Anche dopo aver visto (e sentito) l'ennesima insulsa, vergognosa puntata di
"Porta a Porta" e le "ciance" del Senatore Grillo di FI, dichiarato intimo
amico di Fazio, forse non è male "ricordare" alcune cosucce.
"I risparmiatori, per i loro soldi, cercano nelle banche adeguati
suggerimenti.... Recentemente l'ABI ha definito, con grande solennità, norme
più stringenti per assicurare la trasparenza. Non so quante volte ho già
udito questi buoni propositi, ma vediamo come hanno seguito queste direttive
alcune banche. Se vi divertite a leggere questo documento, perché di puro
divertimento si tratta, vi accorgerete che, invece di avere trasparenza, è
un trattato di burocratese bancario: si parla di diritti, norme a tutela del
cliente e anche procedure di reclamo, sicuramente già ben note ai clienti
facoltosi, ma che al cliente con pochi centinaia di euro non fanno né caldo
né freddo, e non varrebbe neppure la pena invocarle.
Le frasi contorte e sibilline non si contano, alcune sono addirittura
ridicole come "facoltizzare" gli interessi dei mutui: un verbo bancario, ma
non italiano. Altre perle, in questo documento, sono nel linguaggio
banchese," l'avvisatura", cioè quello che, noi ignoranti, chiamiamo l'avviso
di pagamento, e "la levatura", da noi detta annullamento del protesto. Ma
chi ha scritto questo documento, poi si degna almeno di rileggerlo? Quello
che invece è di una chiarezza cristallina è il costo obbligatorio di 1,80
euro di commissione, non solo per la stampa e l'invio egli estratti conto,
ma anche di tutte le lettere contabili. Il massimo poi di tutela dei conti
del cliente risiede nel tasso d'interesse offerto a chi non va mai in rosso,
che varia da 0,1 a 0,25%, mentre chi ci va viene punito, con un tasso che
varia dal 9 al 12%, tasse escluse.
Se poi vi volete divertire di più, andate a chiedere ad un qualunque
sportello bancario che cos'è l'ISC (Indice Sintetico di Costo) che è, dal 1°
ottobre 2004, il nuovo parametro che permette di confrontare tra loro i
finanziamenti bancari, per esempio i mutui, cioè l'equivalente del TAEG, e
che contiene tutte le spese connesse al prestito. Non dovrebbe neppure
essere chiesto, perché tutte le banche, dovrebbero indicarlo
obbligatoriamente e con chiarezza ad ogni richiesta di mutuo (norma
contenuta nelle disposizioni del 25 luglio della Banca d'Italia). Nessuno sa
niente e nessuno, della Banca d'Italia, ha controllato che sia reso
pubblico, come ha constatato un'indagine del "Corriere Economia". E' molto
strano che non venga applicata la stessa solerzia che si attua
nell'aumentare le spese, commissioni etc.
Ma, chiesto al dott. Roberto Nicastro, Vicedirettore Generale di Unicredito,
perché questa gestione dei prodotti finanziari non sia rapidamente
migliorata, ha testualmente dichiarato che ci vuole più tempo, "perché i
prodotti finanziari sono più difficili da vendere delle uova". Forse il
dott. Nicastro non si è accorto che noi andiamo in banca, non per comperare
uova - perché sappiamo dove comperarle - ma prodotti della banca. E se i
loro dipendenti solo con il tempo potranno passare dal livello di
professionalità di chi vende le uova ad un livello adeguato ai prodotti
finanziari, allora capisco tutto quanto sopra rilevato.
Le nuove regole di trasparenza non fanno ritornare un soldo indietro ai
correntisti. Infatti non si parla, e nemmeno si anticipano, le norme europee
del 2004, che decretano la morte delle spese di chiusura conto, non si parla
della eliminazione di tutta la zavorra delle bollette, che impediscono di
fatto al correntista di cambiare agevolmente banca. Non si parla della
surrettizia reintroduzione del costo del libretto di assegni, non si parla
delle commissioni aggiuntive, applicate solo in Italia, e poste sugli
assegni in euro emessi nella comunità europea. Credevamo di essere nel
mercato unico e invece non è vero.
