Al convegno di IDC di Milano è intervenuto Tim Barlett di Zopa
la community dove si possono fare e ricevere prestiti da altre persone
senza l'intermediazione del sistema finanziario.
Zopa fornisce i dati di affidabilità del soggetto che richiede il
prestito e poi spalma la richiesta su tanti soggetti che offrono
denaro in prestito, in modo da minimizzare il rischio di insolvenza.
Voi che ne dite?
Oltre, ovviamente, quelli di Banca d'Italia, che non vuole nemmeno che
le società di telecomunicazioni entrino nell'area dei micropagamenti,
vedete ostacoli legali a questa forma di prestito one-to-one in Italia
?
<kisaz@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:i58gm2ttpbuuq8q1clul4a66omvoddhklu@4ax.com...
> Al convegno di IDC di Milano è intervenuto Tim Barlett di Zopa
> la community dove si possono fare e ricevere prestiti da altre persone
> senza l'intermediazione del sistema finanziario.
>
E come viene normata la cosa? Com'é regolamentata? Se chi ti presta i soldi
non é un ente normato dal testo unico bancario, non deve sottostare a certe
regole, chi tutela l'utente? Che tassi ti fanno? Chi sono queste altre
persone che prestano? Come mai ti finanziano?
<kisaz@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:i58gm2ttpbuuq8q1clul4a66omvoddhklu@4ax.com...
> Al convegno di IDC di Milano è intervenuto Tim Barlett di Zopa
> la community dove si possono fare e ricevere prestiti da altre persone
> senza l'intermediazione del sistema finanziario.
>
E come viene normata la cosa? Com'é regolamentata? Se chi ti presta i soldi
non é un ente normato dal testo unico bancario, non deve sottostare a certe
regole, chi tutela l'utente? Che tassi ti fanno? Chi sono queste altre
persone che prestano? Come mai ti finanziano?
> Zopa fornisce i dati di affidabilità del soggetto che richiede il
> prestito e poi spalma la richiesta su tanti soggetti che offrono
> denaro in prestito, in modo da minimizzare il rischio di insolvenza.
E per quale motivo il rischio di insolvenza si dovrebbe ridurre ?
Se ho una motagna di debiti e protesti, anche se ci sono una decina di
persone ad offrirmi un finanziamento questi mica si cancellano.
Fornisci informazioni insufficienti.
Anzi, per me 'sta Zopa potrebbe essere una associazione di usurai.
Che ne sai ?
--
"Non muoio nemmeno se m'ammazzano"
G.Guareschi - da Don Camillo
"NESSUN PERDONO" - Paolo Onofri
> Zopa fornisce i dati di affidabilità del soggetto che richiede il
> prestito e poi spalma la richiesta su tanti soggetti che offrono
> denaro in prestito, in modo da minimizzare il rischio di insolvenza.
E per quale motivo il rischio di insolvenza si dovrebbe ridurre ?
Se ho una motagna di debiti e protesti, anche se ci sono una decina di
persone ad offrirmi un finanziamento questi mica si cancellano.
Fornisci informazioni insufficienti.
Anzi, per me 'sta Zopa potrebbe essere una associazione di usurai.
Che ne sai ?
--
"Non muoio nemmeno se m'ammazzano"
G.Guareschi - da Don Camillo
"NESSUN PERDONO" - Paolo Onofri
Se ho capito bene, questa Zopa è un'intermediario che gestisce un
"mercato" dei prestiti, ricevendo in cambio delle esose comissioni (1%
dell'intermediato).
A chi vuole fare un prestito vengono trovati i destinatari e viceversa.
I tassi sono fissati dal mercato, cioè dal punto d'incontro tra domanda
e offerta. Al momento si va dal 5 al 12 per cento circa, a seconda del
merito creditizio.
Per limitare il rischio finanziario, il capitale offerto da ciascun
creditore viene suddiviso tra 50 o più debitori, generando di fatto dei
micro-prestiti.
Ogni micro-prestito è un contratto a sé stante: in Italia sarebbe
soggetto alla (medievale) imposta di bollo di 14 euro e rotti. Già solo
per questo il sistema non potrebbe mai stare in piedi.
