Può una crisi finanziaria nata oltreoceano, in uno dei Paesi più "ricchi" al
mondo, appestare Paesi molto lontani, più deboli, fiaccarne le economie fino
al limite della bancarotta statale?
Può, grazie alla globalizzazione, alle tecnologie che fanno viaggiare il
denaro alla velocità della luce, soprattutto grazie all'avidità delle banche
di mezzo mondo.
Banche che cercano di fregarsi una con l'altra, proprio come si fa con la
clientela.
Ma.... chi la fa l'aspetti e così diverse banche europee (e non solo) si
sono ritrovate anche loro col classico cerino in mano, leggi montagne di
prodotti finanziari "tossici" che inizialmente promettevano lauti e veloci
guadagni ma che poi si sono rivelati carta straccia.
Ma siccome le banche non possono fallire, non devono fallire (almeno finchè
è possibile), ecco che si è arrivati al rigonfiamento del debito pubblico
dei Paesi europei proprio per "salvare" le banche.
Chiaro che i Paesi più "deboli", cioè con debito pubblico molto alto stanno
soffrendo più di altri.
E così arriviamo ai nuovi acronimi: PIGS (in italiano, porci), diventato poi
PIIGS ed ora, più carinamente, GIPSI.
Il tutto sta per i Paesi europei considerati "a rischio", sia pure a livelli
diversi.
Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia. Questo è l'ordine (decrescente)
attuale.
L'Italia quindi per ora pare messa meglio degli altri compagni di sventura.
Le ragioni le conosciamo.
Proprio per questo occorrono interventi governativi *adesso*, senza
aspettare che l'Italia diventi come la Grecia o l'Irlanda.
A questo link trovate un interessante articolo che spiega molto meglio di
quanto possa fare io i termini della questione.
"A latere" mi permetto riaprire una piccola polemica con LucaS, relativa
proprio alla Grecia.
Lui ha sostenuto che, in questi giorni, arriva gente allo sportello in cerca
di obbligazioni della Grecia o prodotti similari, a caccia dei soliti "alti
rendimenti". Non dubito che casi del genere si stiano verificando, come
sempre accade in certe situazioni. I "pazzi" che si avventurano in queste
cose non sanno valutare i rischi spaventosi che si corrono. Oppure hanno
soldi da buttare (magari perchè facilmente guadagnati).
Mi piace però riportare anche parte di un articolo comparso di recente su
it.economia.investire in cui tra l'altro si dice:
From: "abbo"
Sent: Friday, February 19, 2010 2:56 PM
Newsgroups: it.economia.investire
Subject: Re: Titolo di stato Greco
> Guarda, non conosco il titolo nella fattispecie, ma proprio ieri mia
> madre ha ricevuto dalla banca una indicazione di questo tipo:
> "Signora, le consigliamo in questo momento titoli greci, in quanto
> sicuramente, se le cose dovessero peggiorare, l'europa salverà la
> Grecia e non la Spagna.".
> Questo è il discorso della banca.
> Io sinceramente mi sono un po' incavolato, anche perchè mi sembra che
> la banca abbia un po' di Grecia da sbolognare, anche se nella realtà
> non ho modo di supportare la mia convinzione.
.......
Ecco, dov'è la verità *vera*? Chiaro che nessuno mai lo saprà (o avrà la
possibilità di documentare verità o falsità).
Personalmente credo ad entrambe le cose dette.
Con la differenza che il cliente "furbetto" si fa male (malissimo) da solo
mentre la banca con i suoi "consigli" può far "piangere" anche gente
inconsapevole. C'è una bella differenza.
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4b83fd0f$0$1108$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> Ecco, dov'è la verità *vera*? Chiaro che nessuno mai lo saprà (o avrà la
> possibilità di documentare verità o falsità).
> Personalmente credo ad entrambe le cose dette.
E' pacifico che non è qui che ci si fa un'idea della realtà.
