Ho un assegno bancario del Monte dei Paschi di Siena agenzia di
Gallarate via Novara ang. Via Rusnati, di 500 €, intestato a me.
Sono andato per incassarlo al Monte dei Paschi di Siena a Como, dove
abito, filiale in Piazzale Camerlata, e non me l'hanno cambiato.
Secondo loro per farmelo cambiare devo arrivare fino a Gallarate.
Cosa posso fare?
Grazie per ogni consiglio.
> Ho un assegno bancario del Monte dei Paschi di Siena agenzia di
> Gallarate via Novara ang. Via Rusnati, di 500 ?, intestato a me.
> Sono andato per incassarlo al Monte dei Paschi di Siena a Como, dove
> abito, filiale in Piazzale Camerlata, e non me l'hanno cambiato.
> Secondo loro per farmelo cambiare devo arrivare fino a Gallarate.
> Cosa posso fare
Secondo molti sul ng l'unica soluzione è aprire
un c/c bancario e versare li l'assegno.
Puoi provare a:
1) andare ad incassarlo all'agenzia di gallarate
(per quell'iporto non dovrebbero fare storie)
2) Girarlo ad un parente/conoscente con C/c bancario
e fartelo pagare da lui.
3) Comprati un vestito nuovo e paga girando l'assegno.
4) Rintracciare chi ti ha emesso l'assegno e chiedergli
qualche altra forma di pagamento.
> Secondo loro per farmelo cambiare devo arrivare fino a Gallarate.
Se vuoi subito i soldini in mano, non c'è proprio altra soluzione.
Oppure lo puoi versare su un conto.
Se NON è non trasferibile (insomma, se è libero) puoi girarlo a qualche
conoscente/amico/parente, che ti volesse fare il favore di negoziarlo per
tuo conto sul proprio conto corrente.
Della questione se ne è abbondantemente discusso, quindi una ricerchina
nello storico del ng non farebbe assolutamente male.
A rileggere tutto il thread mi scappa quasi da ridere...
Vabbè, c'era stato anche l'intervento di troll e cacciatroll, che avevano
confuso le idee e mischiato per bene panzane e verità, e il discorso che
ne era risultato era del genere flame, alla fine... ^__^
... dovremmo pensare a scrivere le FAQ con le risposte VERE... ^__^
> A rileggere tutto il thread mi scappa quasi da ridere...
>
> Vabbè, c'era stato anche l'intervento di troll e cacciatroll, che
> avevano
> confuso le idee e mischiato per bene panzane e verità, e il discorso
> che
> ne era risultato era del genere flame, alla fine... ^__^
Ricordo bene il 3ad e il troll ma c'è sempre da dire che trovo assurdo che
un assegno non venga pagato in una filiale diversa (filiale non banca)
specie se si tengono presente i potenti mezzi che hanno le banche.
Vinicio Loncagni <mail_nel_post@nospam.it> ha scritto:
> A rileggere tutto il thread mi scappa quasi da ridere...
>
> Vabbè, c'era stato anche l'intervento di troll e cacciatroll, che
avevano
> confuso le idee e mischiato per bene panzane e verità,
Ho letto tutto il thread, che era alquanto lungo.
Vi siete scannati per bene, ho visto :-)))) !
Mi hanno risposto in un altro newsgroups, sostenendo che è mio diritto
incassare.
Non vorrei rivangare il passato, ma com'è la verità?
Grazie.
In data Fri, 23 Jul 2004 15:13:34 GMT, Anselmo ha scritto:
> Vinicio Loncagni <mail_nel_post@nospam.it> ha scritto:
>
>> A rileggere tutto il thread mi scappa quasi da ridere...
>>
>> Vabbè, c'era stato anche l'intervento di troll e cacciatroll, che
> avevano
>> confuso le idee e mischiato per bene panzane e verità,
>
> Ho letto tutto il thread, che era alquanto lungo.
> Vi siete scannati per bene, ho visto :-)))) !
> Mi hanno risposto in un altro newsgroups, sostenendo che è mio diritto
> incassare.
> Non vorrei rivangare il passato, ma com'è la verità?
> Grazie.
La verita' non e' una sola !!!!
Dipende dalle variabili.
> trovo assurdo che un assegno non venga pagato in una filiale diversa
> (filiale non banca) specie se si tengono presente i potenti mezzi che
> hanno le banche.
Mò vi dico come la penso.
I potenti mezzi delle banche ci sono, funzionano, e molto più spesso di
quanto non si creda vengono utilizzati.
La differenza fondamentale è tra DOVERE, VOLERE e POTERE.
La banca, se VUOLE, PUO' pagarti un assegno tratto su un altro sportello,
ma non è obbligata, (non DEVE) farlo.
Mi si presenta allo sportello un certo Anselmo, mai visto nè conosciuto, e
con i dovuti modi mi chiede come può fare ad incassare a Como un assegno di
Gallarate.
I "dovuti modi" non sono "Ti supplico e ti prego", ma solo un discorso del
tipo "Siamo persone civili, vediamo come si può fare".
Posso andargli incontro, e fare quello che posso per fargli incassare
l'assegno.
Il "fare quello che posso" potrebbe voler dire "lasciami qui la fotocopia
dell'assegno e gli estremi dei tuoi documenti, e passa oggi pomeriggio o
domani mattina a prendere i soldi". Se l'Anselmo che ho davanti è una
persona seria e non ha niente da nascondere, non avrà alcun problema ad
aspettare qualche ora o addirittura a ripassare il giorno dopo, piuttosto
che spararsi un tragitto Como-Gallarate-Como per incassare i suoi 500 Euro.
Se invece si presenta Anselmo/2 che pretende di incassare perchè così gli ha
raccontato il suo avvocato (e lo afferma la solita sentenza della
cassazione, ma ora non ha voglia di cercare qual è), lo mando a qual paese
direttamente senza passare dal via, e non gli pago una beata fava.
