Ne abbiamo già discusso ma forse è il caso di tornarci sopra.
Parliamo delle obbligazioni delle banche, il gioiello di famiglia che i
vari istituti propongono a tutto spiano alla clientela che chiede
"consiglio" su come investire a "basso rischio".
Ci sono i BOT, i CCT, i conti di deposito, ecc. ma il profitto per la
banca è modesto.
Meglio una bella obbligazione "di casa", dicono le banche, e guai a
chiedere se è "sicura"... si offendono pure.
E di questo concetto (non del tutto vero) il sistema creditizio ha pure
convinto a suo tempo tutte le istituzioni interessate, tanto che (fino
al prossimo 17 maggio) non è mai esistito alcun obbligo di *prospetto
informativo* per questo e *solo* per questo prodotto finanziario di
investimento.
Ricordo che il P.I. è l'unico documento che (salvo dolo) "non mente",
deve dichiarare per filo e per segno non solo tutte le caratteristiche
del prodotto ma, in particolare, deve elencare *tutti* i rischi
derivanti da tale investimento.
Ora, premesso che - purtroppo - molti risparmiatori/investitori si
ostinano (per mille motivi) a non leggere tali prospetti ed a "fidarsi"
di ciò che gli viene detto "a voce" all'atto dell'ordine, una delle
pochissime novità del DDL Risparmio è l'introduzione dell'obbligo di
P.I. anche per le obbligazioni bancarie.
Ebbene, sta succedendo di tutto (vedi articolo sotto); un inciucio a
360° per ottenere "dilazioni", "sconti", "semplificazioni", "esenzioni".
Come al solito le "rivoluzioni epocali" quando non convengono si fanno
solo a chiacchiere nei convegni.
Ma la circostanza che più mi colpisce è che la Consob continua a
consultare l'ABI (e il "mercato"), su una questione che interessa
soprattutto la clientela, che pure i suoi rappresentanti bene o male ce
li ha.
Eppure è proprio la Consob che si occupa anche di *tutela* del
risparmio.
Misteri della nostra democrazia "levantina".
Prospetto emissione bond, banche al lavoro, attesi ultimi dettagli
di Gabriella Bruschi
MILANO, 4 maggio (Reuters) - Scatta tra un paio di settimane, dal 17
maggio, l'obbligo di presentare un prospetto informativo per le banche
che vorranno collocare presso la clientela emissioni obbligazionarie.
Ma, anche se mancano pochi giorni alla scadenza, le banche, dopo due
proroghe, si presentano ancora con qualche dubbio e con il timore che il
tutto crei ritardi nelle loro emissioni.
Sul tavolo di Consob e Abi, che stanno lavorando insieme per trovare
standard idonei, ci sono dettagli da definire.
In base a dati forniti Abi sono circa 600 le banche italiane che
solitamente in un anno collocano 6-7.000 emissioni obbligazionarie per
un ammontare complessivo di circa 90 miliardi di euro. Di queste
emissioni "una percentuale molto alta, circa il 60-80%, sono rivolte
alla clientela" spiega Domenico Santececca, direttore centrale dell'Abi,
responsabile dei servizi di mercato, che ha presentato la nuova
normativa alle banche.
IPOTESI ESONERO PER CHI EMETTE BOND PER MENO DI 50 MLN ANNUI
Nei prossimi giorni potrebbe arrivare qualche aggiustamento della
normativa a proposito della tipologia di banche e di emissioni soggette
all'obbligo di presentazione di un prospetto.
La Consob infatti ha avviato lo scorso 21 aprile una consultazione con
il mercato per valutare se escludere da tale obbligo quelle banche,
evidentemente di piccole dimensioni, che emettono obbligazioni per un
ammontare inferiore ai 50 milioni di euro l'anno, precisando anche se i
50 milioni si riferiscono alle sole obbligazioni a tasso fisso o se sono
comprensivi anche ad emissioni strutturate.
Il termine ultimo per la presentazione delle osservazioni era ieri e una
risposta Consob è attesa nei prossimi giorni. Se venisse applicata
questa esenzione "il numero di banche soggette si ridurrebbe da 600 a
circa 300-350" ha detto Santececca.
