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  #1  
Vecchio 18-10-2006, 23.10.38
LucaS
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Predefinito consulenti indipendenti tagliati fuori

La camera tradisce la Mifid.
Salvo correzioni del Senato, la consulenza finanziaria indipendente ha
davanti una strada tutta in salita.
Ma non era stato Prodi, allora capo della Commissione Europea, a volere
estesa alla direttiva Mifid l'autorizzazione e la vigilanza per i
consulenti indipendenti?
Oppure al governo sono convinti che la consulenza, quella vera, sono in
grado di fornirla solo le banche?
http://www.nafop.org/pagina.phtml?_id_articolo=33

Fred, se ci sei batti un colpo :-)

LucaS
Alt 18-10-2006, 23.10.38
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  #2  
Vecchio 19-10-2006, 13.09.47
Fred®
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Predefinito Re: consulenti indipendenti tagliati fuori

LucaS ha scritto:

> Fred, se ci sei batti un colpo :-)


Ci sono, ci sono.
E' che finora avevo considerato l'argomento in sé estraneo al Manifesto
e quindi ho preferito non aprire discussioni, anche perché direttamente
coinvolto in questa ennesima "tentata" mascalzonata.
Siccome però, come tu anche ricordi, qualche folle sta pensando di
affidare la Consulenza Finanziaria Indipendente (CFI) addirittura alle
banche, forse rientriamo IT dalla finestra, purtroppo.
Cmq sto cercando di seguire la vicenda molto da vicino, per quanto mi è
possibile.
Ho anche già contattato Radio 24 (la Rosciani di "Salvadanaio") ai primi
di ottobre. Nel condividere la estrema gravità e delicatezza della
questione mi hanno assicurato che stanno preparando una trasmissione da
dedicare all'argomento. Inviteranno anche il Sen. Pinza
(Sottosegretario) per il Governo.

Che dire LucaS, hai voluto mettere il dito in una piaga che, per me, è
estremamente dolorosa e di cui parlo malvolentieri.

Sono letteralmente schifato da quanto sta accadendo.
Pretendere (in aperto contrasto con la direttiva UE) che per svolgere la
CFI si debba essere una *società per azioni* o una banca significa
cancellare all'origine questa professione, peraltro mai nata. Farla
abortire sul nascere.

Ma il problema non riguarda tanto quelle poche centinaia di
professionisti "coraggiosi" che già ora svolgono questa attività, con
tanta passione e poco profitto. Coraggiosi, perché lavorare in pratica
"contro" le banche è impresa assolutamente ardua e quasi impossibile qui
da noi.

Il problema, grosso, veramente grosso, riguarda migliaia di
risparmiatori/investitori che fra poco e se le cose non cambiano si
vedranno proporre dalle banche (e in pratica solo da loro) una vera e
propria consulenza finanziaria, non solo spacciata per tale ma che potrà
legittimamente essere battezzata come *indipendente*, con effetti sui
portafogli di tutta 'sta gente che non oso immaginare.

Sarà la catastrofe finale.
Dopo l'argentina, cirio, parmalat, MyWay, 4You, il credito al consumo, i
mutui variabili, le revolving, la cessione del quinto, il TFR nei
"fondi", questa IMO sarà la botta finale per i già magri risparmi di
tanti italiani, onesti lavoratori e pensionati ma assolutamete
"ignoranti" in materia finanziaria.

ps: non sono ancora riuscito a sapere *CHI* (nome e cognome) è l'autore
materiale di quell'emendamento governativo. Ma prima o poi si scoprirà.