La legge assegno e anche successivi pronunciamenti della cassazione mi
autorizzano senza ombra di dubbio a comportarmi così.
Ho già scritto diverse volte che alla base di tutto c'è semplicemente una
legge assegno che risale a più di settant'anni fa, quando circolavano
pochissimi assegni e quando si facevano i conti mettendo i numeri in
colonna sui fogli di carta.
Oggi ci sono computer, calcolatrici, fax e tutto il resto, ma la legge è
rimasta quella, che prevede ancora i termini di incasso per gli assegni
emessi in Etiopia e in Libia.
Viste le tecnologie moderne, obbligare le banche a dotarsi degli strumenti
necessari per riscontrare la firma e per verificare i fondi tra filiali
vorrebbe dire solo ratificare quello che già avviene normalmente.
Le lobby bancarie non vogliono che questa benedetta legge venga aggiornata?
Sarà anche vero, ma finchè la legge c'è è quella, e deve essere rispettata.
Quindi consiglierei ad Anselmo, prima di andare apposta a Gallarate, di
presentarsi ancora alla filiale di Como, far presente che abita lì, mentre
l'assegno è tratto su un altra filiale, è scomodo farsi 100 km solo per quel
motivo, e chiedere l'incasso dell'assegno *anche non immediato*.
IMHO, la disponibilità a "passare più tardi" dà alla banca una ragionavole
certezza che non ci possano essere problemi di identificazione o di avvenuta
sottrazione del titolo, perchè il latore di un documento falso, o chi ha
sottratto un assegno, avrebbe paura, presentandosi "più tardi", di trovare
ad accoglierlo le forze dell'ordine.
"Anselmo" <4071invalid@mynewsgate.net> ha scritto nel messaggio
> Ho letto tutto il thread, che era alquanto lungo.
> Vi siete scannati per bene, ho visto :-)))) !
Infatti. ;-)
Visto che hai già letto, la mia tesi personale (non la verità
assoluta, che non esiste) si basa sul buon senso, aldilà di
interpretazioni dottrinarie più o meno reali o fantasiose.
Il libretto degli assegni è uno dei tanti servizi messi a
disposizione di un cliente "correntista" di una banca.
A me sembra "logico" quindi che si presuma che il soggetto che
accetta un assegno bancario in pagamento di merci/servizi/lavoro
abbia a sua volta la disponibilità di un c/c bancario, se
desidera che l'assegno venga poi accettato da una banca. Diverso
è il discorso per un assegno *circolare* che può arrivare al
beneficiario senza che questi abbia avuto la possibilità di dire
"ma io non ho un c/c". Per i "circolari" IMO le banche non
dovrebbero fare storie nel cambiarli, proprio per questo motivo e
non trincerarsi dietro al solito "potrebbe essere rubato" come a
volte fanno. Ma un assegno di c/c normalmente è solo *uno* dei
vari sistemi di pagamento che io creditore posso chiedere al mio
debitore. Se non dispongo di un c/c bancario è "anomalo"
accettare un assegno perchè è evidente che poi avrò difficoltà,
proprio perché non faccio parte del "circuito" bancario; il
"sistema" non mi conosce come suo correntista e quindi, sempre
IMO, può legittimamente rifiutarsi di cambiare un assegno
*bancario* ad un non cliente di alcuna banca.
Ed infatti ciò che avviene "normalmente" è molto semplice: un
correntista che riceve un assegno bancario da terzi va alla *sua*
banca e lo versa sul *suo* c/c. Dopo pochi giorni avrà la
disponibiltà della somma (liquida) sul suo c/c.
E' altresì chiaro che un "piccolo" assegno lo posso
cambiare/girare in mille modi diversi, ma se ci pensi un attimo,
l'operazione andrà a buon fine sempre e soltanto perché sono
"conosciuto" (dal gestore del bar, dal negoziante sotto casa,
dall'amico, da genitori e parenti, ecc.). *Conoscenza*, che vuol
dire anche fiducia.
Posso però anche incazzarmi con la banca di turno, chiamare i CC,
la Polizia, la GdF, ecc.; è possibile che la banca l'assegno me
lo cambi pure, forse, con tutto 'sto schieramento di forze.
Ma, se non sono proprio nato rompicoglioni, ne vale la pena? Non
è meglio prevenire? O riconoscere che per "ignoranza" o
distrazione si è accettato un assegno bancario pur non disponendo
di un c/c?
Anche l'Avv. Taormina in questi giorni sta (pur dopo tanti
insuccessi) portando avanti la sua tesi che l'assassino di Cogne
non è la sua assistita, pur già condannata. Ma ha trovato
*veramente* l'assassino o sta solo cercando di prendere altro
tempo (e pubblicità), utilizzando al meglio (o al peggio) la sua
professione?
ps: per il tuo problema specifico, se non hai altre possibilità
di "gestire" l'assegno, ti suggerirei (se non l'hai già fatto) di
telefonare a Gallarate per prendere informazioni sicure prima di
andarci di persona.
Se vuoi un consiglio prova a fare cosi:
ti presenti e chiedi di cambiarlo. A questo punto ti dirranno di andare a
cambiarlo nella filiale scritta sopra l'assegno.
Tu chiedi cortesemente loro di guardare a terminale se sei inserito ed in
caso contrario che sei disposto a farti registrare fornendo loro il
documento di identita' ed il codice fiscale che devi portare con te.
l'unico problema a questo punto e' vedere se l'assegno e' coperto e
controllare la firma di chi ha emesso l'assegno. anche in questo caso non
ci dovrebbero essere problemia controllare... inoltre l' importo non e'
molto elevato.
