Pattichiari, il mediatore civile, l'Arbitro bancario finanziario, l'Ufficio
reclami presente in ogni istituto bancario.
Inutili mazzetti di rose appassite che non servono certo a perdonare i
*tradimenti* continui che le banche nostrane continuano imperterrite a
consumare ai danni di una clientela sempre più sfiduciata.
ROMA - Come un oste che ha annacquato il vino e si trova la bottega vuota,
le banche devono recuperare il loro buon nome se vogliono riconquistare la
fiducia dei clienti e attirarne di nuovi. È un restyiling profondo quello
che Anna Maria Tarantola, vice direttore generale della Banca, chiede agli
istituti di credito.
La fiducia nelle banche è scesa ai minimi termini, ma la crisi finanziaria è
stato solo l'ultimo dei problemi che ha investito il settore.
La lista dei "tradimenti" è lunga:
- costi elevati,
- una trasparenza che è rimasta solo sulla carta,
- la disinvoltura con cui sono stati venduti titoli a rischio a clienti poco
attrezzati finanziariamente,
- fino alla dubbia applicazione delle leggi.
Da ultima, quella sull'eliminazione del massimo scoperto, aggirata con
l'introduzione di nuove commissioni.
Un caso che ha messo a nudo il "fallimento del mercato".
Tutti comportamenti che secondo la Banca d'Italia devono finire.
"Il cambiamento atteso è sostanziale", avverte Tarantola, lo chiedono i
consumatori e il mercato, perché "la reputazione è fondamentale per ridurre
i rischi e per migliorare la competitività".
Ma per essere incisiva la spinta al cambiamento deve partire "dai vertici
degli istituti di credito", che dovrebbero tenere conto, quando
distribuiscono i bonus ai propri manager, "anche del livello di
soddisfazione dei clienti e di un minor numero di esposti e ricorsi".
Un sistema già seguito da Unicredit, ha voluto precisare il vice
amministratore delegato Roberto Nicastro.
Anna Maria Tarantola è intervenuta a un convegno dell'Abi, dunque davanti a
una platea di dirigenti bancari.
Ed elencando gli esposti giunti all'Arbitro bancario finanziario, istituito
nell'autunno 2009, finisce per strigliarli.
I reclami arrivati al 22 marzo sono 950 e l'88% riguarda le banche.
Preoccupante è anche il trend di crescita (più 25% al mese).
Tutti o quasi si concentrano su mutui, conti correnti, credito al consumo,
carte di pagamento e questioni di trasparenza.
Più sostanziosi gli esposti arrivati direttamente a Palazzo Koch, che nel
2009 sono stati 7.500, quasi il doppio rispetto a un anno prima e che nella
maggior parte hanno riguardato le condizioni economiche dei conti correnti,
soprattutto per l'applicazione delle commissioni su affidamenti e
sconfinamenti (tassi sul rosso), massimo scoperto compreso che, nonostante
gli interventi del legislatore è rimasta una zona dove regnano
"opacità, complessità e scarso confronto tra le condizioni".
Tradita anche la trasparenza, nonostante le nuove regole introdotte, che
richiedono maggiore comprensione linguistica dei contratti standard e parità
tra cliente e istituto di credito.
Tutti suggerimenti che nella maggior parte dei casi non sono stati tradotti
in pratica.
La svolta, dunque, secondo la Banca d'Italia, è affidata ai vertici delle
banche, che devono effettuare "un cambio di passo gestionale e culturale",
domandandosi su cosa significhi "mettere il cliente al centro della loro
attività".
Una bocciatura, quella delle banche, messa a nudo anche da Luigi Fiorentino,
segretario generale dell'Antitrust, che collabora con Via Nazionale
nell'attività ispettiva.
Le istruttorie aperte sono ben 1.500, quasi tutte su portabilità dei mutui,
estinzione delle ipoteche, carte revolving e massimo scoperto.
=======
Si può "amare" una banca così?
Si può avere fiducia in una banca così?
E chi ci lavora in questa banca, prova a fare qualcosa per impedire il
continuo tradimento della clientela?