Ciao. Fred®
  #3  
Vecchio 19-10-2006, 13.09.47
Fred®
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Predefinito Re: consulenti indipendenti tagliati fuori

LucaS ha scritto:

> Fred, se ci sei batti un colpo :-)


Ci sono, ci sono.
E' che finora avevo considerato l'argomento in sé estraneo al Manifesto
e quindi ho preferito non aprire discussioni, anche perché direttamente
coinvolto in questa ennesima "tentata" mascalzonata.
Siccome però, come tu anche ricordi, qualche folle sta pensando di
affidare la Consulenza Finanziaria Indipendente (CFI) addirittura alle
banche, forse rientriamo IT dalla finestra, purtroppo.
Cmq sto cercando di seguire la vicenda molto da vicino, per quanto mi è
possibile.
Ho anche già contattato Radio 24 (la Rosciani di "Salvadanaio") ai primi
di ottobre. Nel condividere la estrema gravità e delicatezza della
questione mi hanno assicurato che stanno preparando una trasmissione da
dedicare all'argomento. Inviteranno anche il Sen. Pinza
(Sottosegretario) per il Governo.

Che dire LucaS, hai voluto mettere il dito in una piaga che, per me, è
estremamente dolorosa e di cui parlo malvolentieri.

Sono letteralmente schifato da quanto sta accadendo.
Pretendere (in aperto contrasto con la direttiva UE) che per svolgere la
CFI si debba essere una *società per azioni* o una banca significa
cancellare all'origine questa professione, peraltro mai nata. Farla
abortire sul nascere.

Ma il problema non riguarda tanto quelle poche centinaia di
professionisti "coraggiosi" che già ora svolgono questa attività, con
tanta passione e poco profitto. Coraggiosi, perché lavorare in pratica
"contro" le banche è impresa assolutamente ardua e quasi impossibile qui
da noi.

Il problema, grosso, veramente grosso, riguarda migliaia di
risparmiatori/investitori che fra poco e se le cose non cambiano si
vedranno proporre dalle banche (e in pratica solo da loro) una vera e
propria consulenza finanziaria, non solo spacciata per tale ma che potrà
legittimamente essere battezzata come *indipendente*, con effetti sui
portafogli di tutta 'sta gente che non oso immaginare.

Sarà la catastrofe finale.
Dopo l'argentina, cirio, parmalat, MyWay, 4You, il credito al consumo, i
mutui variabili, le revolving, la cessione del quinto, il TFR nei
"fondi", questa IMO sarà la botta finale per i già magri risparmi di
tanti italiani, onesti lavoratori e pensionati ma assolutamete
"ignoranti" in materia finanziaria.

ps: non sono ancora riuscito a sapere *CHI* (nome e cognome) è l'autore
materiale di quell'emendamento governativo. Ma prima o poi si scoprirà.

Ciao. Fred®
  #4  
Vecchio 19-10-2006, 13.27.10
Rataplan_plan
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Predefinito Re: consulenti indipendenti tagliati fuori


"Fred®" :
................
> Il problema, grosso, veramente grosso, riguarda migliaia di
> risparmiatori/investitori che fra poco e se le cose non cambiano si
> vedranno proporre dalle banche (e in pratica solo da loro) una vera e
> propria consulenza finanziaria, non solo spacciata per tale ma che potrà
> legittimamente essere battezzata come *indipendente*, con effetti sui
> portafogli di tutta 'sta gente che non oso immaginare.

................

Io ho gia' ricevuto una lettera:

".....Xelion Advice, un esclusivo servizio di consulenza finanziaria
indipendente" (in grassetto nel testo)

"...e' la risposta giusta....gestire i propri investimenti con
professionalita'
efficienza e semplicita' " (interessante sarebbe sapere cos'e' "semplicita')

"prossimamente si terra' in un prestigioso hotel un evento....al termine
del quale ci sara' un buffet" (:-O) cavolo....allora ci vado :-))

Come vedi si stanno (si sono) gia' attrezzati... ;-)

  #5  
Vecchio 19-10-2006, 13.27.10
Rataplan_plan
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Predefinito Re: consulenti indipendenti tagliati fuori


"Fred®" :
................
> Il problema, grosso, veramente grosso, riguarda migliaia di
> risparmiatori/investitori che fra poco e se le cose non cambiano si
> vedranno proporre dalle banche (e in pratica solo da loro) una vera e
> propria consulenza finanziaria, non solo spacciata per tale ma che potrà
> legittimamente essere battezzata come *indipendente*, con effetti sui
> portafogli di tutta 'sta gente che non oso immaginare.