Con la stessa consultazione Consob ha raccolto le opinioni su una
possibile esenzione per le emissioni di certificati di deposito.
Chiarito il fatto che le banche dovranno presentare due tipi di
documentazioni, una per l'emittente, l'altra per le emissioni.
"Ci troviamo davanti a un approccio diverso rispetto a prima, quando
alle banche bastava presentare un foglio informativo a Bankitalia"
osserva Santececca. "In quel caso si trattava di soddisfare solo le
normative sulla trasparenza bancaria in quanto le emissioni erano
considerati strumenti di raccolta. Ora invece, a seguito alla nuova
normativa, si sottolinea il caso della sollecitazione del pubblico
risparmio e quindi la necessità di un prospetto informativo".
PER BANCHE OPPORTUNO INVIO DOCUMENTI A CONSOB GIA' DA ORA
Per l'emittente occorre presentare un 'Documento di Registrazione' alla
Consob e attendere la sua approvazione che potrebbe arrivare entro 20
giorni, salvo rinvii per la richiesta di ulteriori informazioni. In
questo documento occorre fornire tutte le informazioni generali relative
all'emittente: tipo di attività, eventuali contenziosi in atto,
struttura organizzativa, dati di bilancio aggiornati.
"Sarebbe opportuno che le banche iniziassero a presentare alla Consob
questa documentazione fin d'ora, così da arrivare alla scadenza del 17
maggio con la strada già in parte spianata" dice un rappresentate
dell'Abi.
MANCANO ANCORA DETTAGLI PER INFORMATIVA SU EMISSIONI
Riguardo invece alla documentazione relativa agli strumenti finanziari
mancano ancora alcuni dettagli, soggetti a discussione tra Abi e Consob.
La banca può scegliere di presentare a Consob una nota informativa su
una singola operazione oppure il cosiddetto 'Prospetto base', una sorta
di programma delle emissioni per un arco temporale di circa un anno.
L'attenzione va soprattutto al prospetto base che dovrebbe essere una
griglia entro la quale la banca potrà muoversi successivamente e che
dovrebbe contenere la descrizione della tipologia di emissioni che si
intende utilizzare. Per la singola emissione l'emittente dovrà
presentare le cosiddette 'Condizioni definitive' con gli ultimi
dettagli, documento che andrà solo depositato in Consob.
Il nodo da sciogliere è l'equilibrio tra le informazioni da inserire nei
due documenti. "Meglio sarebbe indicare tutti i dettagli possibili già
nel 'Prospetto base' cosicchè, una volta arrivata l'approvazione Consob,
si può procedere in modo molto più snello in occasione delle singole
operazioni" dicono in una banca. Ma non sempre è possibile, soprattutto
se si tratta di strumenti strutturati.
(ndr: ecco il passaggio chiave)
*******
Le infomazioni da fornire riguardano tutto ciò che può servire al
sottoscrittore per valutare il tipo di investimento, dalla struttura del
finanziamento al rendimento offerto, da tutti i tipi di rischio connessi
agli eventuali conflitti di interesse, dal periodo di offerta
all'ammontare totale dell'emissione alla comparazione con altri titoli
simili.
*******
La preoccupazione maggiore delle banche è che la redazione di questi
documenti e l'approvazione da parte della Consob portino a un
rallentamento delle operazioni, inopportuno rispetto alle esigenze di
mercato.
La Consob tuttavia risponde che "la Commisione è abituata a questo tipo
di controllo e che ha intenzione di accompagnare l'avvio in modo che sia
lineare".
Saluti. Fred®
--
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> E di questo concetto (non del tutto vero) il sistema creditizio ha pure
> convinto a suo tempo tutte le istituzioni interessate, tanto che (fino
> al prossimo 17 maggio) non è mai esistito alcun obbligo di *prospetto
> informativo* per questo e *solo* per questo prodotto finanziario di
> investimento.
Mi spiace ma ti devo contraddire.
Dove lavoro è da almeno tre anni che ad ogni uscita di un ns. prestito
obbligazionario esce anche la relativa circolare con tanto
regolamento-prospetto infomativo-legenda-modulo di adesione e relative
note operative che ci obbligano di esporre il p.i. al pubblico fino al
momento della chiusura del collocamento, nonchè di consegnarlo ogni qual
volta ci venga chiesto.
