Ultimamente per vari motivi mi sto confrontando con sistemi bancari di
altri paesi.
E mi chiedevo, ad esempio come è possibile che nella vecchia inghilterra
la maggior parte delle banche, e parlo di old bank con i loro bravi
impiegati in giacca e cravatta che vengono pagati almeno quanto in
italia (fatte le dovute proporzioni di potere d'acquisto), possano
permettersi di fare - a un perfetto sconosciuto come me - condizioni
quali ad es. :
- sullo scoperto fino a 100 sterline non si pagano interessi ne
tantomeno commissioni di massimo
- gli assegni (su altro istituto ovviamente) sono disponibili per il
prelievo dopo TRE giorni lavorativi
- le carte di debito sono tutte in circolarità per cui spendi e prelievi
solo quanto effettivamente hai sul conto
- quasi TUTTI gli istituti hanno la possibilità di abbinare un conto di
risparmio (saving account) analogo al nostro conto arancio dove danno un
interesse variabile tra il 3,5 e il 5% (si i tassi nel regno unito sono
piu' alti ma non mi sembra di ravvisare niente di simile da noi neanche
fatte le dovute proporzioni)
- il conto a zero spese è la norma, e quelli piu' costosi con prodotti
assicurativi e servizi esclusivi collegati sono solo un plus
- la gestione degli ordini permanenti e dei "direct debit" (equivalente
dei nostri rid) è molto piu' semplice
Negli stati uniti situazione simile, i tassi sui savings sono piu' bassi
pero' sono molto piu' tecnologici, mi sono meravigliato come un bambino
quando ho scoperto che tramite homebanking posso vedere la scansione di
TUTTI gli assegni che hai fatto e a chi sono stati pagati.... ecc ecc
Inquietante eh?
Dell'accesso al credito poi non ne parliamo, danno carte di credito a
cani e porci, se sei studente o ti sei appena diplomato ad esempio ti
danno uno scoperto di conto di almeno 2000 sterline sulla parola, ecc
ecc, ma queste differenze con l'italia già sono molto piu' comprensibili
visto che l'italia è il paese dei morti di fame e dei truffatori.
(La domanda di cui in subject ovviamente è retorica)
--
....
"Johnny L" <johnnyl@people.invalid> ha scritto nel messaggio
news:1hgohxj.usd9ui1oshx3dN%johnnyl@people.invalid ...
> Dell'accesso al credito poi non ne parliamo, danno carte di credito a
> cani e porci, se sei studente o ti sei appena diplomato ad esempio ti
> danno uno scoperto di conto di almeno 2000 sterline sulla parola, ecc
> ecc, ma queste differenze con l'italia già sono molto piu' comprensibili
> visto che l'italia è il paese dei morti di fame e dei truffatori.
Tranquillo ci arriveremo :-)
Quando anche da noi avranno ucciso, con delitto perfetto, il risparmiatore,
creando una popolazione di indebitati come da loro.
Quando anche qui, come in america, tutte le famiglie avranno speso già il
mese prima e fino all'ultimo centesimo tutto lo stipendio del mese dopo,
con pagamenti rateali vari e tanti ma tanti rid attivi sul conto.
Anche qui offriranno il conto aggratis con tutti i benefici elencati e
forse anche qualcosa di meglio :-)
saluti
LucaS
> ps
> i bancari, in inghilterra, fanno la fame :-)
immagino che tu lo dica a ragion veduta essendo bancario in italia (se
ben ricordo), in tal caso mi felicito con la categoria ...
... pero' probabilmente è solo un privilegio di quelli che lavorano da
parecchio tempo (e sarebbe peraltro l'unica spiegazione plausibile al
perchè abbiamo prezzi bancari così elevati da noi l'incidenza abnorme
delle spese per il personale) perchè a sentire i contratti di ingresso
dei nuovi bancari italiani sono molto molto inferiori ...
> Quando anche da noi avranno ucciso, con delitto perfetto, il risparmiatore,
> creando una popolazione di indebitati come da loro.
p.s. : questo comunque risponderebbe solo a una parte delle
osservazioni, non c'entra ne giustifica l'enorme divario tecnico, ad
esempio i giorni di valuta, la circolarità in tempo reale del circuito
bancomat nazionale, ecc ecc.
