Perdonatemi, ma sento il bisogno di postare ancora sull'argomento in
oggetto poichè le precedenti discussioni stanno shiftando verso il basso
(ovvero il dimenticatoio).
Pur essendo gravissimi i fatti che sappiamo, il Nostro resta
simbioticamente aggrappato alla poltrona, facendo precipitare nell'abisso
la stessa credibilità della Banca d'Italia verso i nostri partner Europei
e di conseguenza nel mondo, confermando una volta di più che siamo davvero
il paese di Pulcinella.
E' scandaloso anche che, di fronte a fatti inoppugnabili, proprio perchè
registrati e quindi difficilmente travisabili, vi sia una consistente
porzione politica trasversale (ovvio che gli interessi non hanno
orientamento) che lo difende a spada tratta cercando ragione nella
legittimazione o meno delle intercettazioni e altri cavilli quando invece
si dovrebbe procedere d'ufficio anche se manca il supporto legislativo
proprio per l'eccezionale gravità della cosa (i giapponesi ci
insegnerebbero qualcosa: la faccenda sarebbe gia' chiusa con un onorevole
harakiri tra la soddisFAZIOne di tutti).
Va aggiunto poi che un Presidente del Consiglio del quale non farò il
nome, non potendo approntare in tempi brevi un decreto salva-Fazio (la
Sardegna lo attende e questo *fastidio* proprio non ci voleva), suggerisce
di lasciare passare del tempo, magari riparliamone a Settembre, vi va? Nel
frattempo speriamo che accada qualcosa in Italia da far dimenticare il
tutto, cavolo, un paio di bombe sarebbero proprio l'ideale. In mezzo a
farneticazioni tipo "l'undici settembre italiano", "l'Italia non si farà
intimorire", "mai più un <inserire qui la data>" e tutti gli altri slogan
già pronti sulle rotative da avviare, dimenticheremmo presto la faccenda
menre il Nostro escogiterà qualche sistema per mantenere un profilo basso
(leggi: farsi più furbo) e continuare a fare quello che ha sempre fatto.
Scusate lo sfogo (tuttavia non mi sento affatto meglio).
"Scatenauto" <imbolito@tariffenet.it> ha scritto nel messaggio
news:dcfkmh$r92$1@news.newsland.it...
> Perdonatemi, ma sento il bisogno di postare ancora sull'argomento in
> oggetto poichè le precedenti discussioni stanno shiftando verso il basso
> (ovvero il dimenticatoio).
>
Non mi è mai andato giù e gli episodi di questi giorni ne sono la conferma.
Come si fa ad avere un incarico senza scadenza? Nemmeno il Pres. della Rep.
arriva a tanto (che è la massima carica dello Stato).
Fazio avrebbe dovuto dimostrare imparzialità (nelle note vicende di
acqusizione di questi giorni) e il comportamento che è avuto è assolutamente
inammissibile.
Ecco per l'Italia va a picco. In Italia non c'è l'interesse in nome del bene
"comune".
Comunque per le vicende di questi giorni, i paesi esteri hanno diffuso la
notizia facendo proprio dei bei commenti.
Ricordiamoci anche la vicenda Parmalat, dove Fazio ne è uscito incolume.
"Scatenauto" <imbolito@tariffenet.it> ha scritto nel messaggio
> E' scandaloso anche che, di fronte a fatti inoppugnabili, proprio perchè
> registrati e quindi difficilmente travisabili, vi sia una consistente
> porzione politica trasversale (ovvio che gli interessi non hanno
> orientamento) che lo difende a spada tratta cercando ragione nella
> legittimazione o meno delle intercettazioni
[...]
Penso che la cosa migliore da fare (l'unica che si può fare qui) sia
"informazione" sui *fatti* concreti, anche per chi i giornali non li lègge.
Tutto quanto segue in questo e nei prossimi post che accoderò al thread è
tratto da "Il Sole24Ore".
A mio avviso le intercettazioni parlano da sole ma se qualcuno vuole
commentare...
Ok, partiamo dal "Titolo" e dal fatto, importante da sottolineare, che le
intercettazioni MAI hanno riguardato le linee del Governatore, bensì le
utenze di Fiorani e Gnutti. Il Magistrato non poteva certo sapere in
anticipo *chi* sarebbero stati gli interlocutori dei due.
========
"Fiorani, Gnutti e i pattisti: una scalata dì telefonate sospette
Ore 0,12 del 12 luglio, chiama Fazio: «Ho firmato...»"
Il Sole-24 Ore pubblica il testo delle intercettazioni che hanno indotto la
Procura della Repubblica di Milano a disporre un decreto di sequestro
preventivo delle azioni azioni ordinarie AntonVeneta di proprietà o nella
disponibilità di una serie di protagonisti dell'inchiesta.
L'indagine è partita alla fine di aprile del 2005 a seguito di una denuncia
presentata da un legale nell'interesse di Abn-Amro.
E un contributo particolarmente rilevante per la ricostruzione del quadro
delle complesse operazioni che hanno caratterizzato la vicenda AntonVeneta è
venuto dall'uso delle intercettazioni telefoniche.
La possibilità di utilizzare questo strumento è legata al recepimento nel
nostro ordinamento delle regole europee sul market abuse avvenuto con la
legge 62/2005 (la legge Comunitaria).
Le disposizioni introdotte dalla Comunitaria prevedono, infatti, un massimo
di sei anni di reclusione per una serie di reati previsti dal Tuf.
Misura che ha aperto la strada alle intercettazioni.
La nuova disposizione, inoltre, ha carattere processuale: da qui la sua
applicabilità immediata.
Lo strumento, secondo la Procura, si è rivelato di grande efficacia perché
ha permesso di precisare le circostanze di una serie di episodi di insider
trading e manipolazione del mercato già verificatisi e di cogliere altri
episodi proprio mentre si stavano svolgendo.
==========
Dal prossimo post si riportano le intercettazioni.
"Fred®" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
> Dal prossimo post si riportano le intercettazioni.
