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  #1  
Vecchio 18-10-2005, 11.41.33
Naol
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Cosa ne =?ISO-8859-1?Q?sar=E0?= delle banche tradizionali?

Visto che nessuno di noi aprirebbe mai un c/c tradizionale, e se lo fa
perché costretto da cause di forza maggiore, sta bene attento a non farsi
spennare.
Visto che lo stesso discorso dovrebbe valere anche per la maggior parte
delle persone dai 40 anni in giù.
A questo punto mi viene spontaneo farmi qualche domanda....

Tra qualche anno cosa ne sarà delle banche tradizionali?

Verranno soppiantate/assorbite dalle "nuove" banche in stile olandese?
Stanno trattando i c/c come una normale azienda tratta un suo prodotto in
fase di avanzata maturità (un cash cow), e quindi cercano si spremere
tutto quello che possono, e una volta che i volumi si saranno ridotti a
sufficienza passeranno tutte ai prodotti on line?
Oppure venderanno il settore "retail" e terranno solo il settore "imprese"
Il fatto che Banca Intesa si sia liberata di Nextra (la sua SGR) può
essere interpretato in quest'ottica di dismissione?


Saluti.


Naol.



--

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Alt 18-10-2005, 11.41.33
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  #2  
Vecchio 18-10-2005, 19.16.48
Scatenauto
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Cosa ne =?ISO-8859-1?Q?sar=E0?= delle banche tradizionali?

Naol ha scritto:

> Visto che nessuno di noi aprirebbe mai un c/c tradizionale...

Vero, ma *noi* siamo ancora pochi, ma veramente troppo pochi.

> Visto che lo stesso discorso dovrebbe valere anche per la maggior parte
> delle persone dai 40 anni in giù.

Mi piacerebbe, ma non credo proprio sia così: soprattutto considera che
fare il salto dal conto tradizionale all'on-line (soprattutto per le
persone verso i 40 che quindi all'inizio della loro attività lavorativa
hanno necessariamente aperto un conto tradizionale, non esistendo
alternative) non è sempre facilissimo (basta avere qualche domiciliazione
con enti non diffusi a livello nazionale) e per mancanza di tempo o
pigrizia si lascia lo status quo.

> Tra qualche anno cosa ne sarà delle banche tradizionali?

Si trasformeranno, pian pianino, adeguandosi alla richiesta, alla
concorrenza estera, etc... ma cascheranno sempre in piedi (basta vedere
con quanta maestria inventano sempre nuovi prodotti per quei malcapitati
che vanno allo sportello a chiedere come investire i propri risparmi).

Ci si chiedeva cosa sarebbe successo a TelecomItalia con il proliferare
dei cellulari e della concorrenza sul fisso.
Da me non riceve più un Eurocent, ma non la vedo affatto sull'orlo del
baratro.

Scatenauto



--

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  #3  
Vecchio 18-10-2005, 19.20.15
Vecchia Guardia
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Cosa ne sarà delle banche tradizionali?


"Naol" ha scritto :

> Visto che nessuno di noi aprirebbe mai un c/c tradizionale, e se lo fa
> perché costretto da cause di forza maggiore, sta bene attento a non farsi
> spennare.
> Visto che lo stesso discorso dovrebbe valere anche per la maggior parte
> delle persone dai 40 anni in giù.
> A questo punto mi viene spontaneo farmi qualche domanda....


Se per "noi" intendi i partecipanti al newsgroup potrebbe anche essere ma la
realtà quotidiana dice qualcosa di diverso. Moltissime persone, anche
giovani
non usano internet o non si fidano ad usarla e, soprattutto, sono inclini a
farsi servire piuttosto che a documentarsi e operare in prima persona e non
solo per questioni di banca. Un'altra parte che non saprei dire se è in
aumento o in diminizione non solo non vuole ma non è in grado.

> Tra qualche anno cosa ne sarà delle banche tradizionali?


Tra "qualche anno" per i motivi che ho detto sopra non credo ci saranno
cambiamenti sensibili. C'è da dire che da 10-15 anni i banchieri stanno
tentandole tutte per eliminare personale, pagarlo di meno o a percentuale e
per fare questo cercano di dequalificarlo e fargli perdere la
professionalità. Ovviamente l'impiego dei cosiddetti canali evoluti
(bancomat avanzati e internet) viene spinto al massimo però si scontra con
la realtà della spettabile clientela. Anedotto : nel 97-98 eravamo agli
inizi (in Italia) dell'era di internet, allora circolava la voce certa che i
cassieri sarebbero stati eliminati di li a poco ecc. ecc. I cassieri ci sono
ancora. Anzi se il direttore manca per un mese non succede nulla ma se manca
un cassiere un giorno si scatenano le sommosse per le code. Quindi di certo
le strutture delle agenzie si modificheranno, alla lunga di certo i cassieri
e il personale di retrosportello (dove c'è ancora) diminuirà ma non sarà da
quello che vedo una cosa che richiederà solo qualche anno. Questo a meno di
voler giocarsi magari per calcolo una parte della clientela che troverebbe
però Banco Posta ad accoglierla con tutti qui bei sportelli aperti quasi
sempre. Pare che la pensata fosse stata fatta da qualcuno qualche anno fa
con opportuno contro ordine ovviamente.