Se vuoi fare le cose proprio per bene l' ideale sarebbe presentarsi con un
cliente od una persona conosciuta dal personale della banca e che quindi
puo' garantire per te
Se il cassiere non vuole cambiare l'assegno potresti anche provare a parlare
con il direttore per fare vistare da lui il cambio
Sopra a tutto vale comunque pazienza ,cortesia ed educazione... spesso basta
questo ad aprire molte porte chiuse
Ciao ciao e buona fortuna
"Fred®" <clic_su_rispondi@per_scrivermi.invalid> ha scritto nel messaggio
news:0ifMc.44075$5D1.1952716@news4.tin.it...
> Per i "circolari" IMO le banche non
> dovrebbero fare storie nel cambiarli, proprio per questo motivo e
> non trincerarsi dietro al solito "potrebbe essere rubato" come a
> volte fanno.
E' sempre un problema di identificazione del presentatore, non garantito da
alcun documento di identità ;-)
"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@nospam.it> ha scritto nel messaggio
news:2mdb9aFm0a28U1@uni-berlin.de...
> Tratto dal messaggio 2mclp8Fl4aueU1@uni-berlin.de di Riph:
>
> > trovo assurdo che un assegno non venga pagato in una filiale diversa
> > (filiale non banca) specie se si tengono presente i potenti mezzi che
> > hanno le banche.
>
> Mò vi dico come la penso.
>
> I potenti mezzi delle banche ci sono, funzionano, e molto più spesso di
> quanto non si creda vengono utilizzati.
> La differenza fondamentale è tra DOVERE, VOLERE e POTERE.
> La banca, se VUOLE, PUO' pagarti un assegno tratto su un altro sportello,
> ma non è obbligata, (non DEVE) farlo.
>
> Mi si presenta allo sportello un certo Anselmo, mai visto nè conosciuto, e
> con i dovuti modi mi chiede come può fare ad incassare a Como un assegno
di
> Gallarate.
LA somma è 500 euro , quindi bassa e non ci sarebbero poi problemi a
cambiarlo nella filiale di origine,
ma se fosse stata anche 1000 euro la soluzione da te dettata non sarebbe
stata idonea sia nel caso 1) che 2)
quindi ........
"Max max" <maxmax@nomail.it.invalid (nomail)> ha scritto nel
messaggio
> E' sempre un problema di identificazione del presentatore, non
garantito da
> alcun documento di identità ;-)
Certamente e non metto in dubbio la "legalità" del possibile
diniego.
Dico che, nella realtà, può accadere che io riceva un assegno
circolare, chessò, per un rimborso di un credito d'imposta, per
un pagamento di un qualche servizio reso ad un ente, da
un'assicurazione, ecc. Il tutto senza che io abbia avuto la
possibilità di *scegliere* come essere pagato/rimborsato. Od
anche perché da certi enti non c'è verso di essere pagati per
contanti.
Se non ho un c/c bancario credo che in tali casi - io cittadino
italiano con diritti/doveri ben precisi - dovrei avere la
*certezza*, anche giuridica, che presentandomi in banca col mio
bel documento di identità, ottengo il corrispettivo in denaro
senza obiezioni. Se la vetusta légge non lo prevede è chiaramente
una légge "sbagliata", "vecchia", che andrebbe rivista al più
presto e, visto che l'ABI non ci pensa proprio, dovrebbero essere
i rappresentanti dei cittadini a farlo velocemente, visto che
sono passati decenni su decenni.
In sostanza, sugli assegni *circolari*, dovrebbe (deve) essere la
banca ad assumersi l'eventuale rischio che qualcosa vada storto.
Questo perchè lo strumento "assegno circolare" è cmq un
"prodotto" del sistema bancario e, come tale, è *sempre* fonte di
un profitto per la banca, se non altro in termini di giorni di
valuta.
Il profitto, per qualsiasi azienda, è un concetto che ne
presuppone automaticamente un altro: il rischio. Visto che le
banche ci tengono così tanto a farsi chiamare "imprese", sarebbe
ora che capissero loro per prime il significato della parola
"rischio", invece di sbatterla sul muso (solo ora) a tanta gente
nell'indegno tentativo di coprire il *tradimento* perpetrato ai
danni di migliaia di risparmiatori... onesti.
Tratto dal messaggio nUvMc.46692$5D1.2133470@news4.tin.it di ALe:
> LA somma è 500 euro , quindi bassa e non ci sarebbero poi problemi a
> cambiarlo nella filiale di origine,
> ma se fosse stata anche 1000 euro la soluzione da te dettata non
> sarebbe stata idonea sia nel caso 1) che 2)
> quindi ........
..........quindi non ho capito niente della tua osservazione.
"Fred®" <clic_su_rispondi@per_scrivermi.invalid> ha scritto:
[CUT]
> In sostanza, sugli assegni *circolari*, dovrebbe (deve) essere la
> banca ad assumersi l'eventuale rischio che qualcosa vada storto.
> Questo perchè lo strumento "assegno circolare" è cmq un
> "prodotto" del sistema bancario e, come tale, è *sempre* fonte di
> un profitto per la banca, se non altro in termini di giorni di
> valuta.
Attenzione però, perchè il guadagno della bnaca in termini di valuta c'è nel
momento in cui l'assegno viene versato, per cui se tu non hai un conto
corrente la banca che ti cambia in contanti l'assegno, non solo non ci
guadagna ma addirittura ci rimette dei soldi. Pertanto non vedo perchè
dovrebbero assumersi il rischio.
"Fred®" <clic_su_rispondi@per_scrivermi.invalid> ha scritto nel messaggio
news:KywMc.38760$OR2.2058152@news3.tin.it...
> *certezza*, anche giuridica, che presentandomi in banca col mio
> bel documento di identità, ottengo il corrispettivo in denaro
> senza obiezioni.