=======
Le intercettazioni sono state attivate in data 24 giugno 2005 (su utenze di
Fiorani e Gnutti), in un momento in cui si incrociano molteplici eventi,
tutti di rilievo, che hanno richiesto un frenetico contatto tra i soggetti
coinvolti, persone distanti l'una dall'altra, con la necessità di spostarsi
continuamente sul territorio per incontrare esponenti bancari e finanziari,
per mettere a punto operazioni contrattuali di notevole complessità (si
tenga conto che la capitalizzazione di AntonVeneta è di gran lunga superiore
rispetto a quella di Bpi); frequenti sono stati, poi, i contatti e le
convocazioni delle autorità di vigilanza.
Pertanto, attraverso le intercettazioni, sono state acquisite le chiavi di
lettura e i riscontri della complessa attività investigativa, costituita per
lo più dall'acquisizione di documenti inerenti i fatti.
Sin dalle prime conversazioni telefoniche intercettate, è apparso che
Fiorani e Gnutti erano impegnati su più fronti: la scalata su AntonVeneta,
in principalità, ma anche quella su Bnl.
Emerge che i due sono sicuramente gli artefici degli affari in corso e Boni
Gianfranco è indiscutibilmente "il braccio destro" di Fiorani.
Costanti sono i rapporti tra gli indagati; e, in particolare, risulta
dall'intercettazione di una conference call, che ha avuto luogo il 15 luglio
2005, alle ore 15.11, l'esistenza di accordi riservati in ordine a entrambe
le scalate bancarie. In particolare si evince dalla sintesi del brogliaccio:
.....Gnutti chiama anche Stefano [Ricucci], Lonati Ettore, Moreschi e altri,
manca solo Conforte (Consorte). Parlano di Unipol e della riservatezza di
questa riunione. Gnutti manifesta l'intenzione di Unipol banca di lanciare
un'Opa volontaria su Bnl e insieme ad altre istituzioni finanziarie... cade
la linea con Stefano... Parlano di un patto parasociale che è stato
modificato e che Fiorani non ha ancora firmato, anche Gnutti se non fosse
stato modificato non lo avrebbe firmato. Parlano della relazione della
Consob dove si è parlato di Rcs e AntonVeneta. Gnutti riprende il discorso
dell'Opa su Bnl. A loro, dice Gnutti, è stato proposto di entrare nel patto
parasociale con l'acquisto del 4,99% di Bnl, prevede una call per trenta
giorni a loro favore nel caso non raggiungessero il 51% con l'Opa. L'amico
di Unipol di Gnutti non vuole pagargli tale cali perché salterebbe il prezzo
dell'Opa. Gli altri partner del patto sarebbero Deutsche Bank, Popolare di
Lodi, Popolare dell'Emilia, Credit Swiss, Dresdner e altre cooperative.
Gnutti propone la cosa con il suo parere favorevole anche se per loro è un
bell'impegno visto che servono 408 milioni di euro, hanno la finanza
sufficiente per gli acquisti. Gnutti dice che hanno là certezza che Unipol
ha trovato la finanza per l'operazione. I soggetti sono tutti d'accordo per
fare l'operazione. Gnutti fa un discorso con Stefano dicendo che in merito a
un sindacato fatto per AntonVeneta i soggetti avevano sottolineato che il
diniego a non procedere in quell'operazione era dovuto a un fattore politico
più che economico, ma si erano lasciati con la promessa che quando fosse
tutto finito ne avrebbero riparlato, si sarebbero ritrovati per far
acquisire ad Hopa un 5%. Gnutti farà circolare un pezzo di carta dove
ribadirà questo, gli interlocutori sono d'accordo anche se non si tratta di
una delibera.
Immediatamente dopo, alle ore 15.29
Fiorani contatta Gnutti, e, questi, dal tono molto soddisfatto, chiede:
«Hai visto come l'ho venduta?»
ricevendo dall'interlocutore la seguente risposta:
«Èhhh... sei stato bravissimo eh ahh (rumori di fondo: due parole
inc.li)...bene, anche perché tu hai messo praticamente in diffic.hai messo
giustamente...nelle condizioni anche di difficoltà...tutti gli altri...Oeh
ragazzi qui c'era un impegno personal (interrotto)».
Si riportano integralmente alcuni passaggi della conversazione:
(Interlocutori E: Emilio Gnutti, F: Fiorani)
E: No no, ma quello là hai visto com'era convinto!
F: Sì sì sì sì ho visto! ho visto! ho visto!
E: Adesso gli ho fatto preparare una paginetta...
F: Certo!
E:...che, senza impegno, la delego in firma tra me e te...
F: Esatto.
E:...e la..la tiene l'avvocato!
F: Ma certo! Gamno è d'accordo di far così? sì?!
E: Eh... adesso Gamno lo vedo alle sei!
F: Ecco, appunto!
E: Ma io non prendo la delibera!
F: No no lo so, lo so, lo so! No ma sai cos'è!? Anche il fatto che uno poi
possa parlare di quelle che [se eran di oggi, che poi possan dire: "Sì, è
vero, me l'ha detto!"], cioè l'importante è capire quello...
E: Ma no, ma io ho detto che era fuori il verbale eh!?
F: Sì, sì sì...no è importante! No tu dopo comunque fallo vedere per
sicurezza a Gamno e non sbagli!...
E: Sì sì sì
F: Comunque l'hai fatta benissimo...è venuta poi benissimo e tra l'altro
l'hai fatta 'na meraviglia, dal punto di vista anche di come l'hai...l'hai
spesa no!? È stata perfetta guarda, davvero!
======
(Continua...)
"Fred®" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio >
(Continua...)
Il 22 giugno 2005 il Tar del Lazio, sul ricorso presentato da Abn Antro
contro le autorizzazioni concesse alla Popolare Lodi (fino a salire al 29,9%
nel capitale dell'istituto di Padova), aveva richiesto alla Banca d'Italia
il deposito di ulteriori documenti (entro il 2 luglio 2005).
Fiorani, non appena informato dal suo legale, del provvedimento assunto dal
Tar, contatta (ore 18,56 del 24 giugno 2005) tale Cristina, poi identificata
in Cristina Rosati, moglie del Governatore della Banca d'Italia.
I due parlano delle divergenze di vedute che esistono tra lo stesso Fiorani
e tale Gigi (anche appellato Don Gigi e successivamente identificato dalla
G. di F.) in merito all'evolversi della situazione. Alla fine, la signora
Fazio e Fiorani stabiliscono le modalità di un appuntamento telefonico tra
quest'ultimo e il Governatore.