Non mi ricordo bene da quanto tempo, ma è come minimo da tre anni che lo
facciamo.
E, credimi, ne parlo a ragion veduta perchè è una bella palla star
dietro a tutti i p.i. che devono stare esposti al pubblico....
--
"Non muoio nemmeno se m'ammazzano"
G.Guareschi - da Don Camillo
"NESSUN PERDONO" - Paolo Onofri
"Aleran" <aleran2525LEVAMIPERRISPONDERE@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:1hetyt6.8werrk13ia25gN%
> Mi spiace ma ti devo contraddire.
> Dove lavoro è da almeno tre anni che ad ogni uscita di un ns. prestito
> obbligazionario esce anche la relativa circolare con tanto
> regolamento-prospetto infomativo-legenda-modulo di adesione e relative
> note operative che ci obbligano di esporre il p.i. al pubblico fino al
> momento della chiusura del collocamento, nonchè di consegnarlo ogni qual
> volta ci venga chiesto.
magari anche di consegnarlo.......ogni qual volta il cliente lo sottoscrive,
possibilmente ritirando firma di ricevuta :-)
Tuttavia, nel caso specifico e, al dilà delle vere o presunte preoccupazioni
ABI è, a mio avviso, cibo in più per i mangiacarta (Tisanuri/Thysanura).
Sarà pertanto solo un po più voluminoso di quello attuale ed un'ingombro in
più per i clienti i quali (la maggior parte) non lo leggono.
Proprio stamane, divertendomi non poco, cercavo di convincere una cliente
non più giovincella che i titoli di stato, nonostante tutto sono ancora, a
mio parere, sicuri.
Più lei resisteva più io insistevo evidenziando, più che altro, i rischi
connessi alla scelta di un'investimento a tasso fisso (BTP), piuttosto che
variabile (CCT), in una fase di mercato caratterizzata da aspettative di
rialzo dei tassi.
Lei, che doveva investire una cifretta non proprio modesta, non voleva
sentir ragione e continuava a ripetermi, apostrofandomi ogni 5 minuti con un
"giovanotto" (ho 50 anni) che i nostri politici, siano di destra o di
sinistra.....o puffoni :-) non sono affidabili ed il debito pubblico
italiano è una bolla destinata prima o poi a scoppiare, considerando che il
malaffare, non ha bandiere.
Dentro di me mi stupivo, in tutta onestà, del ragionamento lucido di quella
vecchietta di 80 anni e pensavo che in Argentina, tanto per fare un
esempio, le sorti dei prestiti obbligazionari di una Telecom Argentina o di
un Banco Hypotecario, sono state molto ma molto migliori dei bond della
Repubblica.
Come diceva Petrolini l'Italia,culla di millenaria civiltà, è pur sempre la
patria del diritto e.......del rovescio :-)
saluti
LucaS
> magari anche di consegnarlo.......ogni qual volta il cliente lo sottoscrive,
> possibilmente ritirando firma di ricevuta :-)
Perchè, non va fatto ?
> Sarà pertanto solo un po più voluminoso di quello attuale ed un'ingombro in
> più per i clienti i quali (la maggior parte) non lo leggono.
Probabile.
E dato che so che non lo leggono, mi prendo sempre la briga di spiegare
quello che allego.
E mi prendo sovente dei bei cazziatoni dal capo perchè spiego molto e
perdo troppo tempo...
> Lei continuava a ripetermi che i nostri politici, siano di destra o di
> sinistra.....o puffoni :-) non sono affidabili
Ho la metà dei suoi anni e la penso esattamente come lei.
Ho alcuni clienti che sostengono la tesi che i titoli di stato vanno
sottoscritti perchè altrimenti lo Stato non ha liquidità per tirare
avanti.
Sarà anche vero, ma è veramente assurdo continuare a rimpinguare le
casse statali con soldi che verranno spesi malissimo.
E' ora che comincino ad affidarsi meno alla gente e più al buon senso
del risparmio e della giusta spesa.
