poco-poco"
OT...

Hereticus
  #49  
Vecchio 21-02-2007, 21.37.31
Hereticus
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Predefinito Re: Ri.Ba. e bonifici: quale tutela di più?

On Tue, 20 Feb 2007 23:35:24 +0100, "Bianca" <Bianca.ns@ns.it> wrote:

>in esclusiva certo. Senza "spesso", é obbligatorio, o rischi di ti
>ritrovarti un altro caso Parmalat!


Forse non ci siamo capiti. L'esclusiva comporta la cessione di tutti i
crediti vantati verso una determinata azienda ad una società di
factoring, ma non esiste un "obbligo" in tal senso per "legge", ma
solo contrattuale. In altri casi, ma sempre e solo per volontà
"contrattuale", può essere ceduto (e gestito) l'intero portafoglio
crediti. Ma una società di factoring è libera (se lo ritiene) di
anticipare anche solo UNA fattura. (E' chiaro che una singola fattura
può essere ceduta SOLO ad un soggetto...


>Circa il 50% del giro della società é in pro-soluto. I grandi gruppi
>richiedono quello principalmente, non lo fanno a titolo di gestione ma
>proprio come window-dressing.


Non mi risultano assolutamente simili percentuali per il pro-soluto
almeno a livello di Sistema mi risulta che sia MOLTO meno diffuso.
Dovremmo andare a verificare le matrici Bankitalia, ma sinceramente
non ne ho voglia!!! Se però mi dici qual'è la vs società di factoring
vedo in bilancio (se non l'hai già fatto). Peraltro tenuto conto
quanto sotto, qualora esistano condizioni per la perdita della
garanzia "pro-soluto", non dovrebbe essere possibile utilizzare tale
operazione per operazioni di "window dressing", cosa dicono gli IAS in
proposito?

>:-) gira circa E40 miliardi. E' grandicella.


Direi che è tutto tranne che piccola!!!


>per questioni di statistiche e "policy aziandale", così dicono (bah...). Il
>settore era automotive quindi forse erano anche sovraesposti.


Dentro FiAT fino al collo ?!? Magari visti gli sviluppi, adesso
hanno cambiato idea!


>Sul cedente si fa sempre e comunque perché potrebbero venir fuori problemi
>contrattuali tra le parti, in caso di insolvenza non vogliono problemi.


E' vero. Scordavo che in alcune (poche) ipotesi, anche la cessione
pro-soluto "perde" la sua caratteristica e torna ad essere
pro-solvendo (es. in caso di cessione di crediti non "reali" o "non
esigibili", o in altri casi specificati in contratto). Queste ipotesi
però devono essere previste esplicitamente in contratto.

>importi grossi). Il non-notificato cambia tutto, diventa un rischio
>ponderato al 100% di prima categoria ai fini delle rilevazioni in
>Bankitalia. Ecco l'analisi approfondita anche sul cedente (spesso mi
>chiedono garanzia della casa madre).


Non confondiamo aspetti completamente diversi. Ripeto. La notifica in
sè non rileva sul discorso cessione pro-solvendo o pro-soluto (il
debitore ceduto nulla sa a tale riguardo - non gli compete).

Ovvio che LA NOTIFICA va a cambiare il livello di rischio
dell'operazione (mentre non lo fa IL PRO SOLUTO, pur essendoci una
notifica). Credo che stai confondendo i due discorsi.

Le "rilevazioni in Bankitalia" di cui parli riguardano il cd
"patrimonio di vigilanza" ma sono un altro aspetto ancora!

(comunque da Basilea2 non c'è più la ponderazione % secca, se non per
gli Istituti che hanno adottato il sistema "standard" - senza Rating
interni).

Ovvio che in quanto a categorie di rischio, la cessione non notificata
è di prima categoria. Peraltro anche la cessione notificata può
rimanere di prima categoria, qualora non intervenga accettazione
(questo dipende dal singolo regolamento fidi della Banca), A fini
giuridici la cessione di crediti ha infatti sempre tre aspetti
differenti a seconda che sia:

- semplice;
- con notifica;
- con accettazione.

Poi ogni banca decide come meglio raggruppare tali tipologie
all'interno delle griglie di rischio che si è data. Nei regolamenti
più articolati le operazioni di anticipo fatture sono suddivise in tre
categorie di rischio differenti (nell'ordine esposto) proprio come
sopra. In altre, anche per esigenze di semplicità, vengono spesso
raggruppate le ultime due.


>Un debitore che paga dopo 10 anni sei sicuro che da molti fornitori non sia
>considerato "non performing"???


Se i termini previsti di pagamento sono quelli comunque non è un "non
performing", i crediti non performing sono i crediti in contenzioso,
per i quali si è già messo in mora il debitore, e si devono solo
avviare le azioni legali di recupero (e si spera bene che per
un'azienda non siano molti...)

Mi sa che comunque abbiamo preso "la complanare" andando "poco-poco"
OT...

Hereticus
 

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bonifici, isoqpif93f, riba, tutela
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