................

Io ho gia' ricevuto una lettera:

".....Xelion Advice, un esclusivo servizio di consulenza finanziaria
indipendente" (in grassetto nel testo)

"...e' la risposta giusta....gestire i propri investimenti con
professionalita'
efficienza e semplicita' " (interessante sarebbe sapere cos'e' "semplicita')

"prossimamente si terra' in un prestigioso hotel un evento....al termine
del quale ci sara' un buffet" (:-O) cavolo....allora ci vado :-))

Come vedi si stanno (si sono) gia' attrezzati... ;-)

  #6  
Vecchio 19-10-2006, 14.00.44
Fred®
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Predefinito Re: consulenti indipendenti tagliati fuori

Rataplan_plan ha scritto:

> "prossimamente si terra' in un prestigioso hotel un
> evento....al termine del quale ci sara' un buffet" (:-O)
> cavolo....allora ci vado :-))
> Come vedi si stanno (si sono) gia' attrezzati... ;-)


Solito business miliardario in cambio del solito "piatto di lenticchie".

Saluti depressi.
Fred®
  #7  
Vecchio 19-10-2006, 14.00.44
Fred®
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Predefinito Re: consulenti indipendenti tagliati fuori

Rataplan_plan ha scritto:

> "prossimamente si terra' in un prestigioso hotel un
> evento....al termine del quale ci sara' un buffet" (:-O)
> cavolo....allora ci vado :-))
> Come vedi si stanno (si sono) gia' attrezzati... ;-)


Solito business miliardario in cambio del solito "piatto di lenticchie".

Saluti depressi.
Fred®
  #8  
Vecchio 19-10-2006, 14.48.46
Peppone
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Predefinito Re: consulenti indipendenti tagliati fuori

"Fred®" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> wrote in message
news:C1JZg.1706$K8.1042@news.edisontel.com

> ps: non sono ancora riuscito a sapere *CHI* (nome e cognome) è l'autore
> materiale di quell'emendamento governativo. Ma prima o poi si scoprirà.


"Qualcuno" stà tentando di sistemare le cose...
http://www.aduc.it/dyn/comunicati/co....php?id=158368


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
  #9  
Vecchio 19-10-2006, 14.48.46
Peppone
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Predefinito Re: consulenti indipendenti tagliati fuori

"Fred®" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> wrote in message
news:C1JZg.1706$K8.1042@news.edisontel.com

> ps: non sono ancora riuscito a sapere *CHI* (nome e cognome) è l'autore
> materiale di quell'emendamento governativo. Ma prima o poi si scoprirà.


"Qualcuno" stà tentando di sistemare le cose...
http://www.aduc.it/dyn/comunicati/co....php?id=158368


--
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  #10  
Vecchio 19-10-2006, 18.16.43
Stefano subagente
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Predefinito Re: consulenti indipendenti tagliati fuori

LucaS ha scritto:
> La camera tradisce la Mifid.
> Salvo correzioni del Senato, la consulenza finanziaria indipendente ha
> davanti una strada tutta in salita.
> Ma non era stato Prodi, allora capo della Commissione Europea, a volere
> estesa alla direttiva Mifid l'autorizzazione e la vigilanza per i
> consulenti indipendenti?
> Oppure al governo sono convinti che la consulenza, quella vera, sono in
> grado di fornirla solo le banche?
> http://www.nafop.org/pagina.phtml?_id_articolo=33
>
> Fred, se ci sei batti un colpo :-)
>
> LucaS