Poco dopo (ore 20.13), Fiorani contatta Gnutti, per ragguagliarlo della
situazione. Si capisce che ha parlato con il Governatore; risulta, poi, che
Gennaro (identificato in D'Amico Gennaro, dirigente Bpl, già funzionario
della Banca d'Italia) è "l'uomo di Bpl presso la Banca d'Italia" : è lui che
tiene i rapporti con Frasca Francesco (responsabile della Vigilanza in Banca
d'Italia) e con i funzionari dei servizi della Vigilanza.
D'Amico fornisce indicazioni a Fiorani su come dovrà muoversi e lo aggiorna
degli "umori" che riesce a percepire.
Con telefonata del 27 giugno 2005, ore 21.40 Fiorani parla, prima alla
Signora Fazio, poi al Governatore della "ostilità" manifestata, nei suoi
confronti, dalla Consob che - a suo dire - farebbe ostruzionismo.
In ogni caso:
II 28 giugno 2005 la Consob autorizza Bpl alla pubblicazione dell'offerta
pubblica di acquisto e scambio sulla totalità delle azioni AntonVeneta.
A questo punto, l'attenzione di Fiorani e degli altri si concentra - si
potrebbe dire unicamente - sull'autorizzazione di competenza di Banca
d'Italia.
Il Tub sottopone a preventiva autorizzazione della Banca d'Italia l'acquisto
di determinate quote di partecipazione nel capitale delle banche o comunque
l'acquisto di partecipazioni che comportino il controllo delle stesse.
I criteri per il rilascio dell'autorizzazione sono fissati dagli articoli 19
e 53 Tub:
- l'articolo 19 Tub richiede la sussistenza di condizioni atte a garantire
una gestione sana e prudente della banca;
- l'artìcolo 53 Tub richiede la sussistenza di adeguati coefficienti
patrimoniali.
Precipua necessità di Bpl era quella di mantenere il c.d. patrimonio di
vigilanza nei limiti richiesti dalle norme in materia.
All'uopo, sono state ideate e realizzate varie operazioni finanziarie, da
segnalarsi, oltre che alla Banca d'Italia e da diffondersi al mercato, come
da comunicato del 1° luglio 2005.
In particolare, nel suddetto comunicato, si dà atto che il consolidamento
della struttura patrimoniale al 30 giugno 2005 è stato conseguito attraverso
una serie di operazioni... tra le quali rientra la cessione avvenuta in più
tranches di quote di minoranza e comunque tali da consentire al gruppo Banca
popolare italiana di mantenere il controllo di diritto delle società
partecipate, per un ammontare complessivo pari a oltre 1 miliardo di euro.
Le operazioni, regolate contabilmente in linea con i valori di carico a
bilancio delle cedenti, e pertanto senza comportare significativi utili o
perdite a conto economico, sono state realizzate attraverso la stipulazione
di contratti con primarie istituzioni finanziarie internazionali e si sono
concretizzate con la cessione di partecipazioni di minoranza delle seguenti
società... Efibanca, Banca Popolare di Cremona, Bpl Ducato, Bpl Network,
Banca Popolare di Crema, Bpl Immobili Strumentali, Bpl Real estate, Cassa di
risparmio di Iucca, Cassa di risparmio di Pisa, Cassa di risparmio di tevomo
e Cassa di risparmio di Bollano.
Le operazioni di cessione si inseriscono in un disegno strategico di ricerca
di partner istituzionali che possano apportare risorse di capitale,
commerciali e di know how.
Al fine di consentire, comunque nel tempo, a Banca Popolare Italiana di
valutare il gradimento sui futuri partner, si è ritenuto opportuno stipulare
contratti di opzione call sulle partecipazioni oggetto di cessione.
Allo stato delle indagini, particolare rilievo assume proprio la cessione di
minorities, in quanto dalle intercettazioni telefoniche e dalla lettura
della documentazione (specialmente quella acquisita con sequestro presso
Banca d'Italia), emerge, inconfutabilmente, che controparte di Bpl è,
rispetto ad alcune cessioni, lo stesso Gnutti, per il tramite di società a
lui riferibili; e si tratta di operazioni del tutto artificiose, costruite
personalmente dai due, con la struttura direttamente riconducibile a Boni.
Ne è un chiarissimo esempio il contratto Bpl - Earchimede Spa, che è stato
sottoposto a sequestro presso la Banca d'Italia.
Earchimede, è società pacificamente riferibile a Gnutti. È affidata Bpl.
Le modalità di conclusione del contratto si ricavono dalle telefonate di
seguito riportate per brani.
In data 28 giugno 2005 alle ore 11.41, Fiorani riceve una telefonata da
Gnutti il quale gli chiede «Tu vieni giù oggi ...io verrei giù così mettiamo
a posto anche... Anche il ricorso lì delle carte per Earchimede ...» e
fissano di incontrarsi per le quattro e mezza, cinque meno un quarto...
Fiorani a sua volta aggiunge «... abbiamo messo a punto tutte le cose che
servivano, per cui dovevano essere abbastanza a posto con tutto, e adesso...
grazie a te fondamentalmente anzi esclusivamente grazie a te, allora vediamo
,..».
Poco dopo, alle ore 13.11, Fiorani chiama Savaré Attilio (direttore dell'
amministrazione centrale di Bpl); nel corso della conversazione Fiorani
riferisce al suo interlocutore che si deve recare a Brescia «a parlare con
questo di Earchimede» e a tal proposito aggiunge testualmente: «Ma devo
portargli delle carte? Cosa gli porto io? Perché devo portargli delle carte?
Adesso io chiamo Belloni e faccio predisporre da lui tutte le carte che
riguardano il fido ... Eeee poi però per le partecipazioni dovresti
prepararmi o tu o Roberto un elenco di queste partecipazioni... E poi una
bozza di lettera (alcune parole rivolte al suo autista al quale chiede di
fermarsi un secondo) una bozza di lettera che è un lettera fondamentale con
la quale mettiamo in evidenza che cosa? Che ... aaa mettiamo in evidenza che
cosa? Il fatto di avere la sicurezza che dal punto di vista della della sua
adesione c'è una sua risposta per esempio all'adesione che... incomprens...
gli ha offerto capisci?».
