Ora tocca al senato. C'è un altro articolo fino ad ora messo in
ombra dallo scontro su BankItalia che potrebbe diventare un
ostacolo, e comunque rendere necessaria una terza lettura; è
il numero 8 che affronta l'orgomentosui conflitti tra banche ed
imprese: "cosi non và" dice già da ora il senatore di Forza Italia
Luigi Grillo, "è una norma troppo severa".
"è vero che ci sono stati casi di imprenditori che hanno
approfittato, ma nelle banche del nord la presenza di industriali
ha contribuito a rendere gli istituti di credito più efficienti", sostiene
sempre Luigi Grillo.
Sulla riforma il suo giudizio è positivo, sopratutto ora che gli articoli
che egli ha sempre contestato non vi sono più.
"si volta pagina, il disegno di legge è migliore della Sarbanes-Oxley,
americana" ha commentato sempre Grillo.
Ma sull'articolo 8 non demorde, e vi è da aspettarsi che riuscirà a
trovare il consenso di altri senatori.
L'articolo 8 della nuova riforma, sostanzialmente limita di molto
la possibilità per gruppi industruali di partecipare al capitale di banche,
e nel contempo di farsi finanziare dalle stesse, dando in pegno la propria
quota di capitale come garanzia del prestito.
Una prassi molto diffusa in italia, ad iniziare dalla Parmalat, che è bene
ricordarlo aveva una partecipazione in Mediocredito centrale, e pure in
Banca di Roma, guarda caso due banche esposte verso la stessa
Parmalat, e per la qual cosa sono state indagate. Per la Cirio il discorso
non cambia, visto che fino al 1999, la Banca di roma era socio di Cirio
in molte società del gruppo, tra cui la Brimbil.
Ma questa norma cosi come è stata indicata, a differenza del primo
momento, si è rivelata molto pericolosa, se si pensa che il prestito di
12 miliardi di euro con il quale è stato possibile procedere alla fusione
Telecom Tim, è stato erogato da un pool di banche, tra cui anche Medio
Credito Centrale (gruppo Capitalia) e Mediobanca che si sono impegnate
per 1,750 miliardi di euro ciascuna. Nel caso che la riforma passasse cosi
com'è la nuova Telecom/Tim, dovrebbe ridurre la propria esposizione
verso Mediobanca/Capitalia, a circa 450 milioni di euro complessivi, visto
che di entrambe, Pirelli è azionista.
Un altra banca che sarebbe colpita in modo pesante sarebbe la stessa
Capitalia, visto che tra i suoi azionisti annovera molti industriali, verso
i
quali per altro è esposta.
L'ABI ovviamente, e con essa lo stesso Antonio Fazio che di Cesare
Geronzi è garante ed amico, hanno già mosso le fila, e vi è certezza, che
tale norma sarà di molto ammorbidita, se non anche elimita nella prossima
lettura in senato.
Cosi, l'unica novità rimarrebbe l'obbligo dei prospetti informativi per
emissioni
bond all'estero.
Ancora, complimenti!
ciao ciao
"Bigmeme" <Bigmeme@katamail.com> ha scritto nel messaggio
news:BfhWd.1008508$35.37436656@news4.tin.it...
"cosi non và" dice già da ora il senatore di Forza Italia
> Luigi Grillo, "è una norma troppo severa".
> "è vero che ci sono stati casi di imprenditori che hanno
> approfittato, ma nelle banche del nord la presenza di industriali
> ha contribuito a rendere gli istituti di credito più efficienti", sostiene
> sempre Luigi Grillo.
hahaha!! cos'é una barzelletta?? basta guardare la ex Banca Commerciale
Italiana con Presidente Luigi Lucchini! Che scandalo!
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