Ed è anche ora che si inizi a sfoltire i dipendenti del settore
pubblico, attuando le stesse manovre che sono state fatte per il settore
privato.
Ho letto che nel Gruppo Intesa, per esempio, tra prepensionamenti ed
incentivi vari hanno lasciato a casa negli ultimi cinque anni circa 4000
persone.
Bene, è ora che qualche politico ne prenda l'esempio.
Personalmente mi sono stufato di andare in uffici comunali e vedere il
tipico siparietto delle due persone che lavorano e le altre otto che si
stanno grattando....
> pensavo che in Argentina, tanto per fare un
> esempio, le sorti dei prestiti obbligazionari di una Telecom Argentina o di
> un Banco Hypotecario, sono state molto ma molto migliori dei bond della
> Repubblica.
Su Altroconsumo ho letto un articolo dal titolo "Italia = Argentina tra
10 anni ?".
E mi ha lasciato di stucco leggere che in Argentina al momento del
default il debito pubblico risaliva ad 81 miliardi di dollari e che in
Italia lo stesso debito attualmente è pari a 1800 miliardi di dollari.
Come si fa ad essere ottimisti ?
> Come diceva Petrolini l'Italia,culla di millenaria civiltà, è pur sempre la
> patria del diritto e.......del rovescio :-)
Appunto....
--
"Non muoio nemmeno se m'ammazzano"
G.Guareschi - da Don Camillo
"NESSUN PERDONO" - Paolo Onofri
"Aleran" <aleran2525LEVAMIPERRISPONDERE@tin.it> ha scritto nel
messaggio
> Mi spiace ma ti devo contraddire.
Non metto in dubbio che, volontariamente, quanto affermi venga già fatto
da alcune banche, però finora non c'era obbligo di legge, in particolare
sui *contenuti* dei P.I.
Nè metto in dubbio le competenze (e l'onestà intellettuale) di tanti
bancari che, ove l'azienda lo consenta, dedicano tempo per "spiegare" al
cliente il funzionamento di un prodotto finanziario.
Mi interessava evidenziare le attuali "resistenze" dell'ABI ad un sia
pur piccolo provvedimento che va nella direzione di maggiore trasparenza
e correttezza di informazione alla clientela.
Nel concreto mi piacerebbe sapere da voi che siete addetti ai lavori se
nei vari documenti viene evidenziato, ad esempio, il rischio liquidità
tipico delle obbligazioni bancarie, soprattutto per le emissioni di
piccoli importi, che sono parecchie in base a quanto dichiarato dal
dott. Santececca dell'ABI.
L'investitore cioè è consapevole che, in caso di vendita prima della
scadenza, troverà nel 99% dei casi come unica controparte la stessa
banca venditrice? E che la formazione del prezzo in questi casi è
parecchio arbitraria e svantaggiosa per chi vende?
ps: sugli esuberi il discorso sarebbe lunghissimo ma sposo in pieno
quanto è stato detto.
Saluti. Fred®
--
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"Fred®" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:AnF6g.19844$6e2.2589@news.edisontel.com...
> Non metto in dubbio che, volontariamente, quanto affermi venga già fatto
> da alcune banche, però finora non c'era obbligo di legge, in particolare
> sui *contenuti* dei P.I.
Avrei qualche perplessità.
Ti riporto quindi le norme che regolano la raccolta in titoli di cui sono a
conoscenza citando, ad abundantiam, anche alcune circolari ABI .
- Normativa sulla trasparenza delle condizioni contrattuali (legge 154/1992
e titolo VI del testo unico bancario, d.lgs 385/1999);
- Istruzioni di vigilanza in tema di trasparenza per la raccolta in titoli
( titolo V, capitolo 3, sezione VI; circolare ABI Serie Legale n. 28 del 4
settembre 1995);
- Istruzioni di vigilanza per gli adempimenti in tema di pubblicità (titolo
X, capitolo 1, sezione II, par. 1; Circolare ABI Serie Legale n. 38 del 24
giugno 1996);
- Istruzioni di vigilanza (aggiornamento del luglio 1999) che hanno
introdotto il "Foglio Informativo Analitico (ora Foglio Informativo);
- Istruzioni di vigilanza (aggiornamento del 25 luglio 2003) che hanno
disciplinato, tra l'altro, la sottoscrizione di titoli strutturati emessi
dalla banca. "La banca deve consegnare al cliente il Foglio Informativo,
nonchè acquisire un'attestazione dell'avvenuta consegna su una copia del
Foglio Informativo stesso, che conserva agli atti" "Il Foglio Informativo
contiene informazioni sulla banca emittente, le caratteristiche
dell'emissione, i rischi dell'operazione"
> Mi interessava evidenziare le attuali "resistenze" dell'ABI ad un sia pur
> piccolo provvedimento che va nella direzione di maggiore trasparenza e
> correttezza di informazione alla clientela.