A tale richiesta l'interlocutore risponde: «Una sorta di scambio lettera
insomma ... io scrivo e loro mi rispondono».
Alle ore 18.05 Fiorani contatta tale Giovanni, e dopo averlo salutato gli
dice «sono qua davanti a Chicco (Gnutti Ndr) allora» riceve
dall'interlocutore la seguente affermazione «... pronto tutto... e ti sta
mandando Roberto il ... il fax di tutto quanto!».
Fiorani a sua volta chiede: «bravissimo! Quindi riepiloghiamoci ... c'è una
bozza del contratto... nel quale ci sono le vostre partecipazioni...».
Sono significativi anche ulteriori passaggi della conversazione:
F: Bravissimo! Quindi riepiloghiamoci ...c'è una bozza del contratto ...nel
quale ci sono le vostre partecipazioni...
G: Esatto...
F:... poi c'è l'elenco ...
G:... una lettera di intenti...
F:... intenti... bravissimo ...
G:... che è quella che aveva dato (fon) a metà giugno ...e poi la
presentazione che facemmo a ... a maggio... quella che illustrava la
partnership tra... noi e Earchimede.
F: Bene! Però ascoltami... nella lettera di intenti cosa abbiam scritto...
che di fatto questa è una vendita pura no ... ne più ne meno? Giusto?
G: Sì... sì... sì... vendita pura ... ma con il fatto che siamo vicini
nel... nello sviluppo delle... del business delle partecipazioni ...
F: Sì...
G:... e che poi potremmo ... studiare sinergie in particolare tra Efibanca e
Earchimede per...
F: Bravissimo...
G: ... lo sviluppo industriale ... e quant'altro ... proprio per cogliere
..... le possibilità di business che man mano si presentano...
F: Bravissimo ... bravissimo ... molto bene.
G:... è impostata in questo modo.
Giovanni, dopo avere concordato con il Fiorani di presentarsi domani mattina
in banca e parlare con Facchinetti [amministratore delegato di Earchimede],
chiede come devono comportarsi in relazione all'affidamento.
Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto occorre evidenziare che Fiorani
dice a Giovanni di parlare con Belloni: «dicendo guarda... modifica
l'importo e fallo anziché di 80 milioni... fallo di 100 milioni... ... tre
mesi... Euribor +0,50...».
A tale affermazione però il Giovanni lo interrompe affermando che il
Belloni, lì presente insieme a lui, «Sta sta verificando... i limiti... di
patrimoniale... sull'operazione ...», circostanza che evidenzia come Belloni
nutra delle perplessità sull'operazione stessa; e, quando Giovanni mette in
contatto Fiorani con Belloni, quest'ultimo, a seguito di specifica domanda
«qual è il problema?» risponde testualmente «Guarda che ... eh il problema è
che ... come limiti patrimoniali di gruppo ... ieri sera ... avevan tenuto
calcolo solo dei limiti individuali... sono ... è inferiore ... adesso
stiamo facendo i conti perché ho fatto stornare la delibera quella di ieri
sera... che ...se va in porto ...lo mettiamo giù il 1 ° luglio...».
Fiorani si innervosisce con il suo collaboratore perché non si trovano
d'accordo sulla posizione di rischio della società Earchimede all'interno
del Gruppo di riferimento. Si riportano i passaggi salienti di questa parte
della conversazione:
In data 29 giugno 2005 alle ore 08.08
Emilio Gnutti contatta Fiorani commentano soddisfatti l'attività che hanno
posto in essere la sera precedente «... è venuto bellissimo, poi vedrai che
è venuto bellissimo... se l'avessimo fatta apposta non ... non si riusciva
..... non si riusciva veramente...».
I due interlocutori concludono la conversazione trovandosi d'accordo nel
fatto che Fiorani debba chiamare Gianni, riferirgli sia dell'incontro in
Consob che delle operazioni che devono porre in essere relativamente alla
società Earchimede.
A tal proposito Fiorani riferisce testualmente: «...gli dico così, gli dico
la verità.. eravamo io e te ieri, abbiamo definito un passaggio che il Fondo
Earchimede deve fare, perché lui deve un acquisto di partecipazioni
strategiche, interessanti, cose che da tempo doveva fare quindi viene
deliberata oggi l'operazione... se loro van giù, diamo disposizioni ai loro
esponenti... ti pare? Così la cosa migliore è questa qua... e dopo che l'ho
chiamato ti faccio un fischio magari...».
Nel pomeriggio, alle ore 15.10, Fiorani contatta Consorte Giovanni.
Nel corso della conversazione a un certo punto fanno riferimento a un
consiglio di amministrazione della società Earchimede, durante il quale
dovranno deliberare «un acquisto di partecipazioni nostre che sono Ducato».
Fiorani sottolinea al suo interlocutore l'utilità dell'operazione anche per
Earchimede, «sollecitandolo a dargli comunque una mano».
Fiorani: Ecco un'altra cosa! Oggi c'è un consiglio Earchimede e tu hai un
tuo consigliere dentro e anche un sindaco.
Consorte: Sì!
Fiorani: Loro deliberano diciamo temporaneamente con la T maiuscola
dell'acquisto di partecipazioni nostre che sono Ducato.
Consorte: Aspetta un secondo che non sento... deliberano?
Fioroni: Sì! Deliberano l'acquisto di due partecipazioni quota minimale di
Ducato e di e dì aspetta... Efibanca.
Consorte: Sì!
Fioroni: E vengono deliberate con o scopo di fare un 'operazione diciamo
così di...
Consorte: Ho già capito!
Fiorani: Hai già capito! Tutto lì/ Dopodiché è un'operazione che però
renderà a Earchimede 2.500.000 di fees.
Consorte: Mmmmm mmmmmm.
Fioroni: Che è l'ammontare che serve a Earchimede per avere il bilancio in
utile dopo le svalutazioni che deve fare che ha potuto fare purtroppo il
fondo là di quel di Capomolla & Company.
Consorte: Sì!
Fiorani: Quindi allora sono garantiti e un utile guadagnano te lo dico
perché se tu hai dentro uno in consiglio di amministrazione e hai un sindaco
tuo.
Consorte: Sì!