I veri colpevoli, lo ripeto per l'ennesima volta, sono i *vertici* (come
anche sottolinea Bankitalia), ma i "vertici" nulla possono se non sono
fiancheggiati da migliaia di "obbedienti" collaboratori, chiamati ad
"eseguire" le opache strategie di tradimento di una clientela che, oppressa
dal bisogno e dall'ignoranza, non ha alcuna chance di difesa.
Qui non si tratta di essere "fedeli" al datore di lavoro (così come
richiesto da qualsiasi ccnl o contratto individuale). Si tratta di
*rifiutarsi* di assecondare l'aggiramento o la mancata applicazione di leggi
dello Stato, di rifiutare comportamenti contrari all'*etica* commerciale, di
impedire che la busta paga contenga anche il frutto avvelenato di tale modo
di agire.
I bancari, se lo vogliono, possono riacquistare la loro dignità di
lavoratori onesti ed aiutare la clientela a recuperare la fiducia persa.
I bancari, se lo vogliono, possono contribuire - tutti insieme - alla
modifica radicale di certe "strategie" bancarie fondate solo sulla
speculazione, sull'azzardo, sul profitto derivante esclusivamente dalla
macanza di trasparenza nei rapporti con la clientela.
I bancari dovrebbero essere stanchi di prendere pesci in faccia dalla
clientela imbufalita mentre i loro "capi" se ne stanno tranquilli nei loro
impenetrabili uffici.
Impossibile? Io dico di no, a meno che....
non si scopra che sia io che l'autorevole dirigente Bankitalia abbiamo torto
e che il tradimento delle banche non provenga solo dal management di
vertice, bensì da un accorto ed efficace lavaggio del cervello dell'intera
squadra.
In questo secondo malaugurato caso non vedo alternative ad una vera e
propria "rivoluzione" da parte della ignorantissima (ma sempre più
incazzata) clientela.
On 28 Mar, 20:48, "Fred(R)" <mail_valida_nel_reply...@nospam.invalidwrote:
> ROMA - Come un oste che ha annacquato il vino e si trova la bottega vuota,
> le banche devono recuperare il loro buon nome se vogliono riconquistare la
> fiducia dei clienti e attirarne di nuovi.
Purtroppo il problema e' che tutte le osterie annacquano il vino.
La concorrenza tra le banche non esiste: tutte si comportano
sostanzialmente allo stesso modo.
I casi sono due: o teniamo i soldi sotto il materasso oppure siamo
costretti a rivorgerci ad un istituto.
Pensare che le cose possano migliorare spronando "i vertici" ad essere
più sensibili alle esigenze della clientela e' utopistico. E forse
anche sbagliato.
Le banche sono enti a fine di lucro; devono fare utili.
Come ogni altro settore però dovrebbe essere regolamentato dal libero
mercato.
Le banche dovrebbero farsi la guerra per accaparrarasi i clienti degli
altri e trattenere i propri.
Perchè funzioni il libero mercato nel settore bancario occorre
rimuovere ogni ostacolo che rallenti la sostituzione di un conto
corrente e occorre standardizzare le condizioni in modo che sia facile
confrontare le varie proposte.
Quello che fanno le Banche e' l'esatto contrario. Mescolano le carte,
mettono impedimenti e nella pratica si accordano facendo cartello.
Due spunti.
1. Come ho detto anche altre volte, la commissione disponibilita'
fondi (che sostituisce la cms) e' applicata anche se il fido non e'
utilizzato. Questo impedisce alle imprese di attivare lo stesso fido
su piu' istituti per utilizzare via via quello che applica i tassi
migliori.
2. Visto che la pratica di valutazione sulla solidita' di un debitore
e' in buona parte basata sui dati delle varie "centrali rischi",
perche' dovrebbe essere cosi' complesso spostare un conto corrente
affidato o un mutuo da una banca all'altra ?
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4bafa44c$0$1129$4fafbaef@reader3.news.tin.it. ..
> Le istruttorie aperte sono ben 1.500, quasi tutte su portabilità dei
> mutui, estinzione delle ipoteche, carte revolving e massimo scoperto.