Tra le promesse contenute nelle direttive ABI di trasparenza, dette Patti
Chiari, vi sono "concessioni" che hanno veramente del grottesco, se non
della presa in giro. Pensate che, via telefono, sms o internet, potrete
sapere lo sportello Bancomat che funziona. Ma la responsabilità della
manutenzione per il funzionamento dei Bancomat non è di ogni banca, e non è
già pagato dal cliente nell'ambito delle spese generali? Perché dovrei
spendere, anche una sola lira, anche solo un' attimo del mio tempo, per
sapere se funziona? Se non funziona devo chiedere solo, ed ottenere, un
risarcimento del danno, per interruzione di servizio, e basta! Ancora, sarà
fornita una lista specifica delle obbligazioni a rischio.
Ma su quali informazioni poi viene valutato il rischio? Saranno chieste al
rag. Tanzi o al rag. Totta o al rag. Cragnotti? Che cosa ci sarebbe di nuovo
in tutto questo, se non quello che, ogni banca seria, avrebbe dovuto già
fare e non ha fatto? E qui siamo al punto. Chi doveva fare, ed è pagato per
questo, e non ha fatto. E, da che mondo è mondo, chi è a capo di tutto, e
pretende di essere pagato più di tutti, è anche responsabile di tutto,
direttamente o indirettamente, e se paga per tutti a noi non importa un fico
secco.
Chi sbaglia è pregato di togliere subito il disturbo. Questo vale per il
dott. Antonio Fazio, per il dott. Lamberto Cardia, etc. Avevano i mezzi
diretti e indiretti per tenere sotto controllo i nostri investimenti, non vi
è dubbio che non l'hanno fatto, vadano fuori dai piedi. Adesso si
preoccupano di dare avvisi e suggerimenti ai risparmiatori, di raccomandare
loro di esercitare la loro massima attenzione. No questa è una canagliata,
perché questa massima attenzione dovevano esercitarla questi signori, e
adesso non possono chiedere a noi di farlo. E se proprio fosse necessario,
allora a maggior ragione si dimostrerebbe che loro non sono assolutamente
necessari.
......non solo appare indispensabile la sostituzione alla Banca d'Italia del
suo attuale capo, ma sarebbe dovuta avvenire già, perché il nostro non è
nuovo a casi simili, anche se più modesti, a quelli di Parma ladrona.
Antonio Fazio è entrato nella Banca d'Italia nel 1993, ebbene, nel 1994-1995
fu scoperto dalla Magistratura, che la Banca Provinciale di Napoli aveva
prodotto falsi in bilancio e false comunicazioni sociali. Ma la scoperta non
fu della Banca d'Italia , ma di una semplice azionista, Flora Benedice, e
altri piccoli azionisti, che denunciarono questi fatti in una assemblea.
E neppure l'ABI si era accorta di nulla. Una semplice coincidenza vuole che
il presidente dell'ABI dal 1992 al 1998 , Tancredi Bianchi, sia stato anche
presidente della Banca Provinciale di Napoli fino al 1996, e tutto questo,
stranamente, avvenne a dispetto dei cosiddetti controlli della Banca
d'Italia, sotto il governo di Antonio Fazio. Inoltre, dal 1995 al 1996,
quando la banca fu acquistata dalla Credem, ci si trovò di fronte a vari
scandali finanziari come al caso della Curia Vescovile di Napoli, al caso
Ferlaino, presidente della Napoli Calcio, tutti debitori di particolarissimo
riguardo della stessa banca. La procura accertò la gestione allegra dei
creditori, la sottostima delle sofferenze, perdite rilevanti sui crediti
tenute nascoste, documenti contraffati e presi per buoni dalla vigilanza
della Banca d'Italia.