Leggendo sul sito nafop non ho potuto fare a meno di notare alcune
inesattezze circa la parzialità di alcuni operatori.
In effetti il mediatore creditizio, come io sono, riceve un compenso
dall'intermediario: tale compenso è, nel mio caso, omnicomprensivo di
quanto altrimenti dovrei richiedere al cliente con separata fattura.
Il problema nasce secondo me solo se il mediatore lavora con un solo
istituto altrimenti avendo a disposizione e conoscendo bene diversi
prodotti può senz'altro indirizzare il cliente verso quello più idoneo a
lui, dal momento che le provvigioni pagate dalle banche si equivalgono
tutte.
oltretutto in genere si risparmia anche sui tassi e sui costi.
quello che bisogna proporre è il miglior prodotto rapportato alle
esigenze e alla situazione del cliente.
le critiche al tasso variabile dei mutui mi sembrano quantomeno
inappropriate, dal momento che anche i titoli pubblici a lunga scadenza
sono emessi a tasso variabile: nella realtà dei fatti il tasso variabile
diventa quasi obbligatorio per chi avendo un reddito medio-basso non
riesce a sopportare rapporti rata/reddito più elevati come nel caso del
tasso fisso.
E' palesemente chiaro che gli imbroglioni ci sono e ci saranno sempre ma
è altrettanto vero che anche un consulente presunto indipendente non
offre sufficienti garanzie di professionalità.
Stefano
  #11  
Vecchio 19-10-2006, 18.16.43
Stefano subagente
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LucaS ha scritto:
> La camera tradisce la Mifid.
> Salvo correzioni del Senato, la consulenza finanziaria indipendente ha
> davanti una strada tutta in salita.
> Ma non era stato Prodi, allora capo della Commissione Europea, a volere
> estesa alla direttiva Mifid l'autorizzazione e la vigilanza per i
> consulenti indipendenti?
> Oppure al governo sono convinti che la consulenza, quella vera, sono in
> grado di fornirla solo le banche?
> http://www.nafop.org/pagina.phtml?_id_articolo=33
>
> Fred, se ci sei batti un colpo :-)
>
> LucaS

Leggendo sul sito nafop non ho potuto fare a meno di notare alcune
inesattezze circa la parzialità di alcuni operatori.
In effetti il mediatore creditizio, come io sono, riceve un compenso
dall'intermediario: tale compenso è, nel mio caso, omnicomprensivo di
quanto altrimenti dovrei richiedere al cliente con separata fattura.
Il problema nasce secondo me solo se il mediatore lavora con un solo
istituto altrimenti avendo a disposizione e conoscendo bene diversi
prodotti può senz'altro indirizzare il cliente verso quello più idoneo a
lui, dal momento che le provvigioni pagate dalle banche si equivalgono
tutte.
oltretutto in genere si risparmia anche sui tassi e sui costi.
quello che bisogna proporre è il miglior prodotto rapportato alle
esigenze e alla situazione del cliente.
le critiche al tasso variabile dei mutui mi sembrano quantomeno
inappropriate, dal momento che anche i titoli pubblici a lunga scadenza
sono emessi a tasso variabile: nella realtà dei fatti il tasso variabile
diventa quasi obbligatorio per chi avendo un reddito medio-basso non
riesce a sopportare rapporti rata/reddito più elevati come nel caso del
tasso fisso.
E' palesemente chiaro che gli imbroglioni ci sono e ci saranno sempre ma
è altrettanto vero che anche un consulente presunto indipendente non
offre sufficienti garanzie di professionalità.
Stefano
  #12  
Vecchio 19-10-2006, 19.41.18
LucaS
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"Fred®" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:C1JZg.1706$K8.1042@news.edisontel.com...

> Che dire LucaS, hai voluto mettere il dito in una piaga che, per me, è
> estremamente dolorosa e di cui parlo malvolentieri.


Lungi da me il minimo desiderio di fare dell'ironia.
Il problema esiste ed è grosso.
Si continuerà a vendere prodotti inefficienti, costosi e redditizi solo per
una parte contrattuale.
Il sindacato tace.
La nuova figura professionale, a patto che la sua indipendenza sia veramente
garantita, può costituire un grande elemento di riequilibrio del sistema e
potrebbe nascere dalle stesse banche.
Anche qui, vedi un po la pochezza mentale e la scarsa lungimiranza.
saluti
LucaS
  #13  
Vecchio 19-10-2006, 19.41.18
LucaS
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"Fred®" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:C1JZg.1706$K8.1042@news.edisontel.com...