Come al solito non abbiamo identità di vedute ma......di visioni :-)
Posto in questo modo il problema, secondo me, è banalizzato anzi direi
italianizzato, secondo una visione poetica appunto, tipicamente dantesca,
che trascende dalla tragedia greca.
Ovvero i cattivi ben distinti e riconoscibili dai buoni e sopratutto un
deus ex machina (apo mechanes theos) che al momento giusto scende dal cielo
a fare giustizia.
Tralascio ulteriori considerazioni sul deus ex machina che hai citato e
sul ruolo (ed in alcuni caso "non ruolo") che ha avuto nella storia bancaria
nazionale degli ultimi 40 anni. Su questo non ci sono articoli di giornale
ma libri di storia.
Il problema, in generale, indubbiamente esiste ed è, a mio modesto parere
complesso e trasversale al sistema.
Affrontiamolo in termini oggettivi.
Gli stessi imprenditori che si lamentano, grandi e piccoli, sono quelli che
per anni hanno campato beneficiando di leggi ad hoc che hanno garantito
loro sostegno finanziario a scapito della collettività.
Lo stesso mondo dell'agricoltura, ha beneficiato e per molti versi
beneficia ancora di sostegni regionali importanti.
Qualcuno ad esempio sa che per decenni gli agricoltori hanno assicurato i
raccolti contro gli eventi atmosferici (grandine) pagando solo il 50% del
premio mentre il rimanente 50% era pagato da contributi statali? E siccome
il meccanismo consentiva loro di assicurare una produzione lorda vendibile
spesso doppia alla reale vocazione produttiva dei terreni, a metà costo,
capitava che qualcuno, arrivato il mese di agosto, faceva la danza della
pioggia, consapevole che una bella grandinata gli avrebbe reso di più che
non lavorare per portare a casa il raccolto.
Due banali esempi, per non andare a toccare argomenti come cassa del
mezzogiorno e quant'altro.
Un universo grazie al quale i vari governi che si sono succeduti nella
storia della nostra repubblica, si sono garantiti voti e prebende.
L'elenco sarebbe lungo e già mi fischiano le orecchie sapendo che qui si
parla di banche e che tu non me l'hai ancora ricordato ma che stai per farlo
:-) ma tutto sommato, in questo "gioco", proprio le banche hanno avuto un
ruolo importantissimo giacchè da loro sono passati i soldi.
Ma.....parliamo di numeri :-) poichè come diceva mio nonno, la matematica
non è un'opinione e sopratutto....con le opinioni non si fa matematica ma
filosofia.
Che tutti quanti abbiano imparato a scrivere reclami, molte volte anche
infondati, non v'è dubbio.
Anzi, è il segnale forte che la gente è stanca di sopportare.
Dalla scrematura vengono fuori circa 1500 istruttorie aperte, ovvero casi
concreti nei quali vi sono riscontri oggettivi di controversie non risolte.
Bene, la distribuzione della rete nazionale conta circa 34.000
sportelli bancari.
Significa che l'incidenza statistica è di poco più di 4 controversie in
piedi, ogni 100 sportelli.
Se aggiungiamo la rete bancoposta l'incidenza scende a 3 controversie in
essere ogni 100 sportelli.
Come al solito mi chiedo di cosa stiamo parlando.
> Si può "amare" una banca così?
Amore e odio sono due sentimenti positivi.
Quello negativo è l'indifferenza e mi pare che indifferenti non lo siamo ne
tu ne io :-)
"Asappo" <unused123@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:3a0d5151-8d62-4090-9e5a-bcea4693417e@k13g2000yqe.googlegroups.com...
> Due spunti.
> 1. Come ho detto anche altre volte, la commissione disponibilita'
> fondi (che sostituisce la cms) e' applicata anche se il fido non e'
> utilizzato.
Come daltronde avviene all'estero da anni.
Vorrei mai qualcuno pensasse che in ambito finanziario siamo capaci di
inventare qualcosa di nuovo :-)
> Questo impedisce alle imprese di attivare lo stesso fido
> su piu' istituti per utilizzare via via quello che applica i tassi
> migliori.