Fioroni: Se gli mandi un accenno che è tutto ok
Alle ore 17.24, Fiorani contatta Emilio Gnutti perché quest'ultimo lo aveva
chiamato in precedenza senza riuscire a parlargli; e che Gnutti lo stesse
cercando per ottenere a sua volta un favore da Fiorani lo si capisce dal
tenore della conversazione. Infatti, dopo aver fatto riferimento a
Earchimede e aver sottolineato «che la sta mettendo a posto Giovanni»,
Gnutti chiede: «Io avrei bisogno di un affidamento di 30 milioni su
Fingruppo... comprerei delle azioni Eni...» ricevendo da Fiorani la seguente
risposta: «Benissimo! Ma Fingruppo siamo già al tetto o abbiamo...
incomprens... ?».
Subito dopo, alle ore 17,29, Boni parla con un dipendente Bpl (non
identificato), al quale riferisce di essere stato contattato da Gnutti
Emilio per un affidamento di 30 milioni di euro per l'acquisizione di
azioni. Si capisce che Fiorani ha contattato, nel frattempo, il suo braccio
destro Boni, chiedendogli di «occuparsi della pratica».
Interessanti ai fini investigativi sono alcuni passaggi della conversazione,
perché permettono di evidenziare come l'interlocutore nutra diversi dubbi
sulla fattibilità dell'operazione stessa. A tal proposito l'interlocutore a
un certo punto dice testualmente: «...Perché qui siamo quiii Franco siamo
sotto tutela ormai eee adesso mi hanno chiamato mi han detto domani mattina
vogliamo fare il punto con lei però fare le irregolarità adesso mi sembra
proprio da da da fessi!».
Successivamente, parlando sempre dei rapporti con Gnutti, l'interlocutore
riferisce a Boni delle disposizioni date da Fiorani per i 100 milioni di
euro relativi a Earchimede «Ieri ha telefonato da Brescìa Giampiero ha fatto
tutto gli ha detto anche a Nando di tirare via 100 milioni da Hopa di linea
per fare l'altra lì come si chiama quella che compra la partecipazione in
Bpl Ducato in tutto lì quella roba lì».
In data 30 giugno 2005 alle ore 1028 Fiorani contatta D'Amico Gennaro, i due
interlocutori fanno riferimento a un «ultimo contratto di cessione» (proprio
quello Bpl-Earchimede).
Interessanti sono le considerazioni che fanno i due interlocutori in merito
al contenuto di tale contratto con particolare riferimento alla natura della
controparte
riportata nello stesso e le modalità con cui è stato realizzato:
Fiorani: Questo contratto è... questo contratto non è attaccabile? Io non ho
avuto tanti dettagli (incomprensibile).
Gennaro: Ehm... guarda... guarda... ehm... va bé... la..la controparte... la
natura della controparte. Però, per quanto riguarda tutti gli altri aspetti,
non emerge nulla.
Fiorani: (incomprensibile) messo dentro le scadenze, cose del genere, no?
Gennaro: No, no, no. Io l'ho... diciamo, da quello che ho visto, dando un
'occhiata, insomma, il contratto c'è... ehm... bello robusto... il problema
è se loro vanno a vede 'le... le modalità, con cui è stato realizzato e se
risulta...
Fiorani: Certo.
Gennaro: Insomma, sinceramente, è 'na cessione, a tutti gli effetti.
Fiorani: Certo. No, l'importante era quello: avere la sicurezza che fosse
una cessione a tutti gli effetti e che, soprattutto, non fosse un'operazione
che un domani, si configura come un'operazione... ehm..., hai capito?... un
ponte, no?, tanto per intenderci.
Gennaro: No, no, no, no. Ma non... non c'è nessun riferimento, guarda al put
and call, su questo. Fiorani: Ecco. Gennaro: Anzi, addirittura, ancora...
ancora, ehm... più robusto, da quel punto di vista, rispetto agli altri.
Verso sera, alle ore 18.01, sempre Fiorani contatta l'ufficio di direzione
della Banca Popolare di Lodi e chiede all'interlocutrice di rintracciargli
il presidente (Benevento).
La stessa, però, dopo alcuni tentativi riferisce «Mi ha detto Alessio che
lui è ancora dentro al Tribunale [si tratta della convocazione davanti a
quest'A.G.] lui è fuori con Conti è ancora dentro perché han voluto la
documentazione, infatti il presidente ha chiamato Macchini per questa
documentazione».
Fiorani si fa quindi passare Macchini (dipendente Bpl) e chiede: «Tutto a
posto quella delibera là, quella famosa. Tutto a posto?» e Macchini
risponde: «La sto la sto finendo che m'han portato giù una bozza del
contratto firmato ieri come Earchimede... In modo che da lì estrapolo i nomi
delle partecipazioni, i valori e poi dico quello che han detto e la faccio
fino a cento no Giampiero?... O qualcosa in più?... Cento! va bene».
Dalla telefonata del 3 luglio 2005 ore 21.58 tra Fiorani e Gnutti si
comprende che sono insorti problemi con gli ispettori della Banca d'Italia
in merito all'incidenza delle opzioni put concesse da Bpl a Deutsche Bank
nel 2003 sul patrimonio di vigilanza. In particolare, un ispettore,
particolarmente zelante, continuerebbe a chiedere chiarimenti su quei
contratti.
Fiorani, riferendosi all'autorizzazione che dovrà rilasciare la Banca
d'Italia, afferma: «eh... doveva arrivare ieri no... poi dopo......una
giornata un po' particolare
perché c'era un infiltrato dentro lì per il quale mi sono beccato ieri...
faccio fuori perchém'han tirato fuori una cosa assurda... che non è tirato
fuori sino adesso... che sono le Put sul Deutsche, noi Deutsche avevamo
fatto cinque anni fa... con un'operazione strutturata, con trecentomilioni
di euro di Put derivanti dalla operazione di quotazione degli
investimenti... questa Put scade nel duemiladieci... allora ho chiamato il
numero uno... per potermi confrontare, lui è chiaramente in imbarazzo, ho
detto "senti un po' una cosa, non possiamo mica scherzare col fuoco...
domattina io mi incontro coi tuoi uomini"... "posso capire le sue ragioni e
le tue ragioni per il fatto di lasciare in giro un pezzo di carta firmato da
questo qua... che è un funzionario tra l'altro nuovo, che dice... dice
apertamente che lui non è d'accordo per queste... queste motivazioni non sia
certamente una bella cosa in questo momento... però, caro mio, qui a questo
punto ognuno si prenda le proprie responsabilità"».