Tutto questo oggi non mi pare nuovo. Insomma tutto già visto, ma tutte
queste disavventure, imperfezioni, omissioni, nulla hanno suggerito ai
responsabili sopra citati che nulla hanno fatto perché non si ripetessero. E
allora come si può continuare a dare credito a questi personaggi, che non
sanno neppure fare tesoro delle esperienze negative del passato? Il
meccanismo creato dalle banche europee concede solo a loro il monopolio di
revocare il mandato di un banchiere centrale chiacchierato.
Ma è tutto da ridere, perché un campione dei banchieri chiacchierati è oggi
proprio il capo della BCE, cioè J. Claude Trichet. Questo signore , capo
della banca centrale di Francia dal 1993, è stato rinviato a giudizio per lo
scandalo del Credit Lyonnais. Il 31 Maggio 1999 la procura di Parigi ha
demandato al giudice curatore dell'inchiesta Philippe Courroye la
decisione - che è stata presa - di portare Trichet davanti al tribunale, per
chiarire il suo ruolo nelle irregolarità contabili scoperte quando era
direttore del Ministero delle Finanze Francese. Nell'aprile 2000, Trichet
aveva personalmente annunciato di essere indagato e accusato per mancato
controllo e false informazioni, sui bilanci del Credit Lyonnaise degli anni
1991-1992, prima che la banca annunciasse il fallimento più grosso della
storia di Francia. Oltre a Trichet, erano coinvolti sia il Presidente
dell'istituto, sia Jacques de Larosiere, a quel tempo Governatore della
Banca di Francia.
Nel 1998, Trichet era già stato designato alla successione di Wim
Duisenberg, almeno attuando una staffetta che prevedeva il suo insediamento
dopo i primi quattro anni di governo di Wim Duisenberg. Ma dopo le
dimissioni anticipate di quest'ultimo, fu confermata la successione di
Trichet, e il suo rinvio a giudizio venne insabbiato. Tutti zitti, tutte le
bocche cucite. Ebbene, con questo meraviglioso curriculum oggi Trichet è a
capo della Banca Centrale Europea. A questo punto, forse il curriculum di
Antonio Fazio sarebbe più meritevole di procurare anche a lui un'immediata
promozione.
Dopo tutto questo, non è forse giunto il momento che il parco buoi cominci a
prendere almeno a cornate chi se lo merita?"
Tratto dal messaggio P8F_e.42449$TR5.12858@news.edisontel.com di Fred®:
> ... nel linguaggio banchese ... "la levatura", da noi detta
> annullamento del protesto.
Veramente, "levare un protesto" vuol dire *attivare* un protesto, non
annullarlo ...
Ciao ciao.
--
Vinicio Loncagni
Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
Gringotts Bank LTD, Diagon Alley. http://tinyurl.com/cwf4r
... tratta di soldi e spero vi interessi ...
"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
> Veramente, "levare un protesto" vuol dire *attivare* un protesto, non
> annullarlo ...
Hai ragione.
A dimostrazione che un documento sulla "trasparenza", anche ad uso del
pubblico indistinto, dovrebbe essere scritto in modo "trasparente",
altrimenti il "non bancario" non ci capisce una cippa.
Vedi anche i famigerati "annunci" delle banche in GU che, avendo tra l'altro
per destinatari proprio la clientela (nonni compresi) sono la chiara,
evidente, clamorosa dimostrazione della malafede delle banche (altro che
trasparenza) le quali con questo infimo espediente del "banchese" riescono
anche in questa occasione a mantenere quella voluta *opacità* nei rapporti
con il cliente, più volte ricordata.
Il fatto che perfino il Governo usi tali mezzucci nei rapporti con i propri
cittadini (vedi Ministero del "Welfare", le pandemie, le "percezioni", le
esdebitazioni, ecc. ecc.) non la ritengo una giustificazione, anzi...
:-)
Re: Fazio Go Home - Alcuni =?ISO-8859-1?Q?perch=E9?=
Fred® ha scritto:
> non italiano. Altre perle, in questo documento, sono nel linguaggio
> banchese," ............