La baracca è in piedi da circa un anno e mezzo, abbastanza per
ipotizzare che non ci sia niente di illegale e che non abbiano
intenzione di scappare coi soldi ma non abbastanza per dare un giudizio
ben ponderato.
Ah, la baracca è ovviamente in Inghilterra ed è al momento riservata a
chi vive nel Regno, sia per aspiranti debitori sia per aspiranti creditori.
La baracca ha un'autorizzazione dalle competenti autorità britanniche
per l'esercizio del credito al consumo (ma non per la raccolta del
risparmio, a quanto pare), e per vendere polizze di assicurazione contro
il rischio di insolvenza.
Nel newsgroup uk.finance se ne è parlato un po' senza particolari
entusiasmi.
Pare che da quelle parti per un "buon" debitore sia relativamente
agevole ottenere credito dalle banche a tassi migliori di quelli
disponibili presso Zopa; c'è quindi il sospetto che ci sia la prevalenza
di debitori "di seconda scelta" con i relativi rischi e di conseguenza
c'è chi giudica insufficienti i tassi ottenibili in qualità di creditore.
Se ho capito bene, questa Zopa è un'intermediario che gestisce un
"mercato" dei prestiti, ricevendo in cambio delle esose comissioni (1%
dell'intermediato).
A chi vuole fare un prestito vengono trovati i destinatari e viceversa.
I tassi sono fissati dal mercato, cioè dal punto d'incontro tra domanda
e offerta. Al momento si va dal 5 al 12 per cento circa, a seconda del
merito creditizio.
Per limitare il rischio finanziario, il capitale offerto da ciascun
creditore viene suddiviso tra 50 o più debitori, generando di fatto dei
micro-prestiti.
Ogni micro-prestito è un contratto a sé stante: in Italia sarebbe
soggetto alla (medievale) imposta di bollo di 14 euro e rotti. Già solo
per questo il sistema non potrebbe mai stare in piedi.
La baracca è in piedi da circa un anno e mezzo, abbastanza per
ipotizzare che non ci sia niente di illegale e che non abbiano
intenzione di scappare coi soldi ma non abbastanza per dare un giudizio
ben ponderato.
Ah, la baracca è ovviamente in Inghilterra ed è al momento riservata a
chi vive nel Regno, sia per aspiranti debitori sia per aspiranti creditori.
La baracca ha un'autorizzazione dalle competenti autorità britanniche
per l'esercizio del credito al consumo (ma non per la raccolta del
risparmio, a quanto pare), e per vendere polizze di assicurazione contro
il rischio di insolvenza.
Nel newsgroup uk.finance se ne è parlato un po' senza particolari
entusiasmi.
Pare che da quelle parti per un "buon" debitore sia relativamente
agevole ottenere credito dalle banche a tassi migliori di quelli
disponibili presso Zopa; c'è quindi il sospetto che ci sia la prevalenza
di debitori "di seconda scelta" con i relativi rischi e di conseguenza
c'è chi giudica insufficienti i tassi ottenibili in qualità di creditore.
>Se ho capito bene, questa Zopa è un'intermediario
>"mercato" dei prestiti, ricevendo in cambio delle esose comissioni (1%
ZOPA fa un'analisi di rischio utilizzando Equifax, una centrale rischi
privata (come CRIF o Experian) e sulla storia finanziaria
dell'aspirante prenditore da un rating che è espresso in un tasso.
E' richiesta a chi riceve il prestito una commissione una tantum di
0,5% sul capitale. La commissione diventa parte del capitale da
restituire. Se chiedo in prestito 1000 sterline ne devo restiture 1010
+ gli interessi.
Chi presta invece paga lo 0,5% all'anno sul capitale dato in prestito.
>La baracca ha un'autorizzazione dalle autorità britanniche
>per l'esercizio del credito al consumo (ma non per la raccolta del
>risparmio, a quanto pare), e per vendere polizze di assicurazione contro
>il rischio di insolvenza.
Tim Parlett ha ben specificato che la loro non è un'attività bancaria
(proprio perchè non raccoglie risparmio) cosa di cui hanno convinto le
autorità britanniche.