Oppure a rendere la normativa ridondante e più incomprensibile, dipende dai
punti di vista.
Dubito che le resistenze ( se di resistenze si può parlare) siano
funzionali, nel caso specifico, a conservare dei privilegi.......peggio di
così :-) ma forse solo ad evitare complicazioni francamente inutili,
secondo me.
Tu lo hai mai letto un Foglio Informativo? :-)
> Nel concreto mi piacerebbe sapere da voi che siete addetti ai lavori se
> nei vari documenti viene evidenziato, ad esempio, il rischio liquidità
> tipico delle obbligazioni bancarie, soprattutto per le emissioni di
> piccoli importi, che sono parecchie in base a quanto dichiarato dal dott.
> Santececca dell'ABI.
Le emissioni sono tutte di piccoli importi.
Parliamo mediamente di 25/30 milioni di euro e se le sottoscrizioni di un
determinato titolo non raggiungono un importo minimo, il prestito non viene
emesso.
I Fogli Informativi riportano in maniera sintetica ma francamente
comprensibile, le informazioni sui rischi dell'operazione.
Solo ai rischi è infatti mediamente dedicata una pagina intera, scritta in
linguaggio chiaro quanto basta da far scattare il campanellino anche nella
testa del mio cane.......se vogliamo parlare di bestie.
Dei vari rischi indicati (emittente, interesse ecc.) cito quello che, nello
specifico, ci interessa.
"Le obbligazioni negoziate al di fuori dei mercati regolamentati possono
presentare caratteristiche di illiquidità. La banca si impegna tuttavia a
garantire la liquidità delle obbligazioni in fase di negoziazione successiva
all'emissione, a condizioni determinate in base a criteri di mercato.
La banca si riserva inoltre la facoltà di effettuare la negoziazione delle
obbligazioni sul proprio Sistema di Scambi Organizzato che, ai sensi della
delibera Consob n. 14035 del 17/04/2003, assicura caratteristiche di
liquidità e trasparenza delle negoziazioni"
Della serie la banca non può fare il suo beneamato comodo primo perchè deve
fornire alla Consob precise informazioni sul proprio SSO e secondo perchè
la delibera del 17/04/2003, al punto 6 (Trasparenza delle negoziazioni)
stabilisce che giornalmente, all'inizio della giornata, gli organizzatori
dei SSO diffondono al pubblico un comunicato contenente, per ciascun
strumento finanziario ammesso agli scambi le seguenti informazioni relative
ala giornata precedente:
a) numero dei contratti conclusi, le quantità complessivamente trattate ed
il controvalore scambiato;
b) il prezzo minimo ed il prezzo massimo;
c) il prezzo medio ponderato;
d) il prezzo, la quantità e la data dell'ultimo contratto.
Le stesse informazioni vengono riepilogate mensilmente e trasmesse
trimestralmente alla Consob.
Se qualcuno vuole controllare ha, secondo me, gli strumenti per farlo.
Il fatto che, al di la delle tante chiacchiere, nessun caso di
malversazione sia fino ad oggi emerso, mi pare si commenti da solo.
> L'investitore cioè è consapevole che, in caso di vendita prima della
> scadenza, troverà nel 99% dei casi come unica controparte la stessa banca
> venditrice? E che la formazione del prezzo in questi casi è parecchio
> arbitraria e svantaggiosa per chi vende?
