In questi giorni sulla stampa nazionale
sono in risalto le dichiarazioni di Berlusconi
che affermano l'esistenza di un "sommerso"
che toccherebbe il 40% del PIL nazionale.
L'aspetto riguarderebbe principalmente
professionisti e lavoratori autonomi oltre
all'esercito dei "doppiolavoristi".
La cosa non mi stupisce visto che più volte
mi sono trovato nella spiacevole (colpevole)
condizione di "compiacere" miei fornitori
astenendomi dal chiedere "ricevute" per la
prestazione "ricevuta".
In molti casi mi è stato opposto il rifiuto del
pagamento con assegno intestato
e richiesto espressamente il pagamento in
contante o, al limite, con assegno a M.M.
girato.
Mi chiedevo se, per stroncare il fenomeno,
fosse praticabile una strada che preveda
l'abolizione dei pagamenti in cartamoneta o anonimi
e invece obblighi i pagamenti esclusivamente
nominativi e con moneta elettronica.
Ovviamente la cosa non sarebbe possibile
per decreto da oggi a domani, ma potrebbe
pensarsi a una progressiva limitazione
dell'uso della cartamoneta nella vita quotidiana.
Che ne pensate?
Quali sarebbero i problemi da affrontare?
".\nto." <endler.INVALID@virgilio.it.INVALID> ha scritto nel messaggio
> Mi chiedevo se, per stroncare il fenomeno,
> fosse praticabile una strada che preveda
Anche se il Ng adatto è it.economia.fisco, IMO per "stroncare il fenomeno"
l'unica strada efficace la deve battere proprio il Governo, invece di
limitarsi a "fotografare" fenomeni noti a tutti.
"Do ut des", se lo Stato concedesse forme di deducibilità fiscale in sede di
dichiarazione dei redditi a tutta una serie di spese che "correntemente"
ciascun contribuente sostiene, si metterebbe subito in movimento il famoso
circolo virtuoso per cui il cittadino ha *convenienza* a chiedere fatture, a
pagare con assegni intestati e/o bonifici, ecc.
Ma se invece andiamo avanti con i "condoni" che premiano solo i "furbi", non
credo proprio ci siano alternative al "declino".
Tratto dal messaggio aHOue.65531$75.3264241@news4.tin.it di .
to.:
> Mi chiedevo se, per stroncare il fenomeno,
> fosse praticabile una strada che preveda
> l'abolizione dei pagamenti in cartamoneta o anonimi
> e invece obblighi i pagamenti esclusivamente
> nominativi e con moneta elettronica.
Sono in vigore da qualche anno le cosiddette "norme antiriciclaggio".
Prevedono che non si possono scambiare tra privati somme in contanti
superiori ai 12500 euro.
In breve, se dovete a uno più di 12499.99 euro, dovete fargli un
bonfico, o emettere un assegno non trasferibile a lui intestato.
Inutile dire che tali norme sono felicemente bypassate.
Quindi, non so fino a che punto sia percorribile la strada
dell'*obbligo* ...
Ciao ciao
"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:3i37m0Fjnl2nU1@individual.net...
> Sono in vigore da qualche anno le cosiddette "norme antiriciclaggio".
> Prevedono che non si possono scambiare tra privati somme in contanti
> superiori ai 12500 euro.
Avevo in mente queste norme mentre stendevo la "provocazione".
Ed è evidente, come dici tu, che è molto facile bypassare
i limiti imposti dalla normativa.
Mi chiedevo se fosse praticabile la strada che veda
progressivamente ridurre il limite a 2500 euro,
poi a 1000 euro, e poi a 100.
> Quindi, non so fino a che punto sia percorribile la strada
> dell'*obbligo* ...
Su questo chi lavora in banca è molto più ferrato di me
che invece sono un semplice cliente, in ogni modo
la cartamoneta è uno "strumento" di pagamento
"al portatore", che trà l'altro ha anche perso l'originaria
convertibilità nel corrispettivo in oro.
(Sulle banconote in euro è definitivamente scomparsa
la dicitura "pagabile a vista..." che ancora campeggiava
vicino all'immagine della Montessori)
Con le attuali tecniche non credo sia impossibile
trasformare *tutti* i pagamenti (anche i micropagamenti)
in transazioni nominative.
Ovviamente con la dovuta progressione.
Sarebbe invero necessario che ogni cittadino, o straniero
residente (con C.F.), abbia un conto corrente o di
deposito bancario o postale.
E si potrebbe ovviare alla spesa garantendo la gratuità
e l'esenzione dai bolli per il servizio minimo.
Per i minori (non emancipati) si potrebbe prevedere
che le loro spese siano collegate al conto corrente
di chi ha la patria potestà, con disponibilità e limiti
scelti di volta in volta dal "Pater familia".
Tratto dal messaggio a58ve.502$h5.24919@news3.tin.it di .
to.:
> Mi chiedevo se fosse praticabile la strada che veda
> progressivamente ridurre il limite a 2500 euro,
> poi a 1000 euro, e poi a 100.
Secondo me, no.
O, per lo meno, se il fine è questo non lo si può raggiungere con un
obbligo.
Mia sorella per ora è a Londra, a far la turista con la famiglia.
Li ho riforniti di sterline in contanti e di carta di credito.