>Ultimamente per vari motivi mi sto confrontando con sistemi bancari di
>altri paesi.
>
>E mi chiedevo, ad esempio come è possibile che nella vecchia inghilterra
>la maggior parte delle banche, e parlo di old bank con i loro bravi
>impiegati in giacca e cravatta che vengono pagati almeno quanto in
>italia (fatte le dovute proporzioni di potere d'acquisto), possano
>permettersi di fare -
Una recente ricerca McKinsey dice che le banche spagnole, italiane e
polacche, che vivono scorticando il cliente affibbiandolgi ogni tipo
di balzello, avranno grossi problemi contro le banche straniere e le
banche online che non fanno pagare nessun servizio e guadagnano sul
differenziale fra tassi attivi e passivi.
> avranno grossi problemi contro le banche straniere
guarda io su questo nello specifico ho grossi dubbi, ogni agente
economico si adegua al mercato che si trova, e le banche straniere
quando vengono in italia sottostanno alle stesse condizioni di mercato
(ad esempio l'attaccamento morboso alla conservazione dei posti di
lavoro e dei privilegi esistenti anche a scapito degli investimenti nel
futuro, ecc) di quelle italiane finendo grossomodo per allinearsi,
tranne qualche scelta coraggiosa...
"Johnny L" <johnnyl@people.invalid> ha scritto nel messaggio
news:1hgowqi.18vl5h01vob3qgN%johnnyl@people.invali d...
> .. pero' probabilmente è solo un privilegio di quelli che lavorano da
> parecchio tempo (e sarebbe peraltro l'unica spiegazione plausibile al
> perchè abbiamo prezzi bancari così elevati da noi l'incidenza abnorme
> delle spese per il personale) perchè a sentire i contratti di ingresso
> dei nuovi bancari italiani sono molto molto inferiori ...
Andrei cauto nel legare il costo dei servizi alla retribuzione dei
dipendenti.
Su questo ci sono molte correnti di pensiero più che studi seri.
Tieni presente che la battuta sui bancari inglesi era valida anche 20 anni
fa.
Il discorso è in parte condivisibile se pensiamo agli emolumenti di certi
dirigenti le cui mansioni, nella catena di comando, non sono decisamente
chiare quanto la loro retribuzione.
Con questo mi guardo bene dal giustificare il costo elevato dei servizi
bancari come non lo giustifico per tante altre realtà che con il mondo
bancario non hanno nulla a che spartire.
Oggi va di moda il tiro a questo piccione ma non dimentichiamo che
prosperano, alle spalle dei consumatori, ben altre figure e professioni.
Tuttavia, sul calo delle retribuzioni dei bancari ho certezze, mentre sul
calo dei costi dei servizi bancari ......ho solo speranze :-)
ciao
LucaS
"red" <redazione@bankingitalia.com> ha scritto nel messaggio
news:gltj82lr0pl8638pol132dsd08nu96l0o4@4ax.com...
> Una recente ricerca McKinsey dice che le banche spagnole, italiane e
> polacche, che vivono scorticando il cliente affibbiandolgi ogni tipo
> di balzello, avranno grossi problemi contro le banche straniere e le
> banche online che non fanno pagare nessun servizio e guadagnano sul
> differenziale fra tassi attivi e passivi.
A parte il fatto che la famosa forbice è oggi ancora così ristretta che
dubito costituisca la principale fonte di guadagno delle banche online, con
un euribor 3m al 2,95% supergiù. Non dimentichiamo poi che tra le banche
spagnole c'è un Bilbao, ad esempio, che per il momento i problemi li sta
dando agli altri, viste le dimensioni del gruppo, la sua estensione e
sopratutto il roe.
saluti
LucaS
> Con questo mi guardo bene dal giustificare il costo elevato dei servizi
> bancari come non lo giustifico per tante altre realtà che con il mondo
> bancario non hanno nulla a che spartire.
> Oggi va di moda il tiro a questo piccione ma non dimentichiamo che
> prosperano, alle spalle dei consumatori, ben altre figure e professioni.
