Sono veramente tanti i possessori di obbligazioni della "propria" banca,
il prodotto per eccellenza che spesso viene offerto ai
correntisti-risparmiatori.
Ebbene, chissà perché (:-), le banche finora sono state esentate dal
produrre uno straccio di "prospetto informativo" sulle caratteristiche
di questi prodotti che, oltretutto, risultano spesso poco trasparenti
(per usare un eufemismo) nella formazione del prezzo in caso di
necessità di vendere. In sostanza nella maggioranza dei casi è la stessa
banca che si propone come acquirente e "fa il prezzo", con le
conseguenze immaginabili.
Ebbene sull'ultimo "Consob Informa" (www.consob.it/newsletter), n.15
aprile 2006, si dà notizia di:
OBBLIGO DI PROSPETTO PER STRUMENTI FINANZIARI DIVERSI DALLE AZIONI
EMESSI DALLE BANCHE
Rinviando alla lettura del Bollettino, cerco di riepilogare i punti
principali:
1)entrata in vigore: 17 maggio 2006
2)l'obbligo di prospetto sussiste soltanto se il collocamento dei
prodotti finanziari in questione è realizzato mediante sollecitazione,
come definita dall'art. 1, comma 1, lett. t) del Tuf
3)la nuova disciplina non è applicabile alle offerte per le quali alla
data del 17 maggio 2006 sia già in corso il periodo di adesione.
4) circa i criteri di redazione e di formato del prospetto, la Consob
precisa che esso può essere presentato come documento unico, ovvero
composto di documenti distinti. In quest'ultimo caso le informazioni
richieste sono suddivise in:
a) il documento di registrazione: contiene le informazioni sull'emittente;
b) la nota informativa sugli strumenti finanziari: riporta le
informazioni concernenti gli specifici titoli offerti e l'operazione
c) la nota di sintesi, redatta in un linguaggio non tecnico, riporta
brevemente i rischi e le caratteristiche essenziali relativi all'emittente,
agli eventuali garanti e agli strumenti finanziari.
In sostanza, per i nuovi collocamenti di obbligazioni bancarie, dal 17
maggio prossimo la banca oltre a "suggerire" e "consigliare" (cioè
*sollecitare*) dovrà anche *consegnare* al risparmiatore quella
documentazione già prevista per qualsiasi altro strumento finanziario.
Ovvio che sarà il risparmiatore a dover LEGGERE e RI-LEGGERE... PRIMA di
comprare.
Saluti. Fred®
--
Abolire l'art.118 del TUB!
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"Fred®" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:FaQ_f.16722
> Ovvio che sarà il risparmiatore a dover LEGGERE e RI-LEGGERE... PRIMA di
> comprare.
Caro Fred, sai come la penso....se sono queste le conquiste.....
Il problema non sono i prospetti ma la cultura media del risparmiatore che
allo stato attuale lo porta a leggere con la massima attenzione solo il
bugiardino dei medicinali.
Una volta che gli hanno consegnato il prospetto e lo hanno fatto firmare per
ricevuta mi dici cosa cambia?
"LucaS" <LucaS@nomail.net> ha scritto nel messaggio
news:vrU_f.78382$PR2.1261628@twister2.libero.it
> Caro Fred, sai come la penso....se sono queste le conquiste.....
> Il problema non sono i prospetti ma la cultura media del
> risparmiatore che allo stato attuale lo porta a leggere con la
> massima attenzione solo il bugiardino dei medicinali.
> Una volta che gli hanno consegnato il prospetto e lo hanno fatto
> firmare per ricevuta mi dici cosa cambia?
So come la pensi... "quasi" come la penso io
;-)
Ma, tanto per riprendere il tuo esempio, secondo te sarebbe meglio o
peggio per il cittadino se dentro alle confezioni dei medicinali il
"bugiardino" non ci fosse?
Io continuo a credere (ingenuamente?) che il pezzo di carta è meglio
averlo che non averlo, soprattutto se, come impone la Consob, deve
essere scritto in linguaggio *non tecnico*.
E... hai visto mai che a forza di pezzi di carta qualcuno comincia a
leggerseli invece di continuare a chiedere all'oste se la minestra è
buona?
Saluti. Fred®
--
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"Fred®" :
> E... hai visto mai che a forza di pezzi di carta qualcuno comincia a
> leggerseli invece di continuare a chiedere all'oste se la minestra è
> buona?
