Lo devo ammettere, l'ultima campagna pubblicitaria del Gruppo Intesa San
Paolo è veramente bella, a livello cinematografico. Trattasi di 3 veri e
propri "corti" (minifilm) con regia, soggetto, attori preparati, doppiatori
d'eccellenza. Insomma un gran bel lavoro ed un forte investimento, vista
anche la durata inusuale rispetto alla norma (quasi un minuto e mezzo per
ciascuno). Il messaggio è quello della banca al servizio dei giovani (futuri
imprenditori) che vogliono mettersi in proprio o di piccole imprese in
difficoltà.
Il tutto in maniera molto "discreta" ed apparentemente realistica: "... ce
la farà? Ancora non lo sappiamo....".
E appare il logo del Gruppo, come a dire "e noi siamo qui per finanziarlo".
Questo in estrema sintesi il messaggio che si vuole dare.
Ne ho trovato uno su youtube di qusti 3 spot e ve lo sottopongo: http://www.youtube.com/watch?v=AkoA-SMumoM
E questo è il "sogno" (come viene anche definito negli spot).
Ma veniamo alla realtà, o almeno ad "una" realtà che però pare sia piuttosto
diffusa se arriva pure in tv.
Ho registrato uno spezzone di TG5 delle 13 (Rubrica "Indignato Speciale") di
qualche giorno fa e l'ho depositato qui a vostra disposizione:
Trattasi del caso di una piccola impresa in crisi la cui titolare donna
"racconta" le vicissitudini che le stanno capitando nel rapporto con le
banche.
Non c'è regia, non ci sono doppiatori, non c'è colonna sonora. Ma c'è la
vita di tutti i giorni, quella vera, ed anche un po' di disperazione oltre
alla speranza di farcela.
Ce la farà questa giovane imprenditrice cui la banca "sequestra" anche i
soldi del 27 per pagare gli stipendi ai dipendenti? Non lo sappiamo. Ma se
ce la farà è possibile che ciò avvenga *nonostante* la banca.
ps: in questo Ng vengo a volte (simpaticamente) definito come un "talebano",
come uno che ce l'ha su con le banche per partito preso o per fatto
personale.
Vi invito a dare un'occhiata ad alcuni "commenti" (certamente non miei)
sugli spot del San Paolo, ad esempio qui: http://www.megamodo.com/201056577-tr...esa-san-paolo/
Sono quelli più "gentili" ed equilibrati che ho trovato. In rete c'è di
molto peggio.
;-)
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4b963b94$0$1135$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..
> ps: in questo Ng vengo a volte (simpaticamente) definito come un
> "talebano", come uno che ce l'ha su con le banche per partito preso o per
> fatto personale.
Oh, a Voi moderatori dell'NG non si può fare una battuta che subito ve ne
appropriate e ne fate un marchio.
Tu con sta storia del talebano, quell'altro con la Gringott's :-)
Tornando seri, io credo che il problema vada razionalizzato e già così è
molto complesso e difficile da discutere su un ng, figuriamoci se ci
fermiamo al lato emozionale.
Pur con il massimo rispetto che ho per le persone e gli aspetti umani legati
a certe situazioni che io stesso, purtroppo, tocco con mano ogni giorno e
vivo con molto malessere consapevole, anche da padre di famiglia, che la
società che lasciamo in eredità ai nostri figli, non è quella che abbiamo
sognato per loro, prima che nascessero ma nemmeno per noi da vecchi.
Che nel nostro paese ci sia sempre stato un intreccio tra mondo finanziario
e politica non è segreto per nessuno e non basta certo una lattina vuota di
pelati sulla scrivania a mo di portapenne per tirarsi fuori.
Spero tu sia daccordo su questo.
La pubblicità che hai menzionato l'ho vista e francamente non mi è
piaciuta ma è pur sempre pubblicità.
Nulla di più.
I problemi veri sono altri, primo tra tutti quello del concedere credito
in modo corretto.
Arte riscoperta, volente o nolente, da poco.
Un problema globale ma che nel nostro paese trova attori poliedrici, direi
quasi goldoniani, da commedia dell'arte che come sai si caratterizza per
l'improvvisazione.
Altrimenti non si spiega come mai mentre in europa, crescevano gruppi
bancari capaci di fare utili in tutti i paesi del mondo, da noi facevano il
loro porco comodo i furbetti del quartierino con la loro bella compagnia
briscola.