> Tuttavia, sul calo delle retribuzioni dei bancari ho certezze, mentre sul
> calo dei costi dei servizi bancari ......ho solo speranze :-)
Beh indubbio.
Comunque io noto una sola cosa (e poi era il motivo della mia
osservazione), come fanno a offrire certe condizioni in regno unito se
piu' o meno la struttura di capitale fisso immobilizzato è la stessa di
una banca italiana ?
A quanto dici tu, solo dal differenziale tra tassi attivi e passivi
perchè lì l'accesso al credito è molto piu' diffuso ?
Riguardo alle spese del personale, io le ho poste simili, tu dici che
non è vero - anche se poi aggiungi che non è dimostrabile che ci sia una
relazione diretta tra questo e i costi dei servizi - allora io non per
fare i conti in tasca ai bancari italiani, ma giusto per capire se il
prezzo dei servizi è veramente in qualche maniera legato anche alle
retribuzioni da noi superiori, mi chiedo
- tanto per fare un esempio concreto che posso direttamente verificare
- uno che inizia a lavorare in questo momento in regno unito in banca
con una mansione appena superiore al cassiere (ad esempio valutazione
credito ai privati che lì è ordinaria amministrazione) prende uno
stipendio lordo di 25mila sterline e spesso ha tra i benefit pensione
privata integrativa e assicurazione privata sulla salute, ora anche
considerando che li hanno un costo della vita mostruosamente alto
rispetto a noi (diciamo che calcolo un differenziale tra costo della
vita di Londra e quello di Napoli piuttosto che un Newcastle-Milano dove
probabilmente la piu' cara risulterebbe la città italiana), sarebbero un
equivalente da noi di 1400 netti per 14 mensilità .. uno che inizia
appena a lavorare in banca in italia prende molto di più?
"Johnny L" <johnnyl@people.invalid> ha scritto nel messaggio
news:1hgpmmk.1dwyn3418akcnuN%
> Comunque io noto una sola cosa (e poi era il motivo della mia
> osservazione), come fanno a offrire certe condizioni in regno unito se
> piu' o meno la struttura di capitale fisso immobilizzato è la stessa di
> una banca italiana ?
più o meno :-)
> A quanto dici tu, solo dal differenziale tra tassi attivi e passivi
> perchè lì l'accesso al credito è molto piu' diffuso ?
Non è certamente la sola ragione ma a mio parere è tra le principali.
Trovi in inghilterra ma anche negli states una cultura del risparmio
lontanamente simile alla nostra, per caso?
Direi di no ed aggiungo anche che le loro economie sono caratterizzate da
un indebitamento sempre maggiore delle famiglie che qui non ha ancora
equivalenti. In questo contesto, dove il cittadino in generale è più
bancadipendente che altrove trovo logico che si possa offrire servizi a
costi più bassi. Questo il succo del mio primo post.
> sarebbero un
> equivalente da noi di 1400 netti per 14 mensilità .. uno che inizia
> appena a lavorare in banca in italia prende molto di più?
Ho amici che hanno lavorato e qualcuno lavora ancora a Londra. Il tuo
esempio è ovviamente riferito ad un giovane che non ha famiglia e,
vivendo nella cintura urbana di Londra o poco fuori, con quello stipendio ci
deve campare solo lui.
Presumo inoltre che il "neoassunto" al quale ti riferisci abbia già maturato
un'esperienza lavorativa in qualche settore o altra banca fuori dal regno
unito. Il neoassunto nella mia banca, tanto per fare un esempio, che ha
maturato tre anni di esperienza nella concorrenza, non entra come impiegato
di prima categoria. La valutazione del credito ai privati, anche a Londra,
dubito sia una mansione che si affida al primo venuto anche se ha un master
di specializzazione ad Harvard, con tutto che la valutazione si fa ormai
(presumo anche a Londra) con applicativi che utilizzano sistemi di scoring
ed alla fine attribuiscono un "voto" in base ai dati inseriti.