Forse qualcuno, dopo essersi sentito dire: " Le abbiamo dato il
prospetto, l'ha letto, l'ha firmato...adsso che vuole?" potrebbe
cominciare anche a capire, non si sa nai ;-)
Si chiama (cono)scenza per esperienza, e' la scuola piu' dura
e costosa che ci sia, ma e' anche la piu' efficace ;-)
"Rataplan_plan" <Rataplan_plan@yahoo.it> ha scritto nel messaggio
news:443cf5ae$0$18288$4fafbaef@reader1.news.tin.it
> Si chiama (cono)scenza per esperienza, e' la scuola piu' dura
> e costosa che ci sia, ma e' anche la piu' efficace ;-)
Infatti. Quando si hanno gli strumenti (le "carte"), scritte in modo
*chiaro* (e vedremo se lo saranno), se non si leggono "prima" non si
avranno più motivi per lamentarsi... "dopo".
Ciò che ancora manca da noi è un messaggio chiaro e semplice, tipo
cartello a caratteri cubitali in tutte le agenzie e siti bancari, negozi
finanziari, BancoPosta e quant'altro.
"QUI SI VENDE, NON SI CONSIGLIA". Al massimo "si informa" correttamente.
E' questo che i risparmiatori italiani non hanno ancora ben incraniato.
Per moltissimi andare in banca è ancora come andare dal dottore che fa
la diagnosi e dà le cure.
La banca, per legge, ha l'obbligo di *informare*, sempre secondo legge,
e nulla di più o di meno.
Nel passato (non so se l'andazzo continua immutato) ha invece "fatto
finta" di consigliare, suggerire in modo "oggettivo", nascondendo al
cliente il mostruoso conflitto di interessi insito in ciascuna offerta
di prodotto "del momento". Ha sbagliato (spesso) e le cause vinte da
molti investitori stanno lì a dimostrarlo.
Mi auguro che le tante brutte esperienze siano di monito anche e
soprattutto a chi ha avuto la fortuna di non subirle.
Chiaro che, come tu dici, occorre "investire" del tempo per farsi un
minimo di cultura finanziaria.
Ed è questo che, colpevolmente, molta gente che si ostina a "chiedere in
banca" continua a non fare.
Purtroppo l'attuazione pratica della Direttiva UE in tema di consulenza
finanziaria *indipendente* (l'unica valida) continua a tardare e questo
impedisce a chi il tempo non cel'ha o lo utilizza diversamente di
potersi affidare ad un interlocutore valido e disinteressato.
Saluti. Fred®
--
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"Fred®" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:rwV_f.16786$6e2.15557@news.edisontel.com...
> Ma, tanto per riprendere il tuo esempio, secondo te sarebbe meglio o
> peggio per il cittadino se dentro alle confezioni dei medicinali il
> "bugiardino" non ci fosse?
Era un paragone per dire semplicemente che certe cose agli italiani
interessano molto ed altre no.
Se avessi detto il tuttosport era la stessa cosa :-)
Se, tanto per fare un esempio, in banca non si consegnano le brochures di
patti chiari informando i clienti sulle iniziative titoli a basso rischio
oppure le obbligazioni strutturate corriamo il rischio di essere messi in
croce prima dai certificatori del consorzio e poi dalle singole direzioni
del personale ma tu hai idea delle reazioni dei clienti?
Non gli frega niente a nessuno.
> Io continuo a credere (ingenuamente?) che il pezzo di carta è meglio
> averlo che non averlo, soprattutto se, come impone la Consob, deve essere
> scritto in linguaggio *non tecnico*.
Nel caso specifico il pezzo di carta c'era già da tempo e si è ritenuto
giusto variarlo.
Oltretutto il linguaggio "non tecnico" era già previsto da patti chiari
proprio per le note informative relative alle emissioni di prestiti
obbligazionari. Ora lo sancisce anche la Consob.
Diciamo che da domani tutto sarà uguale a ieri? :-)
Mi rendo conto di aver citato due volte "patti chiari" ma giuro che non l'ho
fatto per provocare :-)
Oltretutto, in proposito, sai che la pensiamo uguale.
702-0187.187 - Buone notizie per il PAULETTO
PAULETTO: e per tutti noi orfani di ADSL anche per il 2004 in attesa che il biellese
venga
interamente cablato.
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4. Il Servizio consente al Cliente di avere un...