La telefonata si conclude con Fiorani che riporta a Gnuttì il colloquio
avuto con il Governatore e anche con la moglie, signora Cristina, in merito
al discorso fatto in precedenza circa il comportamento dell'ispettore della
Banca d'Italia presso la Bpl.
I predetti coniugi, secondo quanto riferito da Fiorani, avrebbero cercato di
calmarlo dicendogli «vai avanti domattina, stai tranquillo, stai sereno,
calma calma calma...».
(Continua...)
Il 5 luglio 2005 Abn-Amro richiede alla Consob di poter prorogare il periodo
di offerta sul 100% di Antonveneta rispetto alla scadenza del 6 luglio 2005.
In tale data alle ore 13.13 Fioranì, dopo aver parlato con il suo
collaboratore Mondani e con un soggetto della Banca d'Italia, tale Cimino,
chiede al Governatore di poterlo incontrare.
Il Governatore gli dice che può andare da lui verso le 15,00/15,30 «...se tu
vieni da me verso le 3, 3 e mezza stiamo un po' un'ora due ore insieme
diciamo eh?... perché voglio vedere verificare con te una serie di cose...».
Concordato l'appuntamento il Governatore raccomanda: «allora l'unica cosa
passa come al solito dietro di là» ricevendo da Fiorani la conferma che
passerà «dal retro» «si sempre sempre guai guai guai sempre dietro allora»
Il dato significativo è che a margine dell'incontro con il Governatore della
Banca d'Italia alle ore 16.10, Fiorani contatta la Bpl e chiede a Stefano
Braschi «eh, dunque, fammi ricordare, dovresti mandare via fax in Efibanca,
io dovrei dichiararlo adesso, la delibera nostra di aumento di capitale,
quella riservata ai partners identificati come soggetti istituzionali...
ee... quella che l'assemblea ha già assunto. Perché, io cosa farò stasera?
Una lettera, con la quale comunicherò alla Banca d'Italia che, dato l'esito
positivo dell'aumento capitale in corso noi informiamo la Banca d'Italia che
attiveremo anche questa ulteriore linea già deliberata dall'assemblea, al
fine di poter collocare questa ulteriore tranche. Tu ti ricordi questa
delibera cosa identificava come soggetto di riferimento?».
L'interlocutore riferisce che «erano... era abbastanza generica (inde)...
erano partner istituzionali... poi concludeva anche con una possibile
sollecitazione ulteriore al mercato. Però diceva..partner istituzionali,
fondazioni, partner che abbiano su... concluso ... si apprestano a
concludere accordi con...con..».
Nel corso della conversazione i due fanno riferimento a varie operazioni che
dovranno porre in essere con la Gp Finanziaria, con particolare riferimento
a delle minority.
Ma quel che maggiormente rileva è che alle ore 18:26 Fiorani (verosimilmente
rimasto nei pressi della Banca d'Italia) chiama di nuovo Stefano, e facendo
riferimento ai rapporti con la società di Gnutti, Earchimede, gli chiede di
predisporre della documenazione utilizzando la carta intestata della Gp
Finanziaria:
«Stefano scusa allora la prima lettera va bene già corretta integrata tutto
quanto la carta intestata alla (incomp.) la seconda cosa mi è venuta in
mente questa idea per non cambiare il contratto originario che già ha
firmato Chicco e che in realtà noi abbiamo già diciamo come come regolarità
già consegnato anche a loro se non ricordo male no? Allora perché non
facciamo una lettera in cui diciamo che è Gp Finanziaria che scrìve a noi tu
hai ancora tra l'altro le carte di la carta diciamo così originale di Gp
Finanziaria sì?... ecco la bozza potrebbe essere questa no eh spettabile
Banca Popolare Italiana eh eh uguale tutto (incomp.) facciamo seguito ...tu
hai davanti la bozza di lettera ... se la prendi un attimo si... questo
contratto quel contratto firmato con loro (incomp.) quando ieri?... ieri
quindi è credibile che oggi loro ci mandino un'altra lettera con cui dicono
quindi in data oggi facendo seguito ali'accordo stipulato in data facendo
seguito, anziché(incomp.), all'accordo stipulato in data... 27 in data 4.
Nel corso della conversazione Fiorani sostanzialmente detta al dipendente
Bpl il contenuto della lettera che Gp Finanziaria avrebbe dovuto trasmettere
alla banca.
Nella documentazione sequestrata presso la Banca d'Italia è stato, in
effetti, rinvenuto tale contratto, pervenuto alla Segreteria Vec della
Vigilanza della Banca d'Italia in data 6 luglio 2005; il contratto, però,
reca la data del 28 giugno 2005, mentre la conversazione sopra riportata
dimostra che gli atti sono stati formati solo successivamente.
Alle ore 18:43 Fiorani entra di nuovo in Banca d'Italia ed entra senza
presentarsi in portineria. Dal contenuto della conversazione intercettata
sulla sua utenza si evince che Fiorani chiama una dipendente, perché avvisi
il portiere, al quale passa, poi, materialmente il proprio cellulare e lo
mette in contatto con la sua interlocutrice e questa dice testualmente: «...
pronto pronto può entrare il collega lo stiamo aspettando?»
Alle ore 22:34, Fiorani contatta Gnutti e gli dice di averlo disturbato (a
quell'ora) per chiedergli «... una cortesia ultima anche questa... allora
siccome ci sono da definire quei cento milioni di... inde... vediamo come
incontrarci perché poi io vorrei fare ... vorrei fare ... non più l'opzione
ma un contratto definitivo di cessione... con pagamento differito, per cui
diciamo non è... non è necessario fare subito il pagamento adesso, anzi non
si farà proprio così, ti dirò domani a voce perché... e... però fondamentale
è questo perché deve essere fatto questo contratto ... il 28 giugno...»
Fiorani aggiunge che domani quando si incontreranno gli parlerà anche di
un'altra operazione, oltre a «questa qua dei cento» ed a tal proposito dice
testualmente: «... e ... saranno due le operazioni ... una è questa qua dei
cento, poi l'altra te la spiego a voce ma te la metto giù bene intanto... ma
è di fatto quella che ho detto oggi anche al telefono ... modificata un po'
con decorrenza ...».