Se fosse veramente di primo pelo, vogliamo almeno fargli vedere prima com'è
fatta una banca dal vero e come funziona? :-)
Infine l'equivalente netto in busta paga credo vada rapportato anche ai due
diversi regimi sia previdenziale che di tassazione.
ciao
LucaS
> La valutazione del credito ai privati, anche a Londra,
> dubito sia una mansione che si affida al primo venuto anche se ha un master
> di specializzazione ad Harvard
Mah, io ho un paio di amici che appena usciti dalla bocconi lavoravano
presso merchant bank nella city dove facevano cose ben piu' importanti
di approvare prestiti personali da 3000 sterline.
Certo parlo ovviamente di ruoli da assistente e non direttivi. Tu mi
dici che addirittura nella tua banca non danno un ruolo simile neanche a
chi ha un master ad Harvard...
Tieni conto che ho un amico che si occupa della stessa cosa alla
findomestic (non ridere), neolaureato in economia (come me a napoli non
certo alla bocconi) e neanche col massimo dei voti, senza nessuna
esperienza, eppure l'hanno messo a fare questo. come dici giustamente tu
si tratta solo di inserire i dati in un computer e avere un minimo di
sale in zucca
O da te hanno criteri sensazionalmente rigidi o parliamo di due lavori
diversi :-)
comunque vabbè mi rendo conto che questa discussione è un po' offtopic
ma leggendo quello che dici mi sento stupido come vivessi su un altro
mondo
"Johnny L" <johnnyl@people.invalid> ha scritto nel messaggio
news:1hgprrd.6dq54m182ke03N%johnnyl@people.invalid ...
> Mah, io ho un paio di amici che appena usciti dalla bocconi lavoravano
> presso merchant bank nella city dove facevano cose ben piu' importanti
> di approvare prestiti personali da 3000 sterline.
> Certo parlo ovviamente di ruoli da assistente e non direttivi. Tu mi
> dici che addirittura nella tua banca non danno un ruolo simile neanche a
> chi ha un master ad Harvard...
Ho estremizzato ovviamente, solo per rendere l'idea che nella mia banca ma
anche nella altre nostrane, i neolaureati bocconiani appena assunti, hanno
un percorso formativo in genere biennale, che non può prescindere da
un'esperienza di base che gli dia l'idea concreta di come è fatta una banca
nella realtà e di come funziona e non per come glie lo ha spiegato
l'ordinario di tecnica bancaria. Questo anche per il loro bene oltre che per
quello della banca. Altrimenti ci troveremmo di fronte a persone che con un
minimo di esperienza maturata e, per giunta, in settori ben specifici,
fanno carriere della madonna fino a quando non arriva un giorno in cui
fanno danno a se stessi o peggio, all'azienda per la quale lavorano.
Potrei annoiarti, raccontandoti esperienze dirette :-)
> Tieni conto che ho un amico che si occupa della stessa cosa alla
> findomestic (non ridere), neolaureato in economia (come me a napoli non
> certo alla bocconi) e neanche col massimo dei voti, senza nessuna
> esperienza, eppure l'hanno messo a fare questo. come dici giustamente tu
> si tratta solo di inserire i dati in un computer e avere un minimo di
> sale in zucca
Non è proprio così semplice.
I tassi applicati da findomestic, mi risulta, sono leggermente diversi da
quelli applicati dalla banca ad un lavoratore dipendente con accredito
stipendio in conto corrente tanto che, almeno da me (nord ovest) vanno da
findomestic i clienti che un prestito personale o piccolo affidamento in
banca hanno difficoltà ad ottenerlo o peggio, sono già imbottiti come
ovetti di pasqua.......ovetti a orologeria naturalmente :-)
> O da te hanno criteri sensazionalmente rigidi o parliamo di due lavori
> diversi :-)
Mah sai.....prendere soldi in prestito e prestarli a sua volta, al dilà di
tutte le raffinatezze che qualcuno vorrebbe vederci dietro, è un lavoro
vecchio come il mondo :-)
> comunque vabbè mi rendo conto che questa discussione è un po' offtopic
> ma leggendo quello che dici mi sento stupido come vivessi su un altro
> mondo
Sinceramente mi dispiace e vorrei rincuorarti un po ma non so proprio come
fare :-)
Se sei giovane ed hai la possibilità nonchè la voglia di farti
un'esperienza all'estero fai benone, secondo me, indipendentemente da tutto
quanto abbiamo scritto fin qui.