Se un impiegato da consigli di quel tipo è ovvio che la prima cosa che si
pensa è proprio quella che ha pensato colui che ha scritto l'altro post.
Io credo che certi comportamenti scorretti e non ho dubbi che in qualcosa di
ampio com'è la rete nazionale di sportelli ve ne siano tutt'ora, dovrebbero
emergere.
Salvo che l'impiegato in questione, ammesso e non concesso vi sia un ordine
di scuderia dietro, verrebbe con tutta probabilità, abbandonato a se
stesso, sottoposto a sanzione disciplinare con tutto quel che ne consegue.
Come disse più o meno (certamente lo ricordi meglio tu) anni fa un alto
dirigente abi, "noi diamo delle regole, se il dipendente trasgredisce è un
dipendente infedele".
Ho visto colleghi, a tutti i livelli e non solo a quello impiegatizio,
giocarsi il posto di lavoro qualche volta con successo, grazie alla
leggerenza del pensare e peggio, dell'agire. Grazie alla loro debolezza, che
ha permesso ad altri di esercitare pressioni (o lusinghe, che se vogliamo è
la stessa cosa) accolte nel peggiore dei modi.
Il problema esiste, è fuor di dubbio.
Come ho già scritto, esiste in istituti che sono ben coscienti del fenomeno
e cercano di monitorarlo e circoscriverlo.
Figuriamoci altrove.
Un saluto
Lucas
"Max max" <maxmax@nomail.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4b84217f$0$1118$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> Non sono solo le banche e comunque dietro ci sono uomini con nome e
> cognome.
> Non diamo la colpa a chi alla fine non esiste.
Beh, mi pare che tutti sono d'accordo nell'affermare che la crisi è partita
(2007) dalla finanza, in particolare dai colossi bancari statunitensi. Se
vogliamo fare nomi l'elenco sarebbe piuttosto lungo. Mi limito alle varie
Freddie Mac (Federal Home Mortgage Corporation) e Fannie Mae (The Federal
National Mortgage Association), finanziarie private ma con "protezione"
governativa per arrivare alle grandi banche d'affari sempre americane.
Conosciamo tutti ormai la storia dei mutui subprime e come tutto sia
iniziato da lì.
Il fatto è che poi i titoli "derivati" emessi hanno rapidamente fatto il
giro del mondo, Europa e Italia compresi, essendo spacciati per titoli
"garantiti" ma ad alto rendimento. E inizialmente era proprio così. Sembrava
la nuova manna del terzo millennio. In questo senso ho parlato di "avidità"
delle banche. E' questo che ha permesso la veloce diffusione del virus e
confermato la miopia del sistema bancario, il non saper guardare aldilà
delle "trimestrali". Per mesi e mesi poi si è continuato a dire che la crisi
era "solo" finanziaria.
Anche qui grosso errore (in buona o mala fede) di economisti e analisti
vari. Si è visto (stiamo vedendo) come il passaggio da crisi finanziaria a
crisi economica sia stato altrettanto veloce e dirompente, con lacrime e
sangue fatti di PMI che "saltano" e disoccupazione crescente.
Ora (solo ora) si comincia a parlare addirittura di possibile "default" di
uno o più Stati europei.
Chiaro che a questo punto siamo coinvolti un po' tutti: banchieri,
imprenditori, governanti, pubbliche amministrazioni, famiglie, ecc. però il
peccato originale resta quello prettamente "finanziario".
paura debito Spagna, Portogallo,Grecia ... e 'Italia ?
marinepa: Vi copio ed incollo da tg24 di 4 mesi fa,
mi sfugge qualcosa, perchè tanta paura per la Spagna che ha un debito
del 40% ROTFL e non per l'Italia che ormai penso viaggi oltre il 100% ?
e la Spagna...
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06-02-2010 06.05.03
Grecia o non Grecia... DCGN +109%
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