Ebbene, mi hanno telefonato che acquistano *tutto* con la carta di
credito.
Se mostrano di voler pagare in contanti li guardano storti, non hanno
mai da cambiare... insomma fanno sempre storie.
Notare che il pezzo più grosso delle sterline è la banconota da 50, che
vale circa 75 euro.
Da noi, invece, fanno storie se uno vuole pagare la pizza con un pezzo
da 500 euro...
I negozianti e gli esercenti inglesi si fidano di più di un pezzo di
plastica,
emesso da una sconosciuta banca del nord Italia, con su una piccolissima
bandierina con scritto Visa ( o Master, non ricordo più), piuttosto che
della banconota policroma con l'effige della loro beneamata sovrana.
Non c'è nessun obbligo, ovviamente, ma lì *il mercato* si sta muovendo
nella direzione da te auspicata.
> ... la cartamoneta è uno "strumento" di pagamento
> "al portatore", che trà l'altro ha anche perso l'originaria
> convertibilità nel corrispettivo in oro.
Sarà anche vero, ma non che capisco che importanza possa avere.
Personalmente, non ho mai sentito il bisogno di andare con un mille lire
Montessori in Banca d'Italia per uscire con un microgrammo d'oro.
E se fosse possibile convertire qualche migliaio di euro con qualche
chilo d'oro... non ne capirei lo scopo.
> Sarebbe invero necessario che ogni cittadino, o straniero
> residente (con C.F.), abbia un conto corrente o di
> deposito bancario o postale.
Avere un conto corrente non è obbligatorio, ma è necessario.
Se teoricamente è possibile vivere senza, in pratica è mooolto dura.
Un ultimo appunto sull'economia sommersa.
Ha ragione Fred, e basta pensare al solo aspetto "tasse".
Una decina di anni fa, fu possibile inserire in dichiarazione dei
redditi i compensi richiesti dalle agenzie di intermediazione
immobiliare. Durò poco (qualche lobby decise che era meglio smettere?),
ma in quel periodo il loro lavoro si moltiplicò.
Da quando lo stato ha concesso gli "sconti fiscali" sulle opere di
ristrutturazione immobiliare, il fatturato di molte imprese edili è
esploso. Ma, stranamente, tali imprese non hanno aumentato personale,
non hanno acquistato nuovi mezzi... insomma, hanno proseguito come
prima. Anche se ufficialmente lavorano molto più di prima.
> Con le attuali tecniche non credo sia impossibile
> trasformare *tutti* i pagamenti (anche i micropagamenti)
> in transazioni nominative.
> Ovviamente con la dovuta progressione.
> Sarebbe invero necessario che ogni cittadino, o straniero
> residente (con C.F.), abbia un conto corrente o di
> deposito bancario o postale.
> E si potrebbe ovviare alla spesa garantendo la gratuità
> e l'esenzione dai bolli per il servizio minimo.
> Per i minori (non emancipati) si potrebbe prevedere
> che le loro spese siano collegate al conto corrente
> di chi ha la patria potestà, con disponibilità e limiti
> scelti di volta in volta dal "Pater familia".
>
Io ritengo di no.
Le casistiche che mi vengono in mente sono 2.
- Faccio un assegno intestato non trasferibile per pagare 2 caffe' e 2
paste al bar per la colazione?? e il barista per averne al disponibilita' li
deve versare (quindi non il sabato e non la domenica) e poi i soldi li avra'
in valuta dopo diciamo 3-4 giorni e disponibili tra 8. Per cui lui per 8
giorni non li puo' utilizzare e non puo' pagare il pasticcere che gli vende
le paste (sempre con assegno) tra 8 giorni il pasticcere prende i
soldi.....ecc....ecc....
Mi sembra un cappio all'economia. Senza contare la mole enorme di lavoro per
le banche (certo peggio per loro.... ), e' l'invitabile aumento dei costi
bancari. Se lavorano di piu' hanno piu' costi e alla fine chi li paga e' il
cliente.
Tutte le transazioni sarebbero schedate e registrate......troppo controllo.
Scusate ma se io vado al ristorante con l'amante e pago con assegno o
pagobancomat mia moglie mi becca.....ok questo e' un esempio stupido ma ci
potrebbero essere cose molto piu' gravi di violazione della privacy.
- Usiamo tutti il bancomat anzi pagobancomat. allora tutti dobbiamo avere
un c/c e un bancomat. Pensa quindi che io se non voglio un c/c sarei
obbligato in ogni modo ad averne uno pagandoci delle spese. La gratuita' per
legge non mi convince, non si e' mai sentito di una banca (e non solo
quelle) che lavorano gratis. Inoltre la banca non e' obbligata ad aprirmelo,
per cui io potrei, anche volendolo, non avere nessuna banca che mi apre un
conto. Senza c/c cosa faccio?? tutti assegni circolari?? e se devo spendere
300 euro il sabato???
Inoltre pensa se ci fosse un C/c di base obbligatorio per legge in quanti
passerebbero a quello estinguendo il proprio C/c ordinario, e tu pensi
davvero che un'associazione potente come l'ABI lo permetterebbe?? mi
dispiace ma non ci credo prorio.
Il collasso del moderno sistema bancario è alle porte
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I mercati azionari sono scesi bruscamente la scorsa settimana in seguito a
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