La spenderai comunque con ottimo profitto nel tuo futuro, indipendentemente
dalla convenienza o meno sotto il profilo retributivo attuale (tutto ha un
costo anche l'esperienza).
saluti
LucaS
...
On Sat, 10 Jun 2006 09:18:59 +0200, johnnyl@people.invalid (Johnny L)
wrote:
>red <redazione@bankingitalia.com> wrote:
>
>> avranno grossi problemi contro le banche straniere
>
>guarda io su questo nello specifico ho grossi dubbi, ogni agente
>economico si adegua al mercato che si trova, e le banche straniere
>quando vengono in italia sottostanno alle stesse condizioni di mercato
la ricerca riguarda il sistema dei pagamenti, sopratutto per le
imprese, che pare sarebbero già molto corteggiati da banche solo
online che offrono condizioni molto migliori dei concorrenti.
La ricerca consiglia alle banche di fare investimenti in informatica e
dirottare, sopratutto la clientela business, su internet, banca
telefonica e atm estesi.
>(ad esempio l'attaccamento morboso alla conservazione dei posti di
>lavoro e dei privilegi esistenti anche a scapito degli investimenti nel
>futuro, ecc) di quelle italiane finendo grossomodo per allinearsi,
>tranne qualche scelta coraggiosa...
le banche italiane sono piccole, male attrezzate e pochissime
applicano metodologie moderne (che poi tanto moderne non sono):
Per seguire le mode si sono fatti alcuni investimenti su internet ma
la maggior parte dei siti delle banche non sono usabili e spesso sono
una mescafrancesca di giornalino aziendale, pubblicità, operatività e
tanta, ma tanta, soddisfazione dell'ego ipertrofico di chi decide per
il sito.
Si vede che i siti delle banche non sono pensati per il cliente e
strutturati per evitare che questi vada a creare disecomonie in
agenzia. Ed è questo che invece andrebbe perseguito: servire il
cliente a casa sua.
Avendo manifestato queste perplessità ad un AD di una importante banca
ha risposto che il cliente non vuole lavorare a distanza ma vuole la
consulenza.
"red" <redazione@bankingitalia.com> ha scritto nel messaggio
news:l6ll82pnlf6n49eqf7l8vn6m8j03ob54h3@4ax.com...
> Avendo manifestato queste perplessità ad un AD di una importante banca
> ha risposto che il cliente non vuole lavorare a distanza ma vuole la
> consulenza.
>
> Voi che ne pensate?
Che al momento non ha tutti i torti, a mio modesto parere.
Cito dal XXI rapporto sul risparmio ed i risparmiatori in Italia edito dal
Centro Einaudi; pag. 102 tabella 4.1.
L'indagine è della Doxa e si riferisce al 2003.
Determinanti della scelta della banca principale (valori percentuali sul
totale degli intervistati):
Comodità rispetto all'abitazione o al posto di lavoro 53%
Disponibilità di servizi bancari a distanza 2,4%
Ovvio che la scelta di comodità rispetto all'abitazione o al posto di lavoro
presuppone la necessità di contatto diretto o, per dirla con l'AD, di
consulenza.
Da notare che la scelta per comodità rispetto all'abitazione o al posto di
lavoro risulta superiore a dieci anni prima (1993) dove la percentuale si
attestava ad un 51,2% ma inferiore al 2002 (55,3%)
La scelta in base alla disponibilità di servizi bancari a distanza si
attestava, nel 2000, all'1,6%. Tale era ancora nel 2001, per saliure al 2%
nel 2002 ed al 2,4% del 2003.
> Da notare che la scelta per comodità rispetto all'abitazione o al posto
> di lavoro risulta superiore a dieci anni prima (1993) dove la percentuale
> si attestava ad un 51,2% ma inferiore al 2002 (55,3%)
> La scelta in base alla disponibilità di servizi bancari a distanza si
> attestava, nel 2000, all'1,6%. Tale era ancora nel 2001, per saliure al
> 2% nel 2002 ed al 2,4% del 2003.
Perdonatemi l'intrusione in questa dotta discussione.
Che la gran parte della gente cerchi la comodita' non mi stupisce
minimamente considerando che il traffico, come avrete avuto modo
di constatare, e' aumentato in misura tale da rendere invivibili le
nostre citta'. La cultura, invece, e non solo quella informatica, non
mi pare abbia fatto grandi passi in avanti.