Guarda che di questi tempi le imprese hanno difficoltà ad avere gli
affidamenti dalla loro banca storica, figurati quando bussano alle altre.
Inoltre affidare significa mettere a disposizione denaro.
Non è un buon principio che un'impresa abbia sul sistema un accordato non
in linea con la propria capacità finanziaria, premesso che, con o senza la
commissione, nessuna banca affiderebbe ulteriormente qualcuno che risulta
già esposto sul sistema, senza prima fare una seria analisi della sua
situazione finanziaria.
> 2. Visto che la pratica di valutazione sulla solidita' di un debitore
> e' in buona parte basata sui dati delle varie "centrali rischi",
> perche' dovrebbe essere cosi' complesso spostare un conto corrente
> affidato o un mutuo da una banca all'altra ?
Parliamo ovviamente del mondo imprese.
Perchè nessuno si prennde volentieri i debiti degli altri :-)
E quando lo fa, desidera vederci chiaro su molti aspetti.
In termini più professionali non conosco banche che oggi siano disposte a
"consolidare" l'esposizione di un prospect a maggior ragione se impresa,
senza prima verificare con attenzione il suo merito creditizio che non è
fondato solo su crif e cr il cui aggiornamento, per altro, non è
propriamente in tempo reale e per questo motivo spesso la "fretta"
dell'aspirante cliente non depone a favore.
Saluti
LucaS
On 30 Mar, 20:05, "LucaS" <lucaS...@gmail.com> wrote:
> Gli stessi imprenditori che si lamentano, grandi e piccoli, *sono quelli che
> per anni hanno *campato beneficiando di leggi ad hoc che hanno garantito
> loro sostegno finanziario a scapito della collettivit .
Mi permetto di dissentire.
Ti assicuro che per le piccole imprese ottenere un finanziamento a
tasso agevolato (perchè è di questo che in genere si parla) comporta
comunque il coinvolgimento di consulenti che preparano le domande e
che seguono le pratiche con un costo che spesso azzera o quasi
l'agevolazione.
Il più delle volte l'unico che beneficia delle agevolazioni è il
consulente !
Ci sarebbe da discutere anche di questo. Ma che centrano le banche ?
Vorresti dire che siccome non ci sono agevolazioni statali per il
mondo bancario le banche si sono fatte le agevolazioni per conto loro,
a scapito della clientela ?
On 30 Mar, 21:17, "LucaS" <lucaS...@gmail.com> wrote:
> Guarda che di questi tempi le imprese hanno difficolt ad avere gli
> affidamenti dalla loro banca storica, figurati quando bussano alle altre.
> Inoltre *affidare significa mettere a disposizione denaro.
La nostra banca storica non ha avuto (finora) difficoltà a rinnovarci
gli affidamenti, una seconda banca ci ha quasi implorato di non
chiudere visto che siamo stati contattati da una terza che ha
insistito per poter lavorare con noi e ci ha aperto un affidamento
senza particolari problemi.
E non credere che la nostra impresa sia molto appetibile. Anzi, le
cose vanno male.
Tuttavia avere necessità per 100 mila euro (per fare un esempio) ed
avere due o tre banche con affidamenti per 100 su ciascuna, mi
permette alla fine del mese di utilizzare la banca con i tassi
migliori. E' vero, ho tre affidamenti da 100 ma ne uso uno solo alla
volta.
Facevo così fino a quando c'era la cms, che non ho quasi mai pagato
perchè sono sempre restato negli affidamenti.
Ora la cms non esiste più (e quindi conviene andare fuori fido) ma in
più pago il 2% su ogni affidamento anche se non è utilizzato. Avere 3
fidi da 100 per usarne uno solo costa 4 mila all'anno in più di quanto
costava quando c'era la cms.
E' giusto ? E' un modo per mettere in concorrenza le banche o le
banche hanno preso al balzo questa occasione per legare ancora di più
le mani alla clientela ?