Con garanzia dello Stato - sarebbe l'unico modo possibile legalmente - ? E
fu il tracollo definitivo delle pubbliche finanze, dato ahimè il numero dei
truffatori che è in giro ..... ;-)
Forse se ne potrebbe parlare quando esisteranno documenti a prova di
contraffazione o con riscontro on line dei dati biometrici.
> In sostanza, sugli assegni *circolari*, dovrebbe (deve) essere la
> banca ad assumersi l'eventuale rischio che qualcosa vada storto.
Ha presente la normativa sul pagamento degli assegni della Banca d'Italia ?
Neanche lo Stato si prende ora tutti i rischi.
In ogni caso i pochi che non hanno un conto corrente hanno il diritto legale
di essere pagati dai propri debitori in contanti.
"Alessandro" <dopa57@NO-SPAMMsupereva.it> ha scritto nel
messaggio
> Attenzione però, perchè il guadagno della bnaca in termini di
valuta c'è nel
> momento in cui l'assegno viene versato, per cui se tu non hai
un conto
> corrente la banca che ti cambia in contanti l'assegno, non solo
non ci
> guadagna ma addirittura ci rimette dei soldi. Pertanto non vedo
perchè
> dovrebbero assumersi il rischio.
La faccenda la devi però guardare anche "dall'altra parte", cioè
da chi va a chiedere l'emissione di un assegno circolare.
L'operazione non è certo gratuita e per la banca non si tratta
solo di coprire i costi.
La banca *deve* guadagnare... sempre ;-)
"Max max" <maxmax@nomail.it.invalid (nomail)> ha scritto nel
messaggio
> In ogni caso i pochi che non hanno un conto corrente hanno il
diritto legale
> di essere pagati dai propri debitori in contanti.
Da "uomo di diritto" non potevi che rispondere così :-)
E infatti ho cercato di esporre situazioni "pratiche" che
purtroppo cozzano con disposizioni normative del tutto obsolete
anche se pienamente applicabili a tutt'oggi.
Così come è ingiusto e immorale che un cittadino onesto debba
essere penalizzato solo per il fatto che "esistono" anche i
disonesti e mascalzoni.
E' verissima la faccenda del contante ma tu hai mai provato a
metterla in pratica?
A me risulta che attualmente perfino la normale retribuzione sia
quasi impossibile ottenerla per contanti. Un'azienda
"organizzata", con una richiesta del genere la metti subito in
crisi, diventi il rompicoglioni di turno e magari, se possono, ti
cacciano pure..
Ora, non si capisce perchè anche "la légge" non debba prendere
atto dei cambiamenti che avvengono nella società civile, sia pure
con grave riardo. E' la famosa tutela delle minoranze che si
continua ad ignorare.
Per molti di noi è "normale", anzi è indispensabile avere almeno
un c/c bancario, ma non ci possiamo fermare a questo. Occorre che
anche chi non ce l'ha sia tutelato, ma sul serio e non solo sulla
carta.
"Fred®" <clic_su_rispondi@per_scrivermi.invalid> ha scritto:
> La faccenda la devi però guardare anche "dall'altra parte", cioè
> da chi va a chiedere l'emissione di un assegno circolare.
> L'operazione non è certo gratuita e per la banca non si tratta
> solo di coprire i costi.
Certo, io la guardo sempre da entrambi i lati la faccenda. Ma devi tenere
presente una cosa: se io vado dalla mia banca (mettiamo caso che sia la BNL)
e chiedo il rilascio di un assegno circolare, certo la BNL guadagna nel
costo dell'operazione. Ma se poi io do a te questo assegno e tu, che non hai
nessun c/c entri in una banca (mettiamo Banca Intesa) e chiedi di cambiarlo,
mi spieghi banca Intesa dove recupera le spese del cambio e dov'è che ci
guadagna se tu non sei loro cliente? Per ciò si rifiuteranno di cambiartelo.
Tratto dal messaggio 64QMc.49586$5D1.2338169@news4.tin.it di Fred®:
> "Alessandro" <dopa57@NO-SPAMMsupereva.it> ha scritto nel
> messaggio
>
>> ... il guadagno della bnaca in termini di valuta
>> c'è nel momento in cui l'assegno viene versato
>> ...la banca che ti cambia in contanti l'assegno,
>> non solo non ci guadagna ma addirittura ci rimette dei soldi.
> La faccenda la devi però guardare anche "dall'altra parte", cioè
> da chi va a chiedere l'emissione di un assegno circolare.
> L'operazione non è certo gratuita e per la banca non si tratta
> solo di coprire i costi.
Ho perso un passaggio... ^__^
L'assegno circolare è riscuotibile presso TUTTE le filiali della banca di
emissione, ma solo di quella.
Un circolare emesso da Banca X Palermo DEVE essere pagato da Banca X Milano,
e fin qui non ci piove.
Un circolare emesso da Banca Y, piazza Rossi 2, può non essere pagato presso
Banca Z, piazza Rossi 3, anche se le due banche sono magari a venti metri di
stanza una dall'altra.
Il problema del pagamento, come già esposto, è solo quello identificativo, e
su quello ci possiamo fare poco...
Il discorso "guadagno banca" è un tantino diverso.
Chi richiede l'emissione di un AC, paga subito, e la banca si prende i
soldi: finché tale assegno non viene incassato, il capitale resta a
disposizione della banca, che li può utilizzare tranquillamente e senza
pagare alcun interesse.
Addirittura, se tale assegno andasse smarrito o non venisse incassato entro
tre anni dall'emissione, i soldi resterebbero alla banca a tutti gli
effetti.
Io avevo solo una decina d'anni, ma magari Fred e Vecchia Guardia ricordano
il fenomeno dell'emissione dei "mini-assegni" circolari degli anni settanta:
le banche avevano preso al volo un'occasione per un servizio che,
praticamente, faceva fare affari solo a loro...