"LucaS" <LucaS@nomail.net> ha scritto nel messaggio...
(....tante cose interessanti, come pure gli altri interventori)
Non è facile, IMO, fare paragoni solo su aspetti specifici tra la
cultura anglosassone e quella dell'europa occidentale.
Ad esempio:
- è da tantissimi anni che nel mondo anglosassone il "clerk" bancario
allo sportello è considerato un lavoro poco interessante e mal pagato,
rispetto ad altre opportunità in campo finanziario.
- ma lì esiste, da sempre, l'IFA (Independent Financial Adviser) cioè il
Consulente Finanziario Indipendente che, a volte, ha anche un box
apposito "dentro" la banca. In sostanza il cliente che vuole investire
ma non vuole pagare apposita parcella di consulenza, può optare anche
per un Consulente indipendente "a metà", nel senso che il compenso verrà
riconosciuto all'IFA dalla banca con la quale ha stipulato apposita
convenzione pur non essendone dipendente;
- come già detto in altri articoli il sistema bancario anglosassone,
fatto peraltro da pochi e giganteschi gruppi, fa grandi profitti con
business fatti soprattutto da investimenti della clientela, credito al
consumo non immaginabile da noi, previdenza privata che da noi deve
ancora nascere, ecc. Credo siano questi i motivi per cui il rapporto di
c/c di per sè il più delle volte non ha costi; perché è solo
*funzionale* a tutto il resto che viene dopo
- curiosità: l'Inghilterra è l'unico Paese europeo dove non esiste
l'equivalente dell'ABI per i ccnl, proprio perchè i pochi enormi
Istituti esistenti in pratica si autogestiscono mega contratti di lavoro
"aziendali". In sostanza non esiste un contratto *nazionale* di lavoro.
- da ultimo: come è noto, nei Paesi anglosassoni le pene per chi
"sgarra" sono piuttosto severe, i "processi" piuttosto brevi, le
"manette" scattano sul serio e senza sconti per nessuno. La "class
action" è un diritto acquisito da anni e anni. E questi sono alcuni dei
motivi per cui i risparmiatori/investitori si rivolgono ancora con
fiducia alle proprie banche e IFA.
ps: concordo pienamente sulla "iattura" del credito al consumo in
Italia. Non a caso l'ABI sta spingendo tantissimo su questo fronte,
lamentando i nostri presunti "ritardi" rispetto ad altri Paesi.
Con la disastrosa situazione di costi che abbiamo da noi, la quasi
assenza di controlli, ecc., uno sviluppo del credito al consumo sarebbe
l'ultima mazzata per le tante famiglie italiane che hanno difficoltà
economiche. Purtroppo devo anche riconoscere che la strada è ormai stata
imboccata, il marketing, l'opacità dei contratti e la nota "ignoranza"
finanziaria degli italiani faranno il resto. :-(
Saluti. Fred®
--
Abolire l'art.118 del TUB!
Portabilità del c/c subito!
Class Action Subito!
Via le banche da Bankitalia!
"red" <redazione@bankingitalia.com> ha scritto nel messaggio
[...]
> Si vede che i siti delle banche non sono pensati per il cliente e
> strutturati per evitare che questi vada a creare disecomonie in
> agenzia. Ed è questo che invece andrebbe perseguito: servire il
> cliente a casa sua.
>
> Avendo manifestato queste perplessità ad un AD di una importante banca
> ha risposto che il cliente non vuole lavorare a distanza ma vuole la
> consulenza.
>
> Voi che ne pensate?
Penso che per me (cmq "affezionato" al settore credito) è molto triste
ri-leggere ancora oggi cose che pensavo, scrivevo (su riviste del
settore) e leggevo nei lontani anni 1996/'97. Qualcosa è cambiato da
allora ma non molto perché non sono cambiate ancora le metalità e le
"culture".
La consulenza? Si può fare "di persona" ma si può fare anche "a
distanza" altrettanto bene... se la si sa fare.