> Perch *nessuno si prennde volentieri *i debiti degli altri :-)
> E quando lo fa, desidera vederci chiaro su molti aspetti.
Su questo secondo punto ammetto di non esseree stato chiaro.
Il mio ragionamento è il seguente: visto che per la concessione di un
mutuo ad un privato o di un affidamento ad una impresa le banche fanno
uso di informazioni ottenute dalle varie centrali rischi che sono
entità esterne alle singole banche, sono enti a cui tutte le banche si
rivolgono, visto questo, perchè la valutazione delle varie centrali
rischi non sono consegnate al cliente ? e non possono essere
utilizzate per la sostituzione di un mutuo o di un affidamento ?
Se ho già un mutuo presso la banca A, perchè dovrebbe essere così
complesso sostituirlo con uno presso la banca B come invece
l'esperienza sulle surroga sembra mostrare ? non è che le banche fanno
un po' di ostruzionismo ?
"Asappo" <unused123@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:084e565a-9946-4cb2-afd2-b03fd234a527@o30g2000yqb.googlegroups.com...
> Ci sarebbe da discutere anche di questo. Ma che centrano le banche ?
> Vorresti dire che siccome non ci sono agevolazioni statali per il
> mondo bancario le banche si sono fatte le agevolazioni per conto loro,
> a scapito della clientela ?
No, voglio dire che in questo paese, per tanti anni e fino a poco tempo fa
(ma ci sono buone speranze che riprenda) nessuno, comprese le banche, era
abituato a stare sul mercato con le proprie gambe, a differenza di quanto
accadeva ed accade nel resto d'europa e del mondo.
Attribuire ogni colpa alle banche è estremamente riduttivo, a mio parere e
con questo sia chiaro, non sto dicendo che non ne hanno.
Se parlo di trasversalità c'è un motivo.
In italia si campa di inciuci, raccomandazioni, mani destre che lavano le
sinistre ed altri intrallazzi più o meno legalizzati.
L'europa ci sta educando, volente o nolente, a cambiare passo e cambierà
anche la cultura della clientela, siccome il denaro costa e nessuno lo
presta più volentieri.
Se poi la banca non ha i conti in ordine lo paga anche di più.
La commissione sull'accordato fa stracciare le vesti solo in italia, a quei
geni che quando fa comodo a loro ti rinfacciano quello che accade nel resto
del mondo e quando non gli fa comodo il resto del mondo è tutto qui.
Qualcosa fortunatamente sta cambiando.
No sconfinamenti oltre il fido, in attesa che arrivi lo stipendio del mese
prossimo già speso questo mese.
Avviene nel resto d'europa, si abitueranno anche qui che si può vivere anche
senza le sigarette ed il pacchetto ful di sky che costa da solo 100 euro al
mese.
Non più anticipi fatture presentati da me ed incassate presso altre banche.
Furbate funzionali a tappare i buchi.
No pretese d'investimento nelle quali si vuole guadagnare tanto e rischiare
nulla.
No fare gli asini difendendosi sempre dietro la propria ignoranza anzi,
accampandola come scusa.
No fidi scaduti e da rinnovare, per i quali si chiede la dopcumentazione
reddituale e non te la portano.
No sconfini oltre i 180 giorni che creano danno enorme in quanto alla banca
costa non sull'importo sconfinato ma sul totale accordato + lo sconfino.
No pensioni d'accompagnamento e d'invalidità a chi non le merita.
E via discorrendo poichè l'elenco sarebbe moolto lungo.
Allora, prendiamo coscienza, almeno le persone oneste, quelle che lavorano
e pagano le tasse; quelle alle quali può entrare in casa la finanza ed i
carabinieri quando vogliono perchè non hanno nulla da
nascondere......prendiamo coscienza che questo paese si deve dare una sana
regolata tutto insieme e che i furbi stanno al palo.
Le banche si adatteranno, gli piaccia oppure no.
Ciao
LucaS
"Asappo" <unused123@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:a09de6a8-34d3-4b77-b99a-472e5391a693@j21g2000yqh.googlegroups.com...