> ......Credevamo di essere nel
> mercato unico e invece non è vero.
> .... Che cosa ci sarebbe di nuovo
> in tutto questo, se non quello che, ogni banca seria, avrebbe dovuto già
> fare e non ha fatto? E qui siamo al punto. Chi doveva fare, ed è pagato per
> questo, e non ha fatto. E, da che mondo è mondo, chi è a capo di tutto, e
> pretende di essere pagato più di tutti, è anche responsabile di tutto,
> direttamente o indirettamente, e se paga per tutti a noi non importa un fico
> secco.
> Chi sbaglia è pregato di togliere subito il disturbo. Questo vale per il
> dott. Antonio Fazio, per il dott. Lamberto Cardia, etc.
Non è esatto; ai tempi di Spaventa la Consob era una congrega di
fiancheggiatori tale e quale come ai tempi di Cardia.
Cardia non ha fatto nulla di speciale per istruire il personale a prendere
per i fondelli i risparmiatori che reclamano furti, ladrate, inganni e
porcherie al
erano gìà tutti ben preparati ed efficienti, e non solo i dipendenti......
anche i consulenti esterni.
Per quanto riguarda poi la l'Ufficio Vigilanza Banca d'Italia, la cui
competenza relativa a
""coglionare con arroganza e imbrogliare le carte dei malcapitati
correntisti bancari""
è ben nota per la sfacciata caparbietà e determinazione alla fregatura
istituzionale di questo organo.
E mi piacerebbe tanto capire, dato che l'immenso apparato istituzionale
italico da questo tasto
------------------------"non ci sente"....----------------------------
ma ai tempi di Ciampi, dato che l'istituzione in oggetto era certamente
rispettabile, la prostituzione dell'itituto di controllo si svolgena al
chiuso a all'aperto?
E' certo che l'Italiano che ha provato la disavventura di chiedere
giustizia a questi due organi "istituzio-associazionali ermafrodite ed
ingorde", ha vissuto con amarezza una vicenda alla "Renzo Tramaglino", ma
con una differenza:
Renzo sapeva da sempre, di avere a che fare con degli sbirri prepotenti,
non ha provato anche l'amarezza e l'umiliazione di chi è stato
ignobilmente "istituzionalmente imbrogliato", e da buon ed obbediente
cittadino, credendo nelle istituzioni......
si è trovato a chiedere giustizia e protezione a DON RODRIGO.
Con la menata del "volemose bene", c'era cascato come un piccio!
> Dopo tutto questo, non è forse giunto il momento che il parco buoi cominci a
> prendere almeno a cornate chi se lo merita?"
Vuoi dire
l'"Associazione a delinquere" Banditalia ed il
(C)onsorziio (O)norabili (N)ostrani (S)birri (O)mologati (B)anchieri.
Da alcuni giorni....
=?utf-8?Q?l'orsotoro=C2=AE?=: ....il benchmark di riferimento del ns derivato è il cambio €/$....un
recupero dell'euro ci spinge al ribasso.....viceversa un recupero del
dollaro ci spinge al rialzo.....al momento è a 1.1772...
Borsa
5
25-11-2003 11.36.44
ecco perchè fazio nn controlla il sistema
Scotmai: La Padania 2-11-2003 p. 1 e p. 3
Pag. 1
Banche: ecco perché Fazio non controlla il sistema
Come mai Antonio Fazio, il governatore di Bankitalia che dovrebbe
essere il vigilante "censore"...
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1
07-11-2003 00.33.07
ecco perche fazio nn controlla il sistema
Scotmai: La Padania 2-11-2003 p. 1 e p. 3
Pag. 1
Banche: ecco perché Fazio non controlla il sistema
Come mai Antonio Fazio, il governatore di Bankitalia che dovrebbe
essere il vigilante "censore"...
Borsa
3
06-11-2003 21.49.08
Perchè Fazio non risponde...
Carmine: .... Alle domande di Staffelli???
Domande che immagino molti italiani vorrebbero fare al governatore di
Bankitalia