Siamo un paese di guitti e marionette, questa è la verità.
Un paese che ama dare lustro ai vari Coppola, Coppoline e Coppolette, con
il cinema americano che praticamente parla quasi italiano e giustamente ne
andiamo fieri.
Degli altri, i ricercatori che sono fuggiti dall'italia per andare a
lavorare in centri universitari dove non spadroneggiavano le baronìe
politiche ma solo le capacità personali, ce ne accorgiamo e tentiamo di
riappropriarcene, solo quando si candidano al Nobel.
Caro Fred gli italiani hanno tante cose che si meritano; il loro sistema
bancario è tra queste.
Un caro saluto
Lucas
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> wrote in
news:4b963b94$0$1135$4fafbaef@reader1.news.tin.it:
> Lo devo ammettere, l'ultima campagna pubblicitaria del Gruppo Intesa
> San Paolo è veramente bella, a livello cinematografico. Trattasi di 3
....
posso essere sincero? La prima volta che l'ho vista, quando alla fine ho
capito che era la pubblicità di una banca, mi è scappato un sonoro "Ma
vaffanbeep!". Questo non tanto perché si trattava di una banca, ma perché
queste pubblicità, in cui si parla di tutto meno che di quello che si fa e
che è proprio quello che dovrebbe essere pubblicizzato, proprio non le
sopporto.
Mi ha fatto tornare in mente la pubblicità di una nota marca
automobilistica, che tra l'altro possiedo. Quella che, citando Erasmo da
Rotterdam, terminava con "Il cuore ha sempre ragione". Ogni volta che
passava a me invece venivano sempre in mente i possibili sottotitoli: "Tu
pensa al tuo cuore, che noi pensiamo al tuo portafoglio".
"Denis Sbragion" <d.sbragion@infotecna.it> ha scritto nel messaggio
news:Xns9D37B99B2F4D8dsbragioninfotecnait@193.43.9 6.1...
> posso essere sincero? La prima volta che l'ho vista, quando alla fine ho
> capito che era la pubblicità di una banca, mi è scappato un sonoro "Ma
> vaffanbeep!". Questo non tanto perché si trattava di una banca, ma perché
> queste pubblicità, in cui si parla di tutto meno che di quello che si fa e
> che è proprio quello che dovrebbe essere pubblicizzato, proprio non le
> sopporto.
Idem ;-)
Inoltre trovo veramente "curioso" che in un periodo di "credit crunch" come
questo, di lavoro sempre più precario e indifeso (l'ultimo decreto del
Governo sul tema grida vendetta), di Basiela 3 alle porte, si faccia un così
imponente investimento pubblicitario sui "sogni", senza capire che poi alla
fine il messaggio che resta è proprio quello del *sogno*, ben lontano dalla
realtà.
Questo naturalmente dopo il "vaffa" di rito, al termine di ciascun passaggio
dello spot.
:-)
ps: quante famiglie/imprese avrebbe potuto finanziare il gruppo Intesa con i
quattrini spesi in pubblicità?
"LucaS" <lucaS958@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4b96af97$0$814$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> Caro Fred gli italiani hanno tante cose che si meritano; il loro sistema
> bancario è tra queste.
Si LucaS ma non ci provare, io non mi rassegno.
;-)
Le cose possono cambiare, anche nel nostro Paese, come la storia insegna.
Dipende solo da noi, da tutti noi. Ognuno nel proprio piccolo (o grande) può
fare qualcosa, con la parola e con l'esempio concreto.
I "sistemi" illegali di asservimento della politica, della finanza e
dell'economia a fini di esclusivo interesse personale appartengono comunque
ad una piccola, seppur potente, minoranza di farabutti.
Occorre che la *maggioranza* sia resa consapevole di questo e che non si
lasci andare invece a meschini, ipocriti, infantili e rassegnati tentativi
di "imitazione" di questi delinquenti.
E quel che resta di potere onesto in Italia (qualche politico, qualche
magistrato, forze dell'ordine, pubbliche istituzioni di controllo) devono
assolutamente poter percepire che la "gente" è vicina a loro e non ai
delinquenti.
I media "indipendenti" (se ce ne sono ancora) devono fare la loro parte in
tal senso.
Anche la Rete ormai può avere un ruolo importante in tutto ciò.
Adelante, adelante!
;-)
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4b98d998$0$1115$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> Le cose possono cambiare, anche nel nostro Paese, come la storia insegna.
Capiti giusto giusto con un appassionato della materia :-)
Di quale storia stai parlando?
> Anche la Rete ormai può avere un ruolo importante in tutto ciò.
> Adelante, adelante!
Adelante Pedro....... con juicio :-)
Bene, entrambi abbiamo letto il Manzoni ma ricordati che la storia insegan
una cosa molto importante.
Nessuna rivoluzione è mai partita dal basso.
Ciao
LucaS
"LucaS" <lucaS958@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4b9aa0bf$0$1112$4fafbaef@reader4.news.tin.it. ..
> Capiti giusto giusto con un appassionato della materia :-)
> Di quale storia stai parlando?
Anche di quella nostrana.
Bene o male un ventennio di dittatura vera ce lo siamo lasciato alle spalle
da parecchio.
Mi sembra un cambiamento non da poco. Ok, c'è voluto un grosso intervento
"esterno" ma anche gli italiani hanno fatto la loro parte, con lacrime e
sangue da entrambe le parti.
> Nessuna rivoluzione è mai partita dal basso.
Come si suol dire "ci casca a fagiolo" questa tua affermazione, che
condivido.
E infatti:
- io sono un ex "alto" dirigente;
- tu svolgi un "alto" ruolo nel settore strategico dei mutui ed hai avuto
"alte" responsabilità in altri settori:
- Vinicio è un "alto" esponente sindacale
- altri partecipanti al Ng sono di "alto" profilo (Max e tanti altri)
Anche gli orientamenti politici mi pare che attraversano l'intero arco
parlamentare. c'abbiamo il Centro, la Sinistra moderata, gli estremisti
talebani (che vanno bene sia per l'estrema destra che per l'estrema
sisistra).
Insomma, gli ingredienti ci sono tutti.
Le "masse" poi ci seguiranno, come sempre è avvenuto per qualsiasi
rivoluzione.... all'inizio.
Quando si comincia?
^_________^
ps: forse ho dimenticato di chiedere se in effetti vi va di farla 'sta
rivoluzione del credito.
Ma, come ormai avrai capito, per me questo è un dettaglio trascurabile.
;-)
Adelante adelante!
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4b9cc1a4$0$823$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> Le "masse" poi ci seguiranno, come sempre è avvenuto per qualsiasi
> rivoluzione.... all'inizio.
> Quando si comincia?
Villa ha muerto, viva Villa, viva la revolucion...
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4b9cc1a4$0$823$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> - tu svolgi un "alto" ruolo nel settore strategico dei mutui ed hai avuto
> "alte" responsabilità in altri settori:
Fred, lo dico quasi con un po di pudore ma pensavo che ormai dopo anni, si
fosse capito; io sono un direttore.
Amo il mio lavoro e cerco di svolgerlo in maniera onesta e nel rispetto di
chi mi paga lo stipendio.
Azienda e clienti.
Il rispetto per i colleghi lo devo per il ruolo, a prescindere dallo
stipendio.
Magari non sempre ci sono riuscito ma la buona volontà non è mai mancata.
Non credo che il settore del credito abbia bisogno di una rivoluzione.
Provengo, come tanti altri, da una famiglia che ha dato a questo paese
partigiani, prigionieri e deportati; mi bastano i ricordi dei miei zii e le
brutte storie raccontate da mia madre buonanima.
Le rivoluzioni sono brutte....lasciano strascichi pericolosi, ferite che non
si chiudono e sopratutto oscurano la ragione.
Quella ragione che mette a disposizione di ciascuno di noi, nella nostra
coscienza, gli strumenti per discernere il bene dal male; le cose giuste da
fare contro quelle ingiuste.
Quando una società non è in grado di educare i propri figli con questi
concetti elementari (e mi pare che la nostra sia sulla buona strada), ha di
peggio di cui preoccuparsi che non il proprio sistema bancario.
Un caro saluto
Lucas
"LucaS" <lucaS958@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4b9d2476$0$1104$4fafbaef@reader4.news.tin.it. ..
> Amo il mio lavoro e cerco di svolgerlo in maniera onesta e nel rispetto
> di chi mi paga lo stipendio.
La questione è proprio questa: acceteresti lo stipendio se sapessi che chi
te lo eroga non è onesto?
E non mi riferisco ad entità stratte come "l'azienda" ma a singole persone
fisiche, quelle che compongono il c.d. "vertice" dell'azienda.
Anch'io ho amato (moltissimo) il mio lavoro per oltre 33 anni. Ma l'ho amato
non solo in quanto tale ma soprattutto per la grande stima che avevo nei
"vertici" e nei progetti che portavano avanti.
E la stima era reciproca, se avevi delle idee venivi ascoltato. E se ti si
diceva di no ti veniva spiegato il perché.
Poi ad u n certo punto la situazione è cambiata. Mi sono trovato davanti un
"vertice" completamente diverso, disonesto intellettualmente, che non
ascoltava, che imponeva, in un clima aziendale di "tutti contro tutti".
Me ne sono andato LucaS, pur con estrema sofferenza, consapevole che con
gente diversa avrei potuto dare ancora qualche contributo professionale.
Ma, si sa, il tempo lenisce qualsiasi ferita e ormai quelle robe sono acqua
passata.
Da tempo ho riacquistato pienamente serenità e, soprattutto, libertà, di
pensiero, di parola e di azione. Ormai non saprei più rinunciarci.
Come già detto, ciò che non accetterò mai è la rassegnazione, il c.d.
"quieto vivere", il lento logoramento che consuma la vita di chi decide di
viverla nel compromesso permanente.
Lo so anch'io che ormai c'è molta gente che pensa di essere nel giusto, di
essere onesta, di comportarsi al meglio, solo perchè riesce a "controllare"
il consumo personale di coca, perchè "ruba" poco, perché evade le tasse ma
non in modo esagerato, perché 2/3 SMS al mese da 2 euro l'uno li manda,
perché ai figli minorenni regala la (più sicura) macchinetta finta (meglio
le 4 ruote, pensa) piuttosto che lo scooterone.
E mi rendo conto che non è facile uscire da certe logiche ma....
> Non credo che il settore del credito abbia bisogno di una rivoluzione.
E invece io dico di sì (e non mi pare di essere solo al mondo), oggi più di
ieri e meno di domani
;-)
> Le rivoluzioni sono brutte....lasciano strascichi pericolosi, ferite che
> non si chiudono e sopratutto oscurano la ragione.
Ok, vogliamo cambiare termine? Parliamo di radicale cambiamento, la sostanza
resta immutata.
Quel che bisogna far capire alle banche è che la loro invenzione del TBTF
(troppo grandi per fallire) non è altro che un misero ricatto, inaccettabile
da qualsiasi Governo degno di tale nome.
Si deve partire da qui. Il resto è conseguente.
> Quando una società non è in grado di educare i propri figli con questi
> concetti elementari (e mi pare che la nostra sia sulla buona strada), ha
> di peggio di cui preoccuparsi che non il proprio sistema bancario.
Sono d'accordo ma la mala-finanza è parte integrante di *questa* società.
> Un caro saluto
> Lucas
Buona settimana lavorativa a tutti noi.
Saluti. Fred®
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4b9d6633$0$1142$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..
> La questione è proprio questa: acceteresti lo stipendio se sapessi che chi
> te lo eroga non è onesto?
> E non mi riferisco ad entità stratte come "l'azienda" ma a singole persone
> fisiche, quelle che compongono il c.d. "vertice" dell'azienda.
In settimana, tra fiumicino e linate, m'è capitato in mano uno di quei
giornaletti che vengono distribuiti nelle metropolitane e nelle stazioni
ferroviarie.
Tra i titoli in prima pagina:
"Scandalo derivati, dirigenti bancari sul bancomat degli accusati"
Come vedi, le giovani leve del giornalismo, hanno le idee un po confuse sul
problema :-) e non so, in tutta onestà, fino a che punto sia un male o un
bene.
Per rispondere alla tua domanda, io credo che un'azienda, in particolare una
banca, sia una realtà complessa.
Io non giudico le singole persone, non potrei farlo e non mi piace farlo.
Giudico le governances, le strategie, i modelli organizzativi e
l'orientamento di questi alla crescita sostenibile.
E' da queste cose che si capisce quando è il momento di restare oppure di
mettersi sul mercato.
La mia realtà, per il momento, mi piace molto :-)
Tratto dal messaggio 4ba3dccb$0$1106$4fafbaef@reader4.news.tin.it di LucaS:
> La mia realtà, per il momento, mi piace molto :-)
Beato te ...
La *mia* realtà è precipitata in caduta libera negli ultimi anni.
Ogni tanto mi capita di rileggere i miei vecchi post, quelli che risalgono
all'invenzione della "Gringotts Bank"...
Tratto da un mio messaggio del 2005:
""""""
>> Gringotts Bank LTD, Diagon Alley.
> Ma lavori in una banca all'estero?
No, ma discutendo con altri bancari ogni tanto mi sembra che la "mia"
banca sia immaginaria ...
^__^
""""""""
Ecco, ora la Gringotts è stata assorbita dalla Voldemort's.
Tutti i valori che c'erano sono stati spazzati via, non esiste comunicazione
tra la base e "la cima".
E sono stati eletti come "capetti" alcuni yes man perfettamente integrati
nel loro ruolo.
I capi, da 400 km di distanza, decidono che nella filiale X ci sono troppi
operativi (che schifo gli operativi, non rendono niente, meglio i venditori,
così rifilano tutte le schif... ehm, illustrano tutti i nostri ottimi
prodotti alla spettabile clientela).
Da 15 restano in 9.
Ammesso e non concesso che prima in 15 fossero troppi, oggi quando i 9 sono
tutti presenti si riesce al pelo a fare l'ordinario. Non vengono considerate
ferie, malattie e altri inconveniente.
Capetto neo eletto:
"Beh, non c'è problema, se siamo la metà basta lavorare
il doppio e otterremo lo stesso risultato!"
E purtroppo non sto scherzando ...
Ecco, la mia realtà NON mi piace più, ma ormai, a 47 anni, e con una
specializzazione forse approfondita ma assolutamente non ambita, non
posso fare altro che aspettare la pensione...
"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:80mjciFmseU1@mid.individual.net...
> Ecco, ora la Gringotts è stata assorbita dalla Voldemort's.
Anche la mia è stata acquistata ma mi pare che siamo stati un po più
fortunati.
Almeno fino ad oggi.
Sono perplesso.
Senza motivazione e senza condivisione di obiettivi e strategie,
secondo me non si va da nessuna parte.
Avere tutti a bordo deve essere l'obiettivo principale di qualsiasi
funzione di coordinamento (il capetto come lo chiami tu).
Io ricordo quando la tua banca era un gioiello di utili e di efficienza, al
cui confronto la mia invece navigava a vista e cominciava già ad
assomigliare a quel carrozzone che è stato poi per diversi anni, tanto da
indurre molti bravi colleghi, alla vista dei pirati :-) , ad alzare le
suole per cercare acque migliori.
Arrivammo ad un punto che la sola vera ricchezza della mia banca erano le
risorse, la cui preparazione era un valore aggiunto al confronto di altre
realtà.
Per acquistare le azioni della tua invece, non bastava avere i soldi ma era
necessario essere presentati da altri due soci e le azioni appena
acquistate si mandavano quindi all'ufficio titoli della società,
accompagnate dalla loro bella domanda di intestazione che doveva essere
prima vagliata ed approvata.
Chissà però se a fronte di tanta apparente trasparenza, non c'era invece
già allora altrettanta opacità.
Altrimenti non si spiega tanta caduta e non solo di stile.
Ti posso dire che da me, gli operativi presenti nelle agenzie sono invece
considerati preziosi per tutta una serie di ragioni lunghe da elencare.
Te ne illustro una tra le più importanti a mio avviso: chi conosce meglio e
più di ogni altro, tutti i clienti se non il cassiere?
Da lui si trovano informazioni (ammesso le voglia dare) che nessun
applicativo può fornire.
La squadra è una sola e ciascun elemento è importante, tanto che anche gli
operativi entrano nei piani annuali d'incentivazione.
Poi, come già ho scritto in altre occasioni, non sono sempre tutte
rose&fiori, tutt'altro e non è che da me chiedono il permesso alla rete
per portare avanti i loro piani ma c'è indubbiamente un grande sforzo per
condividere gli obiettivi ed una grande attenzione alle opinioni ed al
sentiment di ciascuna risorsa.
Problemi tanti ma anche la consapevolezza di lavorare per gente che non
solo sa fare gli utili ma li fa in modo intelligente, a mio modesto
avviso.
Quando ci fu la crisi, a fine 2008 e si parlava nemmeno tanto velatamente
di gravi difficoltà finanziarie per alcuni grandi gruppi italiani, ci
furono un paio di mesi nei quali vi furono picchi giornalieri di clienti di
altre banche che venivano ad aprire il conto ed a versare soldi.
Eh si, la sua banca sarà differente ma....... la mia è solida :-)
Un cordiale saluto
LucaS
"LucaS" <lucaS958@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4ba64420$0$1141$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..
> Poi, come già ho scritto in altre occasioni, non sono sempre tutte
> rose&fiori, tutt'altro e non è che da me chiedono il permesso alla rete
> per portare avanti i loro piani ma c'è indubbiamente un grande sforzo
> per condividere gli obiettivi ed una grande attenzione alle opinioni ed al
> sentiment di ciascuna risorsa.
> Problemi tanti ma anche la consapevolezza di lavorare per gente che non
> solo sa fare gli utili ma li fa in modo intelligente, a mio modesto
> avviso.
Mi sono sempre domandato e continuo, dal di fuori, a domandarmi, ma davvero
l'erba del vicino è più verde?
E perchè il prato con l'erba ingiallita, oggettivamente e non
soggettivamente come sarebbe facile pensare, tocca, più o meno sempre a
quelli?
O, forse, le oasi, con tutte le eccezioni del caso, sono proprio delle oasi
ed è molto difficile trovarne una vicina all'altra?!
Attenzione, personalmente sono sempre partito dal ragionamento che un
palazzo con un'insegna, bancaria o farmaceutica che sia, non è altro che una
scatola vuota, per farla diventare un'azienda servono le persone. E sono le
persone a determinare se quell'azienda sarà un prato verde intenso o marrone
putrescente, alla fine però qualche cosa non fa tornare i conti; e devi
ammettere che per una banca è drammatico :-)
Buona serata
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
"Gi_pll" <cippa@lippa.it> ha scritto nel messaggio
news:80n3p6FopnU1@mid.individual.net...
> Mi sono sempre domandato e continuo, dal di fuori, a domandarmi, ma
> davvero l'erba del vicino è più verde?
Vinicio sa per quale banca lavoro.
Un certo tipo di gestione, non propriamente motivante, l'ho vissuta e subìta
per anni, ne più ne meno di quanto, purtroppo, tocca ancora oggi a tanti
altri bravi colleghi, presenti anche qui e che hanno tutta la mia
solidarietà.
Poi un giorno sono arrivati nuovi padroni ed hanno acquistato "cash" con i
loro soldi e non con operazioni poco chiare e poco trasparenti come
avrebbero voluto invece fare altri.
Poi hanno cominciato a mettere ordine e Dio solo sa se ce n'era bisogno,
anche se le novità, almeno inizialmente, hanno frastornato un po tutti.
Non dei banchieri improvvisati, come purtroppo ne abbiamo ancora molti nel
nostro paese ma dei professionisti abituati a fare business nei cinque
continenti.
Non fraintendermi, non ho detto che sono dei santi :-) vorrei fosse chiaro
ma più passa il tempo e più mi rendo conto che nel bene o nel male, a
seconda dei punti di vista, è un altro pianeta rispetto al panorama
bancario che ho vissuto e che molti colleghi vivono ancora oggi, anche in
altri grandi gruppi.
Anche una sfida quotidiana per ciascun dipendente se vogliamo, tanto che
nelle giornate in cui sono stanco (magari è l'età) auspico anch'io di andare
in pensione presto :-)
Però la mia banca è oggi tra le poche o forse l'unica che in italia anzichè
chiudere o vendere sportelli ne stanno aprendo di nuovi a ritmo programmato
e costante, con investimenti che oscillano dai 500 ai 700 mila euro per
ogni insegna nuova che compare sul territorio.
Qualcosa vorrà pur dire.
ciao
Lucas
ot : quanti sogni........
Vincente Vega: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=4826&sez=HOME_SPETTACOLO
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09-07-2007 13.34.24
I miei TRE sogni ! ! !
PAULETTO: Il primo si e' avverato ! La fragorosa caduta del MURO di QUOTA 37.000
dopo oltre 60 giorni di assedio.
Nel 1989 ero a Berlino alla caduta della DDR in occasione del Primo Raduno
Mondiale...
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2
17-08-2006 09.33.37
I SOGNI
Giuseppe Pezzotti: Silvio Berlusconi parla di "sogni che diventeranno realtà se tutti
sogneremo insieme". Sono sogni fatti di belle parole, come "impresa",
"ricchezza", ecc. ecc.
Io, molto più semplicemente, non...
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05-04-2006 17.23.24
SOGNI
cacasenna: Il metodo Aspen anche per i conti pubblici
Anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo fatto un sogno. Abbiamo sognato
Giulio Tremonti che un bel mattino decide di convocare gli Aspen boys per...