Parliamo di emissioni modeste (nulla in confronto all'emissione di un bot ad
esempio), per le quali garantire liquidità, rappresenta anche e sopratutto
un onere. Sia chiaro, tuttavia, che la banca non può applicare forbici
denaro/lettera a piacere. Piaccia o no le regole ci sono e grazie al cielo,
almeno qui, funzionano.
Poi, se ogni tanto in questo paese, si deve proprio cambiare tutto affinchè
tutto rimanga come prima :-) accomodiamoci pure in questi sterili esercizi
che personalmente giudico di onanismo mentale.
A mio modesto parere non sono queste le conquiste a favore dei risparmiatori
ed i problemi sono ben altri, come ben sanno i colleghi che ogni giorno ci
sbattono le corna :-)
saluti
LucaS
"LucaS" <LucaS@nomail.net> ha scritto nel messaggio
news:9pP6g.110915$A83.2603493@twister1.libero.it
> Avrei qualche perplessità.
[...]
Ti ringrazio per la normativa che hai citato.
Resta il fatto della assoluta *volontarietà* del tutto.
Per quanto mi risulta, fino al 17 maggio prossimo, resta valida
l'eccezione prevista dal Testo Unico Finanza, TUF:
Art. 100
(Casi di inapplicabilità)
1. Le disposizioni del presente capo non si applicano alle
sollecitazioni all'investimento:
......
f) aventi a oggetto prodotti finanziari emessi da banche, diversi dalle
azioni o dagli strumenti finanziari che permettono di acquisire o
sottoscrivere azioni, ovvero prodotti assicurativi emessi da imprese di
assicurazione.
(le "disposizioni" sono quelle appunto relative agli "obblighi
informativi" di cui all'art. 97)
> Tu lo hai mai letto un Foglio Informativo? :-)
I "prospetti" informativi relativi agli ETF, ad esempio, li conosco
ormai tutti quasi a memoria, così come quelli di molte obbligazioni
"strutturate", ecc.. Tanto mi basta, anche in ottica lavorativa :-)
Per il resto, sono d'accordo con te che questo è certamente un problema
"minore" e neanche molto sentito dalla clientela.
Ma la "resistenza" dell'ABI è sintomatica e nasce ogni qual volta
"dall'esterno" si cerca di introdurre *regole* nel settore.
Un settore che, come sai, ama tanto ma proprio tanto le
"autoregolamentazioni", del tutto fuorvianti e soprattutto fatte in
casa, inefficaci quanto i "controllori" alla Fazio.
> Dei vari rischi indicati (emittente, interesse ecc.) cito quello che,
> nello specifico, ci interessa.
[...]
> Della serie la banca non può fare il suo beneamato comodo
Mah, LucaS, avendo a suo tempo operato anche in prima persona sui
mercati (e ogni tanto lo faccio ancora), ti posso assicurare che, in
base ai Regolamenti di borsa, questa norma consente alla banca emittente
di farlo il suo comodo anche se con regole "minime" da osservare. Nel
senso (ed è normale che sia così) che in caso di necessità di vendere lo
spread tra prezzo di acquisto e vendita sarà comunque il massimo
consentito nel caso, quasi sempre certo, di obbligazione illiquida. La
banca ne trarrà un bel profitto immediato, quale unica controparte della
compravendita.
Ripeto: tutto legittimo ma è importante esserne consapevoli.
Zuppone normativo a parte ciò che andrebbe ben evidenziato al cliente è
solo il concetto, in termini chiari e semplici.
"attento risparmiatore che stai acquistando la mia obbligazione, sii
consapevole che se non la porti a scadenza e la vuoi vendere, è molto
probabile che a riacquistarla ci sia solo io banca, al prezzo di
mercato, mercato che in questo caso faccio sempre io col mio SSO,
sappilo. Hai capito bene?
Ok, allora firma qui".
:-)
Saluti. Fred®
--
Abolire l'art.118 del TUB!
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Via le banche da Bankitalia!
Il giorno Thu, 4 May 2006 20:45:52 +0200, aleran2525LEVAMIPERRISPONDERE@tin.it (Aleran) ha
scritto:
>Dove lavoro è da almeno tre anni che ad ogni uscita di un ns. prestito
>obbligazionario esce anche la relativa circolare con tanto
>regolamento-prospetto infomativo-legenda-modulo di adesione e relative
>note operative che ci obbligano di esporre il p.i. al pubblico fino al
>momento della chiusura del collocamento, nonchè di consegnarlo ogni qual
>volta ci venga chiesto.