> Se ho già un mutuo presso la banca A, perchè dovrebbe essere così
> complesso sostituirlo con uno presso la banca B come invece
> l'esperienza sulle surroga sembra mostrare ? non è che le banche fanno
> un po' di ostruzionismo ?
Nessun ostruzionismo, a chi giova.
Anzi, il mondo della portabilità del mutuo è ricco di opportunità, solo che
le banche vogliono surrogare debiti sani e non debiti irredimibili.
Surrogare un mutuo è come erogarne uno nuovo, sia sotto il profilo
dell'istruttoria che dei rischi.
Il fatto che una banca l'abbia concesso due o tre anni fa, con i parametri
creditizi che certe banche (non tutte per fortuna) usavano allora, non
significa che gli stessi parametri vadano bene oggi, senza contare che nel
frattempo la situazione degli impegni può essere cambiata.
Inoltre non voglio dire che alcune banche concedevano importi elevati
rispetto al valore dell'immobile, spesso addomesticato alla bisogna ma
diciamo che il valore degli immobili è sceso va...che così non si offende
nessuno :-)
Se oggi il cliente si trova (faccio un esempio) con un debito di 150.000
euro ed un immobile che ne vale 150.000 ed un rapporti impegni/reddito oltre
il 50% (che per molti istituti andava bene tre anni fa ma oggi non più)
questo non riuscirà a surrogare il mutuo.
Scopre ora che la banca con la quale ha stipulato 3 anni fa non gli ha fatto
un favore e nel frattempo sono cambiate molte cose.
Eppure qualcuno è ancora convinto che pagare un affitto o la rata di un
mutuo siano la stessa cosa.
Ciao
LucaS
On 31 Mar, 11:51, "LucaS" <lucaS...@gmail.com> wrote:
> No, voglio dire che in questo paese, per tanti anni e fino a poco tempo fa
> (ma ci sono buone speranze che riprenda) nessuno, comprese le banche, era
> abituato a stare sul mercato con le proprie gambe...
E qua ti fermo.
La mia impresa produce elettronica. Progetta ed assembla schede. Per
progettarle ci vogliono ingegneri capaci e per produrle occorrono
macchinari costosi e personale ben addestrato. Tuttavia in Italia ce
ne sono a iosa di imprese come la mia. Tutte sul libero mercato nel
senso che se il mio cliente non è soddisfatto ci mette un attimo a
sostituirmi.
Siamo sul mercato con le nostre gambe. Non è facile, l'anno scorso è
stato disastroso ma non possiamo dire ai nostri clienti "c'è la crisi,
dobbiamo alzare i prezzi" come invece mi hanno detto i direttori di
banca.
Forse la grossa industria ha goduto di sussidi statali ma ti assicuro
che la piccola fatica e molto. E fatica perchè è nel libero mercato.
Mentre le banche no, le banche fanno cartello. Le banche non si fanno
concorrenza.
> La commissione sull'accordato *fa stracciare le vesti solo in italia, a quei
> geni che quando fa comodo a loro ti rinfacciano quello che accade nel resto
> del mondo e quando non gli fa comodo il resto del mondo è tutto qui.
Io non so cosa succede all'estero.
Io so che quando c'era la cms, io non avevo extracosti perchè
raramente andavo fuori fido.
La cms secondo me era una penale per chi sforava.
Ora la commissione sull'accordato, come ho detto prima, limita
fortemente la possibilità di mettere in concorrenza le banche.
> No sconfinamenti *oltre il fido, in attesa che arrivi lo stipendio del mese
> prossimo già speso questo mese.
> Avviene nel resto d'europa, si abitueranno anche qui che si può vivere anche
> senza le sigarette ed il pacchetto ful di sky che costa *da solo 100 euro al
> mese.
> Non più anticipi fatture presentati da me ed incassate presso altre banche.
> Furbate funzionali a tappare i buchi.
> No pretese d'investimento nelle quali si vuole guadagnare tanto e *rischiare
> nulla.
> No fare gli asini difendendosi sempre dietro la propria ignoranza anzi,
> accampandola come scusa.