>Pare che da quelle parti per un "buon" debitore sia relativamente
>agevole ottenere credito dalle banche a tassi migliori di quelli
>disponibili presso Zopa; c'è quindi il sospetto che ci sia la prevalenza
>di debitori "di seconda scelta" con i relativi rischi e di conseguenza
>c'è chi giudica insufficienti i tassi ottenibili in qualità di creditore.
I tassi sembrano equivalenti a quelli delle banche UK (min 5,5%), e
basati sul rischio cliente (quindi non fissato a priori da una
direzione generale che crea un prodotto a tassi uguali per tutti).
Ma la vera leva sarebbe il fatto psicologico per il prendiotore di
non dover passare perla trafila delle banche ed il piacere, per chi
presta, di poter gestire i propri soldi in autonomia associato e fare
un affaruccio (insomma qualcosa di simie al piacere di commerciare su
ebay)
Parlett ha citato specificamente un "emotional reward" che
gratificherebbe chi può aiutare direttamente qualcuno (un fenomeno che
è alla base di chi fa i microcrediti nei PVS o nel volontariato)
Al convegno un altro analista britannico aveva descritto questo tipo
di attività finanziaria come una di quelle che avranno molto sucecsso
nel futuro perchè può svilupparsi all'interno di "nicchie", che
vivono sopratutto grazie alla rete, dove gruppi con interessi comuni
organizzano anche l'intermediazione finanziaria di supporto alla loro
attività.
Un esempio è Paypal che è un intermediario finanziario che agisce
nell'abito dei pagamenti internet.
In Italia oltre al bollo che altri ostacoli ci sarebbero secondo voi?
Pensate che un sistema del genere potrebbe essere usato per
raccogliere Venture capital, cioè micro quote per finanziarie progetti
innovativi, che di solito nessuno finanzia?
>Se ho capito bene, questa Zopa è un'intermediario
>"mercato" dei prestiti, ricevendo in cambio delle esose comissioni (1%
ZOPA fa un'analisi di rischio utilizzando Equifax, una centrale rischi
privata (come CRIF o Experian) e sulla storia finanziaria
dell'aspirante prenditore da un rating che è espresso in un tasso.
E' richiesta a chi riceve il prestito una commissione una tantum di
0,5% sul capitale. La commissione diventa parte del capitale da
restituire. Se chiedo in prestito 1000 sterline ne devo restiture 1010
+ gli interessi.
Chi presta invece paga lo 0,5% all'anno sul capitale dato in prestito.
>La baracca ha un'autorizzazione dalle autorità britanniche
>per l'esercizio del credito al consumo (ma non per la raccolta del
>risparmio, a quanto pare), e per vendere polizze di assicurazione contro
>il rischio di insolvenza.
Tim Parlett ha ben specificato che la loro non è un'attività bancaria
(proprio perchè non raccoglie risparmio) cosa di cui hanno convinto le
autorità britanniche.
>Pare che da quelle parti per un "buon" debitore sia relativamente
>agevole ottenere credito dalle banche a tassi migliori di quelli
>disponibili presso Zopa; c'è quindi il sospetto che ci sia la prevalenza
>di debitori "di seconda scelta" con i relativi rischi e di conseguenza
>c'è chi giudica insufficienti i tassi ottenibili in qualità di creditore.
I tassi sembrano equivalenti a quelli delle banche UK (min 5,5%), e
basati sul rischio cliente (quindi non fissato a priori da una
direzione generale che crea un prodotto a tassi uguali per tutti).
Ma la vera leva sarebbe il fatto psicologico per il prendiotore di
non dover passare perla trafila delle banche ed il piacere, per chi
presta, di poter gestire i propri soldi in autonomia associato e fare
un affaruccio (insomma qualcosa di simie al piacere di commerciare su
ebay)
Parlett ha citato specificamente un "emotional reward" che
gratificherebbe chi può aiutare direttamente qualcuno (un fenomeno che
è alla base di chi fa i microcrediti nei PVS o nel volontariato)
Al convegno un altro analista britannico aveva descritto questo tipo
di attività finanziaria come una di quelle che avranno molto sucecsso
nel futuro perchè può svilupparsi all'interno di "nicchie", che
vivono sopratutto grazie alla rete, dove gruppi con interessi comuni
organizzano anche l'intermediazione finanziaria di supporto alla loro
attività.