I siti "vetrina"? se ne contano ancora a centinaia per molte banche
"tradizionali". Semplici trasposizioni di ciò che la banca già ha "su
carta": 'na roba veramente pietosa, magari data in outsourcing con costi
inutili e valore aggiunto *zero*.
Resta irrisolto, quello sì, il problema della "cultura" finanziaria
della gente.
E questo problema si può risolvere solo partendo dal basso, dai
programmi scolastici fino ad arrivare ad una reale collaborazione
scuola/banche.
I tanti quattrini spesi in improbabili spot San Paolo ecc. potrebbero
avere importanti ritorni per tutti se impiegati diversamente.
Saluti. Fred®
--
Abolire l'art.118 del TUB!
Portabilità del c/c subito!
Class Action Subito!
Via le banche da Bankitalia!
> - le carte di debito sono tutte in circolarità per cui spendi e prelievi
> solo quanto effettivamente hai sul conto
Su questo da noi si sta già lavorando da qualche tempo.
Nella ns. procedura bancomat possiamo garantire o no i pagamenti.
Se si opta per il no, la procedura fa un controllo effettivo della
giacenza sul conto e se non c'è disponibilità non permette il prelievo.
Questo anche su altre banche.
Siamo arrivati a questo per la grande mole di conti sconfinati che si
raggiungono mensilmente, anche se questo sistema ha fatto imbestialire
più di un cliente specie quelli dallo sconfino facile e recidivi...
--
"Non muoio nemmeno se m'ammazzano"
G.Guareschi - da Don Camillo
"NESSUN PERDONO" - Paolo Onofri
> ps: concordo pienamente sulla "iattura" del credito al consumo in
> Italia. Non a caso l'ABI sta spingendo tantissimo su questo fronte,
> lamentando i nostri presunti "ritardi" rispetto ad altri Paesi.
> Con la disastrosa situazione di costi che abbiamo da noi, la quasi
> assenza di controlli, ecc., uno sviluppo del credito al consumo sarebbe
> l'ultima mazzata per le tante famiglie italiane che hanno difficoltà
> economiche. Purtroppo devo anche riconoscere che la strada è ormai stata
> imboccata, il marketing, l'opacità dei contratti e la nota "ignoranza"
> finanziaria degli italiani faranno il resto. :-(
Beh... Su questo mi sento di poterti rincuorare, Fred.
IMHO, in Italia, una diffusione del credito al consumo ai livelli di
quella anglosassone, è mooolto improbabile.
Da quelle parti esistono poche regole, e severamente applicate.
Se emetti degli assegni e sei scoperto non avrai MAI PIU' assegni. Se non
paghi una rata non avrai MAI PIU' accesso ad un finanziamento. Se non
paghi le rate del mutuo ti tolgono la casa in poche settimane (non in
parecchi anni, come accade in Italia..... E' il rovescio della medaglia
del nostro amato Diritto Romano.
Questo consente di erogare prestiti praticamente sulla fiducia, di fare
erogazioni successive sul mutuo della casa man mano che il valore
dell'immobile cresce, avere 7-8 carte di credito e così via.
Non ho molte certezze nella vita(;0) ma sono ragionevolmente sicuro che in
Italia, paese della truffa, tale facilità di erogazione del credito non
verrà MAI raggiunta.
> Non ho molte certezze nella vita(;0) ma sono ragionevolmente sicuro che in
> Italia, paese della truffa, tale facilità di erogazione del credito non
> verrà MAI raggiunta.
concordo ma è anche un fatto sociale, in italia se perdi il lavoro non
c'è la sicurezza statistica che nella maggior parte dei casi ne troverai
un altro nel giro di due settimane, massimo un mese come puo' accadere
in altri paesi ... puoi pure rimanere in mezzo a una strada per un bel
po'... e con un tale clima è ovvio che si troveranno in situazioni
parecchio spiacevoli non solo quelli con l'attitudine mentale alla
truffa (che pure - per carità - abbondano) ma anche persone "normali".
Un milione del 1987 oggi quanto vale?
Cappellaio: Il 31.8.1987 prestai ad un amico un milione. Pensavo di averli persi ma a
distanza di di quasi 19 anni vorrebbe restituirmeli con gli interessi. Come
faccio a calcolarli tenendo conto anche della...