La conversazione si conclude con le seguenti affermazioni di Fiorani che
dimostrano che stanno preparando il carteggio di supporto ad operazioni che
hanno già posto in essere con la società Gp Finanziaria; infatti lui dice
testualmente: «... ma vedrai... quando parte l'operazione ... quando partono
entrambe le operazioni...tutto si stempera ... te lo dico io ... sarà così
vedrai ... guarda ... e no ... e noi stiamo facendo le cose... tutte cose
stiam montando solo per giustificare una cosa che abbiam fatto in assoluta
buonafede è questa la verità del problema. Tutto è partito da lì guarda ...
però è l'atto finale perché con questo in mano abbiamo il consenso ... di
tutti quanti praticamente. Per cui domattina ci vediamo, prima puoi arrivare
e meglio è. Appena arrivi io son da te e facciamo tutt'e due le ... inc.le
..... insieme ... benissimo, con le carte Gp allora.».
Il 6 luglio 2005 la Consob proroga al 22 luglio la data di scadenza dell'Opa
di Abn Antro sul 100% delle azioni di AntonVeneta.
Il 6 luglio 2005 ore 13:11, Fiorani, dalla sua automobile, contatta un
collaboratore, e gli chiede: «... avresti la bozza che ti ha fatto avere
sempre Finocchiaro stamattina ... esatto ... è ... dove non fa mica quadrare
un passaggio ... dovrebbe essere inserita nell'ultimo Ce (Comitato Esecutivo
ndr)?... del ventisette... perché noi stamattina abbiam fatto dei... abbiam
fatto dei contratti nuovi, due contratti in particolare, che ti può dare
tranquillamente Roberto Rho, se poi lo cerchi stamattina ... : e ... se io
non ricordo male ne ho già parlato di quel Ce lì ... perché poi i contratti
li abbiamo definiti il giorno dopo e ... il ventotto e ventinove ... perché
ce n'era uno con Earchimede... poi ce n'era un altro fatto con ... Gp
Finanziaria ... e un altro fatto sempre con Gp Finanziaria che poteva
riguardare la acquisizione di azioni Lodi, però ti darà le carte e le
coordinate Roberto Rho...».
L'8 luglio 2005 viene protocollata la conclusione (negativa)
dell'istruttoria relativa alla richiesta di autorizzazione per
l'acquisizione del controllo di Bapv avanzata da BpL
Il 9 luglio 2005 alle ore 08:59 Frasca chiama Castaldi Gianni (responsabile
dei servizi Nag della Bi) e, dopo aver appreso che il suo interlocutore si
trova a L'Aquila, gli chiede «La puoi vedere questa questione della popolare
di Lodi» ricevendo dallo stesso la seguente testuale risposta: «Senti
Francesco eh... dopo che abbiamo parlato con te il documento è stato firmato
ed è definitivo, non ti è stato consegnato solo perché la segretaria era
andata via, ce l'ha Claudio in cassaforte... Quello è un... quello è un
documento che va in mano ai magistrati... ognuno si firma quello che si
sente di sottoscrivere».
(Continua...)
Gli autori del documento cui si riferiscono Frasca e Castaldi sono Castaldi
stesso e Gementi Claudio (responsabile del servizio Vec di Bi).
Come risulta dai verbali di s.i.t. di Castaidi e Clementi e dalla
documentazione acquisita, nella mattinata di sabato 9 luglio, Frasca scrive
una accompagnatoria della conclusione dell'istruttoria, evidenziando che i
servizi di vigilanza competenti non avrebbero tenuto nel debito conto il
parere elaborato dal prof. Fabio Menisi.
Il Governatore, con atto scritto, in pari data, concorda con la linea di
Frasca e rimarca l'esigenza di richiedere ulteriori pareri a consulenti
esterni.
Sempre dalle intercettazioni risultano i contatti di Frasca con lo studio
Gambino e lo studio Ferro Luzzi.
Interessante è la considerazione che fa tale Marino, interlocutore con il
quale si sente più di una volta Frasca, nel corso della giornata: «Noo no
no, se uno sa che lui ha questa idea [si parla di Ferro Luzzi], con calma se
lo fa fare lunedì anche lì le solite due, tre paginette alla Menisi e a quel
punto hai tre pareri con quattro professionisti tutti di valore e il
problema rimane quello procedurale...».
Nella stessa giornata in cui venivano sentiti Castaldi e Clemente, una volta
appreso che la lettera di autorizzazione era stata elaborata al computer da
De Polis Stefano, si convocava ad horas quest'ultimo per ottenere ulteriori
chiarimenti.
Si apprendeva, così, che De Polis era stato preallertato dal martedì
precedente e sollecitato a rimanere a disposizione nel fine settimana.
Poteva però concretamente operare solo a partire da lunedì 11 luglio, nel
pomeriggio, allorquando tutti pareri dei consulenti esterni erano finalmente
pervenuti in Banca d'Italia. A collezionarli era stato lo stesso Frasca.
De Polis ha descritto nel dettaglio le modalità con le quali ha eseguito il
lavoro, precisando anche le aggiunte e le soppressioni al testo dovute agli
interventi dei professionisti esterni.
Deve essere sottolineato che De Polis appartiene a divisione incompetente
rispetto a Bpl. Conseguentemente il definitivo "copia e incolla" è stato
eseguito sul p.c. di Trevisan, previa trasmissione del documento per e-mail.
Nella giornata successiva veniva disposto il sequestro presso la Banca
d'Italia della stampa del documento oltre a una serie di atti meglio
precisati nel verbale.
Il giorno 12 luglio alle ore 00.12 Fiorani riceve una telefonata dal
Governatore della Banca d'Italia, al quale, a seguito della sua richiesta
«ti ho svegliato?», risponde: «No, no, tut...guarda sono qui a Milano ancora
a parlare con i miei collaboratori...».
Allora il Governatore dice «Va beh, va beh...allora ho appena messo la firma
eh» ricevendo dallo stesso ripetuti ringraziamenti «Ah... Tonino, io sono
commosso, con la pelle d'oca, io ti rin......Io ti ringrazio, io ti
ringrazio... Tonino, io guarda, ti darei un bacio in questo momento, sulla
fronte ma non posso farlo... So quanto hai sofferto, credimi, ho sofferto
anch'io insieme alla struttura, ho sofferto con i miei legali e ti sono...
io prenderei l'aereo e verrei da te in questo momento se potessi guarda...».