> Che dire LucaS, hai voluto mettere il dito in una piaga che, per me, è
> estremamente dolorosa e di cui parlo malvolentieri.


Lungi da me il minimo desiderio di fare dell'ironia.
Il problema esiste ed è grosso.
Si continuerà a vendere prodotti inefficienti, costosi e redditizi solo per
una parte contrattuale.
Il sindacato tace.
La nuova figura professionale, a patto che la sua indipendenza sia veramente
garantita, può costituire un grande elemento di riequilibrio del sistema e
potrebbe nascere dalle stesse banche.
Anche qui, vedi un po la pochezza mentale e la scarsa lungimiranza.
saluti
LucaS
  #14  
Vecchio 19-10-2006, 21.23.21
Fred®
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Stefano subagente ha scritto:


> Il problema nasce secondo me solo se il mediatore lavora con
> un solo istituto altrimenti avendo a disposizione e conoscendo
> bene diversi prodotti può senz'altro indirizzare il cliente
> verso quello più idoneo a lui, dal momento che le provvigioni
> pagate dalle banche si equivalgono tutte.


In Inghilterra è già tutto regolamentato, da anni e anni.
Lì ci sono diverse figure di CFI (in inglese IFA, Independent Financial
Adviser). C'è quello "fee only", c'è quello "fee and commission" al 50%
e c'è anche quello solo "comission".
Ovviamente più il consulente "dipende" dalle commissioni della banca con
cui eventualmente si accorda e più diminuisce la qualità e la
indipendenza del servizio prestato.
Il "solo commission" corrisponde all'incirca al nostro PF.

> quello che bisogna proporre è il miglior prodotto rapportato
> alle esigenze e alla situazione del cliente.


Sono certo che tu lo fai ma sembra che nel 99% dei casi le esigenze e la
situazione del cliente o sono ignorate del tutto o sono sempre
subordinate all'interesse primario di chi vende.

> le critiche al tasso variabile dei mutui mi sembrano quantomeno
> inappropriate,


Questione di punti di vista. E' però un dato *oggetivo* che la stessa
ABI (vedi archivio del Ng) afferma che proprio per la banca è più
difficoltoso dotarsi dei mezzi per poter offrire i mutui a tasso fisso.
Quindi è evidente che la spinta commerciale è sul variabile. Non che
questo prodotto debba essere necessariamente una ciofega però si
introduce un elemento di *rischio* che può risultare anche
insopportabile per chi non lo comprende bene.

> il tasso variabile diventa quasi obbligatorio per chi avendo
> un reddito medio-basso non riesce a sopportare rapporti
> rata/reddito più elevati come nel caso del tasso fisso.


Come sempre il "povero" deve sempre pagare più del "ricco".

> E' palesemente chiaro che gli imbroglioni ci sono e ci saranno
> sempre ma è altrettanto vero che anche un consulente presunto
> indipendente non offre sufficienti garanzie di professionalità.


1) che imbroglioni ci siano stati e ci siano ancora, a livello di
"addetti ale vendite" nel settore bancario e finanziario i generale è
ormai un *fatto* accertato, anche a livello giudiziario.

2) ho sempre ribadito, anche qui (v. archivio), che a lvello di
*professione* il CFI attualmente non esiste, nel senso che *chiunque*
(tranne i PF) può svolgere tale attività

E' proprio per questo che da diversi anni ormai attendo il recepimento
anche in Italia della Direttiva UE. Nei progetti originari si prevedeva
una consistente polizza assicurativa e, soprattutto, un apposito Albo
presso la Consob che avrebbe stabilito anche le norme (esami, ecc.) per
potervi accedere.
In questo modo anche gli attuali PF "delusi" avrebbero avuto una chance
di potersi spostare dall'altro lato della barricata.

Chiaro però che se per fare questo occorre essere una SpA o una banca,
tutto se ne va a puttane.
Parliamo da anni di conflitto di interessi (vergognosamente tollerato)
all'origine del "risparmio tradito", figuriamoci cosa potrà accadere
domani.