"Fred®" <clic_su_rispondi@per_scrivermi.invalid> ha scritto nel messaggio
news:AjQMc.49645$5D1.2341308@news4.tin.it...
> Ora, non si capisce perchè anche "la légge" non debba prendere
> atto dei cambiamenti che avvengono nella società civile, sia pure
> con grave riardo.
Il problema è risolvibile solo con un documento di identità sicuro (prima o
poi ci sarà ma al momento l'attuazione delle norme già in essere - ad
esempio carta identità elettronica con dati biometrici - è lentissima anche
per motivi di copertura finanziaria). Potrebbe essere idonea anche la firma
elettronica essendo non ripudiabile. Ovviamente sugli assegni andrebbe
indicato un identificativo univoco del beneficiario (ad esempio il codice
fiscale).
In concreto, con poche modifiche normative ed un minimo di organizzazione,
sarebbe possibile fare le cose per bene.
Nell'attuale realtà l'addossare i rischi del pagamento alla banca
significherebbe solo socializzare dei rischi elevati.
> Mi hanno risposto in un altro newsgroups, sostenendo che è mio diritto
> incassare.
> Non vorrei rivangare il passato, ma com'è la verità?
Non sta bene chiedere le stesse cose su diversi ng.
Se l'altro newsgroup è il solito desolato free.it.banche, avrai
riconosciuto chi prosegue a sostenere simili opinioni, mai documentate.
Ormai sono le 15,30, quindi se dovevi andare in banca ad incassare ci sei
già andato: facci sapere come è finita.
Se invece non ci fossi ancora andato, ti inviterei perfidamente a fare
come dice lui: pretendi il pagamento, visto che è tuo diritto, chiama i
carabinieri, fai verbalizzare e tutto il resto.
Poi raccontaci come va a finire...
Vinicio Loncagni <mail_nel_post@nospam.it> ha scritto:
> Non sta bene chiedere le stesse cose su diversi ng.
Ehm, volevo garantirmi una pluralità di informazioni... ;-)
> Se l'altro newsgroup è il solito desolato free.it.banche, avrai
> riconosciuto chi prosegue a sostenere simili opinioni, mai documentate.
Si. ;-)
> facci sapere come è finita.
Ho girato l'assegno a mio padre, e lui mi ha dato i soldi.
Tutto qui.
Sono studente liceale, quindi non ho ancora il conto corrente.
Quando lo dovrò aprire, verrò a disturbarvi qui.
> >;-) (emoticon "diavoletto")
> Vinicio kattivo
Si, proprio kattivizzimo ... :-)))
Se l'avessi fatto, cioè se avessi chiamato i carabinieri, come pensate
sarebbe finita?
> Si, proprio kattivizzimo ... :-)))
> Se l'avessi fatto, cioè se avessi chiamato i carabinieri, come pensate
> sarebbe finita?
>
Che li stavi ancora aspettando, i cc non sono soliti a metter naso su ciò
che non gli riguarda.
> Oppure lo puoi versare su un conto.
> Se NON è non trasferibile (insomma, se è libero) puoi girarlo a qualche
> conoscente/amico/parente, che ti volesse fare il favore di negoziarlo per
> tuo conto sul proprio conto corrente.
> Della questione se ne è abbondantemente discusso, quindi una ricerchina
> nello storico del ng non farebbe assolutamente male.
A questo proposito gent.mo Loncagni, un utente tempo fa ti rispose con
questo messaggio (LUNGO), lo ritieni esatto??
Secondo me è corretto.
----------------ECCO IL TESTO--------------------------------
Ho visto dalle risposte che ci sono molte leggende metropolitane sul
cambio degli assegni, cerco con questa risposta di aprire una discussione
che spero non turbi nessuno ma che, invece, sia costruttiva per coloro che
lo leggeranno in futuro.
Premetto prima di tutto che le banche non gradiscono l'incasso in contanti
degli assegni per il motivo che ci guadagnano moltissimo con i giorni di
valuta/disponibilità (sono due concetti differenti). Quando ero in
servizio (fino a tre anni fa) avevo avuto accesso a tabulati particolari
dove veniva evidenziato lo scarto dovuto alle valute e anche su base
giornaliera, per la mia banca (medio-grande) non era cosa da poco.
Ci sono poi altri motivi dovuti al tempo-uomo che l'impiegato/cassiere
deve impiegare per il riconoscimento del portatore dell'assegno e, cosa
non indifferente per le banche, tutte le responsabilità che le leggi
ordinarie e le sentenze della Cassazione hanno posto a loro carico per la
corretta identificazione di questo portatore.
Se L'assegno è regolare nei suoi requisiti, se esiste una adeguata
provvista di fondi sui conto sul quale è stato tratto e il portatore è
stato opportunamente riconosciuto la banca ha l'obbligo (non la facoltà)
di pagare l'assegno, anche se non in prima girata.
In questo caso si fa riferimento al Regio Decreto 21 dicembre 1933, n.
1736, Disposizioni sull'assegno bancario, assegno circolare e su alcuni
titoli speciali dell'Istituto di emissione, del Banco di Napoli e del
Banco di Sicilia. In particolare ci interessano gli articoli:
art. 31
L'assegno bancario è pagabile a vista. Ogni contraria disposizione si ha
per non scritta.
......
art. 38
Il trattario che paga un assegno bancario trasferibile per girata è tenuto
ad accertare la regolare continuità delle girate, ma non a verificare la
autenticità delle firme dei giranti.
Consiglio comunque le persone interessate a consultare tutta la legge
perchè i collegamenti fra gli articoli sono molteplici e spesso incrociati.
Da questo si evince che, stante anche diverse sentenze della Cassazione
che la banca è tenuta a pagare l'assegno bancario.