Un esempio è Paypal che è un intermediario finanziario che agisce
nell'abito dei pagamenti internet.
In Italia oltre al bollo che altri ostacoli ci sarebbero secondo voi?
Pensate che un sistema del genere potrebbe essere usato per
raccogliere Venture capital, cioè micro quote per finanziarie progetti
innovativi, che di solito nessuno finanzia?
"capo" <w.spam@libero.it> wrote in message
news:lTlah.58339$Fk1.122909@twister2.libero.it
> Al momento si va dal 5 al 12 per cento circa, a seconda del
> merito creditizio.
Ma questo criterio del merito creditizio viene usato anche qui in Italia
?
Cioè chi, ad es., usa da anni le carte di credito senza segnalazioni
negative, in caso di richiesta di un prestito/mutuo ha diritto ad un
trattamento (tasso) migliore rispetto a chi non ha le stesse "buone
referenze" ?
"capo" <w.spam@libero.it> wrote in message
news:lTlah.58339$Fk1.122909@twister2.libero.it
> Al momento si va dal 5 al 12 per cento circa, a seconda del
> merito creditizio.
Ma questo criterio del merito creditizio viene usato anche qui in Italia
?
Cioè chi, ad es., usa da anni le carte di credito senza segnalazioni
negative, in caso di richiesta di un prestito/mutuo ha diritto ad un
trattamento (tasso) migliore rispetto a chi non ha le stesse "buone
referenze" ?
>> Se ho capito bene, questa Zopa è un'intermediario
>> "mercato" dei prestiti, ricevendo in cambio delle esose comissioni (1%
> E' richiesta a chi riceve il prestito una commissione una tantum di
> 0,5% sul capitale.
> Chi presta invece paga lo 0,5% all'anno sul capitale dato in prestito.
Ok, 1% è impreciso, ma rende l'idea.
Continua a sembrarmi una commissione eccessiva rispetto al servizio.
> Tim Parlett ha ben specificato che la loro non è un'attività bancaria
> (proprio perchè non raccoglie risparmio) cosa di cui hanno convinto le
> autorità britanniche.
Può essere che non raccolgano il risparmio, però certamente lo sollecitano.
> Ma la vera leva sarebbe il fatto psicologico per il prendiotore di
> non dover passare perla trafila delle banche ed il piacere, per chi
> presta, di poter gestire i propri soldi in autonomia associato e fare
> un affaruccio (insomma qualcosa di simie al piacere di commerciare su
> ebay)
Questo è comprensibile.
> Al convegno un altro analista britannico aveva descritto questo tipo
> di attività finanziaria come una di quelle che avranno molto sucecsso
> nel futuro perchè può svilupparsi all'interno di "nicchie", che
> vivono sopratutto grazie alla rete, dove gruppi con interessi comuni
> organizzano anche l'intermediazione finanziaria di supporto alla loro
> attività.
Non mi è del tutto chiaro, puoi fare un esempio di queste "nicchie"?
E poi non credo nei miracoli della "rete", per me è solo un mezzo di
comunicazione.
> Un esempio è Paypal che è un intermediario finanziario che agisce
> nell'abito dei pagamenti internet.
Paypal è un intermediario finanziario che agisce nell'ambito dei
pagamenti. Non so cosa sia un "pagamento internet".
E non vedo punti di contatto tra Paypal e Zopa.
> In Italia oltre al bollo che altri ostacoli ci sarebbero secondo voi?
Questi signori gestiscono un mercato, sono intermediari del credito,
sollecitano il pubblico risparmio e, checché ne dicano, raccolgono dei
depositi (fondi da impiegare).
Forse la cosa si può anche fare, in Italia, con una SIM. Meglio ancora
con una società che gestisce solamente il mercato e un'altra per le
altre attività.
> Pensate che un sistema del genere potrebbe essere usato per
> raccogliere Venture capital, cioè micro quote per finanziarie progetti
> innovativi, che di solito nessuno finanzia?
Temo di no, perché le cifre disponibili sono troppo basse.
E' piuttosto difficile fare un "progetto innovativo" con 10 o 20 mila euro.
>> Se ho capito bene, questa Zopa è un'intermediario
>> "mercato" dei prestiti, ricevendo in cambio delle esose comissioni (1%
> E' richiesta a chi riceve il prestito una commissione una tantum di
> 0,5% sul capitale.
> Chi presta invece paga lo 0,5% all'anno sul capitale dato in prestito.
Ok, 1% è impreciso, ma rende l'idea.
Continua a sembrarmi una commissione eccessiva rispetto al servizio.
> Tim Parlett ha ben specificato che la loro non è un'attività bancaria
> (proprio perchè non raccoglie risparmio) cosa di cui hanno convinto le
> autorità britanniche.
Può essere che non raccolgano il risparmio, però certamente lo sollecitano.
> Ma la vera leva sarebbe il fatto psicologico per il prendiotore di
> non dover passare perla trafila delle banche ed il piacere, per chi
> presta, di poter gestire i propri soldi in autonomia associato e fare
> un affaruccio (insomma qualcosa di simie al piacere di commerciare su
> ebay)
Questo è comprensibile.
> Al convegno un altro analista britannico aveva descritto questo tipo
> di attività finanziaria come una di quelle che avranno molto sucecsso
> nel futuro perchè può svilupparsi all'interno di "nicchie", che
> vivono sopratutto grazie alla rete, dove gruppi con interessi comuni
> organizzano anche l'intermediazione finanziaria di supporto alla loro
> attività.
Non mi è del tutto chiaro, puoi fare un esempio di queste "nicchie"?
E poi non credo nei miracoli della "rete", per me è solo un mezzo di
comunicazione.
> Un esempio è Paypal che è un intermediario finanziario che agisce
> nell'abito dei pagamenti internet.
Paypal è un intermediario finanziario che agisce nell'ambito dei
pagamenti. Non so cosa sia un "pagamento internet".
E non vedo punti di contatto tra Paypal e Zopa.
> In Italia oltre al bollo che altri ostacoli ci sarebbero secondo voi?
Questi signori gestiscono un mercato, sono intermediari del credito,
sollecitano il pubblico risparmio e, checché ne dicano, raccolgono dei
depositi (fondi da impiegare).
Forse la cosa si può anche fare, in Italia, con una SIM. Meglio ancora
con una società che gestisce solamente il mercato e un'altra per le
altre attività.
> Pensate che un sistema del genere potrebbe essere usato per
> raccogliere Venture capital, cioè micro quote per finanziarie progetti
> innovativi, che di solito nessuno finanzia?
Temo di no, perché le cifre disponibili sono troppo basse.
E' piuttosto difficile fare un "progetto innovativo" con 10 o 20 mila euro.
> Ma questo criterio del merito creditizio viene usato anche qui in Italia
> ?
> Cioè chi, ad es., usa da anni le carte di credito senza segnalazioni
> negative, in caso di richiesta di un prestito/mutuo ha diritto ad un
> trattamento (tasso) migliore rispetto a chi non ha le stesse "buone
> referenze" ?
Sì: chi ha buone referenze ottiene il credito e chi non le ha non lo
ottiene.
Il tasso invece è "democraticamente" fissato dal marketing.
Questo almeno per quanto riguarda il credito ai privati.
Per le imprese credo (mi auguro) che il criterio sia più elaborato e che
si vada ad agire anche sui tassi in base all'affidabilità (presunta) del
mutuatario.
> Ma questo criterio del merito creditizio viene usato anche qui in Italia
> ?
> Cioè chi, ad es., usa da anni le carte di credito senza segnalazioni
> negative, in caso di richiesta di un prestito/mutuo ha diritto ad un
> trattamento (tasso) migliore rispetto a chi non ha le stesse "buone
> referenze" ?
Sì: chi ha buone referenze ottiene il credito e chi non le ha non lo
ottiene.
Il tasso invece è "democraticamente" fissato dal marketing.
Questo almeno per quanto riguarda il credito ai privati.
Per le imprese credo (mi auguro) che il criterio sia più elaborato e che
si vada ad agire anche sui tassi in base all'affidabilità (presunta) del
mutuatario.
Mutuo, RID da banca a banca e poi fuori gruppo
Marco: Ciao, il mio PF sta cambiando banca e mi ha consigliato di seguirlo presso
la nuova banca. Il mio scoglio più grande, visto che di lui mi fido e che mi
ha promesso condizioni migliorative, è...