Chi vuole tutto ciò?
A chi conviene?

E' di questo che stiamo discutendo.

--
Saluti. Fred®
Portabilità del c/c subito!
Class Action Subito!
Via le banche da Bankitalia!
  #15  
Vecchio 19-10-2006, 21.23.21
Fred®
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Stefano subagente ha scritto:


> Il problema nasce secondo me solo se il mediatore lavora con
> un solo istituto altrimenti avendo a disposizione e conoscendo
> bene diversi prodotti può senz'altro indirizzare il cliente
> verso quello più idoneo a lui, dal momento che le provvigioni
> pagate dalle banche si equivalgono tutte.


In Inghilterra è già tutto regolamentato, da anni e anni.
Lì ci sono diverse figure di CFI (in inglese IFA, Independent Financial
Adviser). C'è quello "fee only", c'è quello "fee and commission" al 50%
e c'è anche quello solo "comission".
Ovviamente più il consulente "dipende" dalle commissioni della banca con
cui eventualmente si accorda e più diminuisce la qualità e la
indipendenza del servizio prestato.
Il "solo commission" corrisponde all'incirca al nostro PF.

> quello che bisogna proporre è il miglior prodotto rapportato
> alle esigenze e alla situazione del cliente.


Sono certo che tu lo fai ma sembra che nel 99% dei casi le esigenze e la
situazione del cliente o sono ignorate del tutto o sono sempre
subordinate all'interesse primario di chi vende.

> le critiche al tasso variabile dei mutui mi sembrano quantomeno
> inappropriate,


Questione di punti di vista. E' però un dato *oggetivo* che la stessa
ABI (vedi archivio del Ng) afferma che proprio per la banca è più
difficoltoso dotarsi dei mezzi per poter offrire i mutui a tasso fisso.
Quindi è evidente che la spinta commerciale è sul variabile. Non che
questo prodotto debba essere necessariamente una ciofega però si
introduce un elemento di *rischio* che può risultare anche
insopportabile per chi non lo comprende bene.

> il tasso variabile diventa quasi obbligatorio per chi avendo
> un reddito medio-basso non riesce a sopportare rapporti
> rata/reddito più elevati come nel caso del tasso fisso.


Come sempre il "povero" deve sempre pagare più del "ricco".

> E' palesemente chiaro che gli imbroglioni ci sono e ci saranno
> sempre ma è altrettanto vero che anche un consulente presunto
> indipendente non offre sufficienti garanzie di professionalità.


1) che imbroglioni ci siano stati e ci siano ancora, a livello di
"addetti ale vendite" nel settore bancario e finanziario i generale è
ormai un *fatto* accertato, anche a livello giudiziario.

2) ho sempre ribadito, anche qui (v. archivio), che a lvello di
*professione* il CFI attualmente non esiste, nel senso che *chiunque*
(tranne i PF) può svolgere tale attività

E' proprio per questo che da diversi anni ormai attendo il recepimento
anche in Italia della Direttiva UE. Nei progetti originari si prevedeva
una consistente polizza assicurativa e, soprattutto, un apposito Albo
presso la Consob che avrebbe stabilito anche le norme (esami, ecc.) per
potervi accedere.
In questo modo anche gli attuali PF "delusi" avrebbero avuto una chance
di potersi spostare dall'altro lato della barricata.

Chiaro però che se per fare questo occorre essere una SpA o una banca,
tutto se ne va a puttane.
Parliamo da anni di conflitto di interessi (vergognosamente tollerato)
all'origine del "risparmio tradito", figuriamoci cosa potrà accadere
domani.

Chi vuole tutto ciò?
A chi conviene?

E' di questo che stiamo discutendo.