Secondo problema, l'indentificazione certa del portatore dell'assegno.
Anche qui ci aiutano diverse sentenze della Cassazione (mi scuso ma non
posso fare adesso le ricerche per citare anche gli estremi delle sentenze,
ma mi riservo di farlo successivamente). Con questa giurisprudenza la
Cassazione intende porre il problema di una identificazione certa di chi
chiede l'incasso dell'assegno. L'adempimento si rende necessario per
tutelare la volontà del traente (chi ha compilatol'assegno) di disporre
del credito a disposizione presso il trattario (la banca), per trasferire
parte di questo credito, a mezzo dell'assegno bancario, al beneficiario
dell'assegno se espressamente indicato o comunque alla persona che intende
incassarlo.
Le girate permettono, nelle intenzioni del legislatore, di far circolare
il titolo di credito pertanto devono essere accettate.
In nessuna di queste sentenze viene specificata l'obbligatorietà di
versare l'assegno bancario presso un conto corrente ne tantomeno (come è
successo al sottoscritto) di essere conosciuto personalmente dal personale
in servizio presso la filiale della banca. Vengono solo specificati i
principi con i quali la banca nel pagare deve accertare l'identità della
persona che richiede l'incasso "usando l'ordinaria diligenza".
Io se possibile (destinazione e tempo permettendo), incasso la totalità
degli assegni che vengono emessi a mio favore o della mia società siano
essi di pochi euro o di qualche migliaio. Naturalmente li incasso nella
filiale della banca sulla quale è stato tratto l'assegno.
Come ho specificato in un mio precedente post su questo NG, ho abbastanza
esperienza (22 anni) di banche, personale addetto agli sportelli (senza
offesa per nessuno) e procedure di incasso, pertano mi comporto in questo
modo:
- mi presento agli sportelli munito di due documenti e di ogni altro
documento rappresentativo della mia carica sociale. I documenti di
riconoscimento validi nell'ambito del territorio Repubblica Italiana sono
quelli indicati dal D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 pubblicato sulla G.U.
del 20.02.2001, Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari
in materia di documentazione amministrativa (Testo A) all'art. 35
"
Articolo 35 (L -R)
Documenti di identità e di riconoscimento
1. In tutti i casi in cui nel presente testo unico viene richiesto un
documento di identità, esso può sempre essere sostituito dal documento di
riconoscimento equipollente ai sensi del comma 2. (R)
2. Sono equipollenti alla carta di identità il passaporto, la patente di
guida, la patente nautica, il libretto di pensione, il patentino di
abilitazione alla conduzione di impianti termici, il porto d'armi, le
tessere di riconoscimento, purché munite di fotografia e di timbro o di
altra segnatura equivalente, rilasciate da un'amministrazione dello
Stato.(R)
3. Nei documenti d'identità e di riconoscimento non è necessaria
l'indicazione o l'attestazione dello stato civile, salvo specifica istanza
del richiedente. (L) "
Pertanto viene riconosciuta valida ancha la patente in formato credit card
(c.d patente di plastica).
Per quanto riguarda l'identificazione della carica sociale di
rappresentanza basta un certificato di iscrizione alla camira di commercio
del luogo dove ha sede la sociatà. Bisogna fare attenzione in quanto il
certificato essendo in bollo e controfirmato dall'organo emittente
(C.C.I.A.A.) è un documento ufficiale con validità di mesi 6 (sei) e non
3(tre), contrariamente a quanto vogliono far credere taluni impiegati
bancari. La visura camerale ha invece un valore di "mera pubblicità".
Tutto questo ai sensi del D.p.r. 7 dicembre 1995 n. 581 in attuazione
dell'art. 8 della legge 29 dicembre 1993 n. 580
In base alla legge Bassanini potete eventualmente autocertificare la vs
carica. Tale autocertificazione deve essere accettata.
Se nonostante tutto questo non ottengo il pagamento chiedo di
ufficializzare il rifiuto di pagamento con una forma scritta e siccome
nessuno rilascia questa dichiarazione, in quanto in contrasto con la
legislazione descritto in precedenza (gli istituti di credito emamano
spesso le disposizioni orali in aperto contrasto con le circolari
ufficiali, scaricando le responsabilità sugli sportellisti!!) ed ho tempo
a mia disposizione (l'l'ultima volta, come ho precisato nel post
"L'incasso di un assegno" mi era più facile ritornare l'assegno al traente
e poi avevo i bimbi che uscivano da scuola), dichiaro la mia intenzione di
far verbalizzare tali volontà di non pagare da parte della banca davanti
all'autorità costituita. A questo punto chiamo la Polizia o i Carabinieri
o i Vigili Urbani (meglio i primi due perchè giungono prima, i vigili sono
spesso impegnati in compiti di vigilanza del traffico), ma non pretendo
più il pagamento dell'assegno, bensi la verbalizzazione della volontà di
non pagare.
Verbalizzare tale volontà vuol dire da parte della banca il farsi carico
di tutte le responsabilità di eventuali azioni legali a tutela del
portatore dell'assegno. E' un caso che mi è successo e che ho portato fin
davanti al giudice che non ha potuto far altro che condannare l'impiegato
e il direttore dell'agenzia (la banca li ha allegramente scaricati!!), con
grande felicità del mio legale.
Spero di essere stato di aiuto a qualcuno, e spero di non aver offeso
nessuno anche perchè conosco molto bene la realtà delle agenzie dove si
trovano impiegati di buon senso ma anche impiegati/direttori che trovano
facile scaricare la loro frustrazione dell'ambiente di lavoro sui clienti
o che si immedesimano con la banca per ambizioni personali di
esibizionismo carrieristico (ricordate la canzone dei Pink Floid "Another
Brik in the Wall"?).