I due interlocutori a un certo momento fanno riferimento a tale Gigi e al
fatto che lo stesso per un po' non deve parlare più della vicenda, infatti
il Governatore afferma testualmente: «No, no, no, infatti va anche detto a
Gigi, che adesso avvertiamo, di non parlarne, per un po' di giorni deve
stare lontano da qua» trovando in questo concorde lo stesso Fiorani: «No,
esatto, ci siamo capiti, bravissimo... Perché poi, ogni volta, era un
messaggio per... io non volevo che il nostro rapporto personale fosse tale
da influenzarti in qualunque cosa, il rapporto era tuo, solo tuo e di questo
il Paese oltre a Gianpiero ti saranno per sempre grati, veramente».
A un certo punto della conversazione il Governatore passa a Fiorani il dr.
De Mattia Angelo, il quale gli riferisce che «Domani noi verso le 9.00,
9.15......diamo la
notizia, dopo di che a te ti arriverà tramite Milano......perché non poteva
farsi diversamente, insomma deve arrivare... Noi te la mandiamo per fax,
gliela manderà la Vigilanza domani mattina e...».
Immediatamente dopo, ore 0.19, Fiorani comunica a Gnutti la "bella notizia".
Il 22 luglio 2005 la Consob estende il concerto a Ricucci Stefano e ritiene
l'interposizione di Generation Fun ed Active Fund.
L'esistenza del patto occulto è provato oltre che per tutto quanto sopra
esposto anche dalle ammissioni, a posteriori, dello stesso Ricucci, il quale
nel corso di diverse recentissime telefonate dice che sarebbe stato molto
meglio ammettere sin da subito l'esistenza del concerto.
La lista a parte non sarebbe stata, a suo giudizio una buona trovata, egli
era contrario: «la cosa de, a lista, famo la lista propria, famo tutte ste
c., che tanto non serve a un c. tutta sta roba, a niente, non serve a
niente, a che serve... le liste proprie... quelle stamo a fa i furbetti del
quartierino».
(Fine... salvo altre rivelazioni della Magistratura...)
[...]
> (Fine... salvo altre rivelazioni della Magistratura...)
Caro Fred® hai fatto un gran lavoro!
Immagino che molti avranno saltato a piè pari
parecchi passaggi ma quel che importa è
che di carne al fuoco ce n'è parecchia e il
quadro della situzione è ben definito per
quanto brutto sia il risultato.
Grazie Fred®, e spero che l'articolazione del
tuo intervento non spaventi chi vuole solo dare
il proprio contributo, come ha fatto Gunther II
(grazie anche a lui).
E se *qualcuno* dovesse dire: "Nessuno indagherà mai
su chicchessia, tantomeno sul Governatore della
Banca d'Italia!", vi fidereste di lui? Comprereste
un'auto usata, da lui? Ma quel che più mi preme
capire: lo avete votato una volta per dargli una chance
(del resto le alternative lo sappiamo quali erano),
ma lo votereste di nuovo?
"Scatenauto" <imbolito@tariffenet.it> ha scritto nel messaggio
> Caro Fred® hai fatto un gran lavoro!
Mio piacere :-)
In questi casi è molto facile "buttarla in politica", schierarsi contro o a
favore per puro "tifo". Siccome ci sono Ng appositi per discutere di
"politica" qui dobbiamo tutti cercare di attenerci al tema "banche", almeno
di massima.
Per dirla tutta, in estrema sintesi, personalmente non ho nulla "contro"
Bankitalia come istituzione (a parte talune regole che vanno cambiate) e
come finalità, ci mancherebbe. Così come non ho nulla contro l'ABI in quanto
associazione di categoria che assolve a compiti statutari ben precisi di
tutela degli associati.
Ma questi Organismi sono poi fatti (e condotti) da fior di professionisti
che dovrebbero però seguire le linee-guida dettate da chi gli ha conferito
l'incarico e perseguire le finalità statutarie.
Ed è proprio il "modo" di guidare la *attuale* Bankitalia e la *attuale* ABI
che non condivido proprio perché, a mio avviso, non si stanno perseguendo le
finalità dei rispettivi Statuti.
Ciò che contesto è quindi l'attuale management di vertice e non certo
"l'Istituzione" in quanto tale.
Manager di così alto livello devono capire che essere ripetutamente
"chiacchierati", a torto o a ragione poco importa, è INCOMPATIBILE con il
mandato ricevuto.
In questi casi ci si dimette *prima* e ci si difende *poi* (se ci si ritiene
"innocenti").
Non esistono alternative a meno che non si decida di danneggiare perfino
l'immagine del Paese (o del Settore) che si è stati chiamati a "servire".
Perché "costringere" a scoperchiare pentole ancora più maleodoranti prima di
andarsene in buon ordine?
Non bastano gli "echi" internazionali già suscitati e relative figuracce
dell'Italia e del suo "locale" sistema bancario?
Non bastano le centinaia di migliaia di risparmiatori "traditi" dalle banche
solo in questi ultimi anni?
Quando questi Signori decideranno che si è toccato il fondo?
VERGOGNA
Mitico: E' UNA VERGOGNA ...DOBBIAMO RITIRARE TUTTI I NOSTRI SOLDI DALLE BANCHE
E MANDARLE A QUEL PAESE .....
FINO A SABATO LEHMAN ERA ANCORA UN'OBBLIGAZIONE SICURA ...ANCHE SE
QUOTAVA GIA 90 ....IL...
Investire
3
15-09-2008 18.35.20
OT La vergogna del art.155
Jackal O': ROMA, 22 MAG- Anche a Roma, in contemporanea con altre citta' europee e non,
i genitori separati hanno sfilato in corteo a Roma. La manifestazione, con
l'obiettivo di 'tutelare i figli anche dopo...
Borsa
4
24-05-2004 09.36.04
MPS vergogna
DefConOne: E' arrivata oggi la laconica risposta da parte di Banca121/MPS in merito ai
BTPTel sottoscritti a suo tempo da mio padre.
Ovviamente la banca si dice dispiaciuta per non poter accettare il...