Provo a dire la mia dopo aver letto interessanti e "accesi" (e meno
male!) thread su questi delicati e complessi argomenti.
1) Parmalat. In vista delle prime udienze in cui ci si comincia a
"giocare la partita" tra Bondi, imputati vari, Consob, ass.
risparmiatori e (convitate di pietra) alcune banche, la stampa ha
riacceso i riflettori. Il Sole24Ore del 2 ottobre riporta parecchie
anticipazioni e indiscrezioni e non è il solo giornale a farlo. A mio
avviso, premesso che le obbligazioni societarie (o corporate bond)
sono titoli come tutti gli altri e quindi perfettamente negoziabili
dagli intermediari autorizzati (banche, ecc.), nell'ambito delle
"regole" Consob, la questione all'esame dei giudici riguarda in
particolare *il periodo* di tempo, il momento in cui furono venduti i
bond Parmalat (in modo massiccio) da alcune banche a migliaia di
risparmiatori. Questo al fine di accertare se in quel particolare
*periodo* era più o meno possibile che quelle banche fossero già a
conoscenza di "notizie" negative su Parmalat e, nonostante ciò,
abbiano proseguito la vendita. Dall'esito di tali accertamenti
dipenderà in buona sostanza la futura sorte di tanti investitori in
bond Parmalat (ma non tutti). Per gli azionisti non credo che potranno
esserci recuperi significativi. Ovvio poi che il Commissario Bondi,
impegnato con la "nuova" Parmalat, farà comunque di tutto per
estromettere dalla maxi causa questi risparmiatori, in modo da essere
lui e solo lui a "recuperare" tutto quel che si può, salvo poi
"negoziare" lui con i risparmiatori da una posizione di forza. Inoltre
non si capisce bene che ruolo intenda svolgere la Consob (anch'essa in
teoria "truffata" dalla Parmalat). Ma questi sono "altri" discorsi che
fanno però capire quante e quali difficoltà "avvocatesche" occorrerà
superare qui da noi (negli Usa la faccenda sta andando in tutt'altro
modo, molto meglio. Se avrò tempo riferirò).
Credo che qui nessuno vuole processare le banche "a priori" e senza
prove. Diciamo che le banche negli ultimi tempi hanno fatto di tutto
per "farsi processare", con comportamenti che definire scorretti in
alcuni casi sembra pleonastico.
Il caso "Cirio", ad esempio, è stato eclatante. Grandi gruppi bancari,
affrettatisi a "rimborsare" parecchi risparmiatori (per evitare il
tribunale) hanno implicitamente ammesso le loro (evidenti) colpe. Nel
caso dei bond Cirio di dubbi ne restano veramente pochi circa la
malafede delle banche interessate. E d'altra parte personalmente
respingo l'ipotesi del singolo bancario (o di tanti singoli bancari)
che abbiano agito in malafede *di loro iniziativa*. Forse in qualche
caso il bancario si sarà chiesto come mai "proprio i bond Cirio", ma
che stesse *eseguendo* disposizioni/direttive dell'istituto di
appartenenza (magari con promesse di favolosi "incentivi")... non
avrei dubbi su questo. Ora, il caso Parmalat è arrivato a breve
distanza di tempo. Vogliamo concedere a 'sti risparmiatori già in
precedenza "pelati" un minimo di "sospetto" che si stesse ripetendo lo
stesso scenario? E' stato detto che no, che il caso Parmalat è
un'altra cosa, che le banche (italiane) sono state "truffate"
anch'esse.
Ok, a questo punto perché allora non attendere che la giustizia faccia
il suo corso? Purtroppo i tempi non saranno brevi ma se qualche banca
*sa* di essere ricaduta nel vizietto Cirio, beh, faccia attenzione
perché ora di "sensibilità" su queste cose ce n'è molta più che in
passato. Inoltre negli USA per le locali banche la faccenda si sta
mettendo piuttosto male.... da loro la Consob si chiama SEC...
tutt'altra storia :-)
2) RaiReport. Personalmente, tra le tante inchieste più o meno
"urlate" dei nostri giorni, ritengo che Report tratti con serietà le
varie problematiche, in tutti i settori e non solo per banche e
risparmio. Basti pensare che molti servizi sono "costruiti" da
giornalisti "free lance" il che dà a mio avviso una certa garanzia di
indipendenza. Cmq provate a seguire altri tipi di inchieste di Report
e vedrete che il "rigore" è sempre lo stesso. Sui "vini" ad esempio ho
di recente appreso cose che proprio non sapevo (e non immaginavo).
Per me, comunque, l'inchiesta (in tempi ancora poco sospetti) "Il
silenzio delle banche" (sul sito http://www.report.rai.it/ credo ci
sia ancora il testo) resta una pietra miliare per il "risparmio
tradito".
Ogni tanto mi vado a rileggere certe dichiarazioni, anche di ex
bancari "pentiti".
C'è veramente da dire "come siamo caduti in basso...".
Spero solo che d'ora in avanti si possa solo "risalire".
Abbiamo un solo parametro per valutare l'attendibilità
di una inchiesta ed è la disponibilità da parte
della "controparte" a rispondere ,così come fanno
in altri paesi, alle domande ,anche scottanti , del
giornalista di turno e quando i vari Benetton
(x tariffe Autostrade), Tronchetti (x canone Telecom)
ed i presidenti di ENI ed ENEL (x l'abuso di posizione
dominante) si sottraggono a quest'ultime a caldo ne traggo
le ovvie conseguenze e devo ,così come ricordava Fred,
ringraziare la redazione di Report per essere l'UNICA
a farmi conoscere l'altro lato della verità .
Qualcuno ha scritto che bisognerebbe informarsi meglio e
su più fronti
Vero come è vero che esiste il sole ma.. esiste un ostacolo
grande come una montagna ed è la mancanza totale
di inchieste giornalistiche "serie" e ben venga una trasmissione
come Report
Pertanto aspetto ,senza ansia, il giorno 8 o 15 che sia la
puntata sulle Banche
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> Per me, comunque, l'inchiesta (in tempi ancora poco sospetti) "Il
> silenzio delle banche" (sul sito http://www.report.rai.it/ credo ci
> sia ancora il testo....................................