> No fidi scaduti e da rinnovare, per i quali si chiede la dopcumentazione
> reddituale e non te la portano.
> No sconfini oltre i 180 giorni che creano danno enorme in quanto *alla banca
> costa non sull'importo sconfinato ma sul totale accordato + lo sconfino.
> No *pensioni d'accompagnamento e d'invalidità a chi non le merita.
> E via discorrendo poichè l'elenco sarebbe moolto lungo.
E' vero, ci sono anche i casi che elenchi. Ma non credi che la cms
fosse un deterrente migliore per punire gli sconfinamenti ?
Cosa centrano i clienti puntuali e che rispettano le scadenze, che non
fanno giochetti strani, che non mirano a fregare ?
Sono loro ad essere fregati.
> Allora, *prendiamo coscienza, almeno le persone oneste, quelle che lavorano
> e pagano le tasse; quelle alle quali può entrare in casa la finanza ed i
> carabinieri quando vogliono perchè non hanno nulla da
> nascondere......prendiamo coscienza che questo paese si deve dare una sana
> regolata tutto insieme e che i furbi stanno al palo.
Fosse vero ... Purtroppo il mondo è dei furbi. E io non sono tra loro.
> Le banche si adatteranno, gli piaccia oppure no.
Il problema è che si sono già adattate
"LucaS" <lucaS958@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4bb23d49$0$1133$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..
> Posto in questo modo il problema, secondo me, è banalizzato anzi direi
> italianizzato,
La verità è che alcune "anomalie" riguardano solo l'Italia.
Tra queste, il sistema bancario è una delle principali.
Basta "ricordare" (non c'è bisogno di libri, ammesso che ve ne siano di
veritieri) *come* è avvenuto il passaggio dalle banche pubbliche al sistema
privato
> Tralascio ulteriori considerazioni sul deus ex machina che hai citato e
> sul ruolo (ed in alcuni caso "non ruolo") che ha avuto nella storia
> bancaria nazionale degli ultimi 40 anni.
Esprimo una mia opinione e, ovviamente, la contesti. Fin qui tutto ok.
Ti cito Bankitalia e non ti sta bene.
Riporto opinioni di fior di economisti e studiosi de "lavoce.info" e pure
quelli dicono cazzate.
Riprendo articoli di giornale..... stronzate pure quelle.
Riferimenti ad associazioni di consumatori.... per carità.... neanche ci
provo.
Ora provo a vedere se sul Vangelo o sulla Bibbia c'è qualcosa che ti
convinca che le banche ci stanno affamando.
Anzi.... trovato!
In un prossimo articolo ti parlerò.... del Corano.
Hai visto mai?!?!
;-)
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4bb3be55$0$827$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> Ora provo a vedere se sul Vangelo o sulla Bibbia c'è qualcosa che ti
> convinca che le banche ci stanno affamando.
> Anzi.... trovato!
> In un prossimo articolo ti parlerò.... del Corano.
> Hai visto mai?!?!
Il problema è che li citi a tuo uso e consumo, per giustificare le tue
affermazioni.
Con te non c'è dialettica, non può esserci.
Un passo da qui....due righe da là......tutto come fa comodo a te.
Dovrei seguirti in questo gioco?
Io almeno, oltre a Vangelo e Bibbia, ho letto anche il Corano ;-)
ciao
LucaS
LE BANCHE ITALIANE............
kappa: ...............che avevano ricevuto sostegni finanziari in base a una legge
voluta da CIAMPI, e che porta il suo nome, in seguito a una decisione dell'
Europa devono restituire allo stato italiano...
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22-06-2007 11.08.13
Le banche italiane....
Geronimo&Scalper'$: controllate con un pugno di azioni....
ben venga la lezione di ABN ........
gli ha suonato la SVEGLIA....
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31-03-2005 18.46.10
Le banche Italiane
kappa: Dresdner Bank declassa le banche Italiane da NEUTRAL a UNDERWEIGHT .
Fanno eccezione UNICREDITO E BANCA POP DI VERONA E NOVARA.
Sei contento Peppuzzo della tua (e mia) Unicredit?