--
Saluti. Fred®
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  #16  
Vecchio 19-10-2006, 21.31.07
Fred®
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Peppone ha scritto:

> "Qualcuno" stà tentando di sistemare le cose...
> http://www.aduc.it/dyn/comunicati/co....php?id=158368


Avevo letto ma ti ringrazio per l'incoraggiamento....
;-)
Voglio ancora credere (ma ho seri dubbi) che si sia trattato di un
"errore" madornale, visto che l'emendamento sulle SpA lo ha presentato
*questo* Governo che quanto ad "errori" mi pare non sia secondo a
nessuno.
Ma non voglio andare OT e mi fermo.

ps: un sincero ringraziamento a quanti si stanno adoperando per
correggere questi "errori".

--
Saluti. Fred®
  #17  
Vecchio 19-10-2006, 21.31.07
Fred®
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Peppone ha scritto:

> "Qualcuno" stà tentando di sistemare le cose...
> http://www.aduc.it/dyn/comunicati/co....php?id=158368


Avevo letto ma ti ringrazio per l'incoraggiamento....
;-)
Voglio ancora credere (ma ho seri dubbi) che si sia trattato di un
"errore" madornale, visto che l'emendamento sulle SpA lo ha presentato
*questo* Governo che quanto ad "errori" mi pare non sia secondo a
nessuno.
Ma non voglio andare OT e mi fermo.

ps: un sincero ringraziamento a quanti si stanno adoperando per
correggere questi "errori".

--
Saluti. Fred®
  #18  
Vecchio 19-10-2006, 22.45.55
Max max
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"Fred®" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:C1JZg.1706$K8.1042@news.edisontel.com...

> legittimamente essere battezzata come *indipendente*, con effetti sui
> portafogli di tutta 'sta gente che non oso immaginare.


In effetti ...
C'è un conflitto di interessi grande come una casa.

Max max

  #19  
Vecchio 19-10-2006, 22.45.55
Max max
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"Fred®" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:C1JZg.1706$K8.1042@news.edisontel.com...

> legittimamente essere battezzata come *indipendente*, con effetti sui
> portafogli di tutta 'sta gente che non oso immaginare.


In effetti ...
C'è un conflitto di interessi grande come una casa.

Max max

  #20  
Vecchio 21-10-2006, 13.16.10
Fred®
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Fred® ha scritto:

> ps: un sincero ringraziamento a quanti si stanno adoperando per
> correggere questi "errori".


Il supplemento Plus de Il Sole24Ore di oggi dedica un'intera pagina alla
questione (pag.8)
Vi riporto solo i "titoli" peraltro significativi.

"Consulenza, la corsa per correggere la legge".
Il pasticcio del recepimento della MIFID
Fino al 26 si potrà emendare il testo che affida i clienti solo alle SpA
escludendo i professionisti.

"La UE dispone, l'Italia disfa".
L'evolzione della norma dal 2002 ad oggi.

======
Aggiungo di mio una piccola provocazione, pure un po' presuntuosa, ma me
la sento così.

Immaginiamo che fin dal 2002, accanto ai PF ed alle banche/sim, fosse
già "nata" anche in Italia la figura *professionale* del CFI, che in
pratica (Direttiva UE):

"fornisce una raccomandazione personalizzata ad una persona nella sua
qualità di investitore o potenziale investitore... di comprare, vendere,
sottoscrivere, scambiare o riscattare uno strumento finanziario..."
(nota: l'investitore poi opera per conto suo, tramite la "sua" banca o
altro intermediario da "lui" incaricato).

I CFI quindi (Direttiva UE) "non possono mai trovarsi in situazione di
debito con i loro clienti".

Immaginiamo che, comunque, sempre in base alla Direttiva UE, per
esercitare tale *professione* è necessario:

1) stipulare un'assicurazione RC che garantisca una copertura di almeno
500mila euro per ciascuna richiesta di indennizzo e cmq 750mila euro
l'anno (per i casi di "negligenza professionale").

2) essere iscritti ad apposito albo professionale, in Italia tenuto
dalla Consob, previo superamento di relativo esame e/o accertamento
(della Consob) dei requisiti professionali richiesti, rispetto di codice
di autoregolamentazione (della Consob), requisiti di onorabilità e
quant'altro necessario.