Il Regio Decreto 21 dicembre 1933, n. 1736 Lo trovate a questo link:
> A questo proposito gent.mo Loncagni, un utente tempo fa ti rispose con
> questo messaggio (LUNGO), lo ritieni esatto??
Non era una risposta *a me*, ma un generico intervento nel ng... ^__^
> Secondo me è corretto.
Confermo, con qualche piccolo distinguo.
Non ricordo se già all'epoca feci tali osservazioni, che comunque sono
poca cosa, e non si riferiscono alla pratica quanto alla teoria: in due
parole, ho dubbi sul "guadagno" della banca in termini di valuta non
pagando un assegno allo sportello.
Quello che può interessare anche questo thread, è una osservazione emersa
chiaramente da un messaggio successivo:
il nostro amico Nome e Cognome aveva l'accortezza di presentarsi
*esclusivamente* allo stesso sportello su cui era tratto l'assegno, come
prescritto dalla legge assegno e da successive sentenze della cassazione.
Quindi, nel nostro caso, Anselmo avrebbe potuto chiamare carabinieri,
vigili e tutto il resto SOLO a Gallarate, non sicuramente a Como.
Vinicio Loncagni <mail_nel_post@nospam.it> ha scritto:
> Se l'altro newsgroup è il solito desolato free.it.banche, avrai
> riconosciuto chi prosegue a sostenere simili opinioni, mai documentate.
L'utilita' dei newsgroups e' avere informazioni da persone che _si presume_
ne sappiano di piu'.
Se avessi avuto voglia, la ricerca me la sarei fatta da solo, sui libri, come
si faceva prima dell'era di internet.
Purtroppo, e ne sto avendo conferma proprio ora, su Internet è difficile
distinguere la verità dalle frottole.
Pur con la mia scarsa esperienza, avendo letto anche i messaggi precedenti,
ho capito che le indicazioni che mi hanno dato altre persone, particolarmente
qui ma anche sull'altro ng, _probabilmente_ sono verita'.
Altri interventi, posti con ben diversi termini e con molta supponenza, sono
_sicuramente_ frottole.
"nogain" <nogain@nogain.no> ha scritto nel messaggio
news:t9fNc.13400$1V3.330248@twister2.libero.it...
> A questo proposito gent.mo Loncagni, un utente tempo fa ti rispose con
> questo messaggio (LUNGO), lo ritieni esatto??
No, ci sono parecchi errori:
> stato opportunamente riconosciuto la banca ha l'obbligo (non la facoltà)
> di pagare l'assegno, anche se non in prima girata.
No, l'unico obbligo (contrattuale in forza della convenzione di assegno) è
nei confronti del traente.
> L'assegno bancario è pagabile a vista.
Significa solo che non possono essere apposti termini o condizioni .....
> Naturalmente li incasso nella
> filiale della banca sulla quale è stato tratto l'assegno.
Questo dipende anche dall'organizzazione della banca per il controllo dello
specimen di firma del traente. Tradizionalmente lo specimen era conservato
solo nella filiale presso cui è aperto il conto, ma in alcune banche ciò è
indifferente (circolarità completa con firma evidenziata a terminale).
> - mi presento agli sportelli munito di due documenti e di ogni altro
> documento rappresentativo della mia carica sociale.
E' evidente che se convinci il cassiere o il direttore della tua identità
non hai problemi ......
> I documenti di
> riconoscimento validi nell'ambito del territorio Repubblica Italiana
Per i fini previsti dalle singole norme, non in assoluto ....
Addirittura per l'incasso di vaglia cambiari della Banca d'Italia sono
previste normativamente procedure diverse a secondo degli importi.
> In base alla legge Bassanini potete eventualmente autocertificare la vs
> carica. Tale autocertificazione deve essere accettata.
La normativa sulla autocertificazione si applica ai privati solo se vi
acconsentano ....
> Se nonostante tutto questo non ottengo il pagamento chiedo di
> ufficializzare il rifiuto di pagamento con una forma scritta
Non è comunque un diritto. L'ufficializzazione del mancato pagamento di un
assegno è prevista solo in caso di accesso di pubblico ufficiale autorizzato
ad elevare il protesto.
> e poi avevo i bimbi che uscivano da scuola), dichiaro la mia intenzione di
> far verbalizzare tali volontà di non pagare da parte della banca davanti
> all'autorità costituita.
Solo un comportamento di disturbo che può indurre il personale della banca a
risolvere la vicenda in un modo o nell'altro.
> bensi la verbalizzazione della volontà di
> non pagare.
Non è compito loro (ma di notaio od altro pubblico ufficiale abilitato alla
levata dei protesti che però si fa carico poi dell''identificazione del
beneficiario; in questi casi la banca paga senza problemi al pubblico
ufficiale).
> E' un caso che mi è successo e che ho portato fin
> davanti al giudice che non ha potuto far altro che condannare l'impiegato
> e il direttore dell'agenzia (la banca li ha allegramente scaricati!!), con
> grande felicità del mio legale.
Grazie a Max max per l'intervento.
Il diritto e le leggi sono bestie strane, e solo chi ci è dentro può
conoscerle a fondo.
Personalmente, parto sempre dal presupposto di ritenere in buona fede
(quasi) tutti quelli che scrivono qui.
Quindi, quando mi si citano estremi di sentenze della cassazione, e in
mancanza di mie precise conoscenze contrarie, accetto come ammissibile
quello che mi si dice.
Quindi non discuto se la banca abbia obbligo o facoltà di pagare, perchè
nell'operatività giornaliera la cosa è abbastanza irrilevante.
Cioè, qui sembra che TUTTI debbano TUTTI I GIORNI cambiare in contanti
assegni fuori piazza presso banche dove sono sconosciuti, mentre, nella
"real life" la cosa è alquanto rara.