Sul lungo periodo non mi pronuncio ma tanto. come dice qualcuno, nel lungo
periodo saremo tutti morti.

>
> Verranno soppiantate/assorbite dalle "nuove" banche in stile olandese?


Cosa mi sono perso? Come sono fatte queste banche in stile olandese? Lo
chiedo perchè quelle italo-olandesi sono straordinariamente simile a quelle
nazionali.

> Oppure venderanno il settore "retail" e terranno solo il settore "imprese"
> Il fatto che Banca Intesa si sia liberata di Nextra (la sua SGR) può
> essere interpretato in quest'ottica di dismissione?
>

Secondo me quello dei privati è il settore più solido e stabile e non
soggetto agli sbalzi e alle aleatorietà di quello corporate che comunque
credo sia in generale un ramo minore delle banche italiane .
Quanto a Nextra comunque è stata
ceduta a Credit Agricole, una delle controllanti di Banca Intesa che l'ha
incorporata nella propria Divisione fondi quindi non proprio una vendita a
terzi.







  #4  
Vecchio 18-10-2005, 19.55.36
LucaS
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Cosa ne sarà delle banche tradizionali?


"Naol" <A_C@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:dj2g0d$h3r$1@news.newsland.it...
> Visto che nessuno di noi aprirebbe mai un c/c tradizionale, e se lo fa
> perché costretto da cause di forza maggiore, sta bene attento a non farsi
> spennare.
> Visto che lo stesso discorso dovrebbe valere anche per la maggior parte
> delle persone dai 40 anni in giù.


Avrei qualche dubbio sulla fascia d'età dei 40 in giù anche se concordo in
buona sostanza sulle ragioni, ovvero le spese eccessive, che sono spesso il
tema dominante di molti post.
Tuttavia tra lo spendere il giusto e l'ingiusto, due estremi di qualcosa
che nel nostro caso è indubbiamente un problema, ci sono, secondo me,
anche le vie di mezzo.
Mio cugino, 34 anni laureato in informatica, con un conto corrente on line,
l'ha chiuso tornando alla banca tradizionale.
Era andato tutto bene fin quando non ha avuto bisogno di risolvere un
piccolo problema e non riusciva a "parlare" con la sua banca o meglio, per
usare il suo linguaggio, ad interfacciarsi con un responsabile, anzichè con
un flusso di bit.
Non voglio estremizzare; è pur vero che in rare banche tipo la Gringott's il
Sig. Rossi, da anni, non è solo un numero :-) e questo ormai lo sappiamo
bene (Vinicio scherzo) ma credo, in tutta onestà, che le banche
tradizionali, un passo indietro o magari anche due, prima o poi li dovranno
fare.

> Tra qualche anno cosa ne sarà delle banche tradizionali?


Non spariranno, secondo la mia opinione ma indubbiamente il processo di
trasformazione sarà radicale ed in alcune banche è già in corso da tempo,
tanto che molti servizi sono già appaltati a ditte esterne.
Sapevi, ad esempio, che enel si occupa anche di stampare, imbustare e
spedire corrispondenza?

> Stanno trattando i c/c come una normale azienda tratta un suo prodotto in
> fase di avanzata maturità (un cash cow), e quindi cercano si spremere
> tutto quello che possono, e una volta che i volumi si saranno ridotti a
> sufficienza passeranno tutte ai prodotti on line?


Beh non ci sono solo i conti correnti ed ogni banca, comunque, sta già
spingendo da tempo per offrire l'on line ai propri clienti, con relativi
prodotti dedicati, più o meno efficienti.
C'è poi la banca che ha la piattaforma informatica da trading messa li,
tanto per fare bella figura ed altre che su tale settore hanno realmente
fatto degli investimenti e la differenza si vede.

> Oppure venderanno il settore "retail" e terranno solo il settore "imprese"
> Il fatto che Banca Intesa si sia liberata di Nextra (la sua SGR) può
> essere interpretato in quest'ottica di dismissione?


Una fabbrica prodotto propria, in generale, costa e non sempre risponde alle
attese di efficienza ed efficacia.
Attese della banca ma anche dei clienti.
Dall'aria che tira e che sento fischiare sopra le orecchie :-) direi
piuttosto che si comincia a collocare prodotti emessi da diversi
emittenti, magari anche internazionali.
La banca potrebbe anche diventare un supermercato.
Forse che qualcuno se n'era già accorto? :-)

saluti
LucaS
  #5  
Vecchio 19-10-2005, 12.25.34
Trilussa
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: Cosa ne =?ISO-8859-1?Q?sar=E0?= delle banche tradizionali?

Naol ha scritto:

> Tra qualche anno cosa ne sarà delle banche tradizionali?
> Verranno soppiantate/assorbite dalle "nuove" banche in stile olandese?


La mutagenesi piuttosto che l'incrocio....è conveniente.
Dovessero andare ad aMstERDAM!!
......si farebbero erogare qualche mutuo agevolato, e
...Ricuci e Ricuci,
aggiotaggerebbero" un bell'abito nuovo.
ciao Trilussa


--

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Tags
banche, delle, isoqsare0, tradizionali
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