Se, con tali *indispensabili* garanzie per il risparmiatore/investitore
(così definite in sede UE), si fosse diffusa anche in Italia tale
*professione*, del tutto svincolata da "subordinazioni" o "commistioni"
col settore bancario e da conflitti di interesse, qualcosina in meno di
"risparmio tradito" l'avremmo ottenuta o no?

Qualche puntata in meno su scandali finanziari da parte di Mimandaraitre
o RaiReport, ecc. ci sarebbe stata o no?

Ora, con questo Governo sciatto e malandrino, siamo al redde rationem
finale.
In Italia, e solo in Italia, tutto quanto sopra verrebbe recepito ma...
con questa "piccola" modifica:

"...l'esercizio nei confronti del pubblico, a titolo professionale, dei
servizi e delle attività di investimento (ndr: quindi anche la sola
consulenza "pura") è riservato alle banche ed ai soggetti abilitati
costituiti in forma di società per azioni..."

Amen et gloria ABI!!

--
Saluti. Fred®
  #21  
Vecchio 21-10-2006, 13.16.10
Fred®
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: consulenti indipendenti tagliati fuori

Fred® ha scritto:

> ps: un sincero ringraziamento a quanti si stanno adoperando per
> correggere questi "errori".


Il supplemento Plus de Il Sole24Ore di oggi dedica un'intera pagina alla
questione (pag.8)
Vi riporto solo i "titoli" peraltro significativi.

"Consulenza, la corsa per correggere la legge".
Il pasticcio del recepimento della MIFID
Fino al 26 si potrà emendare il testo che affida i clienti solo alle SpA
escludendo i professionisti.

"La UE dispone, l'Italia disfa".
L'evolzione della norma dal 2002 ad oggi.

======
Aggiungo di mio una piccola provocazione, pure un po' presuntuosa, ma me
la sento così.

Immaginiamo che fin dal 2002, accanto ai PF ed alle banche/sim, fosse
già "nata" anche in Italia la figura *professionale* del CFI, che in
pratica (Direttiva UE):

"fornisce una raccomandazione personalizzata ad una persona nella sua
qualità di investitore o potenziale investitore... di comprare, vendere,
sottoscrivere, scambiare o riscattare uno strumento finanziario..."
(nota: l'investitore poi opera per conto suo, tramite la "sua" banca o
altro intermediario da "lui" incaricato).

I CFI quindi (Direttiva UE) "non possono mai trovarsi in situazione di
debito con i loro clienti".

Immaginiamo che, comunque, sempre in base alla Direttiva UE, per
esercitare tale *professione* è necessario:

1) stipulare un'assicurazione RC che garantisca una copertura di almeno
500mila euro per ciascuna richiesta di indennizzo e cmq 750mila euro
l'anno (per i casi di "negligenza professionale").

2) essere iscritti ad apposito albo professionale, in Italia tenuto
dalla Consob, previo superamento di relativo esame e/o accertamento
(della Consob) dei requisiti professionali richiesti, rispetto di codice
di autoregolamentazione (della Consob), requisiti di onorabilità e
quant'altro necessario.

Se, con tali *indispensabili* garanzie per il risparmiatore/investitore
(così definite in sede UE), si fosse diffusa anche in Italia tale
*professione*, del tutto svincolata da "subordinazioni" o "commistioni"
col settore bancario e da conflitti di interesse, qualcosina in meno di
"risparmio tradito" l'avremmo ottenuta o no?

Qualche puntata in meno su scandali finanziari da parte di Mimandaraitre
o RaiReport, ecc. ci sarebbe stata o no?

Ora, con questo Governo sciatto e malandrino, siamo al redde rationem
finale.
In Italia, e solo in Italia, tutto quanto sopra verrebbe recepito ma...
con questa "piccola" modifica:

"...l'esercizio nei confronti del pubblico, a titolo professionale, dei
servizi e delle attività di investimento (ndr: quindi anche la sola
consulenza "pura") è riservato alle banche ed ai soggetti abilitati
costituiti in forma di società per azioni..."

Amen et gloria ABI!!

--
Saluti. Fred®
 

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consulenti, fuori, indipendenti, tagliati
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