Nel titolo V, capitolo 3, sezione 6 delle istruzioni di vigilanza della Banca d'Italia si
dice che è obbligatorio consegnare copia del prospetto informativo al cliente. E' l'ultima
riga che riproduco qui sotto. Ma la norma vale per il collocamento, non per gli acquisti
successivi. Quindi se compro dal portafoglio della banca o chiedo di acquistare
obbligazioni sul mercato, la banca non è tenuta a consegnarmi il prospetto. Ciò anche se
le sto comprando dalla stessa banca emittente. Invece, se compro in collocamento, la mia
banca deve darmi il prospetto, anche se non è quella che emette i titoli ma è solo una
delle banche incaricate del collocamento sul mercato.
SEZIONE VI
TRASPARENZA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI
Per tutte le operazioni di raccolta le banche si attengono, ovviamente, a
quanto previsto dalle norme vigenti in materia di trasparenza delle condizioni
contrattuali
(cfr. Tit. X, Cap. 1, delle presenti Istruzioni).
Esse adottano altresì tutte le misure idonee ad agevolare l'individuazione da
parte del pubblico dei diversi strumenti di raccolta. Inoltre:
— informano la clientela della circostanza che lo strumento di raccolta utilizzato
sia o meno coperto (ed eventualmente in quale misura) dalla garanzia, a favore
della banca emittente, del Fondo interbancario di tutela dei depositi ovvero
del Fondo centrale di garanzia delle banche di credito cooperativo. La
non esistenza di tale garanzia va evidenziata per iscritto nel contratto e stampata
sui titoli, ove questi ultimi non siano dematerializzati;
— provvedono a riportare sul regolamento l'eventuale esistenza della facoltà, su
iniziativa della banca emittente ovvero su richiesta del sottoscrittore, di rimborso
anticipato e le relative condizioni;
— ove necessario, provvedono a riportare sul regolamento che l'emissione avviene
senza la consegna materiale dei titoli;
— copia del regolamento deve essere consegnata all'acquirente dei titoli.
Giovanni Cenati.
--
Giovanni Cenati (Aosta, Italy)
Write to user "Reventlov" and domain at katamail com http://digilander.libero.it/Cenati (Esempi e programmi in VbScript)
--
Obbligazioni Vitamina C - Banca Intesa
adisansi@katamail.com: Buongiorno a tutti,
qualcuno conosce la composizione del titolo in oggetto?
Mi spiego meglio ... vorrei capire se i pochi soldi che vi ho
investiti sono o meno a rischio.
Grazie a tutti.
...
Investire
1
09-10-2008 19.57.58
Obbligazioni Banca Toscana
GbMax78: Salve,
da Gennaio di quest'anno la mia banca mi consiglia obbligazioni Banca
Toscana, di recente mi hanno proposto:
Tasso fisso 4,59%
Tasso variabile 4,858%
Tasso fisso a 5 anni (4,65%,...
Investire
2
01-10-2008 00.04.05
Obbligazioni Finanza e Futuro Banca
camal@inwind.it: Salve
mi è stato proposto l'acquisto di queste due obbligazioni di Finanza
e Futuro Banca
- Tasso fisso 4,20 lordo, durata 2 anni, cedola trimestrale senza
GARANZIA di riacquisto a valore 100...
Investire
3
11-10-2007 23.40.11
Consiglio obbligazioni banca
afkkk07: La banca popolare della mia provincia che ha sportelli in tutta la zona mi
ha consigliato di investire con le loro obbligazioni. I soldi rimarrebbero
vincolati per 5 anni e l'interesse del 4%...
Investire
9
15-08-2007 05.53.27
nextra e obbligazioni banca intesa
Sara: Buona sera a tutti,
mi rivolgo a voi perchè ho cercato su internet ma non ho trovato nulla di
rilevante ... ho qualche risparmio in nextra tesoreria, ora banca intesa
vuole farmi comprare le sue...