Una mia idea in proposito l'avrei... ;-)
> > Naturalmente li incasso nella
> > filiale della banca sulla quale è stato tratto l'assegno.
> Questo dipende anche dall'organizzazione della banca
D'accordo per l'organizzazione, che facilita il cliente; ma sono certo (e
di questo ho gli estremi di pronunciamenti dell'Ombudsman e della
Cassazione) che se la filiale non è la stessa presso cui il traente ha
costituito i fondi NIENTE assolutamente è dovuto dalla banca, nè al
cliente stesso nè a chi si presenti con un assegno firmato da tale cliente.
> La normativa sulla autocertificazione si applica ai privati solo se vi
> acconsentano ....
Si, di questo se ne era già parlato.
Le banche sono private, quindi... l'autocertificazione vale SOLO quando le
banche la accettano.
> > Se nonostante tutto questo non ottengo il pagamento chiedo di
> > ufficializzare il rifiuto di pagamento con una forma scritta
> Non è comunque un diritto.
Buono a sapersi.
> E' del tutto incredibile.
Ne prendo atto, visto che non ho conoscenze specifiche in materia.
Sarebbe utile ed interessanto, a questo punto, un dibattito "ad alti
livelli" (quindi documentato) tra gli amici Max max e Nome e Cognome.
"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@nospam.it> ha scritto nel messaggio
news:ce86jc$uj1$1@news.newsland.it...
> assegni fuori piazza presso banche dove sono sconosciuti, mentre, nella
> "real life" la cosa è alquanto rara.
Infatti, cosa che accentua i sospetti. Se uno non ha un conto corrente
almeno un amico conosciuto come affidabile da uno straccio di banca che può
garantire per la sua identità dovrebbe averlo ...
> Cassazione) che se la filiale non è la stessa presso cui il traente ha
> costituito i fondi NIENTE assolutamente è dovuto dalla banca, nè al
> cliente stesso nè a chi si presenti con un assegno firmato da tale
cliente.
Si tratta del luogo di pagamento dell'assegno ai sensi della legge assegno.
"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@nospam.it> ha scritto nel
messaggio
> Sarebbe utile ed interessanto, a questo punto, un dibattito "ad
alti
> livelli" (quindi documentato) tra gli amici Max max e Nome e
Cognome.
IMO, sarebbe utile memorizzarsi sul PC i link ai thread (compreso
questo) che hanno *sviscerato* l'argomento in tutti gli aspetti e
limitarsi a citarli ai vari nick che continuassero a riproporre
l'argomento in futuro.
Ferma restando la mia opinione circa la necessità di riformare al
più presto la *légge*, cosa che al momento mi appare improbabile.
ps: sì, lo so, ci sarebbe da predisporre le FAQ, eccetera
eccetera :'-|
> E' sempre un problema di identificazione del presentatore, non
> garantito da alcun documento di identità ;-)
Quindi da quanto ho capito possono rifiutarsi di pagare l'assegno perché la
CI può per loro essere falsa? E se io presento CI, patente, passaporto e
porto pure due testimoni?
Poi vorrei chiedere una cosa: se io ho un conto corrente bancario poniamo
della banca X, sono lontano dalla città molti km e vengo pagato con un
assegno bancario e non posso rientrare nella mia città per impegni, posso
recarmi ad una qualsiasi filiale della banca X o devo per forza andare in
quella della mia città dove ho il conto corrente?
> tessere di riconoscimento, purché munite di fotografia e di timbro o
> di altra segnatura equivalente, rilasciate da un'amministrazione dello
> Stato.(R)
Il libretto universitario rilasciato da una università statale può essere
considerato un documento di riconoscimento?
"Marcos" <marcos@nomail.it> ha scritto nel messaggio
news:IWVPc.70740$OR2.4092464@news3.tin.it...
> Quindi da quanto ho capito possono rifiutarsi di pagare l'assegno perché
la
> CI può per loro essere falsa? E se io presento CI, patente, passaporto e
> porto pure due testimoni?
La stessa cosa, salvo appunto accordi particolari o che si convingano di
fronte a tanta abbondanza.
L'unico che può fare pubblica fede è un pubblico ufficiale autorizzato ad
elevare protesto in caso di mancato pagamento.
> assegno bancario e non posso rientrare nella mia città per impegni, posso
> recarmi ad una qualsiasi filiale della banca X
Certo che sì. Anzi molte banche hanno una circolarità completa per tutte le
operazioni.
> L'unico che può fare pubblica fede è un pubblico ufficiale
> autorizzato ad elevare protesto in caso di mancato pagamento.
E protesti Tizio perchè una "Tale Banca" non paga l'assegno?
"Riph" <Riph@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:2nf8k3F9ggdU1@uni-berlin.de...
> E protesti Tizio perchè una "Tale Banca" non paga l'assegno?
O la banca se è un circolare. Ma in questo caso, se non ci sono problemi, la
banca paga nelle mani del pubblico ufficiale (o del presentatore ausiliario
di quest'ultimo) e quindi non viene elevato il protesto che si ha solo in
caso di rifiuto del pagamento.
> Certo che sì. Anzi molte banche hanno una circolarità completa per
> tutte le operazioni.
Quindi, pur non avendo conto corrente in quella filiale, essendo la mia
banca a km di distanza (ma cmq la banca in cui mi reco è una filiale), posso
lo stesso incassare l'assegno?
data assegno
Gabriele: Ho un assegno da versare sul mio conto con data 5\01\2006 .
Se lo verso domani 19/01 , che data valuta avrò ?
Grazie e saluti
Investire
12
22-01-2006 13.22.44
Re: data di un assegno
Max max: "Riph" <Riph@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:2j952dFv2absU1@uni-berlin.de...
> A parte gli interessi, giusto?
Se la banca lo paga con valuta data di emissione in quanto queste sono...