Ebbene sì, caso raro da non perdere, un banchiere accetta di intervenire ad
una trasmissione radiofonica, sia pure via telefono. Un evento!
Talmente tale che perfino il curatore della trasmissione lo sottolinea,
ricordando (lui non io) come i banchieri normalmente si rifiutino di
"parlare" in ogni luogo (figuriamoci se vengono da queste parti, Asappo).
E non è una radietta locale, è Radio24, un'emittente nazionale.
Brevemente si tratta di questo (tratto dal sito radio24.it):
"Tassi spuntati dal nulla"
"Un nostro ascoltatore, Flavio Ferrari, soddisfatto cliente della sua banca
lamenta, tuttavia, il cambio improvviso dei tassi d'interesse applicati da
Fineco Bank ai depositi bancari. Una diversa modalità di calcolo dei tassi
che sarebbe stata comunicata dall'istituto di credito via lettera, in
maniera sbrigativa, e che non sarebbe proprio a vantaggio dei correntisti
come ci spiega Elio Lannutti, presidente di Adusbef. Non è di questo avviso
e ci fornisce le spiegazioni del caso, Franco Ravaglia, direttore generale
di Fineco Bank."
La questione è nota (passaggio dall'ancoraggio al tasso BCE al tasso
Euribor, oggi sfavorevole per il cliente), l'abbiamo già discussa anche qui
poco tempo fa.
Ma la "chicca" di ascoltare la viva voce del Dott. Ravaglia (dopo le
centinaia di voci anonime del Call Center) IMO è da non perdere.
Il link è il seguente:
http://www.radio24.ilsole24ore.com/p...-al-giorno.mp3
(è possibile che venga preventivamente richiesta l'installazione di un
(innocuo) plug-in per media player)
La rubrica è a cura del giornalista Roberto Galullo.
Buon ascolto (è roba di pochi minuti) e se avete commenti, siamo tutti
qui....
:-)
"Ander" <anderdontspamme@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:hm0lak$js8$1@newsread.albacom.net...
> Non posso accedere a quella pagina dal lavoro, mi citeresti il punto in
> questione? Mi interessa in quanto correntista Fineco.
Mah, anche tu dovresti aver ricevuto il 19 gennaio scorso la lettera da
Fineco di cui si discute nella trasmissione:
(stralcio)
Gentile XXXXXXXXXX,
........
Da sempre e per prima Fineco ha garantito l'allineamento automatico della
remunerazione del conto al tasso di riferimento del mercato: quello della
Banca Centrale Europea (BCE).
I recenti cambiamenti dello scenario economico, tuttavia, hanno modificato
il ruolo del tasso BCE come strumento di politica economica e monetaria.
Attualmente il tasso BCE e' infatti finalizzato piu' al controllo del
livello d'inflazione che alla necessita' di riflettere le aspettative degli
operatori sull'andamento dei tassi.
Questo ci impone oggi, per continuare a garantire una sana e prudente
gestione, di adottare dei nuovi indici di riferimento per la determinazione
degli interessi applicabili ai rapporti con la clientela. Tali indici
rappresentano piu' fedelmente il tasso reale al quale le banche investono le
somme raccolte.
A partire dal 1° marzo 2010 ci saranno quindi due novita' principali:
1) I tassi di interesse attivi e passivi non saranno piu' ancorati a BCE ma
al parametro Euribor 1 mese 360 (http://it.wikipedia.org/wiki/Euribor). Il
tasso attivo sul suo conto sara' quindi Euribor 1 mese 360 - 0,25%, anziche'
BCE - 0,25%.
2) Verra' eliminato il limite di remunerazione allo 0,25% sui primi 2.000
euro di deposito. L'intera liquidita' sul suo conto, fin dal primo
centesimo, maturera' quindi interessi pari a Euribor 1 mese 360 - 0,25%.
Saranno infine indicizzati al tasso Euribor 1 mese 360 anche i tassi passivi
legati a fidi e alle operazioni in marginazione.
Tali variazioni costituiscono una proposta di modifica unilaterale del
contratto, avranno efficacia dal 1° marzo 2010 e si intenderanno da lei
accettate in assenza di un recesso dal contratto, senza spese, entro 60
giorni dal ricevimento di questa comunicazione.
In passato i tassi Euribor e BCE sono sempre stati allineati. Attualmente
Euribor e' inferiore rispetto a BCE: questo vuol dire che, almeno
nell'immediato, la remunerazione netta del suo conto Fineco potra' essere
inferiore a quella attuale.
..........
I miei migliori saluti.
Franco Ravaglia
Direttore Generale
FinecoBank
=====================
Questo è il succo della questione (e per la quale un cliente Fineco si è
rivolto a Radio24) sottoposta nel corso della trasmissione. Ovviamente a
Ravaglia che, in sostanza, non ha fatto altro che ripetere il contenuto
della lettera, ha poi risposto Lannutti (ADUSBEF).... nel modo che ormai
tutti conosciamo.
Comunque, e come al solito, in questi casi non ci sono alternative alla
possibilità (con termini precisi) di recedere dal contratto e cambiare
banca.
E questo purtroppo succede *sempre* nei casi di modifiche unilaterali della
banca. Una trattativa (tranne che per i soliti noti) è praticamente
impossibile da proporre.
La banca d'altra parte già sa che *tutto* il sistema si muove all'unisono
per determinate strategie di fondo. Quindi anche cambiare quasi mai risolve
il problema, al massimo lo attenua.
IMO, come dice Lannutti in trasmissione sarebbe ora che la clientela
cominciasse a muoversi unita e compatta di fronte a questioni che la
interessano tutta.
Il problema però resta sul come fare visto che la "class action
all'italiana" mi pare sia stata fatta anzichè a tutela dei consumatori, a
tutela di banche, imprese e servizi pubblici.
> IMO, come dice Lannutti in trasmissione sarebbe ora che la clientela
> cominciasse a muoversi unita e compatta di fronte a questioni che la
> interessano tutta.
La questione è: conviene?
Nel senso: conviene per quanto riguarda l'interesse sul c/c, che è
comunque prossimo allo zero, sbattersi per cambiare banca, cambiare tutte
le domiciliazioni (si, è vero, potrebbero/dovrebbero essere automatiche,
ma per qualche motivo ce ne è sempre qualcuna che non viene trasferita),
restituire carte/bancomat con quello che comporta in termini di seccature
e tempo impiegato (e anche il mio tempo costa) per poi trovarsi di fronte
allo stesso comportamento da parte della nuova banca magari tra due mesi?
Poi che si fa, si ricomincia? Il tutto magari, per una clientela media che
ha 2-3-4000 di euro di deposito in c/c, per 20 euro/anno di interessi,
tassati al 27%, che magari recupero in altro modo per le differenti
condizioni contrattuali (costo carte, operazioni, altro)?
Una cosa del genere probabilmente conviene a un certo tipo di clientela
con ben altri volumi di soldi depositati e ben altri utilizzi (azioni &
co). Ma guarda caso sono la parte minoritaria, quella che ha potere
contrattuale e che comunque riesce a spuntare condizioni di favore.
> Il problema però resta sul come fare visto che la "class action
> all'italiana" mi pare sia stata fatta anzichè a tutela dei consumatori, a
> tutela di banche, imprese e servizi pubblici.
Basterebbe un serio antitrust con poteri sanzionatori pesanti e
inappellabili (e sanzioni non scaricabili sulla clientela, del tipo multa
pesante e blocco delle tariffe per x mesi/anni a seconda della gravità
della condotta. Poi sarebbe da vedere se l'azionista che ci rimetterebbe
di suo l'osso del collo manterrebbe certi dirigenti sulle loro poltrone).
Ma questa è una utopia.
"FB" <flabrandNoSpam@spamtin.it> ha scritto nel messaggio
news:hm0t1c$6nd$1@news.newsland.it...
> Fred(R) ha scritto:
>> IMO, come dice Lannutti in trasmissione sarebbe ora che la clientela
>> cominciasse a muoversi unita e compatta di fronte a questioni che la
>> interessano tutta.
> La questione è: conviene?
> Nel senso: conviene per quanto riguarda l'interesse sul c/c, che è
> comunque prossimo allo zero, sbattersi per cambiare banca,
Sono stato male interpretato. Muoversi tutti insieme nel senso che solo così
si potrebbe ottenere un "ripensamento" dalla banca di cui si è clienti.
Tieni presente anche che sono cambiate (in peggio) anche le condizioni per
fidi e prestiti personali il che per molti può avere la sua importanza.
> Basterebbe un serio antitrust con poteri sanzionatori pesanti e
> inappellabili (e sanzioni non scaricabili sulla clientela, del tipo multa
> pesante e blocco delle tariffe per x mesi/anni a seconda della gravità
> della condotta. Poi sarebbe da vedere se l'azionista che ci rimetterebbe
> di suo l'osso del collo manterrebbe certi dirigenti sulle loro poltrone).
> Ma questa è una utopia.
Infatti. Ricordavo proprio qui alcuni giorni fa che la multa max dell'AGCM è
di 500mila euro, una soffiata di naso quando i comportamenti scorretti fanno
fruttare milioni/miliardi di euro.
E manco è previsto qualcosa di particolare in caso di recidiva. Il "reato"
può essere ripetuto quanto si vuole. Credo che a certi dirigenti vengano
assegnati bonus speciali per tali imprese, altro che mandarli a casa.
:-(
> Sono stato male interpretato. Muoversi tutti insieme nel senso che solo
> così si potrebbe ottenere un "ripensamento" dalla banca di cui si è
> clienti.
> Tieni presente anche che sono cambiate (in peggio) anche le condizioni
> per fidi e prestiti personali il che per molti può avere la sua importanza.
Purtroppo Fred, questa è una "caratteristica" dell'Italia, in ogni sua
sfumatura: accettare passivamente.
In Francia per un contratto di lavoro che non piace, si manda a fuoco
mezza città, quando da noi intervistano i lavoratori con contratto a
progetto dell'INPS (ahaha) la risposta è stata "eh...e che ci vuole
fare... è così, pazienza...".
E' inserito nel DNA italiano, vedi una mazza da baseball e al massimo ci
metti sopra un po' di vasellina perchè scivoli meglio. Ma non vai oltre.
Come hai letto poco sopra, già hai ricevuto risposte di "cambiare banca
costa tempo, spedizione delle carte, rid da spostare bla bla bla".
Quindi andiamo avanti così.
Io però l'ho fatto, non con Fineco... ma quando le condizioni della mia
banca sono cambiate e quando mi ero accorto che rispetto alle
concorrenti era rimasta indietro, ho cambiato senza indugi, non sono
certo 3 euro di raccomandata che mi fermano o qualche rid da spostare,
ma per molti non è così....
> Infatti. Ricordavo proprio qui alcuni giorni fa che la multa max
> dell'AGCM è di 500mila euro, una soffiata di naso quando i comportamenti
> scorretti fanno fruttare milioni/miliardi di euro.
Le banche e grandi aziende sono sempre protette. Danno la multa per dare
il contentino alla gente, banche, operatori telefonici etc etc ricevono
multe ridicole, ma è tutto fatto apposta, ovviamente.
P.S.: non sperare che ti rispondano bancari dicendoti "hai ragione Fred,
quelli di Fineco sono stati veramente dei brutti brutti e cattivi!!" :P
On Tue, 23 Feb 2010 18:51:23 +0100, in it.economia.banche "Danielem" wrote:
>concorrenti era rimasta indietro, ho cambiato senza indugi, non sono
>certo 3 euro di raccomandata che mi fermano o qualche rid da spostare,
>ma per molti non è così....
Il problema è che non è solo quello...
Ti faccio un esempio.
La scorsa primavera invio una raccomandata per il recesso della carta postamat.
Mi riscrivono che così non va bene. Devo riconsegnare la vecchia carta.
Gli rispondo che me la tengo fino a scadenza. Ma non voglio la nuova.
Mi replicano che viene emessa in automatico.
Non la ho mai ritirata.
Aspetto che passi -inevitabilmente- l'addebito per una carta che non ho più.
Puntualmente arriva.
Mando la cointestataria del conto con tutto il plico della corrispondenza
all'ufficio.
Gli rispondono che devo andare personalmente io (potrebbe essere un dispetto,
gli dicono), con buona pace dell'operatività distinta.
Mi scarico ed invio il modello per il reclamo.
Lo invio.
Ora dovrò aspettare i 60 giorni (che passeranno senza risposta), prima di poter
avviare la procedura di conciliazione.
Nel frattempo mi arriverà anche l'estratto conto. Dovrò contestare.
Ci vuole il fisico!
(e una certa dote documentale).
Detto questo, io NON cambierei banca solo sulla base di una scarsa
renumerazione della liquidità giacente.
Saluti, Mamo.
--
Conoscere i corretti comportamenti da tenere,
è il miglior modo per frequentare i newsgroup.
Inizia a leggere qualcosa: http://wiki.news.nic.it/AiutoComposizione
>> Non posso accedere a quella pagina dal lavoro, mi citeresti il punto
>> in questione? Mi interessa in quanto correntista Fineco.
> Mah, anche tu dovresti aver ricevuto il 19 gennaio scorso la lettera da
> Fineco di cui si discute nella trasmissione:
> (stralcio)
Sì sì, mi sono espresso male, la lettera la conosco, mi interessava la
risposta del tizio in trasmissione, che cmq mi pare di capire non abbia
aggiunto elementi nuovi. Ti ringrazio per la puntualità della tua risposta.
Ciao
Ander
> e tempo impiegato (e anche il mio tempo costa) per poi trovarsi di fronte
> allo stesso comportamento da parte della nuova banca magari tra due mesi?
Mi stavo affacciando a Iwbank, perché volevo andarmene da Fineco.
Ebbene sul loro sito leggo che per avere un libretto di assegni occorre
che siano trascorsi almeno sei mesi dall'apertura del conto _oltre_
all'ovvio AS (accredito stipendio).
Io in sei mesi che faccio? Non faccio assegni o tengo aperto ancora
Fineco? Se tolgo l'AS da Fineco in favore di IwBank ci pago pure i
5,95Eur di canone/mese e dunque dove va a finire tutta questa
convenienza di cambiare banca?
Il banchiere di dio
Bigmeme: E' MORTO MONS.MARCINKUS, ERA CHIAMATO IL 'BANCHIERE DI DIO' CITTA' DEL
VATICANO
E' morto monsignor Paul Marcinkus, l'arcivescovo americano legato allo
scandalo del crack del Banco Ambrosiano. La...
Banche
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24-02-2006 22.27.58
E' morto il banchiere di Dio
Woodstock®: AVREBBE DOVUTO DEPORRE AL PROCESSO PER L'OMICIDIO DEL
BANCHIERE
MARCINKUS, PM TESCAROLI: AVEVA LEGAMI DIRETTI CON
SINDONA E CALVI
(21/02/2006) - "Nei motivi per cui abbiamo chiesto
il rinvio...
Borsa
2
21-02-2006 23.47.25
Ehilà c'è un banchiere che s'è accorto
'Jackal: che cala la domanda di credito a breve............................e nel
2003 dove stava sulla